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lunedì 21 giugno 2010

Ma dovete mettere alto!


Oggi sono andato a comprare dei dischi, ché ho riscoperto questa cosa di comprare tanti dischi da un po’ a questa parte. È sempre stata una delle cose che mi piacciono di più al mondo, e poi quando fai dei lavori che i dischi te li mandano finisce che ti disabitui. E invece nell’acquisto c’è un gusto che non lo sai, tutto un piacere nel pensare che stai spendendo troppo ma non puoi farne a meno eccetera. E adesso ci vado più spesso, a comprare i dischi e spendere troppo ma non posso farne a meno. Anche perché le casse distrutte dal gatto di merda ora sono state riparate.

Insomma tra i dischi che ho preso c’è quello nuovo dei Chemical Brothers. Quelli che ascoltano la musica elettronica abitualmente dicono che non è un disco rivoluzionario, che ci sono cose più innovative in giro. Ma io dico che quando hai la carriera di questi due non si può pretendere davvero che tu traini ancora la scena. È normale che tu vada oltre il genere, almeno in una certa misura. Nell’elettronica le figate nuove le fanno i ventenni: non si scappa.

Ciò premesso, al secondo pezzo ho sentito il brividino lungo la schiena. Quella cosa che per un attimo non riesci a parlare e senti il palato gonfiarsi. Non mi succedeva da un po’. Poi fate voi. Solo una cosa: non ascoltate la musica fisica con le cassette del computer. È come guardare Guernica sull’iPhone.


respect fratello!

E si dice ancora “comprare dei dischi“, no? (A meno che intendessi proprio i vinili…)

cazzo se hai ragione.
mi sto attrezzando.
nessuno vende un amplificatore?

quanto mi piacciono i Chemical Brothers

Sono sempre dischi, Potts. Compatti, in vinile, di Mirone: è una questione di forma.

a parte i chemical brothers,condivido pienamente il comprare dischi in negozio e ascoltare musica come Darwin comanda (il mio paragone è ‘guardare la cappella sistina in una fotocopia bianco e nero)

Eheh!

Sì, così.

Dopo gli ultimi 3 dischi scialbi li davo per bolliti, invece questo è sorprendentemente bello.

mi piaci

concordo sui chemical: non è innovativo ma hanno innovato per parecchi anni.
insomma, non è che si può innovare sempre.
già è difficile farlo una volta sola.

“Gatto di merda”? Ahi ahi ahi! Da te non me lo aspettavo…

concordo sulle casse del computer, e aggiungerei iPod et similia…
qualche mese fa, dopo anni di astinenza, per continui traslochi, ho comprato “lo stereo” (perchè ancora io lo chiamo cosí).

e ho goduto…

Mi son fatto prestare,il disco da un amico.Prima di restituirlo,penso propio di romperlo.Fa cacare,e l’unico sentimento che suscita.

non l’ho ancora ascoltato, va da se né comprato. concordo sul fatto di quanto bello sia ascoltare dischi dallo ‘stereo’, tant’è che continuo a comprare gli usati…per non avere ri-masterizzati tra le palle. fantastico è ascoltre l’elettronica, e derivati, da vinile…lei nata così perfetta che si fa strada sonora tra qualche pelucco caduto…per esempio i Pink Floyd in vinile…giusto un’annotazione in merito alla Cappella Sistina: in bianco e nero si apprezza la composizione che è poi lo scheletro su cui regge la genialata, cosa che viceversa rimane disattesa nei quadri di Rothko. Esistono le ‘cuffie’ non solo le cassette del computer.

Non compro più dischi da anni, lustri ormai. Sono un impiegato e tengo famiglia, mutuo, bollette, eccetera.
Solo gli snob ricchi ed i ragazzini con la paghetta possono ancora comprarsi i dischi. Gli altri scaricano.

Croco, non sai di cosa parli. Non conosci il significato della parola “snob”. Ti sfugge anche il concetto di “ricco”. E probabilmente non conosci il prezzo di un CD nel 2010. Grazie per il tuo contributo, comunque.

Caro Matteo, trovo scortese e boriosa la tua risposta a “Croco”, non necessariamente è ignoranza, ha semplicemente espresso un parere, la parola snob ricchi è evidentemente usata come iperbole e per il resto ha pienamente ragione.
Inoltre si trova della musica sulla rete (e tu lo sai meglio di me) con un bitrate elevato, di conseguenza perchè comprare un disco che come tu sostieni è di altissima qualità e un incredibile impianto stereo quando le frequenze che può percepire l’orecchio umano sono 1/10 di quelle offerte da impianti stratosferici?
Ci tengo ancora a sottolineare che con “l’aria che tira” in italia non tutti possono permettersi di spendere anche solo i 10€ per un disco, visto che potrebbero essere in cassa integrazione e/o con un mutuo, dei figli e/o un partner disoccupato.
Con 1000 € al mese 1 o 2 figli, un mutuo, le bollette, una casa e i suoi costi, una macchina e tutto quello che comporta una vita che definirei “normale” credo che anche tu dall’alto della tua “onniscienza” ci penseresti prima di spendere anche solo 10 € per un disco (soprattutto quado puoi averlo gratis).
Un saluto da uno di quei ragazzini viziati, impertinenti come lo stereotipo del “giovane d’oggi”.

Nei cestoni di Feltrinelli si trovano ogni tanto cd interessanti (basta aver pazienza di riordinarli uno ad uno per non farsi sfuggire niente). Gli scaffali delle offerte tra le tante schifezze contengono qualche “imperdibile” imho. Quando i cd hanno un prezzo equo non ho problemi a comprarne anche dieci. Quando non hanno un prezzo equo scarico come un dannato, aspettando che esca a prezzo scontato (ogni disco, tranne Mellon Collie degli Smashing, lo si trova almeno una volta nella vita in promozione).
Scusate per il semi off-topic.

Ho banalizzato per dire che ognuno ha le sue motivazioni e non mi sembra corretto trattarlo in quel modo, oltretutto la musica che si trova in rete è anche di ottima qualità.

Parole in automatico.

bordo, non sai di cosa parli. Non conosci il significato della parola “impiegato”. Ti sfugge anche il concetto di “famiglia”. E probabilmente non conosci il prezzo di un testo scolastico nel 2010. Grazie per il tuo contributo, comunque.

matteo,se mi sgridi sei una merda!!!:D

Harder better faster stonger

Io ho trovato anche Mellon Collie degli Smashing Pumpkins in offerta (10 euro)!

Peraltro: sulla questione del prezzo dei CD, Matteo Bordone ha semplicemente ragione. Oggi i CD costano in proporzione *molto meno* di quanto costassero nella prima metà degli anni novanta, quando un sacco di gente li comprava (20 euro oggi contro 35 mila lire allora). Quindi, delle due l’una: o vent’anni fa la gente era molto più ricca (e snob?), oppure il calo delle vendite dei CD non è imputabile al prezzo elevato. Per la maggior parte delle persone (non solo chi ha davvero pochi soldi) la possibilità di scaricare gratuitamente batte qualunque prezzo.

Poi c’è stato anche un cambio di mentalità: l’acquisto del disco non è più percepito come qualcosa di “magico”. Quasi tutti spendono 15 euro senza remore per andare due volte al cinema (o una volta in pizzeria) ma trovano “snob” spenderli per un CD.

io ho 1 stipendio di 1000 euro al mese, non ho prole ma tra affitto benziona ect a fine mese ri resta con max 100, 200 euro. Però se uno ha la passione il disco (in vinile) lo compra e non è questione di essere o meno snob, ma di avere la passione e la voglia di “vederlo, toccarlo, sentirlo”. Che se permettete è diverso. Eppoi cercando sui siti americani si trovano ottime offerte di vinili sui 10/12 euro e prendendone 2 o 3 ammortizzi la spedizione. Insomma 1 pizza in meno 1 vinile in + no?

Escape Velocity è effettivamente un bel pezzo, e direi anche ascoltato con qualcosa di meno di un buon stereo (diciamo un paio di “cuffie da skype”), e anche in versioni di qualità infima (youtube) un brivido tra 1:15 e 2:00 lo mette comunque.

Sui prezzi dei CD hai ragione, però potremo discutere sui prezzi degli impianti stereo, che poi penso sia il motivo per cui chi non è appassionato alla fine spende i soldi in qualcosa di diverso (tipo un iPod o un iPhone) e quindi per lui (e per me) la funzione dei CD è essere trasformati in .mp3 e ascoltati via computer, o via iPod.

In ogni caso: è un campione di Baba o’riley quello che sento?

Si discute del prezzo dei CD da quando esistono i CD. Questo mi porta alle seguenti conclusioni:
1. I CD in Italia sono cari;
2. In Italia le cose non cambiano mai (almeno da quando esistono i CD);
3. Ci terremo un Berlusconi per sempre (almeno fin quando esisteranno i CD).
Comunque, per quanto riguarda la magia dei negozi di dischi, ne consiglio uno nell’East Village che sta alla musica come il negozio dove Bastian trova il libro della Storia Infinita sta al fantasy. Chiedi a Mose’ se non e’ vero…
Questo commento puo’ intendersi come un revival della Categoria-d’altri-tempi “SMOKE”.

io ho un altro problema invece cioè lo spazio. stessa cosa coi libri. in questa casa microtica milanese siamo in due e se sommi i romanzi in lettura, le guide per i viaggi,qualche rivista, i giochi della wii, considerato che i dvd abbiamo smesso da anni di comprarli, per i cd rimane un posto veramente rosicato. finisce che devi svuotare il frigo!

certo il piacere dell’acquisto “tossicomane” di cd è grandioso, soprattutto quando torni a casa, con la tua pila di scatole, fai una montagna di cellophane con la quale riempi l’inero cestino, ti siedi sul divano e schiacci play sul cd per cui hai maggiore smania e divori tutti i libretti.

ahhhhhhh…. (sospirava)

Si parlava di buona musica, mi pare.
E poi d’un tratto, vi è partito il “piagnisteo” all’italiana. Che pena.

casualmente l’ho preso ieri e lo sto ascoltando or ora per la terza volta consecutiva: brividi

Vale anche se i cd li prendi su un sito Web all’estero e te ne mandano 1 per 1 per 5 giorni di fila? :)

Mannaggia a Play.com quando fa così. Mi fa sentire in colpa per più giorni di fila (perché i dischi li ho già ascoltati più volte e molte volte non servirebbe neppure acquistarli).

Matteo Bord è un genio e quindi mi inchino e chiedo rispettosamente perdono per aver detto qualcosa di sconveniente.
(Questa sì che è satira, altro che Luttaz)

Senza offesa Matteo, ma a meno di avere un techics con testina da 200 carte e passa, ti conviene comprare il 320kbps da Apple. Se vogliamo rimanere nella legalità, ovviamente (però mi chiedo se ai due compari chimici gli freghi realmente da dove recuperi i brani se poi gli paghi comunque i dovutissi 15-20 euro per quest’album).

…Hai ragione: c’è poca poesia, e non ti possono certo autografare l’account iTunes.
Ma se parliamo effettivamente di Musica, il master di Escape Velocity su CD fa abbastanza schifo.sfortunatamente gli asettici e ben poco poetici misuratori di rumore c’hanno ragione loro.
E’ buono se devi (ironicamente) “pompare” su un paio di casse da piccì, ma con un paio di sennheiser decenti l’emaciato “l’emmepitrè” del mio iPod non è esattamente malvagio.

Non è quello il punto, ma sono stufo di ripeterlo, sinceramente.

Il pezzo col cavallo che nitrisce fa veramente cagare, in compenso.