Telerama
mercoledì 19 maggio 2010

La piscina©


Sarò io. Sarà una fase. Che ne so.

Eppure non sto guardando troppa televisione ultimamente. Sto guardando senza dubbio l’ottimo Peccati di Monica Setta, che incarna la bellezza degli obesi che pattinano sul lago ghiacciato a fine febbraio, in una domenica inaspettatamente tiepida. Questo senso di cataclisma imminente, di tentoni assoluti, di improvvisazione pura rispetto a un mestiere per cui evidentemente non si è portati è sublime. E mi diverte molto.

Mi pare però che siamo alle solite. Siamo al fenomeno annuale della Piscina©, cioè quello per cui a un certo punto la televisione diventa un posto dove c’è Totò e ci sono dei premi con un assessore. E molto prima che ci siano Totò o gli assessori, gli si fa — come dire? — spazio.

Mi pare di vedere che si comincia. E si comincia pensando che il pubblico italiano segua la TV come la scuola dell’obbligo, coi tre mesi buchi. E mentre nel Regno Unito partono i programmoni, perché l’estate funziona come le altre stagioni, e hanno i reality, soprattuto i talent che cominciano a lugio o agosto, da noi, dove si fa per giuoco, si cambia vita.

Capalbio? Terrazze? Martini? Casa sul Lago Maggiore? Viaggettino in Svezia? In ogni caso, son posti da godere con la bella stagione. E la televisione, hobby costoso di gruppi industriali e politici, sbuffa, si stufa, tirano i remi in barca. Sempre prima, a quanto pare.

Sarò ingenuo, ma ho il sospetto — per uscire dal tono pirla — che non ci sia un motivo razionale dietro a questa scelta, ma solo un problema di convenzioni degli anni Sessanta e pigrizia diffusa. Perché la gente consuma anche d’estate. E l’estate delle vacanze non dura tre mesi abbondanti, se non sei in seconda e l’anno prossimo hai l’esame.


beh, se è per questo, adesso che anche Santoro se ne va dalla rai, e per almeno due anni toglie il disturbo, anche nelle altre restanti stagioni ci resterà il NULLA da vedere.

Un motivo razionale c’è. I programmi tv sono fatti da una classe sociale che parla a se stessa. Il produttore borghese e il conduttore borghese immaginano(/creano) l’ascoltatore medio(-borghese). Un’analisi decisamente marxista ma azzeccata, secondo me, soprattutto per la tv.
Saluti

Sì è una convenzione, una delle tante cose insensate che non stravolgeremmo mai perché sennò la Madonna piange, diventiamo ciechi, ci si attacca una Big Babòl all’intestino e dopo moriamo

come non ricordare, insieme a totò e ai premi dati dagli assessori, la sempre cara – ed a questo punto immortale – signora fletcher e il ridente paesino di Cabot Cove.. ah, spensieratezza..

Uno studio Rai del 1964 afferma che il 74% dei contadini di Poggio Bersezio dai primi di Giugno spegne la televisione e scende in strada con una sedia, a chiacchierare di sementi e raccolti. Noi abbiamo il dovere di pensare al contadino di Poggio Bersezio.

buona giornata a tutti…

[refuso: "... cominciano a lugio o agosto, da ..."]

“Ah dottò, ma posso io lavorà co’ ‘sta afa? Mettemo su ‘na bobina de Totò e annamose a Freggene. Mio cuggino c’ha ‘na trattoria sulla spiaggia, tra l’altro…”

er medio borghese oggi cià ‘na ventina de giorni all’anno de ferie vedimpotté

obbello io ho già le dita biancastre, da quanto tempo ho già passato in piscina; per un pugno di libri, ad esempio, è finito un mese fa.

la mia sensazione è che ci sia un misto di fagnanesimo all’italiana (perchè fare di più se si può far meno?) e tagli di bilancio (su quei film di totò manco più la siae bisogna pagarci), tutto condito da giustificazioni autoreferenziali, tipo che la moglie del dirigente che decide, tanto sta ammare tre mesi (come se ammare non avesse la tivù al plasma, ma tant’è..).

Cambierà anche da noi prima o poi. È successo con i cinema, chiusi un mese l’anno e ora a pieno regime in tutte le stagioni dell’anno (anche quando c’è la canicola (una delle parole che ti fanno impazzire insieme a “kermesse”)). C’arriveremo.

Ma gnu non commenta ancora?
Nemmeno un disegnuino? Ummmm…

hai ragione, ma non capisco dove sia il problema. Forse c’è qualcuno che ha dubbi riguardo al fatto che sia meglio un’estate con Totò, Sordi, Franco e Ciccio, Signora in Giallo, varie ed eventuali, rispetto a Pupa e secchione, Amici, grande Fratello e l’ultima roba con Visciduccari?

@vinz: lha scritto che non ha più tempo per spegascetti, insomma non ci vuole chiù bene.

A Bordò, ma quest’anno ci sono i mondiali in Sudafrica, lo sai? E quando ci sono i mondiali o le olimpiadi,e invece Larussa e Maurizio-datemi-un-gps-che-mi-sono-perso non ci sono, aaahhh, che bello, è l’unica stagione che mi va di guardare la tv.

sono d’accordo con marco. considerate le pagine televideo dei film in programmazione in estate. arrivano a 6-7 contro le 2-3 che ci sono nel resto dell’anno. non dico che siano dei filmoni ma è cmq tutto di guadagnato.

Vinz e mjk sono dei tipi davvero intelligenti,eheh, li quoto!
poi volevo dire sulla televisione che stasera col digitale terrestre ho scoperto Cielo, e replicavano una delle mie trasmissioni favorite: cambio moglie,,però in generale mi piace molto quella cosa che ha riportato rob// adesso è ora di sedie e sementi e in tivù solo revival,

@Peerl,
Infatti non ho parlato dell’utente ‘reale’, vedimpotté …

Infatti io la tv la guardo solo d’estate. Spenta.

a melone, bell’analisi di sto c*o. di immaginario c’ ben poco, chi fa i piani aziendali fa antropologia applicata, altro che immaginario. i milioni di utenti tv, come pure i milioni di pubblicità sono belli che reali. vatti a rifare filosofia 1 va.o ritorna a scienze della comunicazione

L’estate dei comuni mortali non dura tre mesi, ma mi sa che i dirigenti televisivi si son fatti prestare il calendario dai politici, che poverini devono riposarsi dal non fare un cazzo tutto l’anno.

Maz,

Che dire, quando fare filosofia o scienze della comunicazione diventa un insulto c’è molto poco da dire. Per inciso, non faccio né l’una né l’altra.

Parliamo un attimo dell’antropologìa applicata, e dei metodi attraverso cui esamina i “milioni di utenti tv”? Possiamo dire che, soprattutto in questo contesto, le ricerche a campione e i metodi quantitativi/statistici prevalgono? Parliamo dell’Auditel? Berlusconi dava 500.000 lire e un vecchio televisore ad alcune famiglie-campione. Queste lo tenevano sintonizzato sul biscione e lui così drogava il mercato pubblicitario. Ecco, Berlusconi dimostra di sapere meglio di chiunque altro cosa siano i milioni di telespettatori: una finzione statistica, altro che realtà.

Buona giornata