|
|
|
|


lunedì 30 agosto 2010

I miei ragazzi, che soddisfazione


Bryan Cranston e Aaron Paul hanno vinto l’Emmy come migliori attori per la loro interpretazione nella terza serie di Breaking Bad, la serie di Vince Gilligan. È la mia serie preferita degli ultimi anni: mi piace più di Dexter, di Mad Men, perfino più di Un medico in famiglia.

Breaking Bad è una delle poche serie in cui, oltre alla scrittura, la costruzione dei personaggi, i costumi, le luci, gli arredi, le ambientazioni e quello che succede, è fondamentale recitare. Che non è un bene o un male, sia chiaro. Le altre hanno parti più leggere, temi più lievi, toni abbastanza uniformi per cui uno possa trovare un modo e andare dritto di lì. Breaking Bad prevede che i protagonisti recitino. E questi due recitano. Aaron Paul finalmente ha vinto il suo primo Emmy; per Cranston è il terzo consecutivo.

Bravi cicci.


Bravi, effettivamente è una grande serie (ora: Dexter è un capolavoro, non mi voglio nemmeno porre il problema di un paragone su cosa mi piaccia di più…). Io sono a metà della seconda ma la sto divorando!

e neanche una parola su quei primi tre minuti di cerimonia. non ti riconosco, non ti.

Matteo, tu che mastichi di serie… Ma secondo te ha senso premiare tot anni di fila lo stesso attore per la stessa parte nella stessa serie?
(discorso fine a sé stesso, lo so, ma curiosità mia)

[...] This post was mentioned on Twitter by Marco Donati, Laura Dossena. Laura Dossena said: I protagonisti di Breaking Bad fanno man bassa agli Emmy – "Bravi cicci" :) http://is.gd/eLhda [...]

BENE mai sentito nominare ma lo guarderò mi fido di te matt, anche se preferirlo a MAD MEN… dove sono le faccine? :(

ahhhhh!!! forte! :)

e poi le altre… come si fanno?

Mi toccherà procurarmi anche questa, allora.
Finora seguendo i tuoi consigli captati qua e là, ho preso una cantonata solo con Harper’s Island, che è praticamente ciò che rimane di Scream dopo che la TV è stata infettata dal virus Lost, ovvero un baraccone zeppo di inutili scene a effetto, senza la minima ironia.
Però nella stessa occasione (a Condor) ricordo che consigliasti anche Damages, che invece è una serie stupenda.

mai visto. manco sentito nominare, in realtà. cercherò. volevo solo dire: mad men è in lista, ancora nn ho visto una puntata ma mi ispira. di dexter ho visto mezza puntata ma nn m’ha preso manco di striscio. forse non l’ho capito, forse son femmina, non so. ho deciso però che una delle meglio cose viste ultimamente è the office us (l’originale inglese nn l’ho vista, senza sottotitoli son leggermente in difficoltà). addio

Di Dexter finora ho visto solo la prima stagione, carico di scetticismo ideologico (non del tutto ingiustificato, va detto), e invece l’ho trovata molto buona.
Il potenziale reazionario dell’identificazione tra lo spettatore e un tizio che ammazza criminali sfuggiti alla giustizia, è stato ridotto in modo efficace grazie alla sua caratterizzazione da freak che cerca di mimetizzarsi nella società, semplicemente per sopravvivere. Tema molto potente, senza dubbio.
Certo, ci vuole un bell’equilibrio per non scivolare da una parte o dall’altra.

Anche di Mad Men ho visto solo la prima stagione. Molto ben curata in tutti i suoi aspetti, ma narrativamente ancora mi deve impressionare.

Anche più di six feet under? Anche più dei cesaroni?

scopro in questo momento che Bryan (non Brian) Cranston altri non è che uno dei miei idoli assoluti, l’unico a durare immutato nel corso degli anni: il padre di Malcolm!

Visto che siamo in tema classifichine, io invece son contento per Jim Parson.

corretto, grz

io lo sposerei volentieri parsons. ma solo se mi fa sheldon per tutta la vita

jim parsons sostanzialmente è sheldon cooper, quindi andate lisci. io sono felice per mad men (come al solito) anche se la quarta serie di dexter forse avrebbe meritato perchè è stata proprio forte forte. Breaking Bad è un anno che lo rimando ripromettendomi di vederlo, probabilmente questo inverno mi ci dedicherò.
PS. La parte iniziale con Jon Hamm che balla con Betty White è stata bellissima, dai. Aldilà di Glee e tutto il resto, solo quello ha valso tutte e 3 le ore di spettacolo (gradevole, più degli altri anni). Bello anche Clooney per rendere Modern Family più americano-medio-friendly.

pps. menzione speciale per john lithgow che ha giustamente vinto per la inquietantissima interpretazione in dexter. io lo ricordavo come simpatico buontempone in una sitcom degli anni 90, invece si è trasformato in un mostro da incubo.

hoy Matteo…a proposito di sitcom…in questi giorni mi sto divertendo con il box contenente le 3 stagioni “Black Books” non ho idea se sia uscito in italia ma lo prendi in uk per poche sterline. stay tuned!
Dario

John Lithgow era un grande mostro da incubo forse già prima della parentesi da simpatico buontempone, in Doppia personalità di De Palma.

Lithgow, semplicemente, non poteva non vincere quell’Emmy. In ogni puntata, in ogni scena, aveva sopra la testa un’enorme lampadina rossa lampeggiante con scritto “EMMY! EMMY! EMMY!”.
Ed è talmente bravo che riuscirà sicuramente a evitare il typecasting…

Jim Parsons!

Io leggo ancora med men

eh, giusto, mi ero scordatogrz

però come miglior serie drammatica ha vinto per la terza volta consecutiva MAD MAN…yahhh!
ps
io eviterei di sottolineare con un post,un errore spesso, di disattenzione di matteo.

se sai che si scrive mad man, fai come me e scrivilo giusto che poi matt legge e corregge.

Boh. Questa non l’ho capita.

bella di padella matteo! meritano tutti quei premi. io però sono in trip con “lie to me” e “united states of tara”

la serie è davvero fatta bene, godibile e divertente. però la storia mi sembra non stia più in piedi. io l’avrei chiusa alla seconda stagione.