giovedì 10 febbraio 2011

Il corpo delle troie


In queste settimane si è sviluppata una campagna promossa da giornali, tv e società civile contro l’idea di donna che ha Berlusconi. A promuovere questo movimento di orgoglio femminile sono stati Repubblica, Unità, Gad Lerner, Concita De Gregorio, Lorella Zanardo (regista di “Il Corpo delle Donne”) e altri. Hanno aderito molte donne, sia italiane comuni che celebrità più o meno grandi di informazione, cultura e spettacolo del nostro paese. Repubblica, con le sue gallerie fotografiche dell’indignazione, ha contribuito a fornire un podio per la protesta più spicciola: un autoscatto alla webcam, un foglio con scritto «BASTA», una mail e via. Molti programmi televisivi hanno rilanciato il tema. Il 13 ci sarà una manifestazione.

Io contesto tutta l’impostazione di questa specie di movimento, lo trovo anzi consolatorio, fascistello e perdente, e adesso spiego con calma perché.

Per prima cosa parliamo del concetto di “corpo delle donne”, il tema che Zanardo e Lerner hanno lanciato mesi fa, e che poi è diventato di grande attualità per ragioni politico/giudiziarie. Il corpo delle donne secondo alcuni è quello che c’è in gioco, il perno su cui si articola la rappresentazione deviata del genere femminile da parte di Berlusconi e della cultura che lui produce e incarna da decenni. Questa rappresentazione del corpo delle donne avrebbe plasmato il ruolo delle donne nella nostra società, intervenendo sulla psiche degli uomini e delle donne. Meglio, sarebbe quasi un innesto della visione del femminile da parte degli uomini nella psiche delle donne.

È un tema vecchio, in realtà, quello della società maschile e maschilista che pensa nel suo complesso tendenzialmente più come un maschio che come una femmina o una via di mezzo. In Italia è ancora del tutto valido, e in giro per il mondo è molto più certochesì che mancopersogno. Ma tra i paesi ricchi e evoluti come il nostro, quasi tutti hanno società che pensano decisamente più da donne rispetto alla nostra. Il problema è che ora questo discorso ha cambiato forma in maniera apparentemente lieve eppure sostanziale. Ma ci arriviamo. Torniamo al documentario (in realtà un montaggio di immagini televisive con commento a voce) “Il corpo delle donne”.

Partirei da un momento in cui si contrappongono, tramite la successione delle due, Elisabetta Gregoraci e Anna Magnani: la prima così ansiosa di apparire splendida e desiderabile, la seconda che rifiuta orgogliosamente che al trucco le cancellino le rughe, dicendo «Me le lasci tutte. Ci ho messo una vita per farmele». Se andate su google e digitate “Anna Magnani rughe”, scoprite che la frase è diventata un mantra dell’orgoglio rugoso, un viatico per tutte le donne che dicono basta a Max Factor (The Makeup of Makeup Artists). È ragionevole pensare che Anna Magnani abbia forse detto questa frase una volta, e chissà con che tono e in che contesto; che il sistema della celebrità abbia mitizzato questa frase, essendo lei stata una stella del cinema, pur con un carattere accessibile; che l’abbia detta a una certa età; che non abbia imposto, facendo l’attrice, che non fosse in assoluto mai più usato su di lei il trucco che schiavizza le donne e le rinchiude nella gabbia della bellezza; che, molto semplicemente, abbia voluto fare una battuta sulla propria età, sulle rughe e sull’esperienza al momento del trucco, parlando con qualche truccatrice romana con cui si sarà fatta una gran risata.

Contrapporre Gregoraci e Magnani equivale a contrapporre Meryl Streep e Paris Hilton, cosa che nessuno ha mai fatto, tantomeno con intenti teorici militanti. Perché non significa nulla. Anche Marie Curie e Tina Pica sono molto diverse, e la società è loro grata in maniera diversa, ma nessuno si sogna di definire la prima una donna realizzata, e la seconda una guitta schiacciata nel femminile concepito da Aldo Fabrizi e Totò. Il discorso di Zanardo contiene in effetti molti riferimenti assurdi, parecchie banalità, alcune inquietanti idee etiche, diversi boomerang.

Il corpo delle donne vere, secondo Zanardo, è stato nascosto dalla televisione, e sostituito da una donna finta, gonfia, sorridente, disponibile, «ridotta o autoridotta a un oggetto sessuale», «assurta al ruolo di conduttrice di trasmissioni inutili, dove mai è richiesta la competenza». Giudicare inutili delle trasmissioni è del tutto insensato, e serve solo a far sentire chi legge e chi scrive migliore di chi guarda e fa quei programmi. Non solo, ma la competenza di chi fa parte di un programma televisivo può essere anche la presenza, la simpatia, la spigliatezza, la bellezza, la capacità di capire i gesti degli autori, seguire la scaletta, interagire con ospiti e colleghi, avere un tono che è giudicato efficace da pubblico o editore. Non si tratta di esporre tesi di dottorato, se si conduce un programma del pomeriggio, nello stesso modo in cui a Federer non si chiede il teorema di Fermat ma solo del tennis. Sono programmi brutti? Sono fatti male? Non ci sono idee? Le poche idee pervenute sono destre e illiberali? Ne possiamo discutere. Ma che ci sia un problema di utilità e di competenza mi sembra per lo meno ingenuo: la tele non è preventivamente spenta salvo emergenze. La televisione funziona tutto il giorno, e propone tanti palinsesti di 24 ore, che contengono un sacco di roba diversa da ogni punto di vista.

In un altro momento, Zanardo si chiede: «Avevamo bisogno della valletta sado/maso? C’era bisogno di una figura così carica di un erotismo per nulla solare, che probabilmente impedisce che gli uomini che ritornano a quell’ora dal lavoro abbiano voglia di cambiare canale?». E in quel «per nulla solare» c’è un mondo intero. È un mondo di educazione al sesso, ma non intesa come sacrosanta educazione sessuale scolastica (quella che spazza via le stronzate anatomico-sanitarie di genitori e compagni di varia imbecillità), ma come educazione delle pulsioni, alle pulsioni buone, gentili, sorridenti, che finge che Freud non sia mai esistito, e lo fa anche col ditino alzato: oltre a vietare alle donne che lo vogliano di essere oggetto del desiderio, o magari dominatrici col frustino, cioè roba per niente solare, vieta all’uomo di desiderare come cazzo gli pare. Inoltre c’è questa immagine brioche dell’uomo stanco col telecomando. È intrappolato in poltrona davanti a Pino Insegno e alla sua clamorosa valletta, non ce la fa, non può cambiare canale, quando riede alla sua parca mensa, stanco per il duro lavoro dei campi, mentre la moglie cucina la pasta, egli crolla nella sua poltrona, piccino, ed è vittima imbelle della figa del Mercante in Fiera. È il tipo d’uomo che Zanardo non conosce e non frequenta, se no non lo descriverebbe così.

Non manca il riferimento a PPP: «Pier Paolo Pasolini aveva capito in anticipo che la televisione stava per distruggere la poetica potenzialmente espressa dal volto umano». Citare Pasolini come Pizia del male che viene dalla cultura pop è un tic, e i tic non hanno senso, non si commentano.

“Il corpo delle donne”, insomma, nel senso del documentario, è un punto di partenza molto debole, che non approfondisce nulla, lancia delle suggestioni aeree, fa una gran bella figura, stimola dell’indignazione, e tralascia falle sostanziali capaci di far crollare questa idea nel giro di un culo.

L’altra sera in televisione Roberto Castelli di Lecco ha ribaltato le tesi “femministe” di chi c’era in studio, mostrando la campagna di rilancio dell’Unità, proprio quella della fase Concita. Una donna con l’Unità nella tasca posteriore dei jeans, e con un bellissimo culo, a cura di Oliviero Toscani. Siete voi, ha detto, a usare il corpo della donna per primi. Applausi in studio. Aveva ragione? Sì, aveva ragione. E aveva ragione, pur essendo lo statista che è, per via della debolezza dell’argomentazione di Concita De Gregorio.

Il problema del corpo delle donne sta nel fatto che non esiste. Esiste forse un “corpo degli uomini”? No. Non c’è: ci sono gli uomini, i maschi, quello che volete. Tutti hanno un corpo, ma si parla di loro e non del loro corpo come un’entità separata. Questo perché il corpo è sempre, da sempre, il primo appiglio per levare alle donne la libertà. La chiesa ancora oggi interviene sulle donne quando il loro corpo diventa rilevante per la società, cioè quando vogliono o non vogliono liberamente fare figli. E i moralismi hanno sempre a che fare con il corpo femminile, quasi mai con le idee. C’è questa visione per cui il corpo della donna è una specie di oasi da proteggere, quasi fosse stato dato in comodato alla donna con la sola indicazione che venisse trattato bene. E chissà cosa significa trattarlo bene, a questo punto.

Decidere di occuparsi e preoccuparsi del corpo delle donne significa fatalmente tralasciare le donne, e rappresentarle come incapaci di capire per conto proprio quello che fanno con questa entità, il corpo, che evidentemente non sanno gestire. Anche perché se, da cattocomunisti, leviamo il corpo, cosa resta della donna? Non è una provocazione. Seriamente. L’intelligenza? La storia? Le virtù teologali? L’anima? (E giù risate a crepapelle.) Per quanto l’affermazione suoni fiore in bocca, le donne sono il loro corpo. E se mostrano il loro corpo, mostrano sé stesse. Di donne si deve parlare, non del loro corpo. Di donne incazzate e che dicono “io”, come negli anni Settanta. Altro che foto con la scritta sul foglietto.

La demonizzazione dell’uso del corpo per ottenere del denaro è la proiezione di un desiderio borghesuccio di un mondo popolato da donne risolute e intelligentissime, colte e impegnate, piene di titoli e occupazioni. Sono le stesse donne che vengono elencate e esposte di continuo in tv in queste settimane. Esistono le studiose, i premi Nobel, le filosofe, le grandi capitane d’industria, le cantanti e le attrici impegnate, mica solo quelle lì di via Olgettina, si ripete. Le donne sono altro, insomma, rispetto alle donne di Berlusconi. Ah sì? E quelle allora cosa sono?

Il problema sta proprio in quelle donne lì di Berlusconi, quelle di via Olgettina. Cosa hanno fatto, di grazia, che ci possa dispiacere? Hanno deciso di fare sesso in cambio di soldi. Non hanno pagato le tasse, va bene, ma qui stiamo parlando di diritti, le tasse non le pagano in tanti. Hanno forse usato una scorciatoia disonesta? No. Dubito che ci fossero in coda delle altre non così curvilinee ma bravissime in Storia del Teatro Greco, e le nostre maristelle le abbiano scavalcate pur non sapendo niente di Eschilo. Non solo loro non hanno fatto niente di disdicevole, ma sono libere di fare cioè che desiderano, anche se, nella casa di bambole che immaginiamo sia la società, è più elengante che non ci siano le troie. E invece ci sono. Non è solo quella condizione, di chi fa sesso per soldi, a poter essere spiacevole. Nessuno mai si occupa dei corpi delle donne che puliscono per terra, ma solo di quelle che fanno i pompini per soldi. E questo è un problema. Perché io penso che un movimento femminile debba riguardare tutte le donne, comprese quelle quelle che fanno i pompini per soldi. Comprese quelle che puliscono per terra. Compresa anche mia mamma, che ha fatto sempre la casalinga, e non ha il PhD. Se stiamo parlando di diritti, di parità, dobbiamo pensare a una lotta che riguardi tutte le donne, la società intera, indipendentemente da titolo di studio, cretinismo eventuale, riconoscimenti internazionali o lavori scabrosi. Anche le imbecilli, per dire, devono figurare. Non possiamo delle donne prendere solo il lato della réclame, quello che cerca la performance, e poi sostenere che quella sia un’immagine realistica della donna contemporanea.

Il motivo fondamentale per cui portare esempi di eccellenza femminile è un errore madornale sta nel fatto che le donne non devono dimostrare niente. Niente di niente. Non si tratta di esibire, nel 2011, le più intelligenti e capaci del gruppo. Questo sì, è offensivo per le donne e gli uomini di questo paese. Stiamo concedendo al maschilismo imperante una motivazione profonda, per poi confutarla? Quando si elencano le qualità delle donne in un dibattito pubblico in cui si parli del maschilismo, si stanno esibendo dei negri puliti, istruiti, educati e benvestiti, per dire che non è vero che puzzano, e sono invece proprio come i bianchi; si stanno presentando omosessuali che non ti inculano nella doccia della palestra quando ti cade il sapone, puoi stare tranquillo. Tutto questo nel 2011 in Italia.

Posto allora che il problema non sta qui, perché manifestare? Perché tutte le donne devono indignarsi quando Berlusconi si fa smanacciare dalle gemelline? Cosa c’è che riguardi le donne tutte? Se offri tanti soldi per un lavoro, è facile che trovi manovalanza. E quella manovalanza fa quello che preferisce. Preferiremmo studiasse? Non sono fatti nostri, e non c’entrano l’indignazione o i diritti. Il diritto allo studio è assicurato, e l’indignazione per la prostituzione la lasciamo a Binetti. Le rappresentanti della prostitute, che fino a una decina di anni fa avevano una visibilità mediatica, hanno sempre rivendicato il diritto alla prostituzione, se mai alla liberazione dallo sfruttamento, mai dal battere. E se a Berlusconi piacciono quelle donne, non possiamo certo eccepire per questione di gusto, di misure, di colore del pelo.

Il problema riguarda il modo in cui Berlusconi tratta le donne, i suoi «l’altra metà del cielo», la sua ossessione da vecchio nanetto tozzo per i giudizi estetici; il suo pensare di spiegare alle prostitute trentenni quanto devono masturbarsi; la sua galanteria, faccia buona del maschilismo; la collocazione di gnocche ventenni in ruoli di pubblica amministrazione; il suo individuale modo di riferirsi a tutte le donne con superiorità strutturale, che è quello del peggior maschio italiano. Non di qualunque maschio italiano, come credono i più convinti detrattori e sostenitori (buffo, no?), ma di quello più tenacemente ancorato a un mondo che non esiste più, quello che si sta aggrappando con le unghie e coi denti alle vecchie modalità di una volta, pur di non essere spazzato via. Non parliamo del solo B., ma di una genia di italiani ben rappresentata, per quanto in calo.

La televisione non c’entra niente. È un problema di società maschilista, non di televisione maschilista, di società che pensa da maschio, non di televisione che pensa da maschio. La televisione italiana è quella che inizia a sfavillare con Falqui, i programmoni della RAI dei Sessanta, con palinsesti ridotti, tutti concentrati intorno alla sera, e grandi varietà pieni di Bluebell, di Kessler, di soubrette (voce ancora presente in qualsiasi scrittura artistica RAI, se quello che fai è esibirti in prima persona). Alcune sapevano fare tutto, erano brave e belle come Paola Cortellesi oggi. Ma davvero vogliamo raccontarci che le prima mute sorridenti le abbiamo viste a Drive In? Forse le prime con le tette un po’ fuori. Ma di mute e sorridenti ce ne sono state a milioni per anni. Quello che ci da fastidio è che queste fossero apertamente oggetti, non elegante mobilio di classe. La televisione non ha plasmato la mente di uomini e donne abituati alla parità, trasformandoli tutti in bestie alla ricerca di vacche poppute. L’Italia è un paese dove una donna che ha un ruolo di potere è sempre «isterica» o «scorbutica», dove «le vigilesse sono tremende perché devono dimostrare», dove le donne capaci «hanno le palle». Ed è sempre stato così. Negli Stati Uniti c’è il sesso, la chirurgia plastica, i programmi di scemate, i realiti con le urla, le ignoranze esibite, tutto il repertorio che infastidisce molti. Eppure a nessuno è mai venuto in mente di indignarsi per come Monica Lewinsky ha svilito il ruolo e la professionalità di una fotocopiatrice.

La strada che dobbiamo fare passa per idee molto chiare. Bisogna che, proprio come succede nei paesi civili, le qualità siano richieste ai singoli, e pari diritti siano garantiti a priori ai generi. Invece i sostenitori di questo movimento stanno proponendo un sistema dove le qualità sono garantite a priori ai generi, e i pari diritti sono meritati dai singoli, previa presentazione di curriculum, attestati e riconoscimenti nelle arti e nei mestieri.

Nel caso specifico di Berlusconi e dei suoi festini, un pezzo della destra più o meno intellettuale, in pessima fede, sostiene parte della cose che sostengo io. Ma con uno sgambetto finale: dicono che Berlusconi è così, è normale, ha il vitalismo del folle, non conosce le ipocrisie dei moralisti. Sanno benissimo, almeno i più grassi di loro, che la rappresentanza non è rappresentanza di sé, ma rappresentanza del collettivo. E rappresentare il collettivo è un ruolo che prevede dei doveri che hanno a che fare con la proiezione dei cittadini, con il rappresentare. Non ci si comporta come si vuole, quando si fa il Presidente del Consiglio. Perché si rappresentano ufficialmente i cittadini. È un ruolo che presenta degli oneri, oltre che molti onori. Chi non è pronto, dopo qualche anno può smettere, e tornare a fare ciò che preferisce. Funziona così in tutte le democrazie del mondo. Deve funzionare così anche in Italia. Fine della questione. Il moralismo non c’entra. C’entra la morale comune, cioè l’insieme degli usi e dei costumi che, insieme alla Costituzione Italiana, prevedono un comportamento decoroso da parte del Presidente del Consiglio. Non spontaneo, non sincero, non vitale e inarrestabile: decoroso. Decoroso non è stato e non è, quindi bisogna andare tutti in piazza a dire vattene. Ma questo riguarda i cittadini tutti, non solo le donne.

Finché non capiremo che le donne devono avere il diritto di farci schifo, non faremo grandi passi avanti.


immagino che sia tutto un gioco, e che tu stia solo facendo finta di non capire di cosa si sta parlando…. vero?

credo che sia veramente decoroso scendere tutti in piazza, maschi e femmine. non per difendere dei corpi ma la dignità di cittadini onesti. Quelli che in ogni concorso pubblico dichiarano di essere “puliti”, quelli che dichiarano di non possedere un elicottero o un veliero per avere la giusta fascia alla mensa scolastica e che comprano la carta igienica per i propri figli perché a scuola non ci sta e pensare che basterebbe qualche auto blu in meno e dei politici “preoccupati” del benessere dei loro concittadini

Bordone, come sempre, lei forse ha ragione.

è vero, le donne normali vengono dimenticate, e si parla o di “mignotte” o di cervellone, fighissime donne fuori dalla norma.
si rischia di creare, per dirla alla Malcolm X, un diverso e nuovo esemplare di “negro da cortile”.

Ma si ricordi che forse, si parla di corpo delle donne, perché per millenni, noi femmine siamo state considerate, dal diritto romano e medievale in poi, soprattutto dei corpi, per non dire degli oggetti.
Non farò un excursus femminista/ femminile, perchè non sono particolarmente femminista, ma sono una storica e mi piacciono gli elenchi. (si, ho il Phd, ma come alcuni che hanno il Phd, preferisco le persone senza Phd, perchè quelli che ce l’hanno sono spesso ossessivi e egomaniaci e mortalmente noiosi).

Forse, si parla di corpo, perchè sono gli sguardi degli uomini, gli apprezzamenti, fin da quando sei ragazzina a farti sentire scissa: ci sei tu, e c’è il tuo corpo, e queste due entità non sempre coincidono perfettamente. hai un corpo che puoi sfruttare mostrandolo, o nascondere, o tutte le gradazioni che ci sono in mezzo.

comunque. Io tendenzialmente preferirei (se proprio dovessi scegliere) un presidente del consiglio puttaniere a uno col cilicio.
Quello che mi va meno bene è che chi fa marchette sia l’unica non solo facilitata, ad avere un lavoro e a guadagnare uno stipendio degno di tale nome.
Non mi va bene che solo belle (molto opinabile) ragazze arrivino a posti di potere.
Perchè il problema oggi è questo, e qui chiudo.
Non è la mignottocrazia, che presumibilmente è sempre esistita, ma è la mancanza di spazio, o di considerazione o anche solo di rispetto per le altre, qualunque mestiere esse facciano.

Cordialmente

C’è del buono in quel che dici. Del resto, sono pensiero che hai già espresso in passato, anche a partire dal documentario di Zanardo.
Mi pare però che tu incorra nello stesso errore che rimproveri.
Forse è scorretto parlare de “il corpo delle donne”. Del resto, è una critica che possiamo applicare a qualunque oggetto di discussione, perlomeno dai tempi del “vedo il cavallo, non vedo la cavallinità” postsocratico. Certo che esistono le donne e non la Donna, i loro corpi e non il Corpo delle Donne.
Però non so, se Elisabetta Gregoraci non è Anna Magnani, non è nemmeno Edi Campagnoli. Il semplice fatto che qualcosa esista da sempre non è né un motivo sufficiente per pensare che esista da sempre sempre allo stesso modo né per pensare che sia giusto che esista. Anche la prostituzione delle minorenni esiste da sempre, probabilmente. E’ un diritto?
La protesta del 13 vede l’adesione di persone ed organismi molto diversi. Le manifestazioni politiche sono così, ed è il motivo per cui, in genere, si può essere portati a non aderire. C’è un alone di retorica e di luogocomunismo in qualunque rivendicazione politica, perlomeno da quando esistono le società di massa. Partecipa gente con punti di vista diversi, spesso ciascuno intendendo le cose in modo un po’ diverso. Anch’io vedo dei limiti. Sono un po’ stanco, ad esempio, che il titolo del libro di Primo Levi “Se non ora quando” venga tirato per la giacchetta in ogni occasione, dal festival di Sanremo di Tony Renis in qua. C’è sempre un buon motivo per dissentire, per carità. A volte però è bene soppesare quale sarebbe l’alternativa, oggi qui, ora.
Berlusconi non è tutto il problema, il corpo delle donne non è tutto il problema, ecc. L’Italia ha parecchi problemi al momento, però.
Io non andrò a mettere la mia foto su repubblica per farmi bello con un clic, né sono abituato ad applaudire Gad Lerner o Concita de Gregorio qualsiasi cosa dicono. Però, vista la situazione e nonostante i limiti, questa mobilitazione dà almeno un segno di discontinuità.

Secondo me bisognerebbe essere più precisi su questo fatto che nella tivù italiana è sempre esistita la donna oggetto scosciata e incapace;ultimamente ho sentito che ne hanno parlato a Striscia la notizia, come ipocrita autodifesa di Ricci, e avrei preso volentieri a randellate greggio e la hunziker. A me mi pare che fosse in corso un’evoluzione della figura femminile nel varietà, di (im)pari passo con l’emancipazione della donna, nel senso che negli anni ’70 le donne scosciate in tv erano ballerine, anche brave, che eseguivano coreografie anche di pregio e nell’ambito di corpi di ballo misti (e anche gli uomini avevano i loro bei costumi fighi). Poi negli anni ’80 sono uscite fuori le veline e le … di Drive-in, che erano gratuitamente scosciate e imbottite, recitavano(?)la parte delle oche, e non facevano nientaltro che andare in giro mostrando il culo e le tette (con la scusa di ironizzare su quel tipo di donna in tv… Ricci maledetto!). Insomma secondo me c’è stata un’improvvisa involuzione provocata artificialmente, e ovviamente la colpa è tutta di Silvio Berlusconi (e della sua tivù)

… minchia,che pippone!!! :D
… sono a metà… giuro che lo leggo tutto… sasha grey spacca sempre!! :D :D

L’ ho letto fino alla ventesima riga, ed ero d’accordo, poi ho visto quanto era lungo e ho deciso, siccome mi fido di te, di darti ragione. Era la recensione di un film, vero?

quello che a me fa schifo assoluto IN QUANTO DONNA è capire che non è la stagista delle fotocopie che decide di fare i pompini al presidente: è che se non fai i pompini al presidente ti scordi anche le fotocopie, i requisiti per fare le fotocopie essendo a) avere alcuni buchi posti in determinate parti del corpo b) darli via con contorno di scenette e bunga bunga c) avere vent’anni ed essere gnocca (non necessariamente in quest’ordine). pari requisiti servono ovviamente per fare la parlamentare, sedere in giunta regionale, e che so io. probabilmente c’era anche un bungo bungo per le selezioni maschili, ma al momento non se ne ha notizia: sarà forse per questo che parecchie donne l’hanno presa un po’ sul personale

Condivido quasi tutto.
Eccetto quella chiusa biecamente moralista. Mi parli di decoro? Ma cosa vuol dire? Andare a troie è indecoroso? Più o meno di corrompere un testimone in un processo? Se Berlusconi deve dimettersi – e deve- non è per le troie, ma perchè è un corruttore, intrallazzato con la mafia ed evasore fiscale. Dove mette il cazzo, sono eminentemente affari suoi.

Applausi, inchini, genuflessioni, non so che altro dire, mi girano solo perché tu lo sai dire così bene e io che ho dieci anni di più e sono pure donna, no. Abbiti anche un bacetto, toh.

L’hai già spedito a Ghedini?
la famiglia di sarà grata per questa difesa.

Ti piacono le donne nude, eh
Anche a me !

Ah, Sasha…

(ma Sasha era Grey?)

“Finché non capiremo che le donne devono avere il diritto di farci schifo, non faremo grandi passi avanti.” E no, dici che il problema non sono le donne e poi…. torni sempre li: il problema non sono le donne e quel che decidono di fare o di non fare, bensì l’idea che ogni donna, a prescindere da tutto quello che questa donna è, debba proporsi in primo luogo come oggetto sessuale per essere minimamente considerata. Mi dirai che forse non è sempre così, ma lo è la maggior parte delle volte in mille singoli casi e ogni ragazzina impara questa lezione sempre prima (vedi le foto su facebook in cui si baciano tra loro). Questo ad un maschio non accade, o almeno io non lo vedo: fatemi degli esempi se li trovate. Questo per il discorso sul corpo delle donne. Per quanto riguarda Berlusconi, semplicemente non mi va che, per il solo fatto che ci si sia permessi di sospettare che abbia fatto qualcosa di illegale (DIO NON VOGLIA), accusi il mondo intero di lesa maestà: ebbene, lui non è un re, quando lo sarà ne riparleremo. E non centra nulla questo con le donne!!

Solo un appunto, contesto e detesto il termine troia

[…] This post was mentioned on Twitter by Antonio Furno, Dave. Dave said: "Il corpo delle troie" http://t.co/IEdhvOz Bordone pungente e efficace some sempre. […]

Sono d’accordissimo e proprio stasera a lavoro ho detto ad altre donne, che la manifestazioneci copre ulteriormente di ridicolo e nn fa altro che evidenziare limiti mentali in nome de che??! della dignità! quale ? quella di tutte? …generalizzando e stigmatizzando faccende di donne personalissime…La rumena troia trentenne che avevo in casa non l ho mandata fuori dai coglioni percheè si faceva mio padre..ma perché non faveva del bene a mia madre e maleducata.
ognuna è libera di fare quel cazzo vuole col proprio corpo, ma non credo nemmeno che una donna quando vende il proprio corpo possa davvero divertirsi, la vagina della donna è fatta per accogliere, e il piacere diventa fisico quando gli occhi in cui c immergiamo, ci piacciono davvero..almeno per me e la maggior parte delle donne..forse sarò antica, ma trovo più sexy immaginare..lo sguardo, invece di questo bellissimo sinuoso corpo che abbiamo, da contemplare magari..possederlo è una roba così..profonda…
Fossi un uomo nn mi rizzerebbe per la vista di 2 tette ed una faccia da troia..ma per molto ben altro..
Il fatto è che abbiamo ancora usato la nostra inconsapevolezza per far fuori berlusca, quando bisogna scender tutti…pr dare luce al vero significato della parola dignità di essere al mondo.
Svegliarsi una mattina e rendersi conto di aver perso tutto!, svegliarsi un giorno e nn poter mangiare perché il denaro non conta più..essere in grado di vivere dignitosamente…mmha secondo me davvero pochi sarebbero gli scaltri!:P

Sono d’accordo,, tranne il titolo,, questa manifestazione delle donne sposta il boccino, “le donne non sono tutte come quelle di via olgettina” e chi l’ha mai detto??? “Manifestare per difendere la propria dignità”,,, e perché mai dovrebbe essere in pericolo??? Io non mi sento minimamente scalfita, vilipesa, coinvolta, come donna,, mi sento offesa e schifata come cittadino// e mi urta questa mobilitazione, somiglia tanto alla mia amichetta marta che a 10 anni si vantava, mostrandoli, di avere già i peli sotto le ascelle

Per ora mi sono fermato alla foto di Sasha. Finisco questa scatola di Kleenex, poi torno.

Ehm Robina70, guarda che se una si aggiudica un posto in parlamento grazie ai pompini leva il posto anche agli uomini, eh. Che mica ci sono tot posti per maschi e tot posti per femmine in parlamento.

Finalmente ti accorgi anche di Stoya…..

La figa l’e bela ma spusa….lo dice il mio zio Arturo…

E’ molto più semplice: c’è una parte del paese (magari retorico e bolso come questa espressione) che non crede al modello “la donna sta seduta sulla sua ricchezza” e dice “ora basta” (non “ora tasta”). Tutto qui.

Un ottimo esempio di ignoranza scritta in italiano corretto . La parte migliore e’ relativa alla libertà degli uomini di desiderare come cazzo gli
pare. Come se un modello unico di donna imposto dal marketing sia libertà. E’ esattamente l appropriazione del desiderio che e’ in gioco . Il corpo delle donne e’ una parte di una ampia questione..

ti ho linkato una decina di volte.
due verso la germania dove non riescono proprio a capire il bordello italiano.
hai trovato una angolazione da cui osservare perfetto. la tua vista è nitida e senza sfumature di parte.

mi permetto di dissentire solo su una cosa (forse perché, dopo averti letto, ho bisogno di alleggerire il pensiero): la Magnani non diceva mai delle frasi cosi a caso. aveva una tale presenza scenica sempre che le diceva ben sapendo che sarebbero diventate “aforismi” – e secondo me le piaceva un sacco!

love, mod

Quoto tutto.
Aggiungo che c’e’ anche il paradosso di vedere la campagna organizzata da un gruppo editoriale che per 20 anni ha sistematicamente piazzato in copertina del suo magazine di punta una donna nuda anche se si parlava di scorie nucleari e per mesi i suoi direttori hanno sfornato interminabili articolesse su quanto fossero coglioni gli americani a criticare Clinton per i giochetti con la Lewinsky.
In un paese libero, i cittadiini sono liberi di comportarsi come meglio credono, anche di scoparsi mezzo mezza segretria di partito o sposarsi un riccone che paghi le smanie politiche della consorte, pur di diventare ministro.
Evidentemente per molti moralisti, fare la zoccola per soldi e’ vergognoso, farlo per il potere e’ accettabile.
Ah, il denaro sterco del demonio !

Non sono daccordo per niente.
Anche io ho visto “il corpo delle donne” su youporn e mi è piaciuto tantissimo!

Secondo me è giusto manifestare, ricordando però che 1. si manifesta soprattutto per far vedere che di B non se ne può più perché non è “decoroso”, 2. non servirà a niente come non è servito a niente diverse volte in passato (chi ricorda i Girotondi?), e 3. ci si guarderà in faccia sicuri di non essere circondati da gente che approva B.

applausi per bordonz. in particolare ho trovato molto azzeccata la questione delle qualità garantite e dei diritti ai singoli. come ci difendi tu, a noi donne, nessuno.

@gnu: ho riso tanto per la questione dei peli sotto l’ascella, ma quando ho smesso di ridere ne ho capito anche il profondo contenuto: sottoscrivo anche te!

Donna, ben matura, e sono d’accordo. L’hai detto bene, un po’ lungo ma lo stile barock è il tuo. Per usare il concetto come facciamo? Una cosa infographics alla Everything Explained Through Flowcharts? Sarebbe una cosa da manifesti nelle strade, e da t-shirts, pensaci.

t-shirt, al singolare.

D’accordo praticamente su tutto a parte un dettaglio sulla televisione: è vero che la televisione non ci ha reso maschilisti ed è vero che Drive In era una trasmissione studiata su cosa il pubblico volesse vedere ma è anche vero che la televisione è in retroazione con la cultura di un paese e quindi quando la scelta della prima serata è limitata a vedere tette e culi non c’è molta speranza di miglioramento.

Io mi chiedo sempre perché in TV non si possa separare il “porno” dal resto…

il suo commento è il perfetto controcanto all’articolo di Aspesi su ll’ultimo Micromega, ove la signora usa la penna affilata con martello e falce per convincerci che è Mr. B ad avere plasmato l’idea riduttiva e maschilista della donna che affligge il quidam de populo, il suo ipotetico lavoratore attaccato al telecomando.
Peccato che le sue riflessioni del tutto condivisibili non abbiano lo stesso risalto della penna milanese…

bravo. una visione molto lucida su questo paese in cui sia il discorso maschile che il discorso femminile sono sequestrati e manipolati da lobby ideologiche che se ne fottono degli uomini e delle donne reali.

Certo quando dici che spieghi con calma dici sul serio eh?

Sono d’accordo solo in parte: che il problema esista da sempre è vero, il lavoro più vecchio del mondo lo fanno le donne, non gli uomini. Da sempre esistono le vallette, le segretarie-amanti del capo, le studentesse che vanno con la camicetta slacciata agli esami… Il problema, anzi i problemi sono: da una parte gli uomini che approfittano della cosa e ci lucrano sopra, dall’altra le donne che accettano e si piegano (a 90). Faccio un’es. in un ambito diverso: propongono continuamente stage non retribuiti, io ne ho fatto uno, all’inizio, poi li ho rifiutati anche abbastanza schifata, conosco persone che invece accettano di lavorare anche un anno gratis, “per il prestigio”: a questo punto ce l’ho tanto con le aziende – stronze – che continuano a fare i furbi con la storia del fare esperienza, con compensi futuri (che chissà chi ti darà), quanto con i ragazzi (coglioni) che ancora si bevono questa storia.

Non capisco invece perchè una manifestazione delle donne dovrebbe rappresentare tutte le donne, anche le prostitute, mi sembra evidente che lo si fa per dire che le donne non sono SOLO quelle, sono proprio le prostitute stesse a non voler essere rappresentate. Una manifestazione i cittadini onesti dovrebbe rappresentare anche i mafiosi? Una manifestazione di precari deve rappresentare anche i figli di papà o quei rincoglioniti che si possono permettere di lavorare gratis? No, cazzo, no!

“leviamo il corpo, cosa resta della donna? Non è una provocazione. Seriamente. L’intelligenza? La storia? Le virtù teologali? L’anima? (E giù risate a crepapelle.)”: Matteo questa è proprio una caduta di stile, potevi evitartela

Anna

Sasha, la prossima volta che vedi un documentario come “Il corpo delle donne”, alza anche il volume, altrimenti ti concentri troppo sulle immagini e ti perdi le parole che le spiegano.

Se magari aggiungi anche un secondo documentario:

“Videocracy” di Erik Gandini (http://www.cinemaitaliano.info/videocracy)

forse capisci anche cosa vuol dire usare la TV per influenzare le scelte della gente.

Studia meglio le scienze della comunicazione. Vedrai che ti aiuterà a capire.

Non è certo con la tv berlusconiana che il paese si è scoperto maschilista, bavoso, e bramoso di tette e culi.
Ma è con la tv berlusconiana che questi desideri sono stati accarezzati, cullati, e amplificati a dismisura.
La trash tv esiste anche all’estero, USA compresi. Ma in nessun altro paese i palinsesti dei network nazionali offrono programmi idioti e donnine seminude dalla mattina alla sera. Normalmente sono confinati nei canali a pagamento e/o tematici.
E che la situazione negli ultimi anni è pure migliorata da un punto di vista del decoro. Merito anche degli sfoghi della signora Ciampi che alcuni anni fa sbottò pubblicamente contro “la tv deficiente”. Si era arrivati ad un punto tale che ormai anche all’ora di pranzo facendo zapping non si poteva trovare un canale dove non ci fossero una schiera di sventole con 2 metri di gambe, microminigonne e tette fieramente compresse in reggiseni di 3 taglie più piccoli. In quale altro paese la tv ha creato dei mestieri come le “veline”, le “letterine”, le “schedine”, le “coloradine”, le “troniste”, per i quali ogni anno centinaia di migliaia di ragazze fanno la fila alle selezioni anche se poi appare del tutto evidente che l’unico requisito per essere ammesse è darla al produttore/editore?
Questo è un problema culturale.
Che diventa politico nel momento in cui queste ragazze, che hanno tutto il diritto di darla come e a chi gli pare, capiscono perfettamente che la bellezza svanisce, che bisogna assicurarsi il futuro e pretendono che il loro costo di amanti/prostitute venga scaricato sulla collettività con il posticino istituzionale garantito e ben retribuito.

un po’ hai rotto

La mia personale spinta ad andare in piazza è che attualmente, in Italia, la condizione di ogni donna,senza distinzione alcuna, è disastrosa e non sembra migliorare. Non basta questo?
Non è che vado lì a definire i dettagli, altrimenti non andrei ad una manifestazione. Metterò la faccia in qualcosa che non condivido sotto ogni aspetto? Succede, non mi verrà il mal di stomaco per questo. Ho votato PD tante volte…

In realtà più debole del documentario della Zanardo mi sembra questa critica allo stesso; non perché gli argomenti siano sbagliati o distorti, ma perché molto limitati. Prendere pochi passi di un documentario non è sufficiente in sé, ma poi il punto è che “Il corpo delle donne” non è solo un documentario, ma anche un libro, un sito, un tour di presentazioni che sono anche un work in progress. Mi accorgo che detto così è un po’ enfatico, ma mi sembra importante sottolineare che i contenuti di questa che ormai è diventata una campagna sono diventati più estesi, e in parte hanno anche affrontato critiche come quelle rivolte (al documentario e al movimento in se) in questo post.
Poi, al di là de “Il corpo delle donne”, purtroppo non si può negare che in questa mobilitazione ci sono anche elementi che nel moralismo fascistello ci sguazzano allegramente, come la rappresentante del Popolo viola che ha parlato ieri a AnnoZero; ma questo non può mettere in secondo piano tutte le altre donne che invece hanno rigettato decisamente simili posizioni e, comunque, appoggiano la mobilitazione

Mi piace Sasha Grey ma preferivo sua sorella Sonia. (avviso ai commentatori: siate più sintetici che così siete illeggibili)

[…] Freddy Nietzsche » Il corpo delle troie […]

L’affermazione “non è la stagista delle fotocopie che decide di fare i pompini al presidente: è che se non fai i pompini al presidente ti scordi anche le fotocopie” di Robina70 è una cagata pazzesca, e più la si propugna peggio è, per uomini e donne. Non so come si guadagni da vivere Robina e come ci sia arrivata; so che io ho cominciato a lavorare come dipendente a 19 anni e sono stata in un settore industriale governato da maschi fino a 34 (poi sono diventata lavoratrice autonoma), senza mai dover fare pompini per job description a nessuno (e no, non sono così cessa che nessun maschio sano di mente non mi farebbe avvicinare). Quella che hai scritto, Robina, mi voglio ripetere senza alcuna eleganza, è una stronzata dannosa.

io credo seriamente che il problema della socità contemporanea risieda nella mancata completa evoluzione del maschio fermo al medioevo culturale nei confronti della donna…un pò di sana autocritica, una nuova visione dell’universo donna sarebbe salutare. se si cominciasse e comprendere che questo mondo ha bisogno di più donna forse si starebbe meglio…più ragione e meno istinto, più consapevolezza e meno debolezza…..gli effetti di una società maschile e maschilista sono sotto gli occhi di tutti.

Drive In era maschilista? Può essere, ricordiamoci però che prima, ai tempi della bella tv educata delle Kessler valeva ancora l’attenuante dell’onore nel cosiddetto delitto d’onore, cioè nella circostanza in cui il marito ammazzasse la moglie che coram populo lo cornificasse. Ah, secondo me erano maschilisti più di Drive in, o sbaglio?

le fotine di Repubblica no. Proprio non le reggo

infatti l’invito e’ per tutti, non solo per le donne. SCENDIAMO TUTTI IN PIAZZA! oppure stiamo ancora tutti in casa a parlarci contro sui dettagli. mah, a me resta in bocca l’amaro sapore di una frase: moralismo fascistello..e se lo stessi facendo tu ora? oppure stai facendo il radical chic della situazione? oppure… basta parlarsi addosso! iniziamo a dire a chi ci rappresenta che non la pensiamo come loro, poi potremo sfinirci discutendo sui dettagli!!

Radical Chic vuole dire una cosa molto precisa, Gio. Vuol dire paillettes e mitragliatore, rivoluzione in lungo. Non ha niente a che vedere con il mio ragionamento, che anzi non ha niente di azionista. Trovo che nell’idea delle donne per bene opposte a quelle di Berlusconi ci sia qualcosa di fascistello e moralista, come ho spiegato, perché prende le donne, ne giudica l’immagine, stabilisce che questo corpo è gestito da altri, giudica negativamente questa gestione, spera in qualcosa di diverso. E credo che nessuno abbia il diritto di fare un ragionamento del genere. Non se vuole stare dalla parte delle donne.

«Tutte le donne sono uguali, ma alcune sono più uguali delle altre.» Appunto.

@isa sono totalmente d’accordo con te!
@labionda guarda che il delitto d’onore è stato abolito nel 1981 non ai tempi delle Kessler. Lo stupro diventa un delitto contro la persona (e non contro la morale) nel 1996. Sarebbe il caso di riflettere su queste date prima di parlare di medio evo. Ma soprattutto senza cambiare questa legge elettorale, saranno sempre le igeniste dentali a essere “nominate”.

La dialettica del tuo discorso, Bordone, come sempre, non fa una piega, ma, sarà forse anche una reazione superficiale,
1)il documentario “Il corpo delle donne” mi è piaciuto, per la salutare nausea provata nel vedere tutte insieme quelle immagini, che passano costantemente in tv in Italia, poco dignitose per una donna, e sempre solo quelle. Ogni giorno le donne dovrebbero manifestare il loro sdegno a tal proposito.
2) io alla manifestazione ci andrò perchè, fin ora, è l’unica manifestazione che è stata organizzata dove possa esprimere il mio dissenso a questo presidente…aspetto per una mobilitazione come quella egiziana!

Sasha Grey, Stoya, Taylor Rain, che classe! per il resto concordo in pieno…liberissime le donne di fare le mignotte e farci i soldi o carriera, brave e astute loro che mettono a frutto ciò che natura gli ha concesso. Ed è fuori strada chi mette al centro la questione femminile, che se B! fosse stato gay parimenti si sarebbe circondato di ragazzotti e cosa avremmo detto allora? Che lo scandalo vero qui e ora è un PresDelCons che si fa irridere e fregare da ragazze che potrebbero essere sue nipoti, e le promuove in incarichi politici di responsabilità in spregio alla vera rappresentanza democratica e alla cultura del merito. E che poi l’attività prettamente politica del B! sia francamente scandalosa è un problema (cfr. “ogni Paese ha i politici che si merita”) che va al di là della mia attuale comprensione….

Boh. Che le donne possano sentirsi particolarmente offese dal connubio pubblico/privato del premier da poco emerso mi pare sensato, solo che come spesso accade in un moto di “sdegno popolare” si insinuano i rigurgiti black bloc, che si guadagnano le pagine dei giornali, dettano la linea e trasformano la bussola in un bastone da rabdomante. Così invece di parlare di come i sollazzi dell’imperatore ricadono sulle nostre tasche e sulle nostre amministrazioni, si riempiono i trafiletti con microsaggi sulla donna-oggetto e la sua mercificazione, le pasionarie nostalgiche vanno in prima serata e le vanitoselle si fanno le foto di trequarti, che magari vengono pubblicate.

Angela, il più grosso fenomeno televisivo italiano degli ultimi dieci anni si chiama Maria De Filippi. La classica figa rifatta incapace, no?

@caterina:forse non hai capito tu.Il mio ragionamento era proprio: ai tempi delle Kessler, quello della bella tv educata e senza donna oggetto, che pare a tutti introdotta da Drive in, guarda un po’, c’era ancora il delitto d’onore, non era stato abolito.(E infatti lo è stato solo negli anni Ottanta).

Caro Bordone,
non sono riuscito a leggere fino in fondo.
L’impressione è che in questo post tu sia in versione fighetto logorroico.
Il punto ovviamente è che avere un vecchio maiale a capo del paese è un pò disdicevole, poi non so…

Caro Fabrizio, il punto è che o leggi o taci.

…e ancora non capisco, perchè non parli più in radio?…

Ma è molto facile. E arrivato un nuovo capo e ha chiuso il programma.

eheh.. che figata correggerti: l’accento!

Matteo, quello della De Filippi è un’altro dei fenomeni, per me incomprensibile, a cui tocca assistere, anche peggiore dell’esibizione del corpo femminile, l’esibizionismo dei sentimenti. Non so se è un problema di sensibilità/pudore personale, o se anche lì ci sia qualcosa che attiene con lo svilimento del senso di dignità delle persone.

VIVA LA FICA

La De Filippi è la volpinea amministratrice di un condominio popolare. A molti piace sentire litigare sguaiatamente i propri vicini.

poiché nei programmi della de filippi non vi è niente di reale, non parlerei di sentimenti esibiti o di dignità. la de filippi ha inventato un genere televisivo, il suo feuilleton pop/trash, qualcosa di simile ai fotoromanzi anni 80 ma moltiplicato per 1 milione. ha avuto un successo talmente abnorme da debordare ovunque in una sorta di spin-off infinito, fino a colonizzare sanremo e l’industria discografica italiana. orripilante, ma considerevole.

La De Filippi non é certo il prototipo della figa, ma il suo programmino pomeridiano é pieno di zoccole di ogni specie, alcune delle quali vanno ad assaggiare la morbidezza del lettone di Putin. Anni e anni fa, la Maria nazionale sembrava dover diventare la Oprah Winfrey italiana. Ma ben presto é diventata molto più trash dell’originale afroamericana. Da talk show di costume e problemi familiari, Uomini & Donne si é trasformato repentinamente nella gallina dalle uova d’oro delle agenzie di moda che hanno buttato dentro il programma la peggio gioventù italiana. Uno show deprimente per casalinghe deficienti e adolescenti ebeti. Come gli altri programmi condotti dalla signora Costanzo, che da anni monopolizza mezzo palinsesto di Canale5 e ormai tiene per le palle pure Sanremo, sempre grazie al suo pubblico di telecretini.
La De Filippi é proprio l’esempio perfetto di come la tv berlusconiana abbia modificato – in peggio – i costumi degli italiani.
E sono proprio questi i programmi con cui Berlusconi ha costruito e mantenuto il suo consenso. Altro che Fede, Minzolini e Sallusti vari.

chi dice che la de filippi ha invetato il genere chiacchere/battibecco non s’è mai visto il jerry springer show, roba da crepare dal ridere.

@ti amo bordone: intendevo dire che l’ha introdotto in italia, esattamente come costanzo ha inventato il talk show italiano importandolo dagli stati uniti.

Non mi hai convinto per niente.
La gente è schifata e manifesta. Punto.
Visto che ti piace sempre paragonarci alla Gran Bretagna. Pensi che lì (o in qualsiasi altro paese al mondo) ci sia una rappresentazione femminile in TV come c’è da noi ?
No. La colpa ? di Berlusconi.
Quando arriveremo a capire e dare per assodato che B. ha radicalmente cambiato, in peggio, il sistema di valori della società italiana, e lo ha fatto principalmente, ma non esclusivamente, attraverso la TV ? E che ci vorranno un paio di generazioni per tornare alla normalità. Generazioni di ragazzini che viaggiando in giro per il mondo capiranno che i loro genitori si sono rincoglioniti per 20 anni.
ciao.

Bordone, che dire? Hai ragione tu.
E le donne che scenderanno in piazza lo faranno più che altro contro altre donne, e quindi anche un po’ contro sé stesse.
Quella del “corpo delle donne” è una scusa, piuttosto cretina e piuttosto sessista/illiberale: possibile che debbano decidere degli oscurantisti, pure un poco sessuofobi, di certo corrotti da una visione della morale per nulla atea del mio corpo e di ciò che ne voglio fare?
Per fortuna noto che stavolta ci sono pure commentatrici intelligenti, è qualcosa.
E poi alla fine chi si trova su posizioni contrarie alle tue non riesce a non offendere, in modo misogino, quelle che per lui non sono una buona rappresentanza. (Oltre ad offendere chi guarda i programmi che a lui non piacciono: non piacciono a lui quindi li guardano i cretini, autoconsolazione si chiama)
Mi riferisco al patetico stefano b.
” La De Filippi é proprio l’esempio perfetto di come la tv berlusconiana abbia modificato – in peggio – i costumi degli italiani.”
Sì caro, certo caro. Vogliamo parlare di donne che finivano in carcere se tradivano, delitto d’onore, stupro reato contro la morale, legge 40 – be’ qui forse un po’ – …?
Prima di Berlusconi gli italiani erano persone civilissime, l’italia era il paese dei balocchi e le donne se la passavano benissimo; tutto vero esattamente come è vero che tu sia una persona intelligente.
Perché poi la cosa più cretina delle teorie del “corpo delle donne” è questa: il fatto che sembri si voglia sostenere che prima delle tette e dei culi in tv e nei manifesti pubblicitari le donne fossero libere e la misoginia non esistesse.

Enrico:Quando arriveremo a capire e dare per assodato che B. ha radicalmente cambiato, in peggio, il sistema di valori della società italiana, e lo ha fatto principalmente, ma non esclusivamente, attraverso la TV ?

Psicofarmaci ci vogliono con voi.

Non so se è un problema di sensibilità/pudore personale, o se anche lì ci sia qualcosa che attiene con lo svilimento del senso di dignità delle persone.

SCRITTO DA ANGELA VENERDÌ.11.02.11 21:02

Credo la parola che cercassi fosse intelligenza, so perché non l’hai trovata.

Un ottimo esempio di ignoranza scritta in italiano corretto . La parte migliore e’ relativa alla libertà degli uomini di desiderare come cazzo gli
pare. Come se un modello unico di donna imposto dal marketing sia libertà. E’ esattamente l appropriazione del desiderio che e’ in gioco . Il corpo delle donne e’ una parte di una ampia questione..

SCRITTO DA MARA VENERDÌ.11.02.11 08:20

Eppure io non ho mai sentito dire tanto quanto oggi: Grasso è bello!
Il marketing impone un modello unico di donna? E sempre più persone gli vanno contro. C’è poi la parte che mi sfugge, quella che vuole tutti gli uomini e tutte le donne passivi/e e vittime di tutto ciò. Non è affatto vero.

Io sono d’accordo fino all’ultimo paragrafo, escluso. Nel senso che mi pare un po’ tirato alla fine il concetto del Presidente che deve avere un decoro. Perché ti scordi di dire che lui i pompini non se li faceva fare in piazza navona o in tribuna vip a sansiro. Era nel suo salotto, telecamere spente, fuori orario di lavoro. Quindi ?
Quindi il problema è forse che è stato così scemo da farsi sgamare? Non è il decoro allora, no?

@Anna: “Non capisco invece perchè una manifestazione delle donne dovrebbe rappresentare tutte le donne, anche le prostitute, mi sembra evidente che lo si fa per dire che le donne non sono SOLO quelle, sono proprio le prostitute stesse a non voler essere rappresentate.”

L’hai chiesto loro? No, davvero: l’hai chiesto? Hai mai parlato con qualcuna che si prostituisce tu?
Sai perché le dovrebbe comprendere tutte? Perché se la chiami “manifestazione delle donne” ed hai perfino l’ardire di argomentare che è in favore delle donne quello che non puoi permetterti di fare è discriminarle, le donne. Perché che ti piacciano o no – le prostitute o anche quelle come me che sono contrarie al modo in cui questa manifestazione è stata proposta – non sono meno donne di te. E questo pare sfuggire a molte di voi, a tutte direi.
Per cui se ad una manifestazione per le donne buona parte di queste non sono benvenute, abbiate almeno la decenza di non definirla una “manifestazione delle donne” e trovatevi qualche nomignolo, qualche appellattivo che vi contraddistingua, che sia in riferimento a voi e solo a voi. E non sprecate, per favore, il termine donne. Perché donna sono anch’io e con voi non ci sto e non mi sta bene che di fatto parliate anche per me: trovatevi un appellativo e parlate solo per voi, grazie.
E comunque mi è sempre più chiaro l’intento discriminatorio del tutto, altro che dignità!
Anna: “Una manifestazione i cittadini onesti dovrebbe rappresentare anche i mafiosi? Una manifestazione di precari deve rappresentare anche i figli di papà o quei rincoglioniti che si possono permettere di lavorare gratis?”

Gli esempi che fai sono semplicemente aberranti.

Poi ti scordi anche di parlare del “boxino morboso” di Repubblica, è qui ci stava di brutto!

1) mi sembra pacifico per tutti quanti che ogni spazio pubblico abbia un piano regolatore per evitare, ad esempio, verande in piazza s marco, allo stesso modo visto che l’etere è uno spazio pubblico di dimensione finita non vedo nulla di aberrante in una discussione pubblica e in richieste democratiche riguardo ai contenuti e alla rappresentazione di genere nei programmi televisivi (di canali pubblici e privati che occupano per concessione uno spazio comune).

ii) come ogni volta che citi Pasolini, lo fai sciattamente, basandoti sul sentito dire dei tuoi amici all’aperitivo che non l’hanno mai letto nemmeno loro.

@El: scusa ma tu non hai un tuo pensiero da esprimere come tutti noi senza alzare il ditino contro tutti gli altri??
Sì io ho parlato con delle prostitute: quelle delle tratte, quelle usate come schiave, violentate dei clienti e bastonate dai magnaccia e loro verrebbero alla manifestazione perchè anche loro si sentono e SONO diverse da quelle che vanno in tv vantandosi di essere escort. Invece di fare la regina del contraddittorio magari pensa prima di parlare

@lorenzo: il problema del decoro ci sta eccome, per stare nell’ambito concreto alla san tommaso, guarda alla lettera r alla voce ricattabilità.

Che poi… per carità ognuno ha il proprio pensiero ed è giusto così, però: c’è da sempre il problema delle donne considerate come pezzi di carne da esporre, da sempre una donna per fare carriera deve fare il triplo della fatica di un uomo, in qs momento sembra che addirittura per entrare in politica l’unico modo sia darla via e che il primo ministro si accompagni a prostitute minorenni; allora le donne fanno una manifestazione (a cui ogni donna è liberare di partecipare o meno, nella misura in cui lo ritiene giusto) per dire che le donne sono ben altro che un corpo da esibire e qualcuno, anzi qualcuna (!) ha il coraggio di accusare di razzismo perchè non sono rappresentate le prostitute, ma ci rendiamo conto della psicosi della cosa???!!!

@MJK
sì ma secondo il ragionamento di bordone, che condivido, la ricattabilità su cosa?
dammi tutto o dico in tv che ti piace la figa? che fai le orge?
non c’è nessun ricatto possibile se uno non sta facendo nulla di male, ma si diverte con adulti consenzienti. Voglio dire che Berlusconi potrebbe rispondere ad un eventuale tentativo di ricatto con un “embè, dillo pure, non mi vergongo di nulla…”

Più lunghi ancora! Non mi basti mai.

[…] letto questo post di Matteo Bordone sul suo blog, post provocatorio, me ne rendo conto, ma io sono d’accordo, in gran parte con quello che […]

Condivido in buona parte quello che dici, ci vedo un ottimo tentativo di diradare un po’ del buonismo tipico di queste manifestazioni.

Diciamolo: sì, la fellatio può essere una professione, come lo possono essere la professoressa e la minatrice. E un presidente del consiglio che va a puttane non è un problema di per sè, lo diventa quando va anche al family day.

Lorenzo, quando il privato rimane privato, con tutte le precauzioni che dovrebbe avere qualsiasi persona con un ruolo istituzionale, il problema non si pone (nei limiti della legalità, ovvio). Quando il privato interferisce nel pubblico, o si mischia ad ipotesi di reato, il problema c’è. Si tende a dimenticare che queste inchieste nascono come costola ad altre inchieste su reati molto pesanti, e che anche solo il problema sicurezza, spesso sottovalutato, basterebbe a mandare a casa un qualsiasi leader occidentale. Perchè se basta avere una gonna rasomutanda per guadagnare informazioni sensibili su un capo di stato, che tu sia affiliata alla criminalità organizzata, ad una potenza straniera, o al primo furbetto che vuole sfruttare il tuo potere, sei inadatto e ricattabile.

Buna, mi hai detto leggi Pasolini. L’ho letto. E ho delle idee, che però qui non c’entrano. Perché sto parlando del tic di chi lo cita come vate che tutto aveva previsto. Inoltre, i miei amici bevono aperitivi come li bevo io e li bevi tu. Il mondo non è diviso in gente che ne sa e non beve aperitivi, e altra che beve aperitivi a Milano ed è superficiale. Quindi ti pregherei di evitare gli artifici retorici di Dani Santanché, essendo essi stuppidini.

Anna, tesoro, se c’è una che non pensa quella sei tu – che poi io avrei scritto, non parlato. E continui con quell’orrida discriminazione di donne: per te contano solo quelle che sono schiave, schiava come sei tu stessa della sindrome pietistica, perché quelle sono da considerarsi “oneste”, poverine le obbligano! Che ragionamento aberrante, non ti rendi nemmeno conto di quanto alla fine questo modo di vedere quelle donne sia offensivo. E continui a sbagliare: donne, ti piaccia o no, sono anche quelle che si prostituiscono liberamente e se pretendi di definire quella cosa “manifestazione delle donne” ti ripeto, non puoi permetterti, per fastidio personale, disprezzo, cattomoralismo di fare certe distinzioni. Anch’io mi sento moooolto diversa da te però se partecipassi ad una manifestazione vorrei che entrambe fossimo rappresentate e non perché non ho stima alcuna di quelle come te mi permetto di dire che tu ed altre andiate escluse da una discussione che – ripetiamolo fino allo sfinimento – ci riguarda TUTTE. Psicotica, e parecchio ignorante, sarai poi tu: quanto scritto da me, ma anche da Bordone nel post è perfettamente sensato e logico: è inutile ribadire che le donne possono partecipare se poi di fatto svariate categorie di queste non sono bene accette ed è ridicolo continuare a professare che è in nome delle donne.
Il problema delle donne come pezzi di carne da esporre non esiste: pensa all’ Afghanistan ed al burqa, lì di donne esposte come dici tu non ce ne sono e allora? Se la passano bene per questo? No, quindi forse il problema è diverso e va visto in maniera diversa. Perché questa ossessione del “corpo delle donne” è appunto un’ossessione, cieca, bieca ed il modo di porla va contro la libertà delle donne. Quindi che vogliamo? Vogliamo essere libere di decidere di noi e del nostro corpo o no? E nel momento in cui diciamo che sì, è giusto che ogni donna scelga da sé, come possiamo poi puntare il dito su quelle le cui scelte non ci aggradano? Perché le donne come te Anna, questo stanno facendo e questo scenderanno in piazza a manifestare; ed ancora una volta il corpo delle donne sarà ridotto ad un’icona, a qualcosa di sacrale e che in quanto tale vada nascosto. E non si tratta tanto di coraggio mio, quanto di mancanza di intelligenza e pudore di quelle come te.
Poi sì, fare carriera è per una donna più difficile: ma sono le escort di B. ad impedire ciò? Riuscire ad essere considerate donne senza essere madri lo è altrettanto: per colpa delle escort di B.? Ovviamente no, quindi forse se si è realmente interessate alla questione – io lo sono, tu non so quanto – sarà il caso di smetterla con gli slogan facilotti e cretini e fare una discussione più ampia, più profonda, senza discriminazioni. Io non vorrei una manifestazione contro quello che del corpo fanno altre donne, la vorrei semmai per la libertà delle donne tutte, escort di B. comprese. Vorrei consigliarti un libro: Io voglio vendermi di Catherine Millet Catherine e Robbe-Grillet, magari capirai qualcosa. Per altro: la discriminazione in base al genere sessuale non si chiama razzismo, che non significa nulla, ma sessismo. Cosa che tu dopo tutto sei.

Piccolo esempio: sarebbe giusto che una manifestazione di antiabortisti – categoria che in effetti ha molto a che vedere con quelli del “corpo delle donne” – venisse definita in favore delle donne? No, eppure ne rappresenterebbe una buona parte, anche se non tutte.

“Né perbene, né permale. Unite, Diverse, Libere” è lo slogan della manfestazione di domani nella mia città, non ha la pretesa di rappresentare tutto l’universo delle donne e non si pone contro nessuna altra donna, è solo una manifestazione promosse da donne. Se non ne condividi lo spirito, basta non partecipare. Insultere e tacciare di stupidità chi non la pensa come te è gratuito e tanto meno opportuno in uno spazio dove ci si aspetta un civile e onesto scambio di idee.

è che adoro avere le risposte personalizzate…

Guarda un po’, lo slogan della tua città, angela, mi piace perfino. Però per me il problema rimane e mi spiace tu scriva “non ha la pretesa di rappresentare tutto l’universo delle donne”, perché per quanto possa essere difficile io invece vorrei proprio un movimento che come principio quello avesse. C’è poi un altro problema che fai finta di non vedere, che svariate donne che scenderanno in piazza lo faranno per andare contro un determinato tipo di donna che a loro non va giù, è questa la cosa sbagliata. Io non parteciperò, però non significa la cosa non m’interessi. Anzi proprio perché mi interessa commento qui e non per bastian contrarietà, non vorrai escludermi spero!
Le critiche che mi muovi me le merito anche epperò io di onestà continuo a vederne poca poca.

Uno dei migliori Bordone degli ultimi mesi. Complimenti.
P.S. Una volta gli ho detto che era modernista yeyé e mi ha mandato a cagare, ma si parlava di altro. Di questo, invece, ne sa. Probabilmente assai più di me.

No, ma comunque a me quel tipo di donna là mi fa proprio SCHIFO, eh, ci tengo a dirlo. Cioè: volete fare le prostitute, fate pure non mi tange, ma nel momento in cui queste, senza alcuna remora MORALE, in cambio del servizietto al culoflaccido di turno si fregano il posto che spetterebbe, per merito, a qualcun’altro non posso che dire loro: ma andate AFFANCULO BRUTTESTRONZE!!! Ok?
E poi sono esteticamente sgradevoli, volgari, spesso rifatte e rifatte male, vestite inadeguatamente, truccate come troioni da strada… cioè, in un porno vanno benissimo, per carità, ma nella vita reale, no, mi dispiace, proprio non ci siamo, andatevi a nascondere.

D’accordo, perossido, ma questo è un problema che non ha nulla a che fare con l’essere donna o col sesso. Si chiama raccomandazione o cooptazione, e vale per entrambi i sessi. Se in lista ti ci mettono perché sei il nipote del boss o perché fai le pompe, è la stessa cosa. Almeno queste ci mettono la faccia in prima persona, oltre a qualcos’altro.

“Cosa hanno fatto, di grazia, che ci possa dispiacere” le ragazze di via Olgettina? Sono le gnocche ventenni in ruoli di pubblica amministrazione di cui parli tre paragrafi dopo, Bordone; sono tante aspiranti cognate di Bertolaso, che come scorciatoia usano il corpo invece della parentela.

Vabene, hai ragione, ma comunque lo sfruttamento della sessualità a questi fini, per i miei parametri, fa senso. Cioè: loro hanno il diritto di farci quello che vogliono col loro corpo, io ho il diritto di schifarmi. Perchè mai, di grazia, dovrei essere solidale?

Ammetto di aver fatto del tuo scritto solo una lettura compendiaria; ma mi è parso di capire che siamo d’accordo: non sarò in piazza perchè B. paga delle donne per fare sesso con lui, non me ne frega un’emerita ceppa, tanto per restare in tema. Ma che le paghiamo noi stipendiandole lautamente, facendo loro occupare posti di responsabilità, svilendo ulteriormente, se ce ne fosse ancora la possibilità, quella nobile cosa che dovrebbe essere fare politica… questo lo trovo veramente inaccettabile, non come donna – che stronzata – ma come cittadina.

Non capiscono e non vogliono capire.

Speravo un dì, di leggere sul medesimo blog commenti interessanti, divertenti, edificanti..ma ogni intellettuale ha il suo di blog..da buon individualista rivoluzionario, sovversivo…le rivoluzioni ( rotazione intorno a se’ e all altro..) si fanno insieme..chi ha il tempo e la senilità di starsene a leggere qesto e quello pe ribattere a questo e quello..poi ci sono tante, infinite deliziose letture…
Potere a chi supera il test basico d intelligenza logica ed emotiva!
Gli atri a costruire civiltà e dignità eque..per tutti, tutti. A dissetar il grembo dimagrito della terra..Night

Come dicevano alla Ruota della Fortuna, CENTO, CENTO, CENTO!

Nella mia città si era pensato di titolare la manifestazione “Donne con la passera contro il clientelismo”, ma poi alcune hanno fatto notare che era discriminatorio nei confronti di quelle donne che la passera non ce l’hanno, e l’iniziativa è saltata. Domani quindi si va a messa o allo stadio comunale.

@H2O2: Sei la prova di quanto c’è di sbagliato rispetto la questione. Ed il fatto che tu dia giudizi improntati su un moralismo di stampo cattolico sta ad indicare che in realtà la cosa ti tange e non perché una di quelle donne possa fregarti il posto di lavoro. Ed infatti aggiungi cose che sono francamente ridicole e che non c’entrano nulla:
“E poi sono esteticamente sgradevoli, volgari, spesso rifatte e rifatte male, vestite inadeguatamente, truccate come troioni da strada…”

Quantomeno avvalli il mio pensiero che il tuo moralismo sia solo ipocrisia:
“cioè, in un porno vanno benissimo, per carità, ma nella vita reale, no, mi dispiace, proprio non ci siamo, andatevi a nascondere.”

Su un set sì, d’altronde non c’è miglior modo di nascondere una cosa che metterla sotto gli occhi di tutti. Ma se quelle stesse cose vengono fatte in una stanza e poi saltano fuori… che scandalo! Mi ricorda il precetto riguardante il sesso del “si fa ma non si dice”.

“Poi negli anni ’80 sono uscite fuori le veline e le … di Drive-in, che erano gratuitamente scosciate e imbottite, recitavano(?)la parte delle oche, e non facevano nientaltro che andare in giro mostrando il culo e le tette (con la scusa di ironizzare su quel tipo di donna in tv… Ricci maledetto!). Insomma secondo me c’è stata un’improvvisa involuzione provocata artificialmente, e ovviamente la colpa è tutta di Silvio Berlusconi (e della sua tivù)”

E le ragazze coccodè di Arbore? Ma Indietro tutta a quanto pare non vale, quella era tv di qualità.

L’articolo è un po’ lunghetto ma interessante, mi sono riproposto di finirlo. Intanto noto con piacere che segui le stesse professioniste che seguo io (S.Grey, Stoya,T.Rain). Io ci aggiungerei anche la copostipite, Belladonna. Cosa ne dici? Ciao!

[…] donne (quelle dell’Olgettina, per intenderci), aumenta il mio disagio. Matteo Bordone, in un lungo post, riflette sulla questione. E’ un punto di vista che va letto, non tanto perchè sia […]

Come al solito l’autore si fa prendere dalla sua logorrea terrificante, ma il titolo del post è da antologia, cazzo.

Brava El hai ragione: “quelle come” però ci mettono la faccia (se clicchi sul mio nome vedrai il mio blog: te lo spiego perchè da sola non penso ci arriveresti), non si nascondono dietro uno pseudonimo. Continua pure a insultare gli altri senza metterti in discussione: poveretta mi fai una gran pena. Lo psicotica non era per te, era per la situazione (pure coda di paglia)… ma rileggendo quello che scrivi… sì forse un po’ era anche per te. e adesso dai spara giù, anzi SCRIVI un altro pippone da mestrina con la penna rossa, io invece ho di meglio da fare che andare nel week end.

Scusi maestra, correggo subito “quelle come me”, “ho di meglio da fare nel week end”, il resto non è da correggere: quelle come te sono nate per far pedere tempo al mondo

Purtroppo l’ho visto il tuo blog Anna ed ho visto la tua faccia, come se ci volesse chissà che per cliccare sopra un link. Ho visto per altro che nonostante vi lamentiate tanto del “corpo delle donne” poi sono le vostre foto in costume quelle che mettete su facebook, anche questo mi pare un poco ipocrita.
Questa cosa che io mi nascondo, contrariamente a quanto fai tu, perché non ho un blog è molto cretino. Dài su, non ha senso. Se mi fossi voluta nascondere non sarei nemmeno intervenuta nella discussione, per altro io la faccia ce la metto sempre, nel mio quotidiano. Non sono quella che si ricorda di determinati temi solo quando c’è di mezzo B e solo nei blog.
Peraltro capivo bene che intendevi con “la psicosi della cosa”, il fatto che l’abbia voluto rigirare a te non è perché mi sentissi toccata.

ma non è una questione di zoccole o di laureate in matematica…
è una questione che va bene fare del proprio corpo quello che si vuole, quello nn si discute.
Ma prendere a modello UN solo tipo di donna in tutta la società italiana, mi sembra riduttivo.
Il punto nnon è quindi contrappore donne a altre donne, ma solo dire: di donne ce ne sono tante, diverse, e tutte dovrebbero trovare spazio in questa società. Ciò che non accade.

IO oggi non mi sento rappresentata dalle donne e dagli uomini al governo. Perchè hanno una concezione di donna molto limitata, che non corrisponde alla realtà. E con realtà non mi riferisco alle super-intelligenti, nè alle super-belle. Mi riferisco a tutte.

Io ho delle foto in costume su FB? oddio forse tu ti riferisci a quella foto di Lisette Model! E poi sono io quella parecchio ignorante!

Tanto per chiarire per l’ennesima volta la mia opinione a cui NON ho partecipato, trascrivo il I art. del vademecum dell’organizzazione:

La manifestazione non è fatta per giudicare altre donne, contro altre donne, o per dividere le donne in buone e cattive. I cartelli o striscioni ne terranno conto.

Understand now?

Sempre pensato che le ragazze coccodè fossero alla pari di quelle di Drive-in (anzi ancora con un pizzico di ipocrisia in più, perchè venivano “vendute” come consapevoli e auto-ironiche). Quello che penso riguardo le donne che si prostituiscono non attiene a formazione cattolica o che, ha a che vedere con il mio modo di considerare il sesso e il ruolo che penso debba avere nella vita di una persona. Non è un’attività fisica come tante altre, non è una prestazione d’opera come “lavare le scale”

@H202: Va bene, per te non è un’attività fisica qualsiasi, ma mostri comunque non poca chiusura in questo. Il tuo modo di vedere il sesso condiziona alla fine il giudizio che hai delle donne che si prostituiscono: per alcune di loro – per quanto possa farti schifo – è come lavare le scale, anzi pure meglio. C’è poi un’ipocrisia nel voler fare la differenza, che mi pare proprio tu abbia fatto, tra pornostar e prostituta, come se non fosse lo stesso. Ed a me in effetti infastidisce che le prime siano, dopotutto, accettate socialmente e le seconde messe alla gogna.

:))) Matteo..MIlle mille mille!…:))

@Anna: ma se non ci sono foto tue sul blog perché scrivere che tu “ci metti la faccia” ? Ingenuamente t’ho presa alla lettera.
Riguardo quanto hai riportato: avevo anche letto il blog della Zanardo. Però tu qui hai scritto altre cose.

eraravamo tanti, ma davvero tanti, tanti da non riuscire a vedere la fine del corteo, tutti in piazza non solo le donne, a dire vattene, a gridare “basta”. Per fortuna l’intelligenza media non lo ha trovato consolatorio, fascistello e perdente e si è mossa, è scesa in piazza per andare oltre l’impostazione di questa specie di movimento.

Non credo proprio che qualcuna lo possa considerare un’attività come qualunque altra, nemmeno se me lo dicono personalmente. Cos’era tutta quella rabbia verso il vecchio, verso il culoflaccido nelle intercettazioni? Se con quei tornaconto avessero dato in cambio una qualsiasi altra prestazione d’opera non credo che si sarebbe mai potuto generare in quelle persone tanto astio verso un tale generoso “benefattore”. Le pornoSTAR sono più o meno prostitute ovviamente, e di certo hanno un rapporto nevrotico col sesso (poi naturalmente chi non ha delle nevrosi, e bene o male riesce a trovare il modo di conviverci per tutta una vita?)

bravo Bordone, molto ben detto. Sono assolutamente d’accordo con te.

ma poi alla fine i giornali, come al solito, sbagliano i titoli: “un miglione di donne”, “un fiume di donne”, ventimila donne”, erano um miglione di persone….

anzi un milione di persone

@ Matteo Bordone, tutto bene o forse no, ma CENTO CENTO CENTO era ok il prezzo è giusto
http://www.youtube.com/watch?v=GkUxywGe_PE

@El: perchè ci sono mie foto svegliona!

Finiamola qui perchè stiamo diventando patetiche (tu lo sei già di tuo)

Matteo…le fighe quindi sono troie?

toh…dimenticavo:

http://it.wikipedia.org/wiki/Igienista_dentale

Il ragionamento è molto articolato. Io comunque ho preferito andare a manifestare.

Sono andato anche io a manifestare!

Ti devo fare i complimenti: hai espresso un pensiero che era nella mia testa, ma l’hai detto prima che si manifestasse con chiarezza e aggiungendo anche le conseguenze di quel pensiero.

la uallera è il motore del mondo.

che pippone pallossissimo.
esistono momenti in cui questi distinguo diventano semplicemente inutile fumo negli occhi dei giusti (leggasi coloro che hanno le palle piene di una banda di balordi che ha fottuto e continua a fottere il paese).
tutto il resto, incluso questo post, è inutile narcisismo di cui si è anche un po’ stanchi.

Non sono d’accordo con diverse parti di questo post.
In particolare quando parli della programmazione televisiva e della sua grande varietà. Non sono contrario alla donna di successo, alla modella o alla velina purché accanto a queste figure sia anche presenti le figure di donne intelletuali. Mi sembra invece che al giorno d’oggi non ce ne siano molte in tv (se si esclude forse la Dandini e la Letizzeto, ma le vedo come casi isolati). Si parla poi di prostituzione ma mi sembra che qui ci sia veramente un errore di prospettiva. Chi vuole incolpare le prostitute? Il crimine, se crimine si deve parlare, é “prostituzione minorile” e l’indagato é Berlusconi. La prostituzione, fortunatamente, non é un crimine in Italia. Forse sono d’accordo su una cosa, c’é un trend moraleggiante che tende ad incolpare le donne che sfruttano il loro corpo per tornaconto personale, non mi piace come trend.

ci sono milioni di commenti, ma voglio cmq dire la mia.

a me la patata piace, ma tanto, ma tanto tanto tanto. quello che mi da fastidio è vedere la patata fuori contesto. è un porno? voglio la patata. è un programma come striscia la notizia? non voglio vedere inquadrature ai culi delle veline degne di un film porno.

mi da fastidio vedere l’uso del sesso in determinati contesti non sessuali. c’è bisogno di una bella figa per vendere un’auto? no, la patate e i motori non c’entrano nulla. hai bisogno di una top model che si mordicchia le labbra per vendere la roba d’intimissimi? certo che sì, qui la patata ci sta a pennello (sul pennello?)

se vedo la patata fuori contesto non riesco a non desiderarla: questo mi fa sentire a disagio, mi fa sentire incapace di controllare le mie pulsioni. mi distrae, mi fa sentire debole.

è un maledetto gioco al ribasso: la televisione non fa altro che puntare al peggio: bisogna combattere questo andazzo, non si può far finta di niente. non basta dire: ci sono milioni di bei programmi. è disfattismo…

[…] alcune prese di posizione da sinistra (con la s rigorosamente minuscola). Se dipendesse da certa gente, l’Italia non si sarebbe mai liberata dal […]

[…] troie. Di Twingo contro Mini. E proprio per citare ancora il mastro Matteo Bordone, vi segnalo un  suo ragionamento estratto da un post che avrei fatto leggere ieri dai vari palchi delle varie città: Io penso che […]

Mi è molto piaciuto il tuo pezzo e sono sostanzialmente d’accordo con te. Tutto questo argomentare sull’anatomia femminile e sulla liceità dei suoi svariati impieghi un pò mi turba: non staremo ancora una volta per sdoganare il concetto che una donna bella e magari felicemente disinibita debba necessariamente essere stupida? Un nesso di causalità non esiste tra bellezza e scemenza come non esite tra bruttezza e intelligenza. Della carriera della Minetti quello che inquieta non è l’avvenenza o la partecipazione a trasmissioni televisive (cose che non hanno mai lobotomizzato nessuno) ma il fatto che il suo unico “merito” politico è stato quello di sollazzare il Presidente del Consiglio. Mi piacerebbe che fossero altri i meriti per cui le persone vengono inserite nella gestione della cosa pubblica. Mi piacerebbe che le mie tasse non servissero a pagare le mignotte di nessuno.

Bordone, non ti riconosco più, se diventato così cinico e anche reazionario da quando non ti trovo più in radio (a Dispenser mi divertivi, a Condor avevi l’occasione di fare la spalla sciolta di quell’altro, che si prende ancora più sul serio di te). Ora non prenderla sul personale, non ho letto tutti i commenti ma penso che tu abbia fatto delle considerazioni errate.
Innanzitutto l’analisi che fai del video della Zanardo è abbastanza fine a se stessa, che senso ha dire che è sbagliato accostare la Magnani con la Gregoraci? Questa è la tua considerazione ora ma hai forse chiesto all’autrice se era quello che vole intendere? Magari domani un videomaker, americano o no, in un ritratto delle donne americane accosterà, con o senza commento, la Streep alla Hilton per una sua visione personale della donna americana, nel bene e nel male (ma mi risponderai che sono solo supposizioni…).
Penso poi che le donne, soprattutto italiane, farebbero bene a manifestare un giorno sì e l’altro pure quando si sradicherà questo modo di pensare maschiocentrico, che c’è sempre, in modo consapevole o no in ogni anfratto della nostra vita, di tutti i giorni (nei bar, nelle fabbriche, negli uffici…) e che investe le donne stesse. Dici che le Olgettine non hanno commesso nulla di disonesto, nulla di penale certo, ma in fondo qual è la morale, che consapevoli di questo mondo dominato dai maschi (e dai vecchi) che le vedono corrispondere ai loro corpi (preciso: corpi giovani) hanno deciso che il gioco non valeva la candela e che tanto così va il mondo e questa è la scorciatoia che hanno preso e questa secondo me È disonestà. Ed ipocrisia verso se stesse. Tra quelle che hanno manifestato ci saranno state anche belle e giovani ragazze che a quella scorciatoia hanno rinunciato perché il loro mondo è fatto di sogni da coltivare e di concretezze, di valori in cui credono, laici o religiosi che siano, ma non si arrendono a queste regole vili.
Poi c’è tutto il discorso che si estende a come questa scorciatoia disonesta abbia inciso sulle vite di noi italiani e dell’irresponsabilità di questo premier sempre più alienato, ma a questo punto il discorso non riguarda più solo le donne, ma il popolo italiano e il suo rapporto con il potere.

Finalmente qualcuno che non si ferma al bianco e al nero. Tanto si può discutere delle donne, del loro corpo, e del corpo delle persone in generale: ma ci chiediamo che ne è del corpo, dei cervelli della stragrande maggioranza delle persone, venduti a ore per lavori senza significato, senza evoluzione, senza. Si danno via senza pensarci cose più importanti di un pezzetto di carne qua o là…
In quanti possono dire di non essersi venduti…?

no, robina, credo che purtroppo sia davvero convinto di ciò che scrive.

E’ consolante leggere ogni tanto parole frutto di pensiero libero e non di accodamento. Del resto si sa: la folla non sopporta le persone.

Chiedo scusa per l’errore. Certo che era Ok, il prezzo è giusto! Scemo che sono. (sono serio)

Mi dispiace, ma vedere commenti con figa, gnocca, patata, ecc. mi disgusta. Le parole contano e un atteggiamento maschilista comincia anche da questo. Per l’Italia c’è ancora molto da fare. Progressisti? Piuttosto retogradi, reazionari e razzisti.
Ciao!

Il tuo articolo mi sembra il contrario di quello che vuole essere: nichilista e decostruttivo invece che analitico e propositivo. Non confonderei il modo in cui hanno deciso di veicolare il messaggio dignità delle donne” dalla sostanza dell’argomento. Un soubrette senza doti specifiche, priva di qualsiasi preparazione che ne giustifichi un ruolo politico è un oltraggio per chi quel posto lo meriterebbe e un pericolo per la società, perché in mano a governanti come B. diventa una piccola gerarca ubbidiente, non una serva dei cittadini, come dovrebbe. Chi se ne frega di un seno in vista o del sesso offerto a pagamento come mestiere scelto? Le giovinette che B. adesca non sono prostitute, ma sono “ridotte” a prostitute. Mi sembra ci sia una bella differenza.

Fa impressione.
Il titolo del post, falsamente liberato.
Il post, che ho letto, si letto tutto fino ai conati.
Lei capisce molto poco, Bordone, molto poco e soprattutto è convinto di vivere all’estero.
Saluti, non mi vedrà più e spero che i suoi lettori l’abbandonino.
Vera Smegliati

@ Vera Smegliati

Cara signora della sua assenza ci sforzeremo di farcene una ragione.
Tante cose.

Raramente, Bordone, sono stato così d’accordo.

L’altrui libertà di gestire il proprio corpo, se si è seri, coerenti e NON fascistelli, la si accetta anche quando viene esercitata VOLONTARIAMENTE con modalità non proprio in sintonia col proprio modo di concepire l’esistenza.

Concetto in apparenza banalissimo, ma quasi impossibile da spiegare alle talebane sessuofobiche capeggiate dalle Ayatollah come la Zanardo.

Della quale, ho purtroppo dovuto venire a conoscenza, un giorno di novembre in cui a Radio3 fu protagonista di un’epocale brainstorming con quell’altra grande intellettuale che risponde al nome di Loredana Lipperini.

Complimenti Matteo. Sei andato un po’ lungo per cui il post me lo sono mi sono stampato che altrimenti perdevo le ultime dottrie rimaste. Hai espresso perfettamente il disagio che non riuscivo a verbalizzare. Grande.

sottoscrivo l’articolo di bordone. non devo dimostrare nulla, men che meno in quanto donna, pertanto mi cavo dallo squittimento generale e continuo a perseguire i miei obiettivi indipendenti dal genere (nel mio caso femminile).

Lo scrivo qui così che lo sappiano tutti: El non ti permettere MAI PIU’ di sporcare il mio blog coi tuoi commenti da fallita! E’ facile sputtanare il lavoro di altri mettendosi come “anonimi” vero??? ma vergognati vergognati!

Potrei stare qui a dirti che quanto tu sia offensiva, vigliacca e maleducata e che se ti sprechi tanto a difendere le puttane (senza capire per altro un cazzo del discorso) è perchè probabilmente sei una di loro, ma tutto ciò ci pensi già tu benissimo a dirlo; solo il fatto che tu alle 5.36 di mattina passi il tempo a sporcare blog di altri da l’idea di che vita meschina e patetica tu abbia.

Anna

Ahhh: l’eone è un’unità geocronolica, non si trova nel cervello, hai capito stronza ignorante?

Mi scuso con Matteo Bordone e con tutti per continuare a utilizzare questa bacheca, tuttavia da questa persona che si firma El continua ad insultarmi sul mio blog (luogo che NON ho intenzione di cedere alle sue provocazioni) e non ho altro modo di contattarla dato che non si firma, sono costretta a risponderle qui per l’ultima volta: allora io non so chi tu sia e non mi interessa minimamente saperlo; sei una persona dalla meschinità e ignoranza rivoltanti. I tuoi commenti sul mio blog verranno sempre automaticamente cestinati, se hai qualcosa da dirmi usa la mia mail, ma sai perchè non lo farai? Perchè tu mi hai insultata pubblicamente e io ti potrei querelare per questo e se tu mi mandassi una mail, saresti in qualche modo identificabile. Finiamola qui, credimi, usa quel briciolo di cervello che hai per capire di piantarla, se no prenderò provvedimenti, non sto scherzando, perderai tu non io. Ritorna alla tua inutile anonima vita e lascia in pace la gente seria e onesta

Anna