|
|
|
|


mercoledì 27 gennaio 2010

Hava nagila


Qualche anno fa, proprio per il giorno della memoria, alla radio intervistammo Anna Ottavi. Era andata così: a DISPENSER, la trasmissione che conducevo allora, avevamo parlato di Watermaks, il documentario che racconta della società sportiva ebraica viennese Hakoah, un tempo eccellente soprattutto nell’atletica e nel nuoto, smembrata poi dagli stessi organizzatori prima che ci pensasse Chisaitù. Un ascoltatore ci aveva chiamato per dirci che sua madre, la signora Anna Ottavi, era stata membro di questa società sportiva, prima di trasferirsi in Italia.

Così per il giorno della memoria chiamammo la signora, e ci chiacchierammo un po’. Figlia di un tabaccaio del centro di Vienna, mi raccontò di non amare l’Austria, ma di essere una viennese, di sentirsi una viennese dentro, di avere le proprie radici a Vienna, nel centro dell’Europa. La signora Anna era venuta in Italia per cercare di fare l’attrice, se non ricordo male, e aveva conosciuto il marito proprio nel mondo del cinematografo. “Sono molto anziana, ma la mia età non gliela dico” mi disse a un certo punto, ridendo. Chiacchierammo un po’. Poi ci salutammo. La signora aveva quell’educazione d’altri tempi, condita con il tono di chi il mondo l’ha visto bene e ha ancora molta voglia di vivere.

Non so se la signora sia ancora viva, ma nel giorno della memoria io mi sono ricordato di lei.


TU sei uno SMEMORATO grave, ma io (eNZO), su quella tua LETTURA a dispenzer, mi ricordo che TI Avevo lasciato un COMMENTO in cu scrivevo che era BELLO e doloroso quello che era SUCCESSO, ecco. (bello che c’era la SIGNIORA, doloroso che c’eri TU, ovvio).
Dispenzer un pochino però MI manca. Poi però MI passa, eh. NON ti dimenticare che NON mi piaci per niente. ciao da eNZO, TORDONE

Si chiamava “Hakoah”. Per la precisione. Non era l´unica con questo nome nella Mitteleuropa (Germania compresa).

Hai ragione. Hakoah. Grazie per la correzione.

Di niente.

Io mi sono ricordata il messaggio dell’imperatore.è un messaggio molto importante,è il messaggio di un morto,,e il messaggero deve attraversare tutta la città per portartelo,ma la folla è così grande e le strade così tante,, superato un ostacolo, eccone un altro da affrontare—le difficoltà sono così tante,e probabilmente il messaggero non riuscirà a raggiungere la tua casa. ma tu stai seduto alla finestra,e sogni quel messaggio quando viene la sera

Bel post. Davvero.