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	<title>Commenti a: To Beth or not to Beth</title>
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	<description>Il blog che abbraccia i cavalli</description>
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		<title>Di: robbbberto</title>
		<link>http://www.freddynietzsche.com/2010/02/03/to-beth-or-not-to-beth/comment-page-1/#comment-22741</link>
		<dc:creator>robbbberto</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 21:39:44 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie Luzmic, sei stato chiarissimo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Luzmic, sei stato chiarissimo.</p>
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		<title>Di: luzmic</title>
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		<dc:creator>luzmic</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 21:48:30 +0000</pubDate>
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		<description>@robbbberto
Io lo faccio per abitudine, per insegnamento ricevuto da piccolo e per senso di appartenenza.
L&#039;insegnamento in questione deriva dal fatto che in base ad uno dei tanti precetti dell&#039;ebraismo il nome divino, una volta scritto, non dovrebbe essere distrutto (la ragione è un po&#039; arzigogolata e deriva dall&#039;interpretazione di un passaggio della Bibbia: Deuteronomio 12:3-4). Sebbene il nome divino possa essere in effetti scritto solo in ebraico tramite il tetragramma, e quindi le parole che si usano nelle altre lingue non portino tecnicamente a violare il precetto, molti ebrei evitano di scrivere per intero anche la parola che nella loro lingua (italiano, inglese, tedesco ecc.) designa la divinità (che diventa quindi D-o, G-d, G-tt ecc.) come forma di ulteriore rispetto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@robbbberto<br />
Io lo faccio per abitudine, per insegnamento ricevuto da piccolo e per senso di appartenenza.<br />
L&#8217;insegnamento in questione deriva dal fatto che in base ad uno dei tanti precetti dell&#8217;ebraismo il nome divino, una volta scritto, non dovrebbe essere distrutto (la ragione è un po&#8217; arzigogolata e deriva dall&#8217;interpretazione di un passaggio della Bibbia: Deuteronomio 12:3-4). Sebbene il nome divino possa essere in effetti scritto solo in ebraico tramite il tetragramma, e quindi le parole che si usano nelle altre lingue non portino tecnicamente a violare il precetto, molti ebrei evitano di scrivere per intero anche la parola che nella loro lingua (italiano, inglese, tedesco ecc.) designa la divinità (che diventa quindi D-o, G-d, G-tt ecc.) come forma di ulteriore rispetto.</p>
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		<title>Di: robbbberto</title>
		<link>http://www.freddynietzsche.com/2010/02/03/to-beth-or-not-to-beth/comment-page-1/#comment-22704</link>
		<dc:creator>robbbberto</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 20:39:03 +0000</pubDate>
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		<description>@Luzmic:C&#039;è un motivo per cui scrivi D-o anzichè Dio?
Un ateo ignorante ma curioso</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Luzmic:C&#8217;è un motivo per cui scrivi D-o anzichè Dio?<br />
Un ateo ignorante ma curioso</p>
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		<title>Di: emmyfinegold</title>
		<link>http://www.freddynietzsche.com/2010/02/03/to-beth-or-not-to-beth/comment-page-1/#comment-22703</link>
		<dc:creator>emmyfinegold</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 19:18:52 +0000</pubDate>
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		<description>Einstein parlava di razza umana</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Einstein parlava di razza umana</p>
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	</item>
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		<title>Di: pitigrilli</title>
		<link>http://www.freddynietzsche.com/2010/02/03/to-beth-or-not-to-beth/comment-page-1/#comment-22702</link>
		<dc:creator>pitigrilli</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 19:11:43 +0000</pubDate>
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		<description>cari tutti, 
io sono nato in italia da madre inglese (protestante) e padre ebreo (italiano)... sono, quindi, italiano, inglese, ma non ebreo!
il perchè io sia inglese ma non ebreo penso possa spiegare (cinicamente) la matrilinearitità (si dice così vero?).
l&#039;inghilterra, col suo passato coloniale, ha dovuto affrontare problemi di immigrazione ben prima di noi, uno di questi, forse uno dei maggiori, era dato dal fatto che i marinai inglesi, girovagando per il mondo, si dilettavano a spargere seme ovunque potessero, trovandosi potenzialmente con una genia che manco il simbolo dell&#039;unicef! come fare allora, si chiesero sir e lords, con tutte quelle mutumba e bingo bonghe che, giunte nella beneamata insulare patria, reclamavano un passporto inglese per il figlio? inoltre: era mai possibile che i nobili e anglofoni marinai disponessero di cotante riserve di seme da ingravidare eserciti di bingo bonghe volenterose di averi figli britannici? non è che, beffeggiandosi del sangue di sua altezza la regina, costoro mentissero ,dicendo  di aver figli di britannica discendenza?  urgeva una soluzione... dato che solo della madre si è certi, mentre il padre potrebbe essere chiunque, solo coloro i quali sono nati da madre britannica (non importa se su suolo britannico) potranno essere considerati britannici a loro volta!
questa regola si è mantenuta fino ad oggi, quindi io, nato alla mangiagalli di milano da madre inglese, sono inglese. Ma non ebreo. perchè?
la matrilinearità, pragmaticamente, penso che non centri con l&#039;educazione, ma con la preservazione della genia...: come faccio a sostenere di essere un discendente diretto di mosè altrimenti? in questo mdo almeno della linea materna ne sono certo....
per quanto riguarda il senso di appartenenza, invece, beh, io non sono ebreo, ne sono stato educato come tale (mio padre è ateo), ma ho sempre provato un senso di orgoglio e fascino verso le mie origini, e anche, sì, un senso di appartenenza a un popolo... sarà l&#039;importanza che do alla storia, o la questone della tribù (che non vivo, ma che magari desidererei) o il fatto che essere stato educato in maniera cosmopolita mi ha reso carente di sensi di appartenenza, ma io, in qualche strano modo, un po&#039; ebreo mi sento, probabilmente tanto quanto molti altri si sentono lombardi, emiliani, fiorentini, itailiani, o proletari....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>cari tutti,<br />
io sono nato in italia da madre inglese (protestante) e padre ebreo (italiano)&#8230; sono, quindi, italiano, inglese, ma non ebreo!<br />
il perchè io sia inglese ma non ebreo penso possa spiegare (cinicamente) la matrilinearitità (si dice così vero?).<br />
l&#8217;inghilterra, col suo passato coloniale, ha dovuto affrontare problemi di immigrazione ben prima di noi, uno di questi, forse uno dei maggiori, era dato dal fatto che i marinai inglesi, girovagando per il mondo, si dilettavano a spargere seme ovunque potessero, trovandosi potenzialmente con una genia che manco il simbolo dell&#8217;unicef! come fare allora, si chiesero sir e lords, con tutte quelle mutumba e bingo bonghe che, giunte nella beneamata insulare patria, reclamavano un passporto inglese per il figlio? inoltre: era mai possibile che i nobili e anglofoni marinai disponessero di cotante riserve di seme da ingravidare eserciti di bingo bonghe volenterose di averi figli britannici? non è che, beffeggiandosi del sangue di sua altezza la regina, costoro mentissero ,dicendo  di aver figli di britannica discendenza?  urgeva una soluzione&#8230; dato che solo della madre si è certi, mentre il padre potrebbe essere chiunque, solo coloro i quali sono nati da madre britannica (non importa se su suolo britannico) potranno essere considerati britannici a loro volta!<br />
questa regola si è mantenuta fino ad oggi, quindi io, nato alla mangiagalli di milano da madre inglese, sono inglese. Ma non ebreo. perchè?<br />
la matrilinearità, pragmaticamente, penso che non centri con l&#8217;educazione, ma con la preservazione della genia&#8230;: come faccio a sostenere di essere un discendente diretto di mosè altrimenti? in questo mdo almeno della linea materna ne sono certo&#8230;.<br />
per quanto riguarda il senso di appartenenza, invece, beh, io non sono ebreo, ne sono stato educato come tale (mio padre è ateo), ma ho sempre provato un senso di orgoglio e fascino verso le mie origini, e anche, sì, un senso di appartenenza a un popolo&#8230; sarà l&#8217;importanza che do alla storia, o la questone della tribù (che non vivo, ma che magari desidererei) o il fatto che essere stato educato in maniera cosmopolita mi ha reso carente di sensi di appartenenza, ma io, in qualche strano modo, un po&#8217; ebreo mi sento, probabilmente tanto quanto molti altri si sentono lombardi, emiliani, fiorentini, itailiani, o proletari&#8230;.</p>
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	<item>
		<title>Di: dnute</title>
		<link>http://www.freddynietzsche.com/2010/02/03/to-beth-or-not-to-beth/comment-page-1/#comment-22700</link>
		<dc:creator>dnute</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 17:17:18 +0000</pubDate>
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		<description>Volevo solo segnalare l&#039;esistenza di una specifica voce wikipediana, in inglese: Who is a Jew?

http://en.wikipedia.org/wiki/Who_is_a_Jew%3F</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Volevo solo segnalare l&#8217;esistenza di una specifica voce wikipediana, in inglese: Who is a Jew?</p>
<p><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Who_is_a_Jew%3F" rel="nofollow">http://en.wikipedia.org/wiki/Who_is_a_Jew%3F</a></p>
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	<item>
		<title>Di: luzmic</title>
		<link>http://www.freddynietzsche.com/2010/02/03/to-beth-or-not-to-beth/comment-page-1/#comment-22699</link>
		<dc:creator>luzmic</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 16:39:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.freddynietzsche.com/?p=5923#comment-22699</guid>
		<description>@Mitch
Le mie sono risposte personali e non assolute:
1) si&#039;, ma, da quanto ne so io, devi studiare parecchio e chiederlo piu&#039; volte.
2) nella maggior parte dei paesi europei, se vuoi entrare in una sinagoga vieni fermato da un addetto alla sicurezza che se non ti conosce non ti fa entrare. Questo perche&#039;, a ragione o a torto, si ritiene che ci sia una possibilita&#039; che tu sia non un alcolizzatto che cerca un riparo ma un malintenzionato che voglia far del male alle persone che sono dentro. Diciamo che i precedenti storici non sono incoraggianti. Poi una volta dentro ti trattano come in qualsiasi altro gruppo: se sei in una sinagoga dove si ritrovano sempre i soliti dieci fedeli ti guardano strano perche&#039; sei un estraneo; se sei in una sinagoga grande e affollata, nessuno ci fa caso.
3) quella del popolo eletto e&#039; una questione molto complicata sulla quale, a quanto ne so, non c&#039;e&#039; unita&#039; di visioni all&#039;interno dell&#039;ebraismo stesso. Yankele potrebbe spiegarla meglio di me. La visione prevalente credo che sia che il popolo ebraico ha l&#039;obbligo (perche&#039; ha fatto un patto con D-o? Perche&#039; D-o l&#039;ha deciso unilateralmente? Neanche su questo c&#039;e&#039; concordia) di seguire piu&#039; precetti degli altri popoli in modo che gli altri, vedendolo, lo prendano ad esempio e si entri tutti insieme nell&#039;era messianica. Finora non ha funzionato.
4) intendi il concetto di tribu&#039; in se&#039;? Beh, la tribu&#039;, come dice Testaccia, e&#039; una famiglia allargata. In fondo e&#039; questo che cerchiamo in tutte le aggregazioni sociali, dalla parrocchia al club degli ultras della Roma: che ci sia un gruppo che ci vuole bene, ci protegge e ci aiuta per il solo fatto che ne facciamo parte, come fanno (o dovrebbero fara) la mamma e il papa&#039;. Fa parte della nostra natura di esseri umani. Pero&#039; credo che la tribu&#039; in senso letterale abbia una sua utilita&#039; in societa&#039; diverse dalla nostra, dove non esistono (o sono piu&#039; deboli) legami sociali di altro tipo e quindi prevale la relazione di parentela. Nella nostra societa&#039; la tribu&#039; in senso stretto non credo sia molto funzionale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Mitch<br />
Le mie sono risposte personali e non assolute:<br />
1) si&#8217;, ma, da quanto ne so io, devi studiare parecchio e chiederlo piu&#8217; volte.<br />
2) nella maggior parte dei paesi europei, se vuoi entrare in una sinagoga vieni fermato da un addetto alla sicurezza che se non ti conosce non ti fa entrare. Questo perche&#8217;, a ragione o a torto, si ritiene che ci sia una possibilita&#8217; che tu sia non un alcolizzatto che cerca un riparo ma un malintenzionato che voglia far del male alle persone che sono dentro. Diciamo che i precedenti storici non sono incoraggianti. Poi una volta dentro ti trattano come in qualsiasi altro gruppo: se sei in una sinagoga dove si ritrovano sempre i soliti dieci fedeli ti guardano strano perche&#8217; sei un estraneo; se sei in una sinagoga grande e affollata, nessuno ci fa caso.<br />
3) quella del popolo eletto e&#8217; una questione molto complicata sulla quale, a quanto ne so, non c&#8217;e&#8217; unita&#8217; di visioni all&#8217;interno dell&#8217;ebraismo stesso. Yankele potrebbe spiegarla meglio di me. La visione prevalente credo che sia che il popolo ebraico ha l&#8217;obbligo (perche&#8217; ha fatto un patto con D-o? Perche&#8217; D-o l&#8217;ha deciso unilateralmente? Neanche su questo c&#8217;e&#8217; concordia) di seguire piu&#8217; precetti degli altri popoli in modo che gli altri, vedendolo, lo prendano ad esempio e si entri tutti insieme nell&#8217;era messianica. Finora non ha funzionato.<br />
4) intendi il concetto di tribu&#8217; in se&#8217;? Beh, la tribu&#8217;, come dice Testaccia, e&#8217; una famiglia allargata. In fondo e&#8217; questo che cerchiamo in tutte le aggregazioni sociali, dalla parrocchia al club degli ultras della Roma: che ci sia un gruppo che ci vuole bene, ci protegge e ci aiuta per il solo fatto che ne facciamo parte, come fanno (o dovrebbero fara) la mamma e il papa&#8217;. Fa parte della nostra natura di esseri umani. Pero&#8217; credo che la tribu&#8217; in senso letterale abbia una sua utilita&#8217; in societa&#8217; diverse dalla nostra, dove non esistono (o sono piu&#8217; deboli) legami sociali di altro tipo e quindi prevale la relazione di parentela. Nella nostra societa&#8217; la tribu&#8217; in senso stretto non credo sia molto funzionale.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Testaccia</title>
		<link>http://www.freddynietzsche.com/2010/02/03/to-beth-or-not-to-beth/comment-page-1/#comment-22698</link>
		<dc:creator>Testaccia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 16:09:12 +0000</pubDate>
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		<description>Il punto 4 dell&#039;ultimo intervento di Mitch mi ispira una riflessione un po&#039; OT, ma credo interessante. Cioè che non è detto che il sistema tribale non sia ancora valido e attuale. Uno dei temi ricorrenti dell&#039;opera di Kurt Vonnegut è la famiglia allargata, che il grande scrittore di Indianapolis - anche per esperienza personale - ha sempre considerato una soluzione a molti dei problemi della società contemporanea. Il concetto trova una geniale apoteosi nel libro &quot;Comica finale&quot;, in cui si immagina che in futuro vengano appositamente create delle tribù di &quot;parenti artificiali&quot;, corrispondenti ai secondi nomi di battesimo (nomi di fiori, frutti, animali, ecc.). In questo modo, nessuno sarà solo al mondo e potrà  contare suil sostegno dei suoi &quot;cugini&quot; che hanno lo stesso secondo nome (il protagonista del libro si chiama Wilbur Giunchiglia-11 Swain, mentre la sua vicina di casa è Vera Scoiattolo-5 Zappa...).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il punto 4 dell&#8217;ultimo intervento di Mitch mi ispira una riflessione un po&#8217; OT, ma credo interessante. Cioè che non è detto che il sistema tribale non sia ancora valido e attuale. Uno dei temi ricorrenti dell&#8217;opera di Kurt Vonnegut è la famiglia allargata, che il grande scrittore di Indianapolis &#8211; anche per esperienza personale &#8211; ha sempre considerato una soluzione a molti dei problemi della società contemporanea. Il concetto trova una geniale apoteosi nel libro &#8220;Comica finale&#8221;, in cui si immagina che in futuro vengano appositamente create delle tribù di &#8220;parenti artificiali&#8221;, corrispondenti ai secondi nomi di battesimo (nomi di fiori, frutti, animali, ecc.). In questo modo, nessuno sarà solo al mondo e potrà  contare suil sostegno dei suoi &#8220;cugini&#8221; che hanno lo stesso secondo nome (il protagonista del libro si chiama Wilbur Giunchiglia-11 Swain, mentre la sua vicina di casa è Vera Scoiattolo-5 Zappa&#8230;).</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Franz</title>
		<link>http://www.freddynietzsche.com/2010/02/03/to-beth-or-not-to-beth/comment-page-1/#comment-22696</link>
		<dc:creator>Franz</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 15:50:55 +0000</pubDate>
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		<description>Mater semper certa, pater numquam.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mater semper certa, pater numquam.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: mitch</title>
		<link>http://www.freddynietzsche.com/2010/02/03/to-beth-or-not-to-beth/comment-page-1/#comment-22695</link>
		<dc:creator>mitch</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 14:07:53 +0000</pubDate>
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		<description>caro fratello luzmic :-)
scrivi cose molto interessanti, pero&#039; permettimi un paio di perplessita sotto 
forma di domande secche:
supponendo che io non abbia ne&#039; padre ne&#039; madre ebrei
1) posso convertirmi all&#039;ebraismo?
2) posso frequentare la sinagoga senza essere guardato come gli alcolizzati che vanno in chiesa quando fuori fa freddo?
ed inoltre:
3) tu dici che l&#039;appartenenza all&#039;ebraismo non ha nessun effetto salvifico, ma l&#039;Alleanza cosa e&#039; se non un patto tra il popolo eletto e Dio?
4) non pensi che sia tuttora valido il concetto di tribu&#039;(cioe&#039; numero chiuso e mutuo soccorso)?
p.s. nessuna polemica, la religione ebraica mi affascina moltissimo, ma non come viene vissuta perlomeno in Italia</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>caro fratello luzmic <img src='http://www.freddynietzsche.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
scrivi cose molto interessanti, pero&#8217; permettimi un paio di perplessita sotto<br />
forma di domande secche:<br />
supponendo che io non abbia ne&#8217; padre ne&#8217; madre ebrei<br />
1) posso convertirmi all&#8217;ebraismo?<br />
2) posso frequentare la sinagoga senza essere guardato come gli alcolizzati che vanno in chiesa quando fuori fa freddo?<br />
ed inoltre:<br />
3) tu dici che l&#8217;appartenenza all&#8217;ebraismo non ha nessun effetto salvifico, ma l&#8217;Alleanza cosa e&#8217; se non un patto tra il popolo eletto e Dio?<br />
4) non pensi che sia tuttora valido il concetto di tribu&#8217;(cioe&#8217; numero chiuso e mutuo soccorso)?<br />
p.s. nessuna polemica, la religione ebraica mi affascina moltissimo, ma non come viene vissuta perlomeno in Italia</p>
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