giovedì 21 gennaio 2010
Perdonalo, Cecil B., perché non sa di cosa parla
Qualcuno mi aveva accennato qualcosa, tra gli spasmi del riso incontenibile, a proposito di questo intervento a opera di Roberto Faenza, sull’argomento “Avatar vs Resto del Cinema”. Poi oggi Casanova Wong Kar-Wai dei 400 Calci mi ha mandato il link. E allora ho letto un pochino quello che il regista d’arte europea Roberto Faenza ha pensato di dire a proposito di Avatar, l’ultimo volgare attrezzo del giostraio James Cameron. Perché lui la mette così. Lui.
Salta fuori che, dopo le polemiche a proposito dei finanziamenti al cinema, dopo i mesi di scene madri da parte di tutti i membri di questa piccola industria parastatale, dopo le minacciate perdite enormissime della nostra cultura e delle nostre vite che a sentir loro avremmo potuto subire, stanno facendo di tutto per convincerci che al prossimo giro è proprio il caso di segare qualsiasi forma di finanziamento. Che poi a uno spiace per i macchinisti, ma se i professionisti del cinema italiano ragionano in questo modo, forse è proprio uno sport diverso, magari anche divertente, ma che ci interessa poco e non vogliamo finanziare.
Perché per guardare all’industria cinematografica americana con una gerla di luoghi comuni così vecchi e antistorici — non stiamo parlando di un filologo romanzo, ma di uno che fa almeno dal punto di vista teorico lo stesso lavoro di Billy Wilder — bisogna essersi costruiti una bolla spaziotemporale, di quelle che se fai da solo va bene, ma se devo anche stare a sentirti e darti dei soldi, allora siamo dalle parti del plagio collettivo.
Il cinema è nato in mezzo ai baracconi, ed è intrattenimento spettacolare effettistico da sempre. Anzi, è stato prima quello che documentario e verità: quando i Lumière proiettavano scene di vita comune, la natura stessa della riproduzione del movimento era impressionante, spaventosa, da brividi, e nessuno in sala la viveva come “verità”. Il cinema è sempre stata la forma di intrattenimento/espressione/comunicazione popolare più cara tra quelle disponibili. Continua ad esserlo, e per questo ha dimensioni economiche tendenzialmente rilevanti. Mai, nella storia del cinema, un genere povero ha vinto in contrapposizione con un genere ricco. Il cinema spettacolare è sempre stato quello di maggior successo, quando c’è stato. E va bene così.
Il grande cinema ha sempre conosciuto grandi produzioni. Come sa chiunque abbia visto dei titoli di coda, la produzione di personaggi artificiali dà lavoro a molte più persone rispetto alla ripresa di attori in carne ed ossa. I tempi di lavorazione dei film animati sono molto più lunghi di quelli dei film tradizionali. Nessuno, prima di questa genialata di Faenza, ha mai messo in discussione il lavoro della Disney come antiumanistico. Anche Bacon fu — fortuna! — risparmiato dalle critiche, quando decise di non usare il realismo delle macchine fotografiche, e affidarsi invece al proprio egoistico pennello. In particolare Avatar è una delle produzioni più colossali di tutti i tempi, e pensare che abbia poco a che fare con gli uomini è segno di una miopia preoccupante. Gente che vende pagliuzze al dettaglio e non si accorge dei TIR di legname che gli sfrecciano alle spalle.
Finirei col dire che chi lavora nel cinema, come chi è appassionato di quella roba lì, in genere sa che il lavoro complesso tendenzialmente si ammira con la giusta umiltà. Perché è un casino mettere in piedi un colossal: non è una stupidata da mangiatori di hamburger. Sia esso un peplum di Cinecittà del Dopoguerra, oppure un musicalone di Bollywood, o Avatar, o un wuxiapian cinese, un colossal è la manifestazione della potenza industriale e organizzativa del cinema, lavoro collettivo per eccellenza, re dei lavori logistici civili. E gli appassionati di cinema amano il cinema. Se ne fottono di questo e quello: amano il cinema. Ne vogliono tanto, bello, e senza gnè gnè. Cosa che non vale per Faenza, il quale — non facciamo gli incompresi — ha una posizione che ormai nessun critico sostiene. È una cosa che dice lui e che dice la gente al bar, ripetono gli snob, gli annoiati, quella roba lì. I cinematografari veri, gli storici, gli addetti ai lavori non se lo sognano nemmeno. Per quanto riguarda le metafore militari, la retorica da segue-dibattito, la citazione di un film ultrapremiato come capolavoro che meriterebbe eccetera, il gesto stesso della lettera allarmata da spedire al quotidiano, tutto fa pensare che chi scrive creda ancora che la popolarità e il successo siano compatibili con concetti come “ingiustizia”, “educativo” e “genio incompreso”. Negli anni Ottanta la pensavo così anche io.
postilla oracolare
Cominciamo ad essere tanti a detestare lo snobismo da poveretti del cinema italiano, della cultura italiana, di tanti attorini italiani, di quegli addetti e quei direttori che Battiato invitava a mandare in pensione tanti anni fa. Siamo in tanti e non ne possiamo più, non ne possiamo più e siamo in tanti: ci chiamano Legione. Vedete di capirla: a noi piace il cinema, a cominciare dal cinema A-ME-RI-CA-NO. Chiaro? Ok. Se poi una sera siete in pizzeria e cominciate a dire che in fondo il cinema americano, che uff questo Avatar, che non si parla d’altro, vi ricordo che ci chiamano Legione, siamo tanti, sparsi ovunque, e vi mandiamo affanculo.
Sottoscrivo. Una lavoratrice (quando ce n’è) del cinema.
scritto da Maristella giovedì.21.01.10 14:11
Stavorta so’ salito propio sula sedia pe’ battete le mano.
scritto da Massimo giovedì.21.01.10 14:29
roberto faenza? quello di jona nella balena? o di sostiene pereira? di suo non son riuscita a veder di più, del resto alla quindicesima riga del suo pezzo ho chiuso la schermata. “sulla carta” avatar forse non è il genere di film che mi attira, ma penso che sia giusto andare a vederlo, disposta a ricredermi e consigliare a chiunque di farlo… cosa che non farò con faenza (e molti altri registi italiani sopravvalutati anzitempo/comunque/ad oltranza). lunga vita al cinema americano!
scritto da laura giovedì.21.01.10 15:03
Io sono d’accordo con te, su tutto. A me Cameron piace molto, mi sono esaltato con Terminator 2 e stupito davanti a Titanic. E mi piace anche Haneke.
Ma perché, mi chiedo, non ho ancora letto una recensione in cui si dice che Avatar è un brutto film? A me non è piaciuto, l’ho trovato banalissimo e non così stupefancente a livello visivo. Quando ho visto il primo episodio de Il Singore degli anelli al cinema sono rimasto a bocca aperta. Sta volta no, anzi, ho fatto fatica ad arrivare fino alla fine. Perché nessuno dice che quelli della Pixar sanno coniugare tecnica e script, meraviglie digitali e idee a profusione, mentre in Avatar non c’è una, ma dico una, idea originale?
E ce l’hanno venduto come il film che avrebbe cambiato la storia del cinema. Dico: cambiare la storia del cinema. Ma non vi sembra una bufala kolossal? Boh, forse non l’ho capito solo io.
scritto da giacomo giovedì.21.01.10 15:11
È indifendibile anche perché tralascia che la cultura nasce dappertutto. Anche in quello che si pensa non lo sia.
Bravo Bordò, te la appoggio.
scritto da alce giovedì.21.01.10 15:14
Sto Faenza non capisce nulla, mi ricorda un po’ la vecchietta di De Andrè, mai stata moglie e senza più voglie
scritto da MatteoB giovedì.21.01.10 15:18
ma quindi siamo a cameron vs hanneke? e che palle.
a me il cinema piace perche’ e’ l’unica vera forma d’arte *democratica*. paghi due soldi e viaggi, fai giri, torni e stai meglio.
*anche* questo e’ cinema, anche questa e’ arte.
hanneke, si diceva. be’, si puo’ dire che il nastro bianco e’ sopravvalutato? un film pretenzioso e didascalico, in cui i propositi di trovare “le radici dell’odio” sono spiattellati dalla voce fuori campo al primo minuto.
no, dico, la voce fuori campo, l’anticinema.
una visione monocromatica (nel senso che manca qualche milione di sfumature) della storia del mondo e dell’europa anteguerra. un film piatto, in 2d.
avatar lo vado a vedere domenica. poi decidero’ cosa pensarne.
scritto da mario giovedì.21.01.10 15:24
@Giacomo: Infatti,il film che ha cambiato(oddio,cambiato…diciamo segnato una enorme pietra miliare ne) la storia del cinema è Il Signore degli Anelli. Vist quello,per noi spettatori tutto è diventato possibile.E’ difficile stupirsi ancora di qualcosa.E’ stato il punto di passaggio da un cinema dove gli effetti speciali erano effetti speciali,ad un cinema dove gli effetti speciali erano parte recitante della storia,non più fuochi artificiali ma personaggi puri…io non mi so spiegar benissimo,ma ci siam capiti…
Però gli effetti di Lord of the Ring sono stati fatti dalla neozelandese WETA,esattamente quella che ha fatto gli effetti di Avatar…
Io lo devo ancora andare a vedere,finora non ho avuto tempo, ho sempre suonato.
scritto da sartana giovedì.21.01.10 15:27
Condivido anche gli spazi bianchi, aggiungo due notarelle. Primo, che il termine “postmoderno” non è un epiteto per indicare ciò che è oltre il moderno, ma una categoria con significati precisi, e lui la usa a cacchio, per dire che se vuole farsi paladino della Cultura servono almeno un po’ di basi. Secondo, che l’autore più importante degli ultimi dieci anni, che fa cinema vero, cinema-cinema, e cazzarola usa pure quei freddi cosi con gli schermi e le tastiere, non è un uomo ma è un gruppo dietro a un nome, e quel nome è Pixar. Quelli dei cartoni, i vili cartoni, che ai cinematografari esperti nel menare il torrone gli fanno un mazzo così.
scritto da Paolocoss giovedì.21.01.10 15:50
Ah, scusate, so che non sta bene fare due commenti di fila. Ma. Se in Italia non avessimo avuto un genio che faceva cinema di genere e con quello ci faceva i dindi, se non avessimo avuto i cowboys di Sergio Leone, col cacchio che quegli con la sciarpetta al collo avrebbero potuto fare le loro cose. Era quello che teneva vivo il cinema italiano, il cinema di genere, che pagava i conti anche per quello d’autore. E quei sempliciotti di americani lo hanno capito, perché coi soldi di un Avatar di film minori ne possono finanziare 500, dei quali alcuni anche meritevoli di passare ai posteri, tasse escluse (nel senso che non li paga il contribuente).
scritto da Paolocoss giovedì.21.01.10 15:55
Faenza dice cose le stesse cose che si dicono per il calcio: tra Inter e Chievo vincerà sempre(o quasi)la prima, perchè ha più soldi. Però ogni tanto succede che il Chievo gioca meglio, o è più simpatico o non delude le aspettative, ma l’obiettivo rimane quello di salvarsi dalla retrocessione. L’Inter invece se gioca male e vince rimane(per il momento) la squadra più forte, perchè ha più mezzi per prendere giocatori di primo livello.
Scusate l’intromissione calcistica ma secondo me è così, e il “pippone” di Faenza è un discorso da bar, che per quanto banale ha qualcosa di vero e condivisibile: dispiace vedere che la passione di alcuni scavalcata dalla ricchezza e dalla forza pubblicitaria di altri.
Dispiace però. Niente di più. Chi cerca lo spettacolo e le cose in grande(nel cinema come nel calcio) va a cercarle dove sa. Chi ricerca altri valori anche.
scritto da valerio427 giovedì.21.01.10 16:00
(umilmente quasi sussurrando) la differenza la coglie bene sir ridley scott: “there’s films and there’s movies”, mi ha detto una volta. chi ama i films continuerà a preferirli ai movies e viceversa. ciao, l
scritto da jurassic and proud giovedì.21.01.10 16:09
ancora non ho visto Avatar, quindi non ho ancora un’idea mia su che risultato Cameron abbia ottenuto, ma Faenza e’cmq indifendibile perche’ la sciatteria delle sue affermazioni prescinde da questo o quel film, e’ sciatteria ( pochezza, piccineria, provincialismo, ottusita’)appunto, “a prescindere”… un unica aggiunta ai commenti scritti finora,tutti molto condivisibili a mio avviso: il cinema americano e’ una gran cosa, pero’ quando al cinema arrivano SOLO film cosi’ (e nella metropoli dove mi trovo a vivere e’ cosi’, a meno che non cerchi col lanternino salette in quartierini poco raccomandabili in orari assurdi) inizi ad avere nostalgia pure di Ghezzi fuori sincrono
scritto da LaTru giovedì.21.01.10 16:16
ma infatti il problema di Avatar non è l’essere videogioco o baraccone, è essere tremendamente noioso, assai poco originale e con i personaggi più scialbi mai visti fuori dal pomeriggio di Canale 5…
scritto da suibhne giovedì.21.01.10 16:18
lo so che mi son persa un apostrofo, e che non ho la tastiera con gli accenti e che ho tralasciato spazi e ortografia..ma in realta’ questo commento e’ solo per un personalissimo clap clap al commento di paolocoss
scritto da LaTru giovedì.21.01.10 16:18
Troppa pubblicità. E questo mi allontana dal film. Punto.
scritto da Robert giovedì.21.01.10 16:30
a me l’unica cosa che dà fastidio è vedere i bamboretti di pochi anni al cinema, con gli occhialoni e il cuoricino in mano, fra l’allarmato e l’annoiato. con questo, non mi aspetto che vengano imposti divieti, non è che tutto debba avere una risposta istituzionale, ma magari qualche garbo (genitoriale) nei confronti dei figlioli sarebbe auspicabile.
scusate la vendita di pagliuzze al dettaglio, per di più off topic.
scritto da valeria giovedì.21.01.10 16:58
Io l’ho visto ieri sera e ripeto quello che ho già scritto qui (prima di vederlo, fate voi): se non vi piace Cameron, state a casa. Punto. Avatar è fascinazione visiva, è roboante messa in scena di muscoli, metallo, fuoco; ci sono i marines con gli esoscheletri, gente blu che salta da un albero all’altro, incastro di luoghi comuni che soddisfano biechi bisogni primari.
Poi domani vado a vedere Haneke, e so che vado a vedere altro.
Detto questo: la distribuzione dei film in Italia può anche fare pena (fa pena), ma non è colpa di Cameron.
scritto da Rubisco giovedì.21.01.10 17:05
Bravo.
scritto da Ezio giovedì.21.01.10 17:24
BRAVO
scritto da zundapp giovedì.21.01.10 17:26
Il cinema è spettacolo.
Mi sembra una verità talmente elementare che non ci sarebbe neanche bisogno di star qui a parlarne.
Tra un film che mi fa passare due ore a distrarmi dai cazzi miei e uno che mi frantuma le palle con le velleità autoerotiche dell’Autore (con la maiuscola, mi raccomando) indovinate quale scelgo…
scritto da biagio giovedì.21.01.10 17:37
“Ho sognato che gli americani con i loro viaggi sulla Luna e le loro astronavi in cerca di altri pianeti forse si stanno dirigendo, più o meno consapevolmente, verso nuovi insediamenti.”
ma che periodo è? ho sognato (irrealtà) che forse si stanno dirigendo (possibilità). boh.tanto a lui che gli frega della consecutio: è un regista impegnato. IMPEGNATO. IMPEGNATOOOOOOO
scritto da marina giovedì.21.01.10 18:25
faenza sbaglia, e’ chiaro. comprendo pero’ il suo punto di vista. hai ragione, matteo, quando ricordi che i kolossal fanno mangiare n volte le persone che fa mangiare faenza. ma e’ indecente anche l’invasione massiccia di un film come avatar in ogni sala e multisala. già mediamente ci sono solo stronzate. e tra haneke e cameron ci sono anche vie di mezzo (e io li apprezzo entrambi, pensa un po’).
avatar poi, come già detto, è noioso.
che sia banale, è ovvio a tutti.
cristo, due lire per qualche sceneggiatore decente potevano spenderle.
ma se partiamo dal presupposto che il cinema deve emozionare, secondo me avatar non emoziona.
a meno che vi bastino dei colori fosforescenti e delle meduse volanti.
scritto da dan.galvano giovedì.21.01.10 19:03
Per riconoscere i membri della Legione pensavo ad un saluto da fan di Bluto Blutarsky: dopo averli mandati affanculo schiacciamo la lattina di birra in testa e chiudiamo con un rutto, può andare?
scritto da K giovedì.21.01.10 20:08
Anche secondo me l’intera produzione Pixar (eccetto Cars…) è la dimostrazione che Faenza sbaglia di grosso. Se dovessi fare una lista dei 10 film più belli che ho visto in vita mia, almeno 4-5 film Pixar sarebbero nell’elenco. Proprio perchè l’umanità è al centro dei loro film. Peraltro i maghi del 3D hanno portato nuova linfa anche al 2D: era da parecchio tempo che non mi capitava di sentire al cinema un applauso come quello che si è levato al termine de La principessa e il ranocchio (e a cui mi sono unito con goia).
scritto da testaccia giovedì.21.01.10 20:43
E dire che Avatar si può anche leggere così: la gigantesca e possente macchina da guerra di Hollywood Globale invade e annienta le piccole realtà culturali locali, ma queste resistono e infine vincono perché hanno storie più vere e autentiche. Chissà se Cameron se ne è accorto, se l’ha fatto apposta, se era anche questo che paradossalmente e paraculamente voleva dire: il Col. Quaritch e Cameron (cioè Hollywood) sono la stessa persona. Ma comunque sia Faenza avrebbe dovuto e potuto cogliere e apprezzare, perché è davvero una chiave di lettura paradossale.
Però, Matteo Bordone, non so se il cinema deve essere solo luna park e giostra del calcinculo. Perché a me la camminata di Mamma roma che torna a battere, o la corsa disperata di George Bailey, emozionano ancora più degli omoni blu. Ma io non capisco granché di cinema, lo ammetto.
scritto da Pietro giovedì.21.01.10 21:37
Sbaglio o Faenza ha diretto il film italiano più costoso degli ultimi anni? Quel “Barbarossa” costato circa 30 milioni di Euro e rivelatosi anche il più grande flop del cinema italiano? Questo per dire che è vero che Hollywood ha una “potenza di fuoco” inimmaginablie per il nostro piccolo cinema, ma poi se il tuo budget non lo sai usare, se produci cose velleitarie, scritte male e recitate peggio poi non puoi dare la colpa agli altri del tuo fallimento. Il cinema hollywoodiano sarà anche quel leviatano che descrive Faenza, ma in quanto a idee,scrittura, sceneggiatura, recitazione e professionalità il nostro cinema ha molto da imparare dagli americani.
scritto da Marco venerdì.22.01.10 04:04
[...] Freddy Nietzsche – Perdonalo Cecil B., perchè non sa quello che dice? [...]
scritto da Almanacco del Giorno – 21 Jan. 2010 « Almanacco Americano venerdì.22.01.10 04:47
Possibile che si sta ancora a fare queste discussioni? Non ho ancora visto Avatar e sicuramente sarà un gran film, ma da lì a paragonarlo al “cantante di Jazz” come indicatore di una nuova era per il cinema,(paragonando il 3D all’avvento del sonoro) ce ne corre. Il 3d (che è vecchio di almeno 30 anni) può servire ad un certo tipo di film: azione, horror e porno (nel 3d degli anni settanta si privilegiavano questi generi perchè per la riuscita dell’effetto tridimensionale c’era bisogno di oggetti lunghi che sporgessero dallo schermo…) E esaltarsi per Avatar non esclude la possibilità di apprezzare Il Padrino, Miracolo a Milano, le Onde del Destino e mille altri film, magari girati in digitale con una telecamera non professionale. PS Ho appena visto (scaricato dal web lo ammetto perchè in giro è introvabile) “Eagle vs Shark”, un filmetto del 2006 che arriva dal Sundance, che stranamente non è la solita pippa da sundance senza trama e dialoghi interminabili. E’ scritto da dio e fa anche molto ridere, senza fare caricature. Non è in 3d, ma ne vale la pena.
scritto da Gianni P. venerdì.22.01.10 10:00
Ragionissima. Finalmente qualcuno che lo dice.
scritto da TheGagnor venerdì.22.01.10 10:25
Matteo ha ragionissima, specifichiamo.
scritto da TheGagnor venerdì.22.01.10 10:25
a Faenza, impegname un pò sto cazzo
scritto da Filippo1 venerdì.22.01.10 11:56
Tra cinquant’anni, verrà ricordato Avatar o il settimo sigillo?
scritto da Andre venerdì.22.01.10 12:28
Bordone hai fatto due post per dire come sono str**zi gli snob a cui non piace Avatar. Ok, ci stà, (io non ho ancora visto il film) magari hai ragione. Ma la tua posizione e anche quella di molti che sono intervenuti qui mi sembra speculare a quella di questi “snob”. Per loro tutte le grandi produzioni hollywoodiane, a maggior ragione se appartengono al genere del fantastico, sono da giudicare con sospetto, non sono “arte” ma solo prodotti commerciali (posizione antica: Moravia recensiva “2001 Odissea nello spazio” dicendo che si, era affascinante, ma era un prodotto, mentre non ricordo quale film di bellocchio era “arte”). Per voi invece (magari sbaglio) sembra quasi che il vero cinema sia solo quello americano, anzi nemmeno tutto, solo quello di holliwod, quello che, come dici tu, è (anche?) intrattenimento spettacolare, mentre il cinema cosidetto di “Autore” (definizione orribile lo ametto) è solo cinema pretenzioso, piuttosto irritante e noioso.
Ma Il cinema americano è Cameron, Ridley scott, Spilberg ma anche David Lynch, Scorsese, Gust Van Sant, Jarmusch, Kubrick. O no? Ed Il film di Haneke per voi è davvero un brutto film (per @Mario: la voce fuori campo non è l’anticinema, basta vedere l’uso che ne ha fatto Kubrick in Barry Lyndon).)? Ha senso metterlo in contrapposizione ad Avatar?.
Io ho molto rispetto, anzi ammirazione, per chi riesce ha portare a termine, a realizzare, un film come Avatar. Credo di non riuscire nemmeno ad immaginare la complessità e l’immane lavoro che cè dietro. Io non sarei mai in grado di farlo. Però quando vedo un film non mi baso su questo per giudicarlo.
Infine mi piacerebbe sapere perchè ti è piaciuto questo benedetto film. In realtà non l’hai ancora scritto. Non pretendo una “recensione” alla Daniel Mendelsohn, ma qualcosa in più potresti dirla.
scritto da eliakree venerdì.22.01.10 12:40
sottoscrivo Bordone. Basta coi piagnoni, che in un paese come questo sono
scritto da wer venerdì.22.01.10 12:52
Prossima volta che ti becco in giro (perché so dove abiti) (ah ah aargh!) (immagina una risata tenebrosa) ti stringo la mano, ti offro un caffè e discutiamo una tua candidatura da indipendente alla presidenza del Consiglio di Zona 4, Milano.
scritto da Igor venerdì.22.01.10 13:24
Ciao Matteo, solo una piccola replica scritta con amicizia ed umiltà. Lasciando perdere Faenza, vorrei però ricordare che il diritto di critica è sacrosanto. Non è che perchè un film è costato moltissimo ed ha fatto lavorare centinaia di persone allora non è criticabile. Io il film l’ho visto senza pregiudizi, per quanto sia possibile ad un essere umano, e insieme ad alcuni pregi ho trovato anche molti difetti. Forse si potrebbero limitare le invettive a chi critica senza averlo visto, a chi non comprende la differenza tra i generi cinematografici, e a chi si permette giudizi trancianti conoscendo poco o niente riguardo alla materia. Ma lasciare la possibilità agli altri di dire la loro sul film. In fondo qualche nota critica non ha mai fatto male a nessuno. Ocio che la le legione sembra un po’ una ronda. Se ti interessa o interessa a qualche lettore del tuo blog questa è la mia critica ad Avatar.
http://francescolauber.wordpress.com/2010/01/17/avatar/
scritto da Francesco Lauber venerdì.22.01.10 13:34
Mi prendo volentieri il vaffanculo, tanto uno più uno meno, ad ogni modo volevo dire che essere preoccupati per le risorse umane impiegate in un colossal che rimarrebbero senza lavoro se il colossal non ci fosse, è come pensare che se chiudesse il macdonald sotto casa la gente morirebbero di fame e gli impiegati della ristorazione andrebbero in fallimento; se c’è la domanda nasce anche l’offerta, se non c’è più il macdonald aprono cinque rosticcerie, così se tutti gli investimenti delle case di produzione non fossero concentrate su un unico progetto, si distribuirebbero su tanti altri piccoli film. A me Avatar ha fatto cagare, ma non mi sono permesso di commentarlo prima di averlo visto, non ho mai visto una tale spremuta di luoghi comuni di film d’azione, non ricordo una battuta una che fosse minimamente divertente, avete presente quel minerale che non ricordo come si chiama che pesava 20 milioni (senza neanche specificare la valùta, vabbè…) al grammo? Beh c’è una cosa ancora più rara e quindi costosa su Pandora: l’originalità. La spettacolarità non giustifica le lacune di soggetto e sceneggiatura, se voglio vedere uno spettacolo di luci ed ombre me ne vado a vedere (gratis) un tramonto al mare, se vado al cinema pretendo una storia scritta con mestiere. Rimanendo nel genere Disctrict 9 al confronto era quarto potere
scritto da Barabba Marlin venerdì.22.01.10 13:59
Mi sto ancora chiedendo se il Cecil del titolo sia Beaton…
scritto da Watkin venerdì.22.01.10 14:07
@ Barabba Marlin & Eliakree :
il punto però non è la diatriba Avatar bello/Avatar brutto. E’ la contrapposizione colossal/cinema d’autore a essere abbastanza insensata. I film a alto budget e quelli a basso budget hanno sempre flirtato, si annusano, imparano l’uno dall’altro, si rubano gli attori e gli sceneggiatori…
Poi vabbè, è vero che Bordone a volte è un pò snob al contrario (crede che se una cosa ha successo è perchè è bella, sospetto che sia fan di Lady Gaga)
scritto da Filippo1 venerdì.22.01.10 14:09
La butto là. A mio avviso non esiste nessuna contrapposizione colossal/d’autore, il cinema è uno e uno solo. E’ come se, facendo il paragone con la letteratura, considerassimo un haiku meglio della Divina Commedia perché più conciso o, viceversa, quest’ultima da apprezzare in quanto zeppa di personaggi. Il cinema è un linguaggio ed ha una sua sintassi, la stessa per tutti i film. Se una luce è sbagliata è sbagliata, se un dialogo fa schifo, fa schifo, Cameron o Faenza che sia. Si dà il caso, però, che il primo padroneggi il mezzo assai meglio del secondo.
scritto da Massimo venerdì.22.01.10 14:31
Io sono d’accordo con Biagio, un film deve distrarmi per 2 ore dalle solite cose.Ma non andrò a vedere Avatar, troppa pubblicità, mi da l’idea di “tanto fumo e niente arrosto”.
Forse mi perdo qualcosa…e va beh.
p.s. non c’entra niente, ma complimenti a Zundapp per i nick, mitica moto
scritto da M venerdì.22.01.10 14:35
@Massimo: e la scrittura cazzo? anche la scrittura ha le sue regole, e lo script di Avatar e stato scritto da un’applicazione di word che ha preso i peggiori stralci dei peggiori blockbuster, senza riuscire per giunta a fare un collage minimamente interessante. Comunque sono d’accordo con Filippo1, il cinema indipendente inventa nuovi piatti e la Warner Bros li vende surgelati.
scritto da Barabba Marlin venerdì.22.01.10 15:00
@Barabba
Non ho visto Avatar, per cui non parlavo in particolare di questo film. Però è un concetto che puoi applicare a Titanic, se vuoi. O al Gladiatore. O ad Apocalypse Now. O al Soldato Ryan. O… Quando il cinema è Grande Cinema in TUTTI i suoi aspetti. Certo, si possono fare capolavori anche con due attori in una stanza, tipo La morte e la fanciulla di Polanski. Ma ci vuole Polanski, appunto. Anche la contrapposizione cinema indipendente/major mi sembra altrettanto ideologica e fasulla. Tra cento anni, Cameron sarà citato nelle enciclopedie del cinema, Faenza sarà sempre una cittadina famosa per le caramiche.
scritto da Massimo venerdì.22.01.10 15:19
caro Bordone,
quando la finisci di polemizzare – altrettanto ideologicamente- con gli “autori” e ci spieghi nel merito perché ti è piaciuto Avatar: oltre che gli effettoni speciali e la megaproduzione, quale scena da ricordare, la battuta da rimandare a memoria, la colonna sonora da emulare?
scritto da daniele venerdì.22.01.10 15:48
Un momento. Allora il nostro amato premier, dando lavoro a tanti col suo alveare di aziende, è un grande umanista?
scritto da Avagardner venerdì.22.01.10 15:59
e poi anche il premier è un mago degli effetti speciali
scritto da fitto venerdì.22.01.10 16:29
braverrimo!!!!
scritto da fran venerdì.22.01.10 17:23
Secondo me il Cecil B. è DeMille, vero blogmaster? Papà di tutti i kolossal.
Faenza è un insopportabile. Ha fatto solo film brutti e lagnosi, rovinando attori bravi come la Buy e Zingaretti.
Avatar è un film roboante e banale. Ma gli uomini blu sono bellissimi e la battaglia con gli uccelli volanti mi ha entusiasmata. Certo poi mi commuovo alle lacrime con Welcome e Brothers. Il cinema è bello per questo, per la sua infinita varietà. Mi sentirei di sottoscrivere e fare mia la sottile distinzione di Ridely Scott, ma come la mettiamo con la nostra lingua? C’è il cinema e poi ci sono i filmoni?
scritto da kriss venerdì.22.01.10 17:41
Eccone un altro!
Segnalo questo
http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/articolo-12563.htm
scusate l’ho visto solo su dagospia, che dice che che si rammarica pensando che “con 500 milioni di dollari Rohmer avrebbe girato 500 capolavori”.
Mavaffffffff…
scritto da Hip. venerdì.22.01.10 18:16
1) Faenza ovviamente è stato ibernato per 30 anni e l’hanno rianimato al cinema con gli occhialoni, unica spiegazione di un tono così allarmato.
2) Il ciclo del Signore degli Anelli di Jackson vince centomila a zero contro Avatar, e la differenza è secondo me che a uno la storia l’ha scritta Tolkien, mentre all’altro han fatto tutto da soli, con gli avanzi del frigo.
3) Basta dire che il cinema deve essere spettacolo, per carità! Il cinema è quello che gli pare, e ci sono capolavori fatti con la telecamera in spalla in città di provincia con attori sconosciuti. L’ultimo che ho visto così in Italia l’hano chiamato Cous-Cous: è francese, parla di un ristorante di cous-cous a Sète (dove è nato Brassens). Come sopra, vince centomila a zero.
4) Matteo, ma che gusto ci provi a difendere il più forte (= il cinema americano)? Sei preoccupato: pensi abbia bisogno del tuo intervento per vendere più biglietti?
GP
scritto da GP venerdì.22.01.10 19:12
chi volete che vi liberi???….gesù o barabba?????…..
barabba,cazzo!!!!!!!!!!
scritto da mavvia venerdì.22.01.10 20:44
Grande post…poi Battiato mi ha abbassato l’entusiasmo fin sotto le scarpe.
Perché alla fine, tra Battiato e Faenza…
scritto da Claudio venerdì.22.01.10 22:46
ah bè siccome ha dato lavoro a tanti allora di sicuro è una figata. oppure siccume tu ti lamenti dei tagli allora non puoi criticare una roba che fa girare l’economia (americana) ahaha
scritto da luca venerdì.22.01.10 23:09
esatto. sì sì. bravo. mmmmhhh. eh, beh. e ci voleva. molto molto bene. gliele hai cantate. standing ovation. applausi per bordone. bravo. bravissimo…..
ma avatar rimane una cagata pazzesca.
sempre tuo, fabio
scritto da fabio sabato.23.01.10 01:26
Mi stai plagiando…
scritto da Gabriele sabato.23.01.10 01:54
Sommessamente a Marco, “Barbarossa” l’ha girato Renzo Martinelli, quello di El Alamein e noto come il regista della destra italiana, all’incirca. Il più recente fias… ehm, lavoro di Faenza è Il caso dell’infedele Klara, che ho l’impressione pochi abbiano visto malgrado la Chiatti spesso svestita, e prima c’erano stati I vicerè.
scritto da Isa sabato.23.01.10 10:52
bravo ma sei molto preventivo
scritto da buitre sabato.23.01.10 13:54
D’accordo d’accordo d’accordo!
scritto da Laura Girelli sabato.23.01.10 13:55
92 minuti di applausi.
scritto da wim diesel sabato.23.01.10 17:30
Mi sei proprio piaciuto. BRAVO!
Ho visto AVATAR e mi sono divertito ed emozionato come un adolescente, grazie Cameron.
scritto da eugenio domenica.24.01.10 11:59
Essere “una legione” non è che sia tanto un vanto: sono legioni anche quelli che han votato per l’attuale presidente del consiglio, tanto per dire.
Inoltre, anche a me l’allusione a Battiato ha di colpo abbassato l’entusiamo, visto che è pure lui un prototipo di aspirante intellettuale (fasullo), dispensatore di banalità.
Inoltre, a prescindere da Faenza in sé, il suo discorso a me, più che una critica ad Avatar e a certo cinema ammerrecano, è sembrato più un onesto lamento di dolore e impotenza, simile a quello, chessò, del contadino stritolato dal latifondista, o del piccolo commerciante locale annientato dalla multinazionale, eccetera…
Infine: nella vita a volte si comincia da posizioni rigidamente idealiste che rifiutano i fenomeni di massa a favore dei prodotti più elitari, poi ad un certo punto, se si è sufficientemente intelligenti, capita di rivedere le proprie posizioni per recuperare il tempo e certe esperienze perse, e si rivalutano tutta una fascia di fenomeni e produzioni popolari che a ben guardare hanno un loro perché, e che prima si erano rinnegati ed esclusi dalla propria attenzione, e questo è pure giusto, ed è successo pure a me, e capita di farlo anche con la stessa energia e manicheismo che si aveva pure nella fase precedente, quando le stesse cose le si rifiutava. Forse però, Bordone, tra qualche anno ritornerai sui tuoi passi e ti verrà nostalgia delle cose un po’ meno “popolari” e ad effetto, un po’ meno solo formali e un po’ più anche di sostanza, e con un contenuto che non sia solo tecnico od organizzativo, ma che scava nel profondo delle cose in maniera un poco più raffinata, un po’ più riflessiva, diciamo, un po’ più elitaria, sì, e un po’ meno tipo “mi distraggo e basta e vaffanculo”, il che comunque è una cosa legittima; ma soprattutto, magari tra un po’ le “legioni” ti verranno a noia, e credo che ciò sia quasi inevitabile per uno come te.
Detto questo ho una voglia incredibile di vedere Avatar, di distrarmi, estraniarmi e farmi un’indigestione di immagini allucinogine in 3D.
Magari per poi dire che la storia era banalotta.
Ma anche no.
Magari emozionandomi.
Vedremo!
scritto da Zoe domenica.24.01.10 12:49
(scusa: era il Battiato regista a cui ti riferivi, vero? lì per lì, nella fretta, avevo pensato al Battiato Franco, che visto che vuol sempre metter bocca su tutto, ci stava pure. cancello l’osservazione su questo punto, dunque. ciao)
scritto da Zoe domenica.24.01.10 15:04
Tutti a prendere posizione sulla presunta diatriba “film d’autore vs. film commerciale”. Mentre invece mi sembra abbastanza ovvio che l’intervento di Bordono fosse proprio contro questa distinzione, che è assurda, anacrostica, ideologicamente fasulla ma che, come tutti le robe più manichee, ci dà a tutti un bel po’ di sicurezza. Ebbene, alla faccia del rincitrullito Faenza, va ribadito che la questione è mille volte più complessa e più sfumata. E soprattutto: è davvero possibile separare i due “settori”? Sapete, non ci sono solo Haneke e Cameron. Kubrick e Coppola, per dire, dove li mettiamo?
scritto da jack skellington domenica.24.01.10 22:49
La cosa inaccettabile da parte di un regista è non sottolineare una cosa importante di Avatar: la maggior parte delle scene ed il coordinamento delle principali postproduzioni impegnate nel film è della Weta, casa di postproduzione neozelandese. Loro sono la dimostrazione pratica di come, grazie anche all’aiuto di un visionario come Peter Jackson, siano riusciti a creare dal nulla un’industria alla quale si guarda come l’eccellenza. Pensate al patrimonio umano e professionale sperperato dall’Italia in tutti questi anni.
scritto da marco lunedì.25.01.10 11:26
@Latru sono d’accordo con te. E’ la varietà che fa la differenza! Perché da noi è impossibile vedere qualche cinematografica che non sia americana o poco altro? Perché non posso vedere film spagnoli (ne fanno di bellissimi) o francesi o tedeschi o koreani? Abito a Roma e la situazione è desolante … (immagino altrove). Sospetto che dietro ci sia la mafia del doppiaggio (oltre la pidocchieria della distribuzione) che voglia mantenere nell’ignoranza il pubblico. Non pretendo di vedere tutto quello che fanno a Parigi o a Barcellona, ma se in Italia ci sono 2.000 sale perché 970 devono fare AVATAR che francamente se gli togli il 3d te lo scordi dopo due giorni? Personalmente mi ricordo ancora quando andai a vedere Blade Runner (il film che ha cambiato il concetto di fantascienza al cinema) al New York di via delle Cave … un’esperienza unica ancora oggi: avevo veramente la sensazione di stare assistendo a un evento! E’ ancora oggi l’unico film che non riesco a vedere che sul grande schermo.
scritto da C lunedì.25.01.10 11:34
No, era chiaro quel che intendeva il Bordone, e lo condivido. Quel che si intendeva dire, almeno da parte mia, è che a volte per sottolineare il concetto del “cheppalle ‘ste posizioni paleolitiche sulla qualità dei film”, si rischia di passare per buono un po’ troppo e un po’ tutto e ci si “mitridatizza”… savo poi accusare i sintomi di un’intossicazione cronica, sul lungo periodo.
scritto da Zoe lunedì.25.01.10 12:00
@Isa: “Sommessamente a Marco, “Barbarossa” l’ha girato Renzo Martinelli, quello di El Alamein e noto come il regista della destra italiana, all’incirca”.
Martinelli è un pessimo regista, non ci sono dubbi ed è anche vicino alla destra. Ma “El Alamein” (che non è per niente male, anzi) è di Monteleone, che non è di destra ed è anche un bravo sceneggiatore.
http://www.filmscoop.it/film_al_cinema/elalamein.asp
http://it.wikipedia.org/wiki/Enzo_Monteleone
scritto da Roby lunedì.25.01.10 12:55
¡ Bordone anti-elitarista !
scritto da michele lunedì.25.01.10 15:18
[...] più parti si è parlato di un ridicolo intervento di Roberto Faenza su Repubblica a proposito di [...]
scritto da Tutta colpa di Méliès « secondavisione martedì.26.01.10 08:52
Splendido post quanto gretto e colmo di ignoranza quello del caro Faenza, che ormai, come tutti sappiamo, critica i film senza neanche prendersi il disturbo di vederli… Basta con i fondi al non cinema italiano.
scritto da Flegias martedì.26.01.10 15:06
Splendido post il tuo quanto gretto e colmo di ignoranza quello del caro Faenza, che ormai, come tutti sappiamo, critica i film senza neanche prendersi il disturbo di vederli… Basta con i fondi al non cinema italiano.
scritto da Flegias martedì.26.01.10 15:07