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lunedì 23 agosto 2010

Coraggio, fatti abbracciare


Il cinema italiano, mi chiedi. Bè, è una merda, ma questo è sotto gli occhi di tutti. Un film basta guardare come inizia per capire che non funziona. In Italia [estrae un foglio dalla tasca, ndr], dati alla mano, l’82% dei film degli ultimi cinque anni comincia con un cellullare che squilla o una sveglia che suona, poi si accendono le luci e a letto c’è una coppia, e tu sai già che quella coppia è in crisi, lo vedi dalle facce, dall’arredamento della casa. Il 25% di questi film prevede l’invio di almeno 8 SMS, il 55% sta tra i 3 e i 7 SMS, il 20% restante sta sotto i 3. Un’altra statistica interessante è il minutaggio delle copulazioni: il 64% dei film presenta almeno una sequenza di due minuti di sesso continuativo, si vedono tette e fiche ma non si vedono cazzi. Non l’ho mai capita sta cosa dei cazzi che non si vedono. Perché? Sai quanti cazzi in camera conta il cinema italiano? [estrae un piccolo quadernino dalla tasa della giacca, ndr] Quattro. Quattro cazzi in ottant’anni di storia del cinema. Una vergogna. Ma la statistica più interessante è questa: la presenza di Battiston, che poi sarei io, nel cinema italiano degli ultimi anni. Contando le parti da protagonista, da coprotagonista e da personaggio secondario il 67% del cinema che sforna questo paese di merda conta me nel cast. Ses-san-ta-set-te-per-cen-to! E sai perché? Perché sono bravo? No. Perché sono grasso. Perché sono ciccione e faccio ridere. E siccome il cinema italiano è una palla mostruosa c’è bisogno di uno come me, che faccia dire al più acerrimo dei critici frasi come “il film era scandaloso, ma Battiston infila un paio di battute formidabili. Resistergli è impossibile.” Così mi vogliono coglione, nerd, impacciato, isterico. Io invece nella vita sono un cagacazzi insopportabile, sono serio, impettito, sicuro di me. Non va bene, non va bene per niente… Poi chi me lo paga lo psicoterapeuta, Mazzacurati? Soldini? Io voglio tornare a vivere a Udine, dalla mamma. Voglio continuare a litigare coi Furlan, i miei vicini, per colpa di Dredd, il cocker che mi piscia sui nani da giardino e che io puntualmente impallino con una pistola caricata a sale. Voglio essere libero di fare lo stronzo quanto mi pare e piace. Ma quelli che ho citato solo dati, in fondo, capirai cosa ce ne frega [brucia le carte e per spegnerle ci urina sopra, ndr]. La verità è che il cinema italiano è bloccato, fermo, provinciale. E poi mi continuano a scambiare per Adinolfi.

Giuseppe Battiston a Repubblica,

in una dimensione parallela che ci piacerebbe tantissimissimo

UPDATE/PS – Esplicito il concetto, perché pare non sia stato abbastanza chiaro. Maciste è un blog di cose finte ma più o meno verosimili, il cui sottotitolo è «tutto questo non esiste». Intendevo quello per «dimensione parallela che ci piacerebbe tantissimo». Questa intervista è un giuoco ben riuscito. Giuseppe Battiston non l’ha mai rilasciata; Repubblica non l’ha mai pubblicata. Purtroppo.


MITO.

Grazie per averlo riportato, ahah mi fa pisciare sotto dal ridere!

Per farsi venire un attacco di convulsioni bisogna vedere l´ultimo film di Tornatore. Baaria, l´ho visto in un cinemino a Berlino.Ero molto fremdgeschämt, e anche un po´perplessen dal racconto.Un fantasma coi baffoni,il mandolino e l´alito che puzza d´aglio s´aggira per l´Europa.Lo spettro del signor Rossi.

oddio, ma dove? mi sono vista questa http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=51061&ref=search tutta speranzosa, ma non è lei.

Beh, le crtiche dall’interno son sempre un po’ più difficili da fare e quindi ancora più onere al merito!!! grandissimo

Ps l’unica cosa di cui non mi stupisco sono gli Sms, alla fine 7 sms in un film fotografano molto bene la nostra italia cellulare…

Concordo anche sulle virgole, ma avrei una domanda fuori tema: che fine ha fatto il post scritto in “europanto”?
Era davvero divertente…

Come non detto, scusate.
Una botta improvvisa di coglionaggine, non mi ricordavo che recava la foto di Kurz/Brando (“L’orrore”).

il dottor freiss colpisce ancora…

La chiusura di Condor ha fatto rincitrullire Bordone. E pensare che tra i due sembrava quello intelligente.

Passino i pipponi sui film di Sirk, ma il copincolla di copincolla è troppo.
Se non va in ferie al più presto temo l’ennesimo articolo su Allevi.

vette altissime

Un mito d’uomo.

La chiusura di Condor ha fatto rincitrullire Bordone. E pensare che tra i due sembrava quello intelligente.

Passino i pipponi sui film di Sirk, ma il copincolla di copincolla è troppo.
Se non va in ferie al più presto temo l’ennesimo articolo su Allevi.

questa intervista fa capire il potere detenuto da Battiston nel Cinema Italiano. Però fossi in lui non ci piscerei sopra

Ma questa intervista non è mica vera veramente?
(cioè: la pisciatina finale fa sorgere questo dubbio)

magari sono un pirla io, ma nessuno si è accorto che questa è un’intervista inventata? Bellissima l’idea, molto divertente, ma falsa. Battiston è un mito d’uomo, d’accordo, ma non per questa intervista. O no?

beh, c’è pure il link al blog no? il cui nome non lascia dubbi…

L’intervista sarà pure inventata, ma che il cinema italiano faccia cagare non mi pare contestabile e concordo con Bordone che una roba così la vorrebbe – vera – su Repubblica, ma mi sa che farò in tempo a diventare ultracentenario prima che succeda.

felice di sapere che qualcun altro condivide l’idea che sia insopportabile il cinema italiano. su tre che ne ho visti al cinema estivo della mia città quattro erano da vomito. giuro che il più squallido film americano è meglio de- la prima cosa bella- che mette d’accordo critica e pubblico .e l’ho già detto.
odio le voci le espressioni le inquadrature (sempre da tv e mai da cinema)
odio la noia opprimente che ti pervade e che ti fa chiedere perchè cavolo sei lì.
io odio il cinema italiano di oggi. salvo garrone come regista e alessio boni come attore e giovanna mezzogiorno.

scusa matteo se lascio un commento assolutamente inadeguato sul tuo blog.
mentre chiudevo leggo che gianna nannini si riproduce a 54 anni. non ho letto tutto. ma se ciò corrisponde al vero lo trovo pietoso.
fare figli è diventata la moda per chi ha possibilità economiche e non sa più dove sbattere la testa.
egoismo allo stato puro.
vomito.

sito coi fake a parte (divertente, eheh), a me piace molto il cinema italiano degli ultimi tempi,,, ho visto cose bellissime, e sono rimasta molto contenta—più di tutti mi sono piaciuti soldini, cosa voglio di più e io sono l’amore, guadagnino,, belli belli belli belli
ma anche la prima cosa bella, mine vagantim, happy family, belli,,,
bello bello la pivellina, ma era italiano? forse no, non mi ricordo

più brutto di tutti eleggo Giulia non esce la sera, ma proprio brutto brutto, quasi quanto quell’altro con sergio rubini, come si chiamava? quello era terribile, l’uomo nero, tutto un egorubini riferito, ,,, bruttino 10 inverni che prometteva bene, e brutto la nostra vita, ma insomma i belli sono di più e soprattutto lo sono molto!
com’è bello il cinema, sono contenta che esista

bah, meglio per lui che sia un fake, ci faceva proprio la figura del fesso

è un po’ che penso la stessa cosa su battiston.
è dappertutto.
tipo l’antonio catania dei bei tempi.
faceva 10 film all’anno.
anche se antonio catania è inarrivabile

Volevo sottolineare che il cuor di leone UNOCHEPASSA, quello che mi ha dato del rincoglionito, non ha capito una mazza.

però nel cinema italiano ci sono anche cose meno terribili, no? (poi possiamo anche dire “sì ma loro non sono italiani”, e non è vero ma in qualche misura è vero, il che dà il senso dell’oziosità della questione “cinema italiano”). Chessò penso evidentemente al Sorrentino dell’Uomo in più, al Garrone dell’Imbalsamatore, al Crialese di Respiro, al Puccioni di Riparo (per andare su un tipo di cinema più “commerciale”), oppure a Ciprì e Maresco, per citare un cinema che si contraddistingue per una propria visione (che al mondo hanno in pochi, per l’appunto i grandissimi). Ma ne sto dimenticando tanti. Ieri ho visto Prove per una tragedia siciliana, di Roman Paska, con John Turturro, altro film italiano (…) molto interessante. Insomma, o no?

Bordone, se tu fossi stato il mio compagno di scuola sarei stata sempre indecisa tra l’innamorarmi di te e l’odiarti. Ma ora, da vecchina, ti amo. Perché metti sempre i puntini sulle i e non ne lasci mai passare una. E poi ti prendi gioco di noi, senza ritegno, facendoci fare delle figure barbine. Ci costringi a tenerci informati e a controllare ogni cosa che scriviamo e leggiamo. Io allo sfogo avevo creduto, speravo davvero che qualcuno sparasse a zero su questa gnagna del cinema italiano ma niente, continuiamo a credere di essere ancora ai tempi di Rossellini, Visconti, Bertolucci. Facciamoci del male. Restiamo sempre in provincia.

noooo! leggo ora l’update-ps.
e pensare che non avendo capito che l’intervista è finta mi ero detta: ma sto battiston è quasi interessante e io che l’avevo così sottovalutato…

Citronella, non credere: da vicino generalmente sono solo quello che Holden Caulfield definisce «a pain in the ass».

O una pena nell’asino, direbbe la nostra Ale. (Che fine ha fatto Ale?!)

… definirsi un cagacazzi insopportabile!!!!… troppo bello per essere vero!!! :D

“Citronella, non credere: da vicino generalmente sono solo quello che Holden Caulfield definisce «a pain in the ass». ”

Quanto sei snob mio caro! Vuoi proprio farmi perdere la testa?
:-)

Snob. Parola usata per dire qualsiasi cosa. Bah.

Sì, hai ragione. Volevo scrivere un’altra parola ma era un volgare, troppo snob per me.

No, non si salva nessuno. Registi insopportabili, che sono passati al cinema senza conoscere un minimo di filmografia del passato. Registi che fanno anche gli scrittori, ma sì e no che sanno fare i registi. E viceversa. Attori che fanno sempre le stesse facce, urlano o sussurranno sempre allo stesso modo (cito, non a caso, i citati Alessio Boni e Giovanna Mezzogiorno). O Germano che, chissà perchè, anche quando è in smoking, mi sembra indossi la canotta e abbia la faccina da bambino sperduto. Ma il male maggiore del cinema italiano sono:
1. pubblico ipernazionalista che sbrodola anche per le Winx in pellicola.
2. giornalisti ipernazionalisti e amici dei registi e degli attori che recensiscono. Un nome su tutti: Paolo D’Agostino di Repubblica. Insopportabile.