venerdì 11 giugno 2010

Frankly, Mr. Luttazzi


Io una volta tanti anni fa ho detto a Luttazzi di Bill Hicks, e lui mi ha tirato fuori la questione dell’omaggio. Io ho riso un po’ dal naso, di circostanza, ma mi è venuto un brivido di imbarazzo.

Quando facevo la radio, l’ho intervistato diverse volte. Lui è sempre stato gentile e disponibile, ci ha invitati agli spettacoli, è stato con noi quasi, mi viene da dire, affettuoso. Sempre.

A me piaceva, e si è molto più severi con quelli che ci piacciono. Mi ero accorto di certe cose, tipo quel paio di battute di Bill Hicks, che siccome avevamo fatto un servizio su di di lui a Dispenser — programma che hanno deciso di chiudere l’altro giorno, e a me spiace parecchio ma facciamo finta di niente, anzi pensiamo che sono stati dieci anni bellissimi, grazie arrivederci e più non dimandare — avevo fresco in mente, e avevo riconosciuto le battute e ci ero rimasto un po’ così. Allora prima di registrare l’intervento di Luttazzi mi era venuto, gli avevo buttato lì che avevo riconosciuto la battuta dei cristiani, forse cercavo una smentita di qualche tipo, una giustificazione plausibile, ma lui aveva detto che era un omaggio, una citazione.

Il problema è che Luttazzi mi faceva ridere, e io non volevo crederci. Mi piacciono quelli che dicono merda troia vaffanculo, e in Italia per anni c’è stato solo lui a saperlo fare. Rubacchia un po’, mi dicevo, però è solo qualche battuta. E poi fa molto ridere, e fa quella comicità che piace a me.

Eppure da qualche parte nel testone avevo il sospetto. E non per ragioni comiche.

La cosa che mi aveva insospettito era — figuriamoci — la questione linguistica. Luttazzi parla inglese con un fortissimo accento italiano, eppure ha inciso un disco (tra i Talking Heads, David Sylvian e una big band) scritto e cantato in inglese. Le canzoni non mi piacevano molto, ma chissenefrega. Mi faceva specie che un uomo che non ha sedici anni volesse per forza cantare in inglese, quando era chiarissimo che non lo parlava abbastanza bene. Non glielo dice nessuno?, mi chiedevo. Evidentemente no.

Ma soprattutto a Satyricon una sera avevano fatto un gioco. Ed era stato lì che avevo capito che i conti non tornavano. Il programma intero era ovviamente ispirato al programma di David Letterman, che è a sua volta il seguito di quello di Johnny Carson, e parte di una tradizione che ormai è troppe ramificazioni per attribuire paternità. Solo che Satyricon si rifaceva al Letterman in modo talmente letterale da essere — forse quello sì — un incrocio tra un plagio e un omaggio. Nel senso che i formati di quella roba (la sigla e gli stacchetti con immagini della città, l’annunciatore magniloquente, tutte quelle punteggiature) sono talmente belli, e inediti per la nostra tv, che uno può anche pensare di appropriarsene in toto. Il problema è che nel programma a un certo punto c’era stato, tra le altre cose che suonavano un po’ strane, “Conosci i tuoi tagli di carne”: un gioco in cui si chiedeva a uno del pubblico di distinguere la fesa di magatello dal filetto, e poi gli si regalava della carne. E in quel gioco c’era tutto il gusto del Letterman per le cose americanissime vecchio stile, come i pezzi di carne, le bande militari o i giocatori di baseball: quei riferimenti che loro ribadiscono sempre per farli vacillare e insieme confermarli. Roba che in Satyricon non c’era, ma fa niente. In originale il gioco si chiamava “Know your cuts of meat”, l’hanno fatto per anni. Ma “Know your cuts of meat” tradotto “Conosci i tuoi tagli di carne” e non “Riconosci i tagli della carne” mi aveva fatto cadere le braccia. Era un errore da ignoranti, da gente che copia malamente. E Luttazzi, che è effettivamente uno che conosce la comicità, non poteva commettere un errore del genere. Non per me, almeno.

Poi ho visto un suo spettacolo della fase incarognita, quando non lavorava in tv più per via dell’editto bulgaro. Dopo la prima parte, versione aggiornata di un suo monologo di qualche tempo prima, sparava merda per un’ora contro Fazio, Ricci, tutto e tutti. A un certo punto diceva quella cosa su Bonolis.

Più tardi avrei scoperto che quel pezzo lì, cioè la denuncia di appropriazione indebita di battute da parte di uno che ne ruba a mazzi, e in particolare a proposito di una battuta da lui stesso rubata, era una messa in scena talmente penosa da sembrare sinceramente incredibile.

Tutta la seconda metà dello spettacolo non faceva ridere. Spiegava della roba, ed era roba noiosa di politica interna, di politica internazionale, di guerra in Iraq. Se me la voglio far spiegare, chiedo a un altro. Io e una mia amica eravamo usciti un po’ delusi: era diventato uno spettacolo da indignati. Avevamo attribuito la carogna e l’involuzione di Luttazzi alla questione bulgara, alla frustrazione. Non ci avevamo più pensato.

Quando ho visto Luttazzi da Santoro, ho riso molto. Molto. Mi è piaciuto, perché mi piacciono moltissimo quelli che dicono vomito piscia cazzo. E credo — sono sincero — che nell’uso del turpiloquio e della blasfemia ci sia una forza che in questo paese è ancora rivoluzionaria, e in tutto il mondo ha la capacità di smuovere le risate più profonde che abbiamo nascoste nella pancia. Poi ho scoperto che anche quel monologo era di un altro.

Ora. È un appassionato, uno studioso, un esperto e anche un buon battutista, ma Daniele Luttazzi ha fatto una cosa che non si può fare, cioè usare interi repertori di comici anglosassoni per scrivere un bella fetta dei propri spettacoli. Non è solo un problema di onestà intellettuale nei confronti del pubblico. Quegli spettacoli, così come i suoi libri, sono legati all’economia di mercato tramite biglietti staccati in teatro, scontrini battuti nelle librerie, compensi percepiti per spettacoli televisivi. I soldi non sono tutto, ma quando ci sono sono importantissimi.

Certo, fare la stand up comedy è difficile, e in Italia siamo ancora molto indietro: è pieno di tormentoni, giochi di parole, scemi che parlano delle suocere. Quelli che fanno spettacoli comici decenti sono pochissimi. Luttazzi è, era uno di questi.

Resta un problema. Le battute degli altri sono degli altri. Se le prendi tu, se traduci male ogni parola, se insomma banalmente rubi in toto, lo fai perché pensi che nessuno ti scoprirà, o che sia una questione secondaria. Lo fai perché ti manca il senso della realtà per dire non parlo inglese abbastanza bene per cantare in inglese; faccio fatica a scrivere battute nuove e forse dovrei cercare un autore; non frega a nessuno che io sia anche un esperto filologo appassionato della satira, quelle battute sono di altri e io non le posso usare.

Non è una questione secondaria. La tradizione non c’entra: quella è già parte del lavoro di un comico, così come del mestiere di un musicista che affronta qualunque genere. Ma qui non parliamo del rapporto fra Marc Bolan e David Bowie, ché quelle sono cose normali. Qui stiamo dicendo che Space Oddity l’ha scritta un altro, David Bowie gliel’ha rubata, ci ha venduto i dischi, ci fatto tournée tutto esaurito, ci si è costruito una carriera; ora che è stato scoperto, Bowie dice che tante altre canzoni sono originali, che lui lo citava, gli rendeva omaggio, giocava col pubblico perché riconoscesse la vera identità dell’autore, lo faceva per smascherare delle ipocrisie, reinterpretava.

Io non sono cattolico e non mi occupo di perdono; non sono del Giornale, del Corriere o del Foglio e non mi occupo di volgarità. Sono ateo e materialista: mi interessa sapere come stanno le cose.

Quelle battute sono di altri: non le puoi usare. Ne hai rubate centinaia, sistematicamente. La tua credibilità va a zero.

Mi spiace: è un problema di responsabilità.

La prossima volta, conosci meglio.

PS – I comandamenti degli Smiths vanno seguiti, dannalo!

If you must write prose/poems
The words you use should be your own
Don’t plagiarise or take “on loan”
‘Cause there’s always someone, somewhere
With a big nose, who knows
And who trips you up and laughs
When you fall
Who’ll trip you up and laugh
When you fall


Vuoi ridere ancora più imbarazzato? Dopo aver sentito il servizio di Dispenser su Hicks, avendo riconosciuto la battuta sui cristiani, scrissi una mail a Luttazzi per sapere se era una citazione. Mi rispose che non conosceva la battuta di Hicks e che era una combinazione (della quale era contento)

E sempre viva gli Smiths – pedinci!
Grazie, Matteo, dici bene: ci interessa sapere come stanno le cose.

Quoto tutto, soprattutto quel “dannalo!”

Quoto tutto anch’io, e aggiungo che mi sono cadute ancora più le braccia dopo aver letto la sua autodifesa sul suo blog. “Siete voi che non capite un cazzo, questa è satira”.
No, Daniele, il punto è un altro e difendendoti in quel modo non sei migliore di Berlusconi che dà dei comunisti a tutti coloro che non sono dalla sua parte.

Amen

Sono incazzata, ma non mi si può chiedere di rinunciare a un amore.

[…] Della questione Luttazzi se ne potrebbe parlare per ore. Oppure si potrebbe mettere un link a Matteo Bordone. […]

Monia, tu ami le battute e la comicità di altri, non di luttazzi.

Quello che dici è tutto vero. Mi viene da pensare che comunque, Luttazzi, con tutto quel lavoro di riciclo, abbia contribuito effettivamente ad alzare il livello di un tipo di comicità che in italia semplicemente non esiste (a parte qualche vero talento naturale come la litizzetto). A me Luttazzi sembra uno che in mancanza di un grande talento, mette in campo la sua grande cultura della comicità, e riempie un vuoto. Luttazzi è intelligente e cattivo, non può essere liquidato così. Ci sarebbe da fare tutto un discorso su come le faccende culturali si muovono dal centro di un impero per arrivarne alle periferie (musica, comicità etc) e sul fatto che ci sono sempre state delle persone molto attente che hanno fatto da traghettatori delle idee, e sul come questa loro alta ricettività sia già un valore (traducibile in denaro, anche). Luttazzi, me lo ricordo, negli anni ottanta frequentava i locali ed i concerti più interessanti, aveva i capelli a barattolo ed era, com’è, tutto storto. Abbiamo bisogno di uno così, perché le cose continuino a non essere mai troppo chiare.

Dove posso trovare info sull’origine dell’intervento di Luttazzi da Santoro? Non pensavo anche quello fosse altrui.

Aspettavo la sua risposta ufficiale. È arrivata (sul suo sito). Purtroppo peró non mi ha convinto fino in fondo: niente che giá non sapessi. Niente che non fosse stato giá detto.
Non so… sono turbato come se un mio stesso familiare fosse sotto processo.
E’ come avere la nausea e non volersi lasciare andare al vomito per paura del voltastomaco. Peró a lasciarsi andare è liberatorio e poi si sta meglio.
Provo a dirmi anch’io “non sará certo la fine di un amore”. Ma ho paura che non sará piú lo stesso, non godró a pieno, le prossime volte.
Stando sul post: ho avuto la stessa sensazione anche io: perchè incarognirsi contro colleghi e ladri di battute? C’è un meccanismo malato dietro, é come l’assassino seriale che provoca la polizia!

Steamerbag: si, ok, d’accordo, tutto giusto.
MA.
Se l’intento era quello di migliorare il livello della comicita’ italiana, da sempre scollacciata e inefficace (tranne poche eccezioni ma non mi voglio dilungare) perche’ non citare le fonti? quello che qui viene contestato (o perlomeno quello che a me delude) e’ la -apparente, se vogliamo proprio esser buonissimi- malafede.

Prima il De Benedetti, giornalista. Poi il Luttazzi, comico.
Si accettano scommesse su chi sarà il terzo proverbiale ballista smascherato.

sottoscrivo ogni singola parola. e anche due a due.

da adoratore della prima ora la botta è stata ancora più forte.

Scusate, mi rimangio di aver detto che luttazzi non è un grande talento, lo è. Mi sono rivisto l’intervento a rai per una notte, e penso che non me ne frega niente di tutta questa querelle sui diritti d’autore, la lascio volentieri agli autori ed agli agenti SIAE. Riguardatevi questo:
http://www.youtube.com/watch?v=ydEaq4tlmew

Comunque Luttazzi non ha mai nascosto le sue fonti. Sui suoi libri ne parla (fatevi un favore: leggeteli!). Dall’ispirazione al plagio, boh…

“The West Coas Delay”, Studio 60 on the Sunset Strip, S01E04

http://www.youtube.com/watch?v=LFz0pxT6oh4

Mi sembra rivelatorio di cosa pensino degli “omaggi” criptati e della cacce al tesoro in un mondo dove esiste il Writers Guild.

Credo ci siano vari errori nella tua argomentazione.

Luttazzi conosce molto bene l’inglese: le sue recenti traduzioni di Woody Allen lo testimoniano.
Per esempio, Know your cuts of meat ha una traduzione molto più efficace ed emotivamente forte in “Conosci i TUOI tagli di carne”, cosa che Luttazzi saprà, avendo bene interpretato la frase originale.
La questione dell’accento, normalmente, infastidisce anche me. Se però una lingua la conosci molto bene, l’accento è passabile: c’è anche chi lo fa come segno distintivo.
La sua tecnica comica va ben oltre il turpiloquio e la blasfemia. Altrimenti ci sarebbero troppi Luttazzi, una volta scoperto il gioco.
Un’altra cosa: quando un autore non è soltanto un comico, ma fa satira, interpreta il suo tempo e la sua gente, e dunque non può fare a meno di informare e parlare di roba noiosa come politica interna e guerra in Iraq.

Sono l’unico a credere alla giustificazione dell’omaggio? Il suo non sarebbe l’unico esempio.

Stiamo assistendo in parlamento alla più grande operazione di censura della storia d’Italia… e il tema del giorno su Internet è che “la credibilità” di un comico “va a zero”.
Che sia perché era rimasta l’unica categoria ad averne, di credibilità?

Laic

Matteo, si sa che sei un rompiballe, però quella cosa che dici su Know your cuts of meat mi sembra una cazzata.
Per il resto sono d’accordo, ache se non ne farei una questione di principio. Il post che ha messo Luttazzi sul suo blog mi ha fatto abbastanza schifo, però vabbè piazzata tutta la merda su un piatto della bilancia e tutta la roba buona sull’altro, vince ancora la roba buona. Sarebbe da verificare con più precisione quanto ha *effettivamente* rubato. Insomma una questione di quantità non di principio.

Ha ragione (da vendere o anche regalare) Matteo Bordone. Chi ruba è un ladro. Sempre. Anche Mozart rubacchiava qui e là da quelli che eran venuti prima di lui (o erano suoi contemporanei). Ma aveva il dono immenso di trasformare il Tavernello in in Brunello doc. Luttazzi a me è sempre sembrato uno talentuoso ma pieno di psichiatrici (nel senso di problemi) che neanche Sigismondo a tempo pieno sarebbe riuscito a risolverli. Come sempre, credo che bastava dirlo: “Uehi burdei, guardate che queste cose qui le ho imparate lì. E siccome sono carine, le importo e le traduco un po’. Che ne dite?”. Non ci sarebbe stato niente di male, credo. E ci saremmo divertiti tutti lo stesso. Invece adesso ci abbiamo un’altra vittima di Papi Banana, come dire?, abbastanza indifendibile. Uffa, ma che palle. Un paese normale no, eh?

eppure, ripensandoci ancora un po’, dal punto di vista della mera fruizione dell’opera artistica:
quante volte avete ascoltato un grande cantante, e poi avete scoperto che nè la musica nè le parole sono sue?
o un gruppo con un’interpretazione da favola di una canzone non loro che li ha portati al successo?
credo che in questo caso dire “oh, io non rido piú!” sia una reazione di pancia, non sincera.
la questione della stranezza di quell'”incarognimento” rimane, e il resto è una questione squisitamente di copyright, morale… ma…
ma che ne so!

@sonia
io li ho letti -e riletti- tutti fino a “benvenuti in italia” e non ricordo di aver letto nomi che ho scoperto da solo successivamente.

un conto è citare qualche battuta, un conto è tradurre interi monologhi: avendo attinto a pienissime mani soprattutto da hicks, carlin e rock (e si parla di un buon 30-40% del suo repertorio) il confine tra l’essere un autore o un traduttore, per me, è ampiamente oltrepassato.

inoltre, perchè lui può “omaggiare” mentre gli altri non possono omaggiare lui? (vedi la polemica con bonolis. ah, la scusa della miglioria della battuta non conta quando sostituisci una mosca con una farfalla)

sorry: volevo dire monia, non sonia…

che brutta storia, la cosa che mi fa incazzare è la spocchia di luttazzi, e il punto più basso del video smascheratore è quando cazzia bonolis per avergli rubato una battuta a sua volta rubata…anche io penso che non sia un crimine tradurre battute americane o inglesi in italiano, senza luttazzi non avrei mai sentito quelle batutte e comuqnue a me fanno più ridere dette da lui e continuerò a seguirlo semplicemente perchè mi fa ridere, di chiunque siano le battute…però rimane il fatto che le ha rubate senza ammetterlo esplicitamente e facendo anche il moralista sull’argomento, è veramente una caduta di stile

Io credo che il problema sia che lui si presenti come autore delle cose che dice. Il suo vanto, per il quale rimprovera chiunque gli sottragga qualcosa, è che lui scrive le sue cose, sono il suo patrimonio, poi a completamento del suo talento le interpreta, benissimo. Nessuno rimprovera a Fiorello di dire cose scritte da altri perchè lui è appunto un interprete, non un autore, così nessuno critica un cantante perchè diventa celebre con un brano scritto da oscuri autori. E’ questa nebbia sulla paternità dei suoi testi che genera delusione.

Non capisco (Matteo) perché non hai citato la giustificazione che ha dato lo stesso Luttazzi nell’ultimo post del suo blog. Mi sembra non si tratti di omaggio.

Più che una caduta di stile Riccardo, mi sembra una storia italiana. Meglio: il paradigma di una storia italiana. Intendiamoci, i ladruncoli ci sono ovunque. Ma altrove il ladruncolo molto spesso chiude bottega: non gli presta credito più nessuno. Da noi invece “si è furbi”. E’ la cosa che più mi fa incazzare in questo paese. E più sei furbo e più la gggente fa oohhh!

[…] della testata berlusconiana i bloggers hanno cominciato a martellare sulla questione, fino al pezzo di oggi di Matteo Bordone, blogger già ampiamente affermato, il quale, cavalcando l’onda dell’indignazione, si […]

Plagiare così sfacciatamente quando con l’Internet si può controllare più o meno tutto e in poco tempo mi dà l’idea di uno convinto che lui è un gran furbo
e tutti gli altri fessi.
Ma di questi tempi i fessi ti sgamano in un minuto.

Ma a parte il problema del plagio, mi pare che qui ci sia un problema culturale più ampio.
Rifare pari pari i numeri comici americani mi sembra di un provincialismo insopportabile.
Se guardo Letterman rido e mi diverto, se guardo un italiano che lo scopiazza, mi incazzo e basta.
Ssecondo me la comicità non è come la musica: se la porti fuori dal suo contesto diventa una roba artificiale.
Ridi, sì, ma non è una risata di pancia, anche perché già il fatto di doverla tradurre raffredda la reazione.
Just my humble opinion.

@essere disgustoso: tranquillo, ci sono abituata 🙂

Domanda
caro dr luttazzi oggi una donna è entrata in camera mia e mi ha messo una mammella in bocca
(Renato 8 mesi)

R. non durerà
se questa è sua tutto il resto è noia

gabriele: secondo me la giustificazione del’omaggio non regge per due motivi. Primo perchè l’omaggio va dichiarato subito, non dopo che qulcuno ti ha sgamato. E secondo perchè un omaggio è estemporaneo. Puoi mettere due tre battute a spattaolo, come omaggio. Qua si parla di circa 500 minuti di monologhi copiati su 1200 totali.Ma anche se fosse: che senso ha un comico che traduce battute di altri?

Luttazzi non ha mai fatto mistero di questi “omaggi”, e da sempre parla di Hicks e Carlin come suoi principali ispiratori. I quali, non scandalizziamoci, a loro volta riprendevano intere battute di Lenny Bruce, con piccole modifiche. Non ci si può svegliare un giorno di primavera e indignarsi: “La prossima volta, conosci meglio” può valere anche per chi è appassionato di satira. A me non sono piaciute (eufemismo) molte scelte artistiche di Luttazzi, e sulla carta non mi piace neanche questa. Eppure quando lo sento riproporre un intero monologo di Bill Hicks non penso “sta rubando a Hicks” ma “sta citando un monologo di Hicks in Italia”. Anche perchè attinge a star della satira USA. Per me chi ruba pensando di farla franca son gli autori di Chiambretti, Barbareschi(…) etc che si prendono le battute da Spinoza.it

e perchè quando senti barbareschi non pensi “sta citando le battute di Spinoza in tv”?

mah, io quando copio mi sento in colpissima. ma a volte lo faccio ed il senso di colpa martella.

luttazzone non si sente in colpa? un fallitone? perchè, beh, se fai ridere solo con le battute degli altri… ohi ohi.

io ho smesso di trovare luttazzi divertente dopo satyricon quando mi sono reso conto che scopiazzava Dave.
D’altra parte lui parlerà pure veloce, ma non abbastanza per far ridere con battute inglesi.

E quella di Storace che una volta gli ha salvato la vita è sua, almeno? Se è sua, per me è assolto.

Pure da Santoro? Intendi Rai per una notte? Da chi ha copiato in quell’occasione?

ehm..no, anche quella la facevano in USA su frank sinatra e le sue amicizie mafiose

Non è sua. Ha cambiato Sinatra con Storace.

I’m working with Frank Sinatra… Frank Sinatra, who saved my life! In 1967 in front of the Fontainebleau Hotel, Miami Beach, Florida, five guys were beating me up and I hear Frank say, “that’s enough.”

SCHECKY GREEN

A me Luttazzi ha sempre fatto ridere (Mai dire Gol non è più stato lo stesso senza di lui). Nel passato ho acquistato alcuni suoi libri e non mi sono mai imbattuto in nessuna frase dove lui stesso diceva che era in atto una caccia al tesoro.
Quando ho letto (e visto) il fattaccio sul sito di Roberto Corradi non ci volevo credere, e se devo essere sincero ci sono rimasto male (parecchiotto, citando Natalino Balasso)… l’unica cosa per cui posso ringraziare il Fabbri è, ovviamente per l’altro 50% di battute non copiate e per avermi permesso di conoscere dei comici americani con i controcazzi (fino a ieri l’unico Carlin che conoscevo era una razza di cane)

Chiudo dando ragione pienamente a matteobibbianchi per quanto scrive

Lebbia, aspetta. Se io scopro che una tal canzone non è di chi pensavo, è nel 90% dei casi ignoranza mia, controllando sul disco c’è sicuramente il nome dell’autore tra parentesi. Lo scoprio e dico “oh!”, ma guarda.
Qui è un po’ diverso. Lui non metteva il nome dell’autore del monologo alla fine. Lo spacciava per suo.

d’accordo su bonolis e sul monologo sull’irak che non faceva ridere anzi era parecchio noiso

dice jean Luc Godard “l’importante non è dove prendi le cose, ma dove le porti”

Punto primo: le citazioni si dichiarano, altrimenti si chiama plagio.
Punto secondo: quello che sbalordisce e la quantità enorme di battute copiate (il 30% almeno dei suoi spettacoli)
Punto terzo: se copi, non puoi incazzarti perchè qualcuno ti ha rubato una battuta.
Punto quarto: se ti giustifichi dicendo “Lo fanno tutti” sembri Berlusconi
Punto quinto: guardatevi il filmato che trovate sull’Unità e ditemi se non vi girano…
Punto sesto: io posso mitizzare qualcuno, ma quando scopro che si è costruito la fama in modo non del tutto corretto, mi spiace ma con me ha chiuso, perchè se la difesa “sempre e comunque” vale per Luttazzi, allora lo stesso discorso lo possono fare i fan di Berlusconi…

Adesso qualunque spettatore degli spettacoli di Luttazzi, dopo ogni battuta potrà alzarsi e chiedere: “Bella, di chi è?”

c’è una cosa semplicissima che si usa in editoria. si chiama “citare la fonte”. basta dirlo nelle interviste, scriverlo nei libri, sui manifesti e non nascondersi dietro ad un dito (medio, in questo caso). ciao eNZO

Proviamo a fare una cosa rivoluzionaria: non parliamo di arte, comicità, ecc. parliamo più prosaicamente di cose noiosissime come diritti d’autore, denaro, biglietti.
Se io prendessi il pezzo scritto ora da Bordone, ne cambiassi qualche parola, modificassi qualche aneddoto, e lo rivendessi a una rivista (per la quale non scrive Bordone) credo che Bordone si incazzerebbe e mi manderebbe giustamente la diffida. E farebbe benissimo.
Così come fareste benissimo voi se io prendessi una cosa che avete scritto, pensato, costruito voi e per la quale siete stati pagati, e la usassi per venderla a mio nome ed essere pagato magari anche meglio di voi. Sbaglio?

[…] Quelle battute sono di altri: non le puoi usare. Ne hai rubate centinaia, sistematicamente. La tua credibilità va a zero. Mi spiace: è un problema di responsabilità. La prossima volta, conosci meglio.Frankly, Mr. Luttazzi | Freddy Nietzsche […]

@ Alessandro: mi dispiace, la battuta su Storace è una battuta di Shecky Greene su Frank Sinatra:
Frank Sinatra saved my life once… Four guys were beating me up in an alley, and then Frank said, “That’s enough.” …

@Alessandro : no, quella di storace non è sua. Originariamente al posto di storace c’era frank sinatra…ahah

ciao Gladys, hai il NOME di fiore, lo SAI?
matteobibbianchi ha invece il CARATTERE a cactus.
Luttazzi a PIANTA carnivora

Aggiornamento all’11 giugno, il titolare qui non digerisce le seguenti persone:

Aldo Grasso, Walter Veltroni, Giovanni Allevi, Daniele Luttazzi, Beppe Grillo, Marco Travaglio, gli autori della raccolta “Gioventù cannibale”, le telecronache di Sky (perchè partigiane), l’italiano scritto e parlato male (salvo poi scrivere in maniera confusionale e parlare in nerd slang).

Al prossimo aggiornamento.

ciao,
su luttazzi osservazioni buone e giuste. me lo ricordo in gran spolvero quando faceva il ginecologo su Magazine 3 tanti anni fa. poi secondo me e’ andato sempre piu’ a schifio.

sul Mozzer, beh anche lui non e’ che proprio sia una verginella, ma forse in quei versi parla proprio di se stesso
http://www.passionsjustlikemine.com/influence-liter.htm

Nessuno di voi, e nessuno in rete si e´mai posto il seguente dubbio.Possibile che una persona come lui, non certo un ingenuo abbia potuto pensare di cavarsela? Possibile che abbia pensato nessuno sa l´inglese? Non c´e`nessuno studioso o esperto di satira che conosce Carlin e altri autori da cui copio. Per me e´assurdo tutto cio´

@Isaboh Certo che è assurdo. E ancora (a parte 1 commento) non trovo nessuno che discuta della giustificazione data da Luttazzi sul suo blog.

@ alessandro: mi dispiace, la battuta su Storace era una battuta di Shecky Greene su Frank Sinatra.
Frank Sinatra saved my life once… Four guys were beating me up in an alley, and then frank said, “That’s enough.” …

Bellissimo post

Come al solito, MB, centri la questione.
Il problema è quello della citazione: nel senso, se nel fare una battuta Luttazzi ne copia una di Hicks per citarlo, allora, appunto, deve CITARE, cioé riconoscere l’origine della battuta.
Sennò sticazzi, siam tutti boni.

l’Italia non è fatta per avere degli idoli. Let’s face it.

Tutto giusto…tranne “Il programma(Satyricon)era ovviamente ispirato al Letterman,che è a sua volta il seguito di quello di Johnny Carson.Solo che Satyricon si rifaceva al Letterman in modo talmente letterale da essere un incrocio tra un plagio e un omaggio” Satyricon era un format: acquistato per essere riproposto come tale..rubriche comprese. Poi, sulle battute rubate, se è vero che ciò che si dice, spero solo non si difenda “alla Scajola”…e amici come prima

Mi sembra che la scura sia scesa con troppo foga su di un “povero” Luttazzi. Mi sembra ci siano, scusami Matteo, un po’ di precipitose e forse non corrette sentenze nel tuo post. Io seguo Luttazzi da tempo, e ho sempre saputo che in certi momenti adopera o prende spunto da battute di artisti anglosassoni, ed è lui a dirlo. Come quella famosa che lo fece (versione ufficiale ma non reale) cacciare da La 7, quella cioè su Ferrare nella vasca ecc… Io credo che se Dario Fo a speso parole di elogio per Daniele non sia un caso. Poi si può non condividere tutto quello che fa o dice, chiaramente, ma da lì a dargli dell’incallito copiatore ce ne passa. Bisogna stare molto attenti, ed essere ben documentati, per quello che si scrive e dice. Anch’io sarei a dir poco incazzato se fossi in lui. E’ l’unico che sta ancora scontando l’editto Bulgaro (bisognerebbe ragionare più su questo) che anche la rete gli si accanisce contro, forse, in maniera a dir poco impietosa.
Ma in fondo siamo solo Italiani.

Sì,in effetti il modo in cui si giustifica sul suo blog è deprimente::: dire che ha copiato i grandi della satira US significa ammettere che anche la sua era satira,, non volgarità
Pfuà
A me luttazzi non piace più// che copi o non copi///non mi piace più quello che sceglie di copiare
A rai x una notte è stato ignobile,,,ma ne abbiamo già discusso,proprio qui
Questo thread non è venuto bene,è un po’ noioso

E se io fossi Luttazzi, farei ben di peggio, dopo aver subito per ben TRE volte (per un totale di 15 anni su 22 di carriera) una censura totale da parte del regime. Comodo dire che copia, facendo finta di non ricordare cosa gli è successo quando le battute erano sue al 100%…

Ma davvero Bowie ha rubato Space Oddity da Marc Bolan? Oddio mi cade il mito di tutta una vita. Questo sì che mi preoccupa.

Per quel che riguarda Luttazzi, io preferisco Lelio. Questo qui non mi è mai piaciuto, troppo ex boy-scout incattivito. Un genere di persone che che non amo. A me piscia cazzo cacca non fanno ridere nemmeno un po’. E non è perché sono una signora di una certa età. Non mi fanno ridere punto.

In effetti, inserire una battuta di altri (e non di “altri” a caso, ma di autori con i controcoglioni) in una sequenza di battute originali può essere un’operazione di “condimento intellettuale” anche apprezzabile, ma appropriarsi di intere sequenze di battute mi sembra piuttosto indifendibile. Come indifendibile è la strategia di difesa del Luttazzi, maldestra e scomposta a dir poco.
Lo ammiravo, lo ammiro un po’ meno. Parecchio meno. Tuttavia, non mi sento di demolirlo: se anche solo un 10% delle battute fossero realmente sue, rimarrebbe il miglior battutista italiano (non sarebbe una grande gara, ok).

P.S.
solidarietà per la chiusura di Dispenser, una delle più brillanti – e a quanto mi risulta – seguite trasmissioni radiofoniche degli ultimi anni: questo schiacciarsi le palle dell’azienda pubblica è davvero curioso oltre che osceno.

a me luttazzi è parso a volte ottimo e spesso becero. che uno non sappia nemmeno essere becero in proprio lo trovo francamente deprimente; certo, possiamo anche decidere che il tutto è invece espressione di encomiabile cultura enciclopedica e poliglottismo

… a me luttazzi fa ridere parecchio!!!….
e mi fanno un po’ ridere anche quelli che scrivono punto 😀

io non capisco assolutamente tutto questo stracciarsi le vesti per un comico che avrebbe citato/copiato ottenendo il suo obbiettivo di far ridere e riflettere (e spiegando di averlo fatto soprattutto per evitarsi grane legali), quando in italia e’ appena passata una legge che limita la liberta’ di stampa e sta succedendo di tutto. questa storia e’ semplicemente ridicola.

Mi è spiaciuta tutta la storia perchè Luttazzi mi piaceva.
Però mi chiedo: i critici teatrali televisivi ecc dove erano fino adesso? Non ce n’è stato uno che in tanti anni abbia smascherato i plagi? Insomma: se un architetto ricopia uguale una casa di Wright qualcuno entro un mese se ne accorge, no? Magari non l’uomo della strada, ma un altro architetto si. E insomma io non sono tenuta a conoscere i comici americani, ma chi è del mestiere avrebbe dovuto dirlo. O sono tutti così impreparati? Che tristezza anche questo.

Comunque sia, se Luttazzi ne dice una buona, ridete pure. Né la SIAE né il vostro rigore morale prevedono l’inferno. Almeno spero.

niente di peggio dei plagiari.
al suo posto mi vergognerei fino al midollo. se lui non fa una piega allora è un quaqquaraqqua.

sicuramente un buon esempio d’uso per “fremdschamen”

Qualche anno fa, in ambito jazzistico, si parlava moltissimo di un sassofonista di nome Francesco Cafiso, la cui caratteristica principale era quella di suonare bebop ad un ottimo livello, malgrado la sua giovanissima eta’. Ora Cafiso e’ un ottimo sassofonista di 21 anni, ma quel clamore che l’accompagnava quando di anni ne aveva 14 e’ chiaramente sparito. Qual’e’ il nesso con Luttazzi? Io credo chi a suo tempo basava il suo apprezzamento per Cafiso sulla base della sua eta’ faccia lo stesso errore di chi, oggi, si faccia condizionare nel suo apprezzare (o disprezzare) Luttazzi dall’originalita’ delle sue battute. PS Il paragone con un jazzista e’ credo pertinente, trattandosi in entrami i casi di arti basate sulla performance.

Avevo già risposto prima di leggere la replica di Luttazzi, ed ora che l’ho letta reputo ancora più disgustoso tutta questo accanimento nei suoi confronti. Leggetevi questi due post e cercate, da ottimi Italiani, di confondere come sempre la vittima ed il carnefice.

http://www.danieleluttazzi.it/node/285
http://www.danieleluttazzi.it/node/324

P.S. Ho scoperto una cosa incredibile, me*da, ca**o, sterco, va**na ci sono sul dizionario; è proprio uno che copia tutto.

P.P.S. Matteo, questo post non è da te. Un tuo ex ascoltatore di Radio2

vorrei dire un paio di cose: Io sapevo già da prima che luttazzi “omaggiava” Hicks e gli altri comici anglosassoni con le sue battute e quando ho letto la notizia non ci ho trovato nulla di male, ci sto scrivendo una tesi di laurea omaggiando premi nobel dell’economia. Luttazzi non l’ha mai tenuto nascosto. L’abilità del comico sta anche nell’essere attore, rispettare tempi comici e riuscire a far ridere, Penso che Luttazzi lo sappia fare in maniera eccellente e forse perchè parla in italiano, con l’inglese selvaggio non ho mai avuto problemi, le stesse battute mi fanno ridere di più dette da lui che dai filmati che vedo su youtube dei comici americani in questione.

Sì Alas, ma anche per schadenfreude.

a volte vorrei davvero andarmene lontano da qui…dall’italia…dall’europa..dal pianeta…

… simo,esageruma nen 😀

Bowie ha preso lo stile da Bolan. Space Oddity è sua. Era un parallelismo paradossale.

Mi sono chiesto: può essere così ingenuo o pazzo? Penso che Luttazzi abbia avuto un senso di colpa fin dall’inizio.
Sapendo di aver copiato a man bassa, come si spiega tutto questo accanimento verso chi lo copia a sua volta (cfr. Bonolis, Wikiquote, il fantomatico “club dei comici” ecc.)?!
Sarebbe un suicidio, perché se copio, e però mi lamento dei copioni, e poi mi sgamano, la figura di cacca è doppia!
Almeno stai zitto e spera che non ti becchino! Così se ti beccano puoi dire: “che male c’è?”
Quindi penso sia un processo inconscio, detto “coda di paglia” che lo ha portato inconsapevolmente a fregarsi con le proprie mani!

Peccato, perché i tempi ce l’ha..

Chi ha letto la sua risposta pubblicata sul suo blog dovrebbe capire due cose:
1) In linea di massima lui ha dichiarato le sue fonti di ispirazione e scopiazzature.
2) Uno che viene denunciato ogni 15 minuti, credo sia geniale nel momento in cui si para il culo dicendo “ma cicci, questa non è mia, è di Hicks!”.
Infine io credo fermamente che uno che è stato tacciato continuamente di volgarità e di faziosità politica mascherata da satira, possa prendersi la soddisfazione e il divertimento di poter rispondere: “non era mi ama di Hicks, coglione, ripeti un pò che non è satira?”.

[…] storia di Luttazzi che copia è in realtà abbastanza impressionante. Matteo Bordone con un bel punto della situazione sul suo blog. A sua volta, anche Luttazzi ha replicato. Tags: satira Comment (RSS) […]

@matteo bordone: un parallelismo meno paradossale lo si potrebbe fare con (WARNING! FLAME ALERT!) i primi dischi dei Led Zeppelin.

Grazie Matteo, mi risollevi lo spirito. Come vedi prendo per oro colato tutto quello che scrivi e non capisco quando i paradossi. Sarà per questo che non mi è mai piaciuto Luttazzi e non mi fa ridere punto.
(vedi mavvia che penso a te, ti voglio far ridere ancora un po’ punto 🙂

Frankly, Mr. Bordone, mi ripugna un po’ questo giochetto tanto di moda consistente nella corsa a sputtanare Luttazzi. Nessuno avrebbe azzardato una critica simile a Letterman (che, anzi, fa così figo per gente della tua risma seguirlo coi sottotitoli in inglese sulla tv satellitare!), ma per Luttazzi, colpevole di essere un comico intelligente e graffiante, ogni scusa è buona. Persino aggrapparsi ai TAGLI DI CARNE (toppando clamorosamente dall’alto del proprio inglese da scuola media, peraltro).

Davvero, Bordone. Mettiti il cuore in pace. Luttazzi è uno dei comici più rispettati degli ultimi dieci anni. Tu sei un signor nessuno. Luttazzi fa il tutto esaurito in ogni teatro. Tu hai un blog che non caga nessuno. Come si dice qui a Roma: stacce.

Questa polemica mi ricorda tanto l’atteggiamento del pubblico del Ferrara Buskers Festival, che quando si imbatte in un artista non presente sulla guida fornita dall’organizzazione, passa avanti indignato, senza ascoltare una sola nota del povero “abusivo” (che in quanto tale è l’unico vero busker della manifestazione, peraltro).

Solo un consiglio: prima di dire enormità, provate a immaginare le battute di Bill Hicks in bocca a un comico di Zelig.

mi sembra strano che nessuno qui finora abbia notato quanto siano meglio le interpretazioni degli originali, ma dieci volte almeno

la mancanza di senso critico (molto italiana) di tutti quelli che lo difendono davanti all’evidenza direi che è un’ottima spiegazione di come mai berlusconi continua a vincere le elezioni

@Gabriele
“conosci i tuoi tagli di carni” è una traduzione errata, tout court. Nulla da aggiungere.

Sì, sei l’unico a credere alla scusa dell’omaggio: quando fai un omaggio lo dici. E lo dici prima.

http://ntvox.blogspot.com/2008/02/luttazzis-plagiariezed-jokes.html

Errata Corrige: “i tuoi tagli di carnE”… typo

La mimica l’ha presa in prestito da Mr.Bean: manca qualcun altro all’appello?

Anche a piacenza è arrivato il MAT sulle bmw. aiuto.

Trovo incredili i distinguo su Luttazzi! Ragazzi questo ha copiato, ha continuamente rimosso i commenti ed i filmati che lo dimostravano alla faccia della CENSURA e a quella dei suoi fan delusi (che chiedevano solo spiegazioni: io fra questi), ha rotto le palle a tutti quelli che toccavano le “sue” battute, e con rotto le palle in tendo interi quarti d’ora di invettive a Benigni Grillo e Bonolis nei suoi spettacoli. Dopodiche si accorge che lui “cita”, fa le cacce ai tesori ed ovviamente non paga SIAE agli autori. E voi qui a fare i distinguo… “ha migliorato le battute” “da te Matteo non me l’aspettavo”. Ragazzi ma il punto l’avete capito ? Matteo l’ha capito e lo ha anche scritto. Rileggete prego!
Non basta stare sul ca**o a Berlusconi per essere delle persone oneste e degli artisti.

ah…preferibilmente abbandonerei anche questo sistema solare….

ah…preferibilmente abbandonerei pure questo sistema solare

Domenica sera, odio la Domenica sera,,
Stamattina ho visto il video,quello di blogspot//non lo posso linkare da qui,linkatelo voi// è fantastico, dovete vederlo se non lo avete fatto.
La rete è fantastica//io la adoro:: sono felice di vivere in questi tempi qui//mi piace

…citro!!!… l’oro colato lasciamolo ai talebozzi.punto!!! 😀
grande gnu!!!….

@Fabrizia: «Conosci i tuoi tagli di carne» non solo non è una traduzione errata, ma risponde alle esigenze dei tempi comici molto meglio di quanto non faccia la traduzione da terza media tentata da Mr. Bordone. Oltretutto vorrei far notare che Mr. Luttazzi è pur sempre quel fessacchiotto che traduce l’opera omnia di Woody Allen per Feltrinelli (che non mi pare esattamente una casa editrice a corto di traduttori anche molto validi). Dover leggere che Luttazzi è ignorante posso anche tollerarlo, ma preferirei che la critica centrasse almeno l’obiettivo.

Per quanto riguarda il tema: no, non mi bevo il salvataggio in corner malriuscito di Luttazzi. Dico solo che puoi copiare le battute del migliore comico della galassia, ma se non sai contestualizzarle o ti manca il senso del ritmo non vai lontano. A me Luttazzi fa ridere, e continua a farmi ridere anche da quando venne fuori la storia dei plagi (è una storia molto vecchia, non ho ancora capito perché torna d’attualità adesso e se ne accorge persino un Bordone qualsiasi).

Ma in fondo a che serve difenderlo? Quello – ripeto – riempie teatri. Voi no. Nemmeno io. Se non ci fosse lui, questo genere di comicità in Italia semplicemente non esisterebbe. Tenetevi pure le vostre ubbie iconoclaste (che sono veramente la cifra del nostro provincialismo). Lui ha già vinto così.

la citazione degli smiths è un tocco di classe, ti voglio bene.

mavvia, stavo scherzando. Non l’avevi capito? Non prendo per oro colato nemmeno quello che dico io punto. 🙂

Madonna santa! Ci avete presente “La terra desolata”? E’ forse (e senza il forse) il capolavoro assoluto della poesia Novecentesca. Ed è bella zeppa, bella intozzata, di versi di Dante, Baudelaire, Ovidio ma anche brani del Tristano e Isotta di Richard Wagner… Cose che il lettore (ovviamente colto) riconosce. Oppure (meglio ancora) impara a riconoscere. Perchè tutta la cultura (tutta) è un continuo interpretare e re-interpretare, senza fine e (apparentemente) senza scopo. Lo scopo invece c’è e ce lo insegna Calvino: “Il senso ultimo a cui rimandano tutti i racconti ha due facce: la continuità della vita e l’inevitabilità della morte.”.
Così in musica, pittura, scultura, cazzi&mazzi.
Ma se uno fa il comico, il satiro, il come si chiama e usa le batture (le gag, le trovate, le sparate, i cazzi buffi) degli altri e non lo dichiara, non è un “interprete”, è un furbetto. Chiaro? Che poi il furbetto/ladretto (del talento altrui) si becca pure le denunce, anche questo ci sta: si chiama caso psichiatrico. E chi conosce un poco Luttazzi sa che la cosa non è poi così lontana dal vero.
Poichè Luttazzi è pure bravo (a volte) sarebbe bastato poco. Diceva “raga, sta cosa qui un po’ è mia e un po’ di Pinco pallo” e si stava tutti contenti. Quando Buazzelli faceva Re Lear (alla grande!) mica era meno bravo perchè il testo non l’aveva scritto lui, no?
Il dramma vero è che in questo paese di merda sono ladri pure gli anti-ladri, cazzo!

Allora solo una parola:
Ladro.Ma in Italia oramai vige la regola:”così fan tutti…” Da destra,ma ultimamente vedo anche qui più dai commenti,scandalosamente a sinistra. Rubare è diventato un vezzo.
E no miei cari. Lui ha rubato testi integralmente e non sono citazioni.
Onore all’UNITA online che ha pubblicato questo video scandaloso:
video.unita.it/media/Politica/Luttazzi_copia_Parte_1_1395.html
Abbasso i parassiti Abbasso i ladri!!!!

– gli originali sono migliori delle interpretazioni
– la citazione è cosa ben diversa da 3-5 minuti di battute copiate pari pari
– david bowie mi sta sul culo… preferisco marc bolan

gierre l’ho scoperto, prima mi sembrava un muffone e non lo leggevo mai,, senza offesa,,, però vorrei dire che c’è l’abitudine di fare riferimento a questo nostro paese di mer** o Italia del ca*** e simili, a me questa cosa non piace punto (omaggio a mavvia), non mi piacciono queste generalizzazioni per cui la deviazione della formica è funzionale alla dimostrazione del declino del formicaio:
http://lh6.ggpht.com/_wZaECuX7k3w/SH-KkmNYtwI/AAAAAAAAAE0/AbqZ2ZA9Xpc/Formicaio+TC-MG.JPG

però che bello calvino,, bella quella cosa,,, perché è morto? se fosse vivo andrei sul suo blog e gli direi che mi piace tanto e che però deve invertire le parole e cioè il senso ultimo è l’inevitabilità della vita e la continuità della morte/// almeno io la vedo così,, e anche lui secondo me

– gli originali sono migliori delle interpretazioni

mi riferisco ai testi e alle interpretazioni ‘divulgate-in-italiano’ da luttazzi

Bellissimo articolo. Lo sto diffondendo in giro. Complimenti, scrivi molto bene.
Ciao!

Sai Gnu, Calvino è morto pure giovane, purtroppo. Pensa che ha fatto il liceo a Imperia insieme a Scalfari: classetta non male, neh? Anch’io sono dispiaciuto che sia morto, anche perchè non ha fatto in tempo a finire una roba da leccarsi i baffi: Le lezioni americane. Doveno essere sei e invece, mannaggia, ne ha scritte solo cinque. (Ma magari se Bordone si mette di buzzo buono, chisà…..-:)))

…david bowie è così elegante!!!!…

@Gabriele

hai scritto
“Ma in fondo a che serve difenderlo? Quello – ripeto – riempie teatri. Voi no. Nemmeno io. Se non ci fosse lui, questo genere di comicità in Italia semplicemente non esisterebbe. Tenetevi pure le vostre ubbie iconoclaste (che sono veramente la cifra del nostro provincialismo). Lui ha già vinto così.”

sostituisci comicità con politica
e se vuoi teatri con piazze
chi ti viene in mente?

@Steal

Il paragone (pur depurato da una consistente quota di provocatorietà) non regge: il criterio con cui si valuta un intrattenitore è ben diverso da quello che si adopera per valutare un uomo chiamato a capo del potere esecutivo.

Gabriele ma và à ciapà i ràtt!
Perchè uno riempe i teatri non può essere criticato (ah lo avessero saputo i Pooh o Hitler) ?
Il “provincialismo” sta nel criticare chi copia autori stranieri non nel copiarli?
Dire che questa comicità senza Luttazzi non esisterebbe in Italia e come dire che senza Pino Insegno l’Italia non avrebbe creato I Simpson.
La traduzione di Woody Allen è un capolavoro secondo Luttazzi stesso. In realtà si è limitato a reiserire riferimenti alla cultura yiddish e della comunità newyorkese che erano stati tolti perchè qunado le opere vennero tradotte la prima volta erano incomprensibili per la maggior parte degli italiani. E poi è una traduzione è il suo mestiere lo sa fare bene 🙂
Questo è uno che per anni è andato in giro sentenziando chi faceva vera satira e chi no (praticamente tutti tranne lui), piangendo appena qualcuno citava le “sue” battute, facendoli passare gli altri per copioni del suo immenso talento.
Sono molto arrabbiato con lui ho comprato tutti i suoi libri fino a due anni fa quando ho scoperto la cosa. Soprattutto sono arrabbiato per il modo meschino in cui si è difeso cercando di censurare i video su internet, montando di guardia alla sua pagina di Wikipedia (non posso provarlo, ma ne sono praticamente certo) ed elucubrando su quale forma di arte moderna sia copiare le battute copiare le gag, copiare Spinoza.it…solo se lo fa lui ovviamente.
Può andare à ciapà i ràtt anche lui!

@ Corrado

Lungi da me ritenere incriticabile chicchessia, figurarsi un Luttazzi qualunque. La mia osservazione sui teatri pieni è semplicemente un voler sottolineare che, nove su dieci, le critiche tardive sono il pane di mediocri pronti a dare addosso a chiunque emerga un minimo dal guano dell’ordinarietà.

Neanche a me è piaciuta la sua bozza di autodifesa (non ha fatto bella figura e ha insistito nell’affermare che era un vecchio gioco tra lui e il suo pubblico). Quel che mi ha dato maggiormente fastidio in tutta la vicenda, però, è stato leggere questo cretinetti, ‘sto Bordone qua, salire in cattedra e sparar lezioni e sentenze. Comodo, ricordarsene una settimana dopo dalla crocifissione sulla pubblica rete.

Questa è la stessa gente che, non dimentichiamolo, osannava Luttazzi non più tardi del suo ultimo intervento a Rai per una notte.

@Gabriele
Adesso ho capito il tuo punto! Sei dispensato dall’andare a caccia di topi ;-).
PS
Luttazzi no, lui deve!

In effetti, 25 Marzo dal blog “Freddy Nietzsche”:
Poi c’è che Daniele Luttazzi era in forma smagliante. Da qualche anno mi sembrava involuto, ombelicale, stizzito, privo delle doti di impertinenza violenta e insieme lieve dei suoi momenti migliori. A questo proposito vorrei ricordare che negli anni Novanta, alla RAI, (Magazine 3, RAI 3 di Guglielmi), poteva andare in onda, ovviamente non alle otto e mezzo, un pezzo comico sulle “scoregge vaginali”: roba che oggi ci sembra non solo impossibile, ma illecita, esagerata, da censura, come se facessimo tutti i direttori di rete.

Luttazzi, abbandonato il peso della carogna bulgara degli ultimi anni, è stato perfetto nei tempi, nei toni, nel modo di portare le battute, e anche nella capacità di smuovere gli organizzatori e la platea. A differenza di Cornacchione e Vauro, Luttazzi spiace in qualche misura anche ai buoni, mentre li prende per il culo per attaccare i cattivi. È fedele, insomma, a quello che ha sempre dichiarato: fare satira alla Lenny Bruce. Le facce di Ruotolo e Santoro mentre lui parlava di sesso anale erano molto eloquenti: si sentiva chiaramente che stava spingendo via dal palco i concetti “cattivo gusto”, “non sta bene”, “non è il caso”. Ma ancora più eloquenti erano le risate del pubblico, fragorose, a testimonianza del fatto che il buco del culo, il cazzo, la figa e la merda divertono molto la gente. È che le reti non hanno il coraggio, non capiscono più, hanno altri progetti — tengono Ferrara e cacciano Luttazzi per spendere il decuplo e perdere pubblico, per esempio — anche se è chiaro che il turpiloquio e i temi bassi sono fondamentali. Sono cose che ci divertono da matti, ci piacciono, ci smuovono, ci fanno arrossire e producono in noi un senso di liberazione pari a quello che si ha facendo tanta cacca. Col vantaggio che siamo bestie sociali, la cacca in pubblico viene male, e stare in mezzo agli altri mentre si prova quel misto di vergogna e esaltazione è la base della forza di tutti i comici americani che tanto ammiriamo. («Mah, la cacca, ecchessarammài?! Pfui! Certo che ti diverti con poco. Tsè.» Guardate che vi sento, manica di pirla.)

Vorrei commentare anch’io: ma ogni qual volta vengo costretto a pensare di Luttazzi non mi viene in mente nulla.

nonostante mi sembri già ampiamente superato il numero di commenti opportuni per questo argomento non ce la faccio a esimermi dal sottolineare che per esprimere uno o più giudizi (anche in contraddizione fra loro, se fra l’uno e l’altro emergono informazioni determinanti) non dovrebbe essere necessaria la presentazione del curriculum vitae. non capisco perché si dovrebbero vantare credenziali per potersi esprimere – stiamo parlando di un comico che frega le battute, mica di contenuti inarrivabili. per inciso, il cretinetti in questione sarebbe + o meno cretinetti di noi che andiamo sul suo blog a leggere i suoi post?

[…] volete leggere l’opinione qualificata di un suo ammiratore deluso, leggete quanto scrive Matteo Bordone, altrimenti dimenticatevi di Luttazzi e passate avanti: Ora. È un appassionato, uno studioso, un […]

più litio per tutti.

…. dannate groupies!!! 😀

@ Robina

Non è strettamente necessario avere un curriculum rispettabile o una spiccata personalità per esprimere giudizi su Luttazzi, su Dio o sul Papa. Sarebbe però doverosa la coerenza e auspicabile vantare una qualche credenziale che dia alle tue parole un peso specifico superiore a quello dell’atomo di idrogeno, se vuoi salire in cattedra e pontificare su cose che, dimostratamente, ti sono ignote.

Per quanto riguarda l’interrogativo su chi sia più cretino, devo ammettere che la destinazione d’uso del mio tempo libero è effettivamente opinabile.

Non trovo assolutamente normale difendere Luttazzi perdendo le staffe e riducendosi all’insulto sprezzante di chi lo ha criticato…
Non lo trovo normale né sano.

http://www.giornalettismo.com/archives/67422/

Casca a proposito…

ragazzi, però, guardatevi anche solo questo: http://tv.repubblica.it/piu-visti/settimana/web-vs-luttazzi-online-la-guerra-dei-plagi/48593?video=&pagefrom=1

e se non vi viene la nausea, o siete Luttazzi, o non lo so!

@gabriele

prima ridevo e lo ritenevo un genio. Adesso continuo a ridere degli autori originali e lo ritengo uno che frega le battute vantandosene pure: direi che sono coerente. D’altro canto non ci vuole una laurea in semiotica o altre credenziali (LOL) per capire che si è fottuto le battute per farci fama e soldi. Il resto sono cazzate, che magari mi sono ignote, ma rimangono cazzate.

Il post lo condivido, ma il monologo da Santoro non è copiato. O almeno finora nessuno ha trovato l’originale. Ti invito a correggere. Ciao.

@liuis
Alcuni pezzi (quello sulla depilazione) sono presi da Bill Hicks.

Vi pregherei di valutare con maggiore serenità quel che scrivo. Ora: bene, effettivamente dare del cretinetti a chicchessia è un’esagerazione, della quale mi scuso formalmente con Mr. Bordone. Ma il punto rimane. Semiotica o meno, se si vuol salire in cattedra nel merito (e la critica alla supposta insufficiente conoscenza dell’inglese da parte di Luttazzi lo era) bisogna farlo quantomeno con una qualche credenziale o comunque cogliere nel segno. Nel caso in oggetto, né l’uno né l’altro requisito è stato soddisfatto. That’s the point.

@Gabriele

a me sembra che il paragone regga benissimo
e mi sembra molto più provinciale usare come metro di giudizio di una persona il suo successo
ancor peggio usare il suo successo per giustificare il suo comportamento

altrimenti berlusconi avrebbe ragione a dire di essere il miglior premier degli ultimi 150 anni, considerando quante volte e di quanto ha vinto le elezioni

riempire i teatri non vuol dire uscire dal guano della mediocrità
non mi sembra necessario un esperto di semiotica per semplicemente vedere che le stesse battute sono interpretate molto meglio dagli altri

così come vendere miliardi di libri non vuol dire uscire dal guano della mediocrità (vero dan brown?)

e vendere miliardi di dischi o riempire stadi e palazzetti non vuol dire uscire dal guano della mediocrità (e qui davvero gli esempi ce ne sarebbero a tonnellate, ma diciamo…vero vasco rossi?)

@Gabriele

Certo, Luttazzi riempiva i teatri ed il suo tipo di comicità – seppur copiata – ha il merito di aver introdotto in Italia tutto un altro tipo di satira ed ironia. Ma questo mio inciso (“seppur copiata) ha in sé la grande presa per il culo da parte di Luttazzi nei confronti del suo pubblico. Un beffa morale e materiale, visto che i lilleri se li metteva in saccoccia!

L’atteggiamento di Bordone che ti infastidice è semplicemente la rete, baby! Siamo qui seduti davanti ai nostri computer e possiamo discettare su qualunque argomento con i nostri culoni pigri protetti da tutto. Le persone che scovano la notizia sono poche, il resto commenta. E giudica. Lo facciamo tutti.

A me già da tempo Luttazzi non piaceva più (come non mi piace più Sabina Guzzanti): troppo livore. E questo a scapito della satira. Ormai il sembrava che il suo séguito ragionasse in base al sillogismo “my enemy’s foe is my friend”.

Disamina puntuale ed essenziale.
Quel che dici non fa una piega, e men che meno quel che dice Morrissey.

A prescindere da tutto: io continuerò a ridere con le battute (copiate) di Luttazzi, voi sabotatelo schifati ed andate a consolarvi con zelig (si vede il marsupio ? il marsupio sisisi…) perchè QUESTO il il livello della comicità in italia parte pochissime eccezioni. E anche quelle poche eccezioni prendo le cose in maniera molto meno diretta per evitare editti bulgari, ad esempio Antonio Albanese con cetto la qualunque

P.S. su tagli di carne, mi pare che la traduzione di Luttazzi sia più appropiata, riconsci i tagli della carne fa più pensare a qualcosa di sadomaso che ad una macelleria…

Daniele Luttazzi non è solo 500 battute,lui è almeno 10.000 battute.
500 battute su 10.000 sono plausibili con la sua risposta a queste bieche accuse che nascono come ritorsione a Rai per una notte.
Daniele Luttazzi è molto più di 500 battute,potrei giurarlo in tribunale e per quello che riguarda la famigerata caccia al tesoro: nel 2005 io c ‘ero,il post era già esistente e la gara la vinse un nik che se nn ricordo male era nexus,si il post è stato modificato,(io ricordo perfettamente l ‘originale),la modifica sta nell’eliminazione dei commenti al suddetto post il giorno della chiusura ufficiale del suo blog.(gen.2006).

Io c’ero.

Sono disposta a testimoniarlo in qualunque tribunale e ci metto pure la faccia: mi chiamo Ornella Morez.

Sai che ridere se venisse fuori che i commenti di tutti i diversi, svariati e variopinti fan che offrono il petto per difendere quel gran “genio” di Luttazzi provenissero tutti da uno stesso IP?

Ornella se uno è incapace di intendere e volere non può testimoniare in tribunale e quando uno crede alla scusa della “caccia al tesoro” è automaticamente incapace di intendere e di volere!
Sai che se copi materiali di altri dovresti pagare i diritti? La cosa ha mai sfiorato Luttazzi non sto parlando solo dei libri anche degli spettacoli.
La sua difesa è patetica, come p patetica la palestra copiata da Spinoza o come è patetico il suo lamentarsi di chi gli ruba “le sue” battute o come stia giorno e notte a “ripristinare” la sua pagina su Wikipedia o a sentenziare chi faccia vera satira e chi no (cioè solo lui). Please….

@ Gabriele. A proposito di credenzialil non esiste il peso specifico dell’atomo di idrogeno, semmai il peso atomico. Diabolica la rete, eh? Non sai mai chi trovi a smascherare le sciocchezze che dici…

A prescindere da tutto: io continuerò a ridere con le battute (copiate) di Luttazzi, voi sabotatelo schifati ed andate a consolarvi con zelig (si vede il marsupio ? il marsupio sisisi…) perchè QUESTO il il livello della comicità in italia parte pochissime eccezioni. E anche quelle poche eccezioni prendo le cose in maniera molto meno diretta per evitare editti bulgari, ad esempio Antonio Albanese con cetto la qualunque

P.S. su tagli di carne, mi pare che la traduzione di Luttazzi sia più appropiata, riconsci i tagli della carne fa più pensare a qualcosa di sadomaso che ad una macelleria…