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Giovedì 20 Luglio 2006

100 colpi (di stroncola dopo aver rosicato)

woodgothicA volte mi dimentico di quanto siamo un paese sessuofobo e meschino, dove se qualcuno ha successo senza passare dal cursus honorum della stima ufficiale, e magari lo fa disponendo liberamente del proprio corpo, finisce nei guai: lo sport principale degli addetti alla cultura è aspettare che cada, sperare che schianti, tifare perché il rumore del tonfo faccia dimenticare la gloria guadagnata senza il loro appoggio. A volte me ne dimentico, mi pare che siamo messi un po' meglio. Invece oggi quando ho letto questo articolo di Pierluigi Pansa, mi è tornato in mente. In questo paese è ancora osteggiata l'idea che alla gente piaccia il desiderio della carne, piaccia coltivarselo, comprarlo, eccitarsi, fare con il proprio corpo e con il proprio immaginario tutto quello che preferisce fare. Non sta bene, forse. Non si fa, evidentemente. Non in libreria. Che una palla al piede come Susanna Tamaro venda vagonate di libri smerciando buoni sentimenti in salamoia devota, questo va bene, nessuno si scandalizza tra gli organi di informazione ufficiali. Ma Melissa P. no. Melissa P. è un'adolescente di un metro e mezzo che ha scopato più dei suoi recensori cinquantenni e non è accettabile, a quanto pare. Lo racconta, loliteggia, diverte, affascina, eccita centinaia di migliaia di lettori e suscita l'immedesimazione di altrettante lettrici affascinate dall'idea di un sesso liberato, edonistico e umidiccio. Dopo di che pubblica un libro sentimentale, dove racconta l'innamoramento profondo per Thomas Fazi, il figlio del suo editore Elido Fazi (che nomi, eh?!), che vende duecentotrentamila copie. Infine, dopo aver fatto la puttanella, dopo aver fatto la sentimentale, (due ruoli ammessi a patto che si mantengano per tutta la vita stabilmente, come quando scegli tra ITIS e Liceo Classico), si permette di munirsi di cervello e pubblica una lettera aperta al Cardinale Camillo Ruini, in cui contesta la linea della CEI di intrusione sulle libertà individuali. Banalmente, esprime un'opinione laica e laicista e si contrappone, come è naturale che sia, al potere religioso e al cosiddetto rispetto del mondo culturale italiano (una posizione che si traveste sempre di buona educazione, ma confina pericolosamente con l'inginocchiatoio).
L'articolo che parla del declino delle vendite di Melissa P. è fuffa per diversi motivi, che spero vi sembrino tutti chiari alla fine di questo post, ma che sono ovviamente lampanti e impliciti per un giornalista che si occupa di cultura ed editoria in Italia. Per questo se non la cattiva fede, certamente la faciloneria e l'intento a tesi del pezzo sono certi.
Primo. Quello di Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire è stato un caso letterario. È normale che un caso letterario ottenga un risultato sproporzionato rispetto al mercato, altrimenti non sarebbe un caso letterario, sarebbe un libro di successo. Il caso letterario prevede il passaparola mertellante, prevede che si scatenino gli adolescenti e che in genere tanta gente che non legge le recensioni finisca in libreria. Un concetto chiaro all'autrice, all'editore, ai librai, al pubblico stesso.
Secondo. Chi vende duecentotrentamila copie di un libro in Italia, come ha fatto Melissa P. con il suo secondo libro, ha avuto un successo straordinario. Quindi citarlo sorvolando come se fosse il primo segno del declino è abbastanza goffo e giornalisticamente dubbio.
Terzo. In nome dell'amore, il libro indirizzato a Ruini, è un saggio. Un saggio che ha venduto trentacinquemila copie non è un flop. La puoi girare come vuoi, ma non è un flop. Se poi non è Rampini che parla della Cina e dell'India (con la promozione incrociata di Repubblica e Mondadori), ma una scrittrice nata negli anni Ottanta che scrive da donna al capo dei cardinali, non conta se non è nei primi dieci e non è un best seller e non passa di mano in mano a scuola. Quello è un libro coraggioso, onesto, che nessuno scrive mai nel nostro paese, che ha venduto trentacinquemila copie e va più che bene.
L'idea è quella degli scrittori come moloch, grandi autori, gente da premio letterario d'estate, da Versiliana, da tavola rotonda, da pippe al critico e viceversa. Invece esiste una generazione di persone che scrivono libri, guadagnano dalla scrittura dei libri, ma non vogliono rientrare nella categoria ufficiale degli scrittori, che spesso include grandi artisti che nel tripudio generale vendono ottomila copie e se la tirano da Hemingway per anni.
Insomma l'idea che sembra emergere dal pezzo, quella secondo cui Melissa P. sarebbe una che deve ancora crescere, una ragazzetta viziata che ha alzato la testa e ha preso una scoppola dalla realtà, è banale, tristemente conservatrice, perbenista, codina e sostanzialmente falsa. Le cose sono molto più semplici e normali di così. Che lo si voglia o no. Tutta 'sta polemica, tutto 'sto gossip triste, sono un'invenzione.
Tra l'altro io Melissa P. l'ho incrociata una sera qui a Milano a una presentazione di un libro Fazi: era lì col suo fidanzato editore e mi sono accorto dopo mezz'ora che era lei perché è una normale, gentile, carina, che non fa niente per farsi notare e non pratica nessuno degli atteggiamenti da scrittore che fa spesso degli scrittori, gente da calci nel culo.

Che poi se non vado errando è ciò che propone il deboscio, questa stanca estetica dei borghesi nati stanchi che fanno gesti stanchi, e se non ti fai il mazzo mal te ne incolga!

il fatto è ancora più semplice: Melissa P. non è una scrittrice. Per nulla. E' solo un'offesa alla letteratura, è un gossip per sfogare pruriti da cameretta. Dai Matteo, non me la puoi definire in altro modo.

v ma mi sembra che il problema non sussista: ha scritto due libri brutti ma non peggiori di tanta altra gente più blasonata; è che le si dà contro perché "non ha fatto la gavetta", è questo che dà fastidio ai critici. Tra 5 anni potrebbe scrivere un capolavoro assoluto, è giovanissima e il tempo per migliorarsi ce l'ha, ma nessun critico lo ammetterebbe.
Questi si incazzano con le melisse p. perché osano iniziare a vendere senza, idealmente, bussare alle porte degli scrittori affermati chiedendo: "permesso? si può? posso vendere? mi date il permesso?"

Io Melissa l'ho vista in un'intervista barbarica della Bignardi è mi è piaciuta: lucida, spontanea e pacata nei modi. Poi che scriva quel che le pare e che venda il più possibile, sputargli dietro non mi interessa. E, forse, nel 2006, l'insulto alla letteratura non esiste più.

....dai Matteo non direi che questo paese è interamente sessuofobo. Penso a nuove laiche iniziative premianti: un magistrato, da quando un prence italico - che fino a poco fa non poteva rimettere piede sul suolo natio - ha iniziato a trombare come un procione, ha emesso una sentenza per cui dall'Italia, all'esimio, adesso è severamente vietato uscire.

il mio non vuol essere un insulto, solo una riflessione: quanti giovani scrittori esistono che sanno scrivere e che non hanno la possibilità di emergere, se non grazie a "scandali" freddamente calcolati? Anch'io l'ho vista l'intervista della Bignardi, e a me Melissa è sembrata cioè che pensavo: una ragazzina furba e calcolatrice...Comunque aldilà del contenuto dei suoi libri, è proprio la forma di scrittura, il modo in cui usa le parole e si esprime che non è nulla di che, sempre secondo me..

Non ho mai letto niente di Melissa P. perche' ho sempre avuto l'impresione che fosse come v ha descritto nei precedenti post.
Leggendo l'articolo di Pansa, pero', l'idea che sia una stroncatura un po' forzata l'ho avuta...
Il dato di fatto e' che, piu' che un paese sessuofobo, l'Italia sta tornando a essere Stato della Chiesa. Basta ammetterlo con chiarezza, tanto tra un unto del Signore e un Benedetto...

Nulla da dire su quello che scrive melissa p. dato che non ho letto i suoi libri e che con molta probabilità non leggerò le sue prossime pubblicazioni (sperando per lei che ce ne siano). Fatto sta matteo che mi sorprendi quando nel post dici di non aver notato in lei nessuno di quegli atteggiamenti che assumono certi (moltissimi) scrittori che si credono fenomeni, che sono presuntuosi col mondo e che si sbattono per risultare il più possibile eccentrici. Ecco mi sorprendi, dicevo, perchè io sono tutt'ora convinto del contrario (ma magari la prossima volta cercherò di essere meno prevenuto). Una pubblicità ed un passaparola adeguata fanno miracoli, poi forse sarà l'invidia che mi porta a scrivere così...sono stato troppo lungo?!

Io proporrei al cardinale Ruini di scrivere un libro replica dal titolo "In nome dell'odio". Pansa poi, assieme a D'Alema e a tutta la triste e putrida, e speriamo sterile, razza diessina-margheritina, si è talmene moderato che adesso tra lui e Rauti quello che sta più a sinistra è Rauti, come nel caso di Faccia di topo.

Non ho mai letto nulla di Melissa P. semplicemente per disinteresse. Ma qualunque sia la forma in cui ha messo la sua "lettera aperta", per il semplice fatto di averne fatta una in un'Italia ipocrita e perbenista, pronta a baciare pantofole travestite da scarpe di Prada, non può che suscitare la mia ammirazione.

Auguro a Melissa P. tutto il successo che si merita, non so se per le doti letterarie (non sono in grado di giudicarle) ma sicuramente per le sue doti di coraggio.

Sto pensando seriamente di comprare il libro. Magari non lo leggo, ma faccio alzare le vendite ;-)

Vabbè, pensavo di aver letto Giampaolo Pansa, invece era quell'altro. Comunque Melissa P è un gran gnoccolona, i suoi libri ormai è assodato che glieli scrive qualcun'altro, magari un equipe come in america, lei ci mette solo il nome, e la faccia, gran bel faccino.

V, stessa impressione su Melissa P.
E mi chiedo, ma c'è o ci fa?
E poi non la vedo come promotrice di un sesso bello, libero, consapevole; anzi, lei stessa dice di aver sofferto di certe scelte, di essere cresciuta troppo in fretta.
Quindi non è che nemmeno la vedrei come eroina della liberazione sessuale. Ma più come consumista del sesso dove non c'è più nulla che possa essere originale o trasgressivo. E questo consumismo l'ha praticato e l'ha usato per avere successo.
E poi, come qualunque "ragazza famosa" ora vuole far sognare con la sua "melensa" (condedimelo) storia con Thomas Fazi... su su... smaliziamoci un po'...

Comunque Matteo, non ti pare di esagerare un pochino in senso opposto?
(mi sa che a sentirmi dare del pilastro mi sono montata la testa!)

Ma poi perchè smontare una scrittrice che di anni ne ha appena 21? Effalla maturare prima di scriverle il "Dalle stelle alle stalle"!!
Però, secondo me, non c'entra il fatto che l'Italia sia o meno un paese sessuofobo, il problema è sto gusto perverso dei critici che non perdono occasione per ribadirci che si, in fondo, c'avevano ragione loro fin dall'inizio...
P.S.
mi sono fatto un giro su www.melissap.org . Concordo con Lux, proprio un gran bel faccino...

** troll feeding mode: ON **
luce, luce... Ma di' un po', esattamente quanto ti rode il fatto di non poter commentare su wittgenstein?
** troll feeding mode: OFF **

(lo so, lo so.. non dovevo farlo... chiedo scusa a MB e agli altri :)

Matteo, al volo proprio. Allora, se un libro è un flop o meno, ahimé, non lo si può stabilire solo su quante copie abbia venduto, ma su quante copie abbia venduto a fronte delle copie stampate e distribuite. Faccio un esempio volante e personale. Dopo Vasco chi?, libro di successo a dispetto del mio nome stampato in copertina, io e Giuseppe Genna abbiamo dato alle stampe la biografia di Costantino (Costantino e l'impero). Il libro è stato tirato in uno sproposito di copie, perché si pensava avrebbe emulato il suo predecessore, Vasco chi?, appunto, ma così non è stato. A fronte di diecimila copie vendute, che per me e Genna sono tante, il libro non è andato bene, perché molte ne sono rimaste in magazzino (almeno altrettante). Quindi un libro che vende 250mila copie può essere un flop, se se ne tirano il doppio. Per dire. Riguardo i casi letterari, invece, c'è da dire che Melissap P. lo è stato, sia chiaro, ma che ci sono seri dubbi che sia poi lei l'autrice del libro. Non lo dico per questioni di rosicamento, del resto mi fregio di essere autore di un libro, uscito a nome di altra persona, che ha venduto molto di più del suo...
Io ho lavorato con lei ai tempi di Tutto Musica e ti giuro che, almeno in quell'occasione, ci ha fornito un testo che mia figlia di cinque anni si sarebbe rifiutata di firmare...
Su chi abbia in realtà scritto il libro esiste una mitologia piuttosto ampia, che se volete, in separata sede, vi fornisco. Fazi, per altro, si chiama Elido, non Edilo...
ciao Michele

Bravo Michele, i tuoi contributi sono sempre molto apprezzati. Ah vedi che il nome di Fazi è talmente strano che l'ho chiesto anche a Thomas lui me l'ha detto e io me lo sono dimenticato (memento: elisione, non edilizia!). Ora correggo. Comunque hai ragione dal punto di vista editoriale. Dalla parte della casa editrice è vero che la questione è quanto tiri/quanto vendi. Per assurdo anche un libro di Stephen King potrebbe produrre una perdita per la casa editrice, se ne stampassero troppi o sbagliassero i tempi di magazzini e ristampe. Ma c'è un altro punto di vista oggettivo, di penetrazione nella società, di vendite in assoluto, che non ha a che fare col mondo editoriale ma con quello dei lettori. E io ho l'impressione che Melissa P. sia (piaccia o no, abbia scritto lei o no qui non conta) una che vende molto e che ha scritto un libro in risposta al cardinale Ruini che ha venduto 35000 copie. Poi loro avranno tirato troppo. Ma allora l'articolo deve parlare del fatto che l'editore si è fatto coinvolgere e ha perso la bussola sulle tirature, non del fatto che il libro non va o vale. Cioè quel dato che dici tu, sacrosanto, è più da addetti ai lavori che altro. Sarebbe come se Antonio Dipollina recensisse un programma TV parlando di come Sipra o Pubblitalia hanno piazzato i cluster pubblicitari. L'intento ditino alzato mi pare evidente e insopportabile.

Per me la sessuofobia c'entra poco è più questione di invidia (di scrittori da 1.500 copie autopagate) e di libertà per cui in libreria c 'è spazio per Saramago e per Harmony e ognuno si compra quello che preferisce. Deciderà poi la storia sui capolavori...

Faccio presente che il v di prima non sono io (che sono V), giusto per evitare confusioni.
"In nome dell'amore" non solo è un saggio, non solo non ha dentro sesso e un po' di lolitismo, ma ha anche ricevuto una pubblicità assolutamente inferiore a "L'odore del tuo respiro". Poi lo trovi negli autogrill lo stesso, ma non è "il nuovo libro di Melissa P."

Genna una volta aveva anche scritto su Macchianera che Melissa P. era lui, ma non so se gli hanno creduto in molti.

Però dico, lei diventa famosa per aver fatto un calendario su Max. Non è che mi importi dei suoi costumi sessuali, non è questo il punto. Ma se pubblica un libro così sarà consapevole del genere di pubblico che va a leggerselo: quello che appende il calendario di Max in camera - il più maschilista (e talvolta anche sessuofobico)che c'è.
E' chiaro, normale, e tutto sommato giusto che quando scrive un saggio banalissimo (almeno a quello che ne ha detto il paio di volte che l'ho vista in TV parlarne) sulla laicità dello stato, molti si mettono a ridere.
Un po' per il mittente e un po' per il destinatario.

Sarà che son depresso perché ho letto che Chiappucci andrà all'Isola dei Famosi. El Diablo...

allora lo scrivo anch'io un saggio e scrivo direttamente indirizzato al Papa... ecco (quasi quasi... :-P)

@ Nandina: l'idea ce l'ho avuta anch'io da tanto, ma mi riuscirebbe difficile epurarlo dagli insulti...

Matteo, l'ho detto (o forse solo pensato, ero di fretta), la mia era una puntualizzazione tecnica, scritta da uno che lavora nel settore da un po' di anni, e che pubblica pure libri. A voler essere malfidenti, verrebbe da dire che, da quando l'allora editor di Fazi, Simone Caltabellota, ha mollato la nave, Melissa P., non ha più venduto tanto. Ma io non sono malfidente, quindi tiro innanzi. Sai che c'è, quando ai tempi tutti rosicarono per Brizzi, cominciarono a tirargli dietro la sfiga, e lui è passato, col tempo, dal milione e passa di Jack Frusciante alle poche migliaia di Rizorama. Tradotto, Brizzi è finito e ha trent'anni. Melissa P. sta incamminandosi su quella strada, anche perché, a differenza di Brizzi, ha basato tutto, ma proprio tutto, sulla pruriginosità e il lolitismo. Suona male, ma ormai è vecchia per quelle robe lì, e non è neanche sta gran bellezza (anche qui sono tecnico, chiaramente, parlo da un punto di vista di marketing editoriale). Insomma, ce ne sarà una più giovane, più porca e più carina. Basta cercare. Riguardo invece alla coglionaggine della "razza scrittore", be', lì si può dire tutto e il contrario di tutto. Temo solo che oggi, rispetto al passato, essere uno scrittore sia diventato un po' più vergognoso. Nel senso che un tempo uno che scriveva e pubblicava libri era un intellettuale, ora è uno che vuole finire all'Italia sul due a parlare di minigonne. Io, chiaramente, non concordo con questa realtà, ma sono un provinciale, e son fatto male...

Semplificando all'estremo:
1. La societa' e' fondamentalmente bigotta; le ragioni e i promotori della cosa son tanti, ma diciamo che a chi conta va bene cosi'.
2. Tutti zitti e la gente, che sotto sotto a fare i bigotti un po' le pesa, pian piano si rilassa, si smolla un po'... E allora?
3. Serve una roba per dare un po' la scossa: per esempio, una ragazzina che scrive un libro dicendo che si e' trombata mezzo mondo e spiegando i dettagli (semplifico e non ho letto il libro). Fa niente (o non importa) se non c'e' una ragazzina cosi', basta trovarne una che il libro lo firmi.
4. Il libro vende perche' se ne parla e perche' la gente e' curiosa.
5. Il libro e' uno scandalo, la gente ne parla, i moralizzatori ne parlano e lo condannano, ricordando la morigeratezza dei costumi e i peccati...
6 e ultimo. La gente si e' un po' sfogata leggendo i cazzi di 'sta ragazzina (rimanendo nella metafora, senno' e' volgare...) ma poi si e' sorbita un polpettone moralizzatore 100 volte maggiore.
A me sembra che tutto sommato Chiesa e chi per essi possano sopportare di buon grado che una pulce come Melissa P. alzi la voce ogni tanto: questo da' loro l'occasione di schiacciarla quando vogliono e far pure notare a tutti che lo stanno facendo...
Minchia, scrivo sempre troppo, ma volevo riportare un po' la questione al di la' di Melissa P., che peraltro se Genna dice che e' lui, io gli credo!

Sempre per la cronaca (o per essere tecnici), manca un particolare, a mio avviso fondamentale: Melissa P., per un bel pezzetto, almeno per le prime 500mila copie, era un nome, punto e basta. Nessuno sapeva che faccia avesse, perché, dicevano, volevano difendere la sua minore età. Ottima idea, ci mancherebbe altro. Poi è saltata fuori Melissa Panarello, che in effetti ha la faccia da lolita (anche se a cercare un po' di più si trovava anche di meglio). Lei è andata da Costanzo, e poi ha compiuto 18 anni. E poi è diventata famosa, etc etc. Del resto, non dimentichiamolo, Melissa P., arrivava buona seconda dopo il mini-caso editoriale (almeno, mini in Italia)J.T.Leroy, scrittore maledetto, ex femminiello con vaghe parvenze alla Michael Jackson, che alle presentazioni italiane dei suoi libri si nascondeva sotto i tavoli delle librerie e parlava con una vocina esile, di uno che è stato costretto a prostituirsi dalla madre prostituta. Peccato che poi sia venuto fuori che J.T.Leroy non è mai esistito, ma che si trattava di una attrice che prestava la faccia e il corpo a un'idea di una scrittrice americana. Con buona pace di Elido Fazi e di Asia Argento (che ha raccontato la sua storia in un film...)... Come direbbe De Carlo, due di due...
Questo per la cronaca.

Anche a me era venuto in mente J.T. Leroy.
Non sapevo nemmeno come fosse fatto.
Ho realizzato che la storia raccontata voleva essere "autobiografica" che ero già oltre metà libro.
E a me "Ingannevole è il cuore più di ogni cosa" è piaciuto, ma come libro in sè.
Meno il battage mediatico intorno, che non mi interessava.
Forse se leggessi Melissa P. mi piacerebbe?

E del caso di tre metri sopra il cielo ne vogliamo parlare?

Una cosa sono i casi letterari, l'abilità e la spregiudicatezza nella promozione di qualcosa (fino alla falsificazione) e un'altra il "valore" (al di là dei contenuti, che siano dissacranti in una società bigotta o meno) dell'opera.

Un'ultima cosa e chiudo, anche in Francia, che paese bigotto non è, era stato un caso il libro "La vita sessuale di Christine M." (credo che in Italia sia uscito con questo titolo) in cui la signora Christine, dall'alto del suo snobisbo intello-bourgeois, raccontava per filo e per segno tutti i suoi amanti.
Non è che non se n'è parlato.
Il sesso, che si sia o no un paese "evoluto" crea curiosità e un po' di "scandalo", perchè per libero che possa essere è sempre qualcosa che riguarda una sfera molto intima ed il livello di pudore di ciascuno (che non c'entra con la cultura o la religione).

Che cosa voglio dire con tutto ciò?
Non lo so, sono quasi le 18.00 e io non oso uscire dall'ufficio perchè fuori fa un caldo atroce!
Buon we!

Nandina:
D'accordo che il sesso fa sempre scandalo perche' "per libero che possa essere è sempre qualcosa che riguarda una sfera molto intima ed il livello di pudore di ciascuno" ma le posizioni pubbliche assunte da personaggi, a loro modo, influenti a riguardo, quelle si', esulano dalla sfera privata e, a ragione o a torto, a me sembrano tentativi di indirizzare le scelte della societa'...
Questo invece per far capire che da me la giornata e' ancora lunga, fuori piove e l'umidazza che c'e' mi fa star male, in laboratorio non ho un cazzo da fare e, cribbio, e' il 21 (?) luglio e di vacanze neanche a parlarne...

Ok, ma io parlavo solo del caso "melissa p.", non del clericalismo e bigottismo del nostro paese che c'è, ma, nei fatti, secondo me con minore stacco di quanto si pensi rispetto ad altri paesi... Zapatero in Spagna non è "la regola"... certo, però, sarebbe bello... ufff... non si sogna di lunedì mattina... vietato!

caro matteo, ho riportato questo post sul mio blog, se non ti dispiace. grazie per quello che hai scritto, grazie per averlo scritto bene. la cosa che qui vorrei dire è che non ho tutta 'sta fretta di vendere migliaia (o milioni) di copie. è già accaduto, quattro anni fa, e non è nel mio interesse di autrice ripetere quel successo.
quello che dice michele monina (che fa il ghost writer e quindi pensa che tutti facciano il suo mestiere) non è solo falso (ma dovrei ancora ripeterlo, dopo quattro anni e tre libri?) ma anche profondamente banale, dal momento che sono anni che mi sento dire di non essere la vera autrice dei miei libri. se prestassi solo la mia faccia e il mio nome, non solo potrei fare l'attrice a hollywood, ma mi romperei decisamente i coglioni.
e comunque, prima di parlare informati: erano state vendute "solo" 10.000 copie prima che mi mostrassi ai lettori. 'sta faccia da lolita la vedi solo tu, confondi l'adolescenza con il lolitismo, che sono due cose differenti: avevo 17 anni ed è ovvio che avessi una faccia da 17enne (purtroppo, o per fortuna, la natura mi ha regalato una faccia da bambina). il secondo libro ha venduto 230mila copie su 250mila stampate, non mi sembra sia stato un flop. umberto eco ha venduto tanto con il nome della rosa, ma poi gli altri libri sono stati un flop. ovviamente di umberto eco non parla nessuno.
detto questo rimango sempre più stupefatta dalla gente che pensa che il successo di un autore dipenda dalle copie vendute sapete che vi dico, senza essere retorica? che ho avuto molto più successo con "in nome dell'amore" che con gli altri due libri. è grazie a quest'ultimo libro se lettori che prima non mi stimavano oggi lo fanno. è un libro che ha ricevuto pochissime critiche negative e, quando ciò è successo, è stato perchè chi criticava era cattolico. siccome la gente non sa più dove agrapparsi per gettarmi merda addosso, adesso tira fuori la faccenda delle copie vendute. ma questa gente non sa che non me ne può fregar di meno, che la mia vita è una cosa più complessa e che la mia felicità non si basa sul posto in classifica che i miei libri si guadagnano.
alcuni sono come quei mariti gelosi che pensano che la moglie li tradisca, quando sono loro a tradirle. alcuni pensano che il successo dipenda dai soldi che fai e utilizzano un metro di giudizio che non vale per quelle persone che credono che il successo, quello vero e sincero, sia altra cosa.

ps: non so a che calendario vi state riferendo: io non l'ho mai fatto!

Melissa, mi trovi assolutamente d'accordo da quando parti dicendo: "detto questo rimango sempre più stupefatta dalla gente che pensa che il successo di un autore dipenda dalle copie vendute..."
Ho sempre pensato che nel caso di opere personali, come un libro credo sia, il miglior metro di giudizio sia la soddisfazione dell'autore: a te che l'hai scritto piace? Ok, missione compiuta. Se poi piace anche ad altri, tanto meglio!
Detto questo, continuo a sostenere che questa discussione NON dovrebbe incentrarsi sul caso Melissa P., ma allargarsi all'analisi di cio' che oggi influenza la societa', non solo italiana, ma occidentale in genere (@ Nandina...).
Dell'Oriente, medio o estremo, non parlo. Non so. ;)

robi scusa, ma non sono del tutto d'accordo.
Dal momento che un autore pubblica (rende pubblica quindi) una sua opera vuol dire che vuole comunicare qualcosa al maggior numero di persone possibile. Perchè ha da comunicare un messaggio (alto basso, profondo o no, non importa), uno stile, una forma e un contenuto.
Non ti interessa forse che sia condivisibile, ma che raggiunga il pubblico sì.
Altrimenti scrivi un diario (nemmeno se apri un blog lo fai per te, ma per esprimerti nei confronti degli altri, altrimenti non lo pubblicheresti on-line, giusto?).
Su cosa influenzi la società occidentale in genere... be', è una somma di cultura, mezzi di comunicazione, religione e modalità del ricambio generazionale. E poi è un cane che si morde la coda... e io non sono una sociologa :-P

cara nandina hai ragione.
chiedo scusa per essermi espressa male e frettolosamente: volevo dire che ora non ha più importanza vendere tante copie, che i miei obiettivi sono altri, semplicemente perchè ho già il mio pubblico forte e il mio seguito. credo che il successo dipenda anche molto da quanto un autore riesca a crearsi uno zoccolo duro di lettori. io posso dire che ce l'ho (le 35mila copie mi sembrano una testimonianza).
non sopporto quegli scrittori e, in generale, quegli intellettuali, che pensano che vendere tante copie sia poco nobile: tutti vogliono vendere tanto, tutti per motivi diversi. alcuni lo fanno certamente per soldi, altri lo fanno per, come dici tu, comunicare quanto più possibile. se così non fosse terrebbero il loro manoscritto a casa. "io scrivo solo per me" è una stronzata colossale.

Ecco lo sapevo che toccavo una questione scottante... Centrera' anche un cazzo con il topic, pero' ormai va cosi'...
Premettendo che indubbiamente ognuno la vede a modo suo e che la mia e' una visione del tutto soggettiva che applico nel mio piccolo, la "composizione" di una qualsiasi opera di espressione artistica, per me, e' qualcosa che nasce dall'artista e finisce con l'artista. Certo che un libro e' fatto per essere letto, un quadro o una scultura per essere vista, ma il riscontro dello spettatore, almeno per me, e' tutt'al piu' una gratificzione per l'artista... In soldoni, se tu per primo non sei soddisfatto della tua opera neanche ti sogni di esporla al pubblico.
Per questo dico "a te che l’hai scritto piace? Ok, missione compiuta. Se poi piace anche ad altri, tanto meglio!"
Parlando sempre a titolo personale, se l'obiettivo di un artista e' quello di vendere allora l'arte dove sta?
Per rispondere direttamente a Melissa, e' ovvio che sia insopportabile il pensiero che vendere molte copie sia poco nobile (qualita' e quantita' in questo caso non sono correlate e il gusto e' soggettivo). E' altrettanto ovvio che se uno campa della sua arte, vuole anche vendere molto per avere i soldi per campare... Ma ricordiamoci anche che uno dovrebbe scrivere (per restare nell'ambito letterario) solo quando ha qualcosa da dire (comunicare, foss'anche raccontare una bella storia) e questo non e' detto succeda con regolarita'...
Insomma, perche' dico questo?
Perche' io disegno, neanche male a giudicare dai giudizi che raccolgo, ma non e' la mia professione. Quando ho voglia di fare qualcosa la faccio, cercando di soddisfare il mio sofisticatissimo gusto :) Se poi piace anche ad altri, mi gongolo; per il resto continuo a guadagnarmi il pane studiando il sistema immunitario degli insetti...

Melissa (quella P.), io credo (o temo) di essere bene informato. Non ho detto che il tuo secondo libro è stato un flop, ho detto in che caso un libro viene definito un flop (differenza tra stampato e venduto). La tua faccia da adolescente (o lolita, non venirmi a spiegare cosa sia una lolita, non te l'ho chiesto e non credo di aver bisogno delle tue spiegazioni) l'hai mostrata al grande pubblico ben dopo le 10mila copie, perché a quella cifra nessuno aveva ancora interesse a vederla la tua faccia. Se a distanza di tre libri ancora c'è chi, come me, per altro, sostiene che tu non sia l'autrice dei tuoi libri, probabilmente è perché, a partire anche dai tuoi post, qualche dubbio al lettore lo metti. Lo ripeto (non faccio tante teorie, ma mi baso su esperienze di vita vissuta), il pezzo che hai (avresti) scritto sul tuo incontro con Tiziano Ferro era impubblicabile, per cui, o non hai scritto tu l'articolo o non hai scritto tu i tuoi libri. Questa, chiaramente, è una mia opinione. Mia e di parecchia altra gente, soprattutto del settore, ma, forse, anche questo non dimostra nulla... Ultima cosa, non pensi che metterti sullo stesso piano di Umberto Eco rasenti un po' il ridicolo?

mi sono forse messa sullo stesso piano di umberto eco?
caro monina, il pezzo su tiziano ferro l'ho scritto fra una lezione di italiano e una di greco, non mi stupisce che fosse impubblicabile come dici tu. converrai con me che fra scrivere un romanzo e scrivere un pezzo su tiziano ferro su tuttomusica, ce ne passa.
la tua non è una semplice opinione: è un'illazione, carica di rancore e intrisa di cattiveria spicciola e gratuita. se non credi che abbia scritto i miei libri, allora ci sono due spiegazioni: o i miei libri sono scritti così bene da essere tanto diversi e dai post e dagli articoli su giornali musicali, oppure scrivo male i libri tanto quanto scrivo male i post e gli articoli sui giornali musicali. se tu vedi tanta differenza fra i miei libri e le cose che scrivo quando ho del tempo libero, non è perchè a scriverli sono due persone differenti, ma perchè (forse un grande scrittore come te lo intuisce) ci tengo a pubblicare libri che siano un tantino migliori dei miei articoli. e poi, scusa, ma ti contraddici: se esiste un ghost writer alle mie spalle, perchè non scriverebbe a questo punto anche gli articoli? sarebbe tutto molto più semplice, no?
la mia faccia l'ho mostrata dopo semplicemente perchè i miei genitori mi hanno vietato, inizialmente, di farlo. da qui anche la decisione di lasciare del mio cognome (panarello) una semplice p puntata. se vuoi un giorno ti racconto la storia, ma per ora ti dico che i miei genitori erano contrari alla pubblicazione del libro e quindi hanno imposto, a me e alla casa editrice, certe cose di facile realizzazione: niente foto, identità nascosta e nessuna intervista dal vivo. poi li ho convinti a ripensarci, dopo ben 4 mesi. le cose sono molto più semplici di quello che pensi: vedete complotti ovunque, voi tutti. rilassatevi.

Michele, mi sembra che tutto sommato Melissa non dica minchiate (Eco, ghost writers e identità nascoste)...
Per tutto quello che ho detto sopra (cioè che uno in sostanza si esprime con qualsivoglia forma d'arte essenzialmente per sè stesso no, Melissa, non è una stronzata), alla fine se lei, o chiunque altro, non scrive veramente i suoi libri, saran cazzi suoi!
Mi sembra comunque peggio chi i libri allora li scrive per davvero e poi non li firma...
Sempre da ignorante in materia,
cordialmente.

Intendiamoci, si tratta di professionalità (rispondo sia a Melissa che a Robi). Non capisco perché uno debba trattare con differenza articoli e libri, visto che, con le dovute differenze, ma firma entrambi e per entrambi viene pagato. Io, cara Melissa, non penso che i tuoi libri siano scritti particolarmente bene, ma neanche particolarmente male. Non entro nei contenuti, non mi interessa, ma la forma tradisce, sempre a mio modo di vedere e a modo di vedere di altri, molti altri, addetti ai lavori, un mestiere che è impensabile tu abbia già acquisito a sedici diciassette anni, tanto più se poi gli articoli, a scuola o in cameretta, li scrivi a quella maniera. Non ho nessun tipo di livore nei tuoi confronti, figuriamoci, non ti conosco di persona e quindi parlo solo del tuo "personaggio pubblico", non di te, trovo onestamente ridicolo il fatto che una che ha basato sull'ambiguità buona parte del suo successo (io posso pure confondere adolescenza e lolitismo, ma tu o chi per te no...) poi si senta piccata del fatto che gli altri le imputino una certa ambiguità. Probabilmente se sin dall'inizio avessi mostrato cognome e visino la gente non avrebbe abboccato all'amo (e, lo ripeto, non a caso il tuo editore è quello di J.T. Leroy). Illazioni? Può darsi. Io la penso così. Al volo poi per Robi. Spiegami che c'è di male nello scrivere libri e non firmarli. O meglio che c'è di peggio di chi li firma e non li scrive. Davvero non ti seguo.

Il ghost writer è un mestiere.
grandi scrittori del passato l'hanno fatto.
Non c'è niente di male. E con questo chiuderei la querelle ;)
Non credo, a dire la verità, ci sia niente di male nemmeno ad approfittare delle "falle" del mondo mediatico per costruire intorno ad un "opera letteraria" (virgolette d'obbligo)anche un personaggio (in fondo anche gli scrittori che i loro libri li scrivono lo fanno... non ditemi che Baricco non recita un po' un personaggio, per nominarne uno a caso)che sia o no la persona che ha scritto il libro in fondo poco importa. Non è forse onesto nei confronti del pubblico, ma in fondo non si fa altro che raccontare loro quel che vogliono farsi raccontare. Quando ho scoperto che la storia di J.T. Leroy era una "bufala" non ho cambiato opinione sul libro (ma mi ripeto, l'età comincia a fare brutti scherzi...).

Detto questo atteniamoci al "visibile" (io sono una povera lettrice e spettatrice televisiva, non ho alcun accesso ai "retroscena" quindi posso solo immaginare, al massimo, ma non ho ulteriori elementi).
E dal "visibile" io posso dire che:
1) "100 colpi di spazzola" non l'ho letto perchè, è un tipo di letteratura che non mi interessa (questione di gusto) Tra l’altro questo genere di letteratura volutamente ammiccante e "pruriginosa" non mi interessa anche perchè, secondo me, non fa che sfruttare, traendone grande vantaggio, l'arretratezza di cui Matteo nel post accusa il nostro paese. Insomma, la liberazione sessuale non passa da lì... se fossimo un paese emancipato da quel punto di vista probabilmente il libro di Melissa avrebbe venduto molto meno, Mi sbaglierò...quindi altro che paladina della libertà sessuale, sfruttatrice della nostra arretratezza! Altro che vittima, carnefice(ovviamente estremizzo)!
E poi e, come dice Kundera, "la vita è breve e la lettura è lunga", non ho abbastanza tempo per leggere tutto, visto che non faccio li critico letterario di mestiere. E più di una persona del cui giudizio mi fido l'ha letto e mi ha tranquillizzata sul fatto che non stavo perdendo il capolavoro del secolo, quindi non sono tra i 250.000 lettori. Non mi esprimo dunque sulla

2) Di melissa "personaggio pubblico" so poco, anche io ho visto l'intervista barbarica, ho letto un'intervista su "Viaggi" di Repubblica la scorsa estate (ok, non è una gran fonte... me ne rendo conto) e poco altro. Da quel poco che so e che vedo però non vedo nemmeno un personaggio così incredibilmente "contro" o "trasgressivo". Melissa, visto che leggi, scusami, non è un attacco personale, sono le mie riflessioni basate sull'esperienza personale... Di ragazzine di provincia che reagiscono ad una società sessuofoba e opprimente in modo "estremo" (e non parlo di cosa si fa, ma magari dell'eccesso nell'ostentarlo, come a dire "vi sbatto in faccia quello che non volete vedere", entrando nello stesso meccanismo perverso, rendendo trasgressione ciò che non dovrebbe esserlo, visto che non dovrebbe riguardare gli altri ma solo noi stessi, volendo essere considerate “trasgressive”, “oscene”, “fuori dagli schemi”)ce ne sono a pacchi (ne conosco tante anche io, viste le mie origini siciliane). Non mi pare però un modo "sereno" di vivere la propria sessualità (e la stessa melissa lo ha detto in diverse occasioni, mi pare), ma soprattutto mi pare una forma perversa di omologazione allo schema (“volete la ragazzina casa e chiesa allora io sarò l’estremo opposto”… e l’opzione “essere sé stessa” non è contemplata?). Insomma, niente di nuovo sotto il sole... da "volevo i pantaloni" non è cambiato nulla, sembrerebbe...
La vera "rivoluzione", secondo me, sarebbe vivere in quelle società fregandosene davvero del giudizio, comportandosi come si ritiene giusto non per dare scandalo, tanto lo si darebbe comunque, ma per realizzarsi, per sentirsi bene con sé stesse (oddio sembro Donna Moderna!). Questo, fare diventare "forzatamente" normale quel che in una società normale non è secondo me vuol dire essere delle "rivoluzionarie".
Poi siamo ovviamente tutti liberi di essere come ci pare. Se uno è riservato può esserlo se è esibizionista anche. Ma una volta che diventi un personaggio pubblico (250.000 copie vendute ti rendono un personaggio pubblico) ti devi beccare le critiche, oltre agli elogi. E quindi se io penso che un po’ melissa p. “giochi” a fare quella che non si capisce se “c’è o ci fa” lo devo poter dire. E che fa un po’ la “lolita” anche (scusa l’ignoranza ma “lolita” non è che facesse la ragazzina era una ragazzina, no?) etc…

3) su flop e successi letterari. Non mi pare che 35.000 copie vendute di un (saggio?ok, chiamiamolo saggio) siano un flop. Dirlo è pretestuoso, su questo sono d'accordo con Matteo. Trovo anche superfluo che Pansa si sia sentito in dovere di sproloquiare su successi ed insuccessi di qualcuno. Una cosa è Eco che ti spiega perché il Codice da Vinci non è un libro di storia (visto che molti ingenui l’hanno creduto…), un’altra è il giornalista invidioso che si mette in cattedra sapendo di fare proseliti. Quello che mi interessa è sempre il "valore" dell'opera. E su quello non mi posso esprimere, visto che non l'ho letta.Un'intervista televisiva non basta a tirare conclusioni (da quella mi verrebbe da dire niente di nuovo nei modi e nei toni, ma come dicevo, non basta...). In ogni caso non mi pare il peggio che ci possa essere

Insomma, per concludere …
“Tutti scrivono, tre penne 100 lire!”
(la frase di un venditore ambulante presa a prestito nel mio lessico famigliare quando si osserva lo scarso valore di ciò che viene pubblicato).

Matteo, scusa la lunghezza, ho proprio strafatto questa volta. Ma con i commenti sparsi non riuscivo a farmi capire bene. Se ho esagerato cancellami senza pietà!

Quasi quasi autocito questo commento sul mio blog ;-)

oggi ho voglia di raccontare una storia.
avevo 16 anni e come tutti gli adolescenti ero accecata dal sesso e da tutto ciò che da esso ne deriva. leggevo su internet racconti erotici, mi piacevano. leggevo libri erotici/pornografici come opus pistorum e le età di lulù. premetto che prima di allora avevo scritto molte poesie e qualche racconto, un romanzo a nove anni (rimangono poche pagine, ormai).
un giorno uno dei miei amanti (che brutta parola, ma non ce ne sono altre, non era un innamorato) mi chiede se ho voglia di scrivere sui nostri incontri. sì, perchè no, gli dico. nasce il primo dei racconti che andranno a formare "100 colpi di spazzola". all'inizio il libro non è scritto in forma di diario, ma appartiene più al genere del memoir (stilisticamente parlando). "100 colpi di spazzola prima di andare a dormire" era una cosa che mi diceva mia madre tutte le sere, perchè secondo lei era un'usanza principesca. ma questo è un problema suo. a me la frase piaceva e volevo usarla da qualche parte. il libro aveva diversi capitoli, quello inziale si chiamava "bocciolo di rosa" che oggi gira su internet spacciandosi come l'embrione di "100 colpi". è falso. a scuola portavo ogni giorno il mio manoscritto e lo leggevo in classe, volevo un parere da parte dei miei compagni. ho fatto molte fotocopie, al tempo, e non mi stupisce che qualcuno se le sia tenute e al momento opportuno e le abbia tirate fuori. contatto diverse case editrici, mando e-mail a raffica spiegando chi sono, cosa faccio e quello che ho scritto. ingenuamente deposito i diritti alla siae. mi rispondono due case editrici: pizzo nero di gianfranco borelli, specializzata in letteratura erotica e fazi editore. giacchè ho sempre pensato che il mio libro non fosse erotico nè pornografico, ma raccontasse l'amore inseguendo un percorso "alternativo", non me la sono sentita di rispondere a pizzo nero e ho optato per la fazi. simone caltabellota è il mio interlocutore, mi dice che quello che ho scritto è bello, ma che secondo lui dovrebbe cambiare forma narrativa. in seconda stesura cento colpi diventa un romanzo tradizionale, con inizio e fine. simone e io ci accorgiamo che in questo modo si perde molto l'anima della protagonista, che quell'introspezione che prima c'era adesso è perduta. mi invita a scriverlo sotto forma di diario. lo faccio, gli piace. c'è da convincere i miei genitori a porre la firma sul contratto (ero minorenne e non potevo): simone è molto diplomatico e ci riesce.
non ho mai voluto fare la lolita ne' tantomeno era mia interesse trasgredire: io ero semplicemente così, e se questo può sembrare un clichè posso confermare che i clichè diventano tali proprio perchè il fenomeno è assai comune e diffuso. quindi, nandina, so che ci sono centinaia o forse migliaia di adolescenti come lo sono stata io: la differenza fra me e loro è che io ho raccontato quello che si prova ad esserlo in un mondo che ha perso le sue virù (non valori, attenzione) e che non regala niente se non in cambio di qualcosa. d'altra parte non mi sembra di aver mai detto che quello che ho scritto fosse una cosa originale e mai sentita. io ho scritto e pubblicato nella totale inconsapevolezza di quello che il libro sarebbe un giorno diventato, e di questo me ne dovete dare atto. certo che mi incazzo quando gli altri mi considerano ambigua! a 17 anni ero la malizia fatta persona e non per "esigenze editoriali", ma perchè le esperienze che avevo vissuto e le persone che avevo incontrato mi avevano insegnato (ah, cattivi maestri!) che per essere accettati bisogna prima dare e poi, nel caso ricevere. io davo, davo molto (pensate pure al peggio) speranzosa di ricevere qualcosa in cambio: una relazione, una storia che non fosse solo sesso. basta parlare con un qualsiasi adolescente e ti dirà le stesse parole. poi sono cresciuta, ho incontrato un altro tipo di umanità e con naturalezza ho modificato il mio sguardo sulle cose e sulle persone. ma questo non succede forse a tutti?
monina, tu dici che è impensabile che una di diciassette anni potesse aver scritto un "libro scritto nè così bene nè così male": ma ti rendi conto di quello che dici? ma hai letto i libri scritti da alcuni quarantenni? ci sono volte in cui un 16enne scrive molto meglio di uno di 40. se pensi che ciò sia impossibile, non solo hai una pessima visione dell'adolescenza (pensi che siamo illetterati e incapaci di mettere due parole dietro l'altra?) ma hai dei preconcetti che non fanno certo bene ad uno scrittore come te.
ripeto anche: se scrivo articoli differenti dai miei libri non significa che a scriverli siano due persone diverse, ma semplicemente perchè ci metto più testa nel fare le cose che veramente mi piacciono (scrivere romanzi, ad esempio) che nel fare quelle commissionate. per natura sono fatta così e applico questo ragionamento su tutto quello che faccio. un libro, poi, si scrive in un anno. un articolo in mezza giornata. ce ne passa, caro monina. nei romanzi crei una tua realtà, negli articoli devi riportare una realtà oggettiva: anche qui, bella differenza, sono più abile a fare la prima cosa.
certo è frustrante.
è come se mettessi alla luce mio figlio, lo partorissi con dolore e fatica e poi qualcuno dicesse che io non sono la madre, che la madre è un'altra. non ho strumenti a parte questo lungo post per dimostrare che i miei libri sono frutto della mia penna. chi mi vuole credere mi creda. chi non vuole continui a scrivere i suoi libri come ghost writer rinchiuso nel suo caldo guscio sicuro che nessuno gli verrà a rompere i coglioni. perchè è molto più facile non rivelare la propria identità che doverlo fare, i pericoli si riducono a zero. per me la letteratura è coraggio: quando scrivi una cosa, qualsiasi cosa, non devi vergognartene, devi firmarlo con il tuo nome e devi rivendicarlo tutte le volte che puoi. io, la penso così.

Melissa cara, non me ne volere. Ti ho espresso (firmandomi con nome e cognome) quello che penso. Punto. Non so a chi ti riferisci parlando del ghost writer che scrive al sicuro i libro che poi firmano altri. Le cose, ahinoi, non stanno così. Il GW è una figura esistente in natura, che scrive i libri commissionati da case editrici o da "autori" che non li sanno scrivere. Io, nella mai vita, ne ho scritti alcuni, non per paura di firmare, ma perché non avrebbe senso, per dire, che io firmassi la autobiografia di pinco pallino. Poi scrivo e firmo anche libri a nome mio, ci mancherebbe. La mia non voleva essere una difesa della figura del GW, ma solo una costatazione dei fatti. Ti ripeto, non ho nulla di personale contro di te, non ti conosco. Riguardo all'incazzatura rispetto all'ambiguità, veditela col tuo editore, non con chi questa ambiguità se l'è trovata confezionata di fronte. E' curioso che mi trovi a vestire i panni del moralizzatore, perché, lo ripeto, volevo solo dare il mio apporto tecnico, da addetto ai lavori. Non parlavo d'arte, non me ne volere, ma di prodotti, c'è una bella differenza. Passa una buona estate, Michele

guarda che sono i tuoi difensori che fanno di te un simbolo che, apparentemente, da quello che dici, non vuoi essere.
E i fatti, la mediatizzazione del "fenomeno" melissa p. hanno fatto lo stesso.
Tu non volevi? Tu "sei" un'altra cosa? Non era tuo interesse trasgredire?
Mi dispiace, ma il ruolo che gli altri ti attribuiscono è indipendente dalla tua volontà e ricade inevitabilmente su di te. Le persone ti leggono, ti ascoltano, ti vedono e si fanno un'opinione...
E' il prezzo della notorietà!
Forse la non sei poi così maliziosa se non ci hai pensato da sola, ed io non credo che sia così (ma non ti conosco...).
Ed è per questo che mi chiedo "ci sei o ci fai?", sei ingenua o vorresti che ti credessimo tale?

Quando dico che "non dici niente di nuovo" è a chi ti difende come paladina della libertà sessuale contro qualche vecchio barboso oscurantista che rispondo, non "strettamente" e "direttamente" a te (per farti un esempio, se sto discutendo con un amico della sua posizione su un articolo non sto rispondendo al giornalista e di solito non ho il "privilegio" di interpellarlo direttamene... :-P).
In fondo non è più importante chi e cosa tu sia esattamente, bensì come viene interpretata la tua opera. Questo figlio partorito con tanto dolore cammina con le sue gambe ormai.

E' un peccato che tu non dedichi la stessa attenzione ad articoli e libri. Se ami la scrittura non dovresti permettere a te stessa di avere due pesi e due misure. Gli articoli di cronoaca nera di Buzzati erano dei capolavori di letteratura. Lo stesso dicasi per quelli di Pasolini etc...

Infine, e scusami se faccio la "vecchietta" che ti spiega il mondo, chiedi a chiunque con un minimo di sensibilità, non solo ad un adolescente, e ti dirà che cerca l'amore, una relazione che non sia solo di sesso.
Ognuno ha il suo modo per raggiungere l'obbiettivo, alcuni principalmente attraverso il sesso, altri in altro modo. Nessuna di queste vie è condannabile.Ti contesto, perchè sembrerebbe essere il tuo atteggiamento, il fatto che la tua esperienza della vita sia maggiore di quella di altri. Il mondo si conosce anche attraverso altri strumenti, anche da adolescenti.
Ora però la smetto. Sto diventando noiosa... e poi devo pur lavorare, non ho un romanzo nel cassetto per Fazi, sono troppo pigra! ;-P

ingenua ci sono. non voglio che gli altri mi vedano in un certo modo, che mi vedessero come gli pare! però sono stanca di dover dire, ormai da anni, che non ho pubblicato il mio libro nè per soldi nè per trasgressione.
parli di buzzati e pasolini: io sono un'altra cosa. se non mi paragono a eco, figuriamoci se oso farlo con i due grandi.
lo so, nandina, il prezzo che si paga con la notorietà e accetto di pagarlo. ma onestamente non me ne faccio niente di una notorietà falsata dai media: quanti giornali hanno usato come titolo agli articoli che mi riguardavano "la lolita siciliana"? quante volte mi sono incazzata leggendo quelle parole? e, comunque, chi l'ha detto che stessi cercando la notorietà? se così fosse stato sarei stata una delle tante stelline della televisione, non mi sarei certo imbarcata nel fantastico e difficile mondo dell'editoria. non baratto la mia anima con la notorietà e la fama, poichè credo che ci siano cose che possano rendermi più felice (ancora ingenua?). io sono rimasta me stessa, sono sempre stata me stessa e se gli altri hanno avuto opinioni sbagliate sul mio conto non è stato perchè io ho giocato sporco o perchè sono stata ambigua: semplicemente perchè quando si parla di me non sono mai io a farlo, ma altri (dai giornalisti ai blogger). quindi francamente non mi sento addosso la responsabilità di aver dato una certa immagine di me medesima: io posso dare un'idea (vaga) di me con i miei libri, non sono certo responsabile di quello che viene scritto e detto sul mio conto. ma quando qualcuno dice che non sono la vera autrice dei miei libri, scusami, non è una semplice opinione è una vera cazzata che ho tutto il diritto di contestare. se la gente pensa che sia troia o bugiarda o assetata di sesso o di denaro, non mi interessa e non mi do da fare per dimostrare il contrario semplicemente perchè la testa della gente non si cambia e io e le persone che mi stanno vicino sappiamo che non sono quella di cui parlano i giornali, ma altro, molto altro.
michele: onore al tuo lavoro. ma, per favore, non pensare che tutti facciano come te: c'è chi i libri se li scrive e li firma col proprio nome. come me.

io infatti non ho mai detto che non sei tu a scrivere i tuoi libri (non lo so, non vedo perchè non dovresti essere tu e francamente non mi interessa... ma anche io sono ingenua a volte).
E nemmeno che non hai il diritto di difenderti da dichiarazioni che reputi false.
Ma dovresti rassegnarti all'idea che ormai della proiezione di te sul "pubblico" non hai più il controllo.
Chissà quante cazzate sono state scritte su tanti altri, no?
Per Buzzati e Pasolini, era per fare un esempio. Non ti paragono a nessuno, figurarsi.

Michele, brevemente, intendo dire che scrivere un libro e' espressione di un percorso personale, e' normale che uno ritenga giusto firmarlo (o non firmarlo del tutto, altro discorso... Ma sicuramente non farlo uscire col nome di un altro).
Scrivere il libro per un altro e' un lavoro, come dice Nandina, e per citare Vincent Vega e Jerda, per me, e' "un altro fottuto campo da gioco".
Tutto qui.

Nandina, complimenti!
A tratti hai scritto il post che avrei voluto scrivere io (certo forse sarei stato un po' piu' sintetico;)).
Non capisco pero' l'accanirsi della discussione su Melissa P. (autrice, in questo caso): negli ultimi post sia Nandina che Michele hanno continuato sostanzialmente a dire "ho letto quello che Melissa ha scritto, ma io resto della mia idea".
Vabbe', d'accordo che fino a qualche post fa si parlava del personaggio pubblico e quindi di quello che si e' sentito in giro, ma adesso abbiamo la fortuna di leggere direttamente da Melissa quello che pensa. Non vedo perche' non crederci, al di la' delle questioni tecniche che, se effettivamente tali, sono abbastanza opinabili...
Personalmente, ritengo piu' affidabile quello che Melissa scrive qui che non quello che si dice in giro o come la sua immagine pubblica appaia. Poi magari e' veramente una grande attrice e un meraviglioso "mostro" commerciale, ma non ho le prove e soprattutto il motivo per ritenerlo...
Certo, magari anche questi post sono stati scritti da Genna...:P

Più sintetica che posso:
la valutazione del "personaggio" melissa p. prescinderà comunque dalla valutazione (eventuale) sulla "persona" melissa p. (diciamo quella che ha scritto qui, per intenderci).

Che quel personaggio se lo sia costruito lei, la sua casa editrice, i giornalisti da soli,la TV, i suoi stessi lettori e ammiratori (che magari la ammirano anche per quello che non è ma pensano che lei sia), non è importante.

Questo è il mio punto.

Comunque grazie per i complimenti, in verità sono i miei post che scrive Genna :-P

Concordo, essendo anch'io Giuseppe Genna. 8)

Robi, a parte il fatto che Giuseppe Genna è il mio gemello siamese, per cui, credo, ci conosciamo bene (e così con Nandina)... io non mi accanisco affatto con Melissa P.. Mi accanisco di rado, ma quando capita lascio il segno, fidati. In questo caso continuo a sostenere le mie idee perché quello che dice Melissa P. è esattamente quello che mi sarei aspettato da Melissa P., non mi ha dato alcun valore aggiunto. Il fatto che lo faccia in un blog, poi, non mi sembra sia da identificare come un gesto privato. Un blog è pubblico, fino a prova contraria. Rispetto poi al libro, vedi, ho una concezione un po' meno poetica della tua. I libri non sono necessariamente opere d'arte (senza andare lontani, Cento colpi di spazzola... scherzavo... prendiamo le famose barzellette di Totti, o un libro dei comici di Zelig...). Per cui non vedo perché dare al libro un valore che non sempre ha. Io scrivo libri e li pubblico a mio nome (fino a oggi ciò è accaduto undici volte, e due di queste c'eri anche tu a cofirmarli, tu Giuseppe Genna...). Poi ho scritto libri e sono usciti a firma altrui. Come direbbe Springsteen, it's my job. O meglio, impara l'arte e mettila da parte...

Michele, il discorso che facevo su Melissa con o senza P. è semplicemente che, arrivati a questo punto, si rischia di entrare in un circolo vizioso in cui ognuno si fissa sulla sua posizione e "tu dì quel che ti pare ma io resto della mia idea". Sarebbe meglio evitare...
Concordo che blog o libro che sia non fa una gran differenza (tanto alla fine tutto questo sito in realtà non è di Bordone ma di Genna...), dico solo che a me non fa una gran differenza sapere se Melissa è veramente Melissa P. e, visto che è stata lei stessa a spiegarlo qui, non ho motivo di non crederle. Insomma, innocente fino a prova contraria.
Sul discorso dei libri, in effetti qualche distinzione andrebbe fatta: dovendo essere sistematici (e figurati che io sono zoologo), collocherei le barzellette di Totti e i libri di Zelig (e via dicendo...) nello stesso phylum dei libri scritti per altri, cioè in un ambito strettamente professionale.
Considero comunque "opere d'arte", non nel senso necessariamente di capolavori, ma di lavori che hanno un contenuto artistico, tutti i libri nati dall'espressione di un'idea dell'autore. Poi possono piacere o non picare, interessare o meno...
Oh, alla fine penso che il lavoro dello scrittore non sia uno di quelli che uno sceglie perchè non ha di meglio da fare, chessò come fare la contabilità per la Gargiulo e figli Laterizi!
Infine, già che ci siamo vorrei fare i complimenti a tutti noi, Giuseppe Genna, perchè fino a pagina 530 e rotti il Dies Irae mi è piaciuto.
Poi non so, non l'ho ancora letto...
Non ricordo cos'ho scritto.

"quello che dice Melissa P. è esattamente quello che mi sarei aspettato da Melissa P"

allora vedi che le idee che ti eri fatto non erano poi così sbagliate? sei proprio incontentabile.
se mi contatti in privato ti do il mio numero di telefono, così ne parliamo a voce. a meno che non pensi che a parlare sia un'attrice assoldata per l'occasione. in quel caso, basta che chiami senza avvertire.
i'm not joking.

... In effetti, Genna sa fare anche la voce in falsetto...
I am joking, come on!

...facciamo 51! ;-D

Stavo per stampare la discussione per leggermela con calma.. poi mi sono accorto (ve ne siete accorti?) che qui avete scritto un libro: 17 pagine!
:)

Mi sono letta tutto quanto mi mancava dei commenti dopo che Matteo ha segnalato la "quota 50" come traguardo per i commenti. Tra le cose dette ho ricevuto spunti di ogni genere, ma devo dire che riprenderei per poche parole l'argomento legato a chi avrebbe scritto i libri di Melissa.
Non ho molta simpatia per i critici e devo dire che prima di schierarmi per un giudizio tecnico di un critico aspetto molto ma molto tempo. Vorrei per questa ragione ricordare quanto è avvenuto un bel pò di tempo fa con le "sculture" di Modigliani, ve lo ricordate? Il ritrovamento di questi busti ha creato un vero terremoto nel mondo accademico. Le sculture son state riconosciute come originali da tutti tranne, se non erro, da Federico Zeri (buonanima). Si rivelò uno scherzo riuscitissimo andato ben al di là di ogni aspettativa.
Tutti possono sbagliare. Starei francamente molto attenta ad esprimermi, in questo campo, usando termini prossimi alla certezza.
Melissa: prima o poi mi deciderò a comprare "In nome dell'amore" (gli altri no, sinceramente non m'interessano)
Ora a dire il vero sono occupata a leggere "Il vangelo seondo Gesù" di Saramago. Bellissimo, ma con un uso snervante della punteggiatura...

Allora, considerato che la natura di una persona non muta col cambiar di stagione, e neanche col cambiar di tempo e di caratteri digitati, confrontate questi post, very very boring, e molto insignificanti, lunghi e boring, e confrontate i libri, che io mi guardo bene dall'aver letto, ma prendo per buoni i giudizi altrui. Avrete la risposta di chi è che scrive i libri. Voglio dire, io sono lo stronzo ridens comunista e pacifista in tutti i miei post, anche se cambio registro e forma, la sostanza rimane invariata, se poi non vogliamo dire che la forma è sostanza, ma questo è un altro discorso. Invece il blog di melissa è boring boring, e infatti ha dieci commenti, il terzo libro, il più scemo dei tre, ha venduto comunque trentamila copie. Sono numeri che non mi tornano. Il film poi è una boiata pazzesca, a detta proprio di tutti.

Consiglio: volete conoscere una vera melissa? Leggete dropout.blog.tiscali.it.

Non ho capito Lux, vuoi dimostrare che uno puo' scrivere con due registri completamente diversi (come te quando fai il Troll o quando invece, come qui, ti spieghi e argomenti un po') oppure che questo non e' possibile come, credo tu intenda questo, nel caso di Melissa P.?
CEN-TO!
CEN-TO!
CEN-TO!

Cento che sarebbe, la roba che ti sei fumato un'ora fa? Voglio dire esattamente quello che ho detto. Non un bit in più, non ho un bit in meno.

Postilla: sapete perchè, cito Bordone, Melissa "non pratica nessuno degli atteggiamenti tipici degni scrittori, roba da calci nel culo (a Bordone che non capisce un fico secco, non agli scrittori il cui atteggiamento standard è un metodo esistenziale di selezionare il necessario e di esprimerlo, per citare Heidegger stavolta)"? Semplicemente perchè non è scrittrice. E una ragazzina studentessa univeristaria mediamente carina e mediamente intelligente con un blog su cui qualche editore furbo ha imbastito una campagna stile amerikano, con un ghost writer, magari un vecio di ottant'anni, che sa il suo mestiere. Non ci vuole molto per accorgersene.

@robi, credo che intendesse la seconda
@ Lux: melissa ti direbbe che i post li scrive in poche ore tra un panino al prosciutto e la presentazione di un libro l'altra (come gli articoli) mentre i libri, sono un'altra cosa... E in ogni caso non dimostra niente. Nemmeno io sono sempre scoppiettante e divertente :-PPPP

Discussione splendida. Non mi sento di aggiungere molto visto che non sapevo nemmeno nei libri che Melissa P ci fossero sospetti di ghostwriters... Prendete il mio commento come un piccolo aiuto per raggiungere la fatidica quota tanto sospirata!

;)

Yours

MAURO

La sintassi stentata nel commento precedente è figlia di taglia-incolla feroci fra word, wordpad e questo blog, causa internet che funziona a rilento.

Insomma "genna (grande!) ghostwriter di post" questa volta non centra...

Yours

MAURO

Vabbe', mi son rotto i coglioni, scusa Matteo:
Lux le poche robe che si capiscono dai tuoi confusi commenti (e non dirmi che tu, filosofo in erba, scrivi ad un livello superiore, perche' allora sei tu da prendere a calci nel culo!) sono delle banalita' assurde!
Per dire stronzate, taci, per favore!
Con questo, ti pregherei di chiudere la discussione sul blog.
Se vuoi continuare, scrivimi, l'indirizzo ce l'hai.

"io me la si tromberebbe"

Robi, problemi in famiglia? Sei tu che hai iniziato la discussione rispondendo al mio commento. Se non capisci l'italiano, torna a scuola o comprati un vocabolario.

per la cronaca: non sono una studentessa universitaria. non ho nemmeno il diploma, cari miei, e forse questo (secondo qualcuno) spiegherebbe tante cose.
e comunque il blog che lux considera furbo l'ho aperto proprio perchè non volevo quello che mi aveva dato l'editore (www.melissap.org) e avevo bisogno di uno spazio poco istituzionale e molto privato.

Nandina, Melissa:
Matteo was right, never feed the Troll.
I did.
I was wrong.
Helpless.
Useless.
No more.

Boh a me che una persona possa cambiare registro a seconda della situazione e a seconda dell'argomento trattato non dice nulla di strano. Non lo ritengo un argomento a dimostrazione di nulla in particolare. L'essere umano a volte è mutevole. Con questo non voglio dire che NON ci sia dietro i libri di Melissa uno scrittore fantasma (detesto gli inglesismi quando ci sono termini italiani), dico solo che la variabilità di stile non è una prova. E', semmai, la prova delle infinite sfaccettature dell'essere umano e, forse, può essere un effetto del fatto che Melissa non si sia ancora appiattita in una maschera teatrale...

Sempre per puntualizzare, e per favorire il raggiungimento del centesimo commento. In italiano il Ghost Writer non si chiama Scrittore Fantasma, ma Negro. Per la cronaca...
'notte. M

Melissa P.è (forse suo malgrado)un prodotto commerciale, uno degli innumerevoli freaks creati da Cicciopotamo Costanzo, ora sta a lei (o a chi per essa, francamente poco mi interessa) dimostrare il contrario: ricordiamoci della Cardella (R.I.P.). Solitamente questi fenomeni scemano lentamente.
Tra qualche anno non si sentirà più parlare di lei, se non per citare un fenomeno identico.
O magari ci stupirà.
Purtroppo ho un'allergia tremenda per il marketing letterario bombardante e proprio non riesco a comprare i libri che mi consiglia anche la salumaia, stesso rifiuto anche per Luther Blisset.
Ora abbiamo pure il libro della blogger Pulsatilla che stanno lanciando con le bombe a mano, e per colpa del libro ha perso l'ispirazione per scrivere il suo spassosissimo blog, peccato, egoisticamente.

Tutti gli adolescenti accecati dal sesso? Sussù c'è ancora chi gioca a balon..!

Ecco Dunf, volevo dire questo ma come sempre sono stata verbosissima (e con questo siamo a 70, giusto?).

kaktus, c'è ance il libro di personalità confusa. E l'autore s'era pure lanciato in un'aggressione bloggatara ad una critica...
Non esistono più le blogstar di una volta!

kaktus, già quattro anni fa di me si diceva che sarei presto scomparsa e che sì, sarei stata come quella lara cardella che ha scritto due libri (volevo i pantaloni e volevo i pantaloni 2) e che poi si è eclissata (magari lei è più felice così). invece, come vedi, questo post ha gia 70 commenti, i giornali ancora continuano a parlare di me, il mio blog ha migliaia di visite ogni giorno e i miei libri(checchèsenedica) vendono ancora. forse le proiezioni non sono sempre esatte. ma sia chiaro: non voglio che si parli di me a tutti i costi. sono in giro per il mondo, sto via un anno, e sinceramente queste cose mi interessano poco.

Sinceramente ho letto il secondo romanzo di Melissa e non mi è piaciuto, o meglio non ha colto il mio interesse. L'ho trovato scostante e poco chiaro.
Detto ciò mi sembrava che Matteo facesse un appunto al buon Pansa che ha fatto una critica un po' eccessiva...
Beh la mia osservazione è che i critici devono pur magnà e che altro modo può esserci che non parlare di un caso come quello di questa giovane scrittrice?
Sicuramente dopo questo post e dopo l'intervento di Melissa, passerò in libreria a comprare il "famoso" saggio di cui parlate, visto che mi avete positivamente incuriosita.
Per il resto mi sembra molto coraggioso anche da parte di Melissa il fatto di intervenire qui in prima persona, non è facile cercare di essere se stessi di fronte alla gente, tutti vogliono farci sembrare qualcosa che non siamo.
Essere autentici al giorno d'oggi è la cosa più difficile che si possa fare.
Qualcuno dica pure che Melissa si fa scrivere i libri, gli articoli, etc. da qualcun'altro... io preferisco crederla autentica anche se, a conti fatti, ciò che mi interessa di lei sono i suoi libri.

BU!

Paura eh.

Cioè, siccome ne parlano tutti bene, passa la voglia di leggerlo? Mah. Dite che aggiungere "chepalle il radicalchic" ravviva la discussione?

Melissa: non è che 70 commenti in un blog dimostrino che non sei scomparsa, ricordiamo a tutti che se facciamo un sondaggio per strada e chiediamo "Cosa ne pensa di Macchianera?" circa l'80% risponde "preferisco Gambadilegno", il 19% usa bio presto e l'1% dirà che preferiva GNUeconomy.

non sono solo 70 commenti. e comunque il fatto che tu stessi ne parli e commenti questo post vuol dire che neanche tu, tuo malgrado, mi hai dimenticata.
macchissenefrega, poi!

Secondo me faresti bene a prenderti un diploma, prima di metterti a dibattere con Ruini. Quella è gente preparata. Il che è l'ennesima prova che pure dietro quest'altro libro che un bel ghost. Oltretutto dai tuoi commenti mi sembra che fai fatica a capire il senso logico di ciò che scriviamo. Che cavolo c'entrano i 70 commenti, dieci i tuoi e dieci in risposta, col fatto dei libri?

Poi un autore che parla di proiezioni, vendite, pubblicità, contatori, fan e roba simile, beh, non credo che servano ulteriori dimostrazioni di quanto già si sapeva all'inizio. Che sei una scrittrice o una di publitalia 80?

Il termine "Negro" anzichè "Scrittore fantasma" non mi piace. Preferisco la traduzione letterale (sempre che lo sia: non conosco l'inglese). Vuol dire che ho creato un modo di dire nuovo :-)
Non vedo perchè dovrei sottostare per forza a modi di dire che trovo orrendi...

se ruini è più preparato allora perchè non risponde? se loro sono più preparati allora perchè quando si è presentata l'occasione (e c'è stata, e anche una bella occasione) di dibattere sugli argomenti si sono tirati indietro?
sei uno di quelli che pensano che un diploma ti dà libero accesso alla cultura, ai dibattiti?
questa cosa è proprio ridicola.
ho lasciato il liceo tre mesi prima degli esami: non mi sembra che ciò faccia di me un essere inferiore. tanta gente col diploma (e, ahimè, con la laurea) si comporta, scrive, legge, cammina, mangia, si veste e vive da ignorante.
se riuscissi a scrivere qualcosa di logico, lux, magari potrei capire i tuoi post. ma dato che ho altro da fare, non spendo il mio tempo cercando di ricostruire le tue frasi. quello fattelo fare da un ghost writer. o, al più, da un bravo editor.

io do delle risposte su domande che riguardano vendite, e altre stronzate del genere.
non vado in giro per strada con un cartello in mano con su scritto "ehi, sono melissa p. ho venduto 2.000.000 di copie. nonostante qualche stronzo dicesse che mi sarei subito eclissata". rispondo solo a domande.

Veramente ho detto "scriviamo", non "scrivo". Qui proprio non mi può si dire niente sulla forma espressiva dei miei commenti. Altro segno rosso, 4.

...bravo,lux.... fai il pistino... non sia mai che arrivi una sciacquetta qualsiaisi a dire che non sai scrivere.....
ma voi non andate al mare?

Scusa Melissa,

Sono quello della battuta sui Savoia, Circa tre metri più in alto. Permettimi solo di dirti una cosa con molto rispetto.
Credo sinceramente che la tua partecipazione a questo dibattito da “accorata” stia divenendo un po’ polemica. Cioè lo scambio di battute sembra veramente un battibecco da Processo del Lunedì o da Appello del Martedì, a scelta. Non mi permetto di suggerirti niente, ma constato che, nonostante il tuo comprensibile tentativo di difendere le tue ragioni, tu rischi di farti trascinare su un livello di discussione poco edificante.
Se sai cosa scrivere sono sicuro che - con serenità - sai anche quando una cosa non merita di essere scritta.
Lo stile credo sia anche saper non rispondere a chi semplicemente punge per godere delle tue reazioni.
Meglio godere d’altro.
A mio modesto parere.

@ Tranqui: dici cose sagge e giuste. Ma com'è che in situazioni di attacco io, alla tenera età di circa 44 anni, reagisco più o meno come Melissa?

Eh... il carattere è carattere, a volte il sangue prende il sopravvento sullo stile.

I told you once,
I'm telling you all twice:
DO NOT FEED THE TROLL!

Credetemi, e' inutile, non ha speranza...
Va per i fatti suoi, lasciamolo andare.

Comunque, il post del Ghost Writer di Melissa P. mi ha illuminato: e' Carlo Lucarelli, o meglio, e' Genna che si finge Lucarelli che scrive per Melissa. E per tutti noi.

A parte gli scherzi, Melissa fa bene ha rispondere alle critiche con argomentazioni che trovo appropriate. D'altra parte, anche Tranqui non ha tutti i torti quando dice che forse, Melissa, faresti meglio a selezionare un po' meglio i soggetti con cui vale la pena dibattere... Che se fa troppo ProcessoDiBiscardi, poi neanche piu' a lavorare in RAI ti prendono...

Ma su ma su ( a 100 ci voglio arrivare), diciamolo che è un po' permalosetta melissa, ma che ci sta, alla sua giovine età.
Ecco ora che ho detto tutte le cose che mi farebbero incazzare ora, figuriamoci a 20 anni, mi sento megli ;-)
E comunque insultarsi reciprocamente su "non ti capisco impara l'italiano" è veramente da bambini dell'asilo.
Provocare
e pure rispondere (oppure ha ragione Zidane :-P)

Nandina, se dicendo:
"E comunque insultarsi reciprocamente su “non ti capisco impara l’italiano” è veramente da bambini dell’asilo."
includevi anche me, vorrei precisare alcune cose (ovviamente senza polemica, che tanto e' sempre Genna che le fa e le disfa ;)):
Io non ho cominciato con il Nostro criticando il suo (discutibile) italiano, semplicemente mi sembrava dicesse cose in antitesi tra loro. Cosi' ho chiesto spiegazione per capire meglio (per inciso, mi sembrava per una volta che non stesse trolleggiando...).
Come ha risposto lo hai visto (e, per la cronaca, era gia' una risposta articolata rispetto al suo solito)...
A questo punto, ho sbagliato io perche' gli sono andato dietro, comunque, come a Zidane, a me 'ste cose fanno incazzare, siccome quello piglia per il culo tutti, trovo giusto farglielo notare. Poi se vuol capire bene senno' cazzi suoi...
Comunque, resta che per me Zidane ha fatto bene.
Altrimenti (cioe' se non mi includevi), niente!

N.B.: E' palese che l'unico fine che ha questo messaggio e' quello di arrivare all'agognata quota ci CENTO e far cosi' contento il Matteo e tutti noi, cioe' Giuseppe Genna.

robi no, non parlavo di te.
Dai che siamo già a 88 (mamma quanto mi sento cretina!)

Quando ho letto Cento colpi di spazzola, anche io ho pensato che non fosse stato scritto da una ragazzina di 16 anni. Ma poi mi dissi anche che non conoscevo cosi` tante ragazzine di 16 anni e, soprattutto, non sapevo come scriveva una ragazzina di quell'età. Giusto il finale, ma evito di dire perche` per evitare spoiler, mi sembrava riportare tutto sui giusti binari, insomma su quelli che io ritenevo fossero i canoni adatti ad una adolescente.
Tutto questo per dire che finiamo sempre per ricondurre tutto agli schemi mentali che ci guidano e a cui ci affidiamo. Se quel libro ha avuto un pregio e` stato di scombussolare un po' quegli schemi.
Il libro lo comprai perche` mi piace leggere i casi letterari.
Non tutti, in effetti, e non tutti nel pieno dell'agitazione collettiva; tanto per dirne una, Il Codice da Vinci l'ho letto qualche settimana fa e i due di Faletti non li ho nemmeno acquistati. Ma prima o poi lo faro`. Insomma non mi piace l'atteggiamento spocchioso di chi rifiuta a priori un prodotto di successo.
Cento colpi di spazzola, poi, non mi è piaciuto. Ma questo è un altro discorso. In fondo non ero il destinatario di quel libro o di quell'operazione commerciale, comunque la si voglia chiamare.
Un consiglio per Melissa: se metti la maiuscola dopo il punto i tuoi post acquisiscono improvvisamente una credibilita` maggiore. Non c'e` niente da fare, la forma è sostanza :-)

... bastardo andrea..... adesso mi hai fatto venire voglia di leggerlo.....

Melissa P non è una scrittrice (100 colpi di spazzola è opera dell'editor cui lei aveva inviato un manoscritto pesantemente pornografico e tutto inventato). Una ragazzetta ignorante e permalosa che crede di essere maestra di vita solo perchè ha sollazzato l'Italia con raccontini pruriginosi.... Meglio che torni al sesso, è la sola cosa che può fare.
E certo, passare a 30.000 copie dopo averne vendute un milione è pesante. Tant'è che è partita per "un viaggio intorno al mondo". E pare che alla Fazi ci sia un po' di terremoto..... Non me ne frega della moralità della ragazzina (anche se i suoi genitori hanno proprio allevato bene questa figliola) ma se non sa scrivere e nemmeno parlare... Non siamo bigotti o sessuofobi, ma dopo un po' stanca!!! Anzi, stanca subito. I fenomeni costruiti a tavolino sono così....

Melissa P non è una scrittrice (100 colpi di spazzola è opera dell'editor cui lei aveva inviato un manoscritto pesantemente pornografico e tutto inventato). Una ragazzetta ignorante e permalosa che crede di essere maestra di vita solo perchè ha sollazzato l'Italia con raccontini pruriginosi.... Meglio che torni al sesso, è la sola cosa che può fare.
E certo, passare a 30.000 copie dopo averne vendute un milione è pesante. Tant'è che è partita per "un viaggio intorno al mondo". E pare che alla Fazi ci sia un po' di terremoto..... Non me ne frega della moralità della ragazzina (anche se i suoi genitori hanno proprio allevato bene questa figliola) ma se non sa scrivere e nemmeno parlare... Non siamo bigotti o sessuofobi, ma dopo un po' stanca!!! Anzi, stanca subito. I fenomeni costruiti a tavolino sono così....

E ma per arrivare a CEN-TO, conta anche quello doppio di giuls?
...
E novantare!

Sempre per la cronaca, se Ghost Writer non si traduce Scrittore Fantasma, ma Negro, Editor non si traduce Editore ma Simone Caltabellota... Sempre per la cronaca. Michele

Beh, ma tradurre Ghost Writer con Scrittore Fantasma e' una scelta poetica (Uyulala, mezzo metro sopra qui...), tradurre Editor con Editore e' proprio scannato...
Non posso fare a meno di associare Ghost Writer a Ghost Rider, cosi' mi immagino gente che scrive al computer con, al posto della testa, un teschio fiammeggiante. E tintinnio di catene.
Sempre a commentare la cronaca, io...

a me invece fa venire in mente ghostbusters, gli acchiappafantasmi (di una cultura che non c'è più?). ciao

a me invece fa venire in mente ghostbusters, gli acchiappafantasmi (di una cultura che non c'è più?). ciao

.... secondo me i post doppi non valgono.....

oggi sono andato in libreria (byblos,a torino) con l'intento di comprare 'sto libro porcello ma ho ceduto a spaghetti cinesi e blackjack club..... e mi sa che domani cederò a kitano e niffoi.... ma agosto è lungo.... riuscirò anche io a dire la mia sulla melissona.....

... Ma no, secondo me, contano...

Propongo che il centesimo sia del Padrone di Casa (Genna...).

Anche le cozze sono alla frutta.
E son novantanove...

e cento :)
buona calda estate a tutti e che il caldo non consumi quel po' di materia grigia che a qualcuno è rimasta!

Salve,è il primo commento della mia vita che rilascio in un blog,ma visto che ieri ho cucinato la mia prima torta...perché no?Anche perché questa discussione ha catturato il mio interesse. I libri di Melissa non li ho letti semplicemente perché non credo siano essenziali per la mia crescita letteral-culturale,dunque non ho NULLA contro di lei. Ora,ritengo che se qualcuno considera “100 colpi ecc ecc” una tale obbrobriosità,dovrebbe semplicemente evitare di parlarne. Punto. La maggior apertura mentale consiste nel lasciare agli altri la possibilità di fare ciò che vogliono senza criticarla a priori. Esempio:non potrò mai biasimare mia nonna perché guarda “Beautiful”,così come non ho mai ammazzato nessuno a colpi di nunchaku se parlava di “100 colpi ecc ecc”. Oltretutto ho smesso da tempo di saltare addosso a chi sentivo passava(secondo me:sprecava)i pomeriggi con i programmi della Maria…Non serve proprio a niente! Se pensate che la Melissa in questione non sia capace di scrivere,pazienza!Magari nel tempo riuscirà a crescere e a raggiungere gli “standard” ritenuti da voi opportuni per essere considerati Scrittori. E se,invece,scomparirà nel nulla,beh,…avrete avuto ragione. Se ad un certo pubblico il suo lavoro risulta gradevole, perché negarlo?[de gustibus...]Questa è la mia modestissssima opinione,ma se può aiutarvi in qualche maniera…tanto meglio!
Buona giornata a tutti

ps:in bocca al lupo per il viaggio intorno al mondo.

Era chiaro che avevo speso il nome del Matteo solo perchè il mio piano era di bruciarlo affinchè il Centesimo fosse di Melissa...
Contento, Bordeaux?
Fottuta Grande Mela, il caldo è arrivato anche qui...

Una 16enne graziosa e porcella vende per forza. E' il voyeurismo tipicamente italiano.
Ma che la 16enne porcella che scopa padri di famiglia, professori e adolescenti con la stessa insaziabile voglia si arroghi il diritto di essere maestra di scrittura, paladina dei diritti (di chi? Parla solo di se stessa, capirai...) e idolo obbligatorio. Poi una che scrive "sarò sodomatizzata solo da chi sa amarmi" ehm ehm.... o non sa scrivere o ha le idee confuse.

Alla fine quindi Melissa p. è davvero Genna, vero?
Grazie Melissa per avermi permesso di mostrare la mia esuberante intelligenza col tuo centesimo post.

Melissa incazzata perchè non vende. Melissa furiosa perchè l'Italia non la venera. Melissa che nel blog racconta di incesti col padre e guai a criticarla.....

Che palle!!!!!

Eppure io quel numero di Tutto Musica me lo ricordo (e l'ho anche citato nel blog quando uscì) e sembrava che tutti fossero contenti di Melissa P. che va a intervistare Tiziano Ferro. Voglio dire, se il pezzo faceva schifo, qualcuno lo ha riscritto, e allora perché in cima (o in calce, boh) c'era il nome di Melissa P. e tutti erano contenti tanto da schiaffare in copertina "Melissa P. intervista Tiziano Ferro?"

Quanto al resto, è ovvio che se un libro ti vende un sacco di copie e gli altri due meno (di cui uno solo trentamila a fronte di un milione e passa) questo si chiama FLOP: se a Gennaio quando esce in Italia Lisey's Story di King e vende dieci copie, te puoi dirmi anche che King ha venduto miliardi di copie, e ai suoi tempi è stato un "caso letterario", ma sempre flop resta. Per quello che si legge in Italia 30.000 copie saranno anche un successo, ma è ovvio che quando il pubblico si affeziona ad un certo tipo di "romanzi di quello scrittore" difficilmente lo segue nelle sue evoluzioni

Iulik, tutto e' Genna.

As usual, per la cronaca (e per far aumentare i già centenari commenti, caro Matteo...), cara Fulvia, l'editoria è un'industria, non l'incarnazione del mondo di Utopia. Se Melissa P. viene incaricata di fare un'intervista (idea mia, che ai tempi ero firma di Tutto Musica) a Tiziano Ferro, e poi il pezzo che ne tira fuori è impubblicabile, si agisce "di forza". Il pezzo viene riscritto e pubblicato. Chiaro che l'idea forte non era legata a quanto Tiziano Ferro avrebbe detto (chissene, no?), ma al fatto che lui, fresco autore della canzone Xverso, fosse intervistato dalla scrittrice Xversa per antonomasia. Finzione? Chiamiamola pure così, ma l'importante è che la cosa attirasse il pubblico, di questo campa l'editoria. Del resto, sempre per la cronaca, Tiziano Ferro è diventato inizialmente famoso perché Le Iene e Striscia la Notizia lo sputtanarono per aver rubato Xdono a R.Kelly. Col suo secondo album, che non decollava, ci mettemmo del nostro con Tiziano Ferro intervistato da Melissa P., e adesso, be', adesso ci si è messo da solo, prima coi baffi delle messicane e poi con il plagio a Kelly Osborne (R.Kelly e Kelly Osborne, chissà se c'è un messaggio in codice legato al nome Kelly?) e i Visage. In conclusione, a Tutto eravamo tutti contenti perché questo prevede il protocollo. Non ho mai letto in copertina di un megazine, "Intervista del cazzo a tal dei tali"... buona estate Michele

Michele, non stavo criticando il giornale e/o te in particolare
Semplicemente rivedendo la copertina di quel particolare numero, mi "sembravate contenti" di pubblicare i due xversi per eccellenza (neanche fosse uno scoop da far vendere milioni di copie) tanto che la tua "confessione" mi ha stupito, tutto qui.
Solo che, per l'idea (vuoi romantica? Diciamo romantica) che avevo io di TM, pensavo fosse stata pubblicata perché "degna di esserlo".
Poi è ovvio che un articolo si corregge e blablabla, e che le copertine vengono fatte per vendere.

Una frase, priva di negazioni, con "Tiziano Ferro" e "degno" io non me la sentirei di comporla... :)
Buona estate un cazzo!
Fa un caldo che si crepa!
E dell'umidita'? Nessuno ne parla?
Vabbe' dai...

Ma state cercando di arrivare a 200?
No, non mi avrete!
(degno di lapidazione è una frase senza negazioni, no?)

Giusto!
Ma varra' la pena (cioe' sara' lui degno) di mettersi a tirar sassi a TF con 'sto caldo?
E 'sto umido...
Mi scivolano le dita sulla tastiera...
Fottuto clima della Grande Mela!
E facciamo 200, dai...

@ robi: degna era riferita a melissa p, ma in effetti è uguale...

Fulvia cara, mi spiego meglio. Un conto è il normale lavoro di redazione che si fa(ceva) sui pezzi. Anche i miei, che ero firma di Tutto Musica, ma non parte della redazione, erano "passati" dai redattori, per dire, un conto è dover riscrivere del tutto un pezzo perché impubblicabile. Per dire, se un pezzo di pinco pallino fosse arrivato e fosse stato impubblicabile, pinco pallino sarebbe stato servito di cazziatone e il pezzo buttato nel cestino. Ma Melissa P. era un nome che tirava (uso il passato non perché penso che adesso non lo sia, ma perché mi sto riferendo a un preciso periodo del passato, quello del pezzo su Tutto Musica), non da scoop di milioni di copie, ma magari di qualche migliaio, e per un megazine che ne vendeva scarse centomila era già qualcosa, per cui il pezzo è stato riscritto per intero. Il romanticismo con l'editoria periodica c'entra poco, temo. Fattene una ragione. Se proprio vogliamo aggiungere chicca a chicca, e se vogliamo avvicinarci a quota 200, vi dico pure che il motivo per cui io (ideatore del pezzo) non partecipai personalmente all'incontro è di quelli divertenti. All'epoca dell'esordio di Tiziano Ferro, scrissi un articolo su di lui (sempre su Tutto Musica), un pezzo in cui raccontavo del nostro incontro. Le parti salienti erano queste: lui, che aveva cominciato l'intervista chiedendomi di non essere troppo cattivo con lui (ai tempi di Tutto Musica, io ero il "poliziotto cattivo", quello che trattava male gli artisti, che scriveva le stroncature, il cattivo, appunto), poi si era mostrato un vero dritto, raccontandomi a microfoni spenti le uniche cose interessanti. Altro che poliziotto cattivo. L'altra cosa era che, durante il servizio fotografico, si era infilato un intero rotolo di scottex nei pantaloni di pelle rossa (che, mi aveva spiegato, sfinisce), cosa che io avevo riportato nel mio articolo. Risultato, Tiziano Ferro me l'ha giurata, si è incazzato con il giornale e ha preteso le scuse ufficiali in un pezzo che gli fu dedicato tempo dopo, con tanto di copertina. In poche parole sono stato messo al bando da Tiziano Ferro. Del resto anche io, come le donne messicane, ho i baffi... non sono proprio il suo tipo...

Come un rotolo di Scottex nei pantaloni?!?
Minchia! E quanto posto c'era?
Ale' magari un altro paio di commenti cosi' e si mette a rispondere anche TF...
Oh, il caldo di NY oggi e' una roba che nemmeno la glaciale aria condizionata che usa qui puo' vincere...
Io tra un po' mollo tutto e vado a casa...
Scusate lo sfogo, ma non ce la faccio piiiiu'!

Michele: tranquillo, ho capito (mi ricordo che eri cattivo, sa! Lo sei pure ora ;-) [salutatemi TF, se passa...]

Ora che Melissa è fuggita dall'Italia - magari per non dover rispondere a nessuno di quei BRUTTI CATTIVI che le fanno notare il clamoroso flop, ci sarà requie???

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