Telerama
martedì 17 luglio 2012

A me per esempio Josh mi piaceva forte


Avevo evitato, per non farmi condizionare, di leggere le recensioni di The Newsroom, la serie di Aaron Sorkin che si sperava munita di personaggi, trama e dialoghi all’altezza di The West Wing. Già mi pareva lezioso e inconsistente Refresh, un film su internet dove quelli intelligenti non sorridono mai, e che è piaciuto a tantissimi allora non insisto ma gli cambio solo il nome. Ora che ho visto quattro puntate della serie, e mi sono fatto un’idea precisa, ho cercato un po’ di recensioni. Be’non sono proprio solo: fa schifo a tutti.

Va be’, la politica degli autori è una cretinata: si fanno cose migliori certe volte, e peggiori altre. Questa volta Sorkin si è avvitato su sé stesso. Pace.

Peccato, perché avevo voglia di una roba bella ma così bella che ogni volta che vedi una foto di un personaggio tanti anni dopo ti senti felice. Tipo che ogni volta che mi imbatto in una foto di Bradley Whitford, sono tutto pervaso da un benessere diffuso tipo balsamo effetto seta della Compagnia delle Indie. Volevo quello. E invece niente.


You cannot be serious, soprattutto dopo la 4.

I am, soprattutto dopo la 4. Soprattutto dopo l’espressione colpevole di Dev Patel quando, mentre hanno sparato a Gifford, lui si accorge che stava ancora pensando a Bigfoot. Lui, povero sciocco, al cospetto della storia.

In pratica la maggior parte dei giornalisti che guardano la serie si lamentano perché la rappresentazione del giornalismo in The Newsroom è imprecisa e ingenerosa verso chi il giornalismo lo fa sul serio. Toccati sul vivo, si pongono un problema che non si porrebbero se la serie parlasse di medicina, politica, o educazione. La maggior parte della narrativa utilzza scorciatoie e semplificazioni per dare vivacità e ritmo a situazioni reali, e di solito per la critica non è un problema perché i giornalisti non vedono le semplificazioni, o meglio, non sono toccati dalle semplificazioni. Se usassero questo criterio, l’unica serie che resisterebbe alle critiche sarebbe *forse* The Wire, nonostante l’ultima stagione di quella serie, dedicata proprio al giornalismo, fosse la più debole.

Perché vedere un gruppo di persone fare ricerca su quello che succede in giro per il mondo non è particolarmente affascinante. Quindi Sorkin prende una situazione estrema (un presentatore famoso che vuole fare buon giornalismo dopo anni di compromessi) e ci costruisce una storia attorno, con tutte le esagerazioni e semplificazioni che servono per appassionare. Il tono, come in tutte le sue serie, tende al didattico, spesso sembra condiscendente, ma la scelta di prendere di petto problemi del passato è coraggiosa, e fa piacere vedere qualcuno che non ha paura di non essere cinico.

Detto questo, anche secondo me per ora i personaggi sono deboli, il giornalismo e la vita privata continuano a sembrare due mondi separati, ma la serie ha molte qualità e, vista come una riflessione sull’etica e sulla responsabilità personale, piuttosto che sul giornalismo, è molto efficace.

Non potrei essere più d’accordo di così.

Tra i due telefilm c’è una differenza abissale in termini di qualità di scrittura e di personaggi.

In The Newsroom sono tutti freneticamente presi da una sorta di isteria collettiva che li fa sembrare indemoniati, nulla da spartire con Josh Lyman o Toby Ziegler, tanto per nominare due così ecco.

ha deluso anche me però la domanda è: posto che non è all’altezza degli altri, che si è avvitato su sè stesso, che i personaggi sono isterici e fuori fuoco…smetterai di seguire la serie?

A me piaceva newsroom, ma poi nell’attesa della quarta puntata ho fatto un errore: ho visto tutto Studio 60.

Ok Newsroom non regge il confronto con gli altri lavori di Sorkin…

Ho appena finito di vedere la 4a.
Forse perché anch’io come l’ex socio di Bordone mi bevo tutto e mi diverto (http://goo.gl/njQHG), ma questi di Newsroom mi sembrano di nuovo i più fighi di tutti, come lo erano stati quelli di TWW e di S60.

Io ho fatto la stessa cosa che ha fatto SERGIO: aspettando la 4 ho visto Studio 60 (e ora anche The West Wing). Be’ sì non regge il confronto, ma lo regge.
Qui c’è gente che si era creata delle aspettative così alte che non potevano non essere deluse. E c’è gelosa di Sorkin che vuole darci a intendere che
The Newsroom non è al livello di The West Wing e Studio 60, perché loro hanno visto e amato Sorkin prima di tutti gli altri.
Ma, come dice MAIZO, questi sono i più fighi sulla piazza in questo momento, come ai loro tempi lo erano TWW e S60; e se volete schifare The Newsroom perché non è all’altezza, ce lo pappiamo noi e fra 5 0 6 anni li paragoneremo con le nuove serie che non ne saranno all’altezza.

Per dire: io quando hanno detto che Gifford era viva sono saltato sulla sedia e ho esultato, proprio come, ad esempio, quando Bartlet prende a calci la dr. Jacob a proposito dei gay.

vogliamo parlare di toby ziegler/richard schiff… immenso

Gioco sporco piazzare così un Josh a sorpresa (le camicie da uomo non erano mai state così sexy).
Dopo 4 episodi per me è ufficiale: “Newsroom” e la sua mission to civilize non funzionano, ma non so (non voglio) spiegarmi se sia colpa del cast poco carismatico o di tutto l’impianto che proprio non scorre. Le aspettative, Aldo, devono essere alte (o finisce che quando il tuo regista preferito di un tempo gira pattume per le strade di roma o di parigi non batti più ciglio).
Sul fronte presidenziale: il Potomac di “Veep” ha offerto un breve rifugio, ma la nostalgia è tanta. Ecco un BW contemporaneo (con notevoli occhiali per le feticiste collegate) in un walk & talk extra Sorkin http://www.nbc.com/parks-and-recreation/video/Bradley-Whitford-Guest-Stars/1396485

si vabbe’
, JD non si batte! però la terza puntata (112o congresso) it’s
a great piece of television!!! dai!

@Valentina

Ganzo! Cameata di Josh su Parks and Recreation… Ma il mascellone è naturale o gli hanno infilato i batuffoli di cotone in bocca?

Concordo su Veep. Una delle migliori serie dell’anno.

@Bordone

TWW aveva personaggi e ambientazione fantastici, ma la trama no, troppo soapy.