sabato 28 agosto 2010
Quel mago di Oz! Vedere i film del turco con anni di ritardo. 5: SATURNO CONTRO
Proseguono le puntate del formato estivo più frizzante del 2010, cioè questa cosa che io guardo i film di un regista che non mi piace, tanto per il disgusto di vederli e fare ridere gli amici. Ho visto anche questo, gente, sempre e solo per la vostra gioia. E devo dire che mi sono sentito quasi in colpa, questa volta, perché c’era un effetto bowling. Non una croce rossa: un deposito di croci rosse. Ecco gli appunti che ho preso mentre lo guardavo, di sabato pomeriggio. Pirla, direte voi. Sì, ma per tigna.
Favino e Argentero sono omosessuali. Cucinano e fanno le tenerezze. Venti secondi: ecco la turca che dice battute argute. Dopo altri trenta secondi abbiamo un parterre di tre froci e una turca. Lei parla come la caricatura di Truman Capote, con problemi di pronuncia. È alta uguale. Uh! Un quarto frocio guarda Meryl Streep sul divano, ed è commosso (oltre a essere Fantastichini). C’è anche la Buy! Pronti-via è stronza.
Potrebbero fare un formato così: Cortesie per gli Ozpetel, cioè grandi cene tra checche con battutine argute. L’unico vantaggio è il figlio della Bouchet, che sarebbe in questo caso escluso. Va be’. Costi/benefici da verificare.
Intanto qui c’è l’aspirante scrittore. Benissimo. Parla in una lingua misteriosa, tipo una segreteria telefonica che si prende delle libertà. Attori italiani, gènte che parla bène.
Ambra. Ci si chiede perché la gente parli sempre di Non è la RAI, a proposito di Ambra. Proprio un mistero.
Voce off carica di grandi pensieri smemorandi, dal primo minuto.
Uuuh, Buy litiga con la figlia, arguta come una checca, ma dodicenne. Pazzescha questa cosa che le famiglie alternative sono felici e ingrassano a tavola, ridendo delle disgrazie, mentre le famiglie senza tre orientamenti sessuali per ogni lato della tavolata sono schiacciate dai problemi.
«Che hai?» «Che fai?» «Che dici?» Gli italiani dicono «cosa», non «che» da decenni, tranne toscani, romani e pochi altri. Eppure nei film bla bla.
Ah, Playmobil! Tornato Playmobil. È bisessuato. Sempre molto rigido.
Che tono, che temi, che interesse scrosciante.
Argentero vuole 15000€. Deve pagare le mazzette. Non vorrebbe, ma deve. Allora Playmobil schiaccia sulla tastiera. Ah, Playmobil sta con Buy. Aridanghetek. Ma si mette la crema sotto gli occhi. Ocio che c’è una coppia etero che non litiga. Frequentare una tavola di quelle dà diritto a un bonus serenità. Non durerà. Sono a letto. Ciulano. Secondo me uno
dei due muore, prima della fine.
Playmobil e Favino in piscina, cogli accappatoi. Playmobil piange. Sono gocce di PVC. Si rivedono fuori dalla piscina. Lui dice che ha un’altra e poi via via scappa via.
Bambini. Bambini che recitano le battute scritte da Fantaricchiò. I bambini sono tutti presi da una arguta dinamica sul cibo. Argentero in mutande, Favino coi pantaloni molli. Dialoghi di Zurigo con abiti di Formentera. Parlano di manoscritti d’amore. Perché Favino è scrittore o editore, non ho capito.
Piccolo montage con canzone turca. Aspetta. MONTAGE CON CANZONE TURCA. Argentero e Favino, in momenti di tre-quattro secondi, sembrano quasi per davvero.
«Ai roto il cazzo Lorrenzo sei noioso e sofocante cazzzzo» la turca è da fare fuori. Ah, qui hanno lo stereo Bang & Olufsen. Paese reato.
Playmobil: «Non c’è neanche una bottiglia di champagne?!»
Ambra è la pazza sessuale cinica e tossichina. Prima della fine ha una crisi isterica, tenta il suicidio, o forse muore, perché è il personaggio borderline. Mi rigioco la famosa palla. C’è Timi. E isabella Ferrari. Ma è l’All Star Game dei miracolati?!
Ferrari e Playmobil hanno una storia. Chissà che divertimento! Lo champagne era una scusa per andare a limonare con Ferrari.
Si mangia! Battutine!
Timi mette le polpettine in bocca alla gente. In sottofondo, non ci crederete mai, musica turca festaiola. Tutti ballano perché devono fare il piccolo montage. Argentero mi sa che muore. Si è tipo sentito male. Intanto Playmobil è in macchina con lo Champagne. Sale e non trova nessuno.
Sono in ospedale, ché quello si è sentito male. Musica drammatica. Io dico che è morto. Milena Vukotic infermiera. Una brava. Dialoghi arguti in corsia ospedaliera. Ping pong delle minchiate. Non è morto: tipo ischemia, emorragia, aneurisma congenito.
Ecco, ci ho preso.
Ora, visto che il morto o semimorto c’è già stato, possibile che Ambra faccia tutto il film così senza il piantone? Ribadisco la palla.
Playmobil ha un modo di dire alla moglie che ha una storia che lasciamo stare. E le rompe il cazzo pure! Oh mamma che regista. Poverino. Si sono proprio trovati, lui e Fantaricchiò.
Non è che Scorsese si sentisse insicuro a fare i film con pochi personaggi, e allora ha fatto dei film corali per diluire la debolezza in venti personaggi. Va be’, cosa glielo spiego a fare.
Ah, ecco la debolezza di Ambra. Tutta quella sicurezza cinica è solo una maschera! Ma tu pensa. E via: disperata un momento, avanspettacolo il successivo. (Vokotic si mangia tutti con la normalità.) E via di battutine con la Turca, in corsia d’ospedale. Nessuno ha pianto. Nessuno. Tutti battutine. Il loro amico sta morendo. Favino è l’unico. Buy fa la solita faccia, quello di quando ha il ciclo, l’hanno lasciata, è incinta e non voleva, ha paure di volare, ha finito il Ketadol e le fanno male i denti, le si è rotto un tacco. Arrivano i genitori. Sorridono molto. La madre (il figlio sta morendo) ciaccola sorridendo.
«Mi chiamo Minnie» «Come quella di Topolino!»
«… e io Neva» «Straniera?» No, turca.»
Ah, non è la madre. È la moglie del padre. Molto partecipe.
Ambra sola in corsia. Eccola, eccola che crolla. Va da Vukotic l’infermiera. Adesso piange. VUKOTIC FA L’UNCINETTO. Avere una figa, subito, per incazzarsi di più. Ah, Ambra parla di oroscopi. Dice «Mi drogo». Vukotic-Ambra è tipo Ivanisevic-Bordone, ma in doppio, dico. Cioè si dovrebbero fare delle cose assieme, ma se io a rete chiacchiero col raccattapalle poi si vede un po’ il divario interno, no?
Il personaggio della moglie del padre del paralizzato moribondo è eccezionale. L’attrice è la governante di quella cosa con Banfi. Un medico in famiglia. Adesso tutti parlano di gay. È un momento scritto da Grillini e Luxuria in tandem. Tutto molto naturale, per un film. Vanno avanti. Tutta una cosa sui figli froci. «Lorenzo non ha paura di esprimere i suoi sentimenti.» «Il problema non è accettare: è condividere.»
CONSOLI pensa di cantare in francese. Gira la ERRE. Il resto è Catania puro. Catanie.
La turca va da Ferrari per romperle il cazzo. A che titolo, se non rompere il cazzo, non si capisce. Battutine. Lei è turca, parla italiano così così, ma dice «collaborazionista», per dire. Tutto questo perché il film è tutto ben ragionato a lungo. Timi, che al cinema esagera sempre, devo dire che qui, nel cataclisma, fa il suo.
Uh, adesso sono tutti tristi, l’inquadratura circolare di cui mi parlavano. Tipo il bacio di Notorious. Una straniera parla al telefono, si mette a piangere, si siede lì con gli altri, che si alzano tutti. Eh, caspita, non riescono a affrontare il dolore. È una cosa terribile. E poi spiegata con le immagini, mica con le parole «Sai, loro sono così: non riescono a affrontare il dolore». Che poi sarebbe un’opzione, vista l’alternativa.
Morto Argentero. Favino bravo. Il resto merda.
Torna una fase di grillinismo. Il padre vuole seppellirlo, ma il moroso dice che lui voleva essere cremato. E poi il padre vuole prendere i soldi dal conto del morto e devolverli alla Lega Nord per l’Indipendenza della Padania. No, questa no: schersavo.
Remedios, orcdd! Mentre fanno vedere il morto agli amici, Remedios. La la la la la. Il contrasto, ma pensa. Buffo, no? Piangono, ma in fondo la vida es una tombola. Il fatto che la turca sia la sosia di Almodovar (con crine warholiano) conferma stranamente la sensazione che l’idea di movida per Oz prescinda dal concetto di scrittura e di personaggio.
Ecco Ambra in crisi, lo sapevo. Dai che s’ammazza. Vediamo. No, forse ce la fa. Affronta i dolori della vita. Ecco un sottotitolo: STA PER AFFRONTARE I DOLORI DELLA VITA, CHE FINGE DI NON VEDERE RIFUGIANDOSI NEL SARCASMO E NELLA DROGA. Eh, ecco, non ce la fa: lei vede Argentero vivo e bello, colla camicia rossa, che saluta tutti, sorridenti e garruli. (Il sottotitolo non c’era. Schersavo ancora.)
Il padre capisce tutto, ma di colpo. Un minuto prima era Calderoli. Ora ha visto il dolore, eh sì, adesso è umano, comprensivo, disponibile. Ma Ambra non si ammazza? Ma che delusione. Piange però. Vale crisi. Mi tengo la palla.
«… una cosa zenza zenzo»
Oh, ma la coppia AlmodovarcoicapellidiWarhol-Timi non è mica credibile. La turca deve sempre dire cazzo, figa, troia, bastardo, merda, zoccola ogni tre battute. È per contratto. Il bello è che sarebbe anche brava, solo che le scrivono delle cose che non so se sono scritte su di lei o no, però sono sempre quelle, è una macchietta.
Adesso grande momento: pare che Favino sia sparito. Ma forse è una scusa per litigare tra Buy e Ferrari. Ah, scena il triangolo no, non l’avevo considerato. Si incontrano. Non succede niente.
Ora gli amici vanno a cercare Favino nella casa in campagna. Tutta una cosa di amici che si ritrovano. “Il grande frocio”. «Ho visto che i tuoi primi romanzi sono stati ripubblicati nei tascabili» dice il nuovo della compagnia. «Lo sapevi?» Eh no, non lo sa. La casa editrice è cattiva, è del perfido Bernasconi, fa le cose di nascosto.
Favino fa il culo a Fantastichini. Fa solo bene. Metaforicamente, dico: lo rimprovera.
Ora Ambra racconta la prima festa tenuta nella casa di campagna. Gente, adesso devi dirvi una cosa che vi emozionerà moltissimo. Ve la dico? SI MANGIA!
E Buy racconta di una storiella che ha avuto mentre stava con Playmobil. Va be’. Fantastichini ha paura che Favino si ammazzi. Mah. Per me sta messo peggio lui. (E poi c’è sempre Ambra, nel mio film, che si ammazza.)
Favino va a passeggiare, col tango in sottofondo. Si butta nel mare? (è casa al mare) Scogliere, come Saffo? No, piange, forse non si butta. Ecco, si piagnono nun ze buttano. Si nun piagnono ze buttano. Nun ze butta. Piagne, però. Favino è ancora scosso (l’unico attore-personaggio a avere una reazione decente e credibile alla morte), ma Playmobil gli propone un ping pong. Vedo già il dolly che si alza sullo sfidone con tifo di amici intorno, grandi sorrisi, titoli. Vediamo se ho indovinato.
Giocano in singolo, in doppio, con due di pubblico, altri due, sono tutti lì. Abbracci. Gioia. Voce off del morto che si dice felice nel vedere questa scena. No, finisce con il tavolo da ping pong tutto abbandonato senza nessuno attorno, tipo che le cose poi finiscono. Tipo questo film, per dire.
Ho capito una cosa. Che è meglio, se un regista non ha chiare certe cose, che racconti storie senza il tema sociale. Se c’è il tema sociale, fa veramente girare il culo. E non nel senso che uno qualsiasi dei suoi personaggi si volta perché l’hanno chiamato. La Shoah della Finestra di fronte è il peggio, da questo punto di vista; la pelosità di tutto il tema delle coppie gay e delle famiglie alternative qui è vomitevole. Film girato male, scritto peggio, recitato come si recitano i film scritti e girati col culo. Non nel senso… L’entusiasmo della gente per la performance di Ambra è un mistero di quelli che ci vuole Giacobbo.
ho notato una cosa inquietante: il 99% degli attori presenti nel cast di questo film (tranne i due bravi, tipo la vukotic e la turca) sono stati alle invasioni barbariche (o era glaciale che è lo stesso). se venivano pure erri de luca e il cavernicolo con la bandana la bignardi poteva intervistarli direttamente lì così si risparmiavano il viaggio.
scritto da whatsgoingon sabato.28.08.10 19:12
Sono stati in tutti i programmi. Gli attori in Italia sono dieci.
scritto da Matteo Bordone sabato.28.08.10 19:16
Mi sa che è dopo questo che ho deciso di smettere di vedere film che includessero la buy affranta, tra l’altro neanche mi ricordavo di filippo timi. Strano. Perchè di solito la sua faccia turbata mi arreca molto fastidio.
Sono finiti i film di ozpetec che ho visto, degli altri mi accontenterò delle tue recensioni.
scritto da F. sabato.28.08.10 19:24
ps. in difesa di ozpetec, a roma diciamo tutti ‘che fai?’ ‘che vuoi’ ecc, quindi alla fine essendo il film ambientato a roma almeno quello lasciamoglielo passare, no?
scritto da F. sabato.28.08.10 19:30
La turca, brava?
scritto da Fabrizio M. sabato.28.08.10 19:39
evviva la tigna.
scritto da linda sabato.28.08.10 19:59
Col paragone tennistico sopra riportato sei ufficialmente diventato il mio blogger di riferimento.
scritto da Alessandro A. sabato.28.08.10 20:01
Pare brutto se dico che a me è piaciuto?
E anche su “Le fate ignoranti” sei stato impietoso: quello era proprio un bel film.
Non sono un fan di Ozpetek, ma c’è di (molto) peggio).
Però le tue recensioni sono divertenti, per quanto non le condivida del tutto.
PS: secondo me Ambra s’è costruita una credibilità, sono dalla sua.
scritto da Marco sabato.28.08.10 20:10
molto ridere, anche se in confronto a mine vaganti (ho visto solo questi due) continua a sembrarmi capolavoro.
però questa cosa di pensare che l’italiano sia quello che si parla a milano devi curartela, beibi.
scritto da nina sabato.28.08.10 21:57
stai barando, bordone. hai saltato cuore sacro.
scritto da federico sabato.28.08.10 22:03
Mah, a me questa cosa di vedere film di un regista odiato tanto per stroncarlo argutamente sembra una colossale perdita di tempo sia per chi scrive che per chi legge. Poi, per farlo in modo davvero cattivo e divertente, bisogna essere molto molto bravi… Cominciamo dall’ortografia, allora: Meryl, non Maryl.
scritto da Marta sabato.28.08.10 22:04
Piaggeria. Invece è divertente e Bordone è all’altezza.
scritto da GMR sabato.28.08.10 23:28
Avrei una richiesta: mi guardi ‘Mine Vaganti’? Che così non ci perdo tempo dietro… Per me ‘Cuore Sacro’ può aspettare, il tempo a guardarlo ce l’ho già perso!
scritto da Ipazia Sognatrice sabato.28.08.10 23:55
Grazie in anticipo!
scritto da Ipazia Sognatrice sabato.28.08.10 23:59
Altro che appunti… Qui stiamo assistendo alla nascita di un nuovo genere letterario! Grazie Matteo.
scritto da Lucia domenica.29.08.10 00:07
un doppio ivanisevic-bordone. sei un grande.
scritto da marcella domenica.29.08.10 00:23
Sul che fai / che vuoi avete ragione. L’ho spiegato troppo in fretta. Ci sono volte in cui, quando l’attore lo dice ma si è levato qualunque accento e quindi parla in quel modo che mi manda ai pazzi, ho l’impressione che sia una lezione che vorrebbe essere elegante, un po’ come fosse “vi sono”. Se c’è una cadenza romana, non ci sono mai problemi: suona perfetto. Se non c’è, a volte mi suona artificiale e elegantino. Ho consultato un amico romano, che ha capito la problematica, ma non è riuscito a dirmi se ho ragione o no. Probabilmente sono pazzo.
scritto da Matteo Bordone domenica.29.08.10 00:33
Mi son dimenticata che giro ho fatto per arrivare fino a qui, però mi sono rovesciata per terra dalle risate.
Dev’essere perché non ho visto il film, ma solo Oz dalla Dandini e giuro che comunque non lo faccio più.
scritto da federica sgaggio domenica.29.08.10 01:00
ambra è così bona che ppò fà pure’e strisce zebbrate.si nun eri pazzo te n’accorgevi pure te, beibi.
a parte questa doverosa precisazione mi spello le mani.
scritto da alessandro domenica.29.08.10 02:36
continua, pensa quando uscirà il primo film diretto da Veltroni!
scritto da franco domenica.29.08.10 02:37
@alessandro. che ambra sia così bona , se permetti è relativo. tipo che se la paragoni alla turca può anche andare, sennò guarda di ella che recita ne possiamo farne a meno.
@nina. del romanesco incomprensibile per noi del nord non ne posso più. ho capito un 2 % de “la nostra vita” di lucchetti. tu dirai che è lostesso, sì la penso così anch’io, però preferirei i sottotitoli come intelligentemente li ha messi garrone per gomorra. ma lui è grande. l’unico regista italiano che esporterei senza vergognarmi.
scritto da fran domenica.29.08.10 11:13
Bordone, ti adoro. E rido, rido, rido. Thanx.
scritto da Rita domenica.29.08.10 11:37
Il pianto in PVC è straordinario
scritto da M (l'originale) domenica.29.08.10 14:47
non è che sei pazzo, è che sei un po’ fissato e vedi gente morta dove non c’è.
scritto da boh domenica.29.08.10 18:31
Fantaricchiò…sei un grande…nemmeno Leone Di Lernia!
scritto da giallu domenica.29.08.10 23:01
Bordone, secondo me ti legge anche la Bindi. E mò come la metti ?
scritto da Marmottone domenica.29.08.10 23:42
Fran
Luchetti non Lucchetti come bbira non birra
Silvia, no la Silvia!
fortunatamente siamo a Roma non a Milano
la Silvia, il Giorgio, il Pannella, il Giovanni.
Cacare non cagare.
Fica non figa.
scritto da Al lunedì.30.08.10 12:45
con te vorrei vederli ‘sti filmastri
scritto da fran lunedì.30.08.10 14:30
con matteo eh, mica con questo qui sopra
scritto da fran lunedì.30.08.10 14:32
fran, ma non c’era niente da capire: hanno speso tutto per la canzone di vasco e dopo non potevano più permettersi una trama (sarebbe però stato perlomeno curioso che un film di operai romani venisse recitato con dizione impeccabile, eh)
scritto da nina lunedì.30.08.10 14:48
Ti ho invitato a vedere un film?
scritto da Al lunedì.30.08.10 14:56
questa immagine di ataturk ce l’ho nella mia collezione di magneti trash da frigorifero
scritto da alessandro lunedì.30.08.10 16:47
Infinite Bordone
scritto da Jan lunedì.30.08.10 21:04
non ce la faccio, troppe risate, sto male, Bordone pietà
scritto da simona martedì.31.08.10 02:21
Vogliamo cuore sacro!!! (per me il più ridicolo…)
Un’ovazione per “fantaricchiò”…
scritto da Cesare martedì.31.08.10 10:24
La parte Argentero vivo e bello è un plagio da “Long time companion”
scritto da Peppi martedì.31.08.10 12:37
finalmente qualcuno che la pensa come me su frocpetek. i frocismi, i turchismi, i tanghismi, gli attori ggiovani, le lacrime, le inquadrature rotanti, le famiglie, il radical chic, la buy, i lavori che o sono creativi o sono alienanti, mamma mia, ma perché ha successo questo tizio? forse perché è mediocre come il paese che l’ha adottato? aaaaahi che sofferenza.
scritto da UTENTE ANONIMO martedì.31.08.10 16:09