mercoledì 7 agosto 2013

Titire tu Annunzié!


thumb_25È una battaglia ormai datata e difficile da combattere. Sembra che l’esercito dello scrivere a caso sia composto da guarnigioni sempre più numerose. Che poi capita di sbagliare sempre tutto a tutti, e quelli che non sbagliano mai scrivono sempre nella stessa maniera. Detto questo, se usi un latinismo, che quindi alza il registro, allontana dalla platea dei lettori, dà un senso di vezzo e preziosità alla tua scrittura, non usarlo a caso, dai, perché se no sembri proprio balengo. E invece deus ex machina usato come fosse “gran visir”, “capo”, “capoccia”, “presidente”, “dittatore”, dando a deus una accezione tutta contemporanea, e a ex machina un senso automobilistico sempre fascinoso, continua ad allungare i suoi tentacoli come virus stupidello e poco sensato, più nel giornalismo italiano che nel parlato. Ché la tentazione di fare quelli studiati piace più ai giornalisti, soprattutto se stanno scrivendo dei fondi, che agli altri. Ne ho già scritto quiqui e qui. Ma siccome sono testone, torno a scriverne anche in vacanza.

Lucia Annunziata commenta la vendita del Washington Post. E mentre scalfareggia, sostenendo di avere accettato di dirigere l’Huffington Post assumendosi grandi – Lucy, dai, per favore – rischi professionali, non riesce a non usare l’espressione. Non riesce a non usarla a caso.

Viceversa il web, mosso da una tecnologia iperinclusiva, ha rovesciato l’equilibrio a favore del lettore. Al punto che da passivo che era nella tradizione, questo lettore è divenuto quasi il deus ex machina.

La cosa buffa è che c’era, questa volta, la maniera di usare deus ex machina nel modo corretto, rimandando a quel momento di molte tragedie greche in cui, con l’aiuto di una macchina di legno, dall’alto compariva una divinità, mai vista fino a quel momento, che metteva a posto le cose, e con i suoi poteri sovrannaturali interveniva sui destini dei personaggi e sulla trama della rappresentazione. Jeff Bezos, che non ha mai toccato la carta stampata in vita sua, ed è intervenuto nella vicenda della crisi del Washington Post risolvendola con mossa improvvisa e inaspettata, è per questa storia un cazzo di perfetto e scintillante deus ex machina.


12 commenti finora
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E se fosse il lettore che divenendo attivo arriva e risolve un giornalismo in crisi?

Ottimo post. Però ti chiedo: quando mai la Annunziata ti ha dato l’impressione (anche passeggera) di essere una persona di buone letture e di considerabile spessore culturale?

A giudicare dai commenti agli articoli sui giornali online, sia italiani che esteri, credere che il lettore attiva possa risolvere la crisi del giornalismo è ‘una boiata pazzesca’(cit.)

like all’immagine, soprattutto

Piuttosto che sul “deus ex machina” mi concentrerei sull’uso errato di “piuttosto che”.

Il vero genio è nel “quasi”. Quasi un’ammissione di colpa.

Io rimango sempre basita di fronte all’ignoranza di alcune persone che, sulla carta, reputo molto molto molto più colte di me. Io che cos’è un deus ex machina l’ho studiato in seconda liceo, cazzo. Avranno poca memoria. O l’alzheimer.

Ma da una che quando parla non riesce a concordare nemmeno un aggettivo con un sostantivo, cosa ci si poteva aspettare? Ti voglio bene Lucia.

Peraltro non è l’unica figata del pezzo della Lucy, visto che senza soluzione di continuità, per tutto il suddetto pezzo, ha usato la locuzione “soluzione di continuità”, come se significasse: “continuamente”. Ah, i tecnicismi

me lo aspettavo.ormai i latinismi vengono usati male, a sproposito. Io avevo perfino una prof di italiano e latino che diceva “inter nobis” invece di “inter nos”…che si riferisse alla squadra di calcio di Milano? mah?

Ho raccolto tutti i principali commenti italiani alla notizia in questo post: http://enricogiammarco.com/2013/08/11/ancora-su-bezos-e-washington-post-reazioni-e-commenti/

A me ciò che fa veramente girare gli zibidei sono i “curricula”.



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