giovedì 19 aprile 2012

Il corpo è mio, e me lo dimagrisco io


Qualche settimana fa sono stato ospite alle Invasioni Barbariche per un talk sulle diete. C’era, tra gli ospiti, un erborista che vende delle pappette per integrare una dieta metabolica che si basa sul meccanismo della chetosi. Non ha inventato lui le diete ipoglucidiche, quelle che levano gli zuccheri e spingono il metabolismo a intaccare le riserve di ciccia, e non è nemmeno l’unico a proporle. Ma Mech, l’industriale che vende i preparati necessari per aderire alla sua “dieta tisanoreica”, diceva a mio parere delle sciocchezze su obesità e nutrizione, mescolando la voglia di qualcuno di perdere peso rapidamente, e la necessità sociale e sanitaria di mangiare meno e meglio. Per questo ci siamo un po’ scannati.

Poi è successa una cosa che mi ha mandato ai pazzi. Solo che eravamo alla fine, c’erano troppi temi sul tavolo, o forse non ho avuto la prontezza di prendere la parola e esprimermi con la forza che la questione richiedeva.

È stato mostrato un servizio su un prete che si occupa di nutrizione, il quale poi ha detto che la dieta non è il problema vero: il problema vero è guardarsi dentro, cercare le ragioni profonde, le motivazioni intime e spirituali del malessere che porta all’obesità. Non è dimagrire o meno il punto, diceva il sacerdote, ma farsi un esame di coscienza.

Ecco, lo scrivo qui adesso, con un tempismo da pianerottolo che mi è esplosa in testa l’altro giorno mentre andavo in motorino: i preti devono lasciare stare i nostri corpi. Ciascuno di noi ingrassa, vende, compra, nutre, affama il proprio corpo come preferisce. Possiamo scopare chi vogliamo come vogliamo, mangiare quello che ci pare nella quantità che preferiamo, modificare e alterare i nostri connotati a nostro piacimento, abortire per qualsiasi ragione senza dover rendere conto a nessuno. Il corpo è il punto su cui fa leva da secoli il cristianesimo per prendersi pezzi centrali della nostra libertà. E infatti ogni volta che si parla di corpo, zac, sbuca il prete da dietro l’angolo per dire che no, non è il corpo la questione, ma l’anima, le motivazione profonde. Sto parlando del corpo di tutti, ma ovviamente l’entità dell’aggressione dipende da sesso e età: le donne fertili sono le prime, poi ci sono i bambini tutti, cui l’educazione cattolica ha dato una formazione parziale e antiscientifica per intere ere geologiche, e poi il resto della popolazione, con una certa predilezione per i malati.

Non ho detto nulla allora, e mi dispiace. Probabilmente non era neanche il caso, e avrei fatto la figura del fanatico. Lo dico adesso, per quel che vale, anche solo per togliermi il rimorso dalla testa. Su qualsiasi argomento relativo al corpo, bisogna guardarsi lindablairianamente dai preti. Non sono fatti loro. Per loro il corpo è niente nella sostanza filosofica, e uno strumento di controllo nella pratica quotidiana. Per me, per molti di noi, il corpo è tutto quello che abbiamo, tutto quello che siamo, e ci facciamo quello stracazzo che ci pare, senza chiedere permesso a nessuno.

Ecco.

Oh.

Grazie.


51 commenti finora
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tempismo da pianerottolo è la traduzione del francese esprit de l’escalier?

Guarda, in linea di massima ok, sono d’accordo; però mi sembra che l’episodio confermi che i preti assolvono a un’esigenza sociale ed esistenziale, irrazionale quanto si vuole. Levi il prete e arriva l’astrologo, il dietologo, il guru.

Certo, dirlo subito avrebbe avuto altra forza, ma è comunque importante dirlo.
Altri, persa l’occasione iniziale, avrebbero taciuto. Tu no.
Bravo.
Saluti,
Mauro.

Ah no Matteo Bordone, mi piace quel che scrivi ma non te la perdono. Avevi il privilegio di dire quel che hai scritto alla tele, dunque a più persone, ma non l’hai fatto.

prego.
ate. non prego nell’atto.

ma indipendentemente da preti o meno se tu sei dentro comunque sereno hai il controllo di ció che fai, o mangi nel caso specifico,e magari non hai il bisogno famelico di schiantarti su tutto il cibo che ti capita per sfogo effimero di appagamento.
penso solo che sicuro non devo rendere conto a nessuno di come gestisco il mio corpo tanto meno a un prete ma che lo stato d’animo possa condizionarmi anche nel nutrimento si. almeno a me capita.
indipendentemente dal pulpito le due cose non sono slegate.

ció non toglie che pur serena, mi è venuto in mente che ho un duplo nella credenza e mo’ me lo magno!
reciteró un ave maria per penitenza :)
amen

Mi ero chiesta come mai non avevi reagito… ora sono tranquilla.

Ma i preti fanno il loro lavoro, i principi sono quelli, che si può fare, mettere fuori legge il cattolicesimo? L’importante è che nella realtà quotidiana oramai se li filino sempre in meno (magari però se non li invitassero in tv ad ogni pié sospinto sarebbe meglio)

un post parecchio corposo, a dirla tutta, e anche curato, in sostanza.

Sì, vero l’esprit de l’escalier è una cosa tremenda

Verissimo.
Togliamoci dai piedi questa ingerenza.
Pero’ a) non neghiamo che spesso il rapporto con cibo/diete ecc in senso lato è indissolubile da stati d’animo e componente psicologica (usando anche qui, una terminologia più che da pianerottolo) b) chiediamoci (anzi, chiedilo tu a loro) perché una redazione come quella della Invasioni ritenga sensato invitare questa figura per dare questo contributo (?). Se rispondono “per suscitare il dibattito”, io rispondo con una sonora risata (per non dire altro).

Con tutto il rispetto, il corpo non è l’unica cosa che hai!

Amen!

Leggo nei commenti qui sopra il mio:
“…che si può fare, mettere fuori legge il cattolicesimo?”
Mi viene come primo pensiero da dire: oh, si!!, DOVREMMO mettere i preti fuori legge. Sono dei criminali e da secoli uccidono la gente. Prima bruciavano, adesso un po’ meno, ma comunque per quello che fanno da secoli, si, sarebbe bene metterli fuori legge.

Matteo scusa, un paio di cose però non le capisco:

1) Non è vero che il corpo per loro è “niente nella sostanza filosofica”. Noi siamo (anche) il nostro corpo. E’ estranea alla cultura cattolica una distinzione nei termini che tu evidenzi tra corpo ed anima. Ed infatti Cristo è risorto sia nel corpo che nell’anima – San Tommaso, buchi nelle mani, ecc ecc. E’ proprio da questa attenzione che derivano tutte le “indicazioni” su una corretta “gestione” del proprio corpo.

2) Ben più importante: perchè i preti “devono lasciare stare i nostri corpi”? I preti non fanno nulla al tuo di corpo. I preti esprimono una “posizione”, non la impongono. Altra cosa è il consenso che le affermazioni e le “dottrine” da loro espresse possono riscuotere. Ma il “problema” allora non sono i preti, è chi li ascolta.

Erano quasi dieci minuti che non sputavi addosso a un prete, dovevi dirlo alla tv, perché fare il comunista magnapreti solo coi tuoi amichetti digitali sul web? Riassumiamo il tuo pensiero democratico: lo Stato, la tv, internet, si deve impedire ai preti di parlare in pubblico. Le teste di cazzo atee invece sono libere di dire tutto quello che vogliono.

Posso rivendere lindablairianamente?
E poi, riguardo l’ultimo commento: non c’entra il pensiero democratico, e non tutti i preti sono come quello. C’entra il fatto che non si può assolutamente essere giustificati dal fatto di essere preti quando si dicono e sostengono solenni cazzate! E questo dovrebbero insegnartelo a scuola.

Ovvi complimenti per la forma, la forza e le intenzioni, ma: se è vero che il corpo è tutto quel che abbiamo, e quel che siamo, è conseguente che moltio di noi si interroghino, anche molto laicamente, su significati e significanti del prenderlo, strapazzarlo, modificarlo, tatuarlo, anoressizzarlo o gonfiarlo fino al parossismo, darlo via (o cosnervarlo come un tempio) o mutilarlo. Tutti comportamenti legittimi ma non neutri. Per cui (riparto da Leo), togli il prete e arriva il guru, il dietologo-star, o chissà chi altro. Il punto non è azzittire chi dà risposte sbagliate a domande che comunque ci facciamo, ma avere risposte giuste da opporre.

Capodoglio vai a litigare con tua sorella. Si può essere giustificati dall’essere cosa, allora, quando si sparano ‘solenni cazzate’? Politici? Giornalisti? Professori? tutti possono dire cazzate basta che non siano preti? Discorsi da comunisti magnapreti antidemocratici.

ma se la stessa cosa la dicesse uno pisicoloco?

sì, vista quella puntata. cose belle restate: le braccia aperte alzate dietro la nuca dell’agricoltore (“non so voi ma mi me piaso”), lo sguardo “dritto” della pina (nonperchesonounalavagnadisegnataevivolanottesonscema), il buonsenso sempre articolato egregiamente di bordone (che poi si fa la predica per non avere avuto la battuta pronta col predicatore). cose che mi son passate via: il barese che invitava a tener aperte le orecchiette (e già sa di sentenza, “io fubbo?”) e la gustosa tata (speriamo che la prendano per altro programma). cose che mi han lasciato stitica: il tisanoreico di tendenza con una compostezza motoria che non esprimeva la raggiunta felicità (e vista la sua attuale popolarità,se non ora quando?). adoro i talk: cibo per cui non necessita dieta. mi stanno cominciando a piacere i forums.

obvious troll is obvious

hai perfettamente ragione! aggiungo però che sebbene non sia in genere per l’(auto)indulgenza, riuscire ad essere tempestivamente reattivo anche rispetto alle ingerenze del prete, dopo che già ti stavi sorbendo i deliri entusiastici della Pina per il furbetto damerino Mech… ego te absolvo.

Matteo non capisco il senso dell’articolo.
Se i preti pensano che noi dovremmo dimagrire chisse ne frega? Anche io penso che Belen dovrebbe darmela ma lei (giustamente) se ne frega.
Perchè lo dicono allora? Perchè ci sono i cattolici i cattolici han deciso che quel che dino i preti è importante per loro e che vi si devono attenere. Quindi se tu sei cattolico taci e cerca di fare quel che ti dice il prete, se NON sei cattolico fregatene e lascialo parlare. Se sei cattolico e NON vuoi fare quel che ti dice il prete beh è un tuo problema non del prete, non ti obbliga mica e ci sono tante religioni.

Mi pare che questa tua avversione nei confronti dei preti (che condivido, sia chiaro) ti faccia perdere la sostanza di quel che dicono.
Che non siano loro a doverci dire cosa fare del nostro corpo siamo d’accordo.
Ma secondo me è pure corretto dire che “la dieta non è il problema vero: il problema vero è guardarsi dentro, cercare le ragioni profonde”. Però l’ha detto un prete allora sono cazzate.

Caro Matteo,
io questo ho capito del discorso del prete: oggigiorno (poi vabbè questi avverbi di tempo che non sopporto, perchè fanno presupporre una mitica età dell’oro dove tutto doveva andare alla grande)si pensa che lo scopo della dieta sia una “mera” perdita di peso, e non una salute migliore per il proprio corpo.
Possiamo pure ammettere che sia vero, sono la prima a dire che quando mi si ingrossano le cosce non penso alla salute ma al bel fisico da sfoggiare in spiaggia o a letto… va bene, ammettiamo che questa sia una società corrotta, se ci si preoccupa più dell’estetica che della salute (perchè invece ai tempi di Sant’Agostino se non avevi il tasso glicemico a posto non eri nessuno, eh). E allora? Ognuno scelga le proprie priorità, per quanto immorali ed anti-etiche possano essere, l’importante è che non rompa le balle agli altri. Cosa che invece i preti non mancano di fare con le loro prediche.

Se Matteo Bordone leggesse questo post di Matteo Bordone scriverebbe un post in cui prende causticamente in giro quell’iroso irrazionale contraddittorio mangiapreti di Matteo Bordone.

E chissà se Matteo Bordone sa di avere inquietanti punti in comune con Max Stefani?

be’, a me non sembra che i preti non facciano nulla al corpo degli altri. I preti, in veste di portavoce di un determinato sistema di valori, hanno delle opinioni sulla fruizione del corpo che hanno sì il diritto di esporre: purtroppo però loro (e il loro datore di lavoro in particolare) non si limitano a dire, parafrasando voltaire, “non condivido ciò che fai col tuo corpo, ma difenderò il tuo diritto a farci quello che ti pare.” Il fatto che -anno Domini 2012- temi come aborto/eutanasia/fecondazione assistita et similia siano ancora in grado di dividere gli animi di un paese o di ostacolare una legislazione degna di un paese civile la dice lunga.

Poco importa se i suddetti vicari del Signore credono che un tizio con i buchi nelle mani sia risorto nel corpo e/o nell’anima per redimerci da una presunta colpa. Queste persone (e le loro schiere di groupie) credono che un patchwork di racconti fantasy dell’Età del Bronzo sia un’accettabile base giuridica/morale/scientifica su cui basare la legislazione in materia, specialmente la legislazione di ALTRI stati.

Il prete aveva (ovviamente) ragione.
A parte pochi veri gourmet (per dire, Edoardo Raspelli) tutti gli obesi mangiano per dimenticarsi.
E’ questo che ha fatto andare in bestia il titolare, altro che Esprit de l’escalier. E poi direi di lasciar stare definitivamente le questioni di metodo, del tipo: il tale non può dire una certa cosa, che abbia ragione o no. Lasciamo stare per favore. Oltretutto, le certezze filosofiche di Bordone fanno ridere.

Grazie.

@ Alberto,
i rapporti di potere passano attraverso i corpi, scriveva Foucault, e il potere della chiesa non fa eccezione, aggiungo io; basterebbe osservare il controllo esercitato sui corpi di chi alla chiesa appartiene: donne e uomini oggetto di restrizioni innanzitutto fisiche come la castità e la povertà.
La questione, a parer mio, va ben al di là del consenso, delle opinioni dei preti o di chi li ascolta; riguarda il dispiegarsi del potere della chiesa sulla vita umana.
Ed è un potere enorme, capace di imporre le sue gerarchie, di subordinare, ad esempio, la vita di una donna a quella di un feto.
Non capisco come (lo dico senza alcuna volontà di offendere) sia possibile sostenere che “i preti non fanno nulla al tuo corpo”. Di più: non capisco come sia possibile sostenerlo in un paese come l’Italia.

Tuffolo, il tema è un po’ più ampio: riguarda il corpo, e la libertà di ciascuno di fare ciò che vuole col proprio corpo. Se poi il tutto ti fa ridere, ridi. O non leggere. La mia rilevanza storica e sociale è sostanzialmente nulla, e chi trova le cose che scrivo interessanti può leggerle. Quella della Chiesa Cattolica è lievemente maggiore.

Per chiarire. Il sito lo frequento perchè è il più bello della rete. Ricordo una finta intervista a Rutelli, qualche tempo fa, che era un capolavoro di scrittura.
E sono quasi sempre d’accordo con Matteo. Quasi.

sì vabbè tuffolo. xtube dove lo mettiamo?

tiè! tutta per te. http://www.youtube.com/watch?v=ix-9lzH5Oww&feature=relmfu

Non ho capito se il focus del pezzo è l’ingerenza dei preti. Se fosse, mi interessa zero dato che a casa mia non entrano e io non entro nella loro.
Quello che è disinformativo e pericoloso -chiunque lo dica- è sminuire e distrarre con discorsi sull’interiorità dal fatto appurato che in commercio vi sono numerosi prodotti che favoriscono un ingrassamento innaturale. Così come è innaturale aggiungere i famosi aromi non specificati e/o gli esaltatori di sapidità che possona anche creare dipendenza fisica e stimolare il desiderio compulsivo di quel dato alimento (oltre che nei fast food li mettono anche nel cibo per cani e gatti per creare affezione del “cliente”).

‘Io sono interamente Corpo, e nient’altro;
l’Anima e’ soltanto una parola per indicare qualche cosa che riguarda il Corpo’.

Anche se.

Il corpo è mio e ci faccio quello che voglio.
Spesso solo una frase per giustificare un comportamento autodistruttivo.

Does the body rule the mind
Or does the mind rule the body?

Oh caspiterina…alla fine siamo un ammasso di carne dotato di qualcosa che neppure sappiamo riconoscere
oppure
siamo un intreccio di paranoie e pensieri che si ritengono talmente tanto superiori dalla ciccia da non considerarla neppure…

i miei pensieri sfiorano il mio corpo tutti i secondi!!!!

Alcuni mesi fa, la mia unica e adorata nipote mi ha supplicato di essere la sua madrina per la cresima. Ho accettato. Mi è stata richiesta la partecipazione a un incontro, dove avrei dovuto confessarmi.
Il giorno prefissato, ci rechiamo in chiesa. Mi consegnano un foglio giallo, che mi dovrebbe aiutare in quella pratica che è chiamata “esame di coscienza”.
Tra gli argomenti su cui “riflettere” sono elencati anche i sette vizi capitali.
Il mio occhio cade e si sofferma sulla scritta: ”Gola: ho ecceduto nel mangiare e nel bere? Mi sono ubriacato? Quante volte? (se è un’abitudine, sai che esistono cure mediche per guarire?”.
Mi viene da vomitare. Sarà l’argomento.
Certo che ho ecceduto. Facendomi anche parecchio male.
Tu dov’eri, prete del c…o, quando io piangevo nel tragitto che dal supermercato portava a casa mia? Perché non mi hai consolato mentre trangugiavo cibo senza percepirne il gusto (l’unico sapore che sentivo era quello amaro delle mie lacrime), solo per riempire un vuoto?
Certo che esistono cure mediche.
Ecco perché parlo della mia sofferenza legata al cibo, che tu chiami “peccato di gola”, solo con il mio dietologo e la mia terapista, non con te.

In un contesto come quello visto alle Invasioni (un’imprenditore che sponsorizza la sua dieta, una deejay che la promuove a pieni voti senza sapere l’abc della dieta sana, un ex pugile oggi obeso orgoglioso di essere tale, una tata che consiglia una dieta equilibrata ai suoi bambini ma se ne dimentica quando è a tavola) sentire don Chiesa che esordisce con un saggio “lo scopo della vita è la salute” e sottolinea una relazione tra sovrappeso e malattie è musica per le mie orecchie! Gli perdono senza troppa fatica le due “cose da prete” che s’è lasciato sfuggire, i riferimenti al corpo e all’anima e la scontata condanna all’ossessione per l’estetica… In quel talk era forse il meno peggio!

@Giulua

A me sembra che sfugga sempre un punto fondamentle: la gente SCEGLIE di ascoltare la Chiesa. La Chiesa non è un ente occulto che crea consenso per mezzo di subdole tecniche di privazione corporale. Il dispiegarsi del potere della Chiesa sulla vita umana è frutto di un meccanismo di adesione che si basa sul libero arbitrio (altro fondamento della religione cristiana, tra l’altro).
Purtroppo per alcuni, la maggioranza degli italiani è cristiana cattolica e, in quanto tale, in accordo con la Chiesa su determinate questioni di tipo etico e morale.
Non è la Chiesa che si impone su chi non è cattolico, è la maggioranza che lo fa.
Questa cosa ha un nome: democrazia.

Amen

@Matteo
in merito alla tua risaposta a Tuffolo, il “problema” dell’obesità non riguardad persone che fanno del loro corpo quello che vogliono…non stiamo parlando di Orlane o Franco B. La maggior parte degli obesi vorrebbe non esserlo ed evidenziare che la componente maggiore del problema è emozionale è correto. Poi, se lo chiedi a un prete, sai che la risposta avrà determinate connotazioni. Vale la regola aurea, se non vuoi sentire la risposta, non fare la domanda.

Non voglio scatenare polemiche inutili, ma la cosa che “la gente sceglie di ascoltare la Chiesa” è totalmente ribaltata. Come per tutte le altre religioni, in effetti, in Italia, nel 95% dei casi, PRIMA si è cattolici, e poi, eventualmente, si sceglie di non esserlo. Alle elementari, quando il parroco/insegnante di religione mi diceva così e cosà, lo prendevo per vero, perchè così deve essere a quell’età. E non avevo molta scelta.

@ Alberto,
condizioni primarie di ogni democrazia sono la ricerca di convergenze e l’apertura al compromesso in condizione di uguaglianza partecipativa.
Uguaglianza partecipativa vuol dire, Alberto, parità di strumenti e condizioni.
La chiesa cattolica, a differenza di altre confessioni religiose (e di concezioni della vita non religiose) gode in Italia di benefici enormi, quali: spazi privilegiati nell’istruzione (scuole cattoliche e presenza di insegnanti di religione cattolica nelle scuole pubbliche), spazi privilegiati nella comunicazione di massa (quotidiani, radio, tv, internet), agevolazioni economiche (sovvenzioni ed esenzioni), esposizione dei propri simboli in luoghi pubblici ma soprattutto gode della presenza dei cattolici in politica, attraverso i quali esercita la sua pressione sulla società.
Tutto ciò non solo altera la dialettica democratica (è un po’ come vincere una competizione dopo aver gareggiato contro avversari imbavagliati e con mani e piedi legati) ma determina disuguaglianze tra i cittadini, discriminandone alcuni rispetto ad altri.
Io posso anche comprendere che i cattolici con scarso senso dello Stato ritengano giusto tutto questo, dalla loro posizione di privilegio; ciò che non posso accettare è che fingano di non vedere la realtà dei fatti appellandosi di continuo alla “democrazia”.
Una democrazia sulla quale sputano quotidianamente.

Ma non ti sembra di esagerare? L’hanno intervistato sul cibo e ha risposto. I preti non hanno forse diritto di esprimersi? Per loro non valgono Perdono i diritti di cittadi Tra l’altro è stato l’intervento di gran lunga più sensato. Molto più dei tuoi o del tizio delle tisane, per dire.

Parole sante, se così si può dire, ed espresse in modo molto simpatico. Tornerò a visitare questo blog, incontrato per caso. Ciao, Laura.

perdonami Matteo (e perdonami anche l’eccesso di intimità, ma per colpa / merito di una sarda famosa sei entrato in casa mia con cadenza quotidiana), ma c’è un punto secondo me eticamente osceno nel tuo giusto post. E te lo dico da ateo.
Quando dici “possiamo [...] abortire per qualsiasi ragione senza dover rendere conto a nessuno” dici un’enormità. Sono perfettamente d’accordo sulla libertà individuale, sul proprio corpo: nessuno deve assolutamente dirmi di non drogarmi (ma non devo rubare per procurarmi la roba), nessuno deve dirmi di non strafocarmi di hamburger (cazzi miei se muoio d’infarto), nessuno deve dirmi di non prostituirmi, di fare esercizio fisico, di meditare, fare yoga, assumere il bifidus e fare tanta plin plin. D’accordo.
Ma quando parli di aborto, parli di due corpi, uno dei quali libero di agire sull’altro, che libero non è.

strano che in 6 anni di medicina non mi abbiano mai insegnato e dire dei padre nostro per curare l’obesità…sono d’accordo col dire che bisogna curare prima la mente del corpo, ma credere in gesù cristo non risolve il problema a monte. non è il fatto di essere comunisti mangiapreti(che son comunque gustosissimi…ndr) è il fatto che la chiesa non offre alcuna cura…offre solo palliativi del cazzo da secoli.

@Giulia

tutto ciò che tu indichi come causa della predominanza del cattolicesimo in Italia, a mio avviso è semplicemente conseguenza di un seguito che preesiste.
Ci sono scuole cattoliche perchè la gente ci va, le foraggia e permette che prolifichino. Il cattolicesimo ha molta visibilità sui media perchè evidentemente c’è una domanda in tal senso. I cattolici sono in politica perchè votati da altri cattolici (esattamente come in politica ci sono atei ed appartenenti ad altre religioni).
È questo il punto: i cattolici che votano ed i cattolici politici sono le stesse persone, i secondi sono solo rappresentanti dei primi e decidono in accordo ai valori di cui sono portatori e per l’interesse particolare che rappresentano.

@Capodoglio

Il fatto che tu alle elementari andassi in chiesa o a catechismo o seguissi le ore di religione non dipende DALLA CHIESA. Dipende dai tuoi genitori che hanno deciso di educarti in quella maniera, dandoti determinati stimoli e riferimenti. Conosco persone che non hanno mai fatto un’ora di religione ne hanno mai esso piede dentro una Chiesa, neppure nella più tenera età.
Il fatto che tu possa maturare una capacità critica soltanto con il passare del tempo…be’ direi che non dipende proprio da niente se non dalla natura umana.

i preti hanno sempre torto a prescindere. :-)



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