mercoledì 30 dicembre 2009
E poi bisogna sempre venire a recuperarvi [The Legend of Zelda: Spirit Tracks - ds]
Non si capisce come sia, perché poi ci si fa sempre la figura dei beoti goffi, ma nel mondo dei videogiochi d’avventura con donna, e soprattutto in quello dei videogiochi giappi, le alternative sono due: lui salva lei, che è stata rapita dal manigoldo; lei sfida il manigoldo insieme a lui, essendo una dura maschiaccio con ovaie al titanio. Quello che manca, e manca proprio, è una storia in cui lei vada a salvare lui. Mai, dico mai e poi mai, c’è una storia che racconta di una donna che va a salvare un uomo, e mentre lo fa non si sacrifica, non si immola, non è una vergine santa pronta a tutto in nome di un ideale. Che lo salvi e basta, come fosse Indiana Jones con le tette, non capita. Tocca sempre a noi, ed è una fatica totale.
Comunque sia, The Legend of Zelda: Spirit Tracks è un altro pezzettino della storia di Zelda. Zelda è l’eroe? No, per niente. L’eroe si chiama Link, si è sempre chiamato Link, ma non gli danno mai il titolo, anche se sono vent’anni che gira per le ere e i mondi fantastici per salvare la solita principessa Zelda. La quale, ormai è assodato, è talmente puttanella da non stare mai ferma e buona a casa, e riesce sempre a farsi rapire da qualche affare. Non che dica che si veste troppo scollacciata, ma dico, fai qualcosa, stacci attenta, prendi una guardia del corpo. Si può essere così imbranate?
In questo capitolo, somma sintesi del rapporto tra uomini e donne, Zelda si fa rapire dal mostro cattivo (un ministro infido), ma non solo: mentre il suo corpo è lì molle e incosciente a svittimare per bene, il suo spirito accompagna Link durante tutta l’avventura, in forma di fantasma petulante.
La cosa notevole del gioco è la presenza, per quanto embrionale, del treno. Quando si fanno i giri in treno e si fa ciù-ciù è molto soddisfacente. Purtroppo un bel simulatore di treno non esiste da parecchi anni. Io sono un fan di quella roba lì, ché mio nonno mi portava a vedere le locomotive da piccolo. Questa è proprio una robina minima, ma per essere treno è treno.
Poi, per me, sono convinto che i giochi migliori per DS siano quelli brevi e furbastri, e non le avventure. Stronzate: nei giorni della neve stavo giocando a questo Zelda, e ho fatto un giro completo del tram tornando a casa mia, senza alzare la testa una volta. Quindi, insomma, ecco.
Treno? Et voilà: http://www.youtube.com/watch?v=_rF5ObN1DNw
scritto da Marmottone mercoledì.30.12.09 10:45
Forse era meglio che ti godevo lo spettacolo fuori dal finestrino, valà….
scritto da peppiniello mercoledì.30.12.09 10:48
Oh, un post adeguato alle mie capacità e conoscenze. Zelda II non era the Adventure of Link e poi c’era il giochissimo di parole A Link to the Past.
E’ un’idea della nintendo, pure a Soupermario all’inizio gli rapivano sempre la principessa Peach.
scritto da piero mercoledì.30.12.09 11:26
Io il treno l’ho sempre fatto con la f,ciuf ciuf—il tuo ha il raffreddore,,poi siccome sono gli uomini ke giocano,si devono sentire machi,,ma anke fossero le donne—alle donne piace essere salvate,è un po’ come quando vai a fare benzina e non sei capace, e dietro si sta facendo già la fila,e allora arriva pacman bello luminoso vestito di giallo e ti salva—- pacman benzinaio sarebbe un’idea geniale,
scritto da Gnu mercoledì.30.12.09 11:46
basta rinominare link (per noi è pallino) e vedrete che il gioco sarà ancora più avvincente e vi innamorerete subito della puttanella
scritto da Berluska mercoledì.30.12.09 13:15
Però mamma Nintendo ha fatto pure Metroid, con la signorina Samus Aran che para pure topa, una Ellen Ripley bionda ammazza pirati spaziali.
Però Link spacca, sempre.
scritto da Tob Waylan mercoledì.30.12.09 13:58
guarda che di simulatori di treni se ne trovano, e non solo in Giappone, loro regno assoluto: su Pc, attualmente, c’è Railworks (lo trovi su Steam), che conta decine di add-ons (in pratica locomotive e stazioni aggiuntive, come si fa con i modellini).
scritto da Nicola mercoledì.30.12.09 14:09
Ma prima o poi la smetteranno di rifare, per la centesima volta, sempre lo stesso Zelda?
scritto da ferruccio mercoledì.30.12.09 14:19
ho apprezzato le analisi sociologiche e lo strizzare l’occhio all’attualità (si dice così, no?), ma alla fin fine ‘sto gioco è bello o no? Chiedo perchè ci stavo facendo un pensierino.
scritto da Filippo1 mercoledì.30.12.09 15:24
@gnu: a me non piace essere salvata. mi piace guardare di sbieco il benzinaio che mi scruta dalla postazione in attesa di una cappella finchè faccio benzina. mi piace installarmi le mie cose sul computer. mi piace bestemmiare sui cavi del televisore e del videoregistratore quando mio fratello scombina tutto per attaccarsi la ps3, e finchè non trovo la soluzione non mollo.
però il mio meccanico di fiducia è stato gentile quando gli ho chiesto se aveva un’immagine del motore di una peugeot su carta così da potermela studiare. magari sfotteva, chissà.
scritto da ena mercoledì.30.12.09 18:19
@ena è evidente ke ti piace il benzinaio,sù—tu fai molto di più ke farti aiutare: lo sfidi!
cmq è ovvio ke non voglio stereotiparci, ma prima di dire verde,qualcuno dovrà pur dire giallo e blu—adesso ciao,torno ad attaccare le figu,prima però devo finire l’algoritmo che ho visto su 4ruote
scritto da Gnu mercoledì.30.12.09 19:10
> L’eroe si chiama Link, si è sempre chiamato Link, ma non gli danno mai il titolo
ti sbagli… sono usciti giochi con il suo nome
scritto da Fabio mercoledì.30.12.09 19:47
… e pensare che ho sempre creduto che Zelda fosse la principessa salvanda di Supermario… inorridite!
scritto da cri mercoledì.30.12.09 20:45
Forse che Zelda come dici tu doveva stare a casa a fare la calza? sarebbe stato più divertente scoprire che la Zelda rapita era solo una truffa per trarre in inganno lui. E lei tranquilla a filare la lana…
scritto da Stefania mercoledì.30.12.09 22:05
@ENA da come ti racconti capisco il tipo. ne ho di amiche così… un paio. entrambe bruttine hanno sempre usato queste tecnica per farsi notare dai maschi come prodotti diversi dal resto del femminile. un po’ patetiche secondo me…
scritto da fran giovedì.31.12.09 08:45
Commento non a questo post ma al post successivo che ha i commenti disabilitati (almeno a me non funzionano).
Non so se l’hai scritto per noi o per te. Probabilmente per entrambi. In ogni caso grazie.
scritto da luzmic sabato.02.01.10 00:45
non riesco a commentare sopra per cui lo faccio qui, scusandomi. sono tra quelli che (lavorando in auto) allungava a volte la strada appositamente per non perdersi un blocco… poi ho scoperto i podcast. sono tra quelli che hanno scritto a mucciante (e a condor) esponendo le mie rimostranze per le scelte fatte. sono tra quelli che quando facevi la sintesi di “amici” o l’imitazione di tremonti rideva come un deficiente pur essendo incrostato nel traffico. tu e luca mi mancherete, tanto, e spero che troviate spazio altrove per riproporci untrattenimento e notizie in modo intelligente.
vedi, quello che fa più girar le palle a noi che nella radio troviamo quella qualità quasi inesistente in tivù è proprio il fatto che verrete sostituiti da “roba da tivù”… reality alla radio, puah
scritto da raser sabato.02.01.10 15:43
Mi associo a Raser
scritto da M sabato.02.01.10 19:41
caro il mio “Ferrato” vi ascoltavo tutti i giorni tu e il tuo collega Luca “appunto” Sofri. Mi mancherete.
scritto da Paolo sabato.02.01.10 20:24
non riesco a commentare sopra per cui lo faccio qui…
ok mamma rai vi ha dato molto…
ma l’importante è il contenuto non il contenitore…
spero che rimarrete insieme per fare Condor (chissenefrega se non si chiamerà proprio così) su un altra stazione.
i fans (tra cui mi annovero, fiero, anch’io) non avranno problemi a sintonizzarsi…
scritto da stefano domenica.03.01.10 18:50
Mai scritto,commentato,suggerito niente da nessuna parte,su qualsivoglia blog,chat,facebook,insomma niente, un’incapace assoluta e consapevole, in conflitto costante con le parole da usare, mai quella giusta,quella bella,appropriata, esatta, pertanto rimango incantata dalla sapiente scrittura di Matteo che leggo tutti i giorni,quindi siate indulgenti anche di fronte a questa roba raffazzonata per ringraziarlo del post,quello scritto lo 01 01 10 alle 8 del mattino.
Mi mancherà Condor e quel modo lì,proprio quello,con quelle voci e quelle espressioni per dire le cose,credo si chiami stile.
Anche se non ho capito perché basta…
scritto da alice domenica.03.01.10 22:09
Per l’ennesima volta dimostri di essere un signore anche disabilitando i commenti al post successivo a questo (ostacolo che noi disperati orfani di Condor aggiriamo fanciullescamente scrivendo qui).
Grazie di tutto, mi mancherete tu e Luca, tantissimo.
scritto da federica lunedì.04.01.10 13:31
Prima Dispenser e poi Condor sono stati i mie programmi radio preferiti.
Grazie e a presto.
scritto da Elanor lunedì.04.01.10 17:51
grazie per il post che hai scritto.Io spero di vederti in un programma nuovo,tutto tuo.
scritto da Laura lunedì.04.01.10 18:36
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