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lunedì 17 maggio 2010

Si stava meglio quando si stava inglesi


Nella primavera del 2010 l’Italia si ritrovò per un paio di settimane chiusa in una morsa di civiltà. Gli scandali relativi alla corruzione politico-immobiliare romana stavano travolgendo la maggioranza di governo, mentre sul paese pesava il nero di una perturbazione di colore blu scuro, grigio mare nel Nord, di quelle che in primavera passano e vanno, a malapena si fanno vedere. Condizionati dal clima meteorologico più che da quello politico, gli italiani sembrarono, per un paio di settimane, occuparsi più delle loro esistenze che del Palazzo, di quello che piaceva loro piuttosto che dei gusti dei sottosegretari e degli addetti alla cultura. Sembrarono, in quei giorni, cittadini.

Le trasmissioni di approfondimento politico, già molli in previsione dell’avvicinamento dell’inizio dell’estate, fecero il loro solito ascolto, coi soliti ospiti, le solite cose; i giornali continuarono a pubblicare indiscrezioni sulle indagini: ma fu chiaro quanto entrambi avessero le gomme lisce, non riuscissero più a fare presa su un paese bombardato dalle pozzanghere.

Le acque, paradossalmente, in quelle settimane tra aprile e maggio del 2010 si fecero finalmente calme. Si sarebbe visto, si dicevano con cenni del capo gli avventori dei bar, che le barche non erano sbattute dalle onde, non stavano tenacemente resistendo a un’offensiva naturale senza precedenti, ma mancavano di scafo, albero e timone degni di questo nome.

Tutto questo sembrava dovesse, potesse durare nel tempo, o almeno ci si illuse che potesse andare così. Il sole, freddino e in secondo piano rispetto alle nuvole, non sarebbe più riuscito a remare contro il senso della realtà. L’anticiclone delle Azzorre, esautorato, non avrebbe garantito lo status quo. La gente avrebbe portato le piccole malinconie dei cambi di stagione con molta più leggerezza, senza sentirsi aliena alla solita condizione di felicità individuale e insoddisfazione collettiva.

Poi l’Inter vinse il campionato, la temperatura si alzò, le urla incresparono l’acqua. Tornò ad avere spazio l’indignazione. Le facce dei ministri sembrarono un’altra volta credibili, col sole, col caldo.

Ma era stato bello, finché era durato. L’Italia era sembrata un paese europeo. Ma per poco. Giusto il tempo di una mezza primavera carica di pioggia.


E’ triste ma vero. Ormai si sa, tira più una maglia di Balotelli che cento assegni di Anemone.

Ignazio La Russa quando sport e politica emettono gli stessi odori.

temo di non aver capito una mazza (civile vuol dire pensare ai cabasisi propri senza l’indignazione-mode installato?), però “la gente avrebbe portato le piccole malinconie dei cambi di stagione con molta più leggerezza” è bellissimo.

Hai uno stile da feuilleton. Bello.

sei un po’ un uolter

Uolter tua sorella.

Saranno anche romantici tutto questo spleen e quest’aria baltica…ma io non ne posso proprio più della pioggia e, anche se mi danno altamente sui nervi, spero di non restare in un limbo inconsapevole ma di vederli crollare come birilli a suon di avvisi di garanzia…ma i buoni vecchi avvisi di garanzia che fine hanno fatto?

bello.

Bellissimo, per più di un motivo (anche per l’uso impeccabile e così poco milanese del ‘piuttosto che’… ormai perla rara)

quoto uolter…uolterissimo!!

Sì è bello,ma ke uolter! Uolter avrebbe scritto tipo:

Lembi bianchi di nubi a rincorrersi per il cielo, uniti da un comune sentimento, la patria, per poi congiungersi in una sola nube di temporale,una nube a forma di stivale

ihih–,cmq, dicevo: sì, bello quello che hai scritto, e bella la pioggia interminabile che ci regalava una sorta di sospensione, un tempo supplementare (x sfruttare la metafora calcistica che ti piace tanto),, però è finita e io sono stanca e non lo so se mi piace questa nuova dimensione in cui non c’è più tempo x niente e neanche per venire qui a fare tanti spegascetti rompini come facevo prima/// che sì forse in generale è meglio x tutti

Mi sfugge il rapporto di relazione diretta tra indignazione e percezione di credibilità dei ministri. Io la vedo inversa, no?
Oppure dovrebbe essere proprio rassegnata apatia? Questo ci renderebbe più inglesi? Mica lo so.

vedi che non ho sorelle?

senza ‘o sole e ‘o mare eravamo costretti a diventare un paese civile..

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_01.php?IDCategoria=2699&IDNotizia=335803

tieni bordone fatti questa iniezione di autostima