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martedì 8 dicembre 2009

We have nothing to fear


Giulia e Simone mi hanno fatto scoprire questo filmato. Diane Savino, del senato dello Stato di New York, è una persona normale. Mentre i colleghi la ascoltano, Diane espone le posizioni di tutti noi (io, i miei amici, le persone laiche che la pensano più e meno come me) nel modo in cui le spiegheremmo noi, se fossimo così chiari, essenziali e comunicativi. Anche solo nel vocabolario, nel tono, nella distanza dalla retorica specifica dei rappresentanti europei (e soprattutto italiani) si sente una vicinanza a cui non siamo abituati.
Un po’ come quando andai a visitare la sinagoga di Milano, e scoprii che il rabbino, dal pulpito, parla normale, senza tagliare le doppie, senza salmodiare la predica, senza usare perfino un timbro che significa distanza. E mi accorsi ancora più chiaramente, per contrasto, che i preti no, i nostri parlamentari no, non sono come noi: sono di un’altra specie.


Grande! Lo dice anche la senatrice: ci si concentra più spesso sull’apparenza delle cose, che sulla loro sostanza.

al decimo video in lingua originale guadagnamo qualche ‘punto Bordone’ al Toefl?
(sì, fear è la parola chiave)

E’ così Matteo, il meglio è sempre da un’altra parte.

Grande!

Bread to the bread, wine to the wine.

Ma nell’argomentare della senatrice c’è – sotto traccia – il vero punto della questione: non è tanto il discutere del matrimonio omo od etero. Il punto è proprio il matrimonio in quanto tale…

Di solito quando parlo non ho un tono distaccato ma familiare

In ogni caso, nemmeno lei li ha convinti, a quanto pare…

Incredibile. Sembra tutto così semplice.

Infonde speranza, no? Indipendentemente dal risultato, dico.

Questa è politica.

Non c’è dubbio un gran bel pezzo di oratoria politica. Mi ha quasi convinto.

Per di piu’ e’ cattolica.

Io le do ragione a prescindere per le tette.

Ecco, io vorrei essere così.

Commovente!