martedì 24 agosto 2010
Abbattere il postino a tutti i costi. Ripeto: A TUTTI I COSTI.
Oggi Walter Veltroni ha scritto questa lettera all’Italia.
[pausa]
Leggetevela, se vi va.
[pausa]
L’avete letta? Bella, no? Voglio dire che mi sembra un bel gesto, il martedì del rientro dalle vancanze. Io sono stato a Milano, però insomma, per dire.
[pausa lunga]
Quando Veltroni compare sulla stampa nazionale, i miei quindici affezionati lettori si aspettano da me qualcosa, un commento, una sintesi, degli improperi. Se lo aspettano perché ormai è un piccolo classico di questo posto. E io ogni volta sparo le mie cartucce migliori, mi dilungo in esegesi che grondano sangue, mi esercito nell’arte dell’incazzatura creativa, della frustrazione lirica, del sarcasmo affilato. Anche questa volta, quindi, immagino che qualcuno sia venuto a cercare il mio intervento puntuale. Il solito, per parlare onestamente, piccolo esercizio di stile e retorica. Poca cosa, insomma. Mi sono chiesto se fosse ancora il caso; se non fosse più signorile rispondere con un elegantissimo silenzio, carico di superiorità e cose più serie da fare.
Me lo sono chiesto davvero.
Mi sono anche dato una risposta.
Volete sapere qual è?
La risposta suona più o meno così: «Silenzio un cazzo, porca di quella puttana troia schifosa».
Lo stile di Walter ormai ci è noiosamente familiare, come certe laringiti di stagione. Eppure ogni volta il celebre scrittore riesce a stupirci per la capacità di usare tutte le parole giuste per farci ribollire più forte il sangue, per l’acume capovolto di chi non ne dice una giusta. Qua e là, certo, ci sono dei concetti che possiamo anche condividere. Ma prima di arrivarci bisogna sfrondare, con il più grosso e affilato machete mai prodotto nelle profondità della selva amazzonica, una serie di cretinate così infestante che poi quello che resta è poco. È il vicino di bancone al bar che dice «Certo che dei politici normali potremmo averli anche noi, no?». E allora tu mormori «Eh», bevendo il latte macchiato, e la cosa finisce lì. Nessuno cala dei jolly, nessuno la mette giù dura: piccola condivisione elementare, minuscolo momento di fratellanza prêt-à-porter, sorriso, fine della questione.
Lui no.
Partiamo dalla lettera al direttore del quotidiano: una formula talmente fogliadifico che fa innervosire a priori. Vuoi scrivere una lettera a un direttore? Cerca un quotidiano col direttore, per prima cosa. E già non ci siamo. Dopo di che tu gli scrivi e lui la legge. Vuoi pubblicare un pezzo? E fattelo pubblicare. Non va bene. Cosa vuoi fare, piccolo? Vuoi scrivere agli italiani? Abbi il coraggio di partire con «Cari italiani». Non ce l’hai? È troppo anche per te? Ah, è per quello che per quindici righe descrivi una platea di disperati senza futuro: perché speri che siano talmente indeboliti dagli strascichi della campagna di Russia da non rovesciarti il latte macchiato in testa.
Se citassi e commentassi tutto, scriverei venti pagine, quindi mi limito a un florilegio.
In un articolo che descrive una situazione politica asfittica, un paese immobile, una totale assenza di slancio, Walter decide di connotare l’età contemporanea con le parole «questo tempo leggero e bulimico». Ma che strano: è il contrario di quello che ripete per tutto il pezzo. Si vede che gli suonava poetico. Si sente un po’ Calvino che spiega la leggerezza agli americani. Lo facesse davvero, gli arriverebbe in testa la lava di Starbucks. Non sarebbe una bella cosa. Meglio rompere il cazzo qui per lettera, a distanza di sicurezza.
«… quasi quattordici milioni di italiani fecero una croce sul simbolo che conteneva il mio nome come candidato alla presidenza del Consiglio. Se un milione e mezzo dei 38 milioni di votanti avesse scelto il centrosinistra riformista invece di Berlusconi ora saremmo noi a guidare il Paese.» Quella del nonno che piscia benzina e ha un distributore non te l’hanno mai raccontata, no? Ecco. Ah, poi volevo dire anche 2753. Vedo che i numeri a vanvera fanno faville.
«Ma non è successo, per tanti motivi. Come cercherò altrove di approfondire, credo più per ragioni profonde e storiche che per limiti di quella campagna elettorale che si concluse con il risultato elettorale più importante della storia del riformismo italiano.» Mai mi sarei aspettato che tu attribuissi la responsabilità a ragioni di ordine generale e macroscopico. Mi aspettavo che avessi scoperto che c’erano stati degli errori nella strategia politica del partito che dirigevi. Peccato, cazzo. Va be’, la prossima volta, dai. Resta il fatto che le Elezioni per il Raggiungimento di Grandi Risultati per il Riformismo non sono previste dalla Costituzione Italiana. Ci sono quelle per eleggere i rappresentanti dei due rami del parlamento. Noi pensavamo di partecipare a quelle. Certe cose si dicono.
«Sono stato tra i pochi che si sono fatti da parte davvero (caricandomi responsabilità certo non solo mie).» Caricarsi responsabilità certo non solo proprie fa parte del passare dalle elementari alle medie: tu sei più grande, Walter, e se tuo fratello si sbuccia ancora le ginocchia poi vedi. Sul dichiarare di essersi fatto da parte davvero, vorrei ricordarti di non fidarti mai dei Cretesi, perché raccontano solo bugie. Io lo so bene: sono di Creta.
«Non ho chiesto alcun incarico, non ho fatto polemiche, non ho alimentato veleni.» [Si infila una matita nella coscia, sperando di svegliarsi da un incubo in cui Chewbacca reclamizza creme depilatorie.]
«Ho semmai taciuto e ingoiato fiele, anche di fronte a varie vigliaccherie.» [Non funziona. L’incubo continua. In televisione mandano uno spot contro il fumo. Il testimonial è Pannella.]
«E, tutto, senza una parola di autocritica. Chi ha vinto le elezioni e ne provoca altre neanche a metà delle legislatura vorrà almeno dichiarare il proprio fallimento politico?» Cosa obbligatoria se duri mezza legislatura. Se duri niente, nada, niet, nixon, nisba, allora no. Se perdi puoi ripetere ogni due mesi quanto la tua sconfitta fosse carica di un sottotesto pulsante di vittoria. Sarà anche così, ma sono regole strane, a dirla tutta.
«Un Paese che smarrisce il suo senso di comunità, la sua anima solidale, la sua coscienza unitaria finisce con lo sfarinarsi violentemente.» E qui Walter mette il dito dritto nella piaga. Di cosa ha paura l’italiano, il cittadino europeo che più di tutti vive un senso di comunità, di condivisione solidale, di vocazione colletiva che viene prima dello stato, parte dalle piazze, dai pianerottoli, dai vicini di casa che sempre, invariabilmente, senza eccezione alcuna, se un affamato bussa alla porta questuando, sono pronti a privarsi col sorriso di un cazzo di comunitario e democraticissimo piatto di grano? Di cosa ha paura? Dello sfarinamento: quella cosa di cui sono fatti gli incubi degli innocenti. «Mamma, stanotte ho sognato l’uomo nero.» «Oh, povero piccolo, e cosa ti ha fatto?» «Mi ha portato via da te, mi ha legato in una stanza buia, mi ha picchiato a sangue e poi mi ha violentato. Ma quello è il meno. Il brutto è quando mi ha tutto sfarinato.»
«Questo è il rischio che corriamo, l’alternativa tra una monarchia livida e una pura difesa dell’esistente.» Che io ho studiato poca filosofia politica, ma ho idea che siamo davanti a una nuova dottrina affascinante: le forme di governo Pantone. Come sarà l’oligarchia indaco cangiante, per dire?
«L’alleanza di centrodestra sembra immersa nello scenario dei Dieci piccoli indiani di Agatha Christie.» Vai Walter, che questo ce l’hanno presente tutti i tuoi elettori. Almeno quelli coi capelli blu.
«Rimando per una analisi più compiuta al volume di John Kampfner Libertà in vendita o al bellissimo lavoro di Alessandro Colombo La disunità del mondo.» Ma scusa, puttana di quella Eva, io sono qui a casa mia che leggo il giornale. È agosto. Scopro che mi scrivi. Leggo per cortesia. Mi dai del pezzente morto di fame senza una lira, poi dici che è stata un’estate di merda, inanelli una serie ragguardevole di minchiate roboanti, e io devo leggere un volume e un lavoro?! Ma ti rimando io, ti rimando.
«Dunque l’unica strada che i veri democratici devono percorrere è quella di una repubblica forte e decidente.» Decidente. No, ma vai avanti, vai. Ti aiuto, così facciamo prima: la giugulare è alla base del collo.
«Un Paese che non ha una università tra le prime cento del mondo (dopo averle inventate)…» Pappappero pappappero ciccalaminera gnè gnè gnè.
«… che ha una metà, meravigliosa, di sé sotto il condizionamento di poteri criminali, che ha evasione altissima e altissima pressione fiscale, che ha una amministrazione barocca e il primato dei condoni, che scarta come un cavallo l’ostacolo ogni volta che deve sfidare sondaggi e corporazioni.» Cioè non sei in grado di dire che il Sud è in una condizione di merda, che quella cosa fa schifo, che la bellezza non basta. Sono anni che fai politica e non hai ancora capito che le parole della vedova dell’agente di Borsellino hanno il tono giusto per queste cose, che sono quelle, terribili, quelle giuste; non quelle di chi ripete sempre che Napoli è la città più bella del mondo, come se la Camorra fosse una tenda brutta in una casa splendida. No. Non ce la fai. È una merda, ma anche una meraviglia. E le tasse non le paga nessuno, ma sono anche alte. E l’amministrazione è barocca. E soprattutto il cavallo, quel cazzo di cavallo, che nella tua similitudine scarta per definizione l’ostacolo. Giusto. Infatti il salto a ostacoli lo fanno in groppa ai cocker.
«Non per mettere la pietra al collo al bipolarismo e riportare l’orologio ai giorni in cui pochi leader decidevano vita e morte dei governi, quasi sessanta in cinquanta anni, come l’andamento del debito pubblico testimonia in modo agghiacciante.» Debito pubblico che negli anni Sessanta, coi governi annuali e i morti in piazza, non esisteva. Debito pubblico che per circa 500MD€ è responsabilità dei governi Berlusconi. Ma certo, questo sarebbe un dato politico, quindi lasciamolo perdere. Identifichiamo un legame univoco tra lunghezza dei governi e solidità economica, parliamo un po’ di roba che gli italiani a cui scriviamo conoscono bene. Tipo Parri, per esempio. Parliamo di Parri, dai. Parri. Senti che bella parola. Parri. Bella rotonda, con la erre che accompagna per mano la bocca a chiudersi, dopo la A, fino alla discrezione minuscola della I. Parri. Parrri. Parrrrri. Senti come gira bene, come un aereoplanino che cabra, smitragliando i civili. Parrrrrrrrrrrrrrrrrrrri. L’hanno colpito con la contraerea! Sta per schiantarsi a terra. Paaaaaaaaaaaaaaaarri. BOOOOOM! [Sembra preso da un’euforia segreta.]
Anche perché quei partiti avevano storie grandi che affondavano nel Risorgimento o nelle lotte bracciantili e quei leader avevano fatto, insieme, la Resistenza o la Ricostruzione. [Cade a terra. Ripete «Le. Lotte. Bracciantili. Le. Lotte. Bracciantili. Le. Lotte. Bracciantili». Poi si ferma. Sembra morto. Si riprende dopo qualche minuto di immobilità totale. Sembra sereno, determinato.]
«… riformare la legge elettorale dando forma, per esempio attraverso i collegi uninominali e le primarie per legge, a un moderno e maturo bipolarismo» Ah, le primarie per legge, questa è nuova. Lo stato decide i regolamenti interni dei partiti politici. Proprio come in America, Wally. Proprio quello che ci vuole. Vai così.
«Chiunque alzi gli occhi nella Cappella Palatina di Palermo o nella galleria di Diana di Venaria Reale non può non sentire tutto intero l’orgoglio di essere figlio di questo Paese e della sua straordinaria e travagliata storia.» Eh sì. Certo. È lì che si vede. Brao ciccio. Bel finalone. Perché l’Italia è messa come è messa? Eh, sono quelli lì che sono cattivi, fanno le truffe male. Perché la gente invece è buona. Quelli lì li convincono che il male paghi, come Palpatine, e loro si affidano al lato oscuro della Forza. Cacchiarola, sono problemi. E perché è il caso di essere orgogliosi del paese? Due cose: la Cappella Palatina di Palermo e la galleria Diana di Venaria. Certo. Bello che il paese dia il massimo in Sindrome conclamata di Stendhal. Ma ancora più bello è vedere che, anche quando si cala una carta così mollemente retorica, non si sia in grado di citare qualcosa che la gente conosce, tipo, che ne so, quella sciocchezza di Leonardo Da Vinci. No, che c’è pieno di stranieri in Toscana. Nel paese più imballato di musei, chiese, opere d’arte, facciamo un po’ anche le veci del FAI e del Touring. Vuoi non approfittare per far conoscere agli italiani dei luoghi che, benché in questa estate di merda siano senza una lira, afflitti, morti e marci, dovrebbero visitare anzichenò?
«Lo stesso orgoglio che si prova pensando agli italiani che lavorano per la nazione, imprenditori od operai, insegnanti o poliziotti. Per questo il nostro Paese merita di più. Merita di più dei dossier e dei veleni. Di più della politica ridotta a interesse di un leader. Di più delle alleanze con il diavolo. Il nostro Paese deve smettere di vivere dominato solo da passioni tristi. È difficile. È possibile.» Sì sì, con le lotte bracciantili, i volumi e i lavori, le primarie per legge, le sconfitte straordinarie, i ditini alzati, Parri, gli sfarinamenti e le cappelle palermitane è proprio molto difficile. È difficile perché non solo bisogna levarsi di torno i pirati, ma tocca anche sprecare il latte freddo macchiato della mattina, che senza non riesco proprio a fare niente, per non lasciare che certe stupidaggini dilaghino. Fatto questo, ne convengo, è insieme difficile e possibile. Come un po’ tutto nella vita, no?
ma, TI dirò, matteobibbianchi, MAGGIORE colpa ce l’ha il CORRIERE che gliele PUBBLICA.
Se io SCRIVEREI le mie TEORIE di rivoluzzione e PELO, di sicuro NON mi pubblicherebbero.
Si pubblica ciò che è INNOQUO.
A me MI temono!
scritto da eNZO martedì.24.08.10 19:03
Non sono completamente d’accordo nel merito, ma che cazzo, stilisticamente il post è da standing ovation.
scritto da biagio martedì.24.08.10 19:38
Meno male che doveva giusto sottolinare qualche spigolatura! Il Bordone di questo passo mi si ammala… bisogna farsene una ragione … il Walter è la nemesi storica del Berluscaz e/o viceversa…
scritto da Daniela martedì.24.08.10 19:40
grazie.
scritto da luca trevisani martedì.24.08.10 19:47
“lui no” mi ha ucciso…
un “lol” quasi letterale se lo meritano…
scritto da clorenzo martedì.24.08.10 20:13
ma ora che è passato il mondiale a casa di Mandela l’idea di dedicarsi all’Africa è affondata?
Cioè, prego affinché agli africani non capiti anche questa ennesima disgrazia però mi piacerebbe sapere se era una puttanata per fare il figo o se il viaggio è saltato perché a Nairobi la mattina non danno Happy Days
scritto da Dario martedì.24.08.10 20:22
condivido in pieno. walter elargisce grandi dosi di fuffa. se la può anche tenere, fa già caldo lo stesso
scritto da efren bressan martedì.24.08.10 20:37
Io ho scritto un po’ meno, ma per riuscirci mi sono limitato a commentare una sola frase, anzi un avverbio
http://www.thefrontpage.it/2010/08/24/veltroni-e-il-partito-che-non-ce/
scritto da champ martedì.24.08.10 20:41
molto bene
scritto da valerio bi martedì.24.08.10 21:11
Bordone, guarda che Veltroni non merita questo tue splendido esercizio di stile. Perle ai porci.
scritto da citronella martedì.24.08.10 21:32
…
…
scritto da mavvia martedì.24.08.10 21:36
tutto giusto,tutto scritto bene,ecc ecc. Però ormai fin troppo facile con Walter. Però a commento di un precedente post simile ti avevo chiesto di spiegarmi il tuo amore e ammirazione per D’Alema. Per veder se qualcuno riesce a convincermi che abbia mai fatto qualcosa di utile.Anzi che abbia fatto qualcosa.A parte le guerre interne al partito,ovvio.E qualcuno che mi convinca che sia davvero affascinante quel suo stile da”son davvero superiore a tutti voi e così intelligente,ma così intelligente che non faccio mai un cazzo per la sinistra e lascio andare il paese a ramengo,tanto non mi meritate”.
Mi avevi risposto di aspettare che ci sarebbe stato tempo e luogo…beh,son paziente io…
scritto da sartana martedì.24.08.10 22:36
Ma non l´hai ancora capito che Veltroni si fa intervistare,scrive lettere, va alle trasmissioni per te bordo´! Quello e`nnamorato e ti legge segretamente.
scritto da isaboh martedì.24.08.10 22:42
no, non sono d’accordo.
quello da abbattere non è il postino…
scritto da ghiaccio-nove martedì.24.08.10 23:13
Anche a me è venuto un coccolone quando ho sentito che era ricomparso! Purtroppo faccio parte dei 14 milioni (???) che turandosi il naso hanno fatto la croce…ma se veramente si voterà a breve una certezza in più sulla batosta che prenderemo adesso ce l’abbiamo!!!!
scritto da Caterina martedì.24.08.10 23:23
Occhei, stavolta mi smutando. Inizio SEMPRE i tuoi post su Veltrudy dicendo “machepalle ancora un pippone su Wally” e finisco SEMPRE pensando che è la cosa più bella che hai scritto e potresti chiudere Freddynietzsche qui e andartene in impennata sul Motron alzandoci il ditomedio di spalle (ecco, non si può scrivere ma qui ci starebbe un bel porcone in furlano). Stima.
scritto da barbadio mercoledì.25.08.10 00:32
scritto da Matteo Bordone mercoledì.25.08.10 08:19
hai ragione uolter, ottimi esempi. viste venaria e la palatina, c’è da chiedersi come abbiamo potuto preferire la repubblica alla monarchia.
scritto da marina mercoledì.25.08.10 08:53
Ma quanto ti ci divertirai?
E io con te.
scritto da Ganascia mercoledì.25.08.10 09:13
e c’è gente che l’ha pure votato :look:…
e c’è gente che ci scopa…
e c’è gente che c’ha fatto discussioni prendendolo sul serio…….
scritto da Drewccio mercoledì.25.08.10 09:50
grande!
scritto da stefano mercoledì.25.08.10 10:40
Quando uno usa espressioni come «questo tempo leggero e bulimico» e parole come «decidente», qualsiasi commento satirico risulta inferiore all’originale.
Ora, per il giusto principio dell’alternanza, mi aspetto un pezzo definitivo su Giovanni “Mozart” Allevi.
scritto da raf mercoledì.25.08.10 11:07
…siamo più di 15 e aspettavo il tuo commento su Uolter…hai visto che sul Corriere online non è possibile accedere ai commenti (500e pussa) dei lettori?…censurati? …che palle Uolter,come ce le fai girare…servisse almeno per l’eolica! grazie Matteo
scritto da giovanna mercoledì.25.08.10 11:39
Raf, non pretendo che mi si legga più di quanto cazzo giri a ciascuno. Però almeno abbi la delicatezza di lasciarmi sbollire, prima di tirare fuori un altro pallino assoluto.
scritto da Matteo Bordone mercoledì.25.08.10 11:43
di florilegi così ne vorrei uno al giorno..
scritto da Garibaldi mercoledì.25.08.10 11:54
questo blog sta diventando qualcosa di informativamente troppo piacevole da leggere…rischio di iniziare a pensare che mi piacerebbe un giorno poterti votare…grande bordo!!!
scritto da alex mercoledì.25.08.10 12:29
A “decidente” mi è venuta in mente quella scena di Palombella Rossa, quella degli schiaffi in faccia
scritto da Ellis mercoledì.25.08.10 13:16
E’ per questo pezzi che paghiamo l’abbonamento!
scritto da franco mercoledì.25.08.10 14:08
[...] se non t’incazzi, qua c’è uno bravo che ti critica la forma della lettera, anche se devo dire che ce l’ha un [...]
scritto da Lettera a Walter (Ovvero: non anche te, ti prego) | Eggs of War mercoledì.25.08.10 14:10
Io, almeno una volta nella vita, vorrei fare una gita nel mondo in cui vivono quelli come Veltroni. Siamo a livelli di distacco dalla realtà come neanche in un film di Cronenberg.
scritto da Ferruccio mercoledì.25.08.10 14:26
Ma dite che li legge Weltroni stì post?
Kudos per Matteo.
scritto da michele mercoledì.25.08.10 14:50
M-E-R-A-viglioso.
scritto da Gabriele mercoledì.25.08.10 15:09
Caro Bordone, ogni volta che scrivi su e di walterino nostro sono costretto nell’ordine:
1) pregarti di punirlo nel peggiore dei modi: ignorarndolo
2) mio malgrado a godere del tuo efferato commento
3) ricordardi che Maramaldo (al quale inevitabilmente finisci con l’assomigliare) non era poi un tipino così fair.
Adesso sono in attesa spasmodica di un tuo commento sul pur lirico Ventolino, l’uomo che sa sussurrare ai cattolici. Che come tutti sanno sono più ombrosi dei cavalli.
Comunque, come quasi sempre, chapeau.
scritto da gierre mercoledì.25.08.10 15:16
per favore, alla prossima lettera di W. scrivi tutte le venti pagine
scritto da zundapp mercoledì.25.08.10 15:47
[...] ogni caso 12mila battute e nemmeno un “pacatamente”. update 25/8: Matteo Bordone ha un post fulminante di commento alla lettera di Veltroni. Ivan Scalfarotto si occupa degli aspetti politici [...]
scritto da Nemmeno un pacatamente - manteblog mercoledì.25.08.10 16:49
clap clap a Ellis e Ferruccio. cosi’, per condividere
scritto da LaTru mercoledì.25.08.10 17:31
Bordone,
la mia non era una critica nei confronti del tuo pezzo, anzi! è solo che ormai quello che scrive VW fa ridere da solo, è un assist a porta vuota!
Continuo ad aspettare il pezzo su Allevi, sono certo che non mi deluderai!
scritto da raf mercoledì.25.08.10 18:11
È difficile. È possibile
YES-WE-CAN! YES-WE-CAN! YES-WE-CAN!
P.S. alleanze con il diavolo?
scritto da luzmic mercoledì.25.08.10 18:38
… sintesi perfetta nella domanda di Aldo Busi “Ma voi ce lo vedete veltroni che monta una donna?”
Letto tutto fumando il toscano: amaro piacere
scritto da moreno mercoledì.25.08.10 19:00
Ma sí che era ancora il caso: i classiconi non tramontano mai! Bravo e grazie.
scritto da Lucia mercoledì.25.08.10 22:00
non sono Fra i 15 (frs qualc1 in+ c’e') lettori assidui del blog ed e’ il primo post su Uolter ke mi capita di leggere… Bello si… Ma perche sparare Sulla Croce rossa?
scritto da tomas mercoledì.25.08.10 23:22
[...] anche Sofri, a seguire -con le stesse tematiche, ma in tono più ironico e dissacrante- Travaglio. Non può mancare poi Bordone, per il suo “dialogo” a distanta con l’ex-sindaco di Roma. Conta [...]
scritto da epistolae « Cheto in un cantuccio attendo in quiete giovedì.26.08.10 08:02
Matteo, in tutta sincerità, avevo mollato la lettera di uòlter pubblicata nel Corriere e devo dire che il tuo bel post (bellissimo) mi ha spinto a leggerla tutta.
E sai che c’è? Che io condivido tutto di quello che scrive l’odiatissimo uòlter su quella lettera.
Credo che molti di voi lo detestino per motivi di pelle e personali e che quindi non vi soffermate sui significati.
Che io credo che, in fin dei conti, fece bene lui a non volere scendere in rissa durante la campagna elettorale, che fece benissimo a parlare di cose “alte” (facendo le virgolette in aria) perché se per vincere devo diventare come Belpietro o come la Santanché allora non me ne frega un cazzo di vincere.
Veltroni ha perso ed ha fatto bene a fare come Gargiulo: a levarsi di. Ma se la maggioranza degli italiani non hanno votato a sinistra e hanno preferito la lega e il Banana è perché gli italiani sono diventati in maggioranza gretti, ignoranti, razzisti ed egoisti.
E io non voglio vincere le elezioni a tutti i costi, con questi italiani di merda. Sono contento di essere minoranza in questa italietta ormai perduta e per fortuna marginale nel mondo.
Veltroni non parla male in quella lettera e non dice cose stupide, nemmeno scontate, in verità. Solo che chi parla così in questa terra di mezzo governata da Gollum non avrà mai il conforto dei voti dei più.
Ma io in questo paese di Gollum e di coboldi non voglio certo essere maggioranza. Mi va bene così, mi va bene continuare a fare le virgolette in aria e a parlare di concetti alti, di etica, di speranza e di giustizia sociale.
Dopodiché, bel post Matteo. Otzkaré samà destà.
scritto da gianluca giovedì.26.08.10 09:24
e l’uva è acida
scritto da Ellis giovedì.26.08.10 10:39
[...] freddy nietzsche sulla lettera di veltroni al corriere var a2a_config = a2a_config || {}; a2a_config.linkname="abbattete il postino a tutti i costi"; a2a_config.linkurl="http://www.libreriabrac.net/brac/2010/08/abbattete-il-postino-a-tutti-i-costi/"; (No Ratings Yet) Loading … [...]
scritto da abbattete il postino a tutti i costi | libreria brac giovedì.26.08.10 11:19
costui può anche pensare di raccontare e mimare sul palco tutte le cronache di narnia, ma alla prova dei fatti cosa è mai stato capace di fare? fin qui, a dar retta alle urne, di rappresentare una valida alternativa peggiore. pare affetto dalla sindrome del demiurgo che prima vuole dipingere con le virgolette nell’aria l’affresco di un nuovo mondo. forse alle frattocchie ha saltato la lezione che spiegava la differenza tra il nobel per la letteratura, sarebbe il primo per il genere fantasy, e una tornata elettorale. che le tigri gli strappassero un’unghia per ogni bislacca figura retorica, che tanto le unghie ricrescono.
scritto da Confucio giovedì.26.08.10 14:07
Sarà, ma almeno che provi a sincronizzarsi nei termini e negli esempi.
E magari due palle potrebbe mostrarle, almeno adesso che non ha da perdere niente, perchè a fare i bulli con gli sfigati non ci vuole niente.
Se bossi dovesse dargli del coglione domani, lui tra due anni risponderebbe con una cartolina su Gandhi
scritto da Mario Sabadelli giovedì.26.08.10 16:46
Per completare aggiungo il post in cui Pippo Civati massacra la lettera di Bersani a Repubblica. Il finale del post è da standing ovation
http://civati.splinder.com/post/23201685/la-grande-unione-di
scritto da Damiano Vezzosi giovedì.26.08.10 18:48
condivido in piccolissima parte.. è vero che lo stile e i contenuti di walter appaiono spesso un po’ troppo lievi e inadeguati, d’altra parte trovo indispensabile distinguere con maggior incisività: la scena politica è dominata da figure incommentabili, prendersela con walter mi sembra un paradosso.. la destra ha vinto finchè è stata compatta, la sinistra si è sgretolata fin da subito nelle beghe interne..
scritto da gattopous venerdì.27.08.10 00:44
Post strepitoso, mi ha fatto ridere di Veltroni, cosa che ormai non riesco più a fare.
Leggo fra i commenti che, ovviamente, compare l’antidalemiano di turno. D’Alema, condivisibile o meno, è l’unico ad avere una strategia politica per il Pd, gli altri parlano di nulla. D’Alema, da segretario, fece dell’allora Pds il primo partito italiano. Veltroni raccolse quest’eredità e alle elezioni successive portò il partito al peggior risultato di sempre (tanto che poi decise di parcheggiarsi a Roma). E’ stato un presidente del consiglio con le palle e un ottimo ministro degli esteri. Ma soprattutto, D’Alema non scrive lettere agli italiani sul corsera, non riempie di boiate e citazioni fuffa le sue dichiarazioni e i suoi interventi, non recita la parte della verginella. Ha i baffi e se ne vanta.
Attendo due parole su Vendola anche io, pacatamente.
scritto da Mr Montag sabato.28.08.10 21:41
@Mr Montag: Veltroni portò nel duemilaotto i voti al 33,3 per cento.
scritto da gianluca domenica.29.08.10 16:59
Gianluca, Veltroni portò nel 2008 i voti al 33% con la scusa della novità e del voto buttato se a sinistra si votava qualcosa che non fosse Pd. Nel giro di un mese tutti si erano ampiamente pentiti. E in ogni caso, il 33% del Pd di Veltroni non è paragonabile al 21% del Pds di D’Alema, lo è il 16% dei Ds di Veltroni invece. Questo se vogliamo parlare di numeri, se invece vogliamo parlare di politica, allora smettiamola di parlare di Veltroni.
scritto da Mr Montag domenica.29.08.10 18:20
piango e rido piango e rido piango e rido piango e rido piango e rido (e piango)
scritto da anninahagen lunedì.30.08.10 17:27
Obbligo di soggiorno di rieducazione e lavori forzati. Tutti i sinceri democratici si rallegrino per la giusta punizione di borghesi, borghesi piccoli, piccoli borghesi, lacchè aggregati e compagnia cantante. La rivoluzione non è un aperitivo in centro.
scritto da andrea martedì.31.08.10 02:18
E’ il tuo primo post che leggo, non mi ricordo nemmeno come sono arrivato qui, grandioso! Ti seguirò…
scritto da Filippo Filippini mercoledì.01.09.10 01:26