lunedì 1 febbraio 2010
Tokyo, 22-1-29
Avete mai conosciuto Kenzo Tange? Io sì, lavora in un’agenzia immobiliare, chiaro che è un omonimo, ma il nome contiene gli stessi caratteri del famoso disegnatore di edifici. Mi ha raccontato che i suoi hanno sfruttato il cognome per dargli un nome importante.
Ho cambiato casa di nuovo, anche se con un’agenzia diversa da quella di Kenzo, a cui però ho poi indirizzato una mia amica neolaureata in cerca di una sistemazione a Tokyo. Lei ha studiato architettura e appena le ho detto del Tange ha voluto servirsi da lui, se non altro per ottenere il prezioso biglietto da visita.
Parlando di questo trasloco con i miei amici, il ritornello che ho sentito di più è stato “Ah, certo che deve essere stato un problema grosso trovare casa a Tokyo, no? Ho sentito che nessuno affitta a stranieri”. Sono caduto dalle nuvole. Ho trovato casa in due giorni, scegliendo tra decine di appartamenti in cui sono stato portato subito da tre o quattro agenzie immobiliari, le quali hanno continuato a chiamarmi insistentemente per propormi altri posti. Quando io ho scelto, abbiamo firmato subito il contratto. E pensare che io sono, in effetti, una specie di precario freelance!
Quindi mi sa che girano strane leggende metropolitane in questa città, e non parlo di cinesi o coreani, ma di occidentali. Mi chiedo come si debba comportare un europeo per farsi negare una casa in affitto. Sospetto che alla gente piaccia lamentarsi.
Il capodanno è passato, e con esse l’unica occasione di far combaciare il calendario giapponese con quello gregoriano. Questo lo noto da tante piccole cose: un prete buddista che ho chiamato mi ha detto che è occupato fino a Setstubun, l’antica ricorrenza per l’inizio della primavera, in febbraio; l’impiegato comunale della piscina all’aperto sulla riva del Sumida gawa mi ha detto che apriranno a Tanabata, la festa delle stelle in luglio. Devo segnarmi sul calendario Carnevale e Pasqua, altrimenti rischiano di passare così, senza che me ne accorga. Che poi forse è meglio, onde evitare scene da encenecostalacremestammerica.
Ieri, mentre mi facevo la doccia dopo la nuotata in piscina, ho visto un bambino sui tre anni, partecipante al corso di nuoto della prima corsia, oltrepassarmi già nudo e fare la pipì nel vespasiano, per poi tornare nella vasca assieme agli altri piccoli nuotatori. Ho pensato che io, alla sua età, avrei quasi sicuramente svuotato la vescichetta nell’acqua clorata. Chissà se anche ai bambini giapponesi raccontano quella fregnaccia dell’acqua che diventa rossa. Perché è una fregnaccia, no?
Io ci ho creduto fino a poco fa alla fregnaccia!
scritto da mariella lunedì.01.02.10 11:37
sogno Tokyo. Grazie Matteo.
scritto da Alessandro lunedì.01.02.10 12:11
“del Tange” è un capolavoro di integrazione culturale
scritto da Daniele lunedì.01.02.10 13:17
FLAVIO! Quello che scrive Kemuri è Flavio!
scritto da Matteo Bordone lunedì.01.02.10 13:45
“si, si Flavio…. grazie Matteo,
digli che gli ho voluto più bene che a t..
uguale, uguale!”
scritto da rr lunedì.01.02.10 13:53
eccola eccola!
tutto ciò accadeva il 29 gennaio del 22esimo anno di regno dell’imperatore Akihito, eheh, detto anche tennō heika, ovvero sua maestà imperiale—comunque le loro feste, così dal nome, mi sembrano molto più belle delle nostre, tipo della primavera, delle stelle,,, una volta potresti fare un kemuro tutto sulle feste e se sono belle potremmo importarle,
scritto da gnu lunedì.01.02.10 17:32
applausi a RR
scritto da Chelidon lunedì.01.02.10 17:45
quando c’è kemuro faccio delle scoperte straordinarie,, questi giapponesi sono proprio belli, per esempio ho deciso di importare questa festa KAMAKURA, che dovrebbe essere adesso a febbraio: “Durante il periodo Kamakura si tenevano lontani gli spiriti con l’odore di sardine bruciate, fumo e rumore di tamburi. Oggi il rito più diffuso è gettare fagioli tostati intorno alla casa e ai templi gridando: “Oni wa soto! Fuku wa uchi!” (demoni fuori, felicità dentro). Poi si raccoglie un numero di fagioli pari all’età e si mangiano.”
mi sembra fortissima!!! non mi è chiaro però se i fagioli da mangiare si raccolgano da terra dopo averceli buttati, che non mi pare tanto igienico—- e comunque la festa più bella l’ho già trovata, è quella che consiste nel contemplare i ciliegi in fiore per tutto il mese di maggio,, e si potrebbe fare dietro al duomo, dove c’è un bel ciliegio
scritto da gnu lunedì.01.02.10 18:17
gnu, ma “per tutto il mese di maggio” sono in fiore i ciliegi o bisogna contemplarli?
scritto da Chelidon lunedì.01.02.10 18:45
io ho capito che bisogna contemplarli per tutto il mese, per questo mi piaceva…eheh
comunque per gli spiriti più malinconici, c’è anche la festa d’autunno detta KOYO (n’do koyo koyo) in cui si contemplano le foglie rosse degli aceri. se sono davvero così, mi sembrano proprio belli questi giapponesi.
scritto da gnu lunedì.01.02.10 18:52
Anch’io non ho mai avuto problemi con la casa (ma sono fortunato perché ho trovato il mio attuale appartamento attraverso canali alternativi). Ma so di storie un po’ antipatiche. Anche a me in effetti è capitato un episodio spiacevole. Una volta, come è mia abitudine fare, guardavo gli annunci delle case in affitto in un vetrina di una piccola agenzia immobiliare. Non cercavo casa: era tanto per curiosità. La signora all’interno del negozio dopo un attimo di esitazione, si è alzata e si è messa a correre verso la porta del negozio per chiuderla a chiave in modo da impedirmi l’ingresso. Ho trovato la situazione divertente ma un po’ mi ha intristito perché mi sono reso conto che non potrò mai integrarmi veramente in Giappone. Chissà, poi magari la signora era in pausa pranzo e non voleva scocciatori.
Divertente la storia dell’agente immobiliare Kenzo Tange. Vicino casa mia ci sono parecchi edifici fatti dallo studio Tange: palazzi senza infamia e senza lode. Kenzo era un’altra cosa. Sempre grazie alle mie fortune immobiliari, abito proprio accanto alla cattedrale di Tokyo, disegnata dal Kenzo Tange dei tempi d’oro. Vederla tutti i giorni così elegante mi risolleva il morale. Peccato solo che il mio balcone dia proprio sul retro della grotta di Bernadette. Fedele ricostruzione in cemento armato con tanto di stalattiti e stalagmiti. Nella scuola cattolica in cui andavo da piccolo ce n’era una uguale.
scritto da baroccogiapponese martedì.02.02.10 04:20
[...] Freddy Nietzsche – Tokyo 22-1-29 [...]
scritto da Almanacco del Giorno – 1 Feb. 2010 « Almanacco Americano martedì.02.02.10 05:15
fregnaccia o no, se ai giapponesi gliela racconti diventa automaticamente vera!
che voglia di tornare da quelle parti….
ciao flavio!
scritto da mjk mercoledì.03.02.10 09:50