domenica 14 marzo 2010
Tokyo, 22.3.11
Anche se fa freddino, i fiori cominciano coraggiosamente a sbocciare. Pruni, camelie, altre piante che mi sa che in Italia non ci sono ma che qui impazzano tipo il mokuren, il kinmokusei e tanti altri amici petaluti. Riflettendo sui fiori ho pensato che è impossibile tradurre alcuni nomi per il semplice fatto che le specie sono diverse, quindi anche il dizionario non serve a niente, in alcuni casi.
Procedendo con le oziosità, mi sono venute in mente una serie di espressioni in giapponese che mi hanno sempre divertito e che, caro amico e cara amica che leggi, ho deciso di condividere con te in questa nuova puntata di Kemuri.
RONIN
Il termine che anticamente indicava i samurai senza un padrone oggi si usa per chiamare gli studenti che hanno fallito l’esame di ammissione all’università e aspettano che passi un anno per riprovarlo. Anche loro non “appartengono” a nessuno, sono cani senza un padrone.
HANA DE WARAU
Ridere col naso. Significa deridere qualcuno. Non so se rende, tipo quando fai un verso gutturale a bocca chiusa emettendolo poi dalle froge.
JYADOU
Strada sbagliata. Quando si cerca, sforzandosi, di fare qualcosa di originale ma lo si fa nel modo sbagliato. Si usa spessissimo nella cucina. Per i giapponesi quasi ogni cosa che preveda di mescolare il riso bianco con salse o sughi è JYADOU. La mia categoria di jyadou include: ramen al pomodoro o col parmigiano, spaghetti con umeboshi e nori, polenta con la marmellata.
UDE MAKURA
Letteralmente braccio-cuscino. Un momento di intimo relax dopo l’amore sensuale.
MATSU KAZE
Ecco, non è che si usi molto, a parte negli spettacoli di Nou, ma significa pino-vento. E’ il vento che che arriva dopo aver mosso le fronde aghifogliate. Disponibile anche nella versione Shio kaze, cioè il vento che giunge imbevuto di acqua di mare.
GYAKU GIRE
Neologismo tra i miei preferiti. Il gyakugire è una cosa che in italiano non ha un nome ma è diffusissima. Per i giapponesi è uno degli atteggiamenti peggiori e non viene perdonato nemmeno a bambini molto piccoli. Sul dizionario giapponese-italiano Shogakukan non lo trovo, devo cercare su quello giapponese-inglese, che dice “arrabbiarsi con qualcuno che normalmente dovrebbe essere arrabbiato con te, la situazione in cui chi ha fatto un torto è arrabbiato con la vittima”.
A questo punto probabilmente vi saranno venute in mente decine e decine di situazioni in cui visto questa tecnica è stata messa in pratica da amici, conoscenti o nemici, alla televisione o su altri mezzi di comunicazione, e poi alla fine inevitabilmente vi sarete ricordati situazioni in cui, magari con leggerezza, trovando delle motivazioni in cima agli specchi, la avete usata voi stessi. Il gyakugire si porta molto nel paese stivaliforme, dove spesso chiedere scusa equivale a una disfatta incondizionata. In Giappone, invece, si abusa delle scuse e a volte sono una maniera sbrigativa per trarsi d’impaccio. A parte i casi famosi e impressionanti di suicidi di politici presi con le mani nel sacco (sì, il suicidio è la ultima ratio dell’ammissione di colpa), lo “scusa” è l’olio lubrificante dei rapporti umani, qui.
Mi ricordo che nelle poche settimane in cui ho lavorato come cameriere nel ristorante di un mio amico, la regola diceva che tutto lo staff doveva scusarsi con gli avventori del locale nel caso un cliente avesse fatto cadere una posata o un bicchiere. Forse questo è troppo, no?
ohhh flavio che voglia di venire a farmi chiedere scusa da “voi” giapponesi!
scritto da mjk domenica.14.03.10 14:12
Mi piace questo scambio culturale.
Tieni, io ti lascio il mio contributo
Agura: figura tradizionale dello shibari (vedi sotto) in cui il ‘sub’ o sottomesso viene legato a gambe incrociate. Nonostante le apparenze si tratta di una posizione molto disagevole, che veniva utilizzata negli interrogatori militari medievali.
Shibari: in giapponese significa ‘intreccio, intrecciare’. E’ un termine scorretto ma usato comunemente per indicare il bondage in stile orientale, definito più propriamente kinbaku e caratterizzato da configurazioni precise e ritualistiche di corde e nodi. Usa per lo più corde molto ruvide e spesso impone caratteristiche posizioni asimmetriche, nate originariamente come punizione umiliante dei criminali.
scritto da lindalov domenica.14.03.10 16:38
Ciao kemuro! Anch’io lascio il mio contributo:
GNAGNU GAZE bovino,simile al bufalo,molto simpatico ma un po’ rompino
SBARA GNIZU abile giocatore di scacchi
A parte gli skerzoni,devo dire che questo kemuro di oggi è un po’ buffo,in senso buono–s’intende—-forse è la primavera che arriva,ma c’è un senso di amichevole amicizia un po’insolito per questo blog///ci sono perfino gli amici petaluti e noi che leggiamo siamo anche amicici—–ma lo sa bordone?ihih,
Il ronin è una figura davvero triste///come a dire che l’alternativa all’appartenenza è l’attesa.così se non apparteniamo a niente,siamo come sospesi in un limbo che non è vita e non è atto.
Il ronin si porta dietro un’idea dell’esistenza che mi fa piangere, ,,,invece il mio favorito tra quelli che hai scritto è il shio kaze,il vento che ti porta l’acqua di mare,è così bello che cercherò di ricordarmelo SHIO KAZE SHIO KAZE SHIO KAZE SHIO KAZE SHIO KAZE SHIO KAZE
Ciao kemuro,torna presto
scritto da Gnu domenica.14.03.10 17:12
Scusate, non vorrei rovinare quest’aura nippofilica ma “cavaliere errante” e “brezza marina” non sono le stesse cose?
scritto da teodoro128 lunedì.15.03.10 08:04
anche io apprezzo molto queste nippopagine. vorrei sapere da MB il perchè della sua fascinazione , e se riguarda anche il Giappone antico. Grazie
scritto da valerio lunedì.15.03.10 10:13
mi piace il riso bianco col wasabi e la salsa di soia….
scritto da simona lunedì.15.03.10 11:23
quali sono le pronunce di queste meravigliose parole se si volessero imparare? Mi viene voglia di inserirle immediatamente nel mio lessico personale!!
scritto da claudia lunedì.15.03.10 11:28
Non conoscevo il gyaku gire ma la trovo un’espressione geniale.
scritto da baroccogiapponese lunedì.15.03.10 12:26
Adesso me le vendo alla mia prof di giapponese…proprio l’ultima volta ci ha parlato di ronin, colui che non supera l’ammisione all’università
scritto da Valeria lunedì.15.03.10 15:46
GYAKU GIRE in italiano si può mica tradurre con “cornuto e mazziato”?
scritto da Alv21 lunedì.15.03.10 17:39