giovedì 5 aprile 2012

Ah, la povertà, che bellezza!


Non è nemmeno colpa di Pasolini, a dirla tutta, ché uno può pensare delle cose anche controverse negli anni Settanta, ma finché è vivo se ne discute, al limite gli si dà dell’antimoderno, del conservatore, del tradizionalista, come faceva Moravia. Se queste stesse posizioni vengono trasformate in profezie, portate in palmo di mano anche nel 2012, allora la colpa non è del morto ma dei vivi, non di Pasolini ma del pasolinismo. Resta il fatto che credo che considerare PPP un profeta martire sia una vera jattura. Perché — mi ripeto, lo so — sono passati tanti anni, e nessuno, escluse prospettive religiose, descrive la società negli anni Settanta, e le sue analisi sono valide nel 2012. Nessuno. A meno di non volersi fidare ciecamente, come si fa di Nostradamus. Le lucciole sono tornate, la tv è cambiata sei volte, i capelloni sono ovunque, eppure ancora c’è chi scuote la testa, cita il bellissimo Pasolini, ne ammira il gesto atletico sul campo di pallone, scuote la testa e pensa che lui aveva capito tutto, ecco l’agnello di dio che toglie i peccati del mondo moderno.Fatto sta che ci sono troppi trentenni e perfino ventenni antimoderni, conservatori vandeani, pronti, alle brutte, a sventolare un vangelo sopra le trincee, abbracciare il parroco, buttare alle ortiche tutto, tornare italiani contadini, di parrocchia, timorati del signore e con le pezze al culo.

L’altra sera ho visto una puntata di Volo in diretta dove Fabio Volo e l’ospite Giulia Innocenzi mi ammonivano, leggendo citazioni di filosofi, profeti e scrittori, rispetto alle tentazioni del denaro, della ricchezza economica, del successo e del benessere. Sottolineavano, Fabio e Giulia, come fosse importante la ricchezza di spirito, la ricchezza interiore, ché il regno dei cieli sarà degli ultimi. Poco prima c’era stata un’intervista a Noam Chomsky, definito «il più grande intellettuale del mondo», che aveva messo in guardia contro la televisione e la pubblicità, cioè un esercito di addetti alla propaganda e la loro arma più affilata.

Poi tutto finiva con Rufus Wainwright che canta Across the universe, in un momento naïf, sorridente, da fiore in bocca, di quelli che Volo sa maneggiare perfettamente. Ho pensato che essere felici del mondo con semplicità e insieme sospettosi nei confronti di qualsiasi complessità contemporanea significa essere dei reazionari della specie più pura, ma senza coraggio di restare seri, senza avere la faccia di Enoch Powell. Quello che rimane è un senso di saperla lunga, di qua ce la stanno mettendo in quel posto, dove stiamo andando?, vi pare il modo?, cosa gli dice la testa?, che se facessero fare a me, guarda, un paio di cose avrei da dirle, perché se non ci fermiamo qui si sta andando indietro, mica avanti, uh!, sono pronte le salamelle, chi le vuole?


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Ma com’è che tutti questi sacerdoti della decrescita stanno sempre dietro una telecamera invece che dietro le chiappe di una mucca a mungere il latte per i loro dodici figli in una fattoria della provincia di Craco? Ps. Ma il più grande intellettuale del mondo non era Siniscalchi?

Premesso che non accosterei Volo a PPP il tuo é una riflessione interessante e scritta bene che di questi tempi non é poco anche se io non la condivido totalmente

io una salamella volentieri! ho visto solo il pezzo con Giulia, non il resto, stamane sul web e le sensazioni sono state le solite di quando ascolto Volo: una lieve irritazione per quel tono saccente di chi ha capito e ti propina la verità a gocce ché altrimenti come fai tu poverino a capire tutto insieme, bisogna andare a piccoli passi. Oltre quindi alla critica ai contenuti che sottoscrivo in pieno, sottolineo la scelta del metodo punturine di botox di verità (quella vèra!)

PPP era uno che riusciva a collegare fatti anche lontani nel tempo. S’è vero che la storia si ripete non è difficile profetizzare come fa lui. Ma perché lo fa lui è meglio di Nostradamus.
Volo in diretta. Perché quella propaganda con la Innocenzi? Perché lamentarsi? Perché credere che tutte le “rifatte” sono state spinte da chissà quale ingegno segreto politico e corruttibile? Perché “beati i poveri di spirito” di Gesù Cristo? Perché lo dice Volo che scrive quei libri e si atteggia in quel modo? Cos’è dopo Celentano Gesù Cristo fa tendenza d’improvviso? E’ solo un tizio da citare? Quanta brutta televisione c’è? Perché lamentarsi del proprio paese con quei monologoni con tanto di musica deprimente fa tendenza, genera applausi.

La grandezza di PPP, per me, è legata al suo rigore e all’onestà delle sue valutazioni, controcorrenti e spesso anticipatorie. E sono d’accordo con te che PPP non è un Nostradamus e che sia stupido considerarlo tale. Quello che noto oggigiorno è la ricerca di un Pensiero che arrivi da un Altro, che, se c’è, non si sta ad ascoltare. Lungi da me che questo Altro sia FVolo…però nel vuoto spinto di quest’attesa, persone mediamente intelligenti prendono la parola e dicono le loro cosine…credo che sia la complessità del mondo a confondere le idee, ma credo anche che sia sempre andata così

Non ho visto il mitico Fabio e la mitica Giulia. Ma sono certo che la tua sia solo gretta invidia di un uomo che non ha più contatto con la terra e la fragranza del pane appena sfornato, quello che fa Fabio così buono che ci vengono da tutto il bresciano, ma anche da più lontano, dai paesi di là dell’Oglio. E poi c’era quel fatto dei poliziotti-contadini con la faccia buona, che adesso non saprei più perchè come e quando, ma fra loro e te sto comunque con loro perchè tu sei una zecca del PD.

L’ho, ovviamente ma putroppo, persa. Noam Chomsky «il più grande intellettuale del mondo». E l’anno di questa grande affermazione è il 2012! ROFL

Questo post mi ha fatto venire voglia di correre a comprare un orologio svizzero. Almeno duemila euro.

però hai mai pensato che la sinistra fra 1800 e 1900 era tutta per il progresso, le fabbriche, la macchina, mentre oggi è tutta ogm-free, coltivazione biodimanica, glocal? è solamente colpa della sinistra o anche di come sono andate le cose col progresso?

ma, in tutto questo, EnZo che fine ha fatto?

OT: ma in tutto questo, what about Arcimboldi on July?

Evvabbè, Giulia Innocenti. Quando c’è di mezzo lei c’è sempre da aspettarsi cose discretamente imbarazzanti.

ma almeno il provocatorio e irriverente e giovane fabio volo ha avuto il coraggio di chiederle perchè non c’è manco una giornalista di santoro un po’ brutta?

Povero è bello? No, se non si è radical chic.

Dio mio…tutto ma Fabio Volo no, vi prego.

Di recente ho visto un paio di spettacoli basati anche su testi di PPP. L’impressione di attualità è fortissima. Che l’italia in certe cose sia ferma agli anni 70 (ma a volte anche agli anni 40) secondo me è un fatto. A rigore il concetto di decrescita è quanto di più moderno ci sia oggi in campo, ma centra poco con i discorsi di PPP e con la nostalgia. Se poi a fare il mix sono dei fighetti che hanno abbracciato l’ultima moda questo aggiunge al tutto un’amara goccia di veleno.

Alla parola “FabioVolo” io riesco solo a scuotere la testa, non so bene perchè

Pensavo di essere l’unico ad avere certi pensieri, ma vedo che invece…

PPP sembra attuale perché si lamentava di quanto brutto fosse il presente e di quanto meglio si stava una volta. Sembra attuale perché questo lo pensa il 90% degli uomini di qualsiasi epoca, più o meno dai tempi di Omero in poi.

PPP diceva con faccia seria che il mondo a lui contemporaneo, quello dove tutti avevano da mangiare e due soldi in tasca da poter spendere in beni voluttuari, dove tutto sommato si poteva fare e pensare quello che si voleva era peggio del fascismo, dove ti ammazzavano per strada, ti mandavano a morire in guerre assurde e dove comunque eri con le pezze al culo a prescindere.

Se questo era un profeta…

Non che anche io non abbia avuto il mio periodo pasoliniano, ma poi si cresce anche.

Io ho 34 anni e ho sentito parlare di Pasolini molte volte. Ho letto distrattamente un suo libro. Quindi non conosco Pasolini e soprattutto la sua importanza. Ma ho capito che c’è continuamente gente che lo cita entusiasta, altra che lo cita disprezzandolo, altri ancora che citano chi lo ha citato dicendo che era bravo e altri che citano chi lo ha citato dicendo che era solo un disadattato. Mi sono rotto i c……. solo a sentirne parlare. Ed è veramente un peccato.
Però io ho imparato a fare una cosa, quando c’è qualcuno in tv che non mi piace che secondo me dice cose stupide o si vanta di sapere chicche di cultura e che per questo mi da leggermente fastidio, io non lo guardo, più. prova, vedrai che stai meglio.

Bravo!
Secondo me a molti giovani adulti manca coraggio di osare pensieri nuovi.

Bel post. Siamo in una fase Arts&Crafts. Passerà, e con lei tutti i baffi e le barbe. A proposito dei soldi che non fanno la felicità e tutto il relativo eccetera: mi hanno fatto l’appartamento. Si sono presi anche la tv. E in un certo senso (voliano) sono grato a quei bastardi, perché grazie a loro non so neanche di cosa state parlando.

Usare Giulia Innocenzi e Fabio Volo per parlare di Pasolini è una autentica e vigliaccata.

utilizzare Pasolini per parlare degli altri due è una autentica vigliaccata.

Citare anche solo di sfuggita F Volo fa alzare lo spread. Smettetela. Ce lo chiede l’Europa.

(Una parte di me, che sto ancora cercando di identificare, prova autentico godimento ascoltando Wainwright – persino quando intona canti natalizi con tutta la famiglia in maglioni a fiocchi di neve sferruzzati per l’occasione. Aiutatemi voi!).
Tommy non mi convince: liquidare così la prospettiva di Pasolini è un’operazione antistorica che mi ricorda un approccio di matrice statunitense agli studi – che poi è lo stesso che, in verso opposto, vede profezie dove non ci sono.

Ba: io avevo in mente più che altro una prospettiva protostorica prematurata con scappellamento a destra.

“Quando sento parlare di cultura metto mano al badile” (A. Müschio)

per Tommy (e non solo):
Considerami “cresciuto”. Quindi ho lasciato alle spalle il periodo “pasoliniano”. Chi posso leggere, adesso?

…e beccati della zecca!!! :D :D

l’elogio della povertà mi ha rotto le p@lle che non ho..E Volo mi è sim patico, ma non accetto lezioni di vita semplice da uno che guadagna tanto e guadagna bene.

Stefano: in che senso cosa puoi leggere? Dipende da cosa ti interessa. Oppure non ho capito la domanda?

@Stefano: prova con Fabio Volo! Se no, ripiega Moravia…

Sarà perchè ai tempi di Pasolini ero poco più che in fasce e non potevo rendermi conto delle altre voci che raccontavano la società. Adesso, mi e vi chiedo, chi posso leggere per avere degli spunti di riflessione sull’attuale società? Qualcuno che sappia andar oltre l’accusa o il complottismo e mi faccia guardare allo specchio, per indagare e responsabilizzarmi?

Il pauperismo no, per favore, e soprattutto non da parte di gente che i soldi gli escono dalle orecchie.
Povero è bello solo se non sei tu, il povero.

Io credo che PPP avesse capito (vivendola) la differenza tra la sua Italia contadina, povera e preconsumistica e questa Italia consumistica, populista e qualunquista, che a dirla tutta, ma è un mio parere, è simile a quella degli anni Settanta.
Caro Bordone, lui non era contro l’idea di di progresso (era marxista), era invece contro questo tipo di sviluppo per lui assolutamente fascista, tant’è vero che per questo capitalismo usava l’espressione “rivoluzione di destra”.
Per il resto sono d’accordo con te.

C’è gente che schifa i Nirvana sostenendo che dopo Bleach siano diventati mainstream.
Accade lo stesso con Pasolini: ora che lo citano tutti, il gioco è quello di tirarsi fuori, di dire basta mi sono rotto gli zebedei. C’è da dire che ultimamente lo si cita un po’ troppo. Quell’”io so” tirato in ballo in occasione della ricostruzione cinematografica (un po’ cialtrona) di piazza Fontana è esemplare. E c’è anche da dire che un film come Diaz descrive meglio la realtà di oggi rispetto ai poliziotti di Valle Giulia.
Però le lucciole non sono tornate.
Manco per il cazzo.

PPP sta a Fabio Volo come Mantegna ad Art Attack.
Fatto?
Salamella anche per me, natürlich.

@sciandi:non per essere pignoli, ma le vacche si mungono stando di lato, non dietro le chiappe. PS: Una salamella? Subito. Sempre.

Pasolini era un poeta. Come disse disperato al suo fuerale lo stesso Moravia. E di poeti, continuando a citare Moravia, ne nascono due o tre in un secolo. Non profetizzava né analizzava (non era quello il suo mestiere), osservava (da poeta) il mondo che aveva davanti. Poi può piacere o meno e si può più o meno essere d’accordo con quello che pensava e creava, ma con Nostradamus o Fabio Volo, veramente niente in comune. Se poi oggi è diventato un santino di tanti non è colpa sua. Accattone rimane un grandissimo film, La ricotta un capolavoro e Salò uno delle più impressionanti analisi del potere (contemporaneo) mai realizzate.

Pasolini era un grande, inarrivabile, inimitabile: un grande. In che squadra giocava?
p.s.
Stesse cose le ho lette ieri l’altro su l’inserto del corriere (la lettura). Non ricordo il nome dell’autore: era un biografo di Pasolini, uno che ha scritto vari libri su di lui, di cui l’ultimo qualche mese fa. Ecco, quest’uomo diceva: e adesso basta, non ne parlerò più e non lo citerò più, che non è vero che è attuale. Qualcun altro l’ha letto?
p.s. 2 su Salò condivido il giudizio di Guglielmo

la colpa non è di Volo ma del volismo

scusate eh, ma la questione non è che qualcuno creda che pasolini fosse un veggente, ché una testa pensante non può certo crederlo.
la questione è che nessuno, oggi, nel 2012, è in grado di leggere la società odierna e intuirne le tendenze con la medesima lucidità con la quale pasolini leggeva e intuiva la società a lui contemporanea. qui sta la grandezza di pasolini, che resuscitasse oggi e vedesse fabio volo penserebbe di non essere stato sufficientemente pessimista.

Non sarebbe felice nemmeno PPP di essere sempre tirato in causa da chiunque.
Lo si banalizza, tra il resto, moltissimo in questo modo….
Rifletteva acutamente e parlava della sua contemporaneità, esprimendo pensieri e poetica in parole, scritti e cinema.
Analizzava lucido e rigoroso ma non era un profeta e non era il verbo.
Molto avrebbe ancora da dire ma in mancanza di una sensibilità e intelligenza di quella portata viene citato semplicemente perchè è comodo.
Più che Nostradamus è una Sibilla.
Ma io per prima sarei curiosa di sapere, se ci fosse, cosa penserebbe oggi perchè son sicura che non sarebbe nulla di scontato.



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