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venerdì 18 dicembre 2009

All you need is duty



In questi giorni, dopo l’aggressione al Presidente del Consiglio, si sono fatti dei discorsi su amore e odio, su generosità e egoismo, sulla polarizzazione sociale, il clima, questo e quello. E ho pensato che non ci credo, non me la bevo, troppa roba infilata in un discorso pane e salame. Ho pensato che la politica deve farsi più protestante, più morale e meno amorevole, più agnostica sull’amore e credente sul dovere. Il resto, mi sono detto, sono stupidate: cosa sentite dire al bar, buone per un romanzo d’appendice. Ho pensato che alla fine è tutto molto più semplice di come te lo raccontano.


Purtroppo l’aggettivo “protestante” e’ agli antipodi dell’attuale maggioranza (e anche di buona parte dell’opposizione). Viviamo una deriva populista/peronista, che fa molta piu’ riuscita con un sostrato culturale cattolico. E purtroppo abbiamo proprio dentro casa un tizio che non fa altro che sbadilare tonnellate di humus su questo sostrato.

La scelta di Devendra Banhart ti è forse stata ispirata dal concerto che ci sarà stasera a Milano?

Il cantante sei tu vero matteo?
E’ il vecchio discorso delle socità d’amore e quelle di libertà. In Italia siamo legati ad un modello d’amore. Condivido che ciò si in buona parte dovuto all’essere cattolici. Forse per fare cambiare la politica bisogna farsi protestanti e mettersi a convertire il prossimo.

Ste, “protestante” è agli antipodi dell’Italia, mi sa.

@biagio: eh, purtroppo hai ragione. Ma sai c’e’ quella storia che la classe politica dovrebbe essere superiore al popolo che rappresenta, e allora uno ci spera sempre.

I see what was going on as our duty….

“Ho pensato che la politica deve farsi più protestante”. Solite cazzatine.