|
|
|
|


venerdì 3 settembre 2010

Una ragione in più per volervi bene, canadesi





Il terzo lato di Suburbs va avanti per sempre, che è una chicca che si può fare solo in vinile. E noi appassionati di dischi, Arcade Fire, queste cose le apprezziamo tanto tanto. Grazie per ieri sera, per il disco col lato infinito, per Terry Gilliam e il Madison Square Garden, per i video interattivi, per la ghironda, per le donne sul palco che non sono chick o rrriot, per every time you close your eyes e tante altre cose.


sì ma, alla fine, ‘sto the Suburbs com’é?

bravo ragazzo.

Ma lo sai che ci pensavo stanotte guidandomi via dai sobborghi: ventiquattrore prima Cohen , nello spazio rinascimentale, equilibrato di Santa Croce. Ora questi ossessi polimusicisti appassionati e colti . Oh Canada : ne potrei bere a casse, resterei ben saldo in piedi !

A me l’ultimo disco, ad un primo ascolto, non ha emozionato moltissimo.

Però l’ultima volta che avevo ascoltato gli Arcade Fire ero in piazza Castello a Ferrara, due anni or sono.
Spettacolo esaltante.

Magari ad un secondo ascolto…

C’ero anche a Ferrara. Live sono grandi. Per il resto ci vorrebbe loro un producer che li obblighi a cercare out of the beated tracks. Farebbero il salto , hanno tutto !

Si spera in un concerto tutto loro in inverno/primavera.

“Funeral” = 7- (se togli 3 pezzi è 5)
“Neon Bible” = 6,5 (se togli 3 pezzi è 5)
“The Suburbs” = 4,5 (se togli 3 pezzi, ahhh, purtroppo, resta 4,5, e siamo larghi di manica, noi)

Posto che, per esempio:

“Chatterton” di Chelonis R. Jones = 7,5
“cLOUDDEAD” dei cLOUDDEAD = 8
“Congratulations” degli MGMT = 7
“Di vizi di forma virtù” di Dargen D’amico = 8
“Midtown 120 blues” di Dj Sprinkles = 8

e che:

“Bitte Orca” dei Dirty Projectors è-almeno-un-bel-7-senza-cori-da-stadio.

A risentirli. All’Esselunga.

Dai, ritratto perché ti leggo e sei uno a posto, a cui lascerei da curare un bambino. Se togli tre pezzi ai primi due diventano da 6-. No rancori, in generale. Solo un po’ di nausea da plebiscito e apertura alla discussione. Ciao.

Sì ma alle 11 avevano già finito…

ieri sera un concerto spettacolare…

Al di là della qualità della loro musica, e al di là dei loro concerti gratis su Youtube, credo che quel che gli AF son capaci a fare meglio sia, prima di suonare una canzone, scambiarsi gli strumenti (violiniste escluse)

Aboliamo i distributore ticket multi-servizio con gestione code in più sportelli, non sono democratici, sfavoriscono i Furbi.

scusate non li conoscevo ho ascoltato qualcosa su YT e ho scoperto che il tipo canta esattamente come Robert Smith dei vecchissimi Cure, purtroppo la musica che fanno é piú noiosa. Continueró a sentire la vecchia cura!

Bello che quando uno dice quanto mi piacciono questi la gara sia a dire no no, che schifo che fanno, figuriamoci, meglio i Cure. Bella l’idea, dico. Complimenti.

l’hai appena detto Matteo…
io c’ero in piazza Castello (enormi), c’ero ieri sera a Bologna (un gradino sotto, forse anche due, in effetti).
A quello che preferisce i Cure, bè, sì e no che mi ricordo uno-due pezzi di ‘sto gruppi. Ma fatemi il piacere.. Peter Gabriel ha appena coverato “My body is a cage” (Peter-Gabriel, ciccio), non il contrario, per dire. Degli AF TUTTI, e alcuni sono capolavori.
Al professorino che dà i voti, “tolti 3 pezzi, etc. etc.”, dico solo che una speranza c’è per tutti, dai forza che ce la fai. Poi mi rendo conto che saper valutare la qualità dei pezzi non sia alla portata di tutti, ma proprio per questo lascia stare il ditino alzato che fai morir dal ridere.

dunque, se si inizia a discutere, proporrei come punto di partenza l’opinione del sommo piero scaruffi,
il quale dà 7,5/10 a funeral e 7/10 a neon bible…
considerando il coefficiente scaruffi in un confronto con qualsiasi altro critico è di circa 1.5 , ne risulta che, in scala umana, i due primi album degli arcade fire hanno preso rispettivamente 10.5/10 e 11/10 . personalmente: non ho nulla da eccepire

incipit della sua pagina sui beatles
e osservazioni en passant

[chiedo scusa, ho usato male i simboli , la parte che segue doveva far cosa unica col post più sopra]

“I Beatles appartengono certamente alla storia del costume degli anni ’60, ma i loro meriti musicali sono quantomeno dubbi. ”

“Nel 1970 i Beatles si sciolsero e ognuno intraprese una carriera solista. Lennon (assassinato nel dicembre 1980 da un fanatico) non fece nulla degno dei grandi cantautori dell’epoca e, al di la` delle vicende politiche e sentimentali, non sarebbe mai stato conosciuto per i suoi dischi se non fosse stato un reduce dei Beatles”

…e ‘sti cazzi?? :D

Marco, spero tu sia sarcastico, in caso contrario non stai benissimo. Poi si, nonostante dal vivo continuino a spaccare, Suburbs a parte l’ uno-due killer iniziale a me dopo una decina di ascolti fa l’effetto di un Tavor.

Però aver visto un disco del genere superare negli Stati Uniti in vendite (anche per una sola settimana) Justin Bieber e porcate varie fa non poco piacere.

a me il concerto è piaciuto e trovo i loro dischi assai gradevoli. in modo semplicistico mi piacciono senza stare troppo a pensare ai voti, alle stelline, al gradimento universale. ed è bello così!

eh sì, certo, proprio uguali uguali ai Cure, proprio. E stiamo pure a ascoltare Scaruffi il tuttologo.E se togli 3 pezzi fa 5. Che insipienza musicale.

sul mio giradischi il terzo lato non è infinito…:(
sarà un problema del disco o del piatto?

Matteo so che non c’entra una mazza, ma che ne pensi dell’ultimo dei Royksopp?

filippo, l’ironia ti sfiora al punto da farti venir mal di gola…

Matteo, hai ragione a dire che il riferimento ai Cure non ha molto senso, ma in effetti quando gli AF (che io adoro e continuo ad adorare dalla prima nota di Funeral all’ultima di The Suburbs) alle 23 stavano già sbaraccando, ho pensato con rammarico al concerto di Robert Smith e soci, che hanno il doppio dei loro anni e i cui concerti nell’ultimo tour duravano proprio il doppio esatto. Forse a Ferrara han suonato un po’ di più, ma mi viene il dubbio che sti giovani indie si risparmino un po’ troppo.

M, credo che il tuo giradischi abbia un ritorno automatico, no?

io l’altro ieri a Bologna un 30 minuti in più di cocnerto me li sarei sentiti volentieri. E invece no, li han fatti smettere alle 22 e 59.
E no eh.

E poi 10 minuti dopo tutti via dal pratino del parco nord.
E no eh.
Eccheccacchio.

In realtá non ho detto che la loro musica ha a che fare con i Cure ma che il cantante ha un timbro vocale simile a quello di Robert Smith. Per il resto é lecito che piacciano a qualcuno e a qualcun’altro no. Credo.

Ah, “li han fatti smettere”? Non è colpa loro? Meglio così. Viva il Canada.

eh si, il dannato ritorno automatico…

di questa discussione non ho capito niente, però bello questo finaletto infinito,, solo che anche il video di youtube doveva andare avanti per sempre e anche questo commento, e anche questo commento, e anche questo commento, e anche questo commento, e anche questo commento, e anche questo commento, e anche questo commento

Io non stavo partecipando a nessuna gara a dire no no. Erano solo opinioni personali di uno che si è stufato di leggere lodi sperticate a destra e a manca indirizzate a un gruppo che ritiene discreto. Trovo, in tutta onestà, che gli Arcade Fire rappresentino splendidamente un bell’abbaglio collettivo dei nostri tempi, cucinato con laute dosi di armonie grassottelle con tante “elle elle elle” sbrodolose e condito da un sughetto niente male e qualche spezia a coprire gli odori VERI: tutto qua. E quando uno è abbagliato, si sa, non ci vede più tanto bene e va a sbattere la crapa. Quindi il mio voleva essere un monito a fare attenzione alle troppe luci (agli spacciatori e agli zuccherini http://bit.ly/bqy4y1) e un misero tentativo di sponsorizzare due-tre artisti che trovo più sinceri dei nostri canadesi, senza che me ne venga in tasca mezza lira.

L’autenticità e l’ispirazione non si costruiscono a partire da qualche brandello sparso di carne e merda e non mi risulta si trovino facilmente in natura. Quando un prodotto è solo la somma di paranoie ordinarie + buona collezione di dischi (e parentele celebri, vedi il rapporto tra Alvino Rey e Win Butler) uno un po’ sgamato, qualche matusa, o qualcuno dei famosi “kids from France and from London” tanto temuti da James Murphy degli Lcd Sounsystem nell’epica “Losing my edge”, magari, se ne accorge.

Un ultimo accenno lo voglio fare all’indietudine sbrindellata di oggi. Tra i link qui sotto ce n’è uno al video di “Amici nel tempo” di Riccardo Sinigallia, canzone tratta dall’album “Incontri a metà strada” del 2006. Una canzone che mi mette dei brividi talmente spessi che non lo so. Questo disco è uscito per la BMG. Ed è tutto bello bello bello. Se n’è parlato molto? Non direi. Perché? Perché sta in quel limbo sfigato dove non sei “indie” ma nemmeno “mainstream mainstream mainstrea,”. E allora, sostanzialmente, non c’è una mazza di hype nei tuoi confronti (come per chi sta ai bordi dei bordi dei bordi dell’indie) e come ascoltatori potenziali ti restano solo quelli che ti vengono davvero a cercare, quelli che ti conoscono già e che ti stimano.

http://bit.ly/1sFoYL
http://bit.ly/aPODsY
http://bit.ly/clRqjh

* Al tizio che citava Peter Gabriel: non farlo più, il solo pensiero di Peter Gabriel mi provoca irritazioni cutanee.

Si può discutere di musica, no? E allora vorrei spalleggiare un pochino Marco, che appartiene come me ( o magari no) a quella moltitudine di striscianti che cercano di alzare il dito per dire: ma che è sta cosa degli Arcade Fire? Dischi bellini, dal vivo mamma mia, e senti che arrangiamenti ma dove li trovi, e i testi cavolo i testi. Ne ho discusso con un amico, che mi ha detto: “Funeral” è il mio disco, il disco più bello con cui sono cresciuto” (o una roba simile). E allora dai a rimetterlo su, ad ascoltare con cuore e nervi… niente. Allora mi è venuto un dubbio: saprei citare dischi che porcaeva sono lì ad aprire in due gli AF come una mela? Oh, come si dice dove piace tanto a Bordone (e a me): blanked out. Sono la vittima esemplare della sindrome da shuffle, in aggiornamento continuo su Pitchfork, e manco mi viene in mente un disco dei miei. Allora nel week-end ho fatto un respiro e mi sono messo con calma. Mi è venuta addosso una valanga. Non sono neanche arrivato all’anno in cui sono nato (1972). Ho messo su 4 Way Street, e puff, mamma mia che botta. E non è che adesso “si vabbè ma basta, la musica ha fatto qualche passo avanti e tu stai ancora a fiori e spinelli e San Francisco”. No no. Perchè quelli lì vogliono fare questi qui, ma se si è passati da questi, quelli mi fanno sorridere. Oh, son bravi e le canzoni ci sono, ma andiamo. Allora i TV on The Radio, Gli Okkervil River, i Mumford&Sons, e compagnia bella dovrebbe stare tutti nell’olimpo.

ma quanti segaioli tutti in una volta!
sembrate a una convention di fan di Star Trek..ma perchè non vi limitate a dire “mi piace” o “non mi piace”, piuttosto che evocare parentele (Jeff Buckley era figlio di Tim,caro Marcolino saputellino, e STICAZZI?) o voti con 3 cifre decimali?

Pure Jeff Buckley è molto sopravvalutato. Comunque “mi piace” sempre un sacco vedere incazzarsi i fan. Grazie di esistere. Andiamo tutti su Facebook a cliccare il tastino.

Non sono mai stato un fan di nessuno, capra. Sono un musicista e scrivo di musica, amo la musica, e non la catalogo con dei cazzo di voti con la virgola, perchè la amo. E il tuo maestrino Scaruffi sinceramente mi fa una pippa. secondo me tu ti sopravvaluti più di quanto la gente sopravvaluti jeff Buckley. E sciaquati la bocca, quando tu succhiavi il latte da mamma io ero al concerto dei Ramones e dei Fugazi, spocchiosetto.

(fila di bestemmie da crepa ner cuppolone) nel 1975 ero giovane, ma zio Lou Reed (sempre, sempre sia lodato) ha fatto la stessa cosa lla fine della quarta facciata (tutte di 16 minuti e 1 secondo) del mai abbastanza celebratoandvituperato metal machine music. E magari, se uno ci pensa e riesce a pensarci, quello aveva magari magari anche più senso di un tristanzuolo loop in un innocuo innoquo disco popppete poppete come quello testè citato dal capo del blog – Come? sono un vecchio trombone?

Il problema di fondo è che a me del vostro io non frega niente. Se io dico che un disco mi piace molto, significa che mi piace molto. È di moda? Mi piace lo stesso. Non lo caga nessuno? Mi piace lo stesso. Ci sono dischi e gruppi migliori? Mi piace lo stesso.
Se ancora c’è gente che perde tempi dietro a «sì, ma non capisco perché tutti vadano dietro a questi sopravvalutati, quando ci sono gli X, gli Y, gli Z», anche avendo superato i vent’anni, ecco, io no.
Non vi piacciono gli Arcade Fire? Amen. A me sì.

“..che quando io ascoltavo i Dead Kennedys tu nemmeno ti facevi le pippe..”

A me piace solo parlare di musica, non fare gnè gnè io ne capisco di più e tu no. Se ti piace Antonello Venditti è un tuo problema, mai mi sognerei di convincerti che gli Arcade Fire sono meglio. La mia questione è l’hype, e i meccanismi che stanno dietro alla temporanea mitificazione di soggetti commerciali. L’hype (scusate se uso sempre questa parola ma tant’è) su Lady Gaga ci sta, è un fenomeno, ha dietro i produttori con le palle, gente ch spala dollari e figa dalla mattina alla sera. Poi ci sono chessò, i White Stripes? Mi sono sentito dire mille volte: “ma che ci trovi? Solito rock blues”, e io a dire che no cazzo, no. Loro fanno la differenza. E c’è stato un sacco di hype, concerti strapieni, kilometri di discussioni su chi si scopava chi. Quindi adesso immagino che quando io dico a uno: “Aracde Fire? che ci trovi?” quesrto abbia la stessa reazione. E siccome siamo nella zona commenti di uno che scrive di musica e cinema e di cazzi suoi, allora si può commentare senza urlarsi in faccia che io ne so più di lui. Proprio ieri mi è partita “Ground on Down” del cantante più sottovalutato degli ultimi 15 anni. Chi suona una chitarra sa che è un genio, puro e assoluto. Mica lo vado a dire in giro… :-)

Che bei soggetti.

…cazzo,anicaflash mi ha anticipato!!! :D come li amo!!!! :D