lunedì 14 febbraio 2011

L’Inverno del Nostro Scontento (!!!ORA con POSTILLA SCORAGGIATA!!!)


Come sa bene chiunque segua questo coso, penso che la manifestazione di ieri avesse presupposti ideologici confusi, raffazzonati, controproducenti e decisamente discutibili.

Ora l’inverno del nostro scontento si è mutato in luminosa estate

Detto questo, comunque ci sono andato, sperando che succedesse quello che è successo: senza la maglia delle cose organizzate bene dai partiti, la piazza ha cambiato forma autonomamente. È diventata un gesto eterogeneo, composito, di tutti i ceti, tutti i generi, tutte le età, con un solo comune denominatore: il dissenso fermo e orgoglioso nei confronti di B e dei suoi.

La nostra fronte è incoronata ormai dalla vittoria

Senza i toni apocalittici, senza il protagonismo di chi è caricato a molla e la sbaglia, l’adunata di ieri è diventata godibile, serena, e insieme convinta di essere su un piano inclinato verso la vittoria. Una cosa popolare, insomma, sincera, senza i milioni di distinguo cui siamo abituati di solito. Passa un vecchio Presidente del Consiglio a braccetto con la moglie, e la gente lo circonda di affetto, applausi, coretti. E lui sorride, gongolando di mento.

Le nostre armi ammaccate dal nemico sono appese come trofei

Insomma, mi sveglio questa mattina e vedo che serpeggia l’idea: si può fare tutte le settimane. La gente ha voglia. E viene la strafigata. Abbiamo le domenica a piedi, abbiamo avuto le targhe alterne, non possiamo fare sette o otto domeniche in cui si va a fare un giro in centro per ribadire che noi siamo qui, siamo diversi, siamo tanti e ci siamo serenamente rotti il cazzo?

E i richiami di guerra si sono mutati in allegre riunioni

È l’Inverno del Nostro Scontento, qualcuno organizzi, ma organizzi male, lasco, solo che ci si trova e si fa eccoci. Sarà un successo, e poi arriverà il verdolino negli alberi. E sarà molto bello.

POSTILLA SCORAGGIATA DEL POMERIGGIO – Ci ho pensato, e mi è venuto in mentre cha al terzo finesettimana salgono sul carro i disobbedienti, giocano alla guerra con la polizia, e tutto finisce nelle immagini delle botte, nel sangue dal naso, nelle urla, negli scudi e nello sconcerto di Maroni. È impossibile divertirsi in questo posto. Dopo un attimo arrivano i noiosi. Uno dice li abbiamo già embedded, paghiamo la tara all’origine, ci portiamo dietro Zanardo e le indignate già di nostro! Niente, non basta, arrivano quelli coi caschi, garantito.


Lady Anna come l’Italia: «L’ho chiesta in sposa col cadavere di suo marito ancora caldo». Peccato per quell’altra parte: «la farò mia, ma non la terrò a lungo».

Una sorta di “political/critical mass”?

una specie di piazza Tahrir de noantri?!

Io ero ad Arcore settimana scorsa (non eravamo molti) e con le donne ieri a Milano (mai vista tanta gente).

Se qualcuno organizza per domenica prossima io ci sono, se non altro perché vengono fuori foto bellissime da queste manifestazioni.

poi arriva l’estate e si va tutti al lago o al mare :)

Sul “piano inclinato verso la vittoria” ho miei dubbi.
In questo stronzo paese le cose non sono mai (mai, cazzo) andate come avrebbero potuto e dovuto.
L’Italia è quel posto in cui se una cosa può andare storta, sta’ sicuro che ci va.

Prima hai scritto “Il corpo delle troie”, dopodic sei bellamente sceso in piazza con una mimosa fra i capelli, cantando “We are the People” con la tua chitarra rosa. Non ti hanno fatto la stira nè legato a un palo incatramato e impiumato come in Lucky Luke, dev’essere la dimostrazione che sono un genere superiore, oltre che più grazioso.

(Scherzo, eh? L’avevo capito il post, però insomma, una spataffiata di 207 righe, il titolo un po’ forte tendeva a far agio sul resto)

Non riesco a condividere l’entusiasmo alla “meglio che niente”. Come ho detto altrove, ho visto nella manifestazione di ieri un’operazione vuota e del tutto innocua. Le donne manifestano perché non sono e non vogliono essere trattate da puttane. Ok. Allora che gli uomini manifestino ancora di più perché non sono e non vogliono essere trattati da coglioni, facendo un parallelismo tra le femmine e i maschi coinvolti in questa faccenda squallida. Che su facebook le femmine mettano l’immagine della Curie o della Montessori, che Repubblica faccia la sua bella gallery di donne struccate. Ma, seriamente, tutto qui? Si sta spostando l’attenzione sull’aspetto più politicamente gestibile: lo svilimento della donna.
Io non mi sento affatto svilita per esempio, come donna, mi sento presa per il culo come cittadinO.

contenta che “comunque ci sono andato, sperando che succedesse quello che è successo “.
bravo il bordone!

Ragazzi si avvicina il momento dell’elicottero con l’uccello?

No, non si può fare:domani comincia Sanremo, il paese si fermerà per un mesetto almeno, dopodichè…Ruby? Ma era nelle nuove proposte o nei big? La Minetti? Ha vinto nel 98…

Che bello quando verrà il verdolino negli alberi, e sarà tutto nuovo, di nuovo,, e saremo felici per un po’ e irrequieti, col verdolino anche noi nelle braccia,

si potrebbe anche considerare il fatto che non tutti sono pacati e capaci di sopportare le situazioni, le ingiustizie che si vedono e subiscono, allo stesso modo.
C’e’ chi raggiunge il limite di sopportazione, magari ha subito una manganellata in testa mentre manifestava pacificamente, quando era un ragazzino delle superiori e non crede piu’ alla favola delle ‘forze dell’ordine’ al servizio della comunita’, che per mille euro rischiano la vita (quanti morti all’anno nei cantieri edili e quanti tra le polizie???).
Qualcuno che disobbidiente lo e’ nello spirito e tutti i giorni, non solo identificandosi in una ‘sigla’, invece che benpensante e accomodante.

Perchè se non si ha un poco di bollore nel sangue quando si è giovani, si è già morti, si è già moderati e pantofolai, senza spina dorsale per alzare la voce e la testa.
Se si punta il dito sui giovani che fanno scontri, significa che si è dalla parte del torto e del male, dalla parte di chi vuole che tutto si sistemi nei luoghi chiusi della politica, della mediazione.
Se non ci fossero stati scontri, non ci sarebbe stata la tunisia, mubarak sarebbe ancora al suo posto, il vietnam sarebbe stata la solita azione americana oltre confine, non avremmo avuto gli anni ’70, il rock e probabilmente la rivista patinata per cui scrive il sig. bordone.

Libero, liberissimo di provare fastidio per i violenti che protestano, ma che senza di loro forse non avrebbe avuto qualche opportunità in piu’ quando ha iniziato a studiare e lavorare.

Non so se l’ha notato, ma siamo in guerra! la gente comune ogni giorno, a lavoro, nella vita, deve armarsi per difendere con denti ed unghia i pochissimi diritti acquisiti e strappati, lottando, ai pochissimi potenti che ci governano.

Quest’ultimo intervento chiosa e spiega perfettamente la postilla di Bordone.

“Se si punta il dito sui giovani che fanno scontri, significa che si è dalla parte del torto e del male”. Manicheismo da curva, csoa, parrocchia, meme chose. Se noi vogliamo tirà le molotov le tiriamo perché siamo in guerra come a piazza Taharir, contro la tirannia e l’ingiustizia, poi sticazzi se con l’impeto della nostra gioventù, giustificati dall’aver preso una manganellata nel ’98, diamo la sponda perfetta alla polizia per caricare una manifestazione pacifica. Noi no, semo i ninja della metropoli postmoderna, corpi desideranti in movimento fuori/oltre le sovrastuttzzzz. Ao, venerdì c’è il rave, chi c’ha la speed?

a loz, scusame se nun so fico come te, se le manganellate le ho prese fino a quacche anno fa che vivevo ner berpaese e stavo arquanto encazzato a vede’ quelli cor culo fraccido come te, lamentarse solo a parole…
scusa se nun so mai annato ar rave e nun so manco cos’è a speed…
scusa se nun ho mai tirato na molotov, come invece fece qualche politico coi baffi che magare hai pure votato, TU, nun certo io, che posso di de essere ignorante e violento, ma armeno na coscienza ce l’ho e se quarcuno me chiede perchè l’italia fa schifo posso di che è pure corpa dei benpensanti come te…
scusa se ti do fastidio alle manifestazioni e te faccio carica’ dai bravi padri de famiglia in divisa.
la prossima vorta stattene a casa e fai la rivoluzione dal tuo pc, vedrai come se cambia er mondo…

stamme bene!

certo che, a leggere certi commenti, poi uno se si prende del fighetto non è che può tanto lamentarsi

se parlate di domenica 13 anche a modena c’era la manifestazione. andataci per rimorso di fare la snob.non ne aveo voglia onestamente. al limite mi sarebbe piaciuto che si potesse stare lì a chiacchierare senza teatrini e slogan e compagnia bella.
una specie di silenzio. niente di più.
essere lì senza avere bisogno di riempire dei vuoti. possibile che non si possa fare?