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venerdì 18 dicembre 2009

Il futuro è quel che è [NEW SUPER MARIO BROS. Wii]


bob_hoskinsNon ho mai creduto che le cose del futuro fossero le cose del passato ma USB. Mai. Non ci sono mai cascato, se non da bambino proprio tanto piccolo. Forse perché a un certo punto mi sono messo a leggere Philip Dick. Non lo so. Fatto sta che la retorica “Lo Gnips è morto. Buttalo via. Sta uscendo il Blaps, che è centomila volte meglio!” com me non attacca. Ci faccio certe litigate con un mio amico, che non lo sapete: si va avanti le ore.
E la mia, attenzione, non è la linea poverista, per cui è tutta una truffa delle multinazionali, e quando si fa la spesa si vota e bla bla bla. No no. Le multinazionali fanno il loro lavoro, quando si fa la spesa si consuma, e se non compri tanti Gnips oggi, col cazzo che poi riescono a venderti i Blaps a un prezzo decente.
È solo che credo al futuro in parallelo. Credo che una cosa non sostituisca l’altra, ma la affianchi. Credo, insomma, all’aumento delle variabili, non alla loro diminuzione.
Il futuro è molto più incasinato del passato, e la complessità aumenta in maniera esponenziale da parecchi anni. Nel futuro di oggi (oggi è il futuro di ieri) la guerra tra voglia di distinguersi e voglia di riconoscersi sarà così violenta che ne usciremo pazzi. Ma secondo me ci divertiremo.
Tutto questo per dire che i fratelli Mario in versione Wii sono la dimostrazione di come il paese più modernista del mondo, il Giappone, sia su molte cose molto più laico e sereno di noi. Usano la tecnologia quando e come serve loro. Per Mario e Luigi, le potenzialità atletiche della Wii (quella cosa per cui dimagrisci e ti viene il gomito del tennista, e uno che conosco è finito in ospedale) sono inutili. E quindi non si usano.
Il gioco è perfetto per chi ha amato e ama Super Mario Bros; ci si gioca anche in tanti, è lunghissimo e divertente.
Accanto a un gioco così, sicuramente ce ne saranno altri che consistono nel mettersi un sensore nel culo e saltare a ritmo di merengue, ma una cosa non ha a che fare con l’altra. Le barche a vela, d’altronde, esistono ancora.


emozionante mettere un commento per prima! solo che non ho da dire nulla di interessante. concordo con te anche se non conosco super mario.

super mario è stato il mio grande amore. Poi è venuto mortal kombat, tomb raider, monkey island, spyro, etc, sì lo so, sono una puttana. Poi misteriosamente ho smesso.

sì, tutto giusto, anche se rimane il sospetto che Nintendo faccia di necessità virtù, visti i limiti tecnici del Wii; ho il dubbio che in un futuro parallelo, un Wii (magari lo Zii già in fase di progettazione), con HD e chip grafici adeguati, stia facendo girare un Super Mario galaxy ancora inimmaginato dalle nostre parti.

Ed aggiungerei anche Nintendo ha nuovamente fatto centro: un gioco “brutto” graficamente e semplice, ma che fa del poter giocare in compagnia il suo punto di forza.
Non so se hai già provato, ma in 4 è un vero delirio!

D.

Da quando ho iniziato a leggere sto fischiettando mentalmente la musichetta del videogioco, con il non trascurabile inconveniente che continua sempre uguale a se stessa finché non vieni fottuto dal fungo o dal tacchino (li ho sempre considerati dei tacchini, ma non ne sono affatto sicuro). Mi resterà in testa almeno fino a stasera.

Da incorniciare.

Uno dei tuoi migliori post (per quel che posso ricordarmi, e io ho la memoria del pesciolino rosso).
Effettivamente the future ain’t what it used to be: lo dici anche tu, ma citare Zuzzurro e Gaspare pareva troppo, no?
Se permetti “Il futuro è molto più incasinato del passato, e la complessità aumenta in maniera esponenziale da parecchi anni. Nel futuro di oggi (oggi è il futuro di ieri) la guerra tra voglia di distinguersi e voglia di riconoscersi sarà così violenta che ne usciremo pazzi. Ma secondo me ci divertiremo.” me lo segno.

Mi piace questa nuova rubrica, “Galaga”, fa tanto nerd.

Sì, le barche a vela esistono ancora. E esisteranno finchè ci sarà vento. (gran bel pezzo).

Tutti i zompi che fa Mario li avrei fatti fare all’idraulico vero quando mi ha presentato la fattura… ‘tacci sua!

Ps è vero che le multinazionali fanno il loro dovere, è che purtroppo gli altri, i sindacati i partiti progressisti ecc., hanno smesso di farlo.

Mi dispiace contraddirti, ma se guardi bene nel tuo portatile non ci sono piú due porte e forse anzi tre: porta parallela per stampanti, porta com1, porta joystick, insomma quello che dici é vero per alcune cose e per altre no. E poi che al SuperMarioBros in bianco e nero su Gameboy ci abbiamo buttato le ore a secchiate, questa é una sacrosanta veritá :-)

ammetto di aver dovuto smettere di giocare a tennis con la wii per riprendere a giocare a tennis veramente!

io però quel film con Bob Hoskins ero quasi riuscito a dimenticarlo

CONSIGLIO di dare un’occchiata al blog LA BIBLIOTECA DI EDWIN MULLHOUSE

A me invece non è piaciuto tanto questo post,,sarà che quando uso la parola ” credo” mi accorgo ke non ci credo mai—risuona dentro così forte e volitiva che sa di fregatura/// e siccome il mio mondo lo applico agli altri,quando qualcuno dice credo-penso subito che non ci crede.e sbaglio,, viva tutti gli sbaragnaus del futuro,anke se fanno un po’ paura—è bello il passato xké puoi essere certo di aver fallito¥¥ Infine Galaga è un nome ke quando lo dici, parli un po’ come da bambini Ga Ga-quindi ci sta proprio bene x i videogioki

Amo Super Mario come raramente ho mai amato altre cose nella vita (è grave?). E quest’ultimo episodio sembra incredibilmente attraente.

Tra l’altro Bob Hoskin è identico a un certo Stefano Galli della lega nErd

A prescindere da SuperMario, con cui ho scarse frequentazioni ma che comunque i miei figli amano, anch’io sono per la vita in parallelo piuttosto che per quella in serie (è come la questione della corrente elettrica nelle lucine dell’albero di Natale, se ne fulmina una, si fulminano tutte, ed è evidente che no, non può andare così).

[...] Read the original post:  Freddy Nietzsche » Il futuro è quel che è [NEW SUPER MARIO BROS. Wii] [...]

idraulici… sensori nel culo… dov’è che si compra sto gioco?

io posso dire che mi sta piacendo, ma lo trovo un po’ troppo difficile? nel senso, galaxy aveva dei passaggi molto difficili, ma si potevano saltare, qui invece sono proprio i passaggi obbligati a portarti a sbarellare. sarà che gioco in solitaria…..

sì, comunque mi hai beccato: i’m addicted!