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lunedì 25 gennaio 2010

Mestieri in crisi, tipo il ciabattino [Barbareschi Sciock, La7]


Ho visto la prima puntata del nuovo programma ricco di La7. L’ho vista l’altra sera e mi ha fatto una strana impressione: da una parte c’era abbastanza ciccia per poter fare qualcosa di carino, cosa strana per una rete al risparmio; dall’altra c’erano abbastanza cazzi di cane da rendere irrilevante anche un’intervista a Obama.

Barbareschi Sciock nasce con un titolo sbagliato, perché per cavalcare il gioco di parole tra show e shock andava lasciato l’sh all’inizio. Ma va be’: son tutti un po’ troppo creativi per capire che i titoli devono essere chiari, e tre strati di sottotesto in un titolo sono come tre cambi di tonalità in un singolo, cioè un errore grossolano.

È un talk all’americana incrociato con un varietà italiano degli anni Sessanta. Lo so, tutto in Italia si incrocia con un varietà italiano degli anni Sessanta, e non ne possiamo più. Però non ce la fanno, è più forte di loro. Cito il varietà, mi ispiro al varietà, prendo dal varietà, ribalto il varietà, nego il varietà: mai che arrivi uno con l’idea che quegli spettacoli con telecamere di cinquant’anni fa non abbiano niente a che fare con la tv contemporanea e il concetto di programma. Il balletto dei bravi Modulo Project resta lì che non si capisce bene che ruolo abbia, ma poi le piume sulle ballerine fugano ogni dubbio: serve a citare le Blue Belles dei varietà italiani degli anni Sessanta.

Il programma si svolge quasi interamente su una passerella che attraversa due ali di pubblico. Nelle prime file ci sono dei notabili (scrittori, avvocati), che Barbareschi saluta spesso, cui si rivolge, benché questi non siano microfonati. Ci si sente esclusi, perché sembra che lui faccia il programma per il privé, e in più non si sente cosa si dicono. Un nervo che non vi sto a dire. Anche nel clou della prima puntata, l’intervista a Corona, Barbareschi ha fatto almeno sette o otto domande senza essere lui stesso microfonato, ignaro del problema. Poco prima aveva dichiarato di non poter fare a meno di fare questo, che è il suo mestiere.

Il gruppo musicale c’è, ma non sta al proprio posto: ha troppo spazio e toglie ritmo al programma. Sono anche bravi, e hanno il giusto tiro per quel ruolo, ma non devono fare gli stupidini, altrimenti non sono credibili come fautori del ritmo. La musica, anche quando è divertente, deve essere sexy: se fai il comico, non sei sexy e la musica diventa riempitivo scipito.

Il centro dei problemi è Luca Barbareschi stesso. Per fare un programma di interviste bisogna saper scomparire. I più bravi sanno trovare un modo per scomparire, anche quando hanno appena mostrato grande personalità in un monologo comico, e hanno una popolarità tale per cui potrebbero incutere soggezione nell’ospite. Gli americani in genere fanno così, Letterman per primo: sono presenti, ma sanno ascoltare, così che l’intervista, preparata quanto vogliamo, resta viva e sensata. Quelli che sono consci dei propri limiti, e soprattuto dei limiti degli ospiti italiani, appaltano il lato comico ai migliori comici sulla piazza, e tengono per sé il ruolo di intervistatore discreto, quello che sembra non esserci ma è fondamentale. Quest’ultimo è il caso di Fabio Fazio: uno che in questa fase della sua carriera sta dando lezioni di professionalità, fuoco, normalità e consapevolezza a tutti.

Barbareschi non è in grado di non strabordare. Questo, direbbe certamente lui se glielo facessero presente, è un bene, perché il programma è incentrato su di lui e vuole sciockkare. Ma l’elemento dello shock si riduce all’aria da canaglia gentile che barbareschi indossa da anni. Rispetto a Carlo Conti, certo, interagisce con gli ospiti in un modo diverso, più alla pari; in assoluto, sembra di essere a cena con quelle persone che devono sempre stupire tutti e fare le battutine, poi a un certo punto dicono “Scusate, eh, io sono fatto così: dico sempre quello che penso”. Quando Fabrizio Corona arriva in studio, a un certo punto gli fanno sentire la voce del padre: lui è Fabrizio Corona, certo, quindi per l’italiano televisivo medio non è nemmeno una persona, figuriamoci, ma quello resta suo padre, e la voce viene dalla presentazione di un libro che lo stesso Corona senior tenne a un mese dalla morte. Le parole e il tono non sono divertite, ma serie, gravi, di uno che sta per morire. E quando tu, coll’aria da gaglioffo, fai sentire a Corona la voce di suo padre moribondo, e gli ridi in faccia se lui ci resta male e dice coi suoi modi “Non mi è piaciuto. Forse è troppo un po’ triste”, ecco che ti mostri in tutta la tua umanità.

Il problema è che il programma non è di Barbareschi ma su Barbareschi, e Barbareschi non ha al momento molto da dire, né è garanzia di alcuna qualità. Anzi, c’è uno scoppio di merde che nemmeno in una fabbrica di petardi in fiamme accanto a un latamaio. Il conduttore fa casino sulle questioni tecniche come un principiante. Ha lì Mike Tyson e fa delle domande banali, metà in italiano e metà in inglese (scarso), così che il traduttore che fa già molta fatica a capire Tyson e tradurre – quanto imbarazzo, che roba brutta – non sa più cosa deve fare. Poi c’è Corona. E le domande a Corona sono minchiate, tanto che Corona stesso si dice stupito per la loro pochezza e per il fatto che siano vecchie (e già poste da molte altre sopracciglia in su).

Anche un momento interessante come quello dell’intervista alla ballerina e pittrice senza braccia Simona Atzori viene giocato sulla spontaneità, e alla ragazza – carattere da vedere, ovaie in titanio – si chiede solo qualcosa sulla diversità, scambiando come di consueto la faciloneria con la naturalezza.

Ah. Il primo ospite della serata è stata Serena Autieri.


Ora dirò la Grillata di turno. Ma non dovrebbe sedere in parlamento Luca Barbareschi? Magari gli bastano i ritagli di tempo per fare lo sciò. Ma visti i risultati… meglio faccia le sedute, no?

magari sciock viene da sciocco. che per barbareschi mi pare comunque troppo poco.

magari se invece di prendere le battute da spinoza andasse a lavorare saremmo tutti più contenti…

Luca Barbareschi ha già sprecate talmente tante “ultime possibilità” di rilancio, da far sembrare Maradona un dilettante.

Beh, a proposito del traduttore di Tyson, non mi pare facesse fatica a stargli dietro, mi pare proprio che traduceva un quarto di quello che tyson diceva, e lo traduceva pure male. l’intervista a corona pero’ non era brutta, la vasca una bella idea (come il tapis roulant) e, a parte che non lo faceva finire, si vedeva piacevolmente. E di Petrini che dici? Bravo!

Sì, le battute da Spinoza, rimarco anche io: l’avete sentita quella sulla cocaina? Si puo’ rubare una battuta, non capirla, dirla male così?
http://www.youtube.com/watch?v=jCDWhtMO5tk

Tentativo di inamidare tecnicamente il fatto sostanziale che a Bordone sta sulle palle Barbareschi.

Le interviste sono insopportabili perché Barbareschi fa le domande e interrompe l’ospite prima che abbia risposto. Veramente irritante.

barbareschi, dov’è che l’ho visto l’ultima volta? tipo con pippo baudo, che bel siparietto, si lamentava del fatto che pur avendo fatto un sacco di cose nella sua vita, il suo talento non venisse riconosciuto,, che queste sono cose ignominiose che succedono solo in Italia, ,, poi partiva uno spezzone di lui in teatro che cantava My baby don’t care— cmq il guastafeste gli era riuscito bene bene, ma io gli preferisco gino bramieri, gino bramieri ha fatto la mia infanzia, he made my infancy.
poi vorrei dire su fazio, che pure mi piace, che questo suo stile discreto a volte sconfina un po’ in una strana forma di zerbinismo, per cui pare che gli ospiti che ha davanti siano delle divinità e magari non lo sono proprio per niente,, è la sua chiave, lo so, ma a volte esagera

Anche a me è piaciuto… dopo 10 minuti però ho dovuto fare altro.

Pur nella stima che uno può avere nella qualità di attore e/o direttore artistico di Barbareschi fa abbastanza stupore e sudamerica avere un parlamentare che tiene un programma televisivo. E meno male che non è un programma di giochi a premi. E viceversa busti o personaggi televisivi che obbedendo a non si sa qualche chiamata diventano parlamentari/presidenti di regione/sindaci/ministri.

Se a tutto questo aggiungi il fatto che le battute iniziali sono state copiate dal sito spinoza.it senza riconoscergli i diritti… niente male per essere la prima puntata!!!

“A caaaasa…”: non so se ci siamo spiegati.

vabbè Facci, a te sta sulle balle Di Pietro e l’hai inamidato con un tomo di 500 pagine

>> Barbareschi Sciock nasce con un titolo sbagliato, perché per cavalcare il gioco di parole tra show e shock andava lasciato l’sh all’inizio.

…e magari non riciclare il titolo di un libro di Bocca su Costanzo uscito quindici anni fa…

ma povero Barbareschi, ad essere costretto ad essere sempre e solo Barbareschi…

A me Barbareschi non sta sulle palle, tra l’altro credo anche sia un parente alla lontana, ma come conduttore televisivo proprio non lo vedo. Come attore lo trovo discreto, nulla di piu’, ma “fare” televisione è tutt’altra cosa e questo programma nasce sbagliato dall’inizio. Tutto qui.

In effetti il programma di schock ha poco. Io ho visto solo Tyson e Corona: l’uno l’angelo l’altro un po’ diavoletto. Tyson l’ha fatto passare per tenerone bisognoso di attenzioni (ad accrescere la situazione fiabesca è intervenuta anche l’ennesima fiamma accarezzando il pupazzone sudato), mentre Corona è stato liquidato con uno pseudo bagno in vasca e un tocco “fronte-fronte” più che imbarazzante per la stupidità del gesto. Corona che dice “.ma ancora con la storia dei 2000 euro…” vale qualsiasi commento sullo schock che provocano le domande di Barbareschi. Che 10 anni fa mi piaceva.

E dire che questa gente potrebbe andare in America dove senza problemi gli riconoscerebbero il talento, gli riconoscerebbero… e invece sta qua, sta.

Diciamo che il grande sollievo è che tutto ciò non viene fatto coi miei soldi. Già devo mantenere Pupo, e non sapete quanto mi girano le palle.

Il furto di battute da Spinoza mi sembra l’ultimo dei problemi del programma. Mi spiace per gli amici di Spinoza, per cui è ovviamente fastidioso.

@matteo bordone: grazie matteo. Certo, quello del plagio di spinoza.it è l’ultimo problema del programma. Tra l’altro, credo che sia evidente come sia stata tutta una montatura per suscitare clamore e far parlare di sé. Con quale effetto disastroso, chiunque è in grado di valutare.

ps: vuol dire che i contenuti di Spinoza sono validi. Bene. Che contattino il blog, allora, invece di accontentarsi di una brutta copia ;)

>>Quest’ultimo è il caso di Fabio Fazio: uno che in questa fase della sua carriera sta dando lezioni di professionalità, fuoco, normalità e consapevolezza a tutti.

Professionale fin che vuoi, Fazio, ma mai che faccia una domanda non dico scomoda ma almeno (davvero) impertinente.

completamente daccordo su Fazio , @biagio non è obbligatorio fare domande impertinenti ci sono già abbastanza presentatori che sanno fare solo quelle per fare audience

@telespallablog
senza polemica, ma l’avverbio (davvero) non l’avevo messo lì mica per caso.
Di domande fintamente impertinenti se ne sentono a iosa, ma veramente impertinenti quante?

Accidenti, sono incorso in una doppia negazione (“non” e “mica”)…

Nessuna , ma te lo immagini un presentatore che le faccia ? Chi andrebbe ancora ospite ? Forse solo un comico potrebbe farla . Sappiamo tutte e due come è la TV .

Per farla breve Barbareschi sta sul cazzo

daccordo su tutto tranne che su Fazio…è solo un inutile leccaculo che non ha la minima dignità (vedi la presa di posizione dopo l’intervista a travaglio)