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giovedì 10 novembre 2011

MU – Disco samba: anatomia di una tamarrata


Questo post nasce nella preparazione della festa. E a proposito voglio citare Benty: «Non so quando si dimetterà Berlusconi, ma so che quasi sicuramente la mia reazione conterrà le parole Meu Amigo Charlie Brown». E allora vediamo queste parole. Siamo qui apposta.

Un lascito degli anni Settanta, una canzone che per anni è stata la colonna sonora di capodanni di merda in provincia, da qualche tempo è diventata simbolo di una gioia talmente irrazionale da superare il gusto e il tempo, di slancio, ridendo, sculettando, sì, senza paura di nulla. Si chiama Disco samba, ed è opera del produttore pop belga Lou Deprijck, lo stesso di Ça plane pour moi, di Sylvain Vanholme dei Wallace Collection, e di Yvan Lacomblez, altro autore per Plastic Bertrand. I tre si chiamavano Two Man Sound perché l’ultimo è arrivato in una seconda fase.

Disco samba è quindi una canzone belga. È una canzone belga fatta di oltre venti canzoni brasiliane, con suoni zarri dell’epoca, prodromi già in studio di registrazione degli abbigliamenti di chi avrebbe fatto da vagone per i trenini a venire.

Siccome poi vi voglio pronti, ecco la canzone, verso per verso, tradotta e snocciolata. Sappiate che la pronuncia del pezzo fa schifo, e un po’ delle parole sono pure sbagliate.

Pe-pe-pe-pe-pe-pe, pe-pe-pe-pe-pe-pe, pe-pe-pe-pe-pe-pe, pe-pe
Pe-pe-pe etc. si capisce.

Questo pe-pe-pe viene da Taj Mahal di Jorge Ben del 1972, notevole in questa versione del 1976.

Upa neguinho na estrada, upa pra la e pra ca
Forza ragazzo nero, in strada, forza, di qua e di là

Virgem, que coisa mais linda, upa neguinho començando a andar
Santo cielo, che meraviglia il ragazzo nero che comincia a camminare

Upa neguinho è una canzone andante, di Edu Lobo e Gianfrancesco Guarnieri, che nasconde dietro all’aria sbarazzina un contenuto politico: il regime militare brasiliano controllava e discriminava i giovani neri, e il brano li sprona a non farsi schiacciare. Ecco quel genio di Elis Regina che canta Upa neguinho.

Zazueira, zazueira, zazueira, zazueira.
Casino, casino, casino, casino.

Zazueira è una canzone di Jorge Ben del 1963.

A-E-I-O-U-Y

Pegue na Cartilha, di Bahiano, del 1923.

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Fio Maravilha, nos gostamos de você

Grande Filo, andiamo pazzi per te

Te-te-te-te-te-te-te, Fio Maravilha, faz mais un pra gente ver
Te te te, Grande Filo, fanne un altro, facci vedere

Canzone di Jorge Ben del 1972 dedicata a João Batista de Sales, calciatore del Flamengo, detto “Fio Maravilha”. Fa così, e parla di calcio. Jorge Ben e João Batista de Sales si sono poi scannati dietro all’uso di questo soprannome, così che da un certo anno in poi il pezzo è diventato Filho maravilha. Poi nel 2007 Fio, che vive a San Francisco, ha dato il permesso a Jorge di tornare a usare il suo nome nella canzone.

Te-te-te-te-te-te-te.
(Va be’, ci siamo capiti.)

Brigitte Bardot, Bardot. Brigitte beijou, beijou
Brigitte Bardot, Bardot. Ha baciato Brigitte. Ha baciato

Na fila do cinema todo mundo se afogou
Nella fila del cinema tutti quanti sono annegati (non ho mica capito cosa voglia dire questo, ma ho chiesto a un brasiliano e non lo sapeva)

Comunque viene da una canzone di Miguel Gustavo, che nel 1961 e 1962 scrive due brani dedicati a Bardot: una è Brigitte Bardot, e l’altra è questa geniale lettera a BB di un sedicente latifondista del caffè che si offre di sposarla. Entrambe le canzoni sono cantate da Jorge Veiga, un cantante di una tipologia scomparsa, quella dell’intrattenitore gioviale. Erano cantanti nati e cresciuti nei locali coi tavoli, dove la gente mangiava mentre vedeva lo spettacolo, e avevano uno stile e un repertorio legati a quel contesto. In particolare l’equilibrio tra bravura musicale e comica oggi è scomparso. Ci scriverò un post perché la cosa merita più approfondimento. C’è un filo che unisce Carosone e Bobby Darin: vuoi che non andiamo a tirare questo filo?! (Sì sì, i crooner, ho capito, lasciate fare.)

Comunque ecco Brigitte Bardot cantata da quel genio di Dario Moreno, una specie di Louis Prima ebreo turco poliglotta di cui ricordiamo soprattutto questa perla.

Ay, ay, caramba, oh, oh…
Ahi, ahi cacchiarola, oh, oh…

Ay, ay caramba. Ay, ay caramba, ay, ay caramba
Ahi ahi, caspiterina, cacchio che storia

Caramba Galileu da Galiléia di Jorge Ben del 1963.

Moro, num pais tropical, abençoado por deus, que bonito por natureza, mais que beleza!!
Vivo in un paese tropicale, benedetto da dio e bello di natura, che bellezza!

Pais Tropical di Jorge Ben 1969. Che però in questa versione dell’orchestra di Segio Mendez spacca.

Sou fla fla, O mae-e-e, sou fla fla
Sono un tifoso del Flamengo

Apparentemente canzone degli stessi Two Man Sound, cantata in portoghese con un accento terrificante. Interessante che della gente belga faccia una canzone il cui senso è «io sono un tifoso di una squadra di calcio di Rio». Facile che venga dalla curva del Flamengo, storpiata. Tutto a posto.

La-la-la-la-la-la-la-laaa Brasil, Brasil
La-la-la Brasile (lo so che si capiva, ma mi fa ridere scriverlo)

Questa è Aquarela do Brazil di Ary Barroso, del 1939. La sapete a memoria. Gal Costa la canta così. Terry Gilliam così.

Você abusou, tiro partido de mim, abusou
Tu mi hai trattato male, ti sei preso gioco di me, mi hai trattato male

Canzone di Antonio Carlos Jobim  e Jocafi, Você Abusou. Classico intramontabile di enorme popolarità in Brasile. Dice una cosa triste, ma la dice sorridendo, la dice innamorata, la dice che non può fare a meno, e anche per questo è una grande canzone. In versione spessa, eccola.

Na-na-na, neegaa, neegaa, neegaa, de obalubae-eee
Na na na, negra di Obaluaê

Nega de Obaluaê di Wando (1973). Obaluaê è una cosa che ha a che fare con la macumba.

Na-na-na-naa, na-na-na-na-na-na naa, quero de novo cantar
Na na na, voglio cantare ancora

Tristeza di Jair Rodrigues del 1966. Molti se la ricorderanno cantata da Ornella Vanoni. È uno di quei capisaldi della rappresentazione della saudade: «Tristezza vai via, ché la vita è allegria», e intanto l’armonia ti dice «Dai, prepara il nodo scorsoio». Che è un po’ come quando i Ragazzi cantavano I’m down, e facevano i pendolini con la testa. Come fai a ridere quando sai che sono triste? Eh, se fai il pendolino! Eh, perché sto di merda, ma ci ho scritto una canzone e faccio un po’ lo scemo, perché se no non ce la faccio.

Eeeeeeeeh, meu amigo Charlie, uh-uh-uh-uuhh, eeeeeeh, meu amigo Charlie Brown
Amico mio, Charlie Brown

Charlie Brown di Benito De Paula, 1974. Baffi notevoli.

O-le-le O-la-la pega no ganzé pega no ganzá
O-le-le O-la-la dacci dentro col ganzé, dacci dentro col ganzà

Festa Para Um Rei Negro, ancora Jair Rodrigues (1971). Bambine spagnole, signori con camicie, lo stesso Jair a Te lo do io il Brasile di Beppe Grillo nel 1984 coi suoni di merda del tempo e molti altri interpretano questo classico inno da stadio o festa.

Mariana, Mariana, que saudade da quela linda bahiana
Mariana, che nostalgia di quella bella baiana

Non ho trovato l’originale. Potrebbe anche dire bahiana e non Mariana. Boh.

Oooooooh, oh-oh-oh-oh, bahiaaaaaano, oba, oba, oba
Ooooooh, oh-oh-oh-oh, baiano, oba, oba, oba, oba

Questa è Mas Que Nada di Jorge Ben. L’ha cantata anche questa signora qui, l’ha fatta Sergio Mendes nel 1966 trasformandola in un successo internazionale, l’hanno ricicciata i Black Eyed Peas, che sinceramente potevano anche fare a meno.

Por isso agora deixa estar, deixa estar, que eu vou entregar, você
Per questo adesso lascia stare, lascia stare, che lo dico in giro come ti comporti

Antonio Carlos Jobim e Jocafi, ancora loro. La canzone si chiama Desacato. È in fondo a questo medley dove sono bellissimi, e canta Elis.

Ole, oleee, ola, o Flamengo está botando pra quebrar.
Olé, il Flamengo spacca tutto.

Altra roba tradizionale rifatta/calcistica rimessa a posto dai belgi.

E poi la melodia che mormorano in fondo non la so. Di solito a quel punto qualcuno ha già messo un pezzo dei Queen.

Concludiamo dicendo che i brasiliani hanno una cultura musicale popolare che fa impressione. Poi finisci in Brasile o a Lisbona, dove ci sono Brasiliani che suonano nei baretti di Baixa, e vedi suonare della gente normale, anzi forse scarsa, non quelli dei dischi e dei concerti, e soprattutto vedi cantare dei brasiliani normali che sono lì in vacanza. E allora dici va bene, sono marziani. Oppure trovi questo video. E vedi decine di migliaia di persone che vanno a tempo, coi rallentando, l’intenzione, l’intonazione, il tempo: non stanno urlando, stanno cantando roba sincopata tutta accompagnata in levare, roba che da noi fai Obladì Obladà e si va fuori tempo che è una bellezza.

Insomma, Disco samba è un’accozzaglia fatta di brandelli di meraviglie. Adesso lo sappiamo: il valore era nascosto bene, ma c’è. Adesso possiamo ballarla tutta: sereni, sbronzi, postmoderni, seminudi, promiscui, felici di esserci levati di torno “l’uomo del monte di Venere” qua sopra.

 

ps – Questo post è pieno di roba. Se vedete refusi vari, segnalate che poi correggo. Grazie. 


wow che gran lavoro di ricerca ( non vedo però la strofa..su charlie brown).
Grazie

MITICO! Ho il pezzo pronto pe il festone e sto cercando il modo migliore di spiegare tutta la storia ai finnici.

Superba ricerca. Questo è servizio pubblico, perbacco!
La festa alcoolica nazionale direi che è obbligatoria.
Fare l’elicottero col pisello mi sembra il minimo, dopo tutti questi anni.

bellissimo post, grazie :)
Ti prendo in parola e ti segnalo una piccolezza: il Flamengo non è “la” squadra di calcio di Rio de Janeiro. Ne esistono altre, tipo ad esempio il Fluminense e il Botafogo (con rivalità acerrime tra tifosi, ovviamente)

Nunc est bibendum, meu amigo Charlie Brown, popopopopopopooooooo!

Nei Chaiers mediovali che studiavo non ho mai trovato un’ecdotica tanto accurata e pertinente. Chapeau.

Stamani Giannino apre con “The end”, ora te con questa (SPLENDIDA) roba.. non c’avete proprio rispetto delle istituzioni!
(però facciamo presto che ho levato la gabbietta alla bottiglia..)

Ahah! Bravissimo, gran ricerca davvero! Saremo prontissimi :)

Lo zenit della tristezza è “A-E-I-O-U-Y”. Comunque: O melhor post de 2011.

Piccolo dettaglio sfuggito all’arguto autore: il nome del gruppo Two Man Sound contiene un errore grammaticale: dovrebbe infatti essere Two men sound.
L’errore d’altronde non è del filologo carioca, ma dei belgi stessi…

Avrei voluto vederti mentre chiedevi la cosa della fila del cinema al brasiliano :)

STO BACIANDO IL PC!

Il video tratto dal concerto di Stevie Wonder e’ una vera figata, grazie!

A me ha ricordato questo:

http://www.youtube.com/watch?v=x5tJylCSqxI

che, se possibile, e’ ancora piu’impressionante.

temo di doverti dare una terribile notizia: “Charlie Brown” E’ UN’ALTRA CANZONE.
Più precisamente questa (lo stesso gruppo comunque): http://www.youtube.com/watch?v=tvaKKWv1-tQ

(comunque l’esegesi della canzone era davvero bella, in particolare non sapevo che il produttore era lo stesso dell’immortale “Ca plane pour moi”)

Testo di “Charlie Brown” (1976):

Se voce quiser vou Ihe mostrar
a nossa Sao Paulo terra da garoa
Se voce quiser vou Ihe mostrar
Bahia de Caetano nossa gente boa.

Charlie eh meu amigo Charlie
eh meu amigo Charlie Brown
Charlie Brown
eh meu amigo Charlie eh meu amigo Charlie Brown.

Se voce quiser vou Ihe mostrar a nossa Sao Paulo terra da garoa
Se voce quiser vou Ihe mostrar Bahia de Caetano nossa gente boa
Se voce quiser vou Ihe mostrar a lebre mais bonita do Imperial
Se voce quiser vou Ihe mostrar
neu Rio de Janeiro e o nosso Carnaval.

Charlie eh meu amigo Charlie
. . .

Se voce quiser vou Ihe mostrar
Vinicius de Moraes e o som de Jorge Ben
Se voce quiser vou Ihe mostrar
Torcida do Flamengo coisa igual nao tem

Se voce quiser vou Ihe mostrar Luiz Gonzaga Rei do meu baiao
Se voce quiser vou Ihe mostrar
Brasil de ponta a ponta do meu coracao.

Charlie eh meu amigo Charlie

C’è un refuso: “Mas que nada”, non “Mais”, nonostante dica così anche il video linkato.

intervengo molto a latere per segnalare un’epifania avuta l’anno scorso, e cioè che il ritornello di “da ya think i’m sexy” di rod stewart (se ce ne fosse bisogno, http://www.youtube.com/watch?v=Hphwfq1wLJs) è “pe pe pe pe pe pe” senza la prima nota.

Mas que nada corretto, grazie. Charlie Brown dei Two Man Sound è una cover del brano di Benito De Paula.

CAPOLAVORO ASSOLUTO!

Matteo, tu apri mondi.

Spettacolo. Chapeau. Datemi un villaggio vacanze, ora.

Tutta un’altra consapevolezza, d’ora in avanti, nell’affrontare i trenini dei matrimoni e nel brandire le lingue di menelik ai veglioni. Grazie mille.

Approfondimento ineccepibile.
Mi inchino.

“suoni di merda” è un’omaggio ad Arbasino?

Bello, buono e giusto.
Però, per onorare la psiclogia hipster che sta dietro a tutto questo, tengo a precisare che le sapevo già tutte. Tiè.

tu sei un genio. a casa mia non esiste compleanno senza disco samba. un valore affettivo inimmaginabile…grazie!

Post accurato e bellissimo, ma vedendo la foto, non mi riesco a capacitare come abbia fatto questo tizio a governare l’Italia per venti anni

[...] mi trovate qui. In ogni caso, stasera uscite tutti di casa ed eventualmente preparatevi a ballare un trenino. Share this:TwitterFacebookLike this:LikeBe the first to like this [...]

@Tom Nunziata: No, in realtà Two Man Sound è corretto; al massimo si può opinare sul trattino mancante, ma il singolare è giusto, come in ‘a six-day journey’, ‘a three-hour film’, ‘a 700-billion-dollar bailout’ e ‘a twenty-year-old girl’.

Complimenti. Hai fatto giustizia per tutti gli appassionati di musica brasiliana che hanno visto massacrati dai “trenini” dei pezzi che hanno amato…
Fra l’ altro oggi su Twitter celebrano il compleanno di Bruno Martino autore di “Estate” un altro pezzo ricco di “saudade” nostrana … Lo aggiungo per mettere bellezza su bellezza…

… e io che pensavo fosse solo UNA canzonetta….
Matteo, terrai fede al tuo impegno? (l’elicottero in piazza!!!) ;)

…e improvvisamente mi sono ricordata di questo pezzo…lo odiavo, era proprio truzzo!!!ma ora: che poesia!

semplicemente fantastico

“Mariana, Mariana, que saudade da quela linda bahiana” dovrebbe essere da Mariana di Paulo Brasão (1977, di cui qui la versione dei Two Man Sound http://www.youtube.com/watch?v=sLLJaeuIJg4

questo post è una figata

Segnalo un altro refuso: Se(r)gio Mendez. Userò questo post in tutte le occasioni possibili, grazie!

Il più bell’articolo di una giornata intera di navigazione internet. Da conservare.

Ma che figata di post e’ questo?? Grande Matteo, lo condivido a tutto il mondo

muuuuuy gustoso. bravo. now, step 2: la BEVANDA. any suggestion for the B-bye-day?

[...] mentre altrove si festeggia a suon di Meu amigo Charlie (con Bordone che in proposito ha fatto una ricerca delle fonti degna della migliore filologia positivista), linko qui sotto un vecchio pezzo che mi mette allegria [...]

Post talmente bello che quasi mi piange il cuore farti notare che manca una strofa… (sigh!) ho fatto partire la canzone su youtube e mi sono letto la trascrizione in contemporanea, subito dopo “Meu amigo Charlie Brown” e prima di “O-le-le O-la-la (faccela vedé, faccela toccà)” c’è un’altra canzone. Nel video è al minuto 4.20… come ben capirai DEVO SAPERE COS’E', NON POSSO PIU’ IGNORARLO!
;-)

Mega risatona dopo giorni di incazzature nere. Sei grande fratello!!!

i brasiliani hanno il ritmo nel sangue

sono brasiliano dal 92 in Italia e quando sento questo medley mi viene da vomitare!
E’ una cosa orrenda, e poi sembra che ci sia fermati lì, alcune sono canzoni di quando non ero ancora nato mentre altre sono diventate “vecchie”, specie Jorge Ben que da noi è conosciuto come “cantautore xerox” perchè ha fatto una sola canzone (Chove chuva) e poi ha solo cambiato le parole riciclando, un vero genio!
E’ come se un italiano fosse in Brasile e in un party gli suonano dei cantanti italiani “minori” spesso dimenticati (e non per nulla)…
E poi molte sono canzoni da stadio!