giovedì 2 settembre 2010
Quel mago di Oz! Vedere i film del turco con anni di ritardo. 6: CUORE SACRO
Ecco il sesto e direi ultimo film di Ozpetek della mia vita. Per gioco, alcune amiche bloggarole mi hanno chiesto di vederli e scrivere delle recensione divertenti. Cioè di scriverle come venivano, sapendo che loro si sarebbero divertite. Io, se mi chiedono le cose gentilmente, e se poi si divertono, poi faccio quasi tutto.
Quelli che seguono sono gli appunti presi durante le visione di Cuore Sacro. Le bestemmie, alla maniera dell’ebraico e dell’arabo, le lingue sagge che hanno costruito le fondamenta della cultura ottomana e di quella cristiana, sono scritte senza vocali.
Dedica: «A gli sgusciati». Manco le preposizioni articolate. Si parte bene. («Ieri sera ascoltavo il programma di La Pina!»)
Crabatta. Esperanto filippino. La filippina è la prima persona che recita nel film, ed è incapace.
Bobulova è una fregna ricca, tutti le fanno le foto, applausi, coretti.
I due ricchi della filippina sono molto ricchi. Sono sulla terazza. Si guardano, evidentemente scemi, e si baciano. Si buttano dal cornicione? Sì. Figata. Morti! Due stronzi in meno.
Bobulova ringrazia per il premio. Intanto arriva la notizia dei morti. Preoccupazione dei cattivi dell’azienda a proposito dei suicidi. L’idea di industria di quello che scriveva le battute a Zampetti. Sarà un consulente di Oz.
Bobulova nuota. È imballata di soldi. Poi si convertirà. Lo so perché sono uno informato. Sembra che si veda il culo di Bobulova, poi all’ultimo cala una tendina.
Sono tutti spietati. Non serve Glenn Close per rappresentare la crudeltà: bastano delle sale riunioni.
Bobu compra una casa. Boh. Madonna come recitano del teatro italiano. Non c’è del gas nervino?
Ah, era la casa dei suoi. Il custode della casa fa l’idea di Klaus Kinski di un custode. Lei scopre graffiti che i suoi hanno scritto sui muri di una stanza. Momento lirico. Violini.
(Ma qui manca qualcosa. Ma dove sono i froci? Io ho fame!) Ah ecco, parlano di pranzi. Forse dopo.
Bobulova ha scambiato la recitazione sobria con la mummia di Nefertiti.
Bobu e autista fermano uno scippo. La scippata piangendo abbraccia Bobu. E lei è una stronza con palo in culo dritto e lungo. «Certa gente non dovrebbe stare in centro. È anche una brutta immagine per la città» dice a proposito dei punkabbestia. Torna nella stanza tutta istoriata. Vai che vede la madonna. Dai. No. La scippata ha rubato il portafogli. L’autista la becca. La bambina racconta cazzate. Il dialogo tra le due. «Io non ho niente di mio: solo questo zainetto.» E via estroversa e autonoma, serena, ladra curiosona e in fondo, prcdd, tenera, saggia, innocente. «Era brutta tua madre?» «No, perché?» «Non c’è nemmeno uno specchio in questa stanza.»
La ragazzina se ne va. Misteriosa. Comunicativa. Non sapete. Il dcn.
Altra sala riunioni. I dialoghi, quando sono tre o quattro persone, sono tipo qui quo qua.
La figlia dei suicidi va a accusare Bobulova di averne causato la morte. C’è una questione di tangenti, scandali finanziari.
Uuuh, la zia di lei è in una clinica di miliardari. È alcolizzata. «Il tè è così malinconico!» Prcmdnn! Ah ecco, vanno da lei a farsi dare una firma per smembrare la casa di famiglia. Ci si chiede se non picchino le vecchie sul tram, per dire. «… trasformare i ricordi in denaro.»
Il perito analizza le scritte. Nessuno al mondo ha mai recitato così male come il perito.
La ragazzina porta Bobulova a cena. «Che cos’è, un gioco a quiz?» dice una dodicenne. Pensa chiaramente a Lascia o raddoppia.
Supermarket. Bobulova incoccia contro uno con una faccia talmente da attore italiano che adesso si fanno una qualche storia. Garantito. La ragazzina va uccisa con degli spilli. I dialoghi. La bambina le regala il diario per scrivere il loro diario. La ragazzina è buona, temo. Porta la spesa ai poveri, gli storpi, i morti, non lo so: è buona. È amorevole. Ladra, sì, antipatica, ma che carattere! Peccato averla già uccisa con gli spilli, peccato il sangue, al meeting di Rimini farebbe faville (e pozze). E prcd.
Ecco Bobulova, armata di dcn, che porta il cibo ai poveri. Arriva una nonnina. Si spera abbia una vaginite fortissima, virale e batterica, roba che si muore in fretta. Parla di un certo Padre Karras. «Perché mi hai fatto questo Demi» mi vieni in mente. Lo diceva la nonna dell’Esorcista al figlio, Padre Karras, nelle visioni. Oz ha voluto fare la citazione dell’Esorcista. Cita un greco. Non è neanche antigreco, da turco. Proprio un cuore sacro. [sospira]
Anche lo sfasciato pazzo è truccato, bello, benharper, e recita come chi studia teatro, rifacendosi ai Barba, ai Bene, soprattutto — dcn — ai Grotowski.
Ora lei scende in una stanza sempre stata vuota della casa dei suoi. Preme contatori a minchia. Parte la lirica sul giradischi immediatamente, con le lucine. Dentro a casa dei suoi c’era Gardaland. Ma te pensa.
Ora scopre che il prete Karras le fa fare volontariato per la parrocchia.
«I tuoi saranno preoccupati.» «No, sono abituati. E poi i miei non sono miei, io non sono loro. Non sono di nessuno.» Voi ditemi se uno non deve bestemmiare. Voi ditemelo. Dialogo e rapporto tra le due che se lo fai vedere al regista di Scemo e più Scemo 7 — Lost in Favignana si converte lui, ma nel senso che diventa di Hamas.
(Ancora mancanza di ricchioni, ancora fame!)
Montage con musica da Buddha Bar, e la ragazzina che dice «Senti i gabbiani», ’sta troia ladra.
Bobulova è incredibile, ma in confronto a Bova è comunque la Magnani.
Ora la zia scema le dice delle stronzate sui sorrisi del passato. Boh. Bobu guarda gli angeli. È la donna che sussurrava alle statue!
«Mi scusi, è lei padre Karras?» Questo prende le battute dall’Esorcista, le toglie dalla bocca di Ellen Burstyn per darle in pasto a questa?!
Adesso lei si siede, vede i suicidi che le parlano. Succedono le magie, insomma. E il dio, sereno, ulula alla luna.
Padre Karras parla di tre quarti, così si vede la cartola. È ovviamente omosessuale. Ha dei maglioni interessanti. Forse quella cosa lì si chiama bouclé.
Ah, ecco, la madre della ragazzina, che intanto è morta, è un’attrice. Si vede. Ma come si vede. MA COME SI VEDE! Ha studiato, ha fatto teatro anni Settanta — roba bellissima, intendiamoci — per tanti anni. E adesso è dentro a un film, finalmente, per cui la pagano decentemente, a recitare da teatro, però, troppo forte, troppo intenso, e così fa schifo. Sarebbe troppo intenso anche se non ci fosse davanti un ferro da stiro Rowenta, cioè Babi Bobu.
Ecco un montage col tango e una serie di morti di fame cui Babi Bobu porta i sacchetti della spesa. Un montage di questa cosa. Dico sul serio.
Ecco Babi Bobu che si blocca, mentre deve dire le cose cattive della globalizzazione alla conferenza. E ci viene da piangere, a Babi. E tutti fanno le facce ommammamia cosa sta succedendo. Costernatio! Eccola che piange mentre rompe il cazzo a tutti sui desideri indotti di una donna del Kazakistan. Qui siamo al bracciante calabro, all’operaio lucano di Moretti.
Confronto tra la zia troia e cativa e Babi Bobu.
Babi Bobu nuota, tutta giuliettabinoscia, e ritrova sé stessa!
Adesso abbraccia un albero. Io lo dico sempre che in provincia si cresce più normali. Ah, è tornata la bambina. Babi vede gente morta! Mormora una preghiera che non ha mai sentito nessuno. Boh. Niente, poi corteccia a strafottere. Corteccia. Che se lo vede uno che è cresciuto non dico in Transilvania, ma a Varese, un po’ il vaffanculo te e gli alberi prcd gli viene.
Babi alla mensa dei poverazzi. Accappatoio e ciabatte. Nessuno la guarda. Ah, certo, perché nessuno si accorge, lì nessuno giudica, sono tutti esseri umani. Ma io dico, puttana madre teresa, ma veramente il film è così? Coi vestiti usati e le docce per i poveri?
Ma la sceneggiatura. Le volontarie. Questo agli attori parla in turco, secondo me. Non può essere che voglia davvero ’sta roba.
Ah ok, lei si è buttata nel volontariato. Non ha venduto il palazzo, e l’ha trasformato in un centro di beneficenza. In compenso si è fatta l’henné, ed è anche diventata scopabile. Vedi alle volte il Cristo.
Anche la signora ricca decaduta, che si porta le posate d’argento da casa, mangia coi morti de fame. E senti che violini. No, ma porca puttana ma la gente è pazza. Ma le persone per bene dovevano andare fuori dai cinema coi cartelli.
Urca, c’è una specie di Cortes che la luma. È malato di mente. Secondo me ora della fine la fa fuori. Il prete gay le ha già detto di stare attenta. Arriva Cortes bagnato e manzo. Scoperanno? Ora vi dico. Lui per essere una persona normale ha una dizione molto buffa. Ora è nudo e ha una crisi. «Non riconosco più gli alberi. Solamente il pino e la quercia riconosco» dice, invece di darle il cazzo.
La zia ricca taglia in mezzo ai poveri, tutta snob, tutta crudeliademòn, una roba che neanche io quando me la prendo con quella stronza di Anna Wintour. Ah, volevo dire che la zia è cattiva. Molto, eh. Proprio senza cuore. Interna la gente, rinchiude, zittisce. ’Na roba brutta proprio. Fortuna che è dentro al film, perché se fosse fuori sarebbe da chiudersi in casa e non uscire più.
Ma anche il custode, che sembra Ugo Pagliai che fa il custode, è gay.
Dopo il dialogo col custode, ora il prete gay e Babi vanno dal vescovo. Benissimo. Ci vanno col fiorino tutto rotto.
Adesso sono in una baraccopoli. Il prete gay (ma chi cazzo è questo attore che latra?) la affronta col monologhino. «Queste persone hanno bisogno di risposte concrete, solide, organizzate. I miracoli non bastano, Irene.»
In un sottopassaggio della métro, Babi vede una negra, si leva un SASSO, non una pietra preziosa, l’idea che al Leoncavallo hanno delle pietre preziose, e gliela dà. Ah, si spoglia. Regala tutto. Gli sguardi della gente. Come sono realistici, rcdd! No, ma questa scena. Una se ne va col suo reggiseno. Ma te pare!? Diomadonna. Lei nuda e i piani medi, i primi piani circolari.
Ecco. Rinchiusa. No. Visita.
La psichiatra è una deficiente. Fa le domande di una che ha letto la voce di Wikipedia “Freud”, e crede che la psicanalisi sia legata alla pittura espressionista. No no, la psichiatra va menata in sei. «Le piace quella pianta?» E via un pistolotto sulla pianta.
Posto un paese con attori cani, ci vogliono registi con museruola. Oz non ce l’ha. E questa è la cosa più grave. Più grave del fatto che i suoi film siano scritti, col culo, per un pubblico di capre desiderose di redenzione; più grave della scarsa capacità di concepire una sintassi e uno stile muniti di un minimo di misura.
Con questo ho finito di vedere i film di Oz. Ce ne sono due, ma aspetto qualche anno. È stata dura. Davvero.
TU questo devi FARE nella vita, prcddcn
scritto da eNZO da internexPOinz giovedì.02.09.10 09:30
detesto dare ragione a enzo, ma in effetti sì. ma farlo sui film in sala, quando ancora puoi far danno.
scritto da nina giovedì.02.09.10 09:58
eh no! Ora voglio la istant-recensione di Mine Vaganti!
scritto da matteo giovedì.02.09.10 10:03
sto bevendo un caffè al lavoro, centellino la lettura, devo godermela fino in fondo! Già posso dire, ne vogliamo ancora, Bordone non puoi smettere ora!
scritto da simona giovedì.02.09.10 10:10
Questa è stata favolosa! la migliore di tutte, stai solo entrando in forma, vai avanti!
(oppure se smetti, smetti davvero, non fare come lui con l’Africa e la politica).
scritto da franco giovedì.02.09.10 10:26
oh, bordone, per gioco mi dai 1000 euri? sarebbe divertente (per me) e mi renderebbe felice. grazie.
scritto da manu giovedì.02.09.10 10:35
quando sono uscita dal CINEMA (lo confesso) avevo istinti omicidi.. però dirò una cosa impopolare: a me Mine Vaganti é proprio piaciuto! Sarei curiosa di leggere che ne pensi
scritto da MYMMEE giovedì.02.09.10 10:44
siccome ormai sono arteriosclerotico e questo film l’ho visto un sacco di tempo fa (cinque anni per la precisione) sono andato a rileggermi cosa scrivevo allora nel mio “cineblog” di “cuore sacro”.
“Visioni a volte immorali, sempre nel senso baziniano dell’accezione, come le sequenze con la camera volteggiante intorno ai personaggi quasi a vivisezionarli, simulando una falsa partecipazione, del “Cuore sacro” di Ferzan Ozpetek, oscene al punto di riprodurre attraverso rimandi kitsch iconografie pittoriche arcinote come la Pietà michelangiolesca. Un film forse onesto intellettualmente, ma disonesto fino all’eccessso dal punto visuale, tanto che gli attori (soprattutto Barbara Bobulova) vagano con espressioni da sonnambulo degne del Cesare di Wiene.”
ecco, dovessi riscriverlo adesso, toglierei quel “forse onesto”, per il resto mi pare che quagli.
scritto da whatsgoingon giovedì.02.09.10 10:46
Enzo ha perfettamente ragione.
“La ragazzina è buona… Porta la spesa ai poveri, gli storpi, i morti”.
Ovazione!
scritto da Fran(cesca) giovedì.02.09.10 12:04
“Io, se mi chiedono le cose gentilmente, e se poi si divertono, poi faccio quasi tutto…” … … …
Mica vero… Quando ti ho chiesto di sposarmi l’avevo fatto gentilmente e poi mi sarei divertita pure, ma tu mica hai accettato… (Che col senno di poi, meglio così eh…)
scritto da Vaniglia giovedì.02.09.10 12:18
POPOLO, innanzituttamente è eNZO e non come minchia lo scrivete voi coi VOSTRI diti IGNIORANTi.
Poi, solo io (eNZO) ci posso dire a ametteobibbinahci cosa FARE e non fare. È una MIA CREATURA, lui.
E lui lo sa, come lo sanno tachesci gatto CICCIONE e fiona gatta NINFOmane.
NINA, evitami, è MEGLIO
non mi piacete
scritto da eNZO giovedì.02.09.10 12:22
Enzo, ti si vuole anche bene, ma a cuccia adesso.
scritto da Matteo Bordone giovedì.02.09.10 12:54
“se una PERSONA non vale NIente, l’offesa è ZERO”
Imparatelo!
scritto da eNZO giovedì.02.09.10 12:59
matt bravissimo come sempre. ricordo che la sensazione quando lo vidi fu simile alla tua. meno ironica, per mia sfortuna. che ancora mi sembrava di essere intollerantissima a non trovare mai un film italiano decente. ma a chi ha voglia di rispondermi in modo semplicissimo, chiedo: cosa voleva comunicare OZ con questa storia? ecco io proprio non l’ho capito.
scritto da fran giovedì.02.09.10 13:08
E allora mi sa proprio che ho ragione io, che quando al cine danno un film italiano tiro di lungo.
scritto da biagio giovedì.02.09.10 13:44
E ancch’io do ragione a eNZO.
E pazienza se mi perculerà.
scritto da biagio giovedì.02.09.10 13:45
Anch’io, con una “c” sola, ouff…
scritto da biagio giovedì.02.09.10 14:34
ECCO. nessuno l’ha capito il filmastro.
scritto da fran giovedì.02.09.10 15:05
mi sa che non guarderò mai un film di Oz…
scritto da Usagi giovedì.02.09.10 15:56
@Fran: forse se nessuno l’ha capito magari la colpa è dell’autore. Io di Oz ho visto solo un paio di film, non mi son piaciuti e me ne tengo lontano, però concordo con chi dice che Bordò dovrebbe fare questo di mestiere: le sue rece bestemmiate sono qualcosa di epico.
scritto da marco giovedì.02.09.10 16:22
Nonostante il mio pregiudizio negativo verso Ozpetek – o forse proprio per questo – devo ammettere anche io che Mine Vaganti non è malaccio (al netto di un paio di personaggi e di storie tutto sommato marginali).
scritto da Francesco C. giovedì.02.09.10 16:46
le tue recensioni sono PERFETTE……
grazie grazie grazie
scritto da carlotta giovedì.02.09.10 18:53
A questo non mi ero neanche avvicinata. A quanto pare ho fatto bene. non ci ho capito un granchè della storia, ma posso immaginare perfettamente le scene coi poveri, storpi, morti e con le nobili decadute con le forchette d’argento alla caritas. No grazie, Oz.
ps.’Bobulova è incredibile, ma in confronto a Bova è comunque la Magnani.’
grande!
pps. citando grotowski mi hai ricordato alcuni degli esami più pallosi della mia vita universitaria, e grazie a te stanotte, a mo’ di inception, il mio subconoscio mi mazzolerà di teatro povero. grazie, matteo (no)
scritto da F. giovedì.02.09.10 19:19
Dovresti sottotitolare il film con i tuoi appunti.
scritto da Max giovedì.02.09.10 19:36
non sei a Venezia, vero? vai a Venezia e poi posti le recensioni? per favore?
scritto da zundapp giovedì.02.09.10 23:37
Grandissimissimo Matteo!! le tue recensioni dovrebbero entrare nel programma di studi di tutte le scuole superiori del “regno”.
scritto da tyler durden venerdì.03.09.10 10:21
Mi accodo a ZUNDAPP e rilancio: sogno una rubrica TV di Bordone dalla Mostra di Venezia. Anzi, al di là di Venezia, una rubrica TV di Bordone sul cinema.
scritto da oreali venerdì.03.09.10 14:03
Senti, ma se ti chiedo per favore, e te lo chiedo gentilmente, garantendoti che poi mi divertirò un sacco, c’è la possibilità che un giorno veda una tua recensione di quel capolavoro di “Baciami ancora”?
scritto da marco venerdì.03.09.10 14:06