lunedì 6 settembre 2010
Quel mago di Oz! Vedere i film del turco con anni di ritardo. 7: MINE VAGANTI
Non ci sono ragioni per vedere tutti questi film di un regista che mi fa così schifo, se non raccontare le mie impressioni durante la visione del film. Quindi, come dire, lo si fa per il gusto, per il divertimento altrui. Ecco gli appunti che ho preso durante la visione del film.
In una specie di trullo, una sposa figa cerca di uccidersi davanti a uno e a una donna. Poi colluttazione, sparo, boh. Intanto siamo nel Sud colla fotografia contrastata.
Si mangiaaaaaa! Tavola tonda imbandita. E ci sono già Scamarcio e Fantastichini e quella del Medico in Famiglia e anche Preziosi. Arriva ’na figa in strada e rovina un po’ un’automobile. Ah, Scamarcio e i gli affamati hanno un pastificio.
Aaaah, Scamarcio fa il coming out col fratello. Vuole dirlo davanti a tutti, coi soci nuovi! E invece Preziosi non vuole.
Uh mamma come recitano questi. È una roba che io all’oratorio di San Vittore di Varese a nove anni avevo dei giovani colleghi molto più professionali come attori. Le donne del film sono quelle donne del Sud, che uno vorrebbe essere Almodovar ma non è Almodovar. Scamarcio schecca davanti allo specchio. Torna la figa in spider.
Si mangia ancoraaaaa! Fighissimo.
Fantastichini e Preziosi assieme sono come Himmler e Pol Pot che fanno coppia a tressette. Adesso a tavola c’è Preziosi che dice a tutti di essere gay. Ma non è vero perché l’aveva detto già Scamarcio. Gli hanno fregato il coming out. «Sono gay, omosessuale, finocchio, frocio, ricchione» dice Preziosi. Tutta un’enfasi che non vi dico. Quando le dice, le dice.
No, ma Fantastichini va preso in disparte. Gli si offre un caffè, gli si dice ’scolta, non c’è bisogno, si può anche fare altro. Apri un vivaio, innesti i glicini, e mentre passi tra i filari puoi fare le tue faccette. È meglio per tutti, Ennio.
È una storia terribile. Queste famiglie potenti che non ammettono lo scandalo. Non puoi essere te stesso, se sei un milionario pugliese. È terribile. Se poi sei anche Preziosi, se rubi l’ammissione di frocismo a Scamarcio per un soffio, be’, sei proprio disgraziato.
Fantastichini infartooo! Bellissimo. E poi c’è questo modo di fotografare, dirigere, riprendere la gente, che non cambia mai: è quello di una cartolina illustrata con scritto «Saluti da Sultanahmet».
Fantastichini moribondo. Ma la sua preoccupazione non è non morire, è il cazzo duro del maschio, che deve essere maschio e padre, nella terra di Puglia. Dico una cosa. Scamarcio è il primo non gay che fa il gay nei film di Oz a sembrare normale.
Ma attenzione, c’è la figlia del nuovo socio del pastificio di famiglia, che è una figa mascolina, una superdonna con la spider.
Ma quest’altra come cazzo si chiama? Rossi, de Rossi, una delle fiction, che fa la gradisca pugliese e aspetta quello che entra dalla finestra e la ciula. È una zia, una cognata, una psicolabile tettona, che cazzo ne so, vivono in una casa gigante da latifondisti.
Ora la madre, che poi è la tata di Un medico in famiglia, trova le foto del figlio gay col fidanzato. E poi dice delle cretinate. Lei è un’attrice a cui fanno fare la cretina, la madre che non capisce, pesta le merde.
Fantastichini e questa che fa la scema guardano le foto e dicono «Che vergogna!». Bello che avranno sessant’anni e non hanno mai conosciuto niente nella vita. “Normalità, che brutta parola» dice la nonna. Adesso Fantastichini parla del dramma del figlio che va con un altro uomo, e ne parla con l’amante, che è una donna esagerata, inscopabile. «Stanno dappertutto, spuntano come i funghi!» dice. E arriva l’infermiere checca, col tempismo perfetto delle marionette. Arriva la moglie e comincia la macchietta del cazzo.
Intanto Scamarcio è tutto preso dalla figlia del socio, che ha belle tette. Ridono, complici. Parte, prcdddnmdnn, Pensiero Stupendo di Patty Pravo. E, indovinate un po’, i due mangiano. Mangiano un tramezzino, campi e controcampi, non dicono un cazzo, un montage con Patty Pravo e i tramezzini. La sgogna che si prova a vedere i film di questo qui è notevolissima. Acerrima. Notare che Fantaricchiò non c’è più. Quindi questa cosa che non sa girare è evidente. La sceneggiatura è terribile, gronda retorica e spiegoni. Ma non raggiunge le vette dei film precedenti.
«L’hai toccata tu la pasta quando esce dalla macchine? È calda, morbida.(…) La conosceva bene lui quella pasta. L’avevamo cresciuta io e lui.» Avevano cresciuto la pasta.
Ancora flashback. Gli sposini nel vento. Lei è quella patatona che non è la Chiatti ma è l’altra, la pariola.
Fantastichini ridacchia. Ridacchia per minuti e minuti. Recita tutto ridacchiato. Oh mamma sono al bar, Fantastichini e Scamarcio, e Fantastichini si convince che tutti sappiano del figlio frocio, e passa dal riso al pianto, mentre le risate rimbombano in testa, e c’è un uso del montaggio che fa molta molta pena.
Fantastichini fa il padre che parla di ricchioni come se fossero il cancro. Ma in un modo, ma io non riesco nemmeno a dirvi.
Montage con Nina Zilli e i due figli che controllano la pasta, e Fantastichini che piange guardando le foto di famiglia. Il. Cristo. Re.
Scopro che questa si chiama Nicole Grimaudo. Bona. Anche sufficientemente brava, alla fine. Comunque adesso c’è il monologhino di Scamarcio sul moroso, tutta una commozione, non vi dico, fuori piove e STANNO CUCINANDO CAZZO!
Ah ecco, scusate, non vi avevo detto che c’è una sorella di Scamarcio che ha un marito che è cretino, hanno due figlie grasse e orribili. Sono eterosessuali, capite?
Scamarcio e l’amica parlano di cose personali e delicatissime. Una madre morta di malattia. Monologhi, comunque. Sempre. La gente non risponde più. Ore di pupi siciliani nei film prima, cambio sceneggiatore, adesso è tutto albertazzismo spinto. Non si capisce cosa sia meglio.
Temo che la frociarola di Scamarcio si sia innamorata di lui. Aaaah, c’è Preziosi. Era tipo nascosto sotto casa. Eccoli che parlano. Preziosi parla del fidanzato «Si è operato, è stato male, e io non ci potevo andare». Arriva un passante, è Scalfarotto, annuisce complice. Scherzavo.
Aaaah, non vi avevo detto: Scamarcio fa lo scrittore. Gliela mena perché lui si è fatto i cazzi suoi. Uuuh, che tormento!
Grandi momenti topici. I fratelli froci si menano. Fantastico. C’è quel modo lì un po’ sensuale di darsele. «Hanno cominciato in famiglia a toglierci la dignità» dice Preziosi. Preziosi dovrebbe dire «Maionese o ketchup?» al massimo. Ah. Scusate. Il pestaggio avviene in una piazza spettacolare col colonnato, tutta illuminata, tutta deserta. Sembra fatto apposta.
Fantastichini. No, ma parliamo di Fantastichini. Adesso non vuole che si dica la parola “omosessuale”, perché bisogna dire “ricchione”. C’è la nonna che però è saggia. La saggezza delle nonne. Non il prolasso, non la dentiera: la saggezza.
Scamarcio fa il coming out con la sorella, che aveva capito tutto. Lei sta serena. Oh, lo dico? Qui il più bravo è Scamarcio, ma vince proprio a mani basse.
Ah, si scopre che la nonna è la Crescentini, la pariola di prima, quella del flashback, che stava col fratello del marito, aveva una storia, non si capisce. Si capirà: lo spiegheranno sei volte.
Ora Medico in famiglia e Rossardi camminano in paese, e sfuggono gli sguardi delle comari. Pingitore canta Almodovar.
Fantastichini con amante che lo massaggia. Parlano solo di ricchioni. Non ci sono pompe, baci, amplessi: gente che parla solo di ricchioni a vanvera.
Ora c’è una scena discotecara, cioè persone che ballano: la cosa più difficile da riprendere al cinema. Solo i Wachowski.
E adesso si baciano, Scamarcio e la patatona. Mentre lei gli sta dicendo che è strana e fissata. Lui passeggia nel paese di notte. Non c’è mai nessuno. Mai. Uno che si fa una canna non c’è. Puglia 2010: la valle degli orti. La gente di notte dorme.
Scamarcio si sveglia e ci sono i suoi amici superfroci in salotto, gli amici di Roma. E nessuno di accorge di un cazzo? Mah. Pupi. Questi non hanno mai visto nemmeno il ricchione del paese, il figlio della parrucchiera, cosa ne so. Niente.
Eccoli che scheccano, gli amici. Tra l’altro c’è del product placement hi-fi che fa molto ridere. Delle gran casse, ampli a valvole, lettori CD stratosferici. già ne avevo visti in altre scene. Ah, Marco, il fidanzato, rompe il cazzo. «Siamo nel 2010» dice. Uno degli amici ricchioni canta Mina sotto la doccia. Poi attacca Come Eravamo, e la cameriera gli va dietro con grande voce. Pazzia, no? Amola.
Fantastichini dice «Tenete le vostre figlie chiuse a casa stasera». E lo dice in pasticceria. Ah, mentre si vestono, gli amici, dico mentre si vestono davanti allo specchio, come dire non ho uno straccio da mettermi, I would go out tonight però non posso, ecco, fanno delle battute sulle frociate, fanno i pupi, pupi a strafottere, pupi turchi che parlano a pezzettini, scheccando.
Ah, cazzo, SI MANGIA, dimenticavo. Si mangia e si fa la gabbia delle pazze.
Oh, si baciano Scamarcio e il fidanzato. Checcarini. Scamarcio è Paul Newman qui in mezzo.
Ora Rossi de Rossi Rossani Rossanda racconta all’amico ex-etilista della sua giovinezza. Non è più goffa, non è più ciecata, non è imbranata: un’altra, spigliata. E fa il suo monologhino sulla fuga a Londra: «Mi piaceva un ragazzo che non piaceva ai miei». Pure lei, vessata e milionaria, che destino. Adesso Marco, il fidanzato di Scamarcio, dice alla mamma di Scamarcio, come medico, che non è una malattia.
Checche in acqua fanno un balletto, col montage, la disco, Scamarcio, frociarola e fidanzato che fanno gli spettatori. E poi tutti pluff un bel tuffo tutti assieme.
Adesso il fidanzo di Scamarcio gli dà tutto delicato e mispiacioso una lettera «dalla casa editrice», che chiaramente è un rifiuto. È tipo la Varese di Guido Morselli, alla fine. Ma le cose cambieranno, porca la troia, un giorno inventeranno un telefono che si porta in giro. E se la casa editrice è LA casa editrice, con cui hai rapporti, c’è uno che ti telefona e te lo dice.
Se ne vanno le checche cantando, con una canzone fracassona nello stereo. Poi c’è il momento epifania con la frociarola. Vabbè. Altro momento albertazzo.
Ora Scamarcio, mentre — mdnnpttn — si mangia, dice che lui vuole scrivere. E la macchina da scrivere cosa fa? Gira. Gira. E lui intanto dice che a lui piace scrivere, a lui non piace la pasta. Dovete vedere la faccia di Fantastichini. Una cosa che sarebbe perfetta tra i glicini, Wisteria floribunda. Ocio alla nonna che fa la rivelazione — la macchina da presa gira costantemente — ah no, chiede di uscire.
Flashback Crescentini. Bella però. Ora la nonna si trucca. Si andrà a ammazzare. Ah no, mangia pasticcini davanti alla consolle del trucco, si ammazza col diabete. Prima era uscita per comprare le paste.
La nonna sveglia Tommaso, fa un monologhino sullo sbagliare per conto proprio. Ma in realtà era un fantasma, perché quella vera è effettivamente morta e tutti la piangono. Succedono, nei film orrendi di Ferzan Ozpetek, le magie.
Carro funebre nel centro di Lecce. Deserto.
«Devi tornare qui, Antonio. È qui che appartieni» dice la nonna nel testamento, che è una roba da fucile caricato a mercurio rovente. Appartenere senza complemento di termine è un calco dall’inglese, ma di quelli brutti. Si dice «è questa casa tua», al massimo «tu appartieni a questo posto», si dice come si vuole, ci sono mille espressioni, ma non si dice «è qui che appartieni», cazzo di merda.
Fantastichini fa cagare anche quando porta la bara. Ma, mi chiedo, ha sempre fatto così schifo? Boh.
La processione funebre sfuma in una magia dove si vede Crescentini che viene portata al matrimonio. Un’altra coppia etero che si porta dietro un dolore costante., un tradimento, un’incomprensione. Altra magia: ballano tutti una canzone apparentemente balcanica. È il gran finale. Scamarcio finalmente sorride. Il film finisce come un videoclip.
Giudizio critico: Mine Vaganti è una merda senza appello. Vaffanculo.
E c’è anche la sigla finale di Patty Pravo, c’è. Sgrunt.
Grazie, ti sarò debitrice per la vita. Voglio leggerlo e rileggerlo e poi rileggerlo ancora..piano piano…così durerà di più…grazie!
scritto da simona lunedì.06.09.10 12:40
Non sono riuscita a leggere tutta la recensione…figuriamoci vedere il film…
scritto da giovanna lunedì.06.09.10 12:45
Forse sei andato al cine con troppe aspettative, è una commedia.
scritto da m lunedì.06.09.10 12:47
Curati, insieme al marito della Bignardi
scritto da Niso lunedì.06.09.10 12:49
1. elena sofia ricci, si chiama (la grimaudo, nicole)
2. tu non sei abbastanza ricchione per capire che la somma ridicolaggine del product placement è «alberta?» (c’è una memorabile recensione di costantino, in merito)
3. «tu appartieni» s’aggrava se pensiamo che lo sceneggiatore fa, tra gli altri, anche il mestiere del traduttore: io kureishi in italiano non l’ho mai letto, ma quell’appartieni non mi fa nutrire speranze di meraviglie traduttive, diciamo.
scritto da nina lunedì.06.09.10 12:52
Per me sei troppo duro, questo film secondo una mia modestissima opinione é divertente. Non credo ci siano altre intenzioni, non ci vedo un secondo intento, é solo un film all’insegna della leggerezza, finalmente, che caz, dopo Cuore Sacro! Il film più brutto degli ultimi 20 anni! I genitori che si interrogano su come curare la malattia, e su come “nascondere la cosa alla gente” , poi, sono temi sempre attuali, e non c’è bisogno di andare in puglia per accorgersene. Certi dialoghi che sembrano surreali sono reali, reali, reali. E’ anche questo che mi ha fatto sorridere.
scritto da MYMMEE lunedì.06.09.10 12:53
Stamane mi sono svegliato con un pensiero in testa ” Basta! Devo impiegare il mio tempo libero in cose interessanti e non in cazzate” poi ho letto il tuo post e ho pensato “allora sono proprio recidivo”
scritto da Alby lunedì.06.09.10 13:17
“Giudizio critico: Mine Vaganti è una merda senza appello. Vaffanculo”.
Magistrale uso dell’eufemismo.
scritto da biagio lunedì.06.09.10 13:38
ahahha sai che leggere le recensioni di film che non ho visto è molto meglio? Anche se stavolta, al contrario di cuore sacro, qualcosa della trama ho capito. Comunque non dovrei leggere questi post in pubblico, su ‘Fantastichini infartoo!’ ho riso molto. Però una cosa, nicole grimaudo brava no dai.
scritto da F. lunedì.06.09.10 13:41
ah, i mitici finali a videoclip. che quando scrivevo i saggi di sceneggiatura e mi chiedevo come far finire l’ambaradan, sempre lì si andava a parare: canzone figa, gente che piange e ride ripensando al passato. meglio ancora se si riesce a farla ballare, sta gente. secondo me dopo il 1981, se vuoi capire se un film fa proprio cacare, guarda prima il finale. se è a videoclip meglio non vedere il resto.
scritto da whatsgoingon lunedì.06.09.10 13:49
Non l’ho visto e non lo vedrò, temo proprio, ma come sempre mi hai fatto ammazzare dal ridere. Coloro che qui sopra l’hanno visto e si sono adontati non dovrebbero quantomeno ignorare un paio di realtà che tu evidenzi: è poco credibile che un editore rifiuti il libro di un SUO autore a mezzo lettera cartacea e, porca miseria, “è qui che appartieni” è veramente imperdonabile.
scritto da Bizzarra lunedì.06.09.10 13:55
bordò, è qui che APPARTIENI, è questo il TUO lavoro, sei tutto VOCAZZIONATO a questo. Hai stato BRAVO, i cose giuste, prcmadnn
scritto da eNZO lunedì.06.09.10 14:08
però io che solitamente rifuggo l’ozpetech, devo dire che la sera che sono andata a vedere mine vaganti mi sono divertita,,, sono uscita e ho detto carino e lecce gialla anche se irreale m’è sembrata bella—
invece la coppola è brava e persegue pervicacemente la sua strada andando somewhere, però questa volta manca qualcosa, ((( o forse c’è qualcosa di troppo—visto che ci vorrebbe far mancare tutto)))
così, tanto per dire
scritto da gnu lunedì.06.09.10 14:44
Lecce è gialla per davvero.
La Coppola ha uno sguardo che mi fa venire da schioccarle le dita davanti al naso
scritto da Ellis lunedì.06.09.10 15:07
Abbiamo capito ti piacciono Stallone e Squarchenegger, Ozpetek ti fa cagare e la tua frase preferita da un film(indovina il film) e’ “tu sei il male, io sono la cura”……Pero’ mi resta un dubbio, visto questo background cultural/cinematografico come mai non ti piacciono i games tipo MODERN WARFARE?????
scritto da LUCA MILANO lunedì.06.09.10 15:09
Sogno ormai una tua rubrica su un settimanale (senza offesa).
scritto da Lucia lunedì.06.09.10 15:20
ellis island, irreale non perché gialla, ma perché vuota, me l’ha detto la mia amica che lo sa— io non ci sono mai andata, ma se è gialla ci voglio andare, ,,,
se poi non è gialla, m’inca**o
scritto da gnu lunedì.06.09.10 15:35
Nel caso mi trovi vicino alla statua della libertà
scritto da Ellis lunedì.06.09.10 15:47
la coppola a me piace moltissimo, fisicamente.
scritto da mario lunedì.06.09.10 16:00
“la coppola a me piace moltissimo, fisicamente.”
ognuno c’ha le perversioni sue ;P
scritto da whatsgoingon lunedì.06.09.10 16:03
Guarda, grosso modo condivido. Però non mi scadere nel “e dai, quanti problemi si fanno questi per un figlio frocio, manco fossimo nel Medioevo, Ozpeteck calca troppo”.
Quando dici “Fantastichini fa il padre che parla di ricchioni come se fossero il cancro”, come se fosse una cosa di per sé esagerata e ridicola, ti faccio presente che mio padre PARLA dell’omosessualità come se fosse un cancro, è il suo paragone più diretto. E il padre del mio ragazzo è pure peggio. Quindi ok su tutta la critica al ridicolo del film, ma non raccontiamoci che si drammatizzano le situazioni per rendere più cinematografiche, perché non è vero.
scritto da Watkin lunedì.06.09.10 16:20
E’ una vita che “leggo” i film invece di vederli. E il più delle volte c’azzecco e non mi perdo proprio nulla. Adesso che ho scoperto che anche Bordonuccio nostro detesta Oz, sto come un papa e pure con la coscienza a posto. E’ sui film boom-boom girati da signori addirittura più vecchi di me che ho qualche dubbio, tipo Stallone e quelle cose lì. Ma chissà, forse mi sbaglio.
Ma è il sogno dei sogni è: un film di Oz interpretato da Walterino nostro sulla difficoltà di riformare l’Italia.
Titolo: “Come l’America. Anche.”
A Bordone gli verrebbe uno sciopone al terzo fotogrammma…
scritto da gierre lunedì.06.09.10 16:59
d’accordo su tutto, giacché odio Ozptk con tutto me stesso, ma quel “tu qui appartieni” mi sa di calco (pedestre) dal dialetto: peccato che “appartieni” o “mpartieni” si usi per la famiglia (la domanda classica che i vecchi fanno ai ragazzini è “a ci mpartieni? (a chi – quale famiglia – appartieni?)”) e non per i luoghi.
Insomma è un calco pedestre dal dialetto, non dall’inglese (idem per “L’avevamo cresciuta”)
scritto da daniele lunedì.06.09.10 18:22
se non sbaglio “a ci mpartieni?” ha il complemento di termine…
a me l’unica cosa che e’ sembrata verosimile e’ il balletto dei froci al mare… alcuni miei amici potrebbero farlo (scommetterei che l’hanno gia’ fatto)
il problema non e’ che fantastichini parli dell’omosessualita’ come se fosse un cancro, e’ il modo in cui lo fa che fa schifo, le parole che usa: tutto sembra finto.
per me il film e’ una cagata
scritto da matt butter martedì.07.09.10 00:01
Che eleganza, che stile queste recensioni piene di froci, fighe e cazzi.
scritto da Rinri martedì.07.09.10 08:26
Tavolta, passanta, anniusce, sensale, fociarola…
Caro Matteo, questo pezzo l’hai scritto con l’unico occhio che non dormiva mentre guardavi il film?
scritto da daniela martedì.07.09.10 09:58
…aggiungo postilla alla recensione: nei paesi di lingua tedesca il titolo del film è “Männer al dente” cioè “Uomini al dente” e ciononostante lo hanno trovato tutti molto divertente….
scritto da karlkraus martedì.07.09.10 10:21
Quanto livore per nulla…….. Temo che ultimamente le recension di B i siano autistiche: i”l mio ( The Expendables ) è erotismo mentre la tua ( Oz ) è pornografia “
scritto da Corrado martedì.07.09.10 11:24
Io do 6 e mezzo a questo film. E’ una commediola, e in alcuni punti fa pure sorridere (tipo quando la vecchia dice, gratuitamente, alla governante: “Quanto sei brutta”, con enfasi). Come siete esigenti…
scritto da Marco martedì.07.09.10 11:26
e fighe con la g che ho sempre pensato fosse di gran lunga meglio che usare la c.
scritto da fran martedì.07.09.10 14:35
scritto da mavvia martedì.07.09.10 16:15
Bene, finalmente il nostro ha concluso la rassegna dei film di Ozpetek. Grazie. Lo strazio è finito. Posso tornare a leggerti senza fastidio.
scritto da gianluca martedì.07.09.10 17:03
@gianluca se era uno strazio perchè lo leggevi?
e non dire che non leggevi sennò non potevi dire che era uno strazio…comma 22
scritto da fran martedì.07.09.10 19:23
Ho letto le prime, sperando che la musica cambiasse, ma non è stato così. Spero solo che il metodo “appunti” per le recensioni dei film vada in archivio. Mi piace, invece, la suddivisione “perchè verderlo”, “perchè non vederlo”.
scritto da gianluca martedì.07.09.10 21:20
Grazie, questa è la migliore recensione di tutte quelle su Oz! Per questa, meritavi di essere tra le nomination per il miglior blog cinematografico, sicuramente!
scritto da Ipazia Sognatrice martedì.07.09.10 21:33
Uno di Varese non può nemmeno guardarlo un film del genere. Memorabile la scena con la madre che parla della sposa del figlio di una compaesana: «Ah sì, “spiaggia libera” la chiamavano… nel senso che tutti quelli che passavano ci piantavano l’ombrellone».
scritto da Filippo Facci martedì.07.09.10 22:11
http://www.youtube.com/watch?v=y-RNINIKD4c
scritto da Filippo Facci martedì.07.09.10 22:14
@ karlkraus: lo avevo già scritto commentando un altro post. Il problema dei paesi germanofoni è che, mentre cercano i peli nell’uovo di tutte le culture esterne, da quelle anglofone a quelle dell’Africa nera, con la nostra si accontentano di clichès che costruiscono loro stessi (a partire da Goethe) o che i nostri cari emigranti rafforzano. Se poi pensiamo che il massimo del cinema italiano per i tedeschi sia fatto dalle pellicolacce Celentano-Muti e da quelle Bud Spencer-Terence Hill, si spiega molto di più. A loro basta vedere sole, mare, ammore (anche gay, anzi, fa più “pittoresco”), profumo di lavanda e di basilico, qualch bel tramonto, e si accontentano. Quando ho fatto vedere a degli studenti quasi tutti i film di Elio Petri, per fare un esempio, ci sono rimasti molto male. Quasi non volevano credere che si trattasse di film italiani. In fondo, per loro l’Italia è anche quella dei telefilm tratti dai romanzetti pseudo-polizieschi di una inglese che si firma con lo pseudonimo Donna Leon. Li conosciamo qui in Italia?
Chiudo con il mio modesto parere sul film: basta, per favore, basta. Pala e piccone!
scritto da rockmeamadeus mercoledì.08.09.10 11:20
bello! però sistema i refusi (vedi daniela più sù) così si legge più fluido e non si interrompe la ridarella.
scritto da Alv21 mercoledì.08.09.10 11:23
dopo aver riso con la tua recensione, ho letto quella di costantino e ancora non smetto.
ad esempio: “In una delle scene iniziali si vede il pacco di Scamarcio. Ed è di una piccolezza sconvolgente. Roba che gli antichi Romani l’avrebbero ammazzato per paura che gli gufasse la vendemmia.”
scritto da mjk mercoledì.08.09.10 19:04
Non ho ancora avuto il coraggio, ma nel frattempo mi son guardato degli spezzoni su youtube con relativi illuminanti commenti, e sono giunto alla conclusione che tu, Bordone, zei zolo un inzenzibbile.
scritto da Anicaflash mercoledì.08.09.10 19:43
secondo me.
era meno peggio degli altri ozpetec.
Saturno Contro era mooooolto peggio.
Anzi, direi che si faceva persino guardare.
Non comprendo perchè sia così disdicevole falsare un poco la realtà e mostrare le strade vuote di notte, senza cannaroli, tipo.
scritto da paulmacca martedì.14.09.10 14:32
Divertentissima contro-sceneggiatura satirica, complimenti. Ma non pretendere che sia una critica (non per la negatività, legittima, ma perché ti eserciti sul film come potresti fare con la realtà, trovandone risvolti comici, ridicoli, e la realtà non è mai sbagliata).
scritto da paolo giovedì.16.09.10 17:10