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giovedì 12 agosto 2010

Mettetelo un po’ dove volete, ché tanto fallisce


Peccato per il fatto che il sito era sempre pieno di belle fighe, e uno ci poteva andare a vederle in bianco e nero nelle pose plastiche. Peccato anche perché poi uno poteva dire sai, l’ho preso lì, è un giubbino da corsa, tutto tennico, tutto speciale, leggerissimo, protegge dal vento che vado a correre in autunno e non mi viene il polverone alla pancia. Peccato, sì.

Ma un risvolto positivo ce l’ha, questo fatto che American Apparel stia fallendo: la gente che ha espresso la propria creatività con spostamenti buffi dell’accento non dovrà imparare a correggersi. Al massimo diranno «Com’è che si chiamavano quelli delle magliettine grigie da corsa, che poi facevano abbigliamento in genere e sono falliti? Ah, sì, American Àpparel. Che peccato!». Ma succederà sempre meno, e potremo derubricare la rieducazione forzata.

Per concludere, probabilmente la pèrformans di American Àpparel è stata deludente per colpa del manàgment.


…ed e’ uno dei negozi piu’ brutti in centro a Londra…(commento a capocchia, lo so, ma ogni volta che ci passo davanti mi ricorda i negozietti dei cinesi della mia citta’ natale…)

Entusiàsmante…

Succederà anche a Bènetton? E Càttelan?

E tu sei Barbàdio o Barbadìo? (O Bàrbadio?)

E con Còin come la mettiamo?

Questa notizia del fallimento gira da mesi… siamo finalmente giunti a una fine? Il negozio di Roma è un orribile pugno nell’occhio di chi si trova a camminare nel più bello e antico quartiere della città, che da quando è aperto ha portato orde di giovani sprovveduti che non vedono l’ora di andare a comprare una magliettina da American èpperel.

http://dictionary.reference.com/browse/apparel

Un mio amico vendeva American Apparel a Modena nel suo negozio già molti anni fa ma l’unica cosa bella erano le stampe che ci applicava sopra disegnate da writers e altri artisti…la roba in se’ è davvero molto triste..