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sabato 4 settembre 2010

È la… cosa vuoi che ti dica, Ezio? Lo sai cos’è, cazzo! E puoi farci un sacco di roba che non fai.


Repubblica di oggi è all’apice dei propri difetti. Tipo che parte con 15 (quindici) pagine di politica interna. Nelle pagine della cultura ci sarebbe una recensione di un libro di Zadie Smith, ma l’apertura spetta a un pezzo perfetto per il sabato, che uno ha tempo e si mette lì: tre pagine tre sui canoni occidentali, sui libri su cui si fonda l’Occidente, un bel tema che non serve a un cazzo. Ah, Omero! Ah, Shakespeare! Ah — porca troia schifosa — la tauromachia! Il sommario dell’articolo finisce con la frase «Ma forse è possibile non rassegnarsi a una notte hegeliana in cui i tutti libri sono grigi e creare una gerarchia della biblioteca della contemporaneità». Forse è possibile. Forse no. Altri pezzi, in futuro, cercheranno di dirimere la questione. Sempre nell’interesse e con l’interesse del lettore. Lettore che è, ricordiamolo, l’interlocutore fisso e indiscusso di questo tipo di articoli. Non è roba per leggersi tra facoltà, no no. Cosa vi devo dire? È roba molto molto interessante in sé. È lì da vedere.
Il problema è che poi c’è il Festival di Venezia, quindi è un momento dell’anno in cui si parla molto di cinema. Aspesi ha visto Sofia Coppola, e racconta il film col suo stile apparentemente casuale ma ponderato, comprensibile, pacatamente divertente. È la più brava in assoluto a dire delle cose sensate e acute facendole passare per «Ha visto che roba? È già autunno».

Ma nello stesso numero ci sono due momenti notevoli sul tema del cinema. C’è il nuovo film di Roberta Torre, che va anche bene tutto, però sappiamo chi è. E uno legge la sinossi del film, e scopre che è una storia di statue, di bambini che fanno i furbi, di un paese che si convince di fenomeni paranormali. E insomma pare che il film, che racconta di una ragazzina che viene scambiata per santa, contenga un sottotesto antiberlusconiano. Figo, no? Non era quello che ci voleva? Ecco. Il nuovo film di Roberta Torre prende 6 (sei, sex, six, roku) palle. Il massimo.

Ma è soprattutto Curzio Maltese a vincere il Pirlitzer. Recensisce The Expendables, I Mercenari: il super film d’azione che riunisce una squadra impensabile di cattivi cinematografici. Il film è di Sylverster Stallone, il più facile dei bersagli per chi non sa niente di cinema. E infatti Maltese dice il peggio del film perché — sostiene Curzio — c’è tanta tanta violenza. Proprio tanta, troppona. Praticamente una smitragliata unica, un’americanata tutta muscoli e metallo, senza quella profondità europea: roba che non si può proprio vedere. E poi è anni Ottanta, secondo lui, molto anni Ottanta.

Il pezzo chiude così:

«È tutto talmente improbabile, patetico, nostalgico, degli orrendi anni Ottanta, che per reazione I Mercenari fa quasi tenerezza e, a tratti, diverte pure. Con tenerezza e divertimento in America infatti è stato accolto, riportando il vecchio Rocky agli onori del box office. Figurarsi se non succede lo stesso da noi, dove gli anno Ottanta sono al governo.»

Voto: due palle. Quindi Maltese è stato lui stesso magnanimo, ha concesso. Interessante questo sottotesto antiberlusconiano nella recensione, che uno da Curzion Maltese non si aspetta, vero? Interessante perché poi ti viene da pensare che Maltese consideri Stallone un cretino scemo e palestrato che fa cose risibili, a differenza delle quindici pagine di politica interna del numero odierno del giornale per cui scrive che sono cose di sostanza, cose serie. Sembra irrilevante che tra Rocky e questo film Stallone abbia diretto otto film, ne abbia scritti venti e interpretati quaranta. Così come pare assurdo per lui cercare di capire Schwarzenegger, governatore di uno degli stati più ricchi al mondo, e non relegarlo al solito ritrattino demente. Sempre con gusto, con sagacia, con la superiorità di chi ha visto Il cielo sopra Berlino ben due volte, Maltese infila questa meraviglia, dove l’inglese è tradotto come traduce uno che l’ha studiato con le cassette in auto, mentre l’italiano si dà letteralmente fuoco.

Sempre a proposito delle lingue, c’è questo brano interessante.

«Sylvester Stallone ha perfezionato per anni un’immobilità facciale propria di alcune specie ittiche. A questo si aggiunga che il suo inglese, nella versione originale, è quasi totalmente incomprensibile, affogato nello slang, come del resto quello di tutti gli altri compagni d’avventura. Non che si perdano dialoghi memorabili, si capisce.»

Ciò che si desume è che per tenerezza, per affetto, con un sorriso bonario qualcuno ha detto a Stallone «Sì, povero pirla, puoi fare il tuo film». Al cretino sarebbero stati prestati per cortesia ottanta milioni di dollari. A quel punto sono stati selezionati degli attori che parlano tutti strano, non dicono «how do you do» quando si stringono la mano, non bevono il tè alle cinque, insomma, sono americani, e sono anche probabilmente — madonna che schifo — di estrazione sociale umile, quindi parlano una lingua incomprensibile già di loro (figurarsi poi se i personaggi sono dei pocodibuoono). La sceneggiatura, assurdamente piena di violenza inutile, è stata approvata; il film è stato girato, con tutti i problemi logistici legati al comunicare con gente che parla una specie di dialetto zulu; è stato montato, probabilmente a caso, tanto sono solo sparatorie; infine l’hanno distribuito nelle sale. Lì, The Expendables ha incassato circa 35M$ nel primo finesettimana, e poi su su fino a un’ottantina abbondante nel giro di un mese nei soli Stati Uniti. E la gente va al cinema a vedere una roba incomprensibile, tutta assurde sparatorie, che parla in realtà di Craxi. Va’ che saranno strani questi americani, eh! Pensa che una volta ho visto una nonnina col twinset lilla, che aveva appuntato sul maglioncino un camm… ah, l’hai vista anche tu?!

PS – Fini informatori mi segnalano questo sapido precedente.


questo è il bordone che leggo di solito. mi ha stupito il “non vale tutto, glee non va bene, sdrammatizzare springsteen è lesa maestà” – che secondo me maltese sarebbe d’accordo

(no no, non era lesa maestà, non sia mai, era canzone bellissima trasformata in una cagata, non è intoccabile, ma se la tocchi devi essere in grado)

i mercenari l’ho visto in italiano, quindi non so per quanto riguarda lo slang, però la trama era veramente bruttina (certo che tutto il pippone sugli anni ’80 di maltese non c’entra una cippa, a parte il fatto che alcuni degli attori sono diventati famosi in quel periodo lì). la scena del “cammeo” di willis e schwarzenegger però è molto bella e divertente in effetti.

Uno può stare a sentire me che spiego in tutta gravità perchè non leggo Repubblica da anni, oppure leggere questo pezzo che è molto più arguto.

Mi sa che Maltese non sa che ci sono un paio di generazioni cresciute a forza di Commando (il mio preferito), Cobra, Resa dei conti a Little Tokyo ed altre chicche del genere.

No, ci ho ripensato. Repubblica la leggono solo cinquantenni vetero-sinistra immalinconiti, quindi ben vengano con gli articoli sul canone occidentale e le stroncature del trash-pop.

La cosa sullo slang rimane veramente ingiustificabile per un professionista.

io fra un’ora vado a vedere i mercenari.

Già. Forse è perchè sono un cinquantenne depresso di sinistra che continuo a trovare interessante le riflessioni sul canone occidentale. Peccato che non ci sia nessuna contrapposisizione con la cultura pop, con quella bassa/media/alta, come il povero Eco si sforza di spiegare sin dagli anni sessanta. Se poi Stallone non sembra imbolsito ai più come una bidsteccona troppo cotta, be’ quella è una questione che non mi riguarda. E’ un problema di gusto. E ognuno si pappa (e si bea o si disgusta) con il cibo che preferisce.

Tanta violenza, proprio tanta, troppona, vale la lettura!

Che poi niente satira sociale e i froci dove stanno?

La chiusura della recensione di kill bill è quanto di più delirante abbia letto negli ulitmi mesi. come aveva fatto a sfuggirmi al tempo!!?
Tra l’altro non vedo l’ora di andare a vedere the expendables. Non commento neanche la parte sullo slang…

PS. a malte’, perchè tutta sta violenza? BECAUSE IT’S SOOO MUUUCCH FUUUN!
:
http://www.youtube.com/watch?v=7L2ukSJFgCM

senza BESTEMMIE le tue scritture PERDONO di peso e SOsTANZA e io (eNZO) mi ANNOIO le PALLE ed i penzieri, uff

Sia ben chiaro io sono d’accordo con Bordone e ci mancherebbe, e di curzio e anche di suo fratello corto non me ne può fregare di meno, però se la Cultura gl’impedisce di capire il cinema contemporaneo americano e non direi un problema anagrafico che Stallone sarà a dire poco suo coetaneo, non gliene farei un peso eccessivo, sennò verrebbe fuori che magari uno per criticare i film di ozpetek deve essere frocio per forza, per godersi Allen essere o ebreo o newyorkesee, per criticarlo minimo tutteddue insieme e via di seguito

In quanto veterocominista quarantenne corro – come faccio tutti i giorni – a comprarmi La Repubblica…

in quanto veterocomunista quarantenne telefono a 4-5 veterocomunisti quarantenni come me e stasera corriamo a vedere l’ultimo film di Rocky.

Sono uno di quelli che non avendoci i mezzi cerca di imparare l’inglese con le cassette (sì, insomma: podcast, film e telefilm in originale, BBC…).
Fossi un filo meno snob ti vorrei più bene (e te ne voglio, intendiamoci).

Saluti.

bravo bordone che ha tirato fuori un altro coniglio dal capello!
ho letto le recenzioni cineveneziane dei giornalisti ufficiali di repubblica e subito ho pensato a tutti gli studenti dams cinema disoccupati o occupati in altro, che 2 righe critiche su un film (sicuro vecchio e sconosciuto) forse riescono a scriverle solo per il giornale di paese…
4anni di università specializzata,tra l’altro unica in europa, per scoprire che in italia per scrivere di cinema sui maggiori quotidiani basta la passione….

recensione , recensione ero presa dalle zeta veneziane!!!!

dai biagio, matt non è snob se dice “inglese imparato con le cassette” . se tu lo impari così va benissimo, tanto mica devi tradurre dei libri o la sceneggiatura di un film, ti pare? inoltre che uno di cinquant’anni cominci a non essere più così in sintonia con i gusti di un venti trentenne, ci sta benissimo. però purtroppo uno che ha alle spalle un sacco di esperienza nel settore (tipo critico cinematografico) è convinto di sapere sempre più dello spettatore a cui invece è rivolto il film. questo non è sempre vero, no? soprattutto secondo me per film d’azione, effetti speciali e violenza esagerata da cartone animato (l’unica che mi diverte) che vanno molto forte nelle sale e che molto facilmente si possono trattare con supponenza.

ah, qualcuno ha visto the prince of persia? guardate che non è così male come può sembrare. intanto c’è il mitico jake ghillenhall (non ricordo come si scrive) poi un sacco di parkhour esageratissimo con effetti speciali. io l’ho visto ieri sera con dei miei coetanei (50 e +) e mi hanno chiesto se ero suonata a trovarlo piacevole (cioè mica incredibile ma nemmeno schifoso)

Però avere da ridire perché gli americani parlano slang (cioè parlano la loro lingua) è proprio da morir dal ridere (o da piangere per lo sconforto).

Non per ri-passare per il solito scassacazzi… ma…
1) alla riga 47 hai scritto Curzio con la N finale
2) alla riga 70 pocodibuono con due O (ti passo il tuttoattaccato che ci stava bene)

Da Internazionale : il film colleziona due palle (pessimo) da 5 sui 6 critici che l’ hanno visto ( quello del Guardian da tre palle = mediocre) forse a volte la merda é proprio merda

D’accordo (ma forse fin troppo facile) sparare contro i tromboni radical chic dI Repubblica, ma non esageriamo dall’altra parte: non è che se a me piace Blow Up o non leggo solo il noir del momento (apprezzando ovviamente Tarantino o gli Arcade Fire…) sono uno snob di sinistra, altrimenti facciamo il discorso del Giornale sulla cultura popolare e sdoganiamo il cinepattone… A volte, appunto, la merda è solo merda, senza alcuna traccia di intelligenza o valore (pop o non pop…).

Che Stallone parli in modo strano e abbia il viso poco mobile, comunque, è un fatto, non un’opinione. Lo si deve all’uso del forcipe da parte dei medici che lo fecero nascere, e gli recisero un nervo, causandogli la paralisi del lato sinistro della faccia.

In ogni caso, anche secondo me ci sono buone probabilità che il film sia effettivamente una gran cagata.

Il film però è proprio BRUTTO, da qualunque angolazione lo si guardi. E me ne dispiaccio assai.

@Dathon: Stallone in un certo senso è riuscito a costruire una carriera anche su questo difetto fisico, ma ha pensato bene in anni recenti di rifarsi la faccia, abbandonando così ogni capacità espressiva.

ma il film di Stallone fa cacare.
Come il 99 per cento dei film anni ottanta e loro derivati.
Poi, per il resto, non so.

ma di checcazzo parli.

[...] su laRepubblica un articolo di Curzio Maltese sui cui non si può tacere. Fatevene un’idea qui e [...]

Bordone ha ragione su tutto, ma io sarei per liberalizzare la caccia allo Stallone. Gli si dovrebbe poter sparare addosso (verbalmente) quando e come si vuole…
Lui ha saltato lo squalo la murena e tutto il resto da 100 anni…

io il film l’ho visto ed è godibilissimo; è un film d’azione quindi se si vuole trama e sostanza si vede altro.
In compenso ha muscoli, mazzate, esplosioni e morti ammazzati in quantità,e poi c’è anche una bella figa, in tutta sincerità non ci si può lamentare.

Cazzo, c’è cascato anche uno del Post. “Ahi ahi ahi Signor Bevacqua, m’è caduto sul cammeo”
http://www.ilpost.it/maurobevacqua/2010/09/06/romulo-e-sofia-coppola/

Sarà perchè studio (vabbè è un parolone, diciamo che sono iscritto) al DAMS di Bologna, ma cagate di questo livello ne sento ogni volta che ci metto piede (2 volte all’anno circa)! L’accusa agli anni 80 è sterile e pietosa, in quanto, a mio avviso, sono stati anni di grandissimo cinema in cui, l’action movie, la commedia e il poliziesco hanno raggiunto livelli che ora ci sognamo. Ora invece ci sorbettiamo due ore di nulla firmato Sofia Coppola (Lost in Translation docet) e i benpensanti colti sinistrofili di Repubblica (e quelli che leggono Repubblica per sentirsi benpenanti colti e sinistrofili) ti guardano male se non dici che il film è “divertentissimo” e “molto molto arguto”. Io resto della mia idea: è palloso e molto molto furbo! Questi sono gli stessi che demonizzavano Harry Callahan e ora devono inchinarsi alla maestà di un regista che era anche un attore dotato di “un immobilità facciale propria di alcune specie ittiche” lui stesso come il caro Sylvester.
Se Berlusconi è una faccia della medaglia e questa è l’altra allora siamo messi molto ma molto male!

A Bordò, che palle! Belin, sei elitario nell’essenza ma guai ad esserlo anche a parole sennò fai la figura del Maltese. Raccontati la verità, non c’è niente di male.

ma davvero c’è scritto URNA thurman??? se non l’hanno mai corretto è palesemente perchè nessuno legge maltese. come nessuno legge la tornabuoni, se non per ridere, ora che ci hanno tolto i titoli dei film porno.

Il fatto che un film incassi 80M$ in un mese negli States non lo rende un capolavoro.