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mercoledì 10 febbraio 2010

Rape mii


Ho visto che si sta parlando di un fantomatico videogioco sullo stupro, rispetto al quale fioccano dichiarazioni di Meloni, Alemanno, Dorina Bianchi. Il parterre sarebbe già sufficiente per escludere una qualche consistenza della vicenda, ma, siccome immagino che qualcuno tra chi frequenta questo blog legga i giornali e le loro edizioni online, cercherò di essere breve e dirimere la questione in poche righe.

Gli hentai sono dei porno di animazione giapponesi. È un sottogenere dell’animazione nipponica, identico al porno presso di noi, e parallelo al porno con attori che in Giappone ovviamente esiste. Per ragioni di estetica e etica femminile, l’immaginario erotico giapponese è ricco di riferimenti ai rapporti di forza tra generi: pullulano le storie di donne giganti e tettute che dominano i maschi, come quelle di donne sulla metropolitana che vengono palpate eccetera. Come in ogni altra pornografia, anche in quella giapponese sono rappresentate tutte le fantasie possibili, compreso il sesso con gli animali, l’incesto, lo stupro etc.

Esistono degli hentai per pc che contengono piccoli elementi videoludici. Non esistono videogiochi pornografici, per essere chiari, né qui né a Tokyo. Quello di cui si parla è un porno di animazione dove si clicca della roba, o ci si muove in qualche maniera, fino ad arrivare al dunque.

Stiamo parlando di un gioco inesistente dal punto di vista del mercato, concepito un pubblico adulto, destinato a una fetta di mercato ridicola. Esistono anche film porno sugli stessi temi, e sono presenti in rete in quantità superiori di qualche decina di migliaia di volte, ma nessuno sembra preoccuparsene. Il problema, per gente che non sa cosa siano, sono i videogiochi.

Siamo chiari su alcuni punti, per cortesia:

A – un decalogo di fantasie erotiche proposto da Dorina Bianchi non credo possa avere successo, per lo meno non a breve;

B – la fantasia dello stupro esiste nelle donne e negli uomini;

C – i videogiochi sono come i libri: ce ne sono di belli, di brutti, per tanti e per pochi, per bambini, per adulti, coi buoni sentimenti, con la gente sgozzata;

D – per dare un’esposizione del genere a un minuscolo e inesistente porno per pc per sullo stupro bisogna essere degli ignoranti e degli incoscienti;

E – la gente per farsi le seghe usa i filmini, non i videogiochi;

F – gli adulti, da soli, fanno quello che vogliono.

Ho finito.


la E non dovrebbe essere ovvia?

Meloni, Alemanno, Dorina Bianchi—-> Punto D

Fra l’altro se non sbaglio la stessa cosa era già successa sempre per uno pseudo-videogioco che a dire degli “espositori” (cioè coloro che, criticandolo, hanno stolidamente dato più esposizione al gioco in questione) incitava allo stupro.
Sottoscrivo tutte le (ovvie – o almeno dovrebbero esserlo-) considerazioni che hai fatto Matteo. Vado a farmi le seghe davanti ai video della Gelmini ciao.

Se stai parlando di “Rapelay”, allora è lo stesso a cui mi riferisco io, di cui infatti si era già parlato tempo fa:
qui e qui

Praticamente se ne parlava già un anno fa. Non che cambi molto ma … perché è stato ritirato fuori l’argomento a distanza di così tanto tempo ? Mancanza di argomenti ? Oppure ho sbagliato videogioco ?

Riguardo al punto E, pensando al target commerciale dei giochini hentai (otaku/nerdoni, giapponesi o non), mi permetto di esprimere un FORTE dubbio. O_o;

Già il punto C, però, sarebbe una presa di coscienza mica da poco. -__-

Sei un mito. Senza ironia. Mi stai plagiando.

punto E … ho sempre creduto che servisse la mano…

Rape wii

non bastava solo il punto F ?

punto E: sarà, ma in una bisca c’era un videogioco del Mahjong che mi ha fatto da nave scuola….

[...] tedierò con la predica sulla pornografia e sulla differenza tra realtà e fantasia (ma se volete, qui ce n’è una); lasciatemi però sottolineare tre cose importanti. Uno: il gioco è del 2006 (e noi siamo nel [...]

Sono ovviamente d’accordo su tutto, e il punto D mi ha fatto parecchio riflettere

ma perchè non possiamo sentirlo su Condor questo commento? Ho provato, cercando di tenere a bada i pregiudizi, a seguire Traffic…non si può!!!!
quando tornate?saluti anche a Sofri

non con spiacere la mancanza del punto G

edit: volevo dire NOTO con spiacere la mancanza del punto G

Kudos. Ottima sintesi. Ora devo trovare il tempo per scrivere l’analisi.

[...] tedierò con la predica sulla pornografia e sulla differenza tra realtà e fantasia (ma se volete, qui ce n’è una); lasciatemi però sottolineare tre cose importanti. Uno: il gioco è del 2006 (e noi siamo nel [...]

Dov’è che devo firmare? Tra l’altro come molti hanno fatto notare il gioco è del 2006. Questo moralismo ipocrita sui giovani (internet/sesso/videogiochi e chi più ne ha ne metta) mi sta veramento cosumando gli attributi. Ma quanto sono impressionabili i non-giovani di questo paese? Perché ormai se le bevono tutte. Già mi immagino il prossimo scandalo: Un videogioco in cui si impersona un politico serio e informato, paura e raccapriccio a montecitorio.

tento una difesa: è stata sicuramente la definizione di videogioco a suscitare scandalo. Ovviamente associata al fatto che a videogiocare siano dei minorenni si fa presto a travisare e trascendere.
La questione sul parlarne e automaticamente aumentare il numero di scaricamenti è la stessa del problema dell’emulazione dei delitti.
In ogni caso non riesco a dire che farsi una sega guardando uno stupro è parificabile allo stesso gesto fatto grazie a “La clinica dell’amore” ;)