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mercoledì 30 maggio 2012

Le manine


Quando oltre un anno fa uno maremoto del nono grado della scala Richter si abbatté sul mio adorato Giappone, Makkox (il più talentuoso disegnatore satirico italiano dei nostri anni) scrisse che improvvisamente gli era stato chiaro perché, nelle tavole di Hokusai, dalle schiuma in cima alle onde sbucassero come delle piccole mani. La capacità di un evento come un terremoto di strappare alle persone quello che hanno di più caro non ha a che vedere con il progresso: è connaturato all’evento stesso. Connaturato: fa parte della sua natura, come le vibrisse sono connaturate alle tigri. Hokusai nacque a Edo nel 1760.

Come capita sempre quando ci sono dei terremoti, ora si sta scavando sotto le macerie, e insieme si stanno aiutando feriti, sfollati, orfani, persone che improvvisamente hanno vita, casa o lavoro distrutti. Nel frattempo c’è chi punta il dito sulle responsabilità di qualcuno, e chi dice che l’evento catastrofico, naturale, non è prevedibile: c‘è solo da alzare le spalle, abbracciarsi, rimboccarsi le maniche.

È chiaro che un pezzo della pericolosità del nostro paese è legato al rapporto perverso che abbiamo sempre avuto con l’edilizia, intesa come nuovi metri cubi di cemento, che per troppo tempo è stata considerata un monolite indiscutibile. Paolo Romani, dopo che per anni l’ha ripetuto Berlusconi (un costruttore), solo pochi giorni fa ha citato in televisione il proverbio francese “Quand le bâtiment va, tout va” (quando gira l’edilizia, gira tutto). A parte che l’edilizia non è un platano, e quindi si può fare in molti modi, proprio come l’economia, ma insomma, stiamo parlando di gente che illustra scelte politiche di peso coi proverbi, e il fatto che siano in francese non rende la pratica meno anziana e risibile. Questo bastimento carico carico di piani regolatori ha sempre preteso che non gli fossero posti limiti di sorta, che non si dovesse abbattere per ricostruire, che le leggi dovessero farsi più in là, non fargli girare la testa con codici e sanzioni, così da permettere ai soldi più rapaci del paese di impiegare la forza lavoro più disperata e meno protetta in assoluto per scassare una bella fetta del nostro paesaggio. Oggi, quando muore un ragazzo negro cadendo dal ponteggio, restando attaccato ai 15000V dell’alta tensione, finendo schiacciato dalla betoniera, la prima parola che si dice è riposi in pace, la seconda è che è una vergogna, e la terza che non bisogna paralizzare l’edilizia con le regole antinfortunistiche soffocanti. Lo stesso vale per le norme antisismiche, che evidentemente costano, abbassano i ricavi, impongono competenze più specializzate, materiali più innovativi su cui si tratta meno, che poi non basta più quella cava di famiglia che è andata bene per così tanti anni. E così i soldi più rapaci rischiano di non potersi riprodurre. Sono cose persone anziane: un dispiacere così può essergli fatale.

Ma il problema – mi sono dilungato, nemmeno volevo parlare dell’edilizia, è ovviamente colpa di Romani che mi fa fumare le froge – è quello della percezione che abbiamo noi italiani del terremoto. Ci sembra, in buona sostanza, che dalla terra, dalla natura, non possa che venire del bene, che sia impossibile che il “creato” ci si rivolti contro: un intoppo, un malfunzionamento di un sistema che altrimenti gira che è un piacere. Facciamo fatica a capire che il dramma sono solo ed esclusivamente gli esiti del terremoto.

Perché il terremoto è come il sole, che se ci vai sotto a mezzogiorno senza crema ti scotti, se ci stai tanto ti ustioni, e se non ti porti l’acqua nel deserto puoi anche morire; come il mare, che se non sai nuotare e cerchi di respirarlo poi ti tirano fuori che galleggi con le braccia penzoloni; come l’aria, che se tira vento forte può far cadere l’albero mentre tu fai una corsetta con le cuffie nelle orecchie, e non finisci neanche la canzone. I terremoti ci sono, ci saranno sempre, e ci sono sempre stati. E il fatto che la cultura cristiana ci abbia detto che è stato creato un pianeta apposta per noi non cambia le cose. Lo sappiamo da qualche secolo anche noi europei che non è così, e non serve essere dei freak ecologisti per prendere coscienza del fatto che il pianeta sia con noi, nel senso che ci comprende, è munito anche di civiltà umana, come comprende gli oceani, il Cervino e le foreste di bambù: non è per noi, né a nostra misura.

Non esistono alternative al terremoto. Non esistono ora, e non esisteranno mai.

La scienza attualmente non ci permette di prevedere i terremoti con anticipo e precisione sufficienti. Chi sostiene il contrario è un cialtrone, se non uno sciacallo (complimenti, al solito, a Grillo e Casaleggio, che in questi casi non perdono occasione per suscitare il peggiore dei giudizi morali in chi li legge con un minimo di senso critico).

Dobbiamo, anche se sembra una banalità, cominciare a pensare che quelle manine siano normali, che facciano parte del vivere sulla terra, e che non siano la brutale manifestazione di eventi straordinari.

Alternative a morire per terremoti di questa portata invece ce ne sono, e partono dal concetto che non si può scommettere sulle certezze.

PS - Terremoti e maremoti superiori al 4º grado avvenuti in Giappone nell’ultima settimana.

4.4 175km WSW Of Hachijo-Jima, Japan 2012-05-23 15:55:04
6.0 73km E Of Mutsu, Japan 2012-05-23 17:02:28
5.3 Kuril Islands 2012-05-23 22:25:58
4.4 68km NE Of Miyako, Japan 2012-05-24 01:15:38
4.5 234km SW Of Hachijo-Jima, Japan 2012-05-24 07:16:27
4.6 130km E Of Yamada, Japan 2012-05-24 14:35:43
4.8 53km ENE Of Namie, Japan 2012-05-25 05:59:29
4.6 204km ESE Of Yamada, Japan 2012-05-25 20:36:15
5.0 188km W Of Chichi-Shima, Japan 2012-05-26 22:00:26
6.0 200km W Of Chichi-Shima, Japan 2012-05-26 23:48:09
4.4 269km ESE Of Kamaishi, Japan 2012-05-27 03:49:52
4.8 243km SSE Of Kushiro, Japan 2012-05-27 09:49:54
4.8 25km NE Of Yonakuni, Japan 2012-05-27 13:20:08
4.6 282km E Of Kuril’sk, Russia 2012-05-27 14:34:41
4.7 26km E Of Linxi, China 2012-05-28 04:22:57
5.3 6km NE Of Narashino, Japan 2012-05-28 18:36:46


Ciao,
piu’ che un pezzo normale un pezzo normalizzante… in Emilia-romagna abbiamo il mito della “gettatina” e ne abusiamo non ricordandonci che “la natura é un universo di indifferenza”.

Bello! Sono della bassa mantovana e come potrai notare dall’ora (4.24) per stanotte le mie pecore da contare sono terminate qualche ora fa. I terremoti sono normali… ciò che non lo è, è che, almeno qui da noi, nessuno l’ha mai pensato.

Bel post. In questi giorni stavo pensando anche io che in fondo ci stiamo sforzando di vivere in un pianeta inabitabile, e per di più ci stiamo sforzando di peggiorare le cose.

Anch’io qualche giorno fa avevo letto di un terremoto in giappone del 6.o grado e non se ne parlava nei giornali italiani. Chi è più forte si fa i cazzi suoi e per troppo tempo questo popolo annebbiato ha lasciato correre… e in edilizia ci sono degli interessi economici giganteschi e per la cultura che… ‘abbiamo’ facciamo presto a prenderci in giro da soli, pensando troppo alla provvidenza e poco alla realtà.

Ho una casa nella Bassa, costruita (bene) vent’anni fa, ma non è antisismica. Probabilmente, se mi avessero proposto di farla antisismica, avrei detto: ma no, figurati, qui da noi?
e poi avrei fatto due conti e, visto che sto ancora pagando, dopo vent’anni, il secondo mutuo, forse avrei detto di no comunque, chi lo sa.
Non sto contestando le responsabilità di chi costruisce sulla sabbia o senza fondamenta (tra parentesi, qui davanti a me han costruito una palazzina di due piani sulla gettata di cemento fatta inizialmente per un parcheggio all’aperto…), e nemmeno nego il discorso dei soldi e dei guadagni da squali, eccetera.
Sto, semplicemente, prendendomi le mie responsabilità sul fatto che non ho una casa antisismica, e che anche se avessi potuto averla, avrei detto di no per via dei soldi che non avevo per costruirla.
(per dire: mi stanno anche cadendo i denti, ma dal dentista non ci posso andare: lo so, ne sono consapevole, so che sto rischiando, lo stesso mio marito, eppure non possiamo trovare i 17 mila euro che il dentista ha chiesto solo per l’uomo di casa).
Ovviamente poi, sugli sciacalli edilizi, sulla natura ‘matrigna’, come scritto poc’anzi, sono d’accordo, anche se la frase “non si può scommettere sulle certezze” mi suona male (nel senso che, se io avessi una certezza, scommetterei, no? Forse non si può scommettere su certezze che non esistono…) [fine della modalità 'cerco il pelo nell'uovo']

Che tsunami di cazzate.

Si, anche secondo me questo post è senza senso, come una mappa in scala 1:1. Anche quella cosa su Makkox: è di pessimo gusto (Makkox), porta indietro la satira disegnata agli schizzi da salotto buono con cornice in acciaio, e non ha un guizzo nemmeno, tantomeno, in scrittura.

@FDJKKHDFG e quali sarebbero le cazzate?

Forse non è vero che la cultura del cemento armato è arrivata a livelli intollerabili? O forse che i terremoti non si possono prevedere?

La verità che che per quanto ci riteniamo superiori, noi facciamo parte dei questo mondo come una quercia, un procione e un ciuffo d’erba; la nostra presenza non cambierà il ritmo della natura che si guarda bene da lasciarsi condizionare dalla presenza di condomini e scuole costruite con la logica del profitto.

Capisco i tuoi parallelismi, ma di andare sotto il sole cocente o di entrare nel mare in burrasca a volte lo scegli mentre il terremoto lo subisci sempre, ed è proprio il senso di impotenza che ti lascia che lo rende così “feroce”. Comunque il tuo concetto era chiaro….
Sull’edilizia non ho nulla da dire perchè bisognerebbe stare ore a parlarne e anche sul pianeta, che giustamente si rivolta e ovviamente non è stato creato per noi. Se lo trattassimo meglio però, non pensanso sempre che tanto qualunque cosa facciamo non abbia conseguenze se non dopo un secolo, qualcosa potrebbe cambiare….
Il Giappone, che è anche il mio paese del cuore, è pronto a tutte le scosse che subisce e le sa gestire. Ovviamente lo tsunami che ne può derivare è un’altra cosa…
Non pensi che uno dei disegnatori italiani migliori sia stato Ivo Milazzo (che con quel genio di Berardi ha creato uno dei fumetti più belli della storia, cioè Ken Parker)?

Bel pezzo. Che mi ha fatto ripensare a questo http://www.youtube.com/watch?v=QXvK359TL2Y

Ma che si rivolta…il pianeta ESISTE, e fa quello che deve fare, con noi o senza di noi. Cadono i capannoni, cadono le chiese, non è colpa del capitalismo e nemmeno del vaticano.
E una cosa va detta, una volta tanto: in italia c’è l’erronea idea che siano le leggi a dirti come devi progettare e costruire. IDEA SBAGLIATA.
Le leggi ti chiedono dei REQUISITI MINIMI in termini di antisismica, energetica, sicurezza antincendio e via così. Se si costruisse prevendo il livello massimo di rischio sotto ognuno di questi aspetti vivremmo dentro dei bunker di cemento armato su palafitte a rotaie di 50 mq al costo di un milione di euro ciascuno.

Il post è buono, ma, secondo me, va diviso in tre parti. La prima riguarda il “pre”, prima della scossa. Analisi giusta: troppo cemento, poca sicurezza, costruzioni antisismiche qua e là, poca attenzione alle carte e alla scienza. “Durante”, invece, a scossa avvenuta o a sciame sismico in corso, voglio dire, si ha un bel dire che “i terremoti ci saranno sempre”. Da qui si arriva dritti dritti a “convivere con il terremoto”, operazione che presenta problematiche incredibili dal punto di vista della sopravvivenza e dello stress quotidiano (oltre all’impossibilità di una vita appena appena normale). Su questo versante, forse il post è troppo superficiale. Terzo e ultimo, il “dopo”. Qui manca una parolina che spero non mi sia sfuggita, Matteo, ma che non ho trovato nel tuo articolo: solidarietà. In Friuli (mille morti, nel 1976) ne sappiamo qualcosa: nessuno, può rialzarsi da solo, checché se ne dica. Ripeterlo, credo possa giovare.

@paroladilaura: cazzate magari è un brutto termine, ma una visione distorta di alcune cose, e una serie di imprecisioni scritte nei commenti di questo post ci sono.
Per dire: l’edilizia non viene paralizzata dai costi della sicurezza, negli ultimi decenni i morti sul lavoro sono in costante diminuzione (ovviamente anche grazie a leggi e maggiore sensibilità sull’argomento);
in realtà alcune (ho detto alcune, non tutte) delle morti e degli infortuni sul lavoro avvengono per imperizia o incoscienza di quelli che poi muoiono; i terremoti non si possono prevedere, si può dare un’indicazione statistica della probabilità di un evento sismico, ed un tempo di ritorno (sempre basato su statistiche); se avessero costruito una palazzina di cemento su una gettata di un parcheggio, minimo minimo l’edificio sarebbe crepato, se non collassato; non è sempre tutto colpa del vaticano o dei preti o della morale cattolica: esistono anche le teste di cazzo laiche, siano essi legislatori, imprenditori, acquirenti di case ( e siccome altrimenti scatta la rissa: non sono credente).

Vorrei capire quali son gli argomenti di quelli che ritengono che l’edilizia non sia il punto. Perché il terremoto arriva e basta, e o si cerca di limitare i danni, o lo si subisce e tante condoglianze a chi ci resta sotto, e poi si ricostruisce peggio di prima. Finora In Italia si è verificata solo la seconda opzione.

http://www.youtube.com/watch?v=JDkCLtZZEEw

trait d’union.

Leo da FF “Io per esempio faccio così: ogni volte che mi viene da scrivere un’opinione non richiesta sul terremoto, mi segno che devo fare un bonifico qui http://www.carpidiem.it/html/default/_d/132/132530.html Credo che scriverò solo cose necessarie.” Onde percui glisso sul terremoto e sottolineo che: Makkox è il più talentuoso disegnatore satirico italiano dei nostri anni.

Molto interessante l’elenco dei terremoti verificatisi in Giappone, però a quanto ne so il grado sismico non è l’unico elemento da considerare: bisogna valutare anche la profondità in cui si verifica l’epicentro della scossa. O mi sfugge qualcosa?

@Geffe: Ai fini della risposta sismica degli edifici, quello che conta è l’accelerazione al suolo (come “scuote” il terreno di sedime dei fabbricati).
Gli edifici più “elastici” assorbiranno (dissipandola) l’energia ricevuta dal terreno, quelli più rigidi, non riuscendo ad assorbire / scaricare l’energia, avranno punti di rottura e collasso.
L’accelerazione al suolo dipende sia dalla magnitudo che dalla profondità che dalle caratteristiche dei terreni attraversati dall’onda sismica (la normativa italiana classifica 4 tipi di terreni, dai più pericoloso A al meno pericoloso D)

Quindi confermi che la magnitudo è necessaria ma non sufficiente alla valutazione? (Scusa, eh, ma di geologia so come Leopardi di NBA, e me la devi spiegare come se stessi parlando con mia nonna.)

Se vuoi la valutazione della resistenza degli edifici ad un sisma, devi tener conto che la magnitudo fornisce la misura dell’entità di un terremoto, (di quanta accelerazione subisce il terreno), mentre la risposta che forniscono i singoli edifici alla accelerazione del terreno (al terremoto) è un’altra materia; infatti a parità di magnitudo, in diverse parti del mondo i danni sono enormemente differenti (Giappone piuttosto che Turchia, ecc.)

I tuoi discorsi son cattolici. Tutto avrebbe perfettamente senso, peccato che l’emilia romagna è la regione italiana all’avanguardia per normativa sismica. E allora, figlio di un do minore settima, perchè gli edifici cascano? e tu perchè non puoi permetterti un rincaro dle mutuo del 20%?

I cavalli non ricambiano gli abbracci.

Molto piacevole e interessante da leggere. Mi piace molto la frase che il pianeta non è per noi.
Ma, purtroppo, è a nostra misura visto che ne abbiamo piegato e colonizzato voracemente (e in questi tristi casi irresponsabilmente) quasi tutta la superficie terrestre.
Coi mari e il sottosuolo, vince ancora il pianeta.

Hai perfettamente ragione. L’umanità in genere è troppo attaccata alle proprie cose, non pensando che comunque sono solo cose! Ma allo stesso tempo provo una certa empatia verso tutte quelle persone che oggi sono disperate, perchè hanno perso in un secondo tutto quello per cui hanno lavorato e sudato e che ha dato loro un senso alla loro esistenza (casa, lavoro, capannoni). E’ come se tu avessi scritto un capolavoro, e ad un tratto prende fuoco e di quel capolavoro non rimarrà memoria…

Poi per quanto riguarda l’edilizia, lavorando indirettamente nel settore, vorrei testimoniarti una frase che ho sentito spesso da parte di ignoranti anziani addetti ai lavori, e cioè che si augurano le guerre, perchè con le guerre c’è distruzione, e la ricostruzione darà più lavoro per tutti. Lo so, è raccapricciante, ma vero. Probabilmente queste affermazioni le hanno sentite anche loro, quaratanta o cinquanta anni fa, e ad oggi la loro mente non si è evoluta neanche un pochino, perchè hanno lavorato solo e soltanto per trarre il più alto profitto con la minima spesa, fregandosene di tutto. Anche questa è l’Italia!

Ellis: sei ingegnere?
Ipotizzare sempre il livello massimo di rischio non sempre ha senso e non sempre porta ai risultati che disegni tu. Mentre osservare i requisiti minimi si, ha senso.
E spesso in Italia non si osservano.

Un Cavallo, cattolica ci sarà tua sorella.

Dicunt…che i cavalli siano delle brutte persone…
comunque non credo sia un post cattolico,più semplicemente umano, è l’umanità banale, non mi sembra ci sia nulla di male nello scrivere qualcosa senza rivelare per forza verità illuminanti :)

http://www.youtube.com/watch?v=myAa__GFI7Q

@uncavallo

Perché cattolici???

cosa cazzo c’entra adesso la cultura cristiana ?
guarda che ti leggiamo lo stesso anche se non insulti i preti in ogni post…