martedì 31 agosto 2010
’Cause baby I’m just a scared and lonely rider
In queste ore si parla molto del numero d’apertura della cerimonia degli Emmy. Se ne parla perché ormai i numeri d’apertura delle premiazione ammericane sono notevoli, e gli Emmy fanno di tutto, in questi anni di tante serie e pochi film, per diventare l’evento televisivo popolare che la gente guarda di gusto, e lasciare agli Oscar il ruolo di Daniele Piombi, è stato un onore, ringrazio la mamma, ecco il balletto.
Insomma questo numero d’apertura è un omaggio a Born To Run, che è uno dei dischi della vita di migliaia di persone, tra cui il sottoscritto, e compie 35 anni. E quelli di Glee la cantano tutti in modalità Glee, e Fallon fa Springsteen, e il protagonista della serie più noiosa e sostenuta è quello che fa il cretino più di tutti. Insomma, sono americani: sanno come si fanno gli spettacoli. Quindi io posso fare lo spettatore adulto e comprensivo, e cedere all’idea che il paese che al mondo concepisce e realizza gli spettacoli migliori, quello che in genere sta ben lontano della retorica della normalità, abbia deciso invece di abbracciarla per una ragione strategica e “geniale”, e fare tutte delle disquisizioni sul popolare e la crisi e ’sto cazzo.
E invece no. Per quanto la nasona mi piaccia molto, Glee mi fa schifo. Perché mi fa schifo? Perché dall’oratorio si scappa una volta nella vita, a gambe levate, per non trovarselo più fra i coglioni. E soprattutto perché mi piace la musica. Eh, ma la musica è un pretesto, dice quello. Sarà un pretesto, ma quello che si diffonde a cascata dalle puntate di Glee non sono i paraplegici accettati, la grassa risolta, il frocio amato da tutti, no, sono canzoni orrende cantate con cento seconde voci, coretti, trilli e lazzi, tutto artificiale, tutto impersonale, tutto sorridente e antimusicale nella stessa ipertrofica misura. Certo che sono bravi gli attori, certo che è fatta bene più dei Cesaroni, ma non me ne frega niente. A me piace la musica, e se il telefilm (sì, telefilm, perché?) è pieno di numeri musicali che ridefiniscono il concetto di baracconata due o tre volte a puntata, be’, magari a me quella serie non piace. Perché poi levi le canzoni, levi la correttezza politica degli ultimi che saranno i primi, levi l’intrigante dinamica tra i buoni e i cattivi, levi la comprensione dei meccanismi narrativi che si sostituisce al godimento degli stessi, levi i sedici anni del target che non ho, e non ti resta niente. Se non una nasona molto bella che la manda molto calda.
E allora, per quanto la cosa suoni vecchia e noiosa, il mio istinto mi dice che è dai tempi remotissimi di Born in the USA che vedo i media che non riescono a distinguere né tantomeno a distillare — ci mancherebbe anche altro — quella separazione netta tra popolare e volgare che è il cuore del gigantismo di Springsteen, e ho visto Born To Run trasformata in un inno da stadio, coi pugnetti alzati, con l’intenzione entusiasta dei principianti, tutta la recitazione didascalica di ogni verso come se fossimo ai tempi del muto o del grunge — esercito delle dodici scimmie ammaestrate da Eddie Vedder — ma soprattutto questo eroismo felice del cazzo che spazza via lo slancio vero, imbattibile, da poveri illusi, quello dei ragazzi del New Jersey che continuano a fare il turno alla 3M, e delegano al muscoloso barbetta tutta la corsa che spettava loro d’ufficio, ecco, e va bene il contesto, ma tutto questo scompare, e resta l’enfasi stupidina, e quella è Born To Run, mica Don’t stop believing (in merda) dei Journey, e io insomma ci sono rimasto male e vaffanculo a Glee tranne la nasona.
Perché me la prendo così? Perché quando Jimmy Fallon fa «Come on! Come on!» prima di riattaccare con One/Two/Three/The/Highway’s jammed with broken heroes (che lui canta One/Two/Three/Four, e quindi poi salta fatalmente il The, perché si caga addosso, o forse non gli piace Springsteen, o non ha idea della musica e hanno fatto il miracolo, povero ciccio) in quel momento a me vengono i lucciconi e il groppo in gola. Ecco perché.
Cazzo, cazzo e cazzo.
ahahah. A me Glee piace.
scritto da dr wally martedì.31.08.10 12:13
A me Glee piace proprio perchè é una baracconata ignorante.
Strano a dirsi, ma non lo guardo per la musica. Trovo molto rilassante uno show con personaggi stereotipati e ben caratterizzati, da godersi a cervello spento.
scritto da michele martedì.31.08.10 12:26
“sono canzoni orrende cantate con cento seconde voci, coretti, trilli e lazzi, tutto artificiale, tutto impersonale, tutto sorridente e antimusicale nella stessa ipertrofica”
bravooooo!!! stesso motivo per cui non posso
divertirmi a a guardare la serie.
scritto da fran martedì.31.08.10 12:29
L’uomo in carica è quello che la canta meglio ma ci sono state aperture più valide di questa.
Il meglio di queste gustosissime baracconate U.S.A. arriva sempre quando a salire sul palco è Gervais
http://www.youtube.com/watch?v=PU4f9XhRIJM
scritto da Dario martedì.31.08.10 12:33
che infatti è inglese.
bordone mio, esprimi un concetto antico come il mondo. e il tuo sdegno è pari a quello di molti altri, a quello degli architetti quando il resto del mondo si sganascia con fuffas, a quello dei melomani quando aldo giovanni e giacomo non fanno ridere stigmatizzando gli sciocchi tic dei tenori, a quello di chi assiste impotente alla scalata del cirque du soleil, a quello dei ballerini quando sentono la parola “momix”, eccetera: a te va in culo la mortificazione dello sbattimento altrui. bella scoperta. nel senso: sono contento che anche tu abbia sottoscritto la tessera annuale al club (not glee)
scritto da sasaki martedì.31.08.10 12:48
Simone, guarda che è una cosa diversa. Non è un problema di rispetto del lavoro, non è una cosa tipo sindacale. No. I tenori devono farsi prendere per il culo e non rompere il cazzo.E Fuffas fa ridere gli architetti, perché percula la retorica nulla e ariosa di Fuksas, mica il lavoro dell’architettura. Così come i Momix possono essere apprezzati dai ballerini. Non sto facendo il rigoroso, come sei legittimamente tu. Il problema è che qui non vogliono fare ridere: vogliono fare la figata. E per fare la figata devi andare oltre la categoria del carino. Parti da Born to Run, arrivi al carino: mi incazzo.
scritto da Matteo Bordone martedì.31.08.10 13:23
sì, hai ragione ho virato troppo sul ridere, ma non con i momix e il cds. però non so se volessero fare la figata. a me sembra che, come tu stesso riconosci loro di essere maestri, si siano posti come obbiettivo il popoular entertainment. e ci siano riusciti. l’analisi su B2R mi sembra interessante ma non conscendo S. non ho nulla da dire. E con questo intendo che che sì, ho capito che il popoular entertainment è a maggior ragione quello di S. Aggiungo “pure questo”, forse non è stata necessariamente felice la scelta.
scritto da sasaki martedì.31.08.10 13:32
Va bene tutto, ma Eddie Vedder lasciamolo stare. Può non piacere, ma liquidarlo così mi pare ridicolo, se l’argomento della discussione resta la musica.
scritto da Massimiliano martedì.31.08.10 13:41
Io, la gente che per far capire di essere indignata si sente costretta a ostentare le parolacce, la trovo un po’ triste… Che poi la parolaccia scritta è ben peggio della parolaccia detta perchè vuol dire che non sai proprio in quale altro modo rendere l’idea… Sì, sei un po’ triste.
scritto da Vaniglia martedì.31.08.10 13:44
Oh, miseria.
scritto da sasaki martedì.31.08.10 13:48
Eddai…Tu hai reso perfettamente l’idea e non ti sei profuso in torpiloqui…
scritto da Vaniglia martedì.31.08.10 14:00
Ah ma scopro ora che è Born to run di Springsteen questa, e io che mi pensavo fosse una canzone inventata per un qualche spot di dentifricio o gomma da masticare allo xylitolo.
Suonava meglio come spot di dentifricio mi sa.
scritto da anonimo imbonitore martedì.31.08.10 14:17
d’accordo al cento per cento su Glee.
Non si può trasformare ogni canzone in una melensaggine zuccherosa.
Soprattutto non si possono sopportare tutte queste voci supereffettate,con l’autotune,tutte uguali,con lo stesso riverbero.Non si può.
E che nessuno faccia il minimo paragone con Fame.Lì si cantava e suonava davvero,altro campionato,altro sport,altro mondo
scritto da sartana martedì.31.08.10 14:38
ma quale baracconata, è CAMP! e poi oh, a fare il telefilm con la musica fica con la solita hallelujah di jeff buckley so’bboni tutti: credo che prendere canzoni pop così così o da musical vincitori di svariati Tony come Les Miserables o Cabaret o Wicked e trasformarle in inni nerdolescenziali sia una cosa splendida. ho 46 anni e mi viene da piangere ogni volta che ascolto la loro Don’t stop believing.
scherso, ne ho 22, ma è comunque terribilmente commovente.
scritto da marsh martedì.31.08.10 14:45
A me Glee più che Fame ricorda tutti pazzi per amore.
scritto da anonimo imbonitore martedì.31.08.10 14:48
sì, con la differenza che se non sei invasato lì vedi springsteen, non vedi glee: a me glee ha fatto cagare, quindi dopo due puntate ho smesso, e il risultato è se non me lo spiegavano ignoravo quello fosse il cast di glee, per me era un duetto tra lui tina fey e altra gente.
scritto da nina martedì.31.08.10 14:50
simone (non avevo letto gli altri commenti), dire che è sbagliato prendere una delle più famose (nonché compleannante) canzoni del più autenticamente popolare cantautore americano ho idea che denunci un gusto per le scalette da share di telenorba, eh.
scritto da nina martedì.31.08.10 14:53
Ma quando uno scrive “cazzo” perché se stesse parlando è proprio quello che direbbe, e lo direbbe perché è proprio quello che gli verrebbe da dire, allora “cazzo” sia, cazzo.
scritto da Dathon martedì.31.08.10 15:18
E si dice tUrpiloquio, cazzo!
scritto da biagio martedì.31.08.10 15:33
Vaniglia, io sarei anche uno che parla pulito, ma devo farmi accettare dal gruppo. O le parole sporche o la droga. Come credi mi senta a dover scegliere il male minore?!
scritto da Matteo Bordone martedì.31.08.10 15:36
il male minore e’ sempre la droga. Matteo ti prego drogati una volta tanto. Fatti un bel pippotto e poi guarda la puntata dove il frocio si confessa al padre grossolano. Sara’ bellissimo te lo garantisco.
scritto da dr wally martedì.31.08.10 17:06
che bestemmia. (ma poi,’zzo c’entra il culone di born in the usa con born to run?) la cosa triste è che, secondo me, se springsteen ha visto ‘sta castronata, c’ha riso pure.
scritto da manu martedì.31.08.10 17:09
facciamo che Bruce non l’ha visto ma ha riso lo stesso contando i dollarini dei diritti.
scritto da fran(cesca) martedì.31.08.10 17:29
Matteo, solo i froci possono dire “frocio”.
scritto da Watkin martedì.31.08.10 20:24
Naaa, ho una dispensa speciale da anni.
scritto da Matteo Bordone martedì.31.08.10 20:26
Cioè, “il protagonista della serie più noiosa che fa il più cretino di tutti” sarebbe il tipo di Mad Men?
I hope not. La serie non è noiosa proprio per un cazzo.
scritto da Gambero martedì.31.08.10 20:55
ha ragione Gambero, Mad Men non è noioso,
è palloso.
scritto da Dario martedì.31.08.10 21:47
pensa che io dico anche “negro” e “ebreo” oltre a “frocio”, “indiano”, “paki”, mai una volta che intenda qulache cosa di brutto, tranne quando dico “italiano di merda”.
scritto da sasaki martedì.31.08.10 21:56
Bordone, che hai contro Eddie Vedder? Sei arrabbiato perché quando ti sei accorto dei PJ era ormai troppo tardi per essere tra i fan della prima ora?
Anche io guardo Glee per la nasona.
scritto da Roberto martedì.31.08.10 22:09
@dario, scusa se ti darò dell’ ìincompetente. ma definire mad men palloso, significa avere pochi strumenti per giudicare. suppongo tu sia un giovinetto. quindi è ovvio. ciao.
scritto da fran martedì.31.08.10 22:16
Allora non sono l’unico a cui non è piaciuto
scritto da Eddy martedì.31.08.10 22:33
bordo’ te vojo bene!
scritto da Andrea martedì.31.08.10 23:26
Cosa c’entra poi la copertina di Born In The USA con Born To Run me lo devono spiegare. Ok sempre Springsteen è ma sono due cose ben distinte. (Vabbè quest’ultima cosa è da fan rompipalle)
scritto da Eddy martedì.31.08.10 23:45
c’ha ragione marsh
la lesa maestà non esiste
scritto da f martedì.31.08.10 23:48
Posto che è più offensivo dare a una persona del giovinetto che dell’incompetente, soprattutto se essere giovinetti comporta ovviamente essere incompetenti..tuttavia mi fotte sega di cosa puoi pensare di me. Mi piacerebbe sapere invece quali sarebbero gli strumenti utili a guardare mad men senza ritrovarsi le palle sotto il tappeto. Non ho detto che è brutto, o che è stupendo, che è approssimativo o profondissimo, ho detto che è palloso.
Gli anni ’50 erano pallosi, se no Dio non avrebbe mandato Elvis.
E per quanto mi riguarda la categoria doveva vincerla Bored to Death.
scritto da Dario mercoledì.01.09.10 00:29
Finchè non si mettono a cantare mi piace, poi c’è Betty White.
Se ci fosse stato Springsteen a cantare davvero sarebbe stato bellissimo, anche con il coretto un po’ così dietro.
scritto da Ellis mercoledì.01.09.10 01:40
Dimmi che ti vedo a Xfactor…
scritto da Roberta mercoledì.01.09.10 02:26
@Dario
Bored To Death (che non ho mai visto, quindi non giudico, ma dico che mi è bastato il bignamino su Wikipedia per desistere) non è stato nominato per una singola categoria agli Emmys.
Mad Men ha vinto Emmy (2010) e Golden Glob (2009) come miglior serie drama, ed è al quarto posto nella Top 50 Television drama of all times del Guardian (al primo ci sono i Soprano).
Se guardi Mad Men e ti arrivano le palle sotto il tappeto il problema è tuo, non viceversa.
scritto da Gambero mercoledì.01.09.10 03:31
Ho fatto un giro su Wikipedia, per completezza: Mad Man ha vinto Emmy e Golden Glob come miglior serie drammatica nel 2008, 2009, 2010. L’American Film Institute l’ha inserito dal 2007 a oggi tra i dieci programmi più influenti dell’anno.
scritto da Gambero mercoledì.01.09.10 03:50
Mad Men è bellissimo. All’inizio ci ho messo un po a entrare nelle dinamiche della serie, ma ecco, dopo due puntate fila liscia come l’olio (specialmente col progredire delle stagioni, quest’ulitma ha dei momenti totalmente deliranti). E comunque cronologicamente inzia nel novembre 1960, niente anni 50
ps. glee è orribile per essere orribile, ma nell’apertura i ragazzini erano abbastanza irrilevanti. sono jon hamm e betty white che hanno creato ‘il bello’. La parte migliore in realtà era lo spoof di modern family con clooney. Lì ho riso molto.
E la migliore apertura degli ultimi anni comunque rimane:
http://www.youtube.com/watch?v=i1q_8QQO70Q&feature=player_embedded
scritto da F. mercoledì.01.09.10 05:06
che bello trovare qualcuno a cui piaccia mad men!!
sapete che tra i miei amici non lo guarda nessuno. ma proprio nessuno nonostante lo abbia pubblicizzato un sacco. sinceramente io lo trovo perfetto.sevo dire soprattutto le prime due serie. ma la genialata che nell’ultima puntata della terza serie, venduta l’azienda intendono ricomprarla e ricominciare da capo??
e i personaggi? ma dico non ce n’è uno che non sia in straparte. e i dialoghi? da urlo. e la scenografia? e il brano musicale dell’inizio? e i vestiti? e quel fare storia che passa tra le righe del racconto? beh ragazzi io non ho mai visto niente di meglio. ciao dario.
scritto da fran mercoledì.01.09.10 15:33
@F. bellissimo il video. peccato che non c’era nessuna citazione di mad men. ma forse era precedente?
ah, dimenticavo.
ogni serie di mad men dura un anno.
inizia nel 1960 la prima , poi nel 61 la seconda e nel 62 la terza. già solo questo mi pare supergeniale.
scritto da fran mercoledì.01.09.10 15:44
La quarta serie inizia a fine ’64 comunque. Il salto temporale di un anno gli ha dato una possibilità di dare una smossa alle singole storie del personaggi, bellissimo. Secondo me è la serie migliore dall’inizio (anche se non è ancora finita e l’ultima puntata era un po’ ‘così’)
L’opening degli emmy con conan o brien che ho postato è del 2006, mad men ancora non esisteva
– infatti quando hugo dice ‘we weren’t exactly invited’ si riferisce al fatto che la seconda serie di lost non era piaciuta molto e non aveva ricevuto nessuna nomination quell’anno.
scritto da F. mercoledì.01.09.10 17:10
maronna, ho letto tutti i commenti in volata e non mi è rimasto niente. Ho solo colto uno che bestemmiava contro mad men.
Che tu possa cadere lento lento da un grattacielo in 5th avenue stordito da mille e più immagini pubblicitarie.
Mad men è così stratificato che perfino la languida lentezza con cui scorre non ti dà il tempo di appropriarti di tutte le dimensioni della storia. La terza serie è quanto di più acuto, avvincente, chiaro, critico, comunista abbia mai letto in tre anni a questa parte sulla la crisi economica attuale, l’umiliazione del lavoro, la finanziarizzazione del capitalismo e tutto il resto appresso.
Don Draper, ultima puntata, terza serie: “Chi diamine c’e’ al comando? Un gruppo di commercialisti che cercano
di vendere un dollaro a un dollaro e dieci? Io voglio lavorare. Voglio costruire
qualcosa con le mie mani.”
scritto da maronna mercoledì.01.09.10 17:33
Ammetto di conoscere la serie molto meno di voi, so solo che se la conosco meno è perché dopo tre puntate mi sono fiaccato le balle. Amate le serie che volete, io continuo a rispettare il legno.
scritto da Dario giovedì.02.09.10 01:48
signora maestra, bordone dice le parolacce.
scritto da chamberlain giovedì.02.09.10 10:29
Hai proprio ragione su tutto, ma su un punto no.
Jimmy Fallon e’ un grande amico del Nostro.
scritto da TIcklingyou domenica.05.09.10 00:51
@ VANIGLIA MARTEDÌ.31.08.10 13:44. Non è turpiloquio, è una citazione della prosa di Matteo Codignola.
scritto da GMR mercoledì.08.09.10 20:05