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mercoledì 1 settembre 2010

Semplice come un panino col buco in mezzo


La questione della moschea di Ground Zero sta decisamente rompendo i coglioni da troppo tempo. I Tea Party, Sarah Palin, Fox, Glenn Beck e tutta la fufferia si sono scagliati contro il progetto come se lì si decidesse il futuro degli Stati Uniti. Si decidono, più probabilmente, un po’ di voti delle prossime elezioni. Obama, interpellato a proposito, ha detto prima la cosa giusta (più o meno questa: è un paese libero, e i musulmani hanno il diritto di costruire la loro moschea) e poi ha ritrattato (più o meno così: per potere, possono, ma non è che sia proprio il caso). Giustamente ha fatto infuriare tutte le persone con un minimo di cervello, e anche chi ha un’intera salina in testa. Per due ragioni. Per prima cosa il Presidente non balbetta intimidito. Secondariamente, il Presidente difende la Costituzione senza disquisire.

Su questo tema il Daily Show di Jon Stewart sta martellando da tempo, anche perché segue la vita dei media e della politica americani, e la Ground Zero Mosque sta tenendo veramente botta da un po’. L’altro giorno Stewart ha invitato il sindaco di New York, Michael Bloomberg, al quale ha chiesto questioni di bagel prima, e un’opinione sulla moschea poi. E la riposta che ha dato Bloomberg è di quelle che tagliano la testa a tutti i trucchetti retorici di questa terra, i balbettii, i distinguo e le faccette. Concisa, rapida, inequivocabile, fa così.

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Stewart: La moschea, il centro culturale islamico a Downtown Manhattan ha generato un certo bailamme, per così dire, e lei ha già dichiarato molto chiaramente che la gente, in una proprietà privata, è libera di fare quello che vuole. È la sua posizione?

Bloomberg: A scuola abbiamo studiato la Costituzione. Dice che hai il diritto di dire quello che vuoi, pregare chi vuoi, quando vuoi, dove vuoi. E non è compito del governo dirti cosa devi dire. Ci hai appena dato dentro con Glenn Beck: ha il diritto di dire quello che vuole. È il bello dell’America. C’è gente che dice «Be’, in Arabia Saudita non si possono costruire chiese». Esatto! È la differenza tra l’Arabia Saudita e l’America. È molto semplice. Che ti piaccia o meno la moschea, non sei costretto ad andarci. Lì c’è già un’altra moschea, a quattro isolati da Ground Zero. Ci sono locali porno, fast food — voglio dire — è una zona vitale, è New York!

Non a caso è il sindaco di New York.


isolato.
isolato.
isolato.
[da leggersi con un crescendo dal sollievo all'esultanza]
quanto vuoi, per dare ripetizioni a christian rocca?

Spesso non sono d’accordo con te, e vengo qui solo per farmi venire il sangue cattivo. Ognuno ha i suoi vizi.

Ma stavolta proprio te la appoggio in pieno. Ne ho lette anche su blog nostrani di puttanate del tipo “è giusto ma non è auspicabile”. Che, o è un modo apparentemente fine per fare il tifo per l’ingiustizia, oppure è la ridicola preghiera dei razionalisti (wishful thinking).

Voglio Votarlo.

sono per la piena libertà di tutti, ma sta moschea costruita sulle ceneri delle torri gemelle… mi sfastidia e non poco. Secondo me, non è il caso.

Beh, caro Usagi,non proprio sulle ceneri, ma ad un isolato almeno di distanza…

http://www.ilpost.it/2010/08/30/moschea-vicino-ground-zero/

Mi ricorda la canea che s’è scatenata sulle dichiarazioni di Di Pietro a proposito del diritto di parola di Dell’Utri.
I principi sono principi, non è che possono valere a corrente alternata.

embè sì certo che sfastidia, un po’ come i neonazisti dell’illinois… ma non credo si stia dibattendo su quanto siamo felici che lì ci sia una moschea, o un pornoshop. o una sede dei neonazisti dell’illinois.

segnalo questo bell’intervento di ron paul:

http://www.ronpaul.com/2010-08-20/ron-paul-sunshine-patriots-stop-your-demagogy-about-the-nyc-mosque/

la destra che dovrebbe essere, e non sempre purtroppo è

[...] freddy nietzsche var a2a_config = a2a_config || {}; a2a_config.linkname=""; a2a_config.linkurl="http://www.libreriabrac.net/brac/2010/09/2103/"; (No Ratings Yet)  Loading … [...]

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E pensare che anni fa a Roma ci fu una aspra polemica per il minareto della moschea che non doveva superare l’altezza della cupola di san pietro.. (“moschea” e “san pietro” volutamente in minuscolo!)

cambio canale, senza neanche leggere

Qualche giorno fa, La Stampa ha pubblicato un pezzo di Bloomberg in cui spiegava per esteso più o meno le stesse ragioni.

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/201008articoli/57953girata.asp

Ho provato viva e sincera ammirazione per l’America e per i principi che, quando ne ha voglia, ci testimonia (e io sono generalmente moooolto scettico riguardo l’arguzia del popolo USA).

Bisognerebbe capire una cosa: a New York amano discutere delle cose. A lungo. Ogni cosa che riguarda la città viene ampiamente discussa. Contemporaneamente alla discussione sulla moschea ce n’è un’altra, circa un grattacielo da costruire affianco all’Empire State Building, alto quanto lui. E i newyorkesi ne parlano, tanto. Quasi quanto noi, ma con una differenza: loro alla fine le cose le fanno.
Tutto il casino che si è sviluppato viene da zoticoni che non sanno nemmeno dov’è, New York.

mi sa che rob ha ragione.

Standing ovation per Rob.

perché la dowd avrebbe un’”intera salina in testa”?. non c’è polemica, mi interessa solo la tua opinione.

Bloomberg chi? Il Berlusconi newyorkese? Facile fare i liberali quando le elezioni non le vinci, semplicmeente le compri. Ma sempre un fottuto cowboy inurbato rimani:http://www.indianiamericani.it/news.php/39/

[...] Via Freddy Nietzsche [...]