Senza categoria
mercoledì 6 giugno 2012

Il plurale di curriculum è curriculum


È una delle poche volte in cui la foto di un post su Freddy Nietzsche viene spiegata. Lo faccio subito: Walt serve a rendere chiaro il concetto del titolo, senza tante storie, con le minacce. Se poi vogliamo spiegare, spieghiamo.

Ho visto un servizio a Ballarò in cui si parlava della meritocrazia, di come stiano cambiando le cose in questo paese, e di come per il nuovo posto di capo dell’AGCOM (l’autorità garante per le telecomunicazioni) siano arrivati 90 (novanta) curriculum. Tutti gli interpellati snocciolavano le sillabe della parola “cur-ri-cu-la” con un gusto quasi erotico. E sbagliavano. Tutti.

Curriculum è una parola latina, un sostantivo neutro della seconda declinazione. Al plurale nominativo in latino fa curricula, è vero. Ma noi siamo italiani, e parliamo italiano. Siccome curriculum non è una parola italiana, e non risponde alle regole della lingua italiana, va intesa come una parola straniera, come un prestito importato da fuori che ormai fa parte del nostro lessico. I prestiti non si declinano. Perché? Perché le desinenze non sono le nostre, e cozzano con le nostre producendo effetti ridicoli, sgraziati, disarmonici. Non solo, ma l’uso di prestiti è già a rischio di scarsa comprensibilità, e esclude una parte della popolazione: se si impone la conoscenza delle lingue per produrre i plurali (provate col tedesco o col greco), la cosa diventa inammissibile, stupidamente e volutamente elitaria. Non è un caso che le parole che hanno uscite simili a quelle dell’italiano non vengano declinate: manca quel brivido da alfieri della propria licealità. Oltre ai prestiti facili, anche quelli difficili sono risparmiati; solo quelli che stanno a metà diventano un vassoio su cui esporre un distinguersi specioso e tristanzuolo. I climax musicali non diventano climakes quando ce n’è più di uno nella stessa opera; i corpus non sono mai corpora, anche se sono parecchi; i cactus, perfino quelli abbondantissimi sardi di Berlusconi, non passano a cacti; i referendum dei radicali, che ne hanno fatti mille, non si sono mai tramutati in referenda.

Quindi curriculum resta curriculum. I 90 (novanta) dell’AGCOM sono 90 curriculum. Chi vuole parlare latino si iscriva ai club di latinisti: ce ne sono tanti in giro per l’Europa, e offrono conversazioni vere in latino, col femminile, il neutro, il plurale, il singolare, e tutti i casi. Gli altri ci pensino un secondo, diano retta a me, se non a Walt, e la finiscano.

Già che ci siamo, diciamo anche che, come ho già scritto qui molto tempo fa, la meritocrazia è una cretinata. La meritocrazia è un effetto della accountability [Rispondibilità? Accontabilità? Riferibilità? Urge un neologismo!], cioè la condizione di chi risponde di qualcosa; nello specifico, la responsabilità di assumere qualcuno. Se io rispondo delle assunzioni che avallo, non assumo incompetenti. Finché chi assume non rischierà mai niente di niente, non assumerà mai persone più preparate e capaci. Non solo preparate, attenzione, perché quello è il mondo fatato in cui il pezzo di carta produce assunzioni; le persone devono essere preparate e capaci. Se non lo sono, e la cosa emerge, chi dà loro lo stipendio la paga. Così funziona. La meritocrazia è un effetto del senso di responsabilità, non un accorato consiglio ai condottieri dell’industria. Il resto sono cretinate.

PS – I dischetti di plastica che recano una cifra in denaro stampata sulle due facce, e si usano sui tavoli da gioco o alla roulette del casinò, si chiamano fiches. Questo per distinguerli dalle fiche, quelle del quadro di Courbet, bellissime, che stanno tra le cosce delle femmine.


Ti amo.

Io la penso come te. Eppure l’accademia della crusca ha detto che il plurale è “curricula” e temo dovremo adeguarci…

Concorso.

Noto pero’ che in inglese, non so in generale, ma sicuramente nella letteratura scientifica, i nomi latini vengono normalmente declinati al plurale e si parla quindi di ‘corpora’, di ‘foci’
e via dicendo.

, perlomeno nel linguaggio

ed oggi ti adoro ancora di più!

Sentir parlare di “files” tutto il giorno al lavoro effettivamente mi strema. Grazie.

Ma “status” non è della quarta declinazione (e quindi farebbe status anche al plurale) ?

E se dicessimo curriculums?

Giorgio, hai ragione. L’ho levato. Status participio passato di sisto è della seconda; status che interessa a noi è della quarta.

Anche Kitano nella sparatoria sulla spiaggia di Sonatine sarebbe andato bene per questo post!

Sono una tua fanS!

Mi torna alla mente un “Blob” di qualche anno fa, che ogni tanto replicano, in cui un Bossi ancora “sano” diceva: “i referenda”. Quella cosa ancora oggi mi dissuade meglio dell’arma di Walt.

in realta quei dischetti di plastica si chiamano almeno a poker “chips”

http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=3940&ctg_id=93

Dopo la virgola – salvo i casi di parentetiche – non è corretto l’uso della “e”.

L’accademia della Crusca, sia detto qui e per sempre, me lo può sucare.

Oooh finalmente

è una battaglia giusta e meritoria. E ricordiamo a chi dice curricula che non direbbe mai referenda e un motivo ci sarà.

La Crusca stavolta ha scritto una cruscata :) i sostantivi stranieri sono invarianti al plurale e, cosa più importante ancora, non si seguono regole di altre grammatiche in italiano, crusca! :)

cioè non vale la regola di Biscardi bonanima “un fac, due facs” ?

Ecco, i referenda, cazzo. L’esempio che non mi veniva. Adesso lo metto. Siamo un grande paese di rompicoglioni. Grazie.

“[...]solo quelli che stanno a metà diventano un vassoio su cui esporre un distinguersi specioso e tristanzuolo”

Ecco, secondo me il focus è questo. Ché è frustrante sentire gente che vuole darsi un tono con mezzucci da osteria di Ponte di Legno.

accountability: rendicontabilità?

Mi sa che ‘ictus’ – come sostantivo – è della quarta pure lui…

La voce di Wikipedia mi sembra equilibrata:
http://it.wikipedia.org/wiki/Curriculum

E decreta un sano plurale “i curriculum”.

Vogliamo allora parlare degli stage? E non parlo della scena teatrale, ma del noto tirocinio.
No, perché molti parlato della necessità che tutti i giovani debbano passare almeno sei mesi della loro vita ad allestire spettacoli, meglio se all’estero.

I mass medium e non i mass media, giusto?

Articolo sacrosanto. Novanta curriculum, come novanta film, novanta foulard e novanta kibbuz. Non è affatto vero che la Crusca caldeggi la forma “curricula”; anzi, è saggiamente incline a consigliare l’invariabilità di tutti i prestiti.

“provate col tedesco o col greco”
provate anche col turco, col finlandese, col giapponese (col cinese no, lì i nomi sono tutti invariabili).
magari in inglese le regole sono diverse, in italiano niente plurali delle parole straniere. e amen.

FINALMENTE QUALCUNO CHE LO DICE! Quando io esponevo questa teoria ad amici e conoscenti mi ridevano in faccia.
L’ignoranza è presunzione.

un articolo storico parecchio gustoso sull’argomento: http://archiviostorico.corriere.it/1993/maggio/09/Bossi_non_ama_referendum_co_0_9305095561.shtml

Ehm…il plurale di curriculum sarà curriculum, ok, siam tutti d’accordo. Ma quello di ictus, a dirla tutta, sarebbe ictus essendo della quarta!

“L’accademia della Crusca, sia detto qui e per sempre, me lo può sucare.” mi ha fatto pisciare dal ridere.

Matteo Bordone:
> L’accademia della Crusca, sia detto qui e per sempre, me lo può sucare.

ROTFL!

bah!

Ecco, vorrei chiedere: come lo pronunciamo media? All’inglese o all’italiano? E titanic?
Il concetto di accountability può essere semplicemente incorporato in quello più ampio di responsabilità (delle proprie azioni), o no?

Confermo, Matteo, ictus è nome maschile della IV declinazione (come raptus omicida, lapsus freudiano), perciò anche il latino il plurale è ictus – sia pure con la u lunga, ma vabbè.
E comunque, se vogliamo imprecare in siculo, “me la può sucare”, perché il pronome sostituisce il femminile minchia (lat. mentula).

Mi piaceva di più la Commissione per l’Italiano del Ministero della Lingua.
La Crusca – checché se ne possa pensare e dire – è istituzione molto liberale e democratica e per nulla “prescrittivista”. Poi, vabbè: referenda è orribile e cadrà; curricula è ancora molto in uso: legittimo aiutarlo a finire in disuso, ma il resto è sola una personale antipatia.

io direi basta che si capisca quello che vuoi dire (sennò, come dice anto, tocca dire i medium, e non i media)

Tutto giusto e sottoscrivo. Io dico da sempre curriculum….pero’:
la lingua si modifica con l’uso e il disuso, quindi curricula e’ diventato, de facto, italiano.
Spiace a me per primo, ma e’ cosi’.
Mi piacerebbe comunque andare in cartoleria e chiedere una scatola di lapidis.

@alberto:
hai due scelte:
o dici “i midia” considerandolo un anglicismo, o dici “i medium” considerandolo un latinismo.
“i media” e’ sbagliato comunque.

L’articolo è stato emendato dalle insidie della quarta. Grazie per le segnalazioni.

Già che ci sei emenda pure corpores, che è neutro, quindi al plurale esce corpora.

Ma non sarà che parole come ‘curriculum’ e ‘fan’, che al plurale sembra facciano ‘curricula’ e ‘fans’, sono le famose eccezioni che confermano la regola ben esemplificata da parole come ‘sport’?
Voglio dire, mi sa che sono d’accordo con Vinz. E abbasso i pomidoro.

Mah, i tagli delle maniche (manichei) non mi hanno mai convinto. Una soluzione elegante – che funziona solo per la lingua scritta – è che si può utilizzare il plurale delle parole straniere se le si scrivono in corsivo. Parlando, storciamo magari un po’ la bocca :-S

Comunque segnalo anche “juniores/seniores”,

P.S. Non sono più me stesso da quando ho scoperto che è consentito scrivere “ma però”…

Ho sentito un accademico della Crusca dire “c’ho”.
Da quel dì la Crusca, anche l’italiano è una lingua morta come il latino.
Vada per -um.

Io sarei, molto più correttamente, per il raffinatissimo curriculums.

Grazie.
Fantastico il tuo poscritto ;)

Signori, la lingua è di chi la usa. La Crusca ha un bel dire dei congiuntivi, ma se gli italiani non li usano prima o poi si dovrà rassegnare. Allo stesso modo, nessuno può imporre regole sulla lingua; al massimo la può usare a suo modo, e sperare di diventare prima o poi la maggioranza, se proprio ci tiene. Ecco quindi che, mi dispiace per voi, curricula è e curricula rimane, come pure corpora (corpores mai sentito in vita, ma i corpus nemmanco). E sapete come facevano i latini, quando scoprivano che qualcosa nella loro lingua non funzionava secondo le regole? Cambiavano l’uso? Ma proprio per niente! S’inventavano le eccezioni. I prestiti dalle lingue straniere sono invarianti? Certamente. Ma curriculum è un’eccezione.

http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=3940&ctg_id=93

Hai piegato anche l’Accademia della crusca eheheh…Bel post anche per la scelta della foto!!!

come no?
allo stesso modo modo va bene se aut-aut lo scrivono out-out (il trattino è per evitare gli “a capo”), se si parla del “plas” anzichè del “plus”.

personalmente continuerò a dire e scrivere “familiare” anzichè “famigliare” – vi giuro che ha un effetto urticante, biliardo anzichè bigliardo, e tante altre che non mi vengono in mente.

A furia di semplificare si banalizza!

Bordone vs. La Crusca? Sbagliano entrambi. Leggi http://goo.gl/dKmKR

Analizziamo i commenti. “Già che ci sei emenda pure corpores, che è neutro, quindi al plurale esce corpora. ” Infatti. E in giurisprudenza si usa sia corpus al singolare che corpora al plurale. “Hai due scelte:o dici “i midia” considerandolo un anglicismo, o dici “i medium” considerandolo un latinismo.“I media” e’ sbagliato comunque.” Sbagliato? Come può essere sbagliato, è ovvio che è giusto, è mutuato al plurale direttamente dal latino, quindi semmai medium non ha senso (se non per i sensitivi, che difatti restano al singolare. “La lingua si modifica con l’uso e il disuso, quindi curricula e’ diventato, de facto, italiano.
Spiace a me per primo, ma e’ cosi’.” esattamente, è così.”Vogliamo allora parlare degli stage? E non parlo della scena teatrale, ma del noto tirocinio.” Vofgliamo soprattutto parlare della pronuncia? Come lo leggi, steig? Perché non esiste, è internship, mentre molti hanno inglesizzato una parola francese nel portarla nell’italiano, quindi facciamo poche storie.”Sentir parlare di “files” tutto il giorno al lavoro effettivamente mi strema.” Se scrivi due file invece non sembra italiano? File esiste, plurale di fila. “In inglese, non so in generale, ma sicuramente nella letteratura scientifica, i nomi latini vengono normalmente declinati al plurale e si parla quindi di ‘corpora’, di ‘foci’
e via dicendo.” Infatti, evidentemente ogni lingua si modifica con l’uso e gestisce in modo diverso le parole. Le fiches sono al plurale, al singolare dici la fiches? Ma no di certo. Oltretutto chi usa “specioso e tristanzuolo” vorrà mica dire a chi usa “curricula” che vuol fare il figo, vero? Gente che liquida come “cretinate” cose su cui non è d’accordo è un tantino presuntuoso e le paternali può risparmiarsele.

Come hanno già detto altri, la questione medium/media, però, rimane.

Perché la TV è un medium, ovvero uno dei fortunatamente tanti media.

Mentre ad esempio il coglione che dice di parlare con l’anima de li mortacci nostra, è un medium, ovvero purtroppo uno dei tanti medium che ci sono in giro.

“Questo non è il Vietnam (…)ci sono delle regole! (…)Stai per entrare in una valle di lacrime” (…)
“Ma io…”
“La valle di lacrime”.

Sì, direi che potrebbe essere molto convincente detta così!

Il latino è pieno di insidie. Grazie per le correzioni. Non mi ricordo più una mazza. Un motivo in più.

Che bello non aver mai sbagliato! Grazie Bordò!

A me stai simpatico ma Veronica ha ragione.
Poi incaponirsi su ste vaccate ti fa sembrare specioso e tristanzuolo.

E comunque:
http://www.wittgenstein.it/2012/06/05/frustare-il-vento/

Per farti scrivere un pilotto simile devi conoscere delle persone davvero brutte e che abusano del latino. Io a parte media (erroneamente secondo questa regola) non sento questo strombazzato uso del latino in giro. Se usare il latino in questo modo è diventato sinonimo di”essere elitari” stiamo davvero messi bene. Poi i termini latini non vanno benee gli inglesismi invece sì? Andrò a a cercare accountability tra l’altro…

@veronica: “media” non e’ mutuato direttamente dal latino, l’abbiamo importato dal mondo anglosassone.
E’ la contrazione di “mass media”.
100 anni fa non si usava in Italia. Quindi non puoi dire “i media”, devi dire “i midia”, o “i mass midia” che e’ uguale. Tra l’altro, anche la forma “curricula” ce l’hanno “imposta” i ‘mmericani. E’ il colonialismo culturale, quello che ci fa festeggiare halloween invece della festa dei morti.
Su “i medium” posso essere d’accordo, perche da noi quella parola aveva gia’ un altro significato. Ma se proprio tu volessi rivendicare la latinita’ del termine, allora saresti costretta a dire “i medium”, perche’ appunto i termini stranieri sono indeclinabili. ma e’ sconsigliabile….

Veronica. Il tono. Dai.

Posso suggerire un’altro esempio di plurale “ad cazzum”? Un articolo sul karate letto qualche anno fa sul corriere dove il plurale di “kata” divenne “katas”

“L’accademia della Crusca, sia detto qui e per sempre, me lo può sucare.”

I proverbiali 92 minuti di applausi post-Corazzata Potemkin. Io mi sono scontrato con lo stesso problema e con le stesse controargomentazioni ad minchiam. Mi sento sollevato.

Per quanto riguarda l’accoutabilty penso che in Italia si applichi, ma in modo diverso: sei stato nominato, rendi conto alla tua parte politica, se fai i suoi interessi in maniera efficiente, vieni promosso. Punto. Che poi rispondere? a chi? i politici rispondono ai cittadini, quindi dovremmo essere noi a non votarli quando fanno porcate, ma questo, da 15 anni a questa parte non è MAI successo.
Il problema è l’anima del popolo.

Boh. A me il latino non pare un’altra lingua. Quindi il principio di immutuabilità dalle lingue straniere non glielo applicherei. Perché secondo te è lingua altra? Io la vedo come genitrice…

Sei simpatico, ma che caghetta che sei! (non ho capito il discorso sulla meritocrazia)

“Mass media” è un’espressione che serve ad indicare un complesso di entità (giornali, radio, televisione, etc) e quindi come termine nasce per sua natura plurale. Nessuno direbbe che il Manifesto è un mass medium, ma nemmeno il Corrierone o Rai1. Al limite il Mago Otelma si può fregiare di questo termine ma con altro significato. In questo caso, per concludere, è il singolare a non esistere.

@alce: se fosse come tu dici, diremmo i referenda, i cacti e gli ultimata. come vedi, la regola c’e’ ed e’ applicata da sempre.
che si stia evolvendo (o degenerando) poi, e’ vero….

Sulla regola grammaticale ha ragione il padrone di casa e non ci piove, e nella maggior parte dei casi questa regola la applico anche senza discutere. Io però, sarà che c’ho l’idea di lingua contaminata da quella mistura caotica che parlavano gli ebrei in Europa, ma non sarei tanto rigido. Curricula non mi suona male, così come mi sento a mio agio a parlare di un Land e di tanti Laender, di una tortilla e di tante tortillas ecc. Non dico che nella lingua si possa fare quello che si vuole (tipo dire che due donne gravide sono in cinta: ALLA GOGNA!), e detesto i cambiamenti “distruttivi”, ma in questi casi mi pare che ci si capisca benissimo lo stesso, a prescindere dal grado di istruzione, e quindi va bene così.

e poi quei gruppi che fanno i concerti negli auditoria? ^_^

secondo me “specioso e tristanzuolo” deve andare dritto sulla lavagnetta

D’accordissimo, però climax è femminile, giusto per puntualizzare da precisetti.

@Luzmic, ma guarda che ‘in cinta’ non si dice manco al singolare

Da una che si occupa di selezione del personale e di curricula ne vede a decine ogni giorno: il plurale di curriculum è curricula.

@H2O2 certo che no. Io l’ho messo al plurale perchè così veniva l’orrore doppio carpiato.

Ben detto Bordone! Con questo commento mi hai ricordato una professoressa di lettere del liceo. Del resto questa è una regola che ricordo di aver letto in un libro di grammatica italiana (poverina lei).

Ogni volta che leggo come oggetto di una mail SLIDES mi vien voglia di partire con l’insulto facile.
Per non parlare di quelli che lo usano nel parlato, SLAIZ!

poi ci sono quelli ancora più odiosi, quelli che scrivono “io è dal 2003 che lo dico”. come me, adesso http://pendodeliri.iobloggo.com/25//&y=2003&m=09

C’è del vero in tutte le risposte, ma soprattutto c’è stato da divertirsi un mondo a leggere il tutto……. ti adoro quando fai così. Anche se è vero,….. che sei un po’ un”caghetta”…ahahahahahhahah!!!

superOT:
…si vabbè, ma caspita, ieri ci sei stato o no??
io si e quando ha attaccato quella del cuore famelico sono svenuto dalla gioia…

L’immagine di cui sopra non si applica al caso Italia in genere, perche’, citando:” This IS Nam”.

A proposito!!!!! ….. e della Privacy, pronunciata nelle varianti “privesi” o “praivasi “….. ne vogliamo parlare???

A proposito 2!!!…… era poi vero che Alessandro di Sarno ti aveva ciulato il biglietto per Bruce????

@ Lidia,
strana argomentazione, la tua.

Meno male che c’era il concerto, se Bordone avesse visto Santoro ieri sera avrebbe avuto le convulsioni per tutte le volte che è stata pronunciata la parola “curricola”

@lidia: davvero, molto sensato il tuo commento.
Nel mio giro di amici per dire, diciamo “a tutto tonto” invece che “a tutto tondo”.
quindi si dice cosi’, jawohl?!

MEDIUM è UNA PAROLA LATINA DUNQUE IL SUO PLURALE è MEDIA E SI PRONUNCIA CON LA E

Per essere coerenti fino in fondo oltre che singolare e plurale bisognerebbe declinare anche i casi…

tante parole per mascherare ignoranza, perdonami ma non concordo il tuo pensiero.

il latino non l’ho mai studiato. adesso mi dispiace perché sarebbe stato divertente tirare le orecchie al “caghetta” (ne ha toppate 4 o 5 se non ho capito male!) però sempre molto simpatico!

@sonica65 ‘privasi’= British English; ‘praivasi’=American English

Gnu (è plurale)

ailoviutù

povera accademia della crusca, passa per essere un tempio in rovine popolato da vecchi tromboni quando invece fornisce un servizio utile e sempre illuminato dal buon senso. Hai mai fatto un giro anche solo sul loro sito? immagino che quel quel “me lo può sucare” non fosse un generoso invito ma un insulto, e mi è sembrato fuori luogo…

ciò detto, è da quando ho letto il post che continuo a canticchiare “curricolì, curriculà, curricolì, curriculààààà… jamme jamme ja, curricolì, curriculàààààààààà”!

Io seguo e apprezzo molto la semplice regola secondo cui le parole straniere entrate nell’uso corrente della lingua non richiedono il plurale, mentre per le parole non ancora assorbite dall’italiano si consiglia di mantenere la forma plurale estera.
Curriculum/a mi pare un caso limite, in quanto entrambe le forme sono ben consolidate e comunemente accettate. Per dire: mi dà molto più sui nervi sentire parlare di blogs, posts o slides.
Restarà sempre difficile da risolvere il contrasto tra “fondamentalismo grammaticale” ed esigenza di una comunicazione chiara per il maggior numero di persone.

Io all’accademia della crusca ce compro er pane integrale… questa battuta l’ho già fatta, ma oggi c’entrava tutta!

ei, lei è quello della televisione, ma è un giornalista? volevo dirle che io la penso come lei quasi su tutto, bravo, gliele canti

Assolutamente per curriculum anche al plurale. A quelli che dicono “è una parola latina”, invito ad andare in una serra a comprare dei cacti o nel bosco a carezzare i simpatici opossa. E mi raccomando, scrivete sui fora il vostro disappunto.

Nei curriculhummus ci va il cumino, poi è tutto un magna magna e un curri curri guagliò.
Ah, come si scrive giusto?
Fiat lux, faccia lei.

Allora perché si dice mass media e non medium? è sbagliato?
inoltre ditelo agli inglesi che trasformano il nostro panino in one panini, two paninis…!

più ti leggo più mi piaci
più mi piaci più ti leggo

Non sono d’accordo sulla questione del curriculum, per me è ammissibile anche curricula.

Sulla questione medium-media: al plurale si può dire ‘i /media/’ – prestito dal latino – o ‘i /midia/’- prestito dall’inglese – (o anche medium, fate un po’ come ve pare), l’errore sta quando si dice ‘i mass /media/’ perché lì si cita una collocazione inglese (mass è palesemente inglese) e quindi deve seguire pronuncia anglofonna: perciò ‘i mass /midia/’.

Io comunque pago in euri.

“Ditegli agli inglesi” è proprio un’argomentazione valida. Siccome gli altri sbagliano, sbagliamo anche noi!

Chissà quante mail su mail ricevi ogni giorno.

d’ accordo con curriculum anche al plurale, innanzitutto per quel prurito alle nocche che mi viene quando sento curricola, e poi anche per le argomentazioni di cui sopra. Che poi, se proprio volessimo declinare, perchè solo il vocativo? Perchè non “i proprietari dei curriculorom”?

Quindi da oggi dico “i file del computer” e “i videogame” essendo parole inglesi “prestate” all’italiano ?

mica solo da oggi

Tutta questa discussione mi pare soltanto l’ennesima puntata di una vecchissima diatriba fra i sostenitori della norma e i sostenitori dell’uso nei fatti di lingua. Tutto è iniziato (credo) con le dispute fra analogisti e anomalisti nella cultura greco-latina, e il dibattito è continuato (sempre più raffinato) fino ad oggi. Niente di nuovo sotto il sole, dunque: c’è solo da capire se è più spocchioso chi dice “curricola” o chi scrive pistolotti contro chi dice “curricola”.

Quelli che dicono curricola non sono spocchiosi, sono pirla.

Marmottonzo, si dice “file” da sempre, tu dici “files”? Avanti. Poi perché mai usare videogames/videogame, videogiochi ti sembra così provinciale?

“La correttezza della lingua è la premessa della chiarezza morale e dell’onestà. Molte mascalzonate e violente prevaricazioni nascono quando si pasticcia con la grammatica e la sintassi e si mette il soggetto all’accusativo o il complemento oggetto al nominativo, ingarbugliando le carte e scambiando i ruoli tra vittime e colpevoli [...]“

ieri ho sentito uno che diceva “mezzi di comunicazione” e oh, funzionava.

Farei leggere questo articolo al mio professore di linguistica, che si ostinava a dire slides. Anzi, slaidz. Insopportabile.

Gli inglesi dicono “mozzarello”, se ben ricordo





Silk.it: La sigaretta elettronica a 29€