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sabato 30 gennaio 2010

Come i peli superflui


Ho lasciato passare qualche giorno, perché mi sembra una ricorrenza importante, che merita rispetto. Ma il Giorno della Memoria ha a che fare con la Storia in modo così innegabile che i politici piccolini che ci ritroviamo al momento arrancano, poveri, e dicono delle cose tra l’imbarazzante e l’esilarante. Renato Schifani, la seconda carica della repubblica, l’altro giorno è andato in visita ufficiale alla Risiera di San Sabba, lager nazista made-in-Italy. Lì ha chiuso il suo intervento con l’espressione “Mai più Shoah!”
Io non ho potuto fare a meno di scoppiare a ridere, mentre mi si affollavano in testa i riferimenti più strambi (radicali liberi, alitosi, cellulite, brufoli) e nascevano spontaneamente altri slogan vibranti, stampati con la stessa matrice (“Mai più cancro!”, “Basta con la Seconda Guerra Mondiale!” e soprattutto “È arrivato il momento di dire NO! alla morte”).
Ribadisco il mio nuovo mantra sulla decadenza contemporanea, l’assenza di riferimenti alti, il piccinismo imperante, la voragine in cui sprofondano i media mentre si insultano: “Siamo nani sulle spalle di Giletti”.


Sarà difficile per quelli di noi che sopravviveranno, per i nostri figli…, spiegare come mai non ci si accorse di Sebrenica, del Darfur, Timor…

Da buon triestino ero alla commemorazione alla Risiera, assieme ad altri quattro gatti e agli alunni di una scuola di Cosenza, e devo dire che il discorso era decisamente superiore alla media giuliana (anche se il nostro sindaco sta migliorando notevolmente). Molto appassionanti le difficoltà causate dalla Bora che hanno costretto Schifani a ricorrere agli assistenti per girare le pagine. In ogni caso l’assenza quasi totale degli ex AN e la presenza di un esponente della lega solo per qualche minuto rendono molto importanti anche le parole del presidente del senato.

Off topic, ma siccome ti so estimatore del Baffino, ti segnalo come Giorgio Bocca (peraltro ormai lui stesso un trombone sfiatato) stamattina sulla Stampa gli ha cucito addosso un bell’abitino.

Off topic, ma solo fino a un certo punto, dato che tu stesso parli di nani sulle spalle di Giletti…

Una ceretta per tutti, una ceretta per tutti i peli (superflui e non). Per una radiosa rasatura al suolo di chi è davvero superfluo.

“sulle spalle di Giletti”, e pure voltati dall’altro lato però. La gente di qualità non manca, ma se non diamo vento alle vele giuste..

E Giletti non è manco tanto alto.

“Mi sembra una ricorrenza importante”. E’ una ricorrenza importantissima.

Innanzitutto, grazie per la foto dello Chef Tony. Poi ti dirò un cosa: sto sentendo, anche da persone delle quali non avrei sospettato, una quantità di distinguo sulla Shoah (“mah probabilmente mica erano 6 milioni”, “eh certo che anche i poveri palestinesi”), che la banalità di Schifani mi sembra un male minore. Pensa a un Gasparri che invece che il banale “mai più la Shoah”, dice “abbiamo il dovere di ricordare anche tutte le SS morte inciampando nei forni crematori, o vittime del fuoco amico durante le fucilazioni dei civili”

Bocca sfiatato lo è da un pezzo. Ma per fortuna su un paio di temi prendi il volo e respira alto. Stasera da Fazio mi ha fatto piangere di stizza per le cazzate che diceva sui giornali e sulla modernità (sfotteva Jobs per la sua “tavoletta” rivendicando l’insostituibile bellezza del profuno di tipografia. Compagni, avanti verso il medioevo..). Ma sul fatto che questo paese è geneticamente fabbricato con la merda e solo nei momenti disperati sappia trovare dignità e riscatto, beh non riesco a dargli torto. Peccato che come lo stesso Bocca ricordi, passata la festa gabbato lo santo…

Dal protocollo di Wannsee del 20 gennaio 1942 alla presa di Auschwitz da parte dell’armata rossa nel 27 gennaio 2945 ci passano 1095+7=1102 giorni. Le vittime dell’olocausto in totale sono stimate tra i 12 milioni e i 17 milioni, di cui circa 6 milioni erano ebrei. 6.000.000/1102 fa 5.444 ebrei uccisi ogni giorno. Cioè 227 ebrei uccisi ogni ora (anche di notte) ininterrottamente per tre anni. Senza contare le altre vittime non ebree. Il conto con il numero totale di vittime viene ancora piu’ ridicolo. Non dico di essere negazionisti, o revisionisti, nè neonazisti e neanche di estremadestra, che, percarità, dio ce ne scampi. Ma un minimo di senso dei numeri dobbiamo averlo: non si possono raccontare certe balle e farle diventare storia.

A prescindere da alcun tipo di altre valutazioni, il conto potrebbe sembrare ridicolo se si considera solo UN lager. Ma di lager mi pare abbiao dimostrato che ve n’era PIU’ di uno. Quindi i numeri “ridicoli” mi pare tornerebbero ben più sensati.
I numeri sono pericolosi, se usati male.

x Pace
ma che cavolo di conti fai e poi ti pare che queste cose possano essere misurate con i numeri?
I lager erano moltissimi e le uccisioni erano di massa, mi pare di ricordare che qualche kapo’ spedisse con “orgoglio” dei rapporti di uccisioni in massa contando migliaia di morti alla volta.
Sei milioni di ebrei sterminati, la meta’ nella sola Polonia, a cui si dovrebbero aggiungere anche quelli che o sono morti successivamente alla fine della guerra o distrutti psicologicamente per il resto della loro vita e mai più recuperabili.

[...] Freddy Nietzsche – Come i peli superflui [...]

il “buon” pace, rispetto ai numeri, ha dimenticato un passaggio, forse. i 49 campi stimati che porterebbero i 227/49 a circa 5 ebrei uccisi ogni ora, il che non dovrebbe essere poi tanto difficile da credere. basterebbe aver letto qualcosa in proposito, una cosa qualsiasi tipo – prendo a caso – se questo è un uomo. e non dico di essere simon wiesenthal, ma un minimo di senso dei numeri dobbiamo averlo, non possiamo raccontare certe balle e farle diventare storia. no?

Ci mancava pure il negazionista digiuno di aritmetica. Di lunedì, poi.

Ma fossero pure meno, che cavolo cambia?

pace… all’anima sua… e pure al suo cervello