domenica 20 dicembre 2009
L’ira funesta dei contadini
Se non fossi di fede dalemiana, mi soffermerei forse sulle dichiarazioni del capo? Forse no, direte voi: se non fossi dalemiano passeresti solo il tempo a dire quanto trovi insopportabile l’atteggiamento di Wartere. E invece no: amici, romani, campagnoli, io vengo per lodare Pericle, non Massimo D’Alema.
Qui bisogna essere molto chiari, e chiedersi a cosa sia esattamente la politica. Per farlo, torniamo ai greci, che su queste cose essenziali non hanno mai sbagliato.
La politica è la cosa che fanno i cittadini, quelli della polis. I campagnoli coltivano la terra, si occupano di legami di sangue e di piccoli vicinati; i cittadini hanno deciso di vivere vicini perché per loro c’è qualcosa che viene prima delle rape: altra gente. Il fulcro della loro attività, quindi, è mettersi d’accordo. Se l’errore è ciò che distingue l’uomo dalla bestia, il compromesso è quello che distingue il cittadino dal bifolco.
Io lo so che è bello pensare che la politica sia altro, e per anni anche io ho creduto che fosse importante soprattutto avere dei valori solidi, distinguersi, tenere il punto. Erano gli anni del liceo. Ma nella vita, a meno che non si voglia fare una collezione di punti tenuti, la cosa importante è fare cose. E se è vero nella vita — come attività vale anche meditare, magari, ma sicuramente non “essere convinti di avere ragione”, perché quella non è un’attività, è una posizione, e le posizioni sono l’aspirazione somma, ma solo per gli alberi — lo è ancora ancor di più in politica.
Sì, lo so, lo so: le ideologie, la Guerra Fredda, la contrapposizione bla bla. Appunto, le assemblee di istituto le abbiamo fatte tutti. Qui non si dice che avere delle idee e delle posizioni non serva a niente, anzi. Ma è come sostituire una corsa a ostacoli con un elettrocardiogramma: che batta il cuore per bene è un prerequisito, ma non basta.
Fare cose è il compito della politica. Raccontare cose fatte e successe è il compito della stampa. In Italia tutto questo succede poco, si sa. Per quanto ci riguarda, il parlamento, la stampa, la tv di approfondimento politico potrebbero essere sostituite da un grosso elegantissimo Circolo Pickwick. Solo noi siamo convinti che la Costituzione Italiana sia una specie di parquet installato da un manipolo omogeneo di posatori anonimi. Solo noi siamo abituati a non considerare mai il dibattito parlamentare come qualcosa di produttivo. E lo siamo per una ragione: perché in genere non lo è, men che meno negli ultimi anni.
Lo stesso, che passiamo il nostro tempo a difendere il diritto di dire “No!” (mento lascivo, occhi sbarrati) di una fetta di popolazione — non importa quanto miserabile tu sia nella vita di tutti i giorni, mentre lo dici ti senti una versione guevariana di Gandhi — è stupido, infantile e semplicemente inutile. Certo che è facile, dà soddisfazione, permette di fottersene dei problemi specifici, manco guardare in faccia gli avversari, fare discorsi pieni di maiuscole e forme di cortesia — Veda, Ministro, Ella… — diretti in effetti solo ai propri sodali. Ma non è così che vanno le cose. E il capo lo sa.
La parola “inciucio” serve esattamente a quello: descrivere come assolutamente furbesco e disonesto un gesto normalissimo e altrove salutato con soddisfazione. Inciucio è l’equivalente politico di fornicazione. Di Pietro lo sa, ma sa anche che la gente lo vota proprio perché lui è un grosso e chiarissimo gigantesco “NO!”, la cosa più facile da capire e l’ultima a servire a qualcosa in un sistema democratico.
PS – L’illustrazione di questo post, un quadro che rappresenta lo scaltro Ulisse alle prese con le sirene, è un omaggio allo stile di Leonardo: il più bravo di tutti noi, il più sostanziale, il più Signorina Rottenmeier nella scelta delle foto, quello che ora scrive per il sito di quotidiano col direttore più figo che c’è.
Comunque lo vuoi chiamare inciucio, compromesso, sedemose qua a parlare come persone civili, ecc. Non mi sembra proprio il momento più adatto per Max di parlarne, a tre mesi dalle elezioni.
scritto da duffogrup domenica.20.12.09 19:17
Dopo 15 anni ancora non si è capito Berlusconi?
Lui invita gli avversari a sedersi al tavolo per fare riforme quando è in difficoltà. Questa volta aveva Fini che lo stava sempre più logorando, e meditava lo strappo che poteva pregiudicare la maggioranza parlamentare. O quantomeno diminuirla considerevolmente, rendendogli ancor più difficile far approvare certe leggi.
Berlusconi non vuole nessuna riforma del paese. A lui interessano solo le leggi che gli permettano di tirarsi fuori dai guai. Lodo Alfano costituzionale, processo breve, legittimo impedimento. Saranno le uniche cose di cui si discuterà nelle prossime settimane. E chi non ci sta è un fomentatore del “clima d’odio”, espressione che mi è già venuta a nausea.
Il Corriere della Sera, Bonaiuti, Capezzone e tutta la premiata ditta che invita al dialogo ha un solo scopo: ottenere i 2/3 dei voti perchè il Lodo Alfano venga approvato e sottratto al giudizio di un referendum popolare.
Nel frattempo, un bel voto bipartisan per il legittimo impedimento che garantisca a Berlusconi di stare lontano dalle aule di tribunale finché lo scudo giudiziario non verrà approvato.
Casini gli ha già steso il tappeto rosso. La truppa dei radicali seguirà a ruota, e D’Alema sta tentando di tirare per la giacchetta il PD.
Un’ottima strategia per far volare l’IDV oltre il 10%
scritto da Stefano domenica.20.12.09 19:45
L’imitazione di Giuliano Ferrara ti viene male, malissimo.
scritto da Pietro domenica.20.12.09 19:46
la politica è compromesso… ma fare un patto è cosa buona, giusta, nonchè intelligente, se lo si fa con qualcuno che intenda rispettarlo.
e siccome il lupo perde il pelo ma non il vizio…
scritto da raser domenica.20.12.09 19:50
ergo, secondo te bordone, i principi costituzionali sono oggetto di accordo politico? Perché di quello si tratta, segnare una x sulla linea del principio di uguaglianza e dire qui berlusconi scende.
E nemmeno la scemità della governabilità è digeribile. Non esiste nessuna esigenza superiore alla garanzia costituzionale, tutto si deve svolgere all’interno di quella stanzetta lì, e nemmeno in nome del voto popolare si può decidere di aprire una finestra abusiva là, un balconcino sgangherato lì. Il voto non solleva sopra la legge, democrazia è voto e legge. Pure napoleone fu eletto, per dire, e pure hitler.
L’uscita di baffone suona più o meno così: amici miei, la situazione è nera, non abbiamo capito niente, non siamo stati capaci (colpa che condividiamo con quella porzione minoritaria e forse inesistente di destra davvero liberale che esiste in italia) di far fronte alla minaccia costituzionale che berlusconi rappresentava agli inizi, abbiamo creduto di poterla istituzionalizzare ai bei tempi che furono, ma abbiamo commesso un ulteriore sbaglio, perché Isso è incostituzioanle per costituzione (conflitto di interessi, leadership carismatica e bla bla bla), quindi salviamo il salvabile, andiamo mie prodi. Il che potrebbe pure essere pure una strategia, ma manca della necessaria conclusione: dopo l’inciucio, annichilimento totale della nomenklatura da venti anni incapace.
ps. per favore, non se ne può più, di atene, pericle e del più luminoso esempio di virtù della storia. Quella era una faccenda proprio diversa rispetto a quello che oggi noi chiamiamo democrazia. La politica ad Atene era affare di Trasimaco: alto, bello, buono, maschio, adulto, ricco, libero.
scusate lo sproloquio.
scritto da daniele domenica.20.12.09 20:21
Di Pietro è un demagogo, Berlusconi un tiranno, ma D’Alema mi sembra solo un idiota. Etimologicamente parlando.
scritto da Siccio domenica.20.12.09 20:48
in teoria tutto giusto. Però D’Alema non ha mai dato l’impressione di puntare a compromessi nel modo che intendi tu,ma,nel voler dar dimostrazione di sagacia tattica fuor dal comune,di far politica sottobanco,accorducci da 4 soldi.insomma tutto quello per cui la gente la politica la schifa.Ma il risultato della grande arte politica di D’alema quale è mai stato?beh,berlusconi lo si poteva annullare 13 anni fa.E guarda dove è ora.E tutto lo schifo che ne è seguito.Fai un pò tu.
scritto da sartana domenica.20.12.09 21:29
Credo che a volte ci si debba rassegnare e convincersi che quel che dicono tutti quelli che ti circondano è vero, tutto sommato, anche se ovvio o banale: il PD non può fare accordi con Berlusconi, perchè non è affidabile, perchè sarebbe un fallimento, perchè nessuno, giustamente, capirebbe; D’alema è perseguitato dal desiderio di sparigliare e stupire, perchè lui sì che la sa lunga…è per questo, forse, che insegue l’accordo con l’Udc, convinto di sommare i loro voti e vincere (senza contare le vagonate di gente di sinistra che a quel punto andrebbe al mare invece che alle urne), tanto da sacrificare Vendola, per esempio, che qui in Puglia tutto il Pd avrebbe ricandidato, per piazzare un ticket Boccia-Poli Bortone, cioè tra quello che 5 anni fa era stato bastonato da Vendola alle primarie (che infatti non vuole ripetere), e una raffinata dama della destra. E nel frattempo, da queste parti, l’Udc ha già fatto l’accordo con Fitto. Risultato: PD spaccato, coalizione esplosa, Vendola che si candida anche da solo, sconfitta matematica.
Ecco, io preferirei uno che fa cose normali, che, in politica, chiama avversario il proprio avversario, e lo tratta nel modo in cui viene trattato, evidenziandone errori e limiti e proponendosi come alternativa: parliamo di nucleare, sanità, stato sociale, sostegno allo sviluppo…questo non è un Paese per grandi strateghi.
scritto da Nicola domenica.20.12.09 22:38
Da veterani, ormai lo sappiamo si mettono tutti d´accordo e in TV fanno lo show, ma io vorrei un chiarmento da Matteo: INCIUCIO é una parola italiana?
scritto da fra Alberto domenica.20.12.09 23:39
certe volte penso che nelle scuole andrebbe proiettato quell frammento d’intervista di d’alema in cui daria signoramia bignardi chiedeva ehmailconflittod’interessi e lui, col tono di un insegnante di sostegno, scandiva bene che gli italiani lo sanno, che berlusconi è un losco individuo, e lo votano, e il problema è politico. poi penso che il concetto del consenso è comunque troppo sofisticato. che iniziare a spiegarglielo da piccoli non basta. che aveva ragione quello che diceva che l’elettore di sinistra è tale e quale a quello di destra, e in più rompe i coglioni. e che il suffragio universale è una malattia di cui non si cerca abbastanza la cura.
scritto da nina lunedì.21.12.09 00:37
“Quando ero più giovane, e pieno del rigore che accompagna una cultura approssimativa, disprezzavo il compromesso. Per quel bravo ragazzo di 25 anni, la morale era in bianco e nero. Le persone erano buone e oneste o disoneste e vendute. Le idee erano giuste o sporche bugie. Oggi quell’epoca di certezze giovanili mi torna in mente spesso, osservando i mezzi d’informazione più faziosi. […]
Non ricordo esattamente quando, ma lungo la strada verso la mezza età, mi è venuto in mente che non era indispensabile essere cronicamente indignato. Ho scoperto che alcune delle persone che disprezzavo stavano solo facendo del loro meglio in una situazione difficile e che la vita era grigia, non bianca o nera. Mi sono anche reso conto con disappunto, che a volte io stesso ero spinto dall’interesse personale e non dagli ideali, che ero capace di tradire, di essere meschino e di commettere errori molto stupidi. Scendere dal piedistallo della purezza è stato umiliante, ma anche molto liberatorio. E’ molto faticoso e infantile pretendere che il mondo sia all’altezza di principi che noi stessi non riusciamo a rispettare.”
William Falk, The Week, Stati Uniti
Ogni tanto rileggo questo per calmarmi, poi però mi incazzo di nuovo.
scritto da emanuele lunedì.21.12.09 00:52
No, ma quello che mi fa ridere – e ridere di gusto – non è la strategia da grande sparigliatore del D’Alema, il quale tempo fa diceva/faceva-dire alla Guzzanti: “non è che sono un genio, sono solo il migliore”.
Quello che mi fa spaccare sono gli epigoni. Quelli che ti dicono “Nooo, ma te non cooogli la grandeeezza”, allungando le “o” e le “e” fino all’indescrivibile, come se in quelle vocali stuprate ci fosse tutto il genio di D’Alema. Di D’Alema, cristo santo, di un Richelieu da operetta.
Quelli sì, mi fanno ridere, perché peggio dei grandi strateghi ci sono solo quelli che stanno loro dietro, annuiscono e prendono pure appunti.
scritto da nomero lunedì.21.12.09 01:08
E il PD perderà ancora una bella manciata di voti!!Ottimo lavoro…
scritto da Albert2705 lunedì.21.12.09 08:46
E’ molto elegante il tuo ragionamento e sono d’accordo con te quando dici che trincerarsi dentro i proprio valori non aiuti il sistema democratico. Ho cominciato a pensare nell’ultimo periodo che gli italiani vivano la politica (e le posizoni della politica) allo stessa maniera della fede calcistica. Dinastie intere di idee tramandate e difese da padre a figlio, senza alcuna possibilità di appello e di dialogo. E’ un pò questo che ha diviso il paese.
Tuttavia il compromesso che auspichi, messo nelle mani di Dalema mi è sempre sembrato più un modo, per Dalema stesso, di vivere la sua carriera politica piuttosto che una risposta alle nostre necessità.
Dopo tutto qello che è successo in questi anni il fatto che Berlusconi ora se ne esca come baluardo della libertà e dei diritti democratici e per dimostrarlo apra al dialogo con il PD sa di grottesco e di tranello, chè la politica è fatta anche di questo.Quindi mi trovo confuso: conosco la necessità di dialogare ai fini del compromesso ma non sono sicuro che la controparte dialogante meriti fiducia. Va bene essere aperti a prospettive nuove ma scoprirsi ingenui è doloroso.
All’attenzione del ministero della Lingua : ma siamo sicuri che la formula “piuttosto che” si possa usare come congiunzione copulativa anzichè disgiuntiva?
scritto da Andrea lunedì.21.12.09 09:34
errata corrige:
Posizoni leggi posizioni
allo leggi alla
Dalema leggi D’alema
qello leggi quello
fai prima a leggere un altro commento.
Le sanzioni del ministero della Lingua si abbatteranno su me tapino. Me lo merito.
scritto da Andrea lunedì.21.12.09 09:58
Anch’io ho fatto il liceo e anch’io vedo come si debbano lasciare le posizioni del liceo, come sia più importante fare cose che tenere delle posizioni. Il punto è che negli anni mi sono convinto che forse anche questa idea, che in generale nella propria maturità si debbano “fare cose”, potrebbe essere a sua volta la posizione di uno che è stato al liceo, e che, ahi, eludere un tipo particolare di radicamento come questo è cosa sottile e difficile. Mi spiego: c’è chi al liceo andava alle assemblee di istituto o magari vi teneva dei discorsi; di Berlusconi dicono che al liceo si vendesse le versioni. Allo stesso modo, ho paura che il compromesso sia cosa ben diversa per chi vi si accinge avendo in mente la polis (che, di nuovo, è un prezioso reperto liceale), e chi per mostrarvisi acconcio ti lascerebbe volentieri un certo cavallo di legno, constatato che le difese fuori dalle mura della città sono irriducibili.
Oggi va di moda dir male di Repubblica, anche da parte di chi non è inserito nelle pertinenze berlusconiche e non obbedisce a ordini di scuderia come verosimilmente accade per i “pertinenti”. Come tutti i fenomeni che si manifestano con una certa forza (e non sto dicendo che ciò accada qui), io credo che anche questo abbia delle ragioni di cui si potrebbe discutere. Eppure, quando leggo un articolo come quello di Scalfari ieri o quello di Berselli oggi, mi sembra che sui fondamentali non si può che essere d’accordo. Traducono in soldoni, in logica e simulazione di scenari, ciò di cui si parla. Si chiedono: ma cosa vuole davvero costui?
La tecnica politica di Berlusconi è un po’ “shock and awe”. Quanto Napolitano fa richiami infine un po’ noiosi, come ogni autentico custode amorevole che ha una lunga consuetudine con l’oggetto custodito (la costituzione), tanto Berlusconi alza ogni volta un filino di più l’asticella della provocazione, perché per lui l’ordinamento non si custodisce ma si riforma, in un modo però che in inglese di direbbe “exploit”, che in effetti significa anche “impiegare fino all’estremo”. Ma estremo come?
Mentre la custodia dei Napolitano è prudente, incrementale, “l’impiego” della costituzione da parte di Berlusconi arriva al limite della rottura. Entrambe sono modalità possibili. La “straordinarietà” di SB sotto questo profilo è ciò di cui vanno fieri i vari Ferrara & c. Però, ricordate la storia di Salomone? Due donne andavano dicendo che il pupo davanti al giudizio di Salomone era il proprio. Allora Salomone mostrò l’intenzione di tagliare in due il bambino con la spada per darne metà a ciascuna delle due e fare giustizia. Una cedette per non vedere il bambino dimezzato, e fu allora riconosciuta come legittima madre.
Ecco, a me Berlusconi somiglia a quella che nella storiella si dice madre, ma sarebbe disposta a vedere il pargolo in due metà. Berlusconi è davvero “madre” – cioè , per noi: è “cittadino”? Ci si possono fare i compromessi, o lui è uno che dà la scalata all’Italia come a cento aziende di cui si sarà impadronito da imprenditore? (Nulla di male a scalare aziende; ma l’Italia no, non la scali – nemmeno se fai la opa come si deve).
Naturalmente non c’è di che essere sicuri di tutto questo, ci si può sbagliare e magari il futuro ci metterà lo zampino, e l’eterogenesi dei fini ecc. ecc.. Ma questo è il dubbio, e direi un dubbio legittimo: il compromesso che si propone qui forse non è _nella_ città, o se lo è, lo è con qualcuno che ha dato segni di concepire la vicinanza con te non come una vicinanza cittadina, “politica”, ma come il piccolo vicinato dei campagnoli, il cui fine ultimo sono le rape. Le rape: perché a lui la costituzione va bene anche a metà.
scritto da frnc lunedì.21.12.09 10:58
Vorrei solo farti presente che tutto quanto dici lo ha già detto Capezzone, quindi non valeva la pena farci un post; non con quel titolo, almeno.
Forse titolando “Repetita juvant” o “Diamogli il culo finché è in condizione di approfittarne e riconoscerci”.
L’ultima cosa che serve ad un sistema democratico è un’opposizione che si presta alla sua demolizione. Ora resta da capire se per mancanza di idee oppure nel tentativo di guadagnarsi un posticino nel regime che verrà.
Quanto alle riforme, l’unica rivoluzione di cui ha davvero bisogno questo paese è quella della legalità, ma la storia non ci spinge ad essere ottimisti.
scritto da mORA lunedì.21.12.09 11:17
@Fra Alberto
Inciucio è un termine napoletano e significa pettegolezzo. Non so perché venga usato nell’accezione di intrallazzo, probabilmente perché “suona” così.
Per quanto riguarda il post di Bordone… Il compromesso è necessario, non solo in politica e non occorre scomodare i greci per capirlo. Altra cosa è l’intrallazzo, furbescamente travestito da “Realpolitik”. Il risultato di questa Politik è stata una drammatica emorragia di consensi. Mi sembra che per quelli che si definiscono adulti e realisti i risultati dovrebbero contare. Tutti contadini quelli che non votano più PD? Tutti adolescenziali, tutti grezzi? Mah…
scritto da Barbara lunedì.21.12.09 13:33
Il paese ha bisogno di riforme.
Ma quali bip bip di riforme volete carissimi amici democratici?
giustizia?
alfano (l equivalente maschile della carfagna) e berlusconi mi sembrano persone senza nessuna macchia e dal profilo morale altissimo quindi perchè non dialogare con loro??
riforma federale?
d alema latorre da una parte e calderoli e bossi dall altra.
non sono nemmeno sicuro che parlino la stessa lingua…
istruzione?
moratti gelmini bastano?
sanità?
pillola del giorno dopo englaro obiettori di tutto e di più…
se voliamo confrontarci va bene ma se devo essere d accordo con loro voto pdl.
Marrazzo ama i trans tu ami d alema
de gustibus
buone feste a tutti tranne che a eNzo bauscia e snob
scritto da Berluska lunedì.21.12.09 13:48
D’Alema disprezza le masse, si sa. Ma il brutto è che spesso anche le masse disprezzano se stesse (il popolo Pd che detesta Rep perchè ne sento odor di Partito d’Azione). Peccato non avbbiano nominato il nostro Massimo ministro d’Europa. Invece è rimasto qui tra noi coglioni. E il peggio è che pure l’altro, quello che fa il segretario l’ex-segretario ma anche (ma anche) un romanzo all’anno non se ne sia andato in Africa (il povero Continente Nero si sa digerisce qualsiasi nostro rifiuto).
L’unica cosa su cui dissento è l’accenno al direttore figo: la signora Concita – che pure era palluta assai – ha ridotto il giornale di Gramsci Antonio peggio che il sequel di Hello Dolly. (E Leonardo o impara a stare nelle 500 battute max, o non se lo legge più nessuno…)
scritto da sinistralirica lunedì.21.12.09 15:35
http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/politica/giustizia-23/inciucio-scalfari/inciucio-scalfari.html
ah gia tu leggi “la stampa”
scritto da _gemini lunedì.21.12.09 15:40
“Un’ottima strategia per far volare l’IDV oltre il 10%”
Che l’IDV arrivi al 10% è assolutamente ininfluente perché sarebbe solo uno spostamento all’interno dell’elettorato “ideologico” di sinistra, che rimarrebbe comunque minoritario, tanto da permettere a B. di governare ancora cento anni. Ma quando lo capiamo che dobbiamo conquistare NUOVI consensi? Convincere una parte di quelli che hanno votato B.?
Eppure è aritmetica.
Tipo. Vuoi farti votare dai commercianti? Introduci la fattura proforma, che non ti fotte l’IVA e le tasse anche se i soldi non li hai presi e non li prenderai mai. Tipo.
Altro che le seghe sulle seghe di B.
scritto da Massimo lunedì.21.12.09 15:42
No _gemini: purtroppo per me frequento i circoli PD…
scritto da sinistralirica lunedì.21.12.09 15:47
Noi l’avrei detto, Matteo non l’avevo mai letto, ma mi seduce e convince di più con la voce. E’ tutto un discorso fatto col senno di poi, la “maturità”, si direbbe l’esperienza. L’Esperienza avrebbe dovuto insegnare a D’Alema che i governi di centro-destra, il Leader in particolare, lo hanno sempre fregato ogni qualvolta è sembrato si fossero creati i presupposti per benefiche iniziative da portare avanti con fiducia in perfetta concordia. Ultima fregatura: l’appoggio di Berlusca in sede europea il cui vero fine era la solenne trombatura di Maximo. Confesso che ho goduto.
scritto da checco lunedì.21.12.09 17:25
Dimenticavo
ma bersani è ancora vivo
scritto da Berluska lunedì.21.12.09 18:03
Dice il saggio che di realismo si muore e che perseverare è dalemiano.
Cazzo. Ma si ricorda lui (Massimo) la bicamerale?? Crostate, inciuci, e fuffa anzichenò. E Lui (il “final user” di statuette del Duomo) a ribaltare tutto (tavolo e crostata) cambiando idea sulla legge elettorale, già che si era parato il c. su processi e fininvest.
Gli inciuci bisogna saperli fare, e sapere con chi li stai facendo. Che di Dalemoni, Veltrusconi abbiamo dato. Dato e preso niente (anzi qualcosa si è pure preso).
scritto da Gambero lunedì.21.12.09 18:57
allora, la TUA scrittura OVVIAMENTE NON l’ho letta perché tanto è INUTILE:
ma ti VOGLIO dire la mia.
Il FATTO di verità è CHE la tua è SOLO crassa GELOSIA dell’inCIUCIO.
L’inciucio è QUELLO che manca, è la BOCCA sulla MINNA che succhia il LATTE.
L’INCIUCIO è caldo e MAMMELLOSO.
E tu lo PIANGI e lo manchi.
Poveretto, la BILE ti corrode.
Il FATTO è che per voi SNOBS, manco la FRUTTA dagli alberi vi serve a CAPIRE che la TERRA è di chi la LAVORA. E voi vi meritate FRUTTI di candeggina, sempre pronti a PIANGERE e gne gne gne.
Non siete MARTELLATORI dei vostri santissimi. No.
voi siete TERTAGLIA di voi stessi.
COmprate una politica FAC SIMILE made in CHINA e ve la TIRATE sui coglioni.
ecco perché vi ADDIO, ora e per sempre
eNZO
scritto da eNZO lunedì.21.12.09 20:27
Ora è ritornato!
…e che diavolo dice ’sto qui sopra?…
devo smetterla di sniffare tutta quella colla…
scritto da Andrea lunedì.21.12.09 20:37
@Barbara
Grazie, probabilmente lo usano perché fa tendenza…
scritto da fra Alberto lunedì.21.12.09 20:39
Qualcuno mi sa dire se eNZO commenta anche altri blog?
scritto da emanuele lunedì.21.12.09 22:20
a Mattè…ma vaffanculo va.
scritto da stefano lunedì.21.12.09 22:50
Scusate, la mia domanda a tutti i Soloni è: qual è l’alternativa? Mi fate un quadretto dei prossimi 6-10 mesi SE non si fa quello che dice D’Alema? Così, per sapere
scritto da MatteoB martedì.22.12.09 01:07
fede dalemiana? che paura quelli che hanno la fede. finiscono per dire cose irragionevoli. preferisco quelli che credono meno e dubitano di più.
scritto da alessandra martedì.22.12.09 01:10
Una politica pragmatica mi farebbe anche piacere.Però si dà qualcosa per avere qualcos’altro.Cosa ottiene D’Alema, cosa porta in cambio ai suoi elettori?
In teoria, questo martellamento mediatico su Berlusconi dovrebbe renderlo più “morbido” nel concedere qualcosa all’opposizione.Su questo si potrebbe discutere.
scritto da Marpo martedì.22.12.09 02:20
Cosa si fa, Matteo? opposizione e basta, come accade in ogni altra democrazia. Si attende la fine della legislatura senza stancarsi, ogni santo giorno, di opporsi a tutto ciò che non si condivide, cercando di proporre alternative che, coerenti con la propria storia e condivise dal proprio elettorato, siano attraenti per la più grande parte della popolazione. Non è che si debba per forza trovare il modo di sedersi al tavolo di chi comanda e decide un anno dopo aver perso le elezioni.
scritto da Nicola martedì.22.12.09 08:19
Ahia, qui non ti seguo tanto.
Un conto è mettersi d’accordo per fare le riforme, un conto è darla vinta ad uno che non vuole difendersi nei processi e blocca l’Italia per cercare di farsi approvare leggi che lo tengano fuori dai tribunali.
Non solo: uno che nel farsi fare queste leggi nuoce a tutta l’Italia.
Non si può poi dire: vabeh, piuttosto che sfasciare l’Italia, facciamogli una leggina così la pianta.
A meno che…. a meno che: questo per farsi fare la leggina cali le brache e che il centrosinistra riesca a farsi le riforme essendo all’opposizione.
Ma tu credi veramente che questo possa accadere?
Che, per dire, Bossi lo permetta?
E comunque se fosse così sarebbe bello sapere che cosa D’Alema ha in mente.
scritto da Fabrizio Maffioletti martedì.22.12.09 09:03
@ matteo
si tenta di dare sostanza a quel “fronte per la legalità” (che nome orrendo) di cui parla casini, si cerca la convergenza in parlamento coi finiani su proposte di legge che isolino la lega e si aspetta che il cadavere del morto sia trasportato dalla corrente.
Di certo non si apparecchia il salvacondotto a B. isolando l’idv (condizione espressamente chiesta da B.) perché a quel punto il problema del pd non sarebbe conquistare voti al centro, ma parlare coi suoi stessi elettori.
D’Alema è un genio di incapacità.
scritto da pluto martedì.22.12.09 09:18
La democrazia per abbattere il sistema? Quale democrazia e quale sistema?
Da sempre, o quasi, l’Italia si basa su un sistema truffaldino e di recente ha saputo costruire una sorta di
democrazia davvero anomala fino ad arrivare al coronamento di quello che molti italiani aspirano: la “democrazia”
patriarcale e autoritaria, mente una minoranza vuole esattamente il contrario.
L’italiano ruba e truffa il suo prossimo, quello vuole, quella e’ la sua indole, poi ci sara’ sempre qualcuno che si
offende e si indigna, ma tu, come me, ed altri, facciamo parte di una minoranza, punto e basta.
Cosi’ come il divismo carismatico del capo porta inevitabilmente a fare il tifo, amarlo od odiarlo; mente una
minuta manciata di persone rimane indifferente la maggioranza del popolo adora e venera.
Scendere quindi a patti? Trattare, ma cosa, per che cosa, quali riforme, quali condizioni? Non mi pare ci sia nulla
di attraente dietro l’angolo. Magari saro’ presuntuoso, snob, cliche’, ma fintanto che qualcuno non offre al Paese
un progetto costruttivo, financo “educativo”, sicuramente alternativo a quello imperante, non si va da nessuna
parte, non seguendo quello che la ggente vuole, ma anche avere il coraggio di andare contro. Costruire davvero
un futuro….. ci crediamo o no?
scritto da Dan martedì.22.12.09 10:36
E’ quasi Natale. Parliamo un po’ di figa?
scritto da Tranqui martedì.22.12.09 11:59
Non ho capito: i contadini sarebbero quelli che leggono la costituzione e magari un giornale ogni tanto, conoscono la storia politica italiana almeno dalla “discesa in campo”, imparano dagli errori eventualmente fatti, non possono ignorare il conflitto di interessi (l’unica ragione per cui Lui è lì dov’è), hanno ancora qualche sano principio tipo “la legge è uguale per tutti”, continuano ad incazzarsi con chi li fotte a destra e a sinistra? viva i contadini.
Capisco la tua passione per Dalema: sei nato imparato, la sai lunghissima, proprio come lui.
scritto da Gabriele martedì.22.12.09 12:31
Premesso che condivido quanto scritto da Tranqui al 100%, per il resto…che tristezza!!! Matteo ha scritto cose logiche e condivisibilissime. In risposta solo ragionamenti da ultrà calcistici, per non definirli fascisti (sì, fascisti!).
Quando Rabin firmo l’accordo di pace con OLP venne aspramente criticato perchè si accordava con dei “terroristi”. Lui rispose che non ci poteva fare niente perchè “la pace bisogna farla con il nemico”.Meditate gente meditate
scritto da Corrado martedì.22.12.09 12:47
@Corrado:
Anche questo l’ha già detto Capezzone…
scritto da mORA martedì.22.12.09 13:10
L’indimenticabile esperienza della bicamerale suggerirebbe di seguire Nicola.
Comunque meglio “soloni” che “vaffanculo” lato sensu.
Scusi sa, Matteo B., ma non l’ho proprio mandata giù.
scritto da lorenza c martedì.22.12.09 14:00
@ Matteo B
l’indimenticabile esperimento della bicamerale suggerirebbe di seguire Nicola. Comunque, meglio “soloni” che “vaffanculo” . Mi scusi, ma non l’ho mandata giù. Cordialità
scritto da lorenza c martedì.22.12.09 14:01
e scusi anche il doppione da cancellare
scritto da lorenza c martedì.22.12.09 14:02
Corrado, leggiti Rodotà, Zagrebelsky e altri ultrà come loro: qui non siamo in guerra, lascia stare terrorismo, OLP, ecc. Si tratta di riconoscere che il mandato a governare (ottenuto grazie a un controllo dei media inaccettabile ovunque, e bla bla bla, leggiti un po’ di stampa estera) non pone al di sopra della legge. Se invece si passa sopra a questo elementare principio di uguaglianza, allora va a puttane tutto, la certezza del diritto e quindi il senso della comune cittadinanza democratica. Poi ci sono i geniacci campioni della logica che vedono lontanissimo e decidono che tutto si può sacrificare per qualche presunto tornaconto che solo loro vedono, come già fatto in passato con la famosa Bicamerale – con grande successo, com’è noto.
scritto da Gabriele martedì.22.12.09 14:19
Gabriele io leggerò Rodotà ma tu leggi l’articolo di Matteo che stiamo commentando. Non credo lui abbia bisogno di un avvocato difensore (e mai lo farei gratis) ma dice semplicemente che: nulla di male c’è a sedersi ad un tavolo per discutere di riforme. La giustizia/politica/costituzione italiana necessitano di riforme, sedersi ad un tavolo a parlarne non è immediatamente sinonimo di “inciucio”. Sedersi a trattare non significa accettare supinamente tutto quello che viene proposto, anzi essendo opposizione sarebbe l’altra parte a dover accettare proposte. Non trattare con qualcuno a prescindere è, come dice Matteo, da bifolchi o come dico io da ultrà calcistici (stimo i bifolchi, hanno meno pregiudizi).
PS
Tu per sapere cosa succede in Italia devi leggere la stampa estera? Sei uno dei sequestrati in Aspromonte che non può uscire di casa?
scritto da Corrado martedì.22.12.09 14:47
si fa che si va avanti così fino alla prossima legislatura ma, porcocazzo, appoggiarlo nel salvarsi il culo per evitare altre leggi ad personam no, mai.
Piuttosto si aggiusta tutto quando toccherà a noi, che magari nel frattempo avremo costruito un’opposizione seria (ha ha ha…cazzo ridete?)
un altro inciucio sarebbe la mazzata finale a chi vota PD per rassegnazione
‘che qui a forza di annacquarsi rimane solo l’acqua…
scritto da odradel martedì.22.12.09 14:58
Corrado, la stampa estera, su cui B. non ha il controllo e/o influenza che ha in casa sua, scrive continuamente che è inaccettabile la situazione italiana di concentrazione di media nelle mani di un’unica persona, e che questa persona sia poi il pres. del cons., e che questo poi legiferi continuamente pro domo sua. Questo non lo trovi sul corriere o la stampa o il riformista. Magari sul manifesto, ma sono comunisti, o Il fatto (forcaioli!), giornali non liberal e fighi come NYT, Economist ecc.
Per il resto mi rimetto a quanto detto da Nicola e Lorenza e altri: a questo punto si fa opposizione e basta (dico al pd, che io non c’entro proprio niente). Non si gioca col fuoco. La costituzione è migliorabile, non è la bibbia. Ma non è necessario modificarla a tutti i costi. Soprattutto se per modifiche si intende tradirne alcuni principi fondanti, o se le modifiche sono frutto di interessi molto di parte, interessi molto più che discutibili, al di sotto di ogni sospetto (tipo ad es. evitare processi).
Tutto qua
scritto da Gabriele martedì.22.12.09 15:12
Io sono favorevole alle modifiche, ma sfiduciata nei confronti del Legislatore. Può produrre contorte incoerenze che finiscono nel nulla o frettolosi pasticci come è successo per il titolo quinto. Tutto qua.
scritto da lorenza c martedì.22.12.09 15:49
Precisazione: frettolosi fino a un certo punto. Ci hanno impiegato un sacco di tempo, a riformare il titolo quinto, si sono riferiti anche ai lavori precedenti, ma i risultato è quello che è.
scritto da lorenza c martedì.22.12.09 16:00
E questo quindi significa che TUTTA la stampa italiana è asservita a B.? Che tutti sono a libro paga? Che è per questo che la gente lo vota? Ecco, io credo che B. governerà altri 100 anni proprio perché c’è gente che la pensa così e trova in questo la giustificazione alla disfatta e non nelle proposte politiche fallimentari della sinistra recente. Gente che pensa che gli Italiani votano B. perché sono abbindolati da Fede, che se mai “vedessero la luce” voterebbero tutti per Bersani. C’è un che di insopportabilmente presuntuoso in tutto ciò, al limite del razzismo. B. prende più voti perché, nel bene e nel male, ha più sintonia con gli elettori. Ma è tanto difficile da capire?
scritto da Massimo martedì.22.12.09 16:02
ma a parte il contenuto e il contesto del post, che vabbé…non mi sorprende, segnalo che ormai la retorica della polis e delle assemblee del liceo la usa solo alfonso signorini (e forse moccia). matteo, dai, proponici un po’ di veri argomenti da ribaltarti, se no come al solito ha ragione il tranqui.
scritto da buonvecchiobuna martedì.22.12.09 17:09
Buon Vecchio Buna, l’idealismo scemo e egoista della nostra sinistra, che si fa carico dei mali del suddelmondo ma non considera il tabaccaio sotto casa nemmeno cospecifico, è qualcosa che osteggio da secoli. Lo affrontassi di faccia, il discorso si farebbe immenso e poco divertente. La parola inciucio è una truffa semantica, come Di PIetro è un totale bluff politico. Ecco cosa penso e ho cercato di dire col mio stile stupidino e un po’ retorico, come sempre.
scritto da Matteo Bordone martedì.22.12.09 19:11
sia detto per inciso, ho criticato il post perché ti leggo e ti apprezzo. quindi non rimanerci male adesso. nel merito rimango scettico sulla soluzione che proponi, ma alla fine boh.. getto la spugna, io in italia posso votare pur non vivendoci e non pagando le tasse: questo per me è già un abominio del sistema(globale). ciao
scritto da buonvecchiobuna martedì.22.12.09 19:31
Ma se l’inciucio è una “truffa semantica”, perché cazzo D’Alema la utilizza??
Amore per il paradosso? Ego smisurato (io posso usarla, tu no)? Ego smisurato (prime pagine tutte per me)? Ego smisurato (…)?
Nei prosimi 6-10 mesi cosa si fa? Si fa opposizione, non si concedono salva-condotti a B. per evitare processi brevi, migliorare leggi porcate, ecc. ecc. Perché poi, come sempre, come su tutto (Amnistia, …) noi si passa sempre per cojoni (quando va bene), incucioni(quando va bene), ladri (quando va male); loro invece per il partito dell’ammore.
scritto da Gambero martedì.22.12.09 19:45
Ma qual’è il contributo di D’Alema alla politica del centro-sinistra? A me è sempre sembrato una talpa berlusconiana pronta ad intervenire quando soffiano venticelli di dissenso. Me lo immagino spuntare da un angolo buio del loft, lisciarsi i baffetti e proporre l’ennesima boiata condita di petardini. I cervelloni (ahah) del PD possono anche provare a far politica in punta di fioretto, ma è i-nu-ti-le. Perchè Berlusconi non fa politica, fa affari. Affari torbidi, quando va bene. E ogni santissima riforma, ogni decreto, ogni mosca che vola in parlamento è per lui (e altri compagni di merende) una occasione in più per avere un tornaconto personale (ha una costanza quasi ammirevole).
scritto da Politrick mercoledì.23.12.09 03:53
Quindi chiedere il rispetto della legge e pretendere che ad amministrare la cosa pubblica (pubblica, cioè anche mia) sia gente onesta, vuol dire “non considerare il tabaccaio sotto casa”? mi sfugge qualcosa. in effetti non voto pd (e nemmeno idv, su questo siamo d’accordo)
scritto da gabriele mercoledì.23.12.09 09:26
Sul discorso di Massimo sull’asservimento dei media, la risposta sarebbe lunghissima. Non ho detto che tutta la stampa italiana è asservita. Buona parte sì, e quasi tutta l’informazione televisiva. Mi limito a questo: perché negli altri paesi non è legale un tale controllo dei media? Perché non è ammissibile che un titolare di concessioni pubbliche o un editore di quella portata neanche si candidi? In questa epoca di informazioni ridondanti, le uniche che rimangono impresse sono quelle ripetute mille volte. È così che funziona la pubblicità, e ora l’informazione in genere. Gli esempi sarebbero migliaia. Questo non significa che “senza i tg di fede gli italiani vedrebbero la luce e voterebbero bersani”: sull’incapacità della sx sono d’accordo con te, sfondi una porta aperta. Però i primi responsabili sono i D’Alema & c.: Berl te lo tieni finchè non risolvi il mostruoso conflitto di interessi, cioè finchè muore, mi sa.
Altro che grande comunicatore. È semplicemente quello che ha quasi tutti gli altoparlanti in mano.
scritto da gabriele mercoledì.23.12.09 09:56
Matteo,Matteo, ingenuo o troppo coinvolto nelle cose al punto da non mantenere il giusto distacco?
Non Importa, che ciò che hai detto vale solo se “l’altro” é d’accordo nel rispettare le regole e soprattutto non agisce in modo strumentale.
Come dire, non funziona se ci sono i furbi da una parte e i fessi dall’altra.
Infine devi sempre tenere presente che i contadini, alla fine, vendono le rape ai cittadini.
scritto da santoku mercoledì.23.12.09 21:41
Ah bè, se il compromesso è sempre giusto, a prescindere da chi si ha di fronte, potremmo definire esemplare la condotta di Francia e Inghilterra prima della Seconda Guerra Mondiale. Consegnarono Cecoslovacchia e Austria gratis a Hitler e se ne fotterono completamente dalla Spagna repubblicana, sconfitta da Franco, Hitler e Mussolini. Viltà? No, si chiama politica. Anzi, Politica. Chapeau.
scritto da Jan venerdì.25.12.09 11:12
Tra i villici che citi ce n’è uno piuttosto ben informato sui fatti:
http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/2009/12/28/passaparola_28122009_diretta_a.html
Se t’avanza una zappa, fai anche tu una scelta di campo.
scritto da mORA martedì.29.12.09 12:27
No, Travaglio no, per favore. Abbiate pietà.
scritto da Massimo martedì.29.12.09 12:58