Royale Politique
venerdì 23 settembre 2011

Scemi come gli etero scemi


L’idea è venuta ad alcuni omosessuali militanti italiani capitanati da tale Aurelio Mancuso: rinverdire gli antichi fasti dell’outing, cioè dello stanamento forzato di omosessuali che pubblicamente non rivelano la propria condizione, e si professano anzi critici nei confronti dei diritti dei gay.

Si pensa che quei politici siano considerati da chi ne scopre l’orientamento sessuale degli ipocriti, dei bugiardi, dei doppiamoralisti. Si immagina che le persone leggano questi nomi e pensino che sia importante essere sempre fedeli alla propria natura, dire e fare ciò che si pensa, si sente, si è, che l’importante sia la coerenza. Si prevede che la reazione della popolazione italiana sia quella tipica di un paese che, tenendo saldo il principio della libertà individuale, sia abituato a gestire personale e politico con la serietà e i paletti necessari. Si auspica che in parlamento, nelle commissioni, il fatto che alcuni uomini politici di destra amino con fervore il pisello possa aiutare a varare una legge sui diritti civili degli omosessuali tutti.

Il problema è che, se uno conosce la società un po’ meglio dei singoli degli Abba, si rende subito conto che la gente penserà «Quello è un frocio», «Quello è un gay», o nella migliore delle ipotesi «Quello è frocio», «Quello è gay» (due cose molto diverse). Mai e poi mai in Italia nel 2011 la gente chiederà conto agli uomini politici delle loro incoerenze private. E il risultato sarà che il marchio, la lettera scarlatta, la cosa per cui imbarazzarsi uscendo di casa, e per cui darsi di gomito sull’altro marciapiede, sarà ancora una volta, pensa un po’, l’orientamento sessuale.

Quello che fa più effetto di questa operazione è l’inconsistenza politica. E non mi riferisco solo al fatto che con dieci voti in più si chiude al massimo l’ordine del giorno dell’assemblea di condominio. Stupisce che nessuno abbia pensato che le questioni personali che diventano politiche sono un tema delicato, che riguarda la rappresentanza, cioè il nocciolo più profondo della politica. Se ti hanno eletto come gay, puoi fare politica gay; se no, al massimo puoi astenerti, chiedendo scusa agli elettori. Altrimenti è come se una cattolica fervente cambiasse idea sulla fecondazione assistita solo dopo avere scoperto di essere sterile, a metà legislatura. Il che può fare piacere a noi, ma non a chi da lei si fa rappresentare.

Far passare l’idea per cui certi temi possano essere fatti propri solo da chi li possiede già nel proprio personale è un disastro da ogni punto di vista. Anche solo esaminando i telefilm americani — non dico i discorsi di Obama — si capisce chiaramente che l’identità tra razza/orientamento e politica è il primo tema da scongiurare per qualsiasi candidato, per qualsiasi istanza che non rappresenti il blocco sociale dominante di un paese. A meno che non si speri nella jugoslavia (sostantivo) sociale, tipo che io voto i miei e tu voti i tuoi, il che per i GLBT, che stanno tra il 5 e il 7% della popolazione, non mi pare proprio il massimo della furbata. Va be’. Basta così.

L’orientamento sessuale non è e non deve essere merce di scambio. Mai. Il segno più inequivocabile dell’uguaglianza sta nell’incapacità di un buon numero di omosessuali italiani di capire questa banalità.


Applausi. E poi trovo che sia una violenza bella e buona. Sarò io o meno a dover decidere se e come e a chi rivelare le mie cose,no? E sull’effetto politico sulla società anch’io penso che sia nullo: alla massa risulterà niente di più di un semplice gossip, e considerata la massa che abbiamo, una lettera scarlatta.

Sono d’accordo, e non mi piace questa lista. Inoltre credo che i principi siano importanti e quelli che tu espliciti nel post andrebbero seguiti. O meglio, sarebbe bello se lo fossero. Però il tuo discorso funziona, credo, fino a un certo punto. Voglio dire che quelle persone sono state elette in liste bloccate e non dagli elettori, quindi, al limite, sulla base di una proposta, più o meno vaga, del partito (magari sbaglio).
Dunque funzionerebbe se i nostri parlamentari agissero (come dovrebbe essere) in rappresentanza dei loro elettori e non, invece, seguendo altre logiche: personalistiche, di convenienza, di obbedienza al capo e così via.
Ecco, volevo solo fare queste due osservazioni, che forse non sono nemmeno troppo chiare.

Una foto a caso, eh?

sposo ogni singola parola. riconoscere che determinate leggi servono a parte dei cittadini è un dovere di TUTTI i parlamentari. (e sappiamo quanto siano sensibili). questa è una cretinata senza fondamenta che, se mai, autorizza ancora una volta ad usare l’omosessualità come uno stigma negativo.

Mi pare che il primo ad avere questa brillante idea sia stato Feltri con Boffo e questo già dovrebbe bastare. Come logica è come se ci si mettesse a dare del frocio a Svastichella per farlo menare dagli amichi suoi.

Mi pare un intervento sensato, però l’idea che “la gente penserà «Quello è un frocio» o «Quello è un gay»” e che “mai e poi mai in Italia nel 2011 la gente chiederà conto di incoerenze private agli uomini politici” non può essere un dato di fatto da accettare e su cui basarsi, ma deve essere proprio il problema da superare.
E immagino che nella mente di chi ha ideato questa lista ci fosse proprio l’idea che se l’Italia è ancora così è anche colpa di gente come quella della lista.

Ma che siete tutti grulli???
… in tutti i paesi civili vige il principio di coerenza tra comportamenti privati e ruoli di rappresentanza in cariche pubbliche di qualunque genere… vige inoltre il principio della responsabilità, di dignità ed onorabilità che supera di corsa anche il concetto di privacy.
Se uno fa il politico ed è gay non può e, ribadisco, non può adottare provvedimenti o vivere nell’inerzia rispetto a temi come unioni civili, omofobia, pari opportunità… non può fare politica contro i “froci”. Se la fa lo deve dichiarare, dire il perché ed assumersene la responsabilità… si chiama trasparenza.
E poi “a stronzo si risponde stronzo e mezzo”, siamo un paese rovinato a forza di ipocrisie, rispetti per la “classe dirigente/digerente” (….aaaaargh, il concetto di classe dirigente qualcuno me lo dovrà spiegare prima o poi… in un paese democratico vai a rappresentare o ad amministrare il popolo “pro tempore”… non entri in una classe per non uscirne più… devi avere un mestiere a cui tornare e levarti dalle palle ad un certo punto, quando hai sbagliato tutto, quando non dovresti poter fare a meno di sputare nello specchio che ti trovi di fronte)

Gli americani quando trovano il politico omofobo a fare proposte ad un poliziotto nel cesso dei maschi… gli fanno un culo così.

Che un omosessuale non possa essere un omofobo convinto è una gran stronzata.

A parte questo, cosa si ottiene? Nulla.
L’elettore, una volta conosciuto il vero orientamento sessuale di un politico, non cambierà certo idea sugli omosessuali. Al massimo chiederà al suo partito di riferimento di estromettere quel politico, ormai sconveniente.

È solo diffamazione anonima.

a me piace pensare che lo sputtanamento per noi gay è come usare le catene per un fascio…puro divertimento…siamo essere unmani anche noi e non sempre tanto sensibbbbili e intelligenti come crede barrbarona d’urso. shit happens.

ha ragione ibirro…se è per questo la chiesa (minuscola voluta) è piena di senzadio, il pdl pieno di comunisti e il pd pieno di cattocomunisti

“lo sputtanamento per noi gay è come usare le catene per un fascio…puro divertimento”. Stessa mentalità insomma.

Sono d’accordo con Scorretto, in più rimarco che nella lista c’è Calderoli:
“La civiltà gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni… ”
“Qua rischiamo di diventare un popolo di ricchioni. ”
“Pacs e porcherie varie hanno come base l’arido sesso e queste assurde pretese di privilegi da parte dei culattoni… ”
“[Rivolgendosi a Rula Jebreal] Ma la smetta quella signora, quella abbronzata lì, quella del deserto e del cammello”
“Chi vive una sessualità naturale non ritiene di aver bisogno di manifestare per il proprio orgoglio, chi invece vive una sessualità contro natura e ritiene di dover manifestare il proprio orgoglio facendolo mette in dubbio in prima persona la cosa stessa. A tutti i manifestanti del gay pride faccio un appello: pentitevi e il buon Dio sacrificherà il vitello grasso.”

jugoslavia?

Senza fonti solide di prova e coperti dall’anonimato, questa è spazzatura. E non vedo come potranno essere portate prove solide, per cui spazzatura rimarrà. Ma ipotizzando fonti valide di prova, qualora i personaggi in questione si siano espressi pubblicamente (o peggio ancora, abbiano partecipato a legiferare) contro i comportamenti che in privato applicano, la cosa acquisterebbe indubbia valenza politica, e meriterebbe assolutamente la segnalazione. Il problema vero è purtroppo un altro: che il clamore non nascerebbe dall’incongruenza tra morale personale e quella imposta agli altri. La storia dei provvedimenti in materia presi dai nostri politici mostra invariabilmente l’abitudine a fare quello che si vuole proibire alla società. Ricordo la stretta sul divorzio, fatto da un governo ed un parlamento in larga maggioranza di divorziati, a volte pluri, o l’improvvisa voglia di stretta sulla prostituzione e sulla pedofilia, rivelatasi spassosamente controproducente. Il problema vero è che la rilevanza e quindi il danno politico per queste persone verrebbe dalla radicata omofobia del paese, anche e soprattutto del loro elettorato. Che però trova fondamento e sostegno anche nell’abitudine alla doppia morale di cui sopra, che anche costoro hanno portato avanti e contribuito a diffondere, per cui si meriterebbero tutto.

Michele Gardini

d’accordo con Ibirro. Che essere gay significhi essere per forza paladini dei diritti civili è una cavolata. A tanti non gliene frega una fava.

Appoggio pieno a Scorretto. La questione non e’ farsi paladini o meno di una causa. La questione e’ non ostacolarla. Uno puo’ fare quello che vuole della propria vita, ma qui si parla delle vite degli altri (che oltretutto non godono dei loro privilegi). Una persona che sceglie di diventare un uomo/donna pubblica deve prima accettare la trasparenza.

Michele, scusa, «si meriterebbero» cosa? È una punizione o no?

No, non compro. «…ben venga ogni possibile outing, poiché la violenza al libero arbitrio che con l’outing subirebbero questi gay occulti delle alte sfere omofobe e reazionarie del Paese è infinitamente minore della violenza che da sempre le loro corsie preferenziali, i loro stipendi e pensioni, i loro clan, la loro vampiresca ipocrisia fanno subire ai più e al Paese tutto e alla Comunità Europea intera.» Sto con Busi.

il mio prossimo commento avrà un neon lampeggiante con scritto ironia…

Tutto molto chiaro. Siccome io e te abbiamo gli occhi azzurri, tu devi pensarla come me e non ostacolare quello che io credo sia giusto, altrimenti ti sputtano.
Non fa una grinza.

Mah… a me le liste fan sempre paura. Il dibattito è, o almeno dovrebbe essere, tra il partito dell’osmosi culturale globalizzata, quelli cioè che in fondo i “tempi” maturano fisiologicamente e già oggi sono velocissimi (anche se suona un po’ come se ne parla volentieri, ma certo non salterò un aperitivo per questo), e quello interventista dell’istruzione delle masse e lotta dura perché qui c’è il vaticano. Che di per se non sarebbe un problema averlo in Italia, il problema è che disgraziatamente è a Roma. Ho sempre creduto che con una battaglia ordinata sui diritti della coppia, cioè su una rete di protezioni riconosciute dalla collettività e quindi dallo Stato che prescindesse dal genere dei costituenti, si farebbe un operazione più alta e vincente in cui si lascia ai trogloditi l’inserire a cialtrone l’aspetto sessuale nel dibattito. L’esperienza recente e fallimentare dei DICO et similia, risentì fatalmente oltre che dei paradossi ontologici del PD, del parallelismo col concetto di matrimonio, (più che altro col sostantivo), istituzione ancora un po’ tarocca nel suo significato civile, che da quando esiste è sempre all’inseguimento del suo originale religioso. Del resto papà e mamma si son sposati così, c’è il vestito, il coro, gli angelini dipinti, abbiamo così tante chiese bellissime, son location d’un altro livello… le foto e il filmino vengono benissimo, anche le zie son tanto più contente e non si da dispiaceri. D’altronde tutta la polemica su Dalema-Zoro, a parte la bestemmia costituzionale, non verteva altro che su questo, sul “matrimonio omosessuale” che baffino si è subito raffigurato in chiesa col prete basito e balbettante. Ma il movimento oggi cosa realmente insegue? I diritti civili? la reversibilità pensionistica, le cure, l’eredità e il resto o io sono uguale a tutti voi (ma anche un po’ meglio, di sicuro più figo) e mi sposo anch’io col velo di mamma? Perché qui diventa un casino; Maria e Gino, uniti in Comune tra amici e parenti, non si sentiranno mai sminuiti dal Francesca e Paola che aspettano il loro turno emozionate fuori dalla sala. Quindi la battaglia culturale è su tutti gli altri, quelli che l’ultima volta in chiesa era per la cresima, ma se ci sposa, ci si sposa in chiesa per bene. d’altronde l’importanza dei riti e delle cerimonie, del contratto davanti alla comunità secondo le sue regole sarà tribale, ma funziona dannatamente. Del resto se fosse solo una questione intima e d’amore tra due persone non se ne vedrebbe proprio l’esigenza. E’ la forza del riconoscimento sociale che regola biunivocamente i rapporti col nuovo nucleo formatosi. E’ in questo meccanismo che si inserisce legittimamente l’esigenza di riscatto sociale della coppia gay che ha bisogno di un affermazione di se stessa nella comunità. Ma questa è una vera operazione di minoranza, quindi va condotta con scaltrezza, e necessita di alleati forti, non solo solidali, bensì attivi e compartecipi dei vantaggi. Ma ancor prima bisogna che la minoranza sia una, solida, compatta e affidabile cioè con una lista di prorità, non una somma di avanguardie. Partiamo da qui che i politici vengono solo a ruota in sto paese, per ora fanno solo danno.

non capisco mica tanta indignazione.
viviamo in un paese civile e moderno, giusto? dove gli omosessuali sono cittadini con gli stessi diritti degli etero, giusto? e’ stato ribadito anche per bocciare la legge.
a allora che problema c’e’ a fare una lista di quel tipo? dovrebbe essere innocua e irrilevante.
Sarebbe come fare una lista delle persone con gli occhi azzurri che portano lenti a contatto marroni.
dov’e’ l’offesa?
dov’e’ la macchina del fango?
semmai, e’ poco interessante.
oppure…mi state dicendo che in italia e’ uno scandalo essere gay? no vero? e se fosse cosi’, di chi e’ la responsabilita’?

è vero
come se dalema che è vecchio con la barca e le scarpe belle non può fare leggi a favore dei bambini poveri

Quando è qualcun’altro che coattamento decide per me riguardo questioni intime e personali rimango sempre un po perplesso…

http://www.istruzioniperlufo.it/?p=451

pius, non ci siamo capiti. e per essere chiaro quello che leggerai non è ironico.
non trovo che l’outing sia uno sputtanamento. se lo fosse vorrebbe dire che nell’essere gay c’è qualcosa di cui vergognarsi. una lista di gente che lascia il termo acceso con le finestre aperte è sputtanamento – nel senso che riveli un’abitudine alquanto riprovevole che però non costituisce reato e quindi non è perseguibile. in questo caso essere gay non è esattamente un’abitudine riprovevole riprovevole e sicuramente non costituisce reato. quindi al massimo è una rivelazione e non uno sputtanamento.

il problema della simpatica decina è il seguente: parliamo di persone che per opportunismo hanno nascosto il loro orientamento sessuale, che per arrivare a quelle sfere di potere (e penso soprattutto a letta, calderoli e gasparri) hanno scelto di abdicare alla loro vera natura poichè la loro parte politica, a cui sicuramente si sentono affini, non avrebbe accettato quella parte del loro essere. non paghi di questo, invece di tacere e far finta di nulla hanno preferito ergersi a paladini dei rapporti secondo natura contribuendo a tenere questo paese nel più totale oscurantismo e lontano dai paesi più civili di quella unione europea che abbiamo contribuito a fondare. per capirci, è come se martin luther king si fosse tinto la faccia di bianco e avesse militato nel ku klux klan. trasposta in quel contesto, io sarei uno dei neri dell’alabama vessati dalla maggioranza che scopre il vero colore della pelle di martin. ergo m’incazzo.

D’accordissimo con Sgriccio fino all’ultima parola. Non è uno sputtanamento, al massimo un’indelicatezza, perché tutti in teoria abbiamo il diritto di tenere per noi ciò che riguarda la nostra sfera privata. Ma in questo caso la delicatezza non conta, si tratta di gente che ha sfruttato qualcosa di – quella sì – condannabile, cioè l’omofobia per raccogliere consenso impedendo o ostacolando la conquista di sacrosanti diritti civili per gli omosessuali di questo paese. E quella lista non vuole rivelare che certa gente è omosessuale, perché non c’è nulla di cui vergognarsi nell’essere omosessuali. Rivela l’ipocrisia e la pochezza politica e morale di certa gente. Il mio solo dubbio su un’operazione del genere è: come facciamo a sapere che non si sparino nomi a caso giusto per fare scalpore?

- Roy Cohn.
- Eh?
- Puppa!

A me pare come giornalismo, insomma diffusioni di notizie. E siccome dovrebbe essere libero, non vedo perché misurarne le conseguenze in un paese come l’Italia.

Sennò si fa come quelli che non chiedono il matrimonio omos. perché i cattolici si offendono.

Riamnendo sempre nel campo assai irrealistico del poter avere prova sicura di entrambe le cose (avere quel modello di comportamento in privato, e essersi spesi contro la legittimità di quei comportamenti anche e soprattutto nel configurare legislativamente la società tramite atti politici) sarebbe una meritatissima punizione, signor Bordone. Io non sono buono, meno che meno buonista, a mio parere se uno lo merita, è giusto che l’abbia. Mi scuso per aver risposto solo ora.

Michele Gardini

Gli Abba ti sono venuti in mente pensando alle camicette di Formigoni eh?
Condivido il tuo discorso,e poi terrei a mente anche il fatto che in Italia se ti piace ardentemente il pizello non e`detto che tu sia frocio (come anche sostiene Marrazzo nelle sua ultima intervista a Concita De Gregorio).

Concordo con quello che hai scritto. Peccato per la foto. Hai fatto una cosa stupida. Peccato

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Viviamo in un paese dove le più alte cariche politiche partecipano al family day e poi si sollazzano in festini a base di coca e zoccole, però è ancora lecito chiedere un minimo sindacale di coerenza. O, perlomeno, non rinunciarci a priori.

no dai, calderoli comunque non è gay.
http://wildgretapolitics.files.wordpress.com/2008/05/calderoli-libertina.jpg

Quella foto di Spadolini fa tanto outing post mortem.

…d’accordo con isa…

[...] omosessuali e omofobi. Molti commentatori hanno condannato l’iniziativa: da Valigia Blu a Matteo Bordone, da Vittorio Zambardino ad Alessandro Gilioli, da Alessandro Capriccioli a Galatea Vaglio. E molti [...]

Non riesco a capire perché molti (tra i quali Matteo Bordone) si rifiutano di capire che, in politica, bisogna essere TRASPARENTIcon i propri elettori e COERENTI con la propria natura e/o la propria coscienza,facendo una scelta chiara tra queste due.Questi signori,qualora la loro omosessualità (o bissessualità) fosse provata, avrebbero dovuto fare una scelta ben chiara tra il vivere pienamente il proprio orientamento sessuale (nel modo che ritengono opportuno per loro e senza essere omofobi) oppure assecondare le pulsioni omofobe del loro elettorato (di conseguenza, astenersi dall’avere rapporti sessuali con persone dello stesso sesso)Votare contro una proposta di legge che penalizza l’omofobia la mattina e andare a uomini la sera mi sembra una scelta vergognosa per le nostre istituzioni,e offensiva tanto per l’elettorato di centrodestra quanto per la comunità LGBT, e in generele per l’intera popolazione. Credo che in un momento come questo, dove il nostro paese non è considerato TRASPARENTE e CREDIBILE dal punto di vista economico, noi tutti dobbiamo fare lo sforzo di CHIEDERE,se non COSTRINGERE,chi ci rappresenta al governo e al parlamento di essere TRASPARENTI e COERENTI tanto sul piano morale quanto sul piano politico, per il bene di tutti.

Stefano.

Mi permetto di copincollare questo intervento di Aldo Busi dal blog di Peppi Nocera, e mi auguro abbia la massima diffusione.

Bene, oggi 23 settembre, tramite quegli attivisti anonimi specialisti nell’outing telematico, dovremmo avere la promessa lista dei primi dieci politici o uomini pubblici italiani, quali giornalisti, artisti, ecclesiastici che, omosessuali o, come si dice disgraziatamente da un quarant’anni a questa parte, gay, si macchiano del crimine dell’omofobia, cioè che contribuiscono, notamente in Parlamento e nelle chiese e nei giornali e nelle televisioni, ad affossare ogni legge favorevole ai diritti delle persone dello stesso sesso desiderose di convivere stabilmente (e di adottare e di godere della reversibilità della pensione e dell’affitto e dell’eredità patrimoniale) tutelate come le comuni coppie formate da campioni del sesso opposto – le quali, a ben vedere, contraddittoriamente alle insane politiche procreazioniste e quindi religiosamente guerrafondaie, godono di ogni diritto anche se, proprio come una comune coppia omosessuale, non hanno generato nient’altro, reddito a parte.

L’omosessualità non è né un crimine né una colpa né una devianza né una nevrosi né una malattia, è una possibilità intellettuale e affettiva e di scelta economica e di civiltà globale quanto l’altra, ma chi la vive proteggendo la propria “intimità”, questa sì deviata e deviante, non solo nell’oscurità (di rapporti spesso mercenari: mica fanno vita di coppia stabile, questi cialtroni ciarlatani della morale sessuale cattolica!) e non solo dietro i privilegi istituzionali di una casta (gli omosessuali omofobi in Parlamento e in Vaticano: questa è l’unica lobby gay in Italia!) ma addirittura additando nell’omosessuale “dichiarato” un problema sociale per scacciare l’attenzione da sé, si macchia della colpa e del crimine dell’omofobia, quindi va denunciato, esattamente come va denunciato ogni evasore fiscale che, godendo proditoriamente dei servizi pubblici pagati dagli altri, contribuisce ad affossare la qualità della vita civile e politica sottraendosi a precisi doveri di corresponsabilità morale e compartecipazione economica nei confronti dell’intera comunità.

Grazie all’outing, ovvero rivelazione forzata di un aspetto della personalità altrui che in sé non dovrebbe essere di alcun interesse terzo agli interessati, non è l’omosessuale nascosto che viene costretto a uscire allo scoperto, bensì il modo omertoso, mafioso, ricattatatorio che costui, un ricattato ben prezzolato e un ammalato con tanti servizievoli e sevizievoli dottori al suo capezzale, ha di vivere la sua omosessualità ledendo, per eccessiva difesa di uno stato patologico suo personale (corroborato e facilitato però dal privilegio del potere e dal potere del privilegio), il comune cittadino omosessuale che vive apertamente la sua naturale opzione sentimentale e sensoriale sprovvisto di ogni legittimazione e tutela legislativa. Quindi ben venga ogni possibile outing, poiché la violenza al libero arbitrio che con l’outing subirebbero questi gay occulti delle alte sfere omofobe e reazionarie del Paese è infinitamente minore della violenza che da sempre le loro corsie preferenziali, i loro stipendi e pensioni, i loro clan, la loro vampiresca ipocrisia fanno subire ai più e al Paese tutto e alla Comunità Europea intera.

Sguarniti del benché minimo riconoscimento legislativo, gli omosessuali italiani che non hanno paura della propria ombra (simbolo sin dall’antichità, guarda caso, del Diavolo in agguato per carpirla e involarla con sé, vera anima del corpo) sono di fatto cittadini di serie C che pagano ed equilibrano socialmente, per l’appunto, con un coraggio e un impegno personale e un esborso in energie autodifensive smodati in cambio del mero diritto di respirare, la vigliaccheria a tavolino, la reticenza mercanteggiata tra i vari scranni del potere, l’ostracismo omofobo dei pochi evasori totali che, decidendo per tutti, decidono programmaticamente contro alcuni milioni di cittadini, di lavoratori, di genitori omosessuali “contribuenti totali”.

E ancora grazie, o pirati internettiani che state per denunciare al pubblico ludibrio (poiché i prescelti così vivranno questa “uscita dall’armadio”: ma è un attimo, l’orrorosa meraviglia passa alla svelta) questi sepolcrali culi imbiancati biancogiglio, anche se dovrebbero essere loro a ringraziare voi per liberarli di un incubo in cui, se fossimo davvero cattivi fino in fondo me compreso, meriterebbero di essere lasciati a marcire fino all’ultimo minuto della loro vergognosa e putrida esistenza all’insegna del più silente e tacito e concordatario e impunito e millenario crimine contro l’umanità.

Fuori i nomi!

Aldo Busi

Non sono d’accordo Bordone! Almeno per questa volta no.

Essere gay e fare quella politica lì non è solo incoerente, è vergognoso, ippocrita, idiota. Qui poi non si parla manco di diritti civili, si parla di due minchiate che ogni cittadino dovrebbe avere.

E se questa liste serve a mettere in risalto l’incoerenza, ben vengano.

Tanti, ma tanti anni fa, un sabato giorno che non c’era scuola, andai al mercato con mia madre a fare la spesa. Al banco di frutta e verdura tra gli altri acquisti mia madre chiese:” … e poi mi da due finocchi”. Il “fruttarolo” per tutta risposta: “ecco due bei Spadolini per la signora”. Quella frase mi rimase oscura per parecchi anni a venire …

Una considerazione pratica, al netto di moralismi:
Chi si mette in politica lo fa per precisa scelta, per raggiungere propri obiettivi che nel 99,99% solo marginalmente hanno a che fare col bene della nazione e la scelta della parte politica è solo in parte legata ad ideali. Si sceglie quella che più facilmente farà conseguire tali obiettivi.
Se l’ordine di scuderia della propria parte è quella di essere omofobi quanti pensate siano disposti a buttare tutto il lavoro fatto per coerenza col proprio sentire?
Sono vecchio e disincantato ma io penso che sia lo 0,01%.

Un po’ mi lascia perplesso l’incapacità di molti di vedere l’evidente e grossolana violenza che le liste come queste rappresentano.
Griccio, benissimo, facciamo a capirci allora. Intanto sappi che non basta mettere il neon con scritto “ironico” per rendere ironico ciò che si è detto. Non funziona così. A te forse fa ridere paragonarti ad un fascista che si diverte con la catena, a me no, non fa ridere, perchè vedo il significato profondo di quello che hai detto, e francamente mi spaventa che nemmeno tu ti accorga della violenza insita nel tuo pensiero.
Ora, per giustificare questa immonda vigliaccata si dice che non è sputtanamento (indelicatezza dice un ipocrita). Oh bella, eppure divulguare gli orientamenti sessuali senza consenso dell’interessato è reato in Italia e mica solo qui, e mi pare anche giusto, visto che è difficile trovare faccende più private di questa. Dunque chiamarla indelicatezza denota bene il grado di ipocrisa raggiunto dai propugnatori della lista.
La assoluta mancanza di interesse per la vita, le relazioni, la professione dei soggetti interessati, anzi direi lo spregio di queste, insieme alla negazione ipocrita dell’intento punitivo (si dice:ehi non è mica reato essere froci! Senza capire che non sta a me decidere se rivelare una cosa così privata che riguarda te, e sopratutto non sta a me misurare il grado di afflizione che ho arrecato con le mie rivelazioni), denotano una mente violenta, angusta e un cuore coperto di peli.
Griccio, comunque a farmi ridere ci riesci quando parli seriamente di outing, visto che di solito lo fa l’interessato in prima persona, e non degli estranei con intento punitivo, contro la sua volontà.
Vedo che sei in buona compagnia. Alcuni blaterano di coerenza; eppure questi 10 del centro destra dovranno rispondere al loro elettorato, mi pare(a proposito, a quando la lista dei “cripto” e “segreti” di centro sinistra?), mica all’ARCI gay.
Mi sembra un’enormità credere e scrivere che un politco per essere coerente non debba rispondere al suo elettorato, ma alla sua natura, per coerenza! Perchè, sembra di capire, se fosse coerente, voterebbe tutte le giuste leggi che riguardano gli omo.
Eppure su molte questioni mica tutti gli omo la pensano uguale, non te ne sei accorto? Mica tutti pensano che si debba introdurre il matrimonio omo e men che meno credono che siano necessarie leggi specifiche.
E ti sorprenderà sapere che in tutto il mondo esistono omo che non la pensano come te su queste questioni.
Eh, ma a te non va bene. Che diavolo, sei omo? allora se non la pensi come me meriti la gogna.
Perchè poi uno dovrebbe agire sempre secondo le sue inclinazioni? Perchè questa cazzata pseudo filosofica sembra essere diventata un dogma? E’ ovvio che qui mancano i fondamentali di una cultura umanista. Quel che invece si legge in questa iniziativa, al diavolo le cazzate di Busi, è sopratutto faziosità, disprezzo degli altri, bassezza, vigliaccheria, becera e squallida violenza psicologica.

@pius: la sintesi non è il tuo forte, eh…
E’ sputtanamento certo e ricordati il detto del nonno “Chi semina vento raccoglie tempesta”
Non siamo più in un tempo “normale”…

Ieri mattina in un bar di Torino…
“La donna, cliente occasionale del locale si è chiusa in bagno e ha fatto fuoco. I titolari udito lo sparo hanno chiamato i soccorsi, ma non c’era più nulla da fare. Il bar è comunque rimasto aperto con polizia e soccorritori al lavoro tra gli avventori che consumavano le colazioni.
Tragedia questa mattina all’interno del bar Platti nel centro di Torino, in corso Re Umberto, all’ angolo di corso Vittorio Emanuele II. Una donna di circa sessant’anni di origine francese si è tolta la vita sparandosi un colpo di pistola dopo essersi chiusa nei bagni del locale. Lo storico caffè, fondato nel 1875 e da allora marchio di eleganza e raffinatezza torinese, con sale affrescate, stucchi e boiseries, non è stato chiuso neppure per un attimo.
L’arma, una calibro 38, era intestata al marito defunto. Ad accorgersi che qualcosa non andava sono stati gli avventori del bar che hanno chiamato i soccorsi, ma quando i sanitari del 118 sono arrivati per la donna non c’era più nulla da fare. Sul posto sono intervenute le volanti della polizia per i rilievi, ma malgrado la tragedia e il via vai di agenti, i titolari hanno preferito tenere il locale aperto, isolando solo la parte dei bagni e continuando a servire ai tavoli, colazioni e aperitivi ai numerosi clienti.
Il locale è rimasto aperto e la consumazione di tartine, pasticcini alla francese, cappuccini e cocktail è proseguita normalmente tra avventori solo un pò incuriositi e che cercavano in ogni modo di capire come si era uccisa la donna. In un primo momento la gente non aveva capito che quel rumore sordo sentito provenire dal bagno per i portatori di handicap era di un colpo di pistola. Poi alcuni ragazzi tra i baristi sono andati a vedere e hanno trovato la porta chiusa del bagno. “Non ho chiuso il bar perchè non mi è sembrato opportuno – ha detto la titolare Pierina Giani – si è trattato di una fatto certo grave, ma voluto dalla signora. Mi spiace molto, era una donna gentile che da anni la domenica faceva colazione da noi, si sedeva al tavolo, consumava, dava la mancia e usciva. Ma perchè chiudere il bar? Aspettavo per pranzo 100 turisti in arrivo da Milano ed il locale era pieno di gente. Io devo pensare al locale, a pagare i dipendenti, e poi forse la signora avrebbe preferito questa riservatezza”.

Questo è quello che si chiama epifenomeno… vedrai cosa succederà di qui a poco, Pius, altro che liste: gli italiani sono uno dei popoli più bastardi del mondo, prima tutti dietro al grande conducator, a parte i soliti 44 gatti, poi lo appendono per i piedi ad un distributore di benzina. Il giorno dopo… tutti partigiani, ovviamente, e chi l’ha mai votato quello lì… tre mesi dopo “Si stava meglio quando si stava peggio…” e via… pronti per il prossimo!!!

Leggiti questo, vah…

“Bisogna avere i coglioni per prenderlo nel culo”
Aldo Busi
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@pius
giusto due precisazioni e una domanda.
1.Ebbene sì, la pubblicazione della lista è “outing”. Che è pratica diversa dal “coming out”.
2.I politici sono finiti in lista non in quanto gay, ma perchè, nonostante gay, hanno favorito direttamente o indirettamente (o hanno tenuto in prima persona) atteggiamenti omofobi mirati a non riconoscere pari dignità ad altri individui a causa dell proprio orientamento sessuale. Come vedi non si parla di essere d’accordo o meno sul matrimonio di coppie omosessuali ma di qualcosa di più profondo.

Infine cosa vuoi dire esattamente riguardo l’agire secondo le proprie inclinazioni?
Forse che Calderoli quando fa determinate esternazioni (http://aforismi.meglio.it/aforisma.htm?id=3be1) è perchè in realtà, ispirato da una visione superiore, lotta contro le proprie stesse inclinazioni?
Del tipo: il cielo stellato sopra di me e … … … dentro di me?

pius..famo a capisse.

Outing: rivelazione dell’omosessualità di qualcuno senza il suo consenso (spesso si dice erroneamente fare outing per indicare la dichiarazione volontaria della propria omosessualità)

Ironia: il dire il contrario di quello che si pensa, ma in modo che si capisca (per es. dicendo ma bravo! a chi ha combinato un guaio, o sei stato un fulmine a chi è stato lentissimo ecc.); serve per criticare, prendere in giro o scherzare.

e da questa definizione evinci che il mio accomunare gay e fascisti era un po’ ironico, o no?

per quanto riguarda la violenza, vorrei ricordarti che quelli come me (i froci) prendono ancora le sprangate in questo paese. non mi risulta che un commando di drag sia andato a prendere a tacchi in faccia volontè o milanese. correggimi se sbaglio. quando succederà la tua opinione sulla violenza sarà calzante.

la differenza tra la civiltà e la barbarie sta nel fatto che le spranga di un tempo è stata sostituita dalle parole. che ovviamente possono ferire più della spada, ma lasciano cicatrici meno visibili e qualche tumefazione in meno. qui non si tratta di omo che non la pensano come me. ti faccio l’esemoio di gay-lib, la’ssociazione di gay di destra. la pensano in modo diametralmente opposto al mio ma meritano tutto il mio rispetto: sono gay che lottano da gay per quello in cui credono. la magica decina è composta da gay velati che autorizza gli svastichella di questo paese e prendermi a sprangate. permetti che mi roda un po’?

@ scorretto e gretto. La sintesi non sembra essere nemmeno tra le tue qualità: potevi mandarmi un link e non tutta la pappardella. Sul restante qualunquismo potrei anche essere d’accordo. Busi l’ho letto e non mi fa impazzire.
@griccio. Scusa per “outing”, la questione comunque non cambia.
Continuo a credere, nonostante i tuoi sforzi, che tu non abbia ben chiaro cosa sia l’ironia nè come possa essere costruita verbalmente.
Vi si sarebbe potuto leggere un intento ironico se prima di scrivere tale cavolata, che so, tu avessi descritto come la tua attività di sputtanamento in realtà ti procura guai, dolori e danni; dopodichè dire che ti procura gioia come ad un fascista con la catena, benchè in modo zoppicante (cosa c’entrano i fascisti?) costruiva quella incongruità tra realtà e parole che è tipico dell’ironia verbale. Così come hai scritto tu, invece, hai semplicemente costruito una similitudine che di ironico non ha niente, neanche se ci metti il cartello al neon. Sorvoliamo sul fatto che usare paragoni o similitudini in cui compaiono fascisti e nazisti, fa un pessimo servizio alle proprie argomentazioni.
so bene purtroppo che in Italia la gente viene presa a sprangate per i motivi più futili e ingiusti, ma non mi risulta che qualcuno dei dieci sia mai andato per strada armato di spranga a picchiare i gay. Corregimi se sbaglio: Volontè e Milanese picchiano i gay?
No? Allora perchè fargli del male?
Ah,forse perchè “oggettivamente” con la loro politica istigano i picchiatori?
Uno spera sempre che la responsabilità oggettiva di gruppi basata su questi sillogismi sia finita nella spazzatura della storia insiema al comunismo, e invece eccola che te la ritorvi sempre qua. Ultima cosa: le parole possono fare molto più male e danni di una bussata e sovente il dolore ingiusto che provocano dura molto di più.

[...] Io, poi, odio tutte le liste. Ma mi spieghereste perchè c’è Spadolini nella fotografia del post di Bordone? Like this:LikeBe the first to like this post. Filed under Democratici, Una ragione al giorno per [...]