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Mercoledì 11 Gennaio 2006

Kaiser Sose mi è sempre stato sui maroni!

Si sta manifestando sotto gli occhi di tutti quello che potremmo chiamare "the great literary popstar recchionism swindle", stanno crollando altarini, insomma non si scherza, complimenti agli organizzatori. Io l'ho sempre detestato. Sempre. Ho letto qualcosa e mi è sembrata una furbata nel peggiore dei casi (sono sfigatissimo, se mi paghi te lo racconto così ti senti meglio), robetta nel migliore (e poi mi hanno fatto anche questo e questo e questo, come potevo non andare fuori di testa?). Elephant mi è sembrata una truffa esteticamente impeccabile e il nome del pupazzo come co-sceneggiatore confermava la mia sensazione. Così come l'amicizia con una masnada di gnocche alla moda, che non vedevano l'ora di farsi vedere con il freak. E poi non c'è come uno scrittore gay in parrucca come confidente per donne distrutte col martini in mano, no? Insomma salta fuori che non c'è nessun J.T. Leroy. Niente di niente. Adesso stanno indagando, ma se tutto va come sembra una famiglia è artefice della truffa letteraria meglio architettata degli ultimi tempi. E soprattutto salta fuori che il mondo letterario nel suo complesso è una fabbrica di mattoni. Non importa cosa ci metti, nella betoniera. Loro impastano quello che c'è, infornano e fanno una presentazione alla fnac. La Tipa Precedentemente Nota Come J.T. Leroy, quella che presta il corpo e la voce al progetto, non è niente male. Si chiama Savannah Knoop.

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