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martedì 14 febbraio 2012

Non si vince niente


Ieri ho scritto un pezzillo sull’opinone di Piccolo e altri a proposito di The Artist. Ora, io capisco la gioia che dà l’odore del sangue, capisco che anni di Striscia abbiano indotto un desiderio di sdegnoso smascheramento quotidiano, ma alcuni commenti che ho ricevuto sono semplicemente assurdi. Io non ho attaccato Francesco Piccolo, non penso che sia scemo, che abbia scritto una scemata, che sia ora di basta. Francesco Piccolo, un tizio che stimo e con cui mi sono ubriacato, ha scritto un articolo di cui condivido le premesse ma non le conclusioni. Mi sembrava una cosa interessante, e l’ho scritta. Chi vuole legge, interviene, discute, ma gli angoli della bocca girati in giù per statuto, per favore, no. Questo, ricordiamolo, è il blog che abbraccia i cavalli. Qui, anche se non sembra, sotto sotto è tutta dolcezza. Sarebbe bene che più persone considerassero l’eventualità di dissentire senza brandire una clava. Ecco. Grazie.


Meglio Liberaldemocratico che socialdemocratico!!

Ma anche basta.

No, però non devi essere così amaro, noi tutti ti vogliamo benissimo. Ci sono rimasto così male a tanta amarezza che sono andato a vedere i commenti di ieri e alla fine mi pare che solo rockmeamadeus (peraltro con argomentazioni non proprio limpidissime). Quindi o hai un filo overreagito al povero rockmeamadeus che adesso starà piangendo sul sacello di Falco oppure Piccolo, che è un feroce autocrate che non tollera il minimo dissenso, ha sguinzagliato i suoi bravi, tanto violentemente troll da costringerti a bannarli.

che a ben vedere “The artist” non è neanche un film muto, visto che il sonoro gioca un ruolo chiave in almeno due scene importanti

posso approfittare della combinazione tra amarezza e sanvalentino per mandarti un bacetto affettuoso?

A me sembrava chiaro: hai scritto che l’opinione di Piccolo era vera, però c’erano dei “ma”. Com’è logico e normale che sia.

Piccolo poi è un bravissimo scrittore e le sue opinioni sono spesso mirate e intelligenti, a parer mio.

Concordo in pieno, Matteo: se però ora mi dici esattamente i nomi di coloro che hanno osato tanto prendo la clava, vera, e li sistemo.

Ma dai, era chiaro che fosse quello il punto. Piccolo ha detto cose giustissime soltanto che è partito dal presupposto sbagliato. Ho provato a leggere i commenti ma non ho capito chi ha esagerato, in effetti.

il blog da leggere dopo una boccia di brachetto d’aqui inavvertitamente finita

@sos a ben ricordare i film muti sono sempre stati “sonori”, visto che il più delle volte erano proiettati con musiche dal vivo.

io avevo detto che ho trovato l’articolo di fp “spocchioso”… però lo penso… cosa posso farci?

I film si dicono muti perchè non si parla. C’è la musica? embè i muti possono suonare e parlare che fan fatica