Royale Politique
venerdì 19 ottobre 2012

Zaha o non Zaha, arriveremo a Roma (ovvero Perché Giovanna Melandri potrebbe essere un buon candidato per il Maxxi)


Se devo nominare due donne del PD che preferirei evitare di vedere in giro nel partito nei prossimi anni, una è Livia Turco e l’altra è Giovanna Melandri. Dico due donne perché una e l’altra hanno più volte espresso con toni drammatici, interrogate sul tema dell’aborto, quanto aborrissero l’esperienza dell’aborto, quanto la trovassero una ferita profonda nel corpo della donna, quanto fossero felici di non esserci mai passate. E io, non posso farci niente, sono laico e di sinistra, e difendo il diritto all’aborto con tutto quello che comporta. Tra le cose che comporta sostegno al diritto delle donne di abortire volontariamente, se si ha il coraggio di di difenderlo davvero, c’è la garanzia  per chi ha abortito o vuole farlo di non sentirsi chiusa in una morsa di dramma preconfezionato, sofferto già a freddo dalla morale altrui. Se sono delle donne di sinistra e del PD a esprimersi in questo modo così narcisistico, così rispondente allo stereotipo femminile che grava sulla testa di chi ha l’utero in questo paese, così incapace di vedere il punto della questione – la libertà individuale – e mettere da parte la propria spiccatissima sensibilità non richiesta, mi infurio. Per questo, oltre che per diverse capalbie (sic) ingenuità esibite , non nutro proprio grande simpatia per Giovanna Melandri.

Ciò detto, il sano clima di vigilanza nei confronti della politica che si respira in questo periodo a volte tracima in un approccio da vigilantes, il che non va bene. Giovanna Melandri ha fatto il Ministro per le Attività e i Beni Culturali tra il 1998 e il 2001 (sotto D’Alema e Amato). Allora ha curato la nascita del Maxxi, museo la cui gestazione ha richiesto una decina di anni. Al di là delle bocche spalancate davanti alla struttura di Zaha Hadid, il Maxxi prima di essere aperto non ha fatto che bruciare soldi; dopo l’apertura ha continuato a costare e combinare molto poco sul piano artistico. Per quanto Stefano Zecchi (Stefano Zecchi), dimettendosi dalla carica di consigliere a maggio di quest’anno, abbia definito il Maxxi «una realtà scientifica straordinaria che il mondo ci invidia», il prestigio del museo è attualmente nullo. Zero. Quello che qualcuno dovrà mettere a posto è un museo che perde soldi, non funziona, ha bisogno di sponsor e profilo.

Sarebbe bello se, come succede altrove, si facessero nomine per curriculum, come ai piani anche altissimi della BBC. Non è così, almeno per ora. E non è così soprattutto in una struttura che è nata piena di pubblico e politica, come è l’arte in un paese dove i miliardari intitolano al padre tornei di pallone e non musei o biblioteche (Berlusconi, lui). Giovanna Melandri quello che serve probabilmente lo sa fare, e il suo curriculum sarebbe stato pesante per una posizione del genere. Siccome prima del commissariamento per ragioni economiche nessuno avesse da eccepire su quello che succedeva al Maxxi, il che mi pare almeno strano; siccome dopo il commissariamento il PD, per un museo che perdeva soldi e funzionava male, si è detto contrariato; siccome Galli Della Loggia dimentica nel suo vibrante e sentito fondo di dire che il museo è malmesso, costa, combina poco e male, lei l’ha ideato e altri l’hanno gestito: insomma, alla luce di tutto questo mi viene da dire che il punto è la severità nel controllo della gestione a venire, la responsabilità di nominante e nominato, non se e quanto uno abbia fatto il parlamentare. Non è un bel posto dove andare, soprattutto quando il sottotesto è un po’ “tu l’hai voluto, tu lo sistemi”.


A me sta sul cacchio perchè è stata a una festa di Briatore in Kenya, mi sembra una ragione molto più laica, di sinistra e di buon gusto

io non le perdono gli infradito birkenstock con la gonna

Ma mi leggi nel pensiero?

io sono laico, di sinistra e quando sento la parola buon gusto tiro giù la patta dei pantaloni e rutto forte. inoltre non uso il metro delle presenze alle feste di briatroie per giudicare nessuno.
detto questo la melandri vada al maxxxi, anche senza il benestare di gallidellaloggia; e se è brava o meno lo dimostri li.

Non c’entra niente.
Cazzo, ma hai sentito di Jimmy Savile?

Invece, seguendo Occam e il suo consumatissimo rasoio, non è più probabile che la signora Melandri fosse in procinto di lasciare il Parlamento e avesse bisogno di un bel posto dove andare? Seguendo lo stesso ragionamento, se Sandro Bondi ha gestito la riapertura il Teatro Petruzzelli allora lo mandiamo ad amministrarlo?

io non le perdono di essersi vergognata della vacanza in kenya da briatore.

Ma che sei la turco che neghi di conoscere corona?

Grazie per la tua sensibiltà da una che HA abortito. Molte donne se ne vergognano e tante altre non cpiscano la portata di questo dirittp che è stato conquistato ma che si sta sgretolando sotto i colpi di questa Italia benpensante ma malagente. Grazie davvero Matteo, la mia stima per te cresce sempre di più.

è che se non la mettono lì,lei non può prendere uno stipendio alto. è abbastanza semplice.

e cmq in generale sti scrivendo roba sempre peggiore. di quella che ti aspetteresti da uno come te. ma a 22 anni.

“Sarebbe bello se, come succede altrove, si facessero nomine per curriculum”

siamo in italia, i curriculum sono gonfiati. i pulisci cessi magicamente diventano capi di gabinetto, chi fa le fotocopie diventa responsabile del materiale propagandistico.

Apro per un momento il capito “Matteo Bordone spiega il corpo delle donne alle donne: dai fegatini all’aborto”. Definire l’aborto una scelta difficile non ha nulla a che vedere con laicità o religione: è una presa di coscienza obbligata per avere finalmente un’educazione sessuale a livello scolastico, un ruolo informativo dei consultori. L’aborto non è in discussione, non si tornerà indietro, ma manca il resto. La colpa delle due donne da te citate è essersi fermate al giudizio e non aver fatto nulla per evitare che ci si debba trovare ad un bivio senza sapere come ci si è arrivati, in un Paese in cui ci sono ancora ragazzine che credono nel bidet con la Coca-Cola come contraccettivo (e ti assicuro che ce ne sono) e che non hanno la più vaga idea di come funzioni il loro corpo. Dove sono finiti il sessantotto-amore-libero e il femminismo, se ora si lascia l’educazione sessuale dei figli ai film porno e a Yahoo Answers?

Midori, il problema è che nessuno vuole davvero, laicamente, mettere le donne in condizione di dovere abortire sempre meno; non c’è informazione e il braccio di ferro con la chiesa sulla libertà sessuale si fa sempre più raramente. Ma l’aborto resta, visto dalla politica, prima un diritto e solo dopo una “tragedia”. Almeno così dovrebbe essere. Invece la voglia di essere la donna dell’iconografia cristiana, cioè piangente, vince su tutto.

a parte l’aborto (che in questa cosa del Maaxxi non c’entra una mazza), sarebbe anche il caso di spendere due parole su ben altri personaggi che hanno raccattato e raccattano denari e referenze pascolando intorno alle idee di “Arte”, “Museo” e “XXI”

Perchè un politico li?