lunedì 31 ottobre 2011
Il frigo vecchio di Don Giovanni
Si è appena conclusa la tre giorni della Leopolda, dove Matteo Renzi e una serie eterogenea di italiani più o meno di sinistra hanno discusso di tante cose. Io un po’ ho guardato e mi sono fatto un’idea. Ero prevenuto? Sì, cazzo, tantissimo. Perché ho perso tante volte, ho vinto poche volte, e so quanto a sinistra ci si innamori facilmente del nuovo che avanza.
Qualche tempo fa ho chiacchierato con un amico che lavora nel marketing degli elettrodomestici. A un certo punto abbiamo parlato di quel frigorifero SMEG dall’aspetto rétro che c’era sul palco della Leopolda. Lui mi ha detto che per loro quel frigo era stato una benedizione: i consumatori adesso volevano quelle finiture, quel tocco, ed erano disposti a spendere il doppio per frigoriferi identici a quelli normalmente in produzione, solo con delle vernici pastello e dei maniglioni cromati. Il frigorifero che doveva dare un tocco di normalità casalinga al palco di Renzi è un simbolo di status metropolitano e cosmopolita da molti anni: un bell’oggetto — niente da dire — ma, insomma, un frigo.
Io sono per Bersani, e mi piace che parli in un modo chiaro, anche un po’ vecchio, da papà e non da figlio. Mi piace perché questo è un paese in cui l’età media e l’alfabetizzazione non sono quelle del Regno Unito o della Germania. È un paese diverso, un paese dove l’imbattibile fenomeno-parabola-storica-da-studiare-per-decenni viene battuto due volte da Romano Prodi, un economista cattolico in bici. Non è un paese di colpi di testa, non è un paese che ha mai fatto la rivoluzione come i francesi, non è il paese di Martin Luther King. Detto questo, mi piacerebbe tanto che i secondi della dirigenza del PD fossero emersi in questi anni, ma la cosa non è successa. Sarà stata la crisi del PD, le correnti, B, la legge elettorale; fatto sta che non è successo, e questo ha creato uno spazio per gli ambiziosi. Renzi è uno di questi: un mio coetaneo ambizioso che amministra Firenze.
La differenza tra Renzi e quasi tutti quelli che hanno parlato alla Leopolda sta qui: Renzi ha raccolto consensi, ha acquisito potere, e sulla base di questo ha fatto la voce grossa. Io di capiscioni che non sarebbero in grado di convincere nemmeno i vicini di casa e pensano di saper fare politica ne avrei piene le tasche, sinceramente. Il timore è che Renzi, pur non avendo saltato il passaggio del consenso popolare, sia circondato da gente che non sa nemmeno da dove si comincia.
Il sindaco di Firenze mi sembra molto bravo a dirsi diverso da qualcosa, alternativo, stufo e determinato. Fin qui lo schema è quello di Grillo, Di Pietro, in qualche misura anche Veltroni e Antonio Ricci. Meno efficace Renzi mi sembra nel dire qualcosa di comprensibile e diverso. Dico «diverso» per non dire «nuovo». Perché nuovo in Italia è un aggettivo strano, che si usa poco, funziona poco. Guardate le pubblicità: per ogni auto venduta come “nuova”, ci sono dieci prodotti classici, tradizionali, originali, puri, come natura crea, lo usava tua madre, ora usalo per tua figlia. Siamo un paese per molti versi conservatore: leggermente più di destra che di sinistra, ma conservatore. E non lo siamo perché siamo stupidi: siamo conservatori perché lo siamo, chi se ne frega del perché. Non lo eravamo quando il futuro era lavoro, miglioramenti certi delle condizioni di vita, libertà individuale, sessuale, dei costumi; da parecchi anni siamo saldamente conservatori, tant’è che la forza politica al governo da anni è la manifestazione più pura dell’immobilismo politico. Berlusconi in questi anni ha detto soprattutto una cosa agli italiani: va bene così.
Chiunque ora provi a dire il contrario, dire qualcosa di nuovo, vive l’inerzia positiva dello spingere un’auto in folle giù da una discesa, ma d’altro canto deve avere a che fare con un paese di individui che sanno che nel breve ci perdono, che devono fare passi indietro, tanti, per farne forse poi in avanti. Non solo, ma le riforme che tutti propongono sono riforme che per forza di cose aumenteranno la competizione sociale in questo paese. Competizione, merito, responsabilità non esistono perché la cosa fa comodo a tanti italiani, non perché siamo scemi o cattivi. Quelli che su questa condizione ci campano sono tanti milioni, e il passaggio è delicato. Certo che chi vive nelle grandi città del centro-nord, guarda i film in lingua originale, ha studiato all’università, viaggia e si informa è contento se diventiamo un paese più simile agli altri paesi europei. Ma non basta, proprio per niente. La fase rischia di costare tanto in termini elettorali. Se costa troppo, finisce che si perde, subito o subito dopo, non si fanno le cose, non cambia niente. Non volendo stare serenamente a contare una mazza come i Radicali, è normale che i dirigenti PD si preoccupino di questa fase. Non sono sfigati, insomma: è che sanno che le cose sono difficili, complicate, non risolvibili nel giro di una ditata di iPad. «Arriviamo noi. E saranno sacrifici per tutti» non è il massimo degli slogan. Anche «Non si ferma il vento con le mani» mi pare di una vacuità pericolosa, tra Veltroni e Ligabue, ma insomma. Resta il fatto che gli slogan e i discorsi sono strumenti per raccontare la politica che ci sta dietro. Ma dietro alla Leopolda si è vista tanta politica? Adesso vediamo.
Il discorso conclusivo di Renzi è qui, qui e qui.
Il cuore politico dell’intervento è legato al mondo del lavoro. Renzi propone in sostanza di fare le cose che dice Ichino in termini di liberalizzazione e snellimento del mercato del lavoro. Il che significa fare la guerra alla decennale cultura del lavoro italiana, perdere milioni di elettori che sono iscritti alla CGIL, cercarne altri che non sono mai stati vicini alle posizioni di Camusso. È una cosa che si può fare così, alla Leopolda come al Lingotto, senza fare i conti? Secondo me no. Io di mio sarei anche forse d’accordo, bella forza. Ma cosa ne so? E, soprattutto, chi se ne frega?!
C’è poi questo documento scritto da quattro tra i nuovi partecipanti alla Leopolda, che Renzi cita per dire una cosa su Apple. Che il successo di Apple su Microsoft abbia a che fare con la bellezza è una di quelle banalità da bar che diventano pensiero automatico diffuso, e che tutti ripetono. Anni fa si parlava di Apple per dire cretinate sulle nicchie — chi c’era se ne ricorderà — e sull’importanza della diffusione larga dei messaggi. Ma se anche il parallelismo Apple-Italia fosse sensato, vorrei che non fosse usato in un comizio politico. Perché sono stufo dei nerd che parlano di nerdate in qualsiasi contesto, e credono di poter guardare il mondo intero con gli strumenti che bazzicano loro. È più difficile di così, amici del TED.
Che le truffe sulle pensioni di invalidità siano immorali e di destra si sa. Che il centrosinistra non debba dividere il lavoro dai lavoratori è anche una cosa che sapevamo. Che l’irresponsabilità economica sia gemella dell’irresponsabilità ambientale pure. Poi sull’università Renzi dice che il problema non è che qualcuno vada all’estero, ma che nessuno venga in Italia. Una stronzata. Nessuno viene in Italia per lo stesso motivo per cui gli italiani vanno via: italiani, indiani o cinesi accedono agli stessi mondi universitari, e il nostro è il meno accogliente tra quelli di tutti i paesi ricchi.
Più in generale, gli stronzi non possono essere solo i dinosauri del PD e i baroni della politica. Ci sono un sacco di italiani stronzi. O lo dici, o striscia la notizia.
«L’inciucio che portò D’Alema alla Presidenza del Consiglio» è la Costituzione Italiana. Sarà stato un errore politico, ma trattare un passaggio istituzionale come un «inciucio» è una cosa che dice Sallusti. Facciamo leva sulle pance che vogliamo, però, se devi rubare argomenti alla destra, forse non è proprio saggio scegliere quelli che attaccano la dirigenza democraticamente eletta del tuo partito. Forse. Più in generale, il continuo parlare male delle correnti e delle polemiche interne non è troppo credibile: con la tempra dei cattolici d’altri tempi, Renzi si sfila dalla polemica per sedersi al potere, predica collaborazione fattiva mentre desidera fare il culo a tutti. Lo faccia, come sta facendo, ma non si nasconda dietro a Don Milani. Su.
La descrizione che Renzi fa delle vecchie ideologie dei partiti è una macchietta demagogica sui bolscevichi trinariciuti. Prima di tutto perché un partito è fatto di migliaia di persone che competono, discutono, si sbattono, prevalgono, retrocedono. L’idea che ci siano i grandi burattinai cattivi che comandano è una semplificazione sciocca. Che la dirigenza del PD non abbia mai preso i voti è, allo stesso modo, una cretinata. Prima del porcellum i voti li prendevano tutti i dirigenti del PD. Tutti. E tanti. E andare a chiedere a un economista come si ristruttura la nostra economia non è una novità. Chi è Zingales? Un genio? Benissimo. Ci sono senza dubbio altri geni, altrettanto capaci e titolati, con teorie economiche diverse di risanamento del paese. Scegliere lui oppure un altro è politica. Non c’entra che lui sia esperto e quelli del PD no. Nemmeno lo stesso Renzi è un economista, come non lo è Obama. Si tratta di scelte. Vendere la politica come semplice buon senso è una delle radici profonde del populismo.
Tempra, carisma, ambizioni e sprezzo del pericolo ci sono. Se Renzi riuscirà davvero a portare qualcosa di nuovo nel PD oltre a se stesso, bene; basta che porti la roba nel PD, non nel suo giro. Se riuscirà a portare via dei voti a Grillo, anche; basta che per farlo non si perda nel giochino del diverso da tutti. Se darà dinamismo al partito, evviva (questa non significa niente, l’ho scritta di slancio, alla garibaldina, tanto per, alla leopolda).
Per ora cosa c’è? Per ora ci sono le 100 proposte di Renzi, cioè il suo programma politico. Visto che i temi sono in alcuni casi fondamentali, giganteschi, di complessità mostruosa, ma la loro soluzione è esposta con la perentorietà di una discussione in rete sulla ricetta del pancotto; visto che si percepisce una vertigine propositiva che ha dell’erotico in chi li ha stilati; visto che né Blair né Obama hanno fatto programmi fatti di decine di punti, ma qualcun altro sì, mi chiedo: già che c’eravamo, perché di proposte non farne 231, 640, 91? Perché non 1003, dico io? In Ispagna son già 1003!
Sono completamente d’accordo con Borbone… ultimamente mi è successo più di una volta…la cosa mi preoccupa molto… forse ha qualcosa a che vedere con il fatto che continuo a frequentare questo spazio… un motivo ci sarà…
scritto da Scorretto e banale da bar lunedì.31.10.11 12:59
Condivido l’analisi. “basta che porti la roba nel Pd e non nel suo giro…” mi piace un sacco.
scritto da girolamo calcara lunedì.31.10.11 13:35
w I frighi bianchi.. non fighi.. perlomeno non vuoti
scritto da lauraguidetti lunedì.31.10.11 13:35
anche io mi sono chiesta perchè proprio 100 – o ce n’è qualcuna di troppo oppure ne hanno lasciata fuori qualcuna, no?
(ps pistino: al 12° par forse “Che l’irresponsabilità economia sia anche ambientale pure”, “economia” è “economica”?)
scritto da Marghe lunedì.31.10.11 13:38
La Leopolda potrebbe anche essere uno spottone per il vuoto di Renzi (qualche
scritto da maizo lunedì.31.10.11 13:50
Spesso gli interventi di questo blog mi piacciono e mi fanno riflettere su alcuni aspetti, di alcune faccende, che da subito uno non considera.
Ma su Renzi devo dire che c’è, in giro per la rete, quasi un fretta nell’accanirsi contro le sue idee e il suo modo di presentarle. E l’intervento qui sopra mi pare in linea con questa fretta: perché francamente non è che si capisca bene cosa non vada in Renzi: ma solo che qualcosa non va. Quello che più o meno dicono tutti gli altri: Renzi non va bene! Renzi è banale, scontato, di destra, non sa di cosa parla. Intanto è l’unico politico di sinistra che negli ultimi due anni ha praticamente monopolizzato l’attenzione dei media italiani per due giorni interi, con una proposta politica. E senza radunare centinai di dirigenti di partito per una convention che poi si riduce a qualche dichiarazione veloce ai microfoni del TG2.
Vedo una grande paura del cambiamento in tutto questo. Come se preferissimo continuare come si è sempre fatto, coi Bersani e Bindi e Letta e D’alema che trama nell’ombra e le proposte poco chiare e vaghe perché devono incontrare le diverse anime del partito. Una cosa che non può appassionare nessuno, che non può cambiare niente, ma che almeno conosciamo bene.
scritto da Alex Meis lunedì.31.10.11 13:50
Anche a me piace di più Bersani. Io tra l’altro vivo a Firenze e, so che la colpa non è di Renzi, ma la città è una casino per chi ci vive. Certo ora si va in centro ed è tutto pedonalizzato, ma io da studentessa devo tirare 3 moccoli al giorno per trovare un mezzo di trasporto pubblico che mi colleghi all’università. La città è invivibile, con affitti fuori dalla norma e tutti al nero, sfruttando gli studenti. Renzi parla molto, si sente il nuovo Obama, ma di concreto si è visto molto poco. Parecchio baciapile, quello sì!
The Life After
scritto da The life after lunedì.31.10.11 13:52
Uno dei commenti politici più lucidi e illuminanti degli ultimi anni. O che perlomeno condivido. Bravo (con l’accento sulla o) Monsieur Bordone (con l’accento sulla e)!
scritto da M@ntin.it lunedì.31.10.11 13:52
Insomma, per capirci: Renzi dovrebbe starsene quietino e buonino, e non rompere i maroni, ché non ha la minima idea di quanto le cose siano difficili, complicate, non risolvibili nel giro di una ditata di iPad. In caso contrario, lui invece DEVE spiegare qui e ora, per filo e per segno, nei minimi microscopici dettagli come risolverà i problemi di un intero paese nei prossimi dieci anni, ché per lui invece, le cose sono tutte semplici, facili, e risolvibili nel giro di una ditata di iPad. Altrimenti non è credibile.
Chiaro, cristallino come ragionamento. Non fa una grinza. OK.
scritto da Cristiano Rastelli lunedì.31.10.11 13:54
Sono quasi commosso
scritto da wilson lunedì.31.10.11 13:58
Dicevo, prima che i miei pollici bisticciassero con il mobile theme, la Leopolda potrebbe anche essere uno spottone per il vuoto di Renzi (qualche dubbio sul passo da mezzo mandato come sindaco a leader di partito e potenziale PdC ce l’ho), però sinceramente gli altri mi fanno cadere le balle: se penso a Bersani mi viene in mente solo lui che parla dopo uno dei tanti rinnovi della fiducia al nano, saltellando e ripetendo “passo indietro, passo indietro”; boh, siamo governati dalla cacca e l’opposizione non riesce a fare nient’altro che elemosinare dimissioni, invece di cercare consensi.
La Leopolda ha almeno portato un po’ di aria nuova.
scritto da maizo lunedì.31.10.11 14:03
A me uno degli argomenti più interessanti tirati su da Renzi e da alcuni degli altri alla Leopolda è l’idea di dare meno centralità alla politica. Di meno stato, di un sistema più dinamico. Questo tipo di accento al cambiamento continuo io non lo vedo da parte degli altri dirigenti della sinistra. E mi sembra l’unico modo per scoprire nuove idee, e reagire con più facilità ad un mondo che cambia sempre più veloce. Vedo l’Italia da fuori del paese, e mi sembra che viva in una bolla di gelatina. Pochi problemi mi sembrano più gravi.
Per il resto analisi interessante, per quanto non capisco la necessità di giudicare le intenzioni. Mi sembra controproducente, un altro modo di interpretare la realtà con i propri strumenti senza aprire al dubbio che gli altri ragionino con metri, metodi e prospettive diversi dai propri.
scritto da Emilio lunedì.31.10.11 14:03
non sono d’accordo, come minimo, su due punti.
1)il riferimento al “non prenderebbe voti neanche nel suo condominio” non è un riferimeno a tutta la dirigenza nazionale, ma solamente ad uno in particolare. Stefano Fassina, nostro (ahinoi), responsabile dell’economia e del lavoro.
2)”chiedere ad un economista come si ristruttura un’economia non è una nvoità”. Beh, purtroppo per il PD lo è. Perchè quando si parla di economia, da noi parla Fassina. E questo è grave, molto.
Ci dobbiamo rendere conto che ci sono Renzi&Zingales&Ichino (e comunque sulla stessa scia anche Boeri), Montezemolo&Nicola Rossi (che era un nostro uomo tra l’altro) e poi ci sono Bersani&Fassina. C’è un abisso. Ma veramente un abisso. Viene meno la nostra credibilità se proponiamo individui del genere.
Poi, l’arroganza e gli insulti personali che Fassina oggi a riservato a Renzi sono quanto di più patetico ci possa essere.
scritto da Jacopo lunedì.31.10.11 14:08
Tre parole: io ti amo
scritto da Fracesca lunedì.31.10.11 14:09
Sottoscrivo, stampo e incornicio.
scritto da Lasko lunedì.31.10.11 14:17
[...] sullo stesso tema vi consiglio di leggere un post (bellissimo) di Freddy Nietzsche e uno (che poi è quello che mi ha ispirato) di Eggs of War. Like this:LikeBe the first to like [...]
scritto da Bentornato, veltronismo. « Il Plog lunedì.31.10.11 14:40
Si fa un gran parlare del coraggio di Renzi, ma ad oggi non è riuscito a dire chiaramente che si candida (ah giusto, ha candidato le idee), si mantiene in bilico su tutto per vedere come butta, lancia bombe a mano da un bunker nelle retrovie mentre invita i suoi compagni d’armi a correre verso i cannoni.
scritto da Olivetti lunedì.31.10.11 14:46
Concordo Matteo. Tutta la Leopolda sapeva di vecchio.In generale le assemblee dove si cerca di dare una parvenza di democratico e ma dove in realtà chi defisce la linea politica sta nello stanzino al primo piano mi hanno arcistufato. In questo forse ha ragione Bersani, quando dice “attenzione al vecchio travestito dal nuovo”. No di populisti di centro 2.0 non abbiamo bisogno. Però là fuori c’è un mondo inascoltato, per davvero. E non basta aprire un account su twitter su facebook per darsi una verniciata di nuovo. E anche la vecchia guardia PD deve uscire davvero dal guscio ed ascoltare. O almeno fare finta. Ti dirò: non riesco a dire “io sono per Bersani” o “Io sono per Civati” o “Io sono per Vendola”. So solo che vorrei davvero un movimento, un partito che ci traghetti fuori da questa palta. Per non dire altro. Se non ora quando?
scritto da Rosy lunedì.31.10.11 15:06
Matteo tu sei in grado di fare una lucida analisi politica e critica, qualità ormai rara, sono sempre stato convinto che questa sia la base per un “politico” ma in Italia non sanno neanche cos’è dato che coloro che fanno “il mestiere della politica” sono solo dei muli arricchiti. (l’ho presa alla lontana ma adesso ci arrivo) Consideri Renzi come un tuo coetaneo ambizioso che amministra Firenze, ecco non pensi che anche tu possa essere utile (io credo molto più di altri) per migliorare il Paese? Ormai hai l’età giusta, penso tu sia una persona ambiziosa e credo che la carriera che ti sei costruito te la sia guadagnata sul campo. Fai vedere al mondo che esistono varesotti migliori di Bossi! Pensaci
scritto da Emanuele lunedì.31.10.11 15:07
è una lettura dell’evento… anche se non l’unica. Sicuramente è una delle letture meno banali che ho letto. Grazie.
P.S. però il passaggio “cambiano partiti e le facce sono le stesse, perdono le elezioni e nessuno si dimette” lo condivido totalmente
scritto da carla lunedì.31.10.11 15:13
Di Renzi mi piace il 60% di quello che dice e come lo dice.
Bersani (il segretario del mio partito) è al 20%. Vendola non mi piace, Di Pietro non sa fare politica.
Quindi io alle primarie sceglierei Renzi.
All’atto pratico, Firenze è migliorata molto con Renzi sindaco. E si parla di una città fossilizzata sul concetto di “culla del rinascimento” ormai non più accettabile.
scritto da RR lunedì.31.10.11 15:20
Si facciano le primarie. Avremo solo così le idee un po’ più chiare.
scritto da Francesco lunedì.31.10.11 15:22
OT, ma mica poi tanto, si parla dell’Italia.
Censimento 2011: tante persone capaci di compilare il questionario on line, vengono presso i punti di raccolta istituiti dal Comune, dove scoprono che “ma allora potevo farlo anche io..” ma orami è troppo tardi: hanno anche loro intasato lo sportello, fatto la coda, perso tempo, probabilmente inquinato, etcetc. per favore, spargete la voce, e aiutate chi conoscete, a compilarlo on line. Sono una rilevatrice, disoccupata, forse parlo contro il mio interesse, ma il mio vero interesse non sono le 4 lire che ci daranno, ma far sì che meno gente possibile sia in giro per le città per sto’ benedetto questionario, Grazie
scritto da S.ara lunedì.31.10.11 15:35
Bene, bravo, bis!
scritto da Nanni lunedì.31.10.11 15:56
Matteo Renzi e il nuovo che avanza. Ecco perché c’era un frigorifero.
scritto da Samantha Leone lunedì.31.10.11 16:35
[...] consiglio anche il commento di Matteo [...]
scritto da Sempre sia lodato chi esce dagli schemi | un blog per conservarsi lunedì.31.10.11 18:36
“i tuoi figli saranno la mia vendetta”, ecco nel caso di Renzi questo anatema ha funzionato! Chissà i suoi genitori a chi stavano sul cazzo.
scritto da Sgnacchero lunedì.31.10.11 18:46
[...] Il frigo vecchio di Don Giovanni [...]
scritto da Il giorno del Big Bang « Tutti a Zanzibar lunedì.31.10.11 18:47
@Samantha Leone
) ma mi sembra non abbia l’appeal del candidato, sarebbe un grande vice primo ministro.
Mi hai fatto molto ridere
Sul tema dell’articolo: sarà che a me Vendola mette l’orticaria ma proviamolo sto Renzi, peggio di quel che c’è adesso non potrà fare.
PS
Bersani è un bravo politico (ne sono abbastanza convinto
scritto da Corrado lunedì.31.10.11 20:26
Sottoscrivo al 100% il commento di Alex Meis: si critica Renzi “perchè qualcosa in lui non va”. E questo è testimoniato dal fatto che si preferisce restare fermi nelle proprie rendite di posizione, e criticare con invidia e diffidenza, invece che discutere di qualcosa di scomodo. Hai ragione, matteo, le riforme non funzionano qui da noi, le idee ormai qui non attecchiscono, un tempo ne avevamo ma adesso ne siamo spaventati. Quindi, seguendo il tuo ragionamento, tanto vale non averne. Mi viene in mente la lucida analisi di Monnicelli prima di farla finita.
scritto da Giac_man lunedì.31.10.11 21:43
Renzi mi sta sulle scatole, lo dico subito cosí tolgo ogni dubbio.
Ora provo a fare un confronto. Con la Germania, dove vivo e lavoro. La classe politica é dominata dai 50nni e dai sopra 45. Stanno facendo bene, mi pare. Sí, si litiga, Angela Merkel, nonostante le apparenze, ha una maggioranza litigiosa e non sempre al suo fianco. Ma quella generazione (che é, in parte la mia generazione, ho 46 anni) funziona. Anche nella Spd e nei verdi. Chi ha fallito completamente sono i “ggiovvani”, nati negli anni 70 e 80 (la “Renzi-generation” per capirci). Christine Schröder, ministro della famiglia, é una delle persone piú stupide apparsi sui meida: la Gelmini, in confronto, é da premio Nobel. La Fdp in mano ai baby-liberale sta rischiando di sparire. Un under 40, medico, é da mesi leader del partito e, per una serie di rimpasti, ministro dell´economia: un disastro per il governo e per il suo partito.
Ecco: come ai miei tempi (quando avevo 20-25 anni) forse giustamente “Aspetta il tuo tempo, sei ancora giovane, non hai esperienza”, magari ai giovani leoni italiani sarebbe il caso di dare una calmata. Inoltre il buon Renzi é sindaco a metá mandato di una cittá di 500.000 abitanti, che sará stata in passato (ripeto: in passato) un centro fondamentale di arte e cultura, ma oggi é, al tirar delle somme, cittá turistica e capoluogo di una regione. Tornando alla Germania, non mi risulta che la signora che guida Francoforte sul Meno (cittá che oggi, sottolineo OGGI, é uno dei centri mondiali di economia, finanza e anche cultura) stia rompendo le scatole al capo del suo partito (Angela Merkel) perché vuole farle le scarpe e guidare la Germania. E Francoforte ha 600.000 abitanti. Un trampolino di lancio, di solito, sono i Länder e/o cittá-stato come Berlino o Amburgo. Non città di medio-grandi dimensioni. Guidare una regione comporta capacità piú complesse di chi governa una cittá, per quanto importante.
Ah, per chi si fosse dimenticato il mio esordio: non posso sopportare Renzi.
scritto da rockmeamadeus lunedì.31.10.11 22:50
[...] questo super innamoramento collettivo per Matteo Renzi, oggi Matteo Bordone riesce a dire qualcosa di originale e contro corrente. A lui Renzi non piace. È un populista alla [...]
scritto da Un Paese diverso « thanksfortrying lunedì.31.10.11 23:20
@Corrado
A me il sindaco di Firenze non è piaciuto dalla prima volta in cui lo vidi, che indossava un maglione viola perché andava di moda. E’ da un po’ che il mio alter ego Samanthifera l’ha buttata sul ridere. Vediamo se grazie a Matteo Renzi riusciamo a buttarla e basta.
scritto da Samantha Leone lunedì.31.10.11 23:43
ma il fatto del frigorifero figo non corrobora il fatto dell’iphone figo?
scritto da jerrypolemica martedì.01.11.11 09:01
Ispagna. Bellissimo.
scritto da Franco martedì.01.11.11 11:00
riguardo Renzi.
1) lavoro: ho lavorato senza rete (part. IVA), da precaria, da pochissimo sono PROF FOR LIFE (ruolo). Se non insegno e cazzeggio coi ragazzi perché devo restare sl mio posto?!! E magari intanto qualcuno senza rete è col c a terra! Non ci sto!
2) tante cose sono complesse, ma non è impossibile semplificare. Ci vuole lavoro a semplificate, non rinunciare! Non sempre per il sud bisogna partire dai Borboni! Forse individuare il problema, senza troppe xyz mentali!
Perché non fare qualche sano esercizio di copiatura dai paesi pragmatici?!!
3)Cosa passa di Bersani, oltre all’ironia di Crozza, “il premier deve fare un passo indietro”. STOP. Ah il programma? le idee? troppo complesse, poco tempo= niente!
4)con Renzi si parla di qualcosa!! È un pretesto? Non concordo in tutto con lui, ma sono annoiata dai Ballarò, dagli “Anno zero” che mi sciroppo regolarmente, che sono vuotissimi di contenuti!
scritto da Raffaella martedì.01.11.11 11:28
@Samantha
Non ho detto che mi piace o detto “proviamo”.
scritto da Corrado martedì.01.11.11 14:35
E nel dirlo ho dimanticato un “acca”
scritto da Corrado martedì.01.11.11 14:35
Bellissimo intervento. Bastava questa foto.
http://firenze.repubblica.it/cronaca/2011/10/30/foto/renzi_i_suoi_gesti_del_potere-24132246/7/
scritto da Dario martedì.01.11.11 15:27
Bravissimo Matteo. L’analisi è perfetta. Io, tra l’altro, ho come il presentimento che tra qualche anno leggeremo dei divertentissimi post, in cui, al posto della foto di un kennedy rovesciata, ci sarà uno smeg colorato. Nessuno capirà perché, noi ricorderemo.
scritto da Francesco Lauber martedì.01.11.11 15:59
Anch’io sull’orlo della commozione… Bravissimo Matteo. Con punte di sublime, nella forma e nella sostanza. (“Capiscione” entrerà nella storia, soprattutto se si immagina pronunciato con la ‘cinesi orale’ di Renzi)
scritto da Lucia martedì.01.11.11 16:44
Leggendo mi veniva in mente sempre più spesso l’articolo di Irene Tinagli uscito su La Stampa domenica, http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=9378. Riassunto: “i giovani non sono bravi solo perché sono giovani e questo lo sappiamo ma gli anziani, questi anziani, non sono bravi per niente e lo hanno dimostrato negli ultimi 20 anni. E ora di cambiare”. Renzi è uno che a modo suo e con tutti i suoi difetti (prima fra tutti l’arroganza che lui stesso ammette) ci prova.
Un’altra cosa che mi piace poco è la parte “l’Italia è così perché è cosi”, e non mi piace perché a forza di alzate di spalle siamo arrivati sull’orlo della bancarotta (diciamolo chiaro), quindi sarebbe ora di cambiare qualcosa, ma non governo, mentalità.
scritto da Damiano martedì.01.11.11 17:33
E’ l’analisi più fresca, serena ed efficace che io abbia letto su Renzi.
Interessante anche, in proposito, “L’Amaca” di Michele Serra, su Repubblica oggi.
Mi chiedo: fra gli over 55 (da Napolitano giù, sino a Veltroni, Franceschini ecc.) e gli under 40 (Renzi in testa), a sinistra non s’è un po’ persa per strada la generazione dei 45/50? A parte Vendola e Rossi (Regione Toscana)….
scritto da francesco martedì.01.11.11 18:10
Direi che Bordone ha addirittura superato il Serra di oggi!
scritto da Lucia martedì.01.11.11 19:39
in quanto nerd rispondo al paragrafo che mi riguarda, il successo di apple risiede anche nel design e quindi nella bellezza, “anche” non “soprattutto” ne tanto meno “solamente”. Io ritengo che una delle cose più imporanti sia stato il successo di ipod perché ha diffuso il marchio apple. Cosa centri con la situazione dell’Italia non ne ho proprio idea, in che modo il successo di apple si possa interpretare come il segnale del primato del capitalismo culturale mi è oscuro tanto quanto il significato capitalismo culturale. Sul fatto che noi nerd tendiamo a guardare il mondo con gli strumenti al quale siamo abituati probabilmente è vero, non è detto che però si sbagli
scritto da riccardo martedì.01.11.11 20:25
@ Francesco: siccome appartengo a quella generazione, non è che si é persa solo in politica (in cui non siamo mai entrati nemmeno 20 o 10 anni fa), ma é in generale, in tutta la società italiana, che siamo emarginati. Figli di quelli che hanno ricostruito l´Italia, siamo stati tenuti fuori quando eravamo giovani. Da chi? Da quelli che ora, genitori o fratelli maggiori dei 20-30enni, ora ci dicono (dopo essere andati in pensione a 55 anni, quando va bene): “E no, adesso, voi 45nni, fatevi da parte, lasciate spazio ai giovani (cioè a mi fijo)…” Noi, generazione del baby boom, dei doppi turni a scuola e delle gomitate per farsi un po´ strada, dovremmo far posto alla generazione “figli unici”? Mai, nemmeno sul mio cadavere!!!
scritto da rockmeamadeus martedì.01.11.11 22:27
desta sincero stupore, qui dissertate tutti su filologie germaniche e nipponiche e poi non sapete ste robe.. anche “è successo un ’48″ potrebbe sollevare dei disagi eh…
scritto da wolfi giovedì.03.11.11 21:04
“Renzi è la larva che il berlusconismo ha deposto in una delle tante piaghe del Pd.” Malvino
scritto da pietro venerdì.04.11.11 15:32
@DAMIANO “quindi sarebbe ora di cambiare qualcosa, ma non governo, mentalità.”
si, il problema del cambio di mentalità è facile a dirsi, ma qualcuno ha idea di come imporlo?
scritto da manuel colombo lunedì.07.11.11 16:05
Posso dire che a me la Bern…leopolda mi ha ricordato un pochino le TED conferences? Conosci i tuoi tagli di carne…(e mettili nel frigo).
@Samantha: cacchio, me lo ricordo anch’ io! Non sapevo chi fosse e lo etichettai subito grazie a quel maglioncino, credo fosse ad Annozero.
scritto da blackadder lunedì.07.11.11 20:45
Il frigo ha la sua importanza, definisce l’immaginario consolatorio (molto wv)… Il merito, i contenuti non sono da meno:nei cento punti per il wikipd ha messo il punto n. 69 “Fondere gli Istituti di Cultura italiana all’estero con i Centri linguistici – Dante Alighieri e altri – sul modello dei Goethe Institute tedeschi.”, ma non è riuscito ad inserire nulla sul conflitto di interessi…’Azz… gli sono finiti i punti e non è riuscito ad inserire questa bazzecola… ma, sapete, cento punti per il programma sono pochini e allora tocca selezionare…
scritto da Scorretto e banale da bar lunedì.07.11.11 22:22