giovedì 19 agosto 2010
Sempre e comunque pupazzetti [GAMESCOM 2010]
In questi giorni alla fiera dei videogiochi di Colonia ho visto veramente una barcata di titoli.
La gran parte dei giochi che vengono presentati riguarda l’eccitante trovata di spararasi in faccia con dei mitra. Che fino a un po’ di anni fa era una cosa molto divertente da fare, ma adesso è diventata una routine. O ci metti dell’altro, e giocare alla guerra ha qualcosa di artistico, oppure non si va da nessuna parte. Tutti, nel mostrare la mercanzia alla stampa, rompono i coglioni con le meravigliose novitá esaltanti presenti nel loro gioco, ma poi alla fine è gente che si spara in faccia. Poi ci sono anche altri giochi, ma ne parlerò in questi giorni. Tanto se uno vuole gli aggiornamenti puntuali non viene certo a cercarli su Freddy Nietzsche.
La cosa che mi sconvolge sempre è la capacità degli uomini di aggrapparsi a qualsiasi cliché, allo scopo di sfangarla, comunicare apparentemente rilassati con gente che parla un’altra lingua, vive di altre cose, non conosce Totò, non ha mai visto Little Britain, insomma, di che cazzo volete ridere, tu e l’aboriggeno?
Le battutine sui vari paesi, le cortesie goffe, tutte le modalità di comunicazione più imbarazzanti vengono sfoderate col sorriso di chi gioca il jolly. Ma il jolly è sempre lo stesso, sempre quello, lo si conosce a memoria. Grandi sorrisi, come è andato il viaggio, come va, eh sì è un bel viaggio, ah sei scandinavo, ah chissà che freddo, e la Spagna mamma mia non si respira proprio, il primo pomeriggio meglio dormirsela tutta per bene, tanto si mangia alle dieci, ah voi inglesi che litigate coi francesi, e Berlusconi?
Da una parte si tratta di un modo naturale per non stare molto zitti in ambienti in cui è previsto che si parli, insomma un modo per essere gentili, sentirsi a proprio agio — parla quello che attacca bottone anche con i platani — ma d’altra parte uno vorrebbe sorridere, guardare in faccia l’interlocutore e dire «Ciccio, va bene così: non abbiamo un cazzo da dirci e non siamo nemici. Io capisco i meccanismi inconsci, ma se fai altre due faccette, se fai un’altra volta delle virgolette in aria, insomma se vai avanti con questo teatrino di pupi siciliani dell’Europa unita io ti do una testata». Forse se ognuno facesse come gli viene sarebbe peggio, non so. Ci si guarderebbe in cagnesco. Invece così sei su un galeone Playmobil, e vivi in ogni fibra del tuo essere l’elasticità articolare dell’equipaggio. È una condizione di snervante incomunicabilità bendisposta: quella di tanti giornalisti che confluiscono in un posto solo.
Intanto oggi mi sono fissato su piccolo gioco di pupazzetti con un’estetica splendida. È di una piccola azienda svedese, e si chiama ilomilo. È un puzzle a piattaforme tutto carino. Carini i pupazzetti protagonisti, carina l’ambientazione, carini i cubi che sono un po’ tutti di stoffa, carino il meccanismo di gioco. È passato abbastanza inosservato, ma secondo me vi piace. Ilo e milo non fanno virgolette con le mani, non sorridono troppo, non comunicano ansia in nessun modo. E sono fatti così.
Almeno un grazie
scritto da Andrea Contino giovedì.19.08.10 17:08
Grazie Andrea. È scritto ovunque GamesCom, ma chissà come mai io avevo registrato in testa GamesCon, cioè fregatura. Facesse schifo la fiera, intitolerei così un post. Ma è bella, quindi il gioco di parole non si può usare.
scritto da Matteo Bordone giovedì.19.08.10 18:02
La pratica delle “virgolette in aria” effettivamente è molto diffusa. Sbaglio o lo è soprattutto nei paesi nordici?
Mi è capitato per esempio, 2 anni fa.
Arrivo all’aereporto di Dublino, ritiro il bagaglio, guadagno l’uscita, chiamo un Taxi.
Il tassista mi apre lo sportello, sistema la mia valigia nel bagagliaio e con quella tipica cortesia da 1 euro mi chiede da dove arrivo.(finto sorriso annesso)
Rispondo:<>.
Ecco allora partire le virgolette in aria e con quell’inglese tipico dell’Irlanda mi ribatte:<< ….alcune parole che non capisco…poi.. A… Sicilia…. Mafia!…."
Matteo, tu che avresti fatto al mio posto?
scritto da saro giovedì.19.08.10 18:19
Carini i pupazzetti… almeno non si sparano in faccia!
scritto da antonella giovedì.19.08.10 18:57
Chi ti impedisce di fare l’orso?
Il gioco è proprio bello.
scritto da Metzcal giovedì.19.08.10 20:14
portal 2
scritto da orbis giovedì.19.08.10 22:27
Figurati Matteo. Stavo scherzando. Come sempre onore alla tua “penna”. A presto.
scritto da Andrea Contino giovedì.19.08.10 23:48
Mentre tu essere fissato su piccolo gioco di pupazzetti, io essere divertita da tuo piccolo omissis grammaticale che io fare notare te solo perchè avere capito tu essere maniaco peggio di me sull’argomento. Ps: ah, ma allora non ero io quella che avresti dovuto sposare?
scritto da Vaniglia venerdì.20.08.10 08:08
Comunque l’insalata di patate faceva veramente cacare. Aveva ragione Pennacchini per una volta in vita sua
scritto da Eldacar venerdì.20.08.10 08:40
[...] via Freddy Nietzsche [...]
scritto da ilomilo - puccettosità al potere! | Single Player Co-op venerdì.20.08.10 12:52
Bel post, soprattutto la parte sul teatrino dell’Europa Unita.
scritto da GMR venerdì.20.08.10 19:37
Questo è bello sì, i pupazzetti li vorrei veri//
A me piace quando prendo l’ascensore e parlo del tempo,,,che lo so che è un automatismo sociale,che mi viene da prendermi in giro,,,,ma anche se cerco di trattenermi,poi mi piace quando accade,mi fa sentire umana,parte del tutto,viva e buffa
Così,voi giornalisti coi cliché, voi che parlate coi platani,voi che comunicate incomunicando benevolmente,ciao
see you later alligator
scritto da Gnu domenica.22.08.10 23:45
prendete il teatrino dell’europa unita, elevatelo all’ennesima potenza e vi farete una (pallida) idea di cosa sia lavorare per le istituzioni, di questa (virgolette in aria) meravigliosa (chiuse) unione europea. Frase del lunedi’ (ogni lunedi’ da tre anni che sto qua) “did you do anything nice over the weekend?”, frase del venerdi’ “any nice plans for the weekend?” il resto dei giorni riempitelo di luoghi comuni e banalita’ come quelle riportate da Matteo (ma peggio, peggio, peggio) e il quadro e’ completo. Dio salvi i puccettini.
scritto da LaTru martedì.24.08.10 09:29
Dimenticavo: “condizione di snervante incomunicabilità bendisposta”, con l’accento su “snervante” e il correttore pronto sul “bendisposta”, la usero’ con amici e parenti per spiegare la vita londinese…un penny per ogni “e Berlusconi?” e compro casa a Richmond, coi cervi del re (quelli che Geordie ha risparmiato)
scritto da LaTru martedì.24.08.10 09:33