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venerdì 16 luglio 2010

Se lo sa Travaglio


Il cugino di un mio amico a un certo punto è stato invitato a un pranzo di ricchi illuminati. Ci è andato. Era una situazione divertente, con gente di tutte le età, una causa di beneficenza per niente pelosa, una specie di mescolone di classi e provenienze che comprendeva umanità di tutti i tipi. Il cugino del mio amico dice che ci si è divertito anche parecchio, ha fatto un sacco di chiacchiere. Dice, il cugino del mio amico, che a un certo punto c’era tra gli invitati un tipo che faceva un mestiere importante, raccontato da una celebre canzone di Fabrizio De André, e questo signore aveva un’aria improbabile, per via di un riporto a piovra, tentacolare, che dal culmine del cranio scendeva avanti verso il basso, quasi a voler conquistare la fronte a marce forzate.

Ecco. Dice il cugino del mio amico che questa mattina ha visto quel signore sul giornale, sempre con quel bizzarro cefalopode schiacciato in cimaalla faccia. Dice che ha pensato «Fortuna che non era al mio tavolo».


marra?

Scusa se commento la foto e non il post, ma che capolavoro M il mostro di Dusseldorf…

ricchi illuminati è un ossimoro?

sì sì va bè facciamo nomi e cognomi per il volgo ignorante please

“Mi ha detto mio cuggino che da bambino una volta è morto…”

adoro i ricchi quando fanno beneficenza! e noi cattivi a parlar sempre male di loro.

Scusa se commento il font e non la foto o il post, ma che figata di caratteri sono i times new roman…

Una canzone di De André… Un chimico? Un nano? Un chimico nano? Un chimico nano col riporto? Deve essere stato orribile.

Quindi ha ragione Alfano sulla caccia alle streghe.
Causa di beneficenza per niente pelosa
con ricchi illuminati… mi sa che non ti devi fidare delle capacità cognitive di tuo cuggino.

Travaglio è stato criticato per aver detto che schifani èra consociato con gente poco raccomandabile, non un a merenda… la questione del tavolo è successa a dipietro.

Orbis, se ti dicessi che non hai capito una sega, mancherei di rispetto a tutto il negozio di ferramenta.

non so…anche l’arial non mi dispiace affatto

“se ti dicessi che non hai capito una sega,mancherei di rispetto a tutto il negozio di ferramenta”..
Matteo, ti amo (di amore fraterno, non montarti la testa, e senza volerne ad Orbis)

Non si capisce un cazzo, orco dighel.
Baci

ma cosa mi combinate. è un georgia.

Non per fare il lombrosiano, ma il tipo in questione, al di là dell’imbarazzantissimo riporto, c’ha una faccia che non gli avrei dato da presiedere neanche l’ultima assemblea di condominio.
E poi, seriamente, ha ragione il padre di Carlo Federico Grosso: i giudici dovrebbero cenare da soli (cfr. La Stampa del 16.07).

Se Orbis non ha capito “una sega”, basterebbe spiegarsi, se c’è qualcosa da spiegare.