lunedì 28 giugno 2010
Tokyo, 22.6.14
Ed eccoci entrati nella stagione delle piogge, che si scrive, non so perché, con i caratteri (i kanji) di pruno e pioggia. E’ abbastanza deprimente passare un mese intero con la pioggia quotidiana. Quando fai il bucato non si asciuga, anzi non si asciuga niente e c’è un’umidità ristagnante fastidiosa, il basilico sul terrazzo rischia di marcire.
Visto che forse molti pensano che io sia un nippofan sciroccato, stavolta ho deciso di elencare, nude e crude, le cose che non sopporto del Giappone, paese in cui vivo felicemente.
- La distruzione sistematica della natura messa in pratica nei decenni dopo l’ultima guerra. In qualsiasi ambiente naturale ci sono costruzioni, casermoni, strade, viadotti, linee elettriche, colate di cemento, catrame, sporcizia. Un postulato di questa scarsa attitudine all’ecologismo è l’uso esagerato di imballaggi, confezioni, prodotti usa-e-getta che si trasformano immediatamente in montagne di rifiuti.
- Il rapporto poco chiaro che molti giapponesi hanno con il ruolo del loro paese nell’ultima guerra. Spesso tutte le nefandezze sono liquidate con la scusa che erano altri tempi, che tutti obbedivano agli ordini e che adesso i cinesi ci marciano troppo.
- Il timore e la tolleranza dell’uomo medio e anche delle forze dell’ordine verso i gruppi di estrema destra (uyoku) le cui attività consistono nello strombazzare inni nazionalisti a volumi esagerati e intralciare le attività cittadine per propagandare cazzate razziste sui paesi ce non sono il Giappone, l’imperatore e le isole che non sarebbero russe ma giapponesi.
- L’indulgenza esagerata verso gli stranieri di razza bianca. Un anglofono può tranquillamente vivere per lustri in Giappone senza saper spiccicare altro che arigàto, pretendendo che tutti capiscano il suo inglese, sfottendo la pronuncia locale, il tutto senza incorrere nel minimo biasimo. Mi chiedo se questo accada in altri posti del mondo.
- Le case sono spesso una specie di deposito merci in disordine. Non si tratta solo di dimensioni, le case dei giapponesi sono, di solito, molto poco accoglienti. Con gli amici ci si vede fuori, nei ristoranti o bevitorie, e non so se lo stato in cui versano gli appartamenti ne sia una causa o una conseguenza.
- Su questo la gente non ha colpe, ma il clima è veramente duro. L’umidità imperversa per tutto l’anno e dà tregua solo in qualche giorno di primavera e autunno. Il colore del cielo è spesso grigio, il sole capita di non vederlo per giorni e giorni, e di norma non ci sono ombre ma solo una marmellata di colori smorti.
Poi ci sarebbero altre piccole cose cha adesso non mi vengono in mente, ma mi sa che ci siamo capiti. O non ci siamo capiti?

Ti prego … non smontarmi un mito …
scritto da Daniela lunedì.28.06.10 17:11
Ma il cielo grigio vale per Tokyo o per tutto il Giappone?
scritto da Marco lunedì.28.06.10 17:43
io voglio visitare i templi di Kyoto
scritto da simona lunedì.28.06.10 23:03
tutto verissimo! Orami ci ho passato un po’ di tempo in giappone coi giapponesi e pure all’estero cio giapponesi. Quella del razzismo è una cosa che notavo a tutti i livelli della società anche da gente istruita, c’è sempre un senso di supremazia verso tutti gli asiatici mentre a noi caucasici ci fanno fare quel cazzo che ci pare…
scritto da Tommi lunedì.28.06.10 23:34
Urka// yankele è arrabbiato,kemuro è arrabbiato,matteo (vabbè,in effetti quasi sempre)// questo giappone descritto così non so se mi piace tanto,, o forse mi piace di più, che se non ci sono le ombre ed è tutta una melma umida e grigia, dovrebbe bastare poco per essere scintillanti,,
scritto da Gnu martedì.29.06.10 00:00
ci sono tornato da un mese dopo un discreto giro di 15 giorni.
concordo pienamente sul 1o punto (sugli altri non posso pronunciarmi). l’atteggiamento verso la natura ha colpito molto anche me.
provavo ad immeginare quante bacchette consuma un giapponese medio in un anno. e quanti rifiuti produce. sicuramente ero in difetto.
da buon ecologista dopo 2 gg ho comprato le bacchette e le lavavo dopo i pasti.
ma non mi pare di aver visto molti locali con le bacchette proprie.
@simona kyoto é molto bella, 4-5 templi sono sufficienti
scritto da dan.galvano martedì.29.06.10 07:59
Dan vorrei visitare il Daitoku ji….quanto mi è piaciuto Lost in translation!
scritto da simona martedì.29.06.10 09:24
un saluto a kemuro e un occhiolino alle bevitorie giapponesi che sono poi qualunque posto serva dell’alcool. e lost in translation è bello solo perchè bill murray gli dà spessore, altrimenti sarebbe piatto come un magnetino trovato nello yoghurt.
scritto da mjk martedì.29.06.10 10:06
per il turista timido i primi giorni sembra quasi impossibile trovare un pub (a parte la catena HUB, per altro decisamente cara)… poi si capisce che basta alzare il naso al cielo, prendere ascensori e chiedere BIRU
Sono stata in Giappone lo scorso ottobre. Il clima era mite, non ho notato particolare smog, ho rischiato più volte la vita per via delle biciclette, non è caro come dicono (salvo andarsela a cercare), la gentilezza era imbarazzante (io sono della città della torta di riso), Osaka è alienante, Nara un sogno, Kyoto adorabile, Tokyo una perdizione. Certo, un conto è trascorrere 20 giorni in preda alla curiosità… un conto è viverci.
scritto da unablogger martedì.29.06.10 18:11
Ma è Tokio o Milano?
scritto da Hip. martedì.29.06.10 18:16
Ma voi vi siete mai accorti che kyoto è l’anagramma di tokyo? magari e una cosa che si sa, ma se si sa perché nessuno me l’ha mai detto?
scritto da Gnu martedì.29.06.10 22:44
Proprio ieri leggevo questo blog
http://giappopazzie.blogspot.com/ …poi mi spunti fuori tu con questo post di casini in Japan…mi sa che è ora di rivalutare la mia opinione sui ragazzi del sol levante…
scritto da Carlo Desiderio mercoledì.30.06.10 09:30
per il turista timido i primi giorni sembra quasi impossibile trovare un pub (a parte la catena HUB, per altro decisamente cara)… poi si capisce che basta alzare il naso al cielo, prendere ascensori e chiedere BIRU Sono stata in Giappone lo scorso ottobre. Il clima era mite, non ho notato particolare smog, ho rischiato più volte la vita per via delle biciclette, non è caro come dicono (salvo andarsela a cercare), la gentilezza era imbarazzante (io sono della città della torta di riso), Osaka è alienante, Nara un sogno, Kyoto adorabile, Tokyo una perdizione. Certo, un conto è trascorrere 20 giorni in preda alla curiosità… un conto è viverci.
+1
scritto da Northrop Lavictoire venerdì.02.07.10 00:00
Tengo a ribadire che non tutto il Giappone è Tokyo/Kyoto.
La questione anagrammatica varrebbe se fosse in uso una scrittura alfabetica, invece si usano i kanji e il “kyo” di capitale ricorre in tutti e due i toponomastici. Il “to” è diverso. (anche alle medie pensavo di scamparla, che tanto è lo stesso, mettendo una foto di tokyo sulla ricerca sul protocollo di kyoto, ma sono stata beccata…)
scritto da Acile sabato.03.07.10 16:29
Ok sul Giappone possiamo passare mille anni a indicarne i difetti e duemila a elencare i pregi.
Sono daccordo praticamente su tutto quello elencato tranne il fatto che non vedi il sole per giorni. Sara’ che l’ultimo periodo non e’ stato meraviglioso, eufemificamente parlando, ma ci sono stati mesi interi spettacolari, maggio ad esempio ma anche l’ultimo febbraio mi ricordo.
E sulle case non generalizziamo, anche se il modello “garage” e’ abbastanza diffuso.
Ai difetti abbiamo dimenticato di aggiungere
- l’eccessiva dedizione al lavoro che sconfina nell’unico motivo di esistenza per molti (e “dedizione” qui e’ ironico…)
- i suicidi al Fuji e un po’ dappertutto
- nonostante quello che si puo’ pensare a prima vista, la disattenzione generale verso gli altri
Comunque, nonostante tutto cio’ adoro il Giappone.
il To di Tokyo significa ovest (capitale dell’ovest) mentre quello di Kyoto significa metropoli o capitale.
scritto da Guido martedì.06.07.10 17:27
Due piccole correzioni al mio commento predecente
- To di Tokyo significa EST non ovest… (mai scrivere quando ti stai addormentando)
– eufemificamente -> eufemisticamente (che e’ brutto lo stesso ma almeno e’ italiano)
scritto da Guido mercoledì.07.07.10 03:03