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martedì 24 agosto 2010

Quel mago di Oz! Vedere i film del turco con anni di ritardo. 1: HAMAM – IL BAGNO TURCO


Il bagno turco è un film a Istanbul. C’è Alessandro Gassman che è sposato, ma litigano: vive a Roma con una figa di legno, e le rompe i coglioni a martello. Fanno i restauratori ricchi, vivono su un colle dei sette, non so quale. Gassman riceve una lettera: una zia che stava in Turchia è morta, gli ha lasciato un immobile. Va a Istanbul per vendere. Scopre che si tratta di un bagno turco. Conosce la famiglia che lo gestisce, e viene quasi adottato. trova le lettere della zia alla sorella, cioè sua madre, e le lettere sono tutte — come dire? — poetiche. Benissimo.

Subito tutti si innamorano di lui, soprattutto i figli degli ex gestori dell’hamam, femmina e maschio. Sembra che lui ricambi lei, ma in realtà si capisce subito che è una finta da calcio di rigore all’oratorio: chiaro che sta guardando a sinistra ma tira a destra. E infatti Gassman si scopre socio del club del pepino, e si fa una storia col ragazzo. Intanto decide di non vendere alla signora cattiva che vuole fare il centro commerciale dove prima c’erano le casette di legno. Ristrutturerà e riaprirà il bagno turco. La moglie lo va a trovare per dirgli che non lo ama più, ma poi succede tutto un casino che non vi dico.

Il film è una ricchionata unica. Ci sono i maschi tra loro che si toccano tutti in un modo strano, e le femmine che appartengono a due categorie: o sono o giovani, belle, silenziose e un po’ malinconiche, oppure sono mamme col foulard, chiatte, tutte turche e tradizionali che strillano dal balcone. La tradizione sembra molto presente, molto antica, sacrosanta. Un po’ come dire sono anni che ce lo buttiamo, non si interrompe così un’emozione! Certe volte ci sono degli sguardi seduttivi, delle inquadrature che la mandano calda. E le inquadrature che la mandano calda in questo film sono una roba che tra maschi fanno pena, ma tra maschi e femmine sono le illustrazioni, realizzate con pupazzi di cera, degli atti di un convegno di psichiatria sulle paresi psicosomatiche.

Pasolini impera davvero ovunque, con la musica tutta turca e la modernità che è nascosta sotto i tombini. A un certo punto, parlando del bagno turco, il fidanzatino di Gassman si gira e dice «La tradizione!», e fa una faccia come dire mica cazzi, qui si parla di fondamentali assoluti. Insomma, una nausea che uno pagherebbe milioni per vedere non dico una Playstation, ma un televisore (porca eva). Siccome gli italiani sono stronzi imborghesiti, e i turchi veraci, il protagonista nel corso del film si turchizza, diventa sanguigno, compagnone, pure gay, che prima era un pezzo di tronco rompicoglioni e alla fine ci manca solo che faccia il derviscio rotante. Nella parte dell’amico della zia morta c’è Carlo Cecchi, che nel film non farebbe l’attore, ma appena apre bocca tu senti le campanelle in testa — dlen dlen dlen dlen — che ti dicono «ATTORE! ATTORE! ATTENZIONE: ATTORE DI PROSA!», il che si potrebbe motivare sono con un personaggio attore. E invece no, è proprio lui che al cinema è incapace.

Non è che sia un brutto film, intendiamoci: si vede che è fatto con pochissimi mezzi, e c’è una certa cura nel prodotto. Solo che i turchi non professionisti sono capaci, mentre gli italiani sono i soliti manichini di De Chirico che litigano. E il tutto poi, se proprio vogliamo vedere, non è che stupisca mai per qualcosa di notevole. Sì, ci sono maschi seminudi nel vapore, ma uno deve amare molto il genere: non è Mappelthorpe, che dici non mi piace il cazzo, ma cazzo che cazzo.

Hamam è un film che non ti prende a calci nelle ovaie per un’ora e mezza come fanno molti film italiani, ma il non crollo della case non è un criterio sufficiente a identificare il nuovo Renzo Piano.


il BAGNIO turco è FILM dal titolo di PRECIZIONE precizizzima, infattamente è una CACATA, ma alla TURCA. E le PALLE che fumano alla stessa MANIERA

Posto pieno di suggerimenti e problemi, che è meglio affrontare in questa maniera brillante e becera. Che a parlarne sul serio finiamo tutti in un labirinto.

Post, non posto. O anche.

dum nihil habemus maius, mentula ludimus

Sei meglio della Mancuso. Stavolta non trolleggio. Perché? La Mancuso è bravissima ma un po’ monocorde.

Ozpetek non riesco ancora a capire come faccia a essere considerato un “autore”.
i suoi film, oltre che monotematici (ma questo va anche bene) sono quanto di più piccolo borghese esista (ovviamente questa terribile colpa nascosta dai temi contemporanei e un pelo scandalosi) un Muccino senza la forza popolare di Muccino. Un “Vacanze di Natale” per finti intellettuali che tengono Nietzsche in libreria e hanno letto solo qualche aforisma dei più brevi (e hanno tutto Derek Jarman della rarovideo, ma non l’hanno mai visto). Un furbone che parla dei fatti suoi, terribilmente snob (sine nobilitate)e qualunquista, e di classe privilegiata e stronza (sempre tutti un po’ artisti, un po’ scrittori e un po’ tristi) come se questi fatti avessero una alta dignità e moralità, da condividere col mondo (ma non è Lowry, non è Bowles e nemmeno Voltolini, se è per questo) e invece è figlio dell’oggi più frustrato e ristagnante e manco se ne accorge. si è capito che lo detesto?
il peggiore film (ma fortunatamente non li ho visti tutti)?
Saturno contro. da denuncia. il finale è una tale cacata prevedibile che mi stupisco che in sala a Venezia (eh sì, questo tizio va ai grandi festival…) qualcuno non glia abbia rifilato un calcio.

Questo sempre più diffuso disprezzo e fastidio degli italiani per il cinema italiano è qualcosa di diverso dal solito. Non è una sottoforma del solito disprezzo per la cialtronaggine o il pressapochismo arcitaliane della linea Barzini-Prezzolini-Montanelli. I personaggi del cinema italiano di oggi non hanno la cialtronaggine eroica, esibita e brillante dei personaggi della commedia all’italiana: Sordi, Tognazzi, Gassman padre, fino all’alta figaggine di Mastroianni. Questi personaggi del cinema italiano di oggi si presentano tutti come delle legnosissime, lagnosissime, noiosissime, sfigatissime e insignificantissime personcine perbene: da Silvio Orlando a Gassman figlio, da Margherita Buy a chi volete voi. Sembra una versione moscia del cinema francese. In questi insignificanti personaggi molti si vedono orribilmente rispecchiati. Non vorrei essere cattivo, ma credo che accada soprattutto a sinistra. Per non parlare dell’ormai insopportabile moda del turismo a Istanbul.

Le tue recensioni cinematografiche hanno sempre, come dire, quel tocco in più, Bordone!
Bella la citazione finale..

Mancuso tua sorella.

io, come al solito, te l’avevo detto.

OT:
Probabilmente ci hai già bestemmiato abbondantemente sopra, ma nel caso tu stia guardando le fate ignoranti e non te ne sia accorto, Walter ha scritto una lettera al corriere che lèvati. Raccomando soprattutto la parte sulle lotte bracciantili e il finale con le cappelle.
http://www.corriere.it/politica/10_agosto_24/veltroni-lettera_50de02f4-af44-11df-bad8-00144f02aabe.shtml

Bella prosa … mi ricorda quella dei personaggi di Irvine Welsh … naturalmente parlo della traduzione italiana, Bordone, mica conosco l’inglese come te …A proposito: ti sto facendo un complimento … si sa mai ….

I dervisci rotanti non me li spiego ancor oggi.

Il Club del pepino ahahhahahhaha ancora rido!

@DU

Scusa, non ho capito, chi è che si fa le pippe, Ozpetek o Bordone?

[...] mi fece un’impressione positiva, e che ora, anni dopo, me lo ricordo proprio così: “Non è che sia un brutto film, intendiamoci: si vede che è fatto con pochissimi mezzi, e c’è una certa cura nel prodotto. Solo che i turchi [...]

sicuramente tutte le cripto-recchie che spendono buone parole per ferzano

[...] Read more from the original source: Mamma li Ferzan! Vedere i film del turco con anni di ritardo. 1: HAMAM – IL BAGNO TURCO [...]

oh, è tornato Enzo! Ozpetek è l’ Ang Lee “de noantri”.
Bordone, me lo lasci dire: lei è omofobo.

io pure l’ho visto tipo due settimane fa su sky perchè ai tempi l’avevo perso e ora so che ero stata graziata.
questa recensione, matteo è da dieci. la moglie figa di legno è quello che ho pensato appena ho visto la faccia da figa fine con espressione immobile. mi ha ricordato quell’altra tale rappaport pure premiata a venezia per la recitazione ne – la doppia ora- di un tale capotondi di cui ho deciso di memorizzare bene il nome onde evitarlo in futuro.

“derviscio rotante”
quante ne sai, caro Ferrato!!!!

Hai ragione su tutto. Dalle tipiche caratterizzazioni stereotipate dei personaggi femminili al solito attore di prosa che vaga assolutamente fuoriluogo per il film. Tra l’altro non è un problema solo di questo film, ma un po’ di quasi tutto il cinema italiano. Ps. sono d’accordo anche con il commento di Filippo, tranne che sul peggior film. E’ vero che la fine di Saturno contro è imbarazzante, ma la bruttezza della ‘finestra di fronte’ è irragiungibile.

ps. ‘non è Mappelthorpe, che dici non mi piace il cazzo, ma cazzo che cazzo.’ (ho riso)

La cosa triste e`che facendo film brutti e esportando noccioline di cui non si ricordera´nessuno poi finisce che all´estero,per esempio dove mi trovo io in Germania,ti vedono solo con gli occhi del neorealismo e degli Zitronen.Perche´tanto e`quella l´ottica in cui ci vedono.E li ritorna il piatto tanto vituperato piatto di grando.
E allora famogli un bel film gajardo ed esportiamo un´immagine nuova cazzo.

Per fortuna che mia sorella è una drag queen dal pepino molto tollerante.

Forse ci sbagliamo tutti quanti, forse il cinema italiano è meglio di quello che sembra a noi.
Lo ha detto Irene Bignardi, rispondendo a Quentin Tarantino. Mah…

ma che ci faccio quì.

Interessante l’automatismo associativo tra mia sorella e il rischio di assomigliare a un giornalista del Foglio.

‘ppalle Ozpetek

Per me vi sbagliate,, non su ozpetek che è quasi peggio di rubini,, ma sul cinema italiano vi sbagliate# avete gli schemi nella testa, siete snob sì. Nel senso di SNOB che qui significa Senza Nessuna Onda Bella, o almeno nuova

Qualcuno li ha mai visti davvero, i dervisci rotanti? Un’esperienza sconvolgente.

vero, li ho visti tre volte, due in italia una in inghilterra, e ricordo la prima volta (un piccolo teatro in cui quasi potevamo sentire l’aria muoversi per il fruscio delle loro vesti) come un’esperienza, appunto, sconvolgente. Direi pure mistica, toh.

aaaah, ozpetek.
quello che quelli che ridono ai comici di zelig e ai film di vanzina ritengono genere impegnato (è impegnato eh, chè poi ci mette luca argentero e ambra che lo fanno cosi’ pop, ma mica snob… che paraculo che sei ferzan).
io mi sono fermato a cuore sacro.
direi che basta e avanza

Sono d’accordo con chi ha affermato che il peggio del peggio è Saturno contro. Non posso neanche dire “una cagata pazzesca” perché si potrebbe pensare alla Corazzata Potiòmchin (in questo momento non mi ricordo come si scrive e non ce la posso fare a cercarlo, è l’una di notte).
Bordone, adoro la Sua recensione e adoro anche i Suoi magnifici commentatori.
L’ho detto!