mercoledì 16 dicembre 2009
Ministero della Lingua – CAI – Circolare #2/2009
Alla luce di sempre più numerosi casi di abuso del participio passato nella nostra lingua, commessi sulla scorta di quei calchi di derivazione anglofona contro cui si batte questo organismo, si vuole qui limitare l’attenzione al caso del verbo “richiedere”.
Nella lingua italiana il verbo richiedere si costruisce con il soggetto del richiedente, il complemento oggetto della richiesta e il complemento di termine della persona. [Es. Gianni richiede ulteriori spiegazioni all’Avvocato Impallomeni.] Quando si utilizza la forma passiva dello stesso verbo quindi, l’oggetto della richiesta è soggetto, la persona è complemento d’agente. [Es. Spiegazioni ulteriori sono richieste all'Avvocato Impallomeni da Mario.] Alla luce di tutto questo, e vista la diffusione di numerosissimi abusi nel campo dei participi, con la presente si fa espresso
DIVIETO
di utilizzare la parola “richiesto/a/i”, riferendola a esseri viventi, presunti tali, enti e istituzioni che siano oggetto del richiedere, come nei seguenti esempi.
L’Avvocato Impallomeni, richiesto da Gianni di trovare una soluzione, gli mostrò le natiche e rifiutò di collaborare.
Richiesto di esporre i fatti, Gianni seppe rispondere solo a monosillabi.
o addirittura
Richiesto di raccontare la verità sul caso che lo vedeva protagonista delle prime pagine di tutti i giornali, si capì subito che Gianni non avrebbe saputo rispondere senza scoppiare in lacrime.
La circolare ha effetto immediato, e non prevede che una eccezione: quella di un celebre giornalista biondo wagneriano, al quale si fornirà un mese di tempo per adeguarsi, in virtù di ragioni personali di indulgenza, che la Commissione non intende divulgare pubblicamente.
Milano, 16 dicembre 2009
Commissione Anti-Inglesano
Ministero della Lingua
Si richiede cortesemente a Vs. Eccellenza, Ministro della Lingua Bordone, la pubblicazione nel più breve tempo possibile di circolare esplicativa sulle sanzioni fisiche e pecuniarie da doversi applicare.
scritto da Garibaldi S mercoledì.16.12.09 15:15
Questa la sottoscrivo senza se e senza ma (lo so, lo so, sono scema).
scritto da Nandina mercoledì.16.12.09 15:28
Ma si leggono e/o dicono cose di questo tipo? Mamma mia…
scritto da Marco mercoledì.16.12.09 15:31
Si potrebbe nominalizzare: “alla richiesta di…”, “dietro richiesta di…”, “dopo la richiesta di…”
scritto da rock me amadeus mercoledì.16.12.09 15:55
E anche “su richiesta di…”
scritto da rock me amadeus mercoledì.16.12.09 15:55
Mai sentite frasi del genere (che in italiano son effettivamente terribili) ma più che inglesismi mi sembrano un ritorno al caro vecchio ablativo assoluto.
scritto da Davide mercoledì.16.12.09 16:01
temo allora che al ministero non piacerà neppure l’espressione “spesse volte”.
tutte queste cose, queste specie di figure retoriche hanno un nome. devo averlo anche studiato, al liceo, ma non me lo ricordo…
scritto da mario mercoledì.16.12.09 16:10
Povero Gianni, però.
scritto da Watkin mercoledì.16.12.09 16:48
Sai che sei simpatico alla fine, come un nonno brontolone.
C’e’ anche lo devo fare perché è richiesto = required
scritto da Lorenzo mercoledì.16.12.09 16:49
la riefenstahl spande un’aura di classe su qualsiasi cosa le capiti vicino.
scritto da ena mercoledì.16.12.09 17:09
a questo punto, vista la proliferazione dei proclami, proporrei una nuova categoria ad hoc, che ne so: vi renderò editti…(sono archivista dentro)
scritto da giacomix mercoledì.16.12.09 17:10
La circolare ha effetto immediato, e non prevede che una eccezione
ma anche questa: la “,”, omettiamola.
scritto da canablach mercoledì.16.12.09 17:51
aderisco.
scritto da riccardo r mercoledì.16.12.09 17:56
La virgola lì è a gusto. Se dici “mi piacciono le mele e le pere” la virgola non ci va. Se dici “mi piacciono le mele e andare in bici” puoi metterla o non metterla, a seconda di milioni di variabili che non ti sto a dire (neanche io le so tutte).
E comunque le circolari non si discutono. O vuoi che faccia il tuo nome al ministro?
scritto da Matteo Bordone mercoledì.16.12.09 18:05
la virgola lì, proprio lì, è anche visivamente sgradevole. In ogni caso non combatterò a morte per quel piccolo svolazzo grafico. Il mio nome, al sinistro ministro, proprio no, no, no!
scritto da canablach mercoledì.16.12.09 18:15
Io proprongo una circolare simile contro l’uso del verbo “sparare” come aggettivo (tipo “è stato sparato”).
L’ho sentito dire anche nei tg a volte, magari è solo un problema mio ma mi fa rabbrividire.
scritto da Ro mercoledì.16.12.09 18:47
A proposito della virgola: quanto inglesano che si nasconde dietro la punteggiatura che ho visto usare da molti, uh quanto.
scritto da Siccio mercoledì.16.12.09 19:17
…evviva il ministero!!! (e la moglie del ministro!!
)
le pippe grammaticali sono la prima cazzata che leggo su vanity!!!!!…..
scritto da mavvia mercoledì.16.12.09 19:59
“Rikiesto” sarebbe stata una forma più simpatica.
scritto da ann mercoledì.16.12.09 21:28
Ottimo… Caro Ministero della Lingua, può fare un’altra cirolare contro l’uso improprio di “piuttosto” perfavore?
scritto da chiara mercoledì.16.12.09 21:49
@ siccio
Punteggiatura inglesana tipo “le cose, cambiano”?
scritto da enea giovedì.17.12.09 00:17
Oltre ad essere palesemente inglesano, sembra pure una costruzione ispirata ai meridionalismi, tipo “Esci il cane che lo piscio”, “Scendi la pasta”, “Mi hanno imparato che”. Che sono mostruosamente divertenti, peraltro.
scritto da Ferro giovedì.17.12.09 08:21
“escimi il (tuo) cane che te lo piscio”
scritto da aleph giovedì.17.12.09 08:57
Più che inglesiano, mi paiono traduzioni con testo a fronte dal catanzarese legale.
Volendo proprio tentare di eradicare le influenze negative delle lingue straniere, i cui vocaboli vengono introdotti nei discorsi dagli ignoranti per darsi un tono o per comunicare appartenenza ad un insieme che non li conosce, comincerei dal meneglese.
Ad esempio:
“La performanza e la reliabilità ci consente un placement pro; altro che prosumer!”; eravamo in Piazzale Corvetto qualche anno fa.
“Troppi pochi boxini da crossare”; eravamo a Parma, ma venivamo tutti, lavorativamente, da Milano.
Finì che un giorno un collega disse che “noi informatici non cresciamo mai” ed io abbia capito crashiamo.
E quindi mi venne di dargli indebitamente torto…
scritto da mORA giovedì.17.12.09 09:07
il Filippo wagneriano è avvisato…
scritto da il bagnino giovedì.17.12.09 09:42
non centra niente con il post ma secondo me, caro matteo, ti piace: http://www.altrafedelta.wordpress.com
scritto da marco giovedì.17.12.09 10:12
Troppo facile prendersela con i calchi dall’inglese o dal catanzarese, prepariamo i roghi anche per chi non usa termini italiani D.O.C., ma che bastardamente e surrettiziamente usa termini adottati da altre lingue straniere. Segue qualche esempio per farvi capire la gravità del problema, ma ne avrei per pagine intere.
Dall’arabo arrivano: cifra, limone, zucchero. Da sostituire immediatamente con i termini italiani corrispondenti.
Dal francese: cinema, boutique, e ragù: via anche questi, da tradurre subito in italiano.
Dal germanico: guardia, albergo e sapone. Che poi si sa che i tedeschi sono zozzoni, se lo sognano il sapone, venissero a imparare da noi che abbiamo il bidet. A proposito in italiano come si dice bidet?
E dall’inglese altro che prosumer e boxino, mandiamo invece a quel paese il whisky e il rock che sono strumenti del diavolo, e così facciamo contento anche Sua Santità!
scritto da Gert dal Pozzo giovedì.17.12.09 11:10
Non direi che si tratti di inglesismo.
Probabilmente è ablativo assoluto.
Negli atti notarili di 50 anni fa e di oggi la “chiusa” dell’atto comincia con queste parole: “Richiesto io Notaio ho letto il presente atto…etc. etc.”
scritto da pius giovedì.17.12.09 12:32
@mora aggiungo che gli scienzati che si danno un tono parlano infilando “randomicamente” utilizzando parole insesistenti e cacofoniche come la “magnificazione” dell’immagine al microscopio elettronico. Chiedo urgente intervento del ministero.
scritto da AnnaF giovedì.17.12.09 13:20
senta, ministro, per favore, io faccio la cassiera, può cortesemente pensare a un decreto sull’uso del verbo pagare? tipo che la gente deve imparare che non sono io che pago, quindi è inutile che arrivino alla cassa e mi dicano “signorina si paghi questo per favore”. la ringrazio
scritto da mumucs giovedì.17.12.09 13:51
E anche per oggi sono stato imparato di qualcosa di nuovo.
scritto da Acqua giovedì.17.12.09 16:55
“Randomicamente”: cioè, “a cazzo di cane”?
scritto da biagio giovedì.17.12.09 19:59
OT: Perchè Blognation vuole che inserisca utente e password?
E’ già scattata la cura cinese di Maroni?
scritto da duffogrup giovedì.17.12.09 21:29
L’ha chiesta anche a me, ma non gli ho risposto e la pagina si è aperta ugualmente
scritto da La Cosa giovedì.17.12.09 21:42
E cosa dire di “mi auspico” che sento e leggo sempre più usato, anche da insospettabili, come fosse un verbo riflessivo?
scritto da Zoe giovedì.17.12.09 22:45
Io per esempio non sopporto le parole con le doppie: mamma, babbo, pappa…
scritto da Vittorio De Sica giovedì.17.12.09 23:20
Propongo all’attenzione della Commissione anche l’utilizzo di “eventualmente” nel senso di “eventually” (“alla fine”) e di “si suppone che tu” nel senso di “you are supposed to” (“devi”).
L’altro giorno, però, confesso di aver detto (sentendomi un verme per l’ora e mezza successiva) che “la canzone in fondo al mio segmento non sfuma, ma è intesa per essere così”. (Per la cronaca, Google dà oltre 300.000 risultati per “inteso per essere”… non è che davvero “meant to be” si può tradurre alla lettera?!)
scritto da Zeennee venerdì.18.12.09 00:28
Qualcuno ha già tirato in mezzo “realizzare” col significato di “comprendere”, ricalcato su “to realize”? Quello è veramente oscemo.
scritto da Siccio venerdì.18.12.09 08:39
All’interno del Ministero della Lingua, c’è un piccolo ufficio oggetti smarriti, e sul cartello c’è scritto: Richiedete, vi sarà ridato.
scritto da piero venerdì.18.12.09 10:37
realizzare col significato di comprendere è italiano.
scritto da fabbio domenica.20.12.09 11:06
Bravo Min. Bordone. Che cosa vuoi regalato?
scritto da Umberto Luparelli domenica.20.12.09 16:27
“Sul modello dell’ingl. to realize, rendersi esattamente conto, comprendere” (vocabolario Treccani)
scritto da Siccio domenica.20.12.09 17:25
@umberto luparelli
Correggo in “…Che cosa vuoi ESSERE regalato?”
scritto da paoletto lunedì.28.12.09 14:11