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giovedì 18 marzo 2010

Ennò che non è la stessa cosa


Quando l’altra settimana un esponente della Chiesa Cattolica ha deciso di fare delle dichiarazioni sui casi di pedofilia che stanno emergendo da anni a carico di preti di tutto il mondo, ho pensato che stesse effettivamente cambiando qualcosa. Da sempre la strategia comunicativa mi era sembrata quella delle poche mele marce. Ora, come è evidente a tutti, l’impressione è quella di un albero con piccole mele sane irrilevanti, e una moltitudine di mele giganti e marcissime. Quindi, insomma, non era più il caso di fare finta di un cazzo.

E infatti si sono messi a parlare della pedofilia nella Chiesa Cattolica, per confutarla, contestualizzarla, attribuirla, farne un po’ qualsiasi cosa, me citandola per quello che è, cioè pedofilia nella Chiesa Cattolica. Non succedeva prima; succede adesso: una buona notizia per chi crede che la verità venga prima della Verità (qualunque cosa sia questa famigerata Verità). Sappiamo che in qualche caso è pedofilia, ma in sostanza si tratta quasi sempre di violenze sessuali, spesso su minori: le violenze su bambini immaturi, che non hanno ancora superato la pubertà, cioè quelle per cui si potrebbe parlare propriamente di pedofilia, sono una minima parte. Non è una sciocchezza linguistica, attenzione. Un violento si mena, istintivamente; un malato si cura. Anche nel dare un nome difficile a un reato così facile da capire c’è della strategia (di media e società, prima che dei religiosi). Però, insomma, ci siamo capiti.

La novità del tema, affrontato per la prima volta come tale, ha dato spazio a elucubrazioni fantasiose niente male. La prima è del Cardinale Fisichella e di Vittorio Messori, secondo cui la pedofilia nella Chiesa sarebbe un portato del Sessantotto, dell’eccessiva libertà scaturita dall’omicidio dei valori tradizionali, che avrebbe diffuso l’idea secondo cui si può fare tutto. Eh già, oggi rispondi a tuo padre, domani inculi il figlio del vicino: non fa una piega. È esilarante, fa quasi tenerezza il tentativo di attribuire un fenomeno proprio dell’istituzione religiosa al mondo secolare: sono stati i senza dio a fare di noi dei violenti stupratori di adolescenti e bambini.

Ma la posizione che mi fa schiumare sulla tastiera è quella sostenuta da qualcuno la scorsa settimana, e ripresa in questi giorni dal Cancelliere tedesco Angela Merkel: la pedofilia è un problema della società, non solo della Chiesa, affrontiamolo in generale.

Adesso, io capisco la delusione, lo scoramento, il profondo dispiacere di quella moltitudine di cristiani cattolici che vedono i fondamenti del proprio riferimento morale vacillare sotto al piacere di qualche pompino, però proprio scemi duri non siamo, tutti quanti.

La pedofilia esiste nella società. È vero. Esiste in percentuali ridicole, ma esiste. Quando si scopre un caso di pedofilia, l’associazione di cui fa parte il pedofilo, cioè la famiglia naturale e allargata, si copre la faccia con le mani, si vergogna, lo isola, lo disconosce o se lo riprende in silenzio. Non si svicola, se si ha un familiare pedofilo: ci si sobbarca il peso della colpa, del processo, della gogna sociale e mediatica, senza dire «Sì, va be’, ma anche il figlio del gommista ha stuprato una al parchetto!»

La pedofilia esiste nella società. È vero. Ma un singolo agisce autonomamente. Quando lavori per una istituzione che tradizionalmente si occupa dell’educazione dei bambini, sei depositario della fiducia dei genitori e dei bambini stessi. Tradire quella fiducia è più grave di quanto non lo sia abbordare autonomamente un bambino che torna da scuola. Perché nel secondo caso serve impegno, volontà attiva e innegabile: ci si espone per quello che si è. Quando te li portano i genitori nel pomeriggio, e tu sei lì che li aspetti per violentarli, il tuo gesto è il più grave, il più odioso (per chi subisce la violenza, per le famiglie, per la comunità).

La pedofilia esiste nella società. È vero. Ma è molto raro che chi la pratica sia considerato da molti una guida morale della società stessa. È raro che il pedofilo ponga limiti sul piacere di tutti e sulla libertà di ciascuno di fare quello che preferisce col proprio corpo e col proprio cuore (più diversi altri organi, arti, strutture, appendici e orifizi più o meno umidi). Per questo la pedofilia nella Chiesa è ancora peggio: perché i colpevoli sono moralizzatori per scelta, ma senza morale nei fatti.

Quindi, cara Merkel, cari disperati arrabattantisi, non funziona così e non ci caschiamo: non è un problema generico, non ci sono ragioni culturali. Un violentatore è un violentatore. Lo si sbatte in galera, secondo giustizia. La sociologia la si lascia ai giornali irrilevanti.

Perché la pedofilia esiste nella società. È vero. È rara, a dirla tutta. Ma quando c’è, se non è in famiglia, è quasi sempre dalle parti dei preti.


Sottoscrivo tutto, tranne “Un violento si mena”. Magari ti sarà scappato nella foga dello scrivere. Il resto è perfetto.

Ho aggiunto un “istintivamente”, così è più chiaro quello che intendo.

Concordo con Raffaele.

“Un violento si [punisce]” secondo me è la soluzione migliore.

Ciao

complimenti, bel post; le stesse cose che dicevo qualche giorno fa. una “giustificazione” che non citi, ma che ho sentito (non ricordo dove, se lo trovo te lo mando) e’ il fatto che sia in buona parte una invenzione degli studi legali americani, che hanno fiutato il fiume di denaro che potevano ricavarci, andando a cercare ex ragazzini disposti a accusare qualche prelato.
Una cosa da approfondire sarebbe la differenza delle conseguenze sul bambino/a fra lo stupratore vicino di casa e lo stupratore prete.

quindi la tua categoria (non prete e senza famiglia) è esente dalla possibilità di essere pedofilo? interessante e un paraculo

Due- ai credenti non viene nemmeno il dubbio né di giustificare il prete bastardo ma nemmeno di mettere in dubbio ciò in cui si crede (e in cui il prete ha smesso di credere).
La mia fede NON dipende da quanto è bravo il prete.
Il prete è spesso un moralista? vero. danno anche un po’ fastidio, proprio perchè il punto centrale del cristianesimo non sono certo le regole di comportamento, cosa che invece da fuori (mi sembra che ci cadi un po’ anche tu) è data per scontata.
Da genitore ti dirò che quello di menare il pedofilo è il primo, il secondo e anche il terzo istinto. Ci vuole una grandezza umana rara per non saltargli addosso e strappargli le orecchie a morsi, come il buon vecchio Lecter! e se per te è un malato (e in parte – in parte -) pensi che lo si debba curare, per me è un peccatore e lo è esattamente come me e come me ha bisogno di misericordia. Per adesso è l’unico motivo che mi impedirebbe lo sbranamento!

Ottimo post, sottoscrivo in pieno e vedrò di diffondere.
Una considerazione: in vita mia, per fortuna, non ho mai avuto conoscenza diretta di casi di pedofilia fuori dalla chiesa, ne’ personalmente ne’ da conoscenti.
Invece, tra oratorio e medie fatte dai preti, erano quasi ovvi i commenti sui preti che palpavano, toccavano, ci provavano in qualche modo.
Nulla che arrivasse a definirsi “violenza”, ma a ripensarci ora era di una consuetudine (noi ci si scherzava, ci si rideva su) schifosa.
Non che faccia statistica, ma tant’è.

condivisibilissimo.
dunque lo condivido.

Per evitare che i cattolici piccati facessero questioni ridicole di percentuali, ho messo anche un “quasi sempre” sul finale. Adesso le modifiche di buon senso sono finite.

è un comportamento coerente con tutto quello che stiamo vivendo…
dove chi ruba è in qualche modo legittimato visto che lo fanno in tanti, chi stupra è vittima della società, chi vende droga magari ha solo bisogno di qualche soldo in più
a tutto c’è una giustificazione e mai, dico mai, uno che si alzi in piedi e dica “Sì, è colpa mia”

Sono stufo, arcistufo (eufemismo) dei cattolici. Ne ho le palle piene della loro ipocrisia e della loro secolare violenza. Stufo dei cattolici italiani (di destra, di centro e di sinistra) e della loro pretesa di decidere come si debba nascere, vivere e pure morire. La questione della pedofilia è l’ultimo capolavoro di questa setta fanatica e intollerante. Che le persone di buona volontà si decidano in fretta ad avere un rapporto adulto e non mediato con il loro Dio, qualunque esso sia.

La coerenza della Chiesa, della Merkel e dei Messori sta nel fatto che la Chiesa Cattolica è questo: supruso, violenza sessuale, e truffa. Dalla vendita delle indulgenze, alle campagne anti-preservativo nel terzo mondo, loro sono questo. I fedeli lo sanno, e lo accettano, e giustamente temono che da un esame attento della questione, non possa che scaturirne la fine del cattolicesimo come lo conosciamo. Meglio non mettere il dito nella piaga del celibato. L’essenza della Chiesa è l’abuso sessuale (fisico nelle parrocchie, e psicologico a livello teoretico) e il denaro. Lo schifo dei Marrazzo e i Bertolaso viene da li, dalla Roma dei papi.

Frau Angela Merkel, che é protestante e figlia di pastore protestante, non dimenticatelo, non ha fatto la sua dichiarazione per sminuire le responsabilitá della chiesa cattolica. Anzi. Anche perché in Germania il vaso di Pandora é stato scoperchiato in modo tale che gli stessi cattolici (gerarchie, fedeli, organizzazioni giovanili, gruppi critici ecc.) stanno piú o meno duramente criticando quanto successo e l´atteggiamento omertoso della Chiesa come istituzione.
Ora, peró, la cosa grave é guardare a cosa succede in Italia nella stampa e, di conseguenza, nella nostra sonnecchiante e credulona opinione pubblica. Leggo su internet, ad esempio, la notizia dell´insegnante ligure che, accusato di molesti sessuali dai genitori di due scolare, si é ucciso. Non conosco bene la vicenda, ho letto solo una breve di agenzia su virgilio, ma mi sembra che gli eroici giornalisti italiani sono giá pronto a sviare l´attenzione. Preti sporcaccioni? Non sia mai, i porcelli sono gli insegnanti di scuola (tale era il suicida, non un docente universitario, quelli sono che ne fanno di cotte e di crude sessualmente…), che, oltre a essere fannulloni, strapagati e sempre in vacanza, mettono pure le mani sul sedere delle loro innocenti allieve.
Attenzione, ripeto il problema si puó affrontare se la stampa (quella italiana, nel caso) é serie, attenta e imparziale, non pecorona e servile come accade da sempre nel nostro paese.

@ROB: scusa, ma in tutto questo cosa c’entra Marrazzo?

sì, giusto quello che ha scritto matteo,, però poi mi fanno arrabbiare quelli che scrivono che l’essenza della chiesa cattolica è l’abuso sessuale—così volevo dire di todo modo etc etc, e invece non mi viene più da dire niente, vi trovo insopportabili

Eppur si muove caro Matteo, nonostante le tue approssimazioni e gli estremismi dettati dalla troppa schiuma sulla tastiera…

“Guardando indietro mi vergogno di non essermi sempre sostenuto ai valori che professo e in cui credo”
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Abusi-sessuali-in-Irlanda-Benedetto-XVI-Venerdi-inviero-una-lettera-pastorale_135362694.html

Credo che sia la prima volta che sento un cardinale esprimersi in questi termini. E il Papa prendere (finalmente) posizione in modo deciso sulla questione.

Eppur si muove…

[...] da parte il titolo più banale del mondo vi metto al corrente di un pezzo di Matteo Bordone che mi ha fatto tornare in mente una cosa su cui rifletto da anni: ma uno psicologo ha mai messo il [...]

ottimo post, matteo. te lo dice uno che ha fatto il chierichetto per otto anni.. posso aggiungere una cosa? la merkel tenta senza fortuna di coprire anche un problema tedesco. sono ormai cinque anni che sto in germania e osservo la politica e le istituzioni annaspare quando le mele marce si mettono in mostra. i vari casi di amok vengono trattati esattamente come i casi di pedofilia: un problema della societa’. punto. grazie, qui con le mele marce si fa sempre piu’ apfelsaft. prost!

mi fermi prima che diventi un forum.
se hai messo la modifica ti sei accorto della cazzata: bene.
a quelli che sono stufi dei cattolici faccio solo notare con quanta violenza scrivono. A parte Rob che ha ovviamente scherzato

Paolo ha ragione, sottoscrivo tutto.
Non mi sento di aggiungere altro, a parte la gioia di sapere che c’è qualcuno che esprime un’opinione simile con equilibrio e schiettezza.

[...] Bordone è ateo ed è abbastanza fiero di esserlo (credo). Le sue parole sulla pedofilia sono, per questo motivo, ancora più importanti. Perché questa è la visione che si ha “da [...]

sono “simpatizzante” cattolica, a sentire l’aggressività di certi commenti mi viene voglia di diventare “certamente” cattolica, e con tendenza al fondamentalismo…

Bordone ha una facile ragione stavolta, e quando è così bisognerebbe evitare quel pizzico di maramalderia di troppo, tipo “piccole mele sane irrilevanti, e una moltitudine di mele giganti e marcissime”, considerando che egli sa di Chiesa quanto io di chimica, cioè nulla. La violenza sessuale sui giovani è tipica delle strutture in cui vi sia della segregazione sessuale. Storicamente ce ne erano molte, caserme, collegi, conventi ecc. Ora, per vari motivi tale segregazione non esiste più se non nella Chiesa, parlando di grosse organizzazioni del mondo occidentale. Il fatto che la gerarchia ecclesiastica abbia taciuto e coperto è imperdonabile ma credo che cadrà più di una testa, ormai. Tra l’altro, sarebbe anche bene distinguere tra educazione violenta (tipo gli schiaffi al coro del fratello del Papa)e vera violenza sessuale. Perché se si parla di fatti accaduti trenta o quaranta anni fa, gli schiaffoni erano una costante di tutte le scuole, religiose o laiche che fossero. In ogni caso, Gierre e Rob sono due idioti.

io sottoscrivo (oltre che bordonz) gnu. il distacco intellettualmente onesto con cui matteo ha raccontato questa storia poteva aprire ad un civile confronto… ma poi c’è sempre qualcuno che rovina la festa con superficialità e dituttalerbaunfascio- style che toglierebbe il gusto alla più becera delle soddisfazioni. i sassolini dalle scarpe tolti sul blog di qualcun’altro poi alla fine vi ritornano, a mio modesto parere, quindi perchè tedarsi?

Non c’è affatto distacco nel post, quanto piuttosto (legittima) indignazione, assieme (purtroppo) ad un buon grado di approssimazione, quasi che si voglia controbilanciare il qualunquismo della Merkel. Personalmente mi limito a constatare con soddisfazione come anche le gerarchie FINALMENTE si stiano muovendo per dare ua risposta all’indignazione che non è solo degli atei, ma anche (come nel mio caso) di tantissimi fedeli.

scusate, non c’entra, leggo il blog da un po’ e volevo solo dire che è magnifico scrivere qualcosa e non avere le virgole e i trattini delle t passati al microscopio e massacrati dagli altri lettori

il punto cruciale del discorso di Bordone per me sta qui: i pedofili, per quanto ignobili e disprezzabili, non pretendono di reprimere e moralizzare quelli che li circondano, ponendo limiti e vincoli alla libertà altrui di usare il proprio corpo in modo lecito e consenziente

(segue)…invece la chiesa cattolica è duemila anni che ci scruta sotto le lenzuola

x kreus: ah, ecco perchè mi sentivo osservato…

E come al solito i cattolici più oltranzisti si arrampicano a criticare la “forma” dei commenti al post (a volte esagerati, bisogna dirlo) per allontanare l’attenzione dalla “sostanza”. La chiusura del commento di gierre è tutt’altro che idiota e tantomeno aggressiva, siete liberi di credere in quello che volete ma non dovete necessariamente difendere i vostri pastori (e i loro cani).

Non ci sono in tutto il mondo due dirigenti (vescovi o cardinali) della chiesa cattolica che abbiano la stessa idea circa la politica sociale, i rapporti con lo stato o l’approccio alle altre religioni. Questa è la ricchezza della chiesa. Ma riguardo ad altre questioni, quali l’obbligo del celibato, la verginità prima del matrimonio, il divieto del preservativo (pazzi criminali, altro che pedofilia), 8×1000, finanziamenti alle scuole cattoliche, su queste cose la compattezza è disarmante. Non mi aspetto che chi crede nelle stigmati di Padre Pio possa comprendere l’ironia, ma proverei a fare comunque una riflessione sulle basi etiche della chiea ai tempi di Ratzinger.

Semplicemente vorrei vivere in uno stato laico. Non mi interessano i dettami della chiesa cattolica nè quelli delle altre religioni…non accetto in alcun modo lezioni di morale o di comportamento da parte dei principi, maschi, dello stato vaticano. Mi discusta l’ipocrisia la bassezza insopportabile di chi vuole imporre al popolo bue regole di comportamento…

Facile non mettere le percentuali, Matteo, ma sarebbero servite.
Mettile…perchè non dire che negli USA ci son stati 54 preti condannati per pedofilia negli ultimi 42 anni? Perchè non dire che ci son circa 10 volte tante denunce sempre nello stesso periodo? Sono tanti. Troppi. ESAGERATAMENTE TROPPI. Ma mai quanti i Genitori degenerati, i vicini dalle attenzioni morbose o i completi estranei con il solo desiderio di far del male.
Non nego che la pedofilia sia un grave problema nella chiesa cattolica, ma non pensiate che non ci sia in quella protestante (dove ci si può sposare).
Il problema della pedofilia nelle strutture religiose è un problema per via della fiducia che riponiamo in loro…o che credono di avere…

Il resto sono parole. E’ la pedofilia il problema. Se nella chiesa salta fuori, vediamo se riescono a sistemar la bega, evitarne in futuro e applichiamo gli stessi metodi ai pedofili “laici” o atei.

Signor Zanella, anche la societá in generale é piena di ladri, ma non credo che lei od io ci mettiamo davanti ad un microfono a pontificare su moralitá, libertá, onesta, stato di diritto ecc. Siamo semplici cittadini, se commettiamo un reato dobbiamo pagare e moralmente siamo in torto. Se invece una persona responsabile della cosa pubblica (leggi: politico) commette il nostro stesso reato, sicuramente davanti alla legge é perseguibile quanto me e lei, ma moralmente dovrebbe chiedersi se non sia il caso di togliere il disturbo e di chiedere scusa, visto che ha tradito ampiamente il mandato per cui é stato scelto dai cittadini.
Lo stesso vale per i religiosi in genere, che siano cattolici, protestanti, ebrei ortodossi, buddisti o seguaci del dio Mammone. Non si puó stare a sentire il santone vestito di bianco dalla finestra del palazzo apostolico che predica e predica, ma poi i suoi dipendenti ne fanno di tutti i colori.

Perché la pedofilia esiste nella società. È vero. È rara, a dirla tutta. Ma quando c’è, se non è in famiglia, è quasi sempre dalle parti dei preti.

E’ un cane che si morde la coda, caro matteo. Perche’ anche l’educazione dei giovani (educazione in senso lato, morale, culturale, fisica, quello che vuoi) e’ molto rara. E quando c’e', se non e’ in famiglia e’ quasi sempre dalle parti dei preti (e mai per esempio dalle parti dei maestri elementari).

Non e’ vero che i casi la pedofilia siano maggiori in percentuale nella chiesa cattolica rispetto alla societa’ nel suo complesso. E’ vero che sono piu’ gravi in quanto atti commessi da educatori e spesso non segnalati alle autorita’ da chi di dovere. Dire che la chiesa sia solo supruso, violenza sessuale, e truffa oppure vuol dire non conoscerla. L’impressione che sia un albero con piccole mele sane irrilevanti, e una moltitudine di mele giganti e marcissime, e’, appunto, un’impressione.

….i casi “di” pedofilia….

“i pedofili, per quanto ignobili e disprezzabili, non pretendono di reprimere e moralizzare quelli che li circondano, ponendo limiti e vincoli alla libertà altrui di usare il proprio corpo in modo lecito e consenziente”

Bambini inculati esclusi, ovviamente.

nota a margine (e assolutamente trasversale rispetto alla polemica “religione si, religione no” che mi sembra abbastanza fuorviante): essere molestati (e mi fermo al “molestati”) dal vicino di casa o dal prete e’ MOLTO diverso, anche xk il primo non si propone come salvatore della tua anima, come colui che sa cosa e’ giusto, come colui che ti sfranteca i maroni e la coscienza sottolineando quanto TU sia, in un modo o nell’altro, costantemente bisognoso di redenzione!!! Ci rendiamo conto del cortocircuito che questo provoca nella mente di un/a bambino/a o anche di un adolescente??? Il vicino di casa zozzone magari lo “denunci” a mamma e papa’. Il prete no. O cmq con piu’ difficolta’. E sorvoliamo sulle conseguenze, personali, sociali e via elencando..Credo che parte del post vertesse anche su questo..o no?

@ciccio
i dati dicono proprio il contrario.
@tutti
la foto a fianco dell’articolo è tratta dal film “Happiness”. Lo consiglio a tutti!