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mercoledì 16 dicembre 2009

Ministero della Lingua – CAI – Circolare #2/2009


artwork_images_141083_438113_leni-riefenstahl Alla luce di sempre più numerosi casi di abuso del participio passato nella nostra lingua, commessi sulla scorta di quei calchi di derivazione anglofona contro cui si batte questo organismo, si vuole qui limitare l’attenzione al caso del verbo “richiedere”.
Nella lingua italiana il verbo richiedere si costruisce con il soggetto del richiedente, il complemento oggetto della richiesta e il complemento di termine della persona. [Es. Gianni richiede ulteriori spiegazioni all’Avvocato Impallomeni.] Quando si utilizza la forma passiva dello stesso verbo quindi, l’oggetto della richiesta è soggetto, la persona è complemento d’agente. [Es. Spiegazioni ulteriori sono richieste all'Avvocato Impallomeni da Mario.] Alla luce di tutto questo, e vista la diffusione di numerosissimi abusi nel campo dei participi, con la presente si fa espresso

DIVIETO

di utilizzare la parola richiesto/a/i”, riferendola a esseri viventi, presunti tali, enti e istituzioni che siano oggetto del richiedere, come nei seguenti esempi.

L’Avvocato Impallomeni, richiesto da Gianni di trovare una soluzione, gli mostrò le natiche e rifiutò di collaborare.

Richiesto di esporre i fatti, Gianni seppe rispondere solo a monosillabi.

o addirittura

Richiesto di raccontare la verità sul caso che lo vedeva protagonista delle prime pagine di tutti i giornali, si capì subito che Gianni non avrebbe saputo rispondere senza scoppiare in lacrime.

La circolare ha effetto immediato, e non prevede che una eccezione: quella di un celebre giornalista biondo wagneriano, al quale si fornirà un mese di tempo per adeguarsi, in virtù di ragioni personali di indulgenza, che la Commissione non intende divulgare pubblicamente.

Milano, 16 dicembre 2009

Commissione Anti-Inglesano

Ministero della Lingua


Si richiede cortesemente a Vs. Eccellenza, Ministro della Lingua Bordone, la pubblicazione nel più breve tempo possibile di circolare esplicativa sulle sanzioni fisiche e pecuniarie da doversi applicare.

Questa la sottoscrivo senza se e senza ma (lo so, lo so, sono scema).

Ma si leggono e/o dicono cose di questo tipo? Mamma mia…

Si potrebbe nominalizzare: “alla richiesta di…”, “dietro richiesta di…”, “dopo la richiesta di…”

E anche “su richiesta di…”

Mai sentite frasi del genere (che in italiano son effettivamente terribili) ma più che inglesismi mi sembrano un ritorno al caro vecchio ablativo assoluto.

temo allora che al ministero non piacerà neppure l’espressione “spesse volte”.

tutte queste cose, queste specie di figure retoriche hanno un nome. devo averlo anche studiato, al liceo, ma non me lo ricordo…

Povero Gianni, però.

Sai che sei simpatico alla fine, come un nonno brontolone.
C’e’ anche lo devo fare perché è richiesto = required

la riefenstahl spande un’aura di classe su qualsiasi cosa le capiti vicino.

a questo punto, vista la proliferazione dei proclami, proporrei una nuova categoria ad hoc, che ne so: vi renderò editti…(sono archivista dentro)

La circolare ha effetto immediato, e non prevede che una eccezione

ma anche questa: la “,”, omettiamola.

aderisco.

La virgola lì è a gusto. Se dici “mi piacciono le mele e le pere” la virgola non ci va. Se dici “mi piacciono le mele e andare in bici” puoi metterla o non metterla, a seconda di milioni di variabili che non ti sto a dire (neanche io le so tutte).
E comunque le circolari non si discutono. O vuoi che faccia il tuo nome al ministro?

la virgola lì, proprio lì, è anche visivamente sgradevole. In ogni caso non combatterò a morte per quel piccolo svolazzo grafico. Il mio nome, al sinistro ministro, proprio no, no, no!

Io proprongo una circolare simile contro l’uso del verbo “sparare” come aggettivo (tipo “è stato sparato”).
L’ho sentito dire anche nei tg a volte, magari è solo un problema mio ma mi fa rabbrividire.

A proposito della virgola: quanto inglesano che si nasconde dietro la punteggiatura che ho visto usare da molti, uh quanto.

…evviva il ministero!!! (e la moglie del ministro!! :D )
le pippe grammaticali sono la prima cazzata che leggo su vanity!!!!!…..

“Rikiesto” sarebbe stata una forma più simpatica.

Ottimo… Caro Ministero della Lingua, può fare un’altra cirolare contro l’uso improprio di “piuttosto” perfavore?

@ siccio
Punteggiatura inglesana tipo “le cose, cambiano”?

Oltre ad essere palesemente inglesano, sembra pure una costruzione ispirata ai meridionalismi, tipo “Esci il cane che lo piscio”, “Scendi la pasta”, “Mi hanno imparato che”. Che sono mostruosamente divertenti, peraltro.

“escimi il (tuo) cane che te lo piscio”

Più che inglesiano, mi paiono traduzioni con testo a fronte dal catanzarese legale.

Volendo proprio tentare di eradicare le influenze negative delle lingue straniere, i cui vocaboli vengono introdotti nei discorsi dagli ignoranti per darsi un tono o per comunicare appartenenza ad un insieme che non li conosce, comincerei dal meneglese.

Ad esempio:

“La performanza e la reliabilità ci consente un placement pro; altro che prosumer!”; eravamo in Piazzale Corvetto qualche anno fa.

“Troppi pochi boxini da crossare”; eravamo a Parma, ma venivamo tutti, lavorativamente, da Milano.

Finì che un giorno un collega disse che “noi informatici non cresciamo mai” ed io abbia capito crashiamo.

E quindi mi venne di dargli indebitamente torto…

il Filippo wagneriano è avvisato…

non centra niente con il post ma secondo me, caro matteo, ti piace: http://www.altrafedelta.wordpress.com

Troppo facile prendersela con i calchi dall’inglese o dal catanzarese, prepariamo i roghi anche per chi non usa termini italiani D.O.C., ma che bastardamente e surrettiziamente usa termini adottati da altre lingue straniere. Segue qualche esempio per farvi capire la gravità del problema, ma ne avrei per pagine intere.

Dall’arabo arrivano: cifra, limone, zucchero. Da sostituire immediatamente con i termini italiani corrispondenti.

Dal francese: cinema, boutique, e ragù: via anche questi, da tradurre subito in italiano.

Dal germanico: guardia, albergo e sapone. Che poi si sa che i tedeschi sono zozzoni, se lo sognano il sapone, venissero a imparare da noi che abbiamo il bidet. A proposito in italiano come si dice bidet?

E dall’inglese altro che prosumer e boxino, mandiamo invece a quel paese il whisky e il rock che sono strumenti del diavolo, e così facciamo contento anche Sua Santità!

Non direi che si tratti di inglesismo.
Probabilmente è ablativo assoluto.
Negli atti notarili di 50 anni fa e di oggi la “chiusa” dell’atto comincia con queste parole: “Richiesto io Notaio ho letto il presente atto…etc. etc.”

@mora aggiungo che gli scienzati che si danno un tono parlano infilando “randomicamente” utilizzando parole insesistenti e cacofoniche come la “magnificazione” dell’immagine al microscopio elettronico. Chiedo urgente intervento del ministero.

senta, ministro, per favore, io faccio la cassiera, può cortesemente pensare a un decreto sull’uso del verbo pagare? tipo che la gente deve imparare che non sono io che pago, quindi è inutile che arrivino alla cassa e mi dicano “signorina si paghi questo per favore”. la ringrazio

E anche per oggi sono stato imparato di qualcosa di nuovo.

“Randomicamente”: cioè, “a cazzo di cane”?

OT: Perchè Blognation vuole che inserisca utente e password?
E’ già scattata la cura cinese di Maroni?

L’ha chiesta anche a me, ma non gli ho risposto e la pagina si è aperta ugualmente ;)

E cosa dire di “mi auspico” che sento e leggo sempre più usato, anche da insospettabili, come fosse un verbo riflessivo?

Io per esempio non sopporto le parole con le doppie: mamma, babbo, pappa…

:)

Propongo all’attenzione della Commissione anche l’utilizzo di “eventualmente” nel senso di “eventually” (“alla fine”) e di “si suppone che tu” nel senso di “you are supposed to” (“devi”).

L’altro giorno, però, confesso di aver detto (sentendomi un verme per l’ora e mezza successiva) che “la canzone in fondo al mio segmento non sfuma, ma è intesa per essere così”. (Per la cronaca, Google dà oltre 300.000 risultati per “inteso per essere”… non è che davvero “meant to be” si può tradurre alla lettera?!)

Qualcuno ha già tirato in mezzo “realizzare” col significato di “comprendere”, ricalcato su “to realize”? Quello è veramente oscemo.

All’interno del Ministero della Lingua, c’è un piccolo ufficio oggetti smarriti, e sul cartello c’è scritto: Richiedete, vi sarà ridato.

realizzare col significato di comprendere è italiano.

Bravo Min. Bordone. Che cosa vuoi regalato?

“Sul modello dell’ingl. to realize, rendersi esattamente conto, comprendere” (vocabolario Treccani)

@umberto luparelli
Correggo in “…Che cosa vuoi ESSERE regalato?”