mercoledì 20 ottobre 2010
My brain goes blenda
Non è per la questione di Antigua, Milena. No no. Quella non era nemmeno l’apertura del programma. È stato Ghedini, al solito, a cambiare i palinsesti, stupidamente, tenendo fede al suo mandato difensivo. La puntata di Report dell’altra sera è notevole per il vero tema principale, cioè l’inchiesta di Giovanna Boursier “Così fan tutti”, sull’accumulo delle cariche, i conflitti di interessi, le pizzate in compagnia.
Questa volta, per una volta, l’inchiesta era soprattutto ambientata in questa nostra bella e produttiva terra di Lombardia. Ah, la Lombardia. Come la conosco bene. E come non ci capiscono mai una sega i romani quando la raccontano. Con questa specie di timore divertito nei confronti di quello che succede, questo passo indietro con una mano imbarazzata portata alla bocca ogni volta che succede qualcosa di rilevante.
E allora di solito ci sono i lombardi cattivi, i lombardi in crisi, i lombardi corrotti o i lombardi mostri razzisti. Mancano, e mancano sempre, quelli che l’altra sera Boursier e Gabanelli hanno mostrato perfettamente. E sono i lombardi pirla. I lombardi che non sanno niente, che sono tronfi ma piccini, che sono negati a fare qualsiasi cosa; quelli che vanno in vacanza in Liguria e pensano che lì la gente sia proprio diversa; quelli che governano territori interi senza essere in grado di fare altro se non la ripavimentazione del centro storico; quelli che hanno dato forma allo scalo internazionale di Malpensa.
C’è il Dottor Carlo Valli, nato a Copiano, presidente dell’ACI di Milano. Sulla sua elezione si è discusso molto, e una giornalista di Rai3 va a fargli delle domande. Per esempio gli chiede se è vero quello che si dice, cioè che lui non abbia pagato nemmeno la tessera di socio, prima di essere eletto. E lui no, orgoglioso e quasi stizzito, dice che l’ha pagata eccome, in contanti, immediatamente, non ricorda quanto, ma l’ha pagata; anzi, chiama la segretaria per produrre una ricevuta e mettere a tacere queste voci. Boursier si fa dare questa ricevuta, portata dalla signorina, intestata a un certo Carlo Valli nato nel 1954. E gli chiede: «Lei in che anno è nato?». E lui, tutto sorridente: «Nel ’36, porco can. Nel ’36!». Tutta la puntata è piena di gente che non ha l’idea, che risponde balle (immediatamente smentite) a qualsiasi domanda. Gente che non sa perché è tonta, non sa perché fa finta, non capisce, non vede problemi. E sembrano tutti, invariabilmente, una manica colossale di ciula.
La stessa sorridente inettitudine, di chi si frega le mani ma non sa fare niente, tipica degli attuali presidenti di regione, sindaci, amministratori.
Grazie, Milena e Giovanna, per due cose. La prima l’ho detta: mostrare finalmente la verità, vi prego, sui lombardi. La seconda è una frase pronunciata dallo stesso presidente dell’ACI di Milano, il quale viene torchiato gentilmente da Boursier. E risponde, dopo che gli vengono sottoposte una serie di irregolarità palesi e rapporti impropri relativi a ciò che lui dirige, con questa frase che mi ha letteralmente stregato, mesmerizzato, rapito: «Lei mi faccia un foglio. Voglio dire una cosa scritta, un elenco, una domanda… che io possa a un certo punto… se no… el me cervèl el va in füsèla». E su questa espressione sono svenuto, per riprender conoscenza qualche minuto dopo, il profumo di mandorla nelle narici, la sensazione di aver riposato nei campi elisi per settimane. Vado talmente matto che l’ho registrata. E vi lascio così. Ho finito. Qualsiasi parola in più sarebbe robetta.
E invece ci vorrebbe anche il video, perchè nel dirlo ha fatto una faccia picio, ma da picio..
scritto da Matteo T. mercoledì.20.10.10 14:59
che vuol dire, “in fusela”?
scritto da simona mercoledì.20.10.10 15:39
la voce della boursier mi eccita
scritto da barbadio mercoledì.20.10.10 15:52
S.P.Q.L.
scritto da luiza mercoledì.20.10.10 16:01
Ocio che è un attimo e scatta il remix dance….
scritto da Gabriele mercoledì.20.10.10 16:12
ma quelo che è grave è che avranno pensato -tanto gliela diamo a bere- cioè che dall’altra parte sono come e peggio di loro. Che figura di m…. che ha fatto il giovanotto del ’36, ma l’intelligenza per dimettersi non la avrà mai. E poi quello di Roma il grande capo, non è stato da meno con quell’espressione di bambino colto a rubare il cioccolatino.
scritto da aldo mercoledì.20.10.10 18:05
Voglio precisare anche se non frega a nessuno, perché ora ho visto che la sigla è già stata usata con altri significati, che SPQL sta per: Sono Pirla Questi Lombardi (lo dice MB…). Io non sono nè romana nè lombarda, era solo per il gusto di dire la mia spiritosaggine
scritto da luiza mercoledì.20.10.10 20:45
Ma il presidente dell’ACI che cazzo deve fare?
scritto da Franz mercoledì.20.10.10 22:27
Si davvero il classico pirla a senso unico, prova a dire al fusela di dimettersi…
scritto da marco mercoledì.20.10.10 22:37
[...] My brain goes blenda | Freddy Nietzsche [...]
scritto da links for 2010-10-20 « Champ's Version mercoledì.20.10.10 23:01
io avevo pensato che facesse il finto tonto, e che semmai fosse una notevole faccia di corno vecchio…
scritto da ciop giovedì.21.10.10 01:04
e l’avvocato/probiviro che cadeva dalle nuvole riguardo l’esclusione della lista sgradita?
comunque l’intervista di Valli ha colpito molto anche me. incredulo, ho chiesto a mia moglie: è mona (siamo del nord est, noi) o per qualche incredibile motivo fa finta? secondo lei faceva finta.
scritto da Giorgio giovedì.21.10.10 09:16
C’è enche un’altra alternativa, più inquietante di quella del pirla.
L’alterantiva è che Valli se ne fregasse altamente della Gabanelli, della Boursier e di tutti i loro telespettatori, e prendesse allegramente per il culo tutti quanti. Cioè “tanto di qui non mi leva nessuno; tanto a me non succederà mai niente; non rompetemi le balle; non devo fare neanche la fatica di cercare delle risposte convincenti e quindi vi rispondo alla cazzo”.
Non l’inettitudine, ma l’arroganza.
Non so quale sia peggio
scritto da luzmic giovedì.21.10.10 12:14
Da noi si dice farsi lu cabbu a caco (come il frutto). Lo diceva il mio professore di filosofia del diritto.
scritto da daniela giovedì.21.10.10 12:26
@franz pensavo anch’io che il presidente dell’ACI non facesse un beato dalla mattina alla sera. invece se ti vedi la puntata capisci che non è così.
comunque primapartedireport batte secondapartedireport 1000 a 0.
scritto da yespa giovedì.21.10.10 17:26
ebbi anch’io un sussulto per il füsela dixit. dopo però mi sono sentito perso, quasi espropriato. oltre a quel che ci tocca vedere, quel che ci tocca sentire mette in soggezione e inibisce l’immaginazione.
io una presa per il culo dei lombardi (quale sono) come questa non sarei riuscito a farla.
siamo all’onomatopea demens.
scritto da Paolo, por supuesto venerdì.22.10.10 00:50
io non sottovaluterei il bel servizio su Raphael Rossi, che non a caso Santoro ha voluto in studio nell’ultima puntata di Annozero
scritto da Barabba Marlin domenica.24.10.10 14:00
GRAZIE MATT! “branofusela” e solofusela” li ho messi un sacco sacco sacco di volte! morta dal ridere…e comunque adotto la frase…
scritto da fran domenica.24.10.10 15:52
l’impressione che al vagli in fondo non gliene fregasse un’emerita ceppa l’ha data anche a me… se uno come lui arriva a gestire l’aci lombarda e chi lo schioda da quella sedia
scritto da Andrea martedì.26.10.10 10:13